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PREVENZIONE AIDS

L'Angelo della Prevenzione... Combattiamo assieme per dare più informazione!

Creato da informazione_aids il 03/12/2009

I NUMERI DELLE SEDI LILA

SEDI

Lila Helpline

Giorno per giorno, i numeri Lila che puoi chiamare per ricevere informazioni, ascolto e orientamento ai servizi, nel rispetto dell'anonimato.

LILA CALABRIA - 0968.464609:

LUN e GIO dalle 9.30 alle 11.30


LILA BOLOGNA - 051.6350025:

LUN, MAR, GIO e VEN dalle 19.00 alle 20.30


LILA PIACENZA - 0523.338033:

LUN e GIO dalle 16.00 alle 19.00

MAR dalle 15.00 alle 17.00

MER dalle 16.00 alle 19.00

VEN dalle 16.00 alle 18.00


LILA TRENTINO - 0461.391420:

LUN dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 22.00

MAR, MER e GIO dalle 15.00 alle 19.00


LILA MILANO - 02.58103515:

LUN, MER e VEN dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00

MAR dalle 14.00 alle 21.00


LILA BARI - 080.5563269:

LUN, MAR, MER, GIO dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 18.00 alle 19.30

VEN dalle 10.00 alle 12.30


LILA CATANIA - 095.551017:

LUN, MER e VEN dalle 16.30 alle 19.30


LILA PIEMONTE - 011.4361043:

LUN dalle 19.00 alle 21.00

MER dalle 18.30 alle 20.30


In particolare, per quanto riguarda i trattamenti:

LILA BOLOGNA: tutti i MAR dalle 19.00 alle 20.30 allo 051.6350025, info@lilabologna.it

LILA MILANO: per questo servizio contattare il centralino Lila Milano negli orari indicati, infoaids@lilamilano.it

 

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SOSTANZE PSICOATTIVE 5° parte - CANNABIS

Post n°24 pubblicato il 19 Aprile 2010 da informazione_aids

DOPO QUASI 3 MESI RIECCOMI ATTERRARE DI NUOVO IN QUESTO BLOG CHE CERCA DI AVVICINARSI AI GIOVANI E NON AL 'USO CORRETTO DELLE PRECAUZIONI PER EVITARE CHE L'AIDS AUMENTI. IN QUESTI 3 MESI NE SONO SUCCESSE DI COSE E ALTRE NE ACCADRANNO, IO CON I MIEI RITMI E I MIEI TEMPI PURTROPPO NON SEMPRE RIESCO A STARCI DIETRO E CHIEDO UMILMENTE SCUSA PER QUESTO, IL PROGRAMMA DELLA MIA MISSIONE E' GIA' STABILITO, QUINDI PROSEGUIRO' CON QUEL PROGRAMMA, SALVO POSSIBILI ECCEZIONI. QUINDI RIPRENDERO' A INSERIRE IN ORDINE DI QUELLO CHE SI STAVA TRATTANDO... RICORDO INOLTRE CHE PER QUALSIASI INFORMAZIONE SUI VARI ARGOMENTI POTETE RIVOLGERVI SENZA PROBLEMI E TIMORI ALLE VARIE SEDI LILA IN ITALIA.

INFO AIDS


 


 CANNABIS

 

 

COS’È?
La marijuana (erba, ganja) consta delle infiorescenze della pianta (femmina non impollinata) di canapa (cannabis sativa), tutti i vari tipi di hashish (marocchino, cioccolato, nero) derivano dalla lavorazione della resina prodotta dalla pianta, l’olio deriva dalla distillazione della resina. La cannabis sativa necessità di poche cure e ha pochi ‘nemici’ naturali, cresce naturalmente ad ogni latitudine a parte quelle artiche, ed ha una proprietà intrinseca della pianta nella capacità di arricchire il terreno di coltura.
È utilizzabile per la produzione di tessuti, vestiti, olio commestibile e/o combustibile, carta naturalmente bianca che non necessita di procedimenti di sbiancamento necessari per la carta di cellulosa, fibre plastiche e tante altre applicazioni.
I prodotti della cannabis hanno una farmacopea riconosciuta a livello mondiale: nelle sindromi dolorose croniche, nelle malattie polmonari, nel supporto a pazienti oncologici in chemioterapia, nel trattamento farmacologico dell’anoressia, dell’epilessia, nella cura del glaucoma, nelle paraplegie e nelle sclerosi muscolari per fare alcuni esempi.
Il maggiore responsabile degli effetti psico-attivi, fra gli oltre 60 principi attivi contenuti nella cannabis, è il delta 9 tetraidrocannabinolo, comunemente conosciuto con la siglaTHC. La concentrazione del THC e degli altri principi attivi varia da qualità a qualità (con percentuali che possono andare dal 2 al 50%) ed è quindi difficile sapere a priori quali caratteristiche avrà una certa varietà.

