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« Autismo duroLettera di due genitori (2) »

Lettera di due genitori (1)

Post n°330 pubblicato il 13 Maggio 2012 da brottof

I percorsi di vita dei bambini affetti da autismo e dei loro genitori sono un po’ tutti uguali. 
Cominciano sempre con l’osservazione di comportamenti anomali. 
Complice l’assenza totale di informazione sull’autismo, i genitori che notano qualcosa che non va nei comportamenti del loro figlio non hanno nessuna consulenza. Infatti, nei primi luoghi di contatto, come ambulatori medici, guardia medica, scuole e consultori, non esiste alcuna informazione sull’autismo o su qualche associazione che possa dare un qualsiasi riferimento sull’autismo a genitori che si insospettiscono di certi comportamenti poco “tipici”. Di lì, la diagnosi arriva quasi sempre tardiva: nei primi punti di osservazione ci si sente dire: “Ma guardi che suo figlio non ha niente, vedrà che fra poco comincierà a parlare...”, oppure: “ Anche sua zia ha imparato a parlare a cinque anni ed ora è una grande oratrice!”. 
Poi si aggiungono amici e familiari che affermano:” Vedrai che se cominci a parlare meno o con tono di voce più basso il bimbo si farà coraggio ed inizierà a parlare.”, ed anche: “E’ solo viziato, lasciatelo che si arrangi... Voi coprite tutte le sue necessità impedendogli di acquisire le normali autonomie, ne pagherete tutti le conseguenze.”, o ancora:” Non invitate mai nessuno a casa vostra, ecco perché il bimbo non sa giocare con i suoi coetanei!”. 
Nel frattempo passano i mesi e in tutti quei luoghi che, con i bimbi di due anni si frequentano, come ambulatori di vaccinazioni o guardie mediche o pediatri non c’è nulla che possa mettere una pulce nell’orecchio ed indurre ad approfondire una condizione diffusa e che si manifesta proprio con questi sintomi. 
I primi colpi inferti ai soggetti ed al loro disturbo arrivano in questo modo: al ritardo dello sviluppo si aggiunge inesorabilmente il ritardo della diagnosi causato dalla superficialità del riconoscimento dei sintomi da parte dei genitori. 
L’incidenza della condizione autistica (1 su 100 nuovi nati) è tanto alta rispetto a patologie più conosciute, come ad esempio la sindrome di Down (che ne colpisce 1 su 1000), quanto sconosciuta ai più. La divulgazione resta inspiegabilmente scarsa se non addirittura assente, oppure viene sostituita dal racconto di un singolo caso che balza agli onori della stampa grazie alla “realizzazione” di un viaggio in motocicletta in modo da interessare i media ad occuparsi, naturalmente in modo romanzato dell’autismo. Meglio di niente. Ma l’informazione non va oltre e rifiuta la normalità delle storie comuni zeppe di pianti ingiustificati al supermercato o portiere d’auto che si aprono improvvisamente o attacchi di panico quando si sente una voce maschile provenire da un pupazzo animato. A chi interessa tutto ciò. Per far sparire l’autismo dunque non se ne parla assestando quindi un ulteriore colpo basso ad una condizione patologica che colpisce in modo quanto mai indifferenziato la società. Ci sono adulti autistici che parlano, soggetti anziani non verbali, autistici logorroici, autistici che tengono convegni sull’autismo, bambini autistici che sembrano “normo tipici” ad un occhio inesperto ma che invece lo sono. 
I soggetti autistici sono in mezzo a noi ma noi non li vediamo perché non conosciamo l’autismo complice anche il fatto che siamo sempre occupati da noi stessi. 
Nel caso in cui il bambino è vittima anche di altre patologie, fisiche o mentali, che influenzano negativamente la sua vita quotidiana, tutti, compresi i clinici, sono indotti a ritenere i genitori infondatamente preoccupati quando notano una comportamento anomalo che invece osservano proprio grazie al fatto che conoscono molto bene il loro figlio, ma non vengono creduti. Anzi, sono esortarli a guardare altrove per non essere accusati di “cercare la patologia anche dove non c’è”. In più, qualche clinico li esorta a rispettare il loro ruolo, senza debordare, attenendosi al ruolo di genitori. 
Ad un certo momento però, nonostante tutti gli inviti ad attendere, appare chiaro che non è più il caso di dar seguito ai “consigli” di aspettare tempi migliori e si decide di chiedere aiuto. Ma a chi e dove, se non si ha mai visto nessun manifesto o locandina da nessuna parte? Beh, naturalmente su internet. Prima a WIKIpedia e poi a qualche conoscente. Wikipedia naturalmente comincia spiegando la storia dell’autismo partendo da Leo Kanner, ma va oltre e poi dice tutto. Ma poi? Dopo aver ricevuto una ottima formazione storiografica aggiornata alle ultime implicazioni genetiche ed alle ultime terapie cognitivo comportamentali che si fa? Si legge qualche libro scritto da genitori che hanno qualche esperienza in più cercando di cogliere qualche similitudine fra suo figlio ed il proprio, ma anche quello serve a poco. 
Arriva la prima diagnosi. 
Ancora oggi la diagnosi di autismo passa per l’analisi dei genitori. Accade quindi che anziché essere diagnosticato il bimbo, vengono diagnosticati i genitori. Si, è proprio così, e paradossalmente questi luminari sconfessano i loro colleghi clinici che invitavano i genitori ad attendere, certi del fatto che tutto si sistemerà da solo, a dire:” Ma perché avete aspettato tanto!?! Cari genitori, perché non vi siete preoccupati quando avete visto che qualcosa non andava. Perché avete fatto finta di niente? Ora potrebbe essere troppo tardi.” 
Di fronte a queste parole si pensa alla schizofrenia della neuropsichiatria, e al baratro dove, di li a poco, ci si appresta a cadere. S’intuisce l’inizio della rincorsa ai soccorsi sempre insufficienti, alla solitudine che diverrà la grande compagna di viaggio. 
Mentre il bimbo viene messo a giocare con una ragazza che spesso non è laureata in psicologia, il neuropsichiatra intervista i genitori per individuare problemi di coppia o di relazione figliale. In questa fase, cioè nella fase in cui i genitori non sanno nulla di autismo, è automatico cadere in diagnosi redatte da operatori che, essendosi laureati su libri di testo scritti 30 anni or sono, o che hanno età anagrafica superiore ai 40 anni, indagano sulla vita di coppia e non somministrano tests ai bambini oggetto di diagnosi, finendo per esprimere un giudizio sui genitori anziché sul bimbo. 
Le domande che ci si sente rivolgere quindi sono classiche:”Il papà gioca con il figlio? La mamma fa le coccole? Lo volevate il figlio? Qual è il clima che questo bambino respira a casa? 
E' possibile che sia così nervoso perché respira un’atmosfera di tensione a casa?”. 
Questo è il tenore dell’indagine a conclusione della quale si sentenzia, per esempio, che “Il papà si dichiara ossessivo”, solo perché ha insegnato a suo figlio che il luogo deputato a consumare il cibo, è la cucina e non l’intero appartamento. Chi viene diagnosticato? I genitori o il bambino? 

