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quanti ricordi in un tortellino

Post n°219 pubblicato il 03 Gennaio 2012 da portoncinorosso

sono quasi finite le feste,e al ristorante dopo aver lavorato Vigilia, Natale, S.Stefano e S. Silvestro ci siamo presi 4 giorni di ferie tutte in una volta,per riaprire il giorno prima dell'Epifania.

Durante le feste abbiamo lavorato,e festeggiato poco,anche se non abbiamo rinunciato alle nostre tradizioni di famiglia,la Vigilia pranzo di magro e alla sera da buoni Mantovani,tortelli di zucca,per Natale a pranzo abbiamo saltato il primo perchè era troppo tardi ma il cappone ripieno non ce lo siamo fatti mancare,la sera di Natale cena in famiglia da mia sorella con gl'immancabili tortellini in brodo,buoni ma non li aveva fatti in casa,d'altra parte è venuta a lavorare anche lei e le è mancato il tempo di farli ma ci siano accontentati.

adesso passata la confusione di S.Silvestro,siamo a casa e oggi dopo aver pranzato mi sono concesso un pisolino,scendendo poi dalle scale sono stato sorpreso da un profumo inconfondibile, mia mamma ha preparato il ripieno dei tortellini e l'ho trovata in cucina col grembiulino bianco che stava impastando.

a questo punto sono stato coinvolto anch'io nel fare i tortellini,era tanto tempo che non li facevo che mi sono sorpreso da come mi venivano bene.

Dietro di noi l'albero di natale faceva correre le sue luci in mezzo a tante palline colorate e vedendo l'albero e i tortellini inevitabilmente ho cominciato a ricordare quando ero bambino .

quando i giorni prima di Natale dei tortellini mia mamma e mia nonna ne facevano in quantità industriali, e tiravano la pasta a mano,con un lunghissimo matterello tiravano 12 uova di pasta alla volta,poi l'arrotolava sul matterello e con un colpo deciso la tagliavano per la lunghezza ,la pasta si apriva come un libro,poi la tagliavano a quadretti facendo restare sul tagliere come dei piccoli notis di pasta,che noi bambini poi sfogliavamo ad uno ad uno dove mia mamma poi metteva il ripieno e tutti piegavamo i tortellini.

ogni tanto mettevamo qualche pezzetto di pasta sulla piastra della stufa ad abbrustolire per poi mangiarla calda.

alla fine della giornata noi bambini eravamo tutti infarinati ma contenti poi a Natale era una gioia vedere mia mamma portare in tavola la zuppiera fumante.


 



 
 
 

storia moderna di Natale ( in dialetto Mantovano)

Post n°218 pubblicato il 23 Dicembre 2011 da portoncinorosso

Incö a gh'era fred

e pò piuveva...

A su n'dà in Cesa

par scaldam an pò....

e am su fermà davanti al Presepi.

A'm pareva d'esar pùtìn

cun la man in quela ad mè madar-

Vulevi pregà ma sevi mia pö li paroli

e alura a Gesù Banbìn gh'u det sul

ca gh'evi fred, ca sevi da par me c'mè n'can

ch'a sevi puvret pùsè di su pastur

parchè gh'u sul la ...minima...

che me muier l'è morta da n'pèr d'ani...

e a gh'ù da rangiàm da par me

e a su mia senpar bun....!

Sentà  le davanti al Presepi

a m'è gnì adoss una tristesa

da fam gnì i lüsur a i'occ.

U' vardà la facia dal Pùtin

l'era bianch e ros, tüt surident

e m'pareva ch'al ma d'gess...

a't' vöi ben !

Quand su andà föra

par andà a cà...

a piuveva pù, era gnì föra al sul

e a'm' su sentì cuntent

cumè quand mè madar

la m'brasava sù strich !!

non so la capirete tutti ma è molto toccante e tradurla perderebbe il suo bello

buon Natale

 
 
 

buon natale

Post n°217 pubblicato il 23 Dicembre 2011 da portoncinorosso

 
 
 

AUGURI

Post n°216 pubblicato il 19 Dicembre 2011 da portoncinorosso

BUON NATALE

DA TUTTO LO STAFF

DEL RISTORANTE

PORTONCINO ROSSO

CASTELMASSA ROVIGO

 
 
 

il mio racconto di Natale

Post n°215 pubblicato il 15 Dicembre 2011 da portoncinorosso


E' Dicembre, e come tutti gli anni sono salito in soffitta a prendere gli addobbi per l'albero di Natale,li ho portati in sala e ne apro subito uno,la prima cosa che tiro fuori è una piccola stellina rossa,che mi ha regalato tanti anni fa una bambina dai codini biondi.

Ero alla  scuola alberghiera,nello stesso cortile c'era un'orfanatrofio,e la settimana prima di Natale,abbiamo deciso di organizzare una cena per i bambini .

dopo aver passato tutto il giorno a cucinare,abbiamo cominciato a portare delle cose nella sala da pranzo dell'istituto,come siamo entrati i bambini ci accolsero tutti felici,stavano preparando un gigantesco albero di Natale, e mentre li salutavamo si è sentito un urlo e il rumore di una pallina cadere a terra,e tra gli scatoloni è uscita lei,piccola bionda con due codini biondi legati  con due stelline rosse, piangendo corse via e venne a sbattermi nelle gambe,mi guarda in faccia e mi dice "ciao chi sei? io mi chiamo Katia e tu?"non l'avevo mai vista mi inginocchiai e asciugandogli le lacrime gli ho detto "mi chiamo Francesco ma mi puoi chiamare Cesco".

Poi la chiamarono e lei corse via facendomi ciao con la manina e un bel sorriso,cosa che sui visi di quei bambini non si vedeva mai.

Tutte le volte che entravo in sala lei veniva a vedere cosa avevo portato, era una peste non lasciava stare nessuno.

Arrivata ora di cena noi ragazzi tutti vestiti in divisa da cuoco siamo entrati in sala assieme allo chef che per l'occasione aveva portato anche sua moglie e i figli,lei era li davanti a tutti con un vestito rosso e suoi codini,incominciò la cena e come era prevedibile lei non mangiò niente e corse tutta sera attorno alla tavola,sorrideva con tutti, solo quando passava vicino alla moglie dello chef,diventava seria la guardava,e scappava via.

Finita la cena gl'insegnanti si spostarono nel salotto per il caffè,lei correva attorno all'albero,ma ad un tratto andò davanti alla moglie dello chef,si fermò a guardarla  diventò seria,i suoi occhi erano diventati tristi,e prendendo il coraggio a due mani,le si avvicinò e le chiese se poteva andarle in braccio,certo rispose la signora,e la prese sulle ginocchia,per un po' Katia sorrise a fatica, poi una lacrima le corse giù dalla guancia cadendo sulla sua gonna rossa,con una manina accarezzò il viso alla signora e le disse " sai signora,è tanto tempo che non mi siedo più in braccio a una mamma".

poi  scivolando giù dalle braccia della signora sfregò un codino e si stacco una stellina di un codino,io stavo per uscire lo chiamata per salutarla, lei mi corse vicino e mentre mi chino per darle un bacio  mi accorgo che non ha più una stellina e le chiedo dove era finita, lei la tira fuori dalla tasca e me l'allunga e mi dice " tienila regalala ai tuoi figli" poi corse via ma quando arrivo sulla porta la sento gridare "Buon Natale Cesco".

Io di figli non ne ho, ma tutti gli anni quella piccola stellina rossa la metto sull'albero di Natale ma adesso l'appoggio sul tavolo,devo asciugarmi una lacrima.

Francesco Grossi

 

 

 
 
 
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