COME VIENE CONSUMATA?
Fumata
Una mistura di marijuana (o hashish) e tabacco viene ‘rollata’ e fumata come una sigaretta, o con l’utilizzo di pipette, chiloom. I principi attivi vengono assorbiti attraverso le vie respiratorie e raggiungono il flusso sanguigno, e successivamente il cervello entro 5-10 minuti dall’assunzione. 
Mangiata
La marijuana e l’hashish possono essere utilizzate per cucinare. In questo caso bisogna fare molta attenzione a quanta sostanza viene utilizzata per la preparazione del piatto poiché il processo di riscaldamento produce una sintesi del THC con conseguente intensificazione delle proprietà psico-attive. L’assorbimento da parte dell’organismo avviene gradualmente attraverso la digestione; gli effetti, attenuati rispetto al normale, cominciano 1-2 ore dopo l’ingestione e possono durare anche fino a 10-12 ore.

EFFETTI RICERCATI
Gli effetti cominciano 10-15 minuti dopo l’assunzione e si protraggono per 1-2 ore Gli effetti prioritari sono riconducibili a rilassatezza, positività e tranquillità.
Il consumo di cannabis provoca una perdita di zuccheri nel sangue (glicemia), aumentando la produzione di succhi gastrici, il consumo di cannabis è associato con un aumento dell’appetito, la così detta fame chimica.
E’ ampiamente dimostrato che i prodotti della cannabis sativa non provocano l’insorgere di dipendenza e non si è mai registrato un solo decesso correlato al consumo: il rapporto dose attiva/overdose è di 1 : 20.000, vale a dire che servono 20.000 ‘dosi’ per arrivare a una reazione di overdose. La cannabis non si accompagna bene a nessuna altra droga, in special modo è sconsigliato il mix con bevande alcoliche (che può provocare vertigini e forte nausea).

EFFETTI NON DESIDERATI
Nonostante non sia stato dimostrato un collegamento diretto, la possibilità che il consumo protratto di cannabis fumata possa produrre danni ai tessuti polmonari non è da escludere. La cannabis tende a provocare improvvisi cali della pressione sanguigna con possibili attacchi di nausea. Tende ad incidere sul ritmo cardiaco (tachicardia),rendone sconsigliato il consumo per chi ha problemi di cuore. Un consumo “importante” di cannabis può incidere sulla coordinazione e sulla percezione individuale di tempo, spazio e distanza rendendo pericoloso guidare.

PER LE PERSONE SIEROPOSITIVE CHE ASSUMONO LE TERAPIE ANTIRETROVIRALI 
è bene sapere che: in generale non ci sono evidenze di interazioni significative tra i farmaci antiretrovirali e i derivati della cannabis ma alcuni piccoli studi condotti sull’utilizzo di derivati della cannabis e Crixivan (indinavir) e Viracept (nelfinavir), rilevano un leggero aumento della concentrazione del THC. Quindi le persone che sono in terapia e consumano cannabis potrebbero sperimentare un lieve aumento degli effetti psicoattivi legati al THC.

 

 
 
 

SOSTANZE PSICOATTIVE 4° parte - BENZODIAZIPINE

Post n°23 pubblicato il 24 Gennaio 2010 da informazione_aids
 

CONTINUIAMO ALLA SCOPERTTA DELLA SOSTANZE PSICOATTIVE PARLANDO DI...

 

INFO AIDS

 

BENZODIAZEPINE (Darkene, Minias, Rivotril, Rohtril, Rohypnol, Valium, Xanax, ecc...)