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Commenti al Post:
francoroiter
francoroiter il 13/05/12 alle 15:19 via WEB
LA GENTE IGNORANTE(NON E' UNA OFFESA,VUOL DIRE COLUI CHE IGNORA, CHE NO SA'.) PRENDE IN GIRO LE PERSONE AUTISTICHE ED CHE SOFFRONO DI EPPILESSIA. PAOLO ROITER
 
ralf2dgl
ralf2dgl il 13/05/12 alle 16:23 via WEB
Capisco perfettamente lo stato d'angoscia. E ancor più di solitudine cui sia esposta la famiglia di un autistico. E conosco la superficialità dei giudizi comuni, la mediocrità piccolo-borghese delle persone che si hanno intorno, che vivono vicini a noi (purtroppo), che suggeriscono....che consigliano...come fossero dei sapienti, perché, per dirla con John Nash, "la sicurezza è il privilegio di chi non è coinvolto." Gli idioti sono un male e la loro indifferenza è il peggio. Peggiore di una patologia grave quale l'autismo. Come modestissima allieva, da quest'anno ho iniziato a studiare psicopatologia all'università. E quando studio il lavoro dei ricarcatori (attivi nell'arco della storia della psicopatologia) mi sorprendo nel riconoscerne l'acutezza. La serietà. Il lavoro immane. L'intuitività, sino ad arrivare....in alcuni casi: al genio. Ma dove stanno questi geni? Dove sono quando ci guardiamo intorno? Dove li scoviamo quando siamo disperati? E non abbiamo niente cui aggrapparci. Troviamo, di frequente, delle mezze cartucce. Dei mezzi falliti. Eh... La ricerca esiste. Ma in Italia non più. Pochi elementi validi della vecchia scuola, utili ma stanchi. I giovani di qualità...hanno giustamente preso il largo. raffaella
 
 
brottof
brottof il 13/05/12 alle 16:48 via WEB
In Italia c'è poca ricerca, e soprattutto non c'è posto per ricercatori giovani... In aggiunta, c'è anche molto poca volontà di aggiornamento.
 
