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BERLUSCONI: CI HANNO BLOCCATO LE LISTE!
Post n°344 pubblicato il 11 Marzo 2010 da ponte.mammolo
Silvio Berlusconi assolve il partito. «Nessuna irregolarità, a Roma cihanno impedito di presentare le liste». E dunque via allacontroffensiva. Il presidente del Consiglio e leader del Pdl haillutrato la sua versione dei fatti in una conferenza stampa presso lasede del partito in via dell’Umiltà a Roma. «Siamo qui perreagire all’assoluta disinformazione data riguardo alle vicende del Pdla Roma. Voglio dire subito che in quello che accaduto non vi è stataalcuna responsabilità ricondiucibile ai nostri dirigenti e funzionari»,ha detto Berlusconi. Il premier ha ricostruito minuziosamente lavicenda. «Milioni e Polesi chiedevano l’intervento del magistrato macon loro grande sorpresa, il dottor Diamanti, con l’aiuto di AnnaArgento, decideva incredibilmente che erano esclusi, asserendo che sitrovavano oltre una linea di un centimetro in questo grande salone». Laconclusione è netta: «Ai delegati del Pdl è stato impedito dipresentare le liste con atteggiamenti e comportamenti ben precisi». Cen'è anche per l'opposizione. «Il comportamento della sinistra è statoed è antidemocratico e meschino; noi ci saremmo comportati nel modoopposto. Ma daremo una lezione alla sinistra», ha detto Berlusconi.«Nel caso della Lombardia c’è stato un atteggiamento fiscale nei nostriconfronti, mentre si è chiuso un occhio nei confronti di altripartiti». Il premier fuga i dubbi: «Vinceremo anche se il Pdl è statopenalizzato, dobbiamo far prevalere le ragioni della politica, icittadini sono stanchi delle polemiche delle carte bollate». Massimosostegno alla Polverini. «Abbiamo deciso di impegnarci anche nel Lazioaffinchè vinca il candidato migliore. Raddoppieremo i nostri sforzi perfar vincere la nostra candidata, anche se la nostra lista non fossepresente». Mentre Berlusconi arrivava nella sede del Pdl in Viadell’Umilta è stato contestato da alcune persone affacciate dal palazzoche è di fronte alla sede del Pdl. Contestazioni che hanno provocato lareazione del gruppo di militanti del Club della Libertà che attendevanoil premier. Molti gli slogan gridati dai militanti del Pdl: "Ilcomunismo non passerà", "A lavorare, andate a lavorare", "Chi non saltacomunista è". Tra i contestatori, che si sono affacciati alle finestredel palazzo di fronte alla sede del Pdl, anche dipendenti del TeatroQuirino, che mentre urlavano hanno lanciato delle brochure del Quirinodi presentazione del balletto Romeo e Giulietta. Intanto, silavora a perfezionare la grande manifestazione di piazza, il 21 marzo,con tutti i 13 candidati del centrodestra alle Regionali. Il Pdl pensaa piazza San Giovanni, come nel 2006 contro il governo Prodi, con piùcortei che dopo aver attraversato la Capitale confluiscano nella piazzasimbolo della sinistra. Ma, se invece per motivi logistici e di"disponibilità" non fosse possibile tornare in piazza San Giovanni, trale subordinate si pensa a piazza della Bocca della Verità o a piazzaNavona. Berlusconi chiama quindi la piazza per protestare control’esclusione dalle Regionali della lista del Pdl nella provincia diRoma, un piazza in cui non ci sarà Gianfranco Fini. «Il presidentedella Camera non partecipa mai a manifestazioni elettorali organizzatedai partiti», ha fatto sapere il cofondatore del Pdl interrogato daicronisti a Montecitorio. «Soltanto perché è una signora, non le dicocosa penso di questa domanda», è stata la risposta di Fini allagiornalista che gli chiedeva se condivide la manifestazione del Pdlcontro l’esclusione della lista nel Lazio. La Polverini nonperde la speranza: «A un certo punto sembrava che non ci fosse piùnulla, nemmeno io. Invece io sono qui, si vota con la coalizione che misostiene con o senza il Pdl». «Io però - ha aggiunto la candidata delcentrodestra alla presidenza della Regione Lazio - nemmeno nel momentoin cui sembrava che non ci fosse più nulla ho pensato di abbandonare lapartita. Ci sono stati tanti attacchi«, ha ricordato rimarcando »ilclima con il quale ci stiamo avvicinando al voto». Anche il sindaco diRoma Alemanno si mostra fiducioso: «Siamo delusi per la decisione delTar ma l’importante è che alla fine Polverini possa vincere». IntantoAntonio Di Pietro torna a criticare il presidente Napolitano rivolgendoal Colle un appello perchè «apra gli occhi» in vista dell’approvazionedella legge sul legittimo impedimento. «C’è un assassino dellademocrazia - ha detto Di Pietro a Montecitorio - e si chiama SilvioBerlusconi, che dopo aver fatto un decreto per truccare le regole delleelezioni, oggi fa approvare con la fiducia il legittimo impedimento chemette al riparo lui e tutti i ministri dalle inchieste dellamagistratura». «Io faccio un appello al Capo dello Stato - ha conclusoil leader di Idv - apra gli occhi e impedisca questo scempio dilegalità e di democrazia». «Per questo - tuona l'ex pm - invitiamotutti a scendere in piazza contro Lucifero-Berlusconi, il nuovodittatore». |
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