 

 

COSA SONO?
Le Benzodiazepine sono la categoria più rappresentativa dei farmaci ipnotico-sedativi. Utilizzate come supporto terapeutico per problemi legati ad ansia, insonnia ed al trattamento dell'alcol-dipendenza; ne esistono molte e quasi tutte sono prescrivibili da un medico di base. Sono farmaci derivanti dalla Rauwolfia Serpentina una pianta che cresce in diverse varietà in Africa centrale e nell'America centro-meridionale, da cui fu estratto il principio attivo conosciuto come Reserpina, successivamente isolato e riprodotto sinteticamente.
Le Benzodiazepine hanno praticamente completamente sostituito i barbiturici per la loro maggiore sicurezza nei confronti della tutela della salute del paziente, e in base alla tipologia di impatto sul Sistema Nervoso Centrale sono state classificate in tre gruppi:
ad azione prolungata (es. Clonazepam -Rivotril-; Diazepam -Valium-);
ad azione intermedia (es. Alprazolam -Xanax-);
ad azione corta (es. Temazepam, Loprazolam).

COME VENGONO CONSUMATE COMUNEMENTE?
La forma di consumo terapeutica è quella orale; essendo farmaci sono dotati di dosaggi e posologie ben precise (è necessario prendere attenta visione delle istruzioni e seguirle con precisione).
Fra i consumatori di droghe per via endovenosa la modalità di somministrazione è quella iniettiva, con obiettivo dichiarato quello di ridurre gli effetti delle crisi di astinenza da eroina, ed in seconda battuta, per “sballare”. Questa modalità di assunzione risulta estremamente pericolosa per diversi motivi:
le Benzodiazepine, nel tempo, provocano dipendenza e le crisi di astinenza sono molto forti, anche se un abbandono dell'assunzione graduale e controllato (a scalare), sotto controllo medico, risulta meno problematico;
molte Benzodiazepine si presentano sotto forma di pastiglie, soluzione sciropposa o gel; in tutti i casi se preparate per l'iniezione (polverizzate e/o disciolte in acqua) queste sostanze distruggono le vene in pochissimo tempo con conseguenze fisiche devastanti (ascessi, infezioni, flebiti, cancrena, etc...);
essendo progettate per agire sul Sistema Nervoso Centrale, le Benzodiazepine tenderanno ad amplificare gli effetti di tutte le altre sostanze con effetto simile, aumentando notevolmente il pericolo di overdose. Per questi motivi è fortemente sconsigliata l'assunzione contemporanea con altre Benzodiazepine, tranquillanti, alcolici, eroina e gli oppiacei in genere.

EFFETTI RICERCATI
Agiscono sul sistema nervoso centrale con un effetto sedativo e in alcuni casi ipnotico; hanno un effetto di contenimento dell'ansia (ansiolitici), di stabilizzazione dell'equilibrio psichico e tendono ad indurre uno stato di rilassamento muscolare e di sonnolenza. Alcune molecole producono anche senso di disinibizione, grande loquacità ed eccitazione.
In alcuni casi si sono verificati stati di alterazione con comportamenti aggressivi.
Ad alte dosi provocano sedazione e narcosi totale.

EFFETTI INDESIDERATI
Le Benzodiazepine tendono a ridurre il ritmo cardiaco e la pressione arteriosa e possono incidere negativamente anche sulla respirazione rendendola superficiale. Effetti secondari sono: confusione, difficoltà di movimento e, in casi meno frequenti, amnesia, irrequietezza, vertigini ed amenorrea (l'interruzione del ciclo mestruale che però non impedisce di rimanere incinte).
Gli effetti non desiderati su chi abusa possono includere: instabilità emotiva con cambi repentini di umore, paranoia, tendenza all'aggressività, depressione; senso di stanchezza cronica.
Il pericolo di overdose è presente specialmente con l'assunzione per via endovenosa, e passa attraverso il progressivo blocco delle funzioni legate al Sistema Nervoso Centrale (sedazione totale, coma, arresto respiratorio, arresto cardio-circolatorio e morte).