freeminoi
freeminoi il 13/05/12 alle 17:04 via WEB
Perchè meravigliarsi. In concreto non c'è neanche un grammo di educazione sentimentale nelle nuove generazioni, figuriamoci pensare di trovare sensibilità verso questo tipo di sintomi che spesso vengono scambiati per altre cose...E' in atto un processo involutivo che va dal riconoscere invalido chi non lo è e viceversa. Quindi uno strapazzamento diffuso delle miriadi richieste di aiuto che sono inesorabilmente soffocate dall'indifferenza e dalla disinformazione e dalla mancanza di fondi...eh! fondi che invece sono andati e continuano ad andare altrove...
 
eugluis08
eugluis08 il 13/05/12 alle 17:11 via WEB
un ritratto impietoso ma reale del problema che spesso si riece ad affrontare soltanto tardi e...male...purtroppo!!....
 
freey65
freey65 il 13/05/12 alle 18:41 via WEB
Bè A DIR POCO RACCAPPRICCIANTE VERGOGNOSO NONCHè SCANDALOSO DA RIMANERE ALLIBITI è INAMISSIBILE COME SI SAPPIA COSì POCO IN FATTO DI AUTISMO COME NON CI SIANO MEZZI E STRUTTURE ADATTI DICIAMO PER DIAGNOSTICARE IN TEMPO TALE DISTRUBO ED è DELITTUOSO A MIO MODESTO GIUDIZIO CHE I GENITORI CHIARAMENTE IMPREPREPARATI AL PROBLEMA STESSO VENGANO LASCIATI SQUALLIDAMENTE SOLI DA UN SISTEMA CHE Fà FINTA CHE IL RPOBLEMA DELL'AUTISMO NON ESISTA. cIAO RICCARDO
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
pacha210 il 13/05/12 alle 19:01 via WEB
So che soggetti adulti autistici hanno scritto libri, ma come per la dislessia si sa poco nelle scuole di test per l' autismo.Come insegnante vi darò voce...
 
 
brottof
brottof il 13/05/12 alle 19:10 via WEB
Grazie collega (sono stato insegnante anch'io). Gli adulti autistici in grado di scrivere libri sono pochissimi, e purtroppo la stragrande maggioranza delle persone con autismo soffrono anche di ritardo mentale. E molti sono del tutto averbali. Questo va tenuto sempre presente.
 
micramary
micramary il 13/05/12 alle 21:56 via WEB
Difficile e costoso aiutare la famiglia di un autistico! Questa è l'amara verità. Un medico che non sa diagnosticare un probabile autistico sarebbe da mandare a zappare la terra in Patagonia.
 
susannacasta3
susannacasta3 il 13/05/12 alle 22:12 via WEB
Non riesco a capire dove vogliono andare a finire con questi criteri...ti auguro tanta fortuna...Rita
 
cristinacima
cristinacima il 14/05/12 alle 10:45 via WEB
Anche a mia figlia la diagnosi è stata fatta molto tardi,a 9 anni e mezzo! Il primo specialista che ho consultato mi ha messa in analisi,perchè affermava che il ritardo di mia figlia era colpa mia.Altri specialisti a cui ho chiesto se poteva trattarsi di autismo,tutti neuripsichiatri infantili,lo hanno negato con certezza.
 
 
brottof
brottof il 14/05/12 alle 11:19 via WEB
Una incompetenza del genere in un'altra branca della medicina implicherebbe la perdita del posto, mentre in neuropsichiatria tutto è concesso, o quasi.
 
aeoncobra
aeoncobra il 14/05/12 alle 14:43 via WEB
Bgn. Quando vado da qualsiasi dottore, generico o specialista, sia per me o per i miei famigliari, non penso mai all'eventuale gravità della malattia ma spero ardentemente che sia capace di imbroccare la diagnosi giusta che, a mio modestissimo avviso è già un buon inizio per curare. Un saluto ai vostri ragazzi. Clotilde
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
lucia il 14/05/12 alle 15:35 via WEB
questa lettera a riprova di quanto sia pressochè sconosciuto l'autismo sopratutto dagli addetti ai lavori,ovvio che la diagnosi è tardiva, con ovvi danni ai bambini affetti da autismo.a chi ci si deve rivolgere per capire ed essere sostenuti in questa realtà medica impreparata? nebbia fitta e solitudine per chi convive con questo problema....ciao fabio,, grazie ed un saluto ai tuoi collaboratori lucia
 
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