Per le persone sieropositive che assumono la terapia antiretrovirale:
Molte benzodiazepine sono metabolizzate ed eliminate dal fegato attraverso il citocromo CYP450.
Se si assumono benzodiazepine insieme ad Inibitori delle Proteasi (IP) e/o Efavirenz (NNRTI) si potrebbe avere come conseguenza un aumento dei livelli plasmatici con conseguente rischio di aumento della tossicità delle benzodiazepine stesse.
Sono descritte, inoltre, interazioni tra Lorazepan,Oxazepan o Temazepam e farmaci antiretrovirali. Alcuni Inibitori delle Proteasi (Norvir e Viracept) possono accelerare il metabolismo e quindi l’eliminazione di questi ansiolitici vanificandone l’effetto.
In tutti i casi è consigliata estrema prudenza relativamente al consumo di benzodiazepine se si è in trattamento ed, in ogni caso, ne va evitato l’abuso.

 
 
 

SOSTANZE PSICOATTIVE 3° parte - BARBITURICI

 

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BARBITURICI

 

COSA SONO?
I barbiturici sono sostanze narcotiche e ipnotiche, che agiscono deprimendo il Sistema Nervoso Centrale. La sintesi dell'acido barbiturico è da attribuirsi a Adolph von Bayer nel 1864. Nel 1903, Emil Fischer, un altro studioso di chimica organica, scopriva che l'acido barbiturico si poteva trasformare in acido dietil-barbiturico, maggiormente efficace e, per certi aspetti, causa di minori effetti collaterali. Il dottor Willcox, negli anni Venti, scatenò la "battaglia dei barbiturici" in Gran Bretagna. Fino al 1918, in Inghilterra, l'acquisto e anche la vendita di barbiturici non erano sottoposti ad alcuna prescrizione né vigilanza. Nel 1964, negli Stati Uniti un milione di americani prendeva pillole per dormire e circa cinque milioni usavano tranquillanti e sedativi. Sia pure a fatica, il concetto della pericolosità si affermò: nel 1960, la Commissione per gli stupefacenti dell'ONU raccomandò che i barbiturici fossero assoggettati all'obbligo della prescrizione medica. Nel 1971, a seguito della Convenzione di Vienna, furono introdotti nell'elenco dei prodotti ad azione stupefacente. In Italia la Legge 685/1975 regolamentava la fase di produzione/fabbricazione e vietava la libera vendita dei barbiturici. Oggi la prescrizione di barbiturici è limitata in favore di altri composti farmacologici scoperti nel frattempo, come le Benzodiazepine che danno gli stessi effetti con minori effetti collaterali, e con un maggiore margine di sicurezza.

COME SI USANO?
I Barbiturici sono venduti come pastiglie, o capsule con gel, e assunti per via orale. In alcuni, limitati casi esiste la possibilità di somministrarsi barbiturici per via iniettiva ma questa modalità d’assunzione risulta estremamente pericolosa poiché ha effetti gravissimi sulle vene e sul sistema circolatorio ed aumenta sensibilmente il rischio di overdose.

EFFETTI RICERCATI
I barbiturici producono principalmente due effetti: riducono il ritmo cardiaco e rendono più superficiale la respirazione. Con conseguente diminuzione della pressione arteriosa. Aumentando le dosi si intensifica l'indifferenza agli stimoli esterni e viene indotto un sonno con caratteristiche simili al sonno normale. L'azione dei barbiturici ha durata diversa a seconda dei tipi di molecola: si distinguono perciò barbiturici ad azione breve (meno di 3 ore), media (3 - 6 ore) e lunga (più di 6 - 12 ore).

EFFETTI INDESIDERATI
L'intossicazione acuta (la fase di 'picco' dell'effetto) da Barbiturici può causare convulsioni, delirio ed allucinazioni.
Effetti collaterali dell'assunzione dipendono strettamente dalla risposta soggettiva possono essere: depressione, senso di stanchezza e imprevedibili e violenti cambi di umore. In quanto vasodilatatori possono provocare la perdita di calore corporeo; rallentamento del metabolismo con conseguente rischio di crisi di freddo.
Il consumo prolungato comporta l'insorgere di uno stato di tolleranza e di fortissima dipendenza. Può produrre tremore, atassia (perdita della coordinazione dei muscoli volontari), forte stato confusionale, alterazioni della capacità di giudizio, incapacità di concentrarsi, vuoti di memoria e gravi conseguenze sui polmoni.
La sindrome d'astinenza da Barbiturici è considerata più intensa e duratura di quella provocata dall'eroina, e si manifesta a distanza di otto/sedici ore dall'ultima assunzione: effetti principali sono insonnia, ansia, vertigini, nausea e convulsioni; dopo il secondo giorno si manifestano delirio con allucinazioni; al terzo giorno possono insorgere profonde alterazioni della psiche, come episodi di paranoia e schizofrenia.
La forma più grave di una crisi di astinenza da Barbiturici è uno stato psicotico e psicomotorio paragonabile all'astinenza da alcol, noto come "delirium tremens".
I Barbiturici possono provocare un'overdose con possibili conseguenze fatali: la morte sopraggiunge per l'assunzione di quantitativi che superino la dose terapeutica di quindici o venti volte, e comporta l'arresto cardio-respiratorio.
I Barbiturici in quanto depressori del Sistema Nervoso Centrale sconsigliano fortemente l’assunzione con altre sostanze con effetti similari come alcolici, Benzodiazepine, eroina e oppiacei e tranquillanti.

Per le persone che assumono terapia antiretrovirale:
In generale i barbiturici possono ridurre i livelli plasmatici (livelli di efficacia) degli Inibitori delle Proteasi (IP)e degli Inibitori della Trascrittasi Inversa Non Neuclosidici (NNRTI). Le conseguenze di queste interazioni potrebbero portare al fallimento terapeutico e, quindi, all’insorgere di resistenze ai farmaci antiretrovirali che si stanno assumendo in contemporanea.
E’ sempre consigliabile controllare la scheda informativa del barbiturico per conoscere sia, la via di metabolizzazione utilizzata sia, le eventuali interazioni segnalate nella scheda tecnica.

 
 
 

SOSTANZE PSICOATTIVE 2° parte - AMFETAMINE (Speed, Amfe, Perfettina, Tina,…)

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AMFETAMINE (Speed, Amfe, Perfettina, Tina,...)

 

 

COSA SONO?
Le Amfetamine sono state scoperte più di 100 anni fa (1887), ma brevettate nel 1924 L’effetto principale delle amfetamine va a intervenire sul Sistema Nervoso Centrale, agevolando la produzione di Adrenalina e Noradrenalina, sostanze che a livello cerebrale vengono prodotte naturalmente con l’effetto di stimolare reazioni in caso di forti emozioni.

COME VENGONO CONSUMATE?
L'amfetamina più comune è lo 'Speed': una polvere biancastra o, a volte, giallo o rosso-mattone, viene sniffata; ma è presente sul mercato illegale anche in forma di pasticca, capsula, o in pasta (base).
La pasta base risulta estremamente potente,molto più della polvere.
L'ingestione è la modalità di consumo che presenta minori rischi dato ché l’organismo assume gradatamente il prodotto che si è ingerito.
Rimane pericolosa la poli-assunzione con prodotti alcolici, per l’effetto di alterazione digestiva che l’alcool può causare aumentando il rischio di overdose o avvelenamento. È possibile assumere amfetamine anche attraverso lo ‘sniffing’ cioè sniffando un metodo che risulta meno pericoloso per la salute poiché le amfetamine vengono assorbite tramite le mucose nasali e la sostanza passa nel flusso sanguigno verso il cervello, producendo un flash maggiore.
L’uso continuato può portare a continue perdite di sangue e riduzione della capacità olfattiva.
Le Amfetamine, disciolte in acqua, possono anche essere iniettate: risultando la metodologia di assunzione più rischiosa in assoluto per l’alto rischio di overdose e per le possibile esposizioni a contagio di Hiv, HCV, HBV nel caso in cui si pratichi lo scambio delle siringhe.

EFFETTI RICERCATI
Le Amfetamine vengono assunte alla ricerca del 'Flash', che porta un forte senso di euforia, elevata attenzione, incrementa la sicurezza e porta un forte espansione della sensazione di energia, accompagnato da un’ondata di calore,con aumento delle pulsazioni e del respiro, aumento della temperatura corporea, secchezza delle fauci, perdita dell'appetito, tensione della mandibola e Broxismo, ovvero la tendenza a digrignare i denti.
La seconda fase dell’assunzione porta ad uno stato di urgenza, cioè si ritiene di dover fare una serie di cose con estrema urgenza, appunto, rischiando di intraprendere azioni che non siamo idonei a svolgere. Uno degli effetti base delle amfetamine è la riduzione del senso di stanchezza interagendo con la sensazione di fame, sete.
Il rischio di assunzione combinata con l’ecstasy è estremo per l’effetto disidratante di entrambe le sostanze.

EFFETTI INDESIDERATI
Il consumo continuato di Amfetamine causa disturbi del ritmo sonno-veglia, perdita dell'appetito, paranoia e anche episodi psicotici
L’uso prolungato nel tempo potrà portare a drastici cambiamenti dell'umore, depressione e irascibilità. Le amfetamine possono facilitare l'insorgere di comportamenti aggressivi e sono in generale associate a episodi di violenza, ad oggi risultano le sostanze più utilizzate nelle curve degli stadi.
L'overdose è possibile solo nel caso in cui la si usi per via iniettiva
Le amfetamine possono produrre tolleranza e dipendenza.
Nel caso di consumo è bene ricordarsi di bere molta acqua o sostanze non alcoliche e spostarsi frequentemente in ambienti freschi dove abbassare la temperatura corporea.

Per le persone sieropositive in terapia antiretrovirale è bene sapere che: il Norvir (ritonavir) aumenta i livelli delle anfetamine nel sangue da 2 a 3 volte. Gli altri Inibitori della Proteasi dovrebbero avere un impatto minore ma, risultati paradossalmente imprevedibili sono sempre possibili. Inoltre fate attenzione perché il Norvir a dosaggio ridotto è presente come potenziatore (booster) all’interno di molti schemi terapeutici.

 
 
 

SOSTANZE PSICOATTIVE 1° parte - ALCOL

 

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INIZIA IL VIAGGIO NELLE SOSTANZE PSICOATTIVE, UN VIAGGIO DI 11 SOSTANZE DOVE SCOPRIREMO I LORO EFFETTI E COME PREVENIRE... INIZIAMO A PARLARE DI ALCOL:

ALCOL


COS'E'?

L'alcol, è il prodotto risultante dalla fermentazione di zuccheri o amidi di origine vegetale.
Gli effetti prioritari della sostanza sono sensazioni esilaranti e stimolanti.
Gli effetti sono dovuti ad una grave stimolazione depressiva del Sistema Nervoso Centrale.
Le conseguenze dirette derivanti dall’uso sono riassumibili in:
1. Ritardo delle reazioni (coordinazione motoria)
2. Influenza il funzionamento del cervello (capacità percettive e cognitive).
I prodotti alcolici possono essere racchiusi in due macrocategorie e cioè: i fermentati (che derivano da frutti, piante o cereali e che subiscono un processo naturale di fermentazione dovuto all'azione di microrganismi, es. vino, birre, sidro) ed i distillati (preparati fermentati che, tramite il processo di distillazione e il calore, perdono parte dell'acqua che contengono, e quindi diventano più 'concentrati' es. grappe, whisky). Normalmente una bevanda distillata possiede una gradazione (cioè una percentuale di alcool sul totale) più alta di una fermentata.
Gli alcolici sono utilizzati da tempo immemore con i primi reperti risalenti al 3.500 a.C. attraverso annotazioni rinvenute su di un papiro egizio.

EFFETTI RICERCATI
In linea di massima gli effetti degli alcolici sono conosciuti più o meno da chiunque, e un uso moderato (in termini di quantità e di frequenza del consumo) non costituisce una fonte di rischio. Riassumendo:
senso di relax e di leggerezza fisica e mentale;
aumento della confidenza e fiducia in se stessi;
aumento della capacità comunicativa e di socializzazione;
perdita progressiva delle inibizioni;
facilità al riso e senso di allegria;
allontanamento temporaneo dai propri problemi;

diminuzione del senso di timore, ansia e paura.

EFFETTI INDESIDERATI
L'abuso di alcool può causare effetti molto negativi:
produce sindromi gastro-intestinali (nausea, vertigini, vomito);
facilita l'insorgenza di comportamenti aggressivi e violenti (con un forte aumento della probabilità di scatenare o di rimaner coinvolti in risse);
incide progressivamente sulla capacità di coordinazione motoria (gambe, occhio-mano), intorpidisce i sensi e incide negativamente sulle capacità verbali;
aumenta il senso di depressione e tristezza (specialmente quando si è già depressi o tristi prima di cominciare a bere);
provoca la cancellazione temporanea (e in alcuni casi anche permanente) di ricordi e memorie.
L'abuso di alcolici, a medio-lungo termine, ha una pesantissima ripercussione sull'organismo, in particolare sul fegato, sul cuore e sugli organi coinvolti nella digestione; questo può portare a patologie irreversibili e mortali (tumori, cirrosi, carcinoma epatico).

ALCOOL E GUIDA, DUE NEMICI GIURATI
E' estremamente rischioso, per se e per gli altri, guidare qualsiasi veicolo sotto l'effetto di alcolici. Studi della BMW hanno rilevato come normalmente il tempo di reazione medio ad un pericolo si aggira intorno a 1 secondo (vuol dire che, in automobile, da quando si percepisce il pericolo a quando si inizia a frenare, passa circa 0,7 - 1 sec.). Due bicchieri da tavola di vino rosso fanno raddoppiare questo tempo, mentre tre o quattro bicchieri possono allungarlo anche di 4 volte e al tempo stesso aumentano sensibilmente la probabilità di commettere errori di guida. 1 o 2 secondi in più o in meno possono sembrare poco, ma in realtà un veicolo che sta viaggiando a 90 km/h. in 1 solo secondo compie da 10 a 25 metri!

Per le persone sieropositive che assumono la terapia antiretrovirale è bene sapere che: il metabolismo dell’etanolo è mediato principalmente dagli enzimi alcol e aldeide idrogenasi. Uno di questi enzimi interviene anche nella metabolizzazione dello Ziagen (abacavir). Uno studio ha infatti mostrato un aumento delle concentrazioni di Ziagen del 41% in co-assunzione con alcol (etanolo). Nessun cambiamento invece nelle concentrazioni di etanolo nel sangue. Nel caso di un consumo moderato di alcool non è necessaria l’aggiustamento della dose di Ziagen.
Si sa che l'uso occasionale o moderato di alcol non crea delle interazioni significative con altri farmaci antiretrovirali, viceversa l'assunzione cronica o, l’abuso di alcol può ridurre i livelli plasmatici degli Inibitori della Protesi (IP) e degli Inibitori della Trascrittasi Inversa Non Neuclosidici (NNRTI). Queste interazioni potrebbero portare ad un calo della concentrazione delle terapie favorendo lo sviluppo di resistenze e il fallimento terapeutico.
L’uso pesante di alcol può risultare molto dannoso per il fegato perché il passaggio epatico attraverso il quale i farmaci vengono metabolizzati può essere alterato dalla tossicità provocata dal consumo dell'alcool.
Inoltre, l’alcolismo costituisce un fattore di rischio per la NON aderenza alla terapia antiretrovirale perché potresti dimenticare di assumere la terapia correttamente e agli orari prestabiliti.
Il Videx , della classe degli Inibitori della Trascrittasi Inversa Nucleosidici (NRTI) può aumentare il rischio di pancreatite. Se fai consumo di alcool regolarmente, non assumere il Videx.
L'alcool può causare disidratazione, quindi assicurati di bere molta acqua per aiutare il corpo ad affrontare l'alcool che hai assunto.

 
 
 
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GLI ARGOMENTI CHE TRATTEREMO....

Gli argomenti che tratteremo nei prossimi post...

- SOSTANZE PSICOATTIVE (11 POST DEDICATI!) (Informazioni utili sulle sostanze e sui loro effetti) - con paragrafo dedicato all'interazione con i farmaci antiretrovirali

(ALCOL, AMFETAMINE, BARBITURICI, BENZODIAZEPINE, CANNABIS, COCAINA, ECSTASY, EROINA, GHB O ECSTASY LIQUIDA, METADONE, SMART DRUGS)

- NORME DI VIAGGIO E SOGGIORNO (per le persone sieropositive nel mondo) - Informazioni aggiornate al 2008 su 186 paesi. Norme d'ingresso e di soggiorno per le persone sieropositive, relative sia a soggiorni turistici che a soggiorni prolungati per studio o lavoro

- GUIDA ALL'EPATITE C PER LE PERSONE SIEROPOSITIVE (diagnosi, coinfezione, trattamento e sostegno) - Prevenzione e trattamento dell'Epatite C in concomitanza con l'infezione da HIV

- CAPIRE LE SPERIMENTAZIONI CLINICHE SULL'HIV/AIDS

 

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