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Creato da pucciluca il 26/02/2007

l'architetto paga

design industriale e vita reale

 

 

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Post n°468 pubblicato il 30 Maggio 2013 da pucciluca

Non abbiamo fretta

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Dopo le elezioni politiche e l'affermazione del M5S, Casaleggio disse che per lui "Era un giorno come un altro". Valeva anche per me. Nel senso che era la tappa di un percorso. Non abbiamo fretta. Anche ieri, dopo le comunali è stato un giorno come un altro. Nessun trionfo a febbraio, nessun tonfo a maggio. L'obiettivo del M5S è di cambiare il Sistema, le regole del gioco, di introdurre nella Costituzione strumenti di democrazia diretta, oggi totalmente assenti o disattesi. E, come ovvio, di andare al Governo, ma senza questi partiti che hanno distrutto l'Italia e che oltre a essere la malattia si propongono come cura. Non abbiamo fretta. Il cosiddetto risultato disastroso di ieri consentirà a circa 400 consiglieri del M5S di entrare nelle municipalità, di fare proposte, operare da sentinella per i cittadini. E' tanto? E' poco? E' comunque un risultato che consente al M5S di raddoppiare la sua presenza nei Comuni. Dopo le elezioni politiche la stampa e le televisioni si sono scatenate contro il M5S come se fosse l'anticristo con una rabbia, un odio, un disprezzo che non ha riscontro nella Storia d'Italia. L'informazione è l'ultima barriera che protegge processi, corrotti, status quo. E' l'arma letale nelle mani dei partiti. Si dice che Bottino Craxi, prima di involarsi, suggerì al suo sodale Berlusconi "Hai dei cannoni a tua disposizione, le reti televisive, usali". La fogna che è ora la RAI, che perde 200 milioni di euro all'anno, nonostante canone e pubblicità, con una pletora infinita di dipendenti e "esterni" va riformata al più presto, tolta dal controllo dei partiti. Più che andare in televisione, bisogna cambiare la televisione. E' un obiettivo del M5S. Una sola rete nazionale, multimediale, senza pubblicità svincolata dalla politica. Non abbiamo fretta. A via Mazzini, i nominati dai partiti, comincino a preparare gli scatoloni, con calma. Ogni tanto è bene ribadire che il MoVimento non è un partito, non fa alleanze con i partiti, né inciuci. Questo vale per i prossimi ballottaggi dove non appoggeremo la destra e tanto meno la sinistra, tra loro non c'è alcuna differenza, forse la destra ti prende un po' meno per il culo. Scrissi che chi voleva l'accordo con il pdmenoelle aveva sbagliato a votarci. Lo confermo e estendo il concetto. Chi si è candidato per il M5S al Parlamento e vuole un accordo con il pdmenoelle scordandosi degli impegni elettorali e della sua funzione di portavoce per realizzare il nostro programma, è pregato di avviarsi alla porta. E' meglio buttarsi nel vuoto da soli che essere spinti. C'è più controllo. Il M5S cresce ogni giorno, è un fatto, così come è un fatto che è stato il più votato alle politiche. Non abbiamo fretta.
"Io vi do il tempo, anzi il tempo sono io! Il tempo a volte è strano, ma il tempo è galantuomo! Io non vi imbroglio, ma non vi si può imbrogliare! Io vado piano, ma non mi si può fermare! Da' tempo al tempo e i conti devon tornare". Da Rockcoccodrillo di Edoardo Bennato

 
 
 

_ si ricomincia?????

Post n°467 pubblicato il 21 Febbraio 2013 da pucciluca

 
 
 

_Buon films 2013

Post n°466 pubblicato il 15 Febbraio 2013 da pucciluca

 
 
 

_Francesco prima del taglio

Post n°465 pubblicato il 08 Febbraio 2013 da pucciluca

 
 
 

_http://www.beppegrillo.it/2013/01/mandiamoli_tutti_a_casa.html#commenti

Post n°464 pubblicato il 22 Gennaio 2013 da pucciluca

Mandiamoli tutti a casa

palazzo-dinverno.jpg

La presa del Palazzo d'Inverno durante la Rivoluzione Russa del 1917, nella ricostruzione del film Ottobre.

>>> Oggi, 22 gennaio: passeggiata a Benevento ore 12.30, Caserta Piazza Antonio Gramsci, ore 17, Napoli GALLERIA Principe di Napoli (di fronte al Museo Nazionale) ore 21. Domani 23 gennaio sarò a Pomezia piazza Indipendenza ore 17 e a Latina piazza del Popolo, ore 21. Seguite le dirette su La Cosa! <<<

Trionfano il web e i social media di Sergio Di Cori Modigliani

"E’ la faccia virtuosa della rete, il capovolgimento del Senso, quella silenziosa rivoluzione civile di cui si parla spesso in maniera pomposa, accademica, a mo’ di statistica, vezzo high tech per vendere merci ai giovani e roba scontata per tutti. Evviva l’e-commerce.
E’ il virtuale che influisce sul reale.
E impone un cambiamento perché lo determina, per propria costituzione.
E’ la sconfitta dei reazionari nostalgici, dei luddisti, di chi si nasconde dietro il paludato e senescente “ai miei tempi sì che…” perché –da questa piccola grande vittoria- esce definitivamente battuta la cosiddetta maggioranza silenziosa, sostituita per sempre dal nuovo caos provocato dalle striscette su facebook, dalle citazioni rubate, dallo sfogo bilioso, rancoroso, urlato, vomitato, alla ricerca spasmodica di un Senso: la nuova maggioranza rumorissima e cacofonica, variopinta e confusionaria che siamo tutti noi.
Per restituire un Significato alla nostra esistenza civile.
E’ la rivoluzione silenziosa di cui la cupola mediatica non parla e che non accredita.
Perché non lo può fare.
Perché non vuole farlo.
Perché, se lo facesse, dovrebbe certificare la propria sconfitta, il proprio inevitabile pensionamento e la conseguente messa in soffitta, battuta dalla Storia del progresso umano.
In una società ingessata, ferma, paralizzata, da sempre stretta dalla morsa furba di una forzatura ideologizzata, che ha imposto per cento anni lo scontro tra fascisti e comunisti, moderati e progressisti, laici e clericali, irrompe sullo scenario civile italiano una massa policroma di gente comune, dove si scontrano e si incontrano frigide suorine e mignotte esperte, filosofi/e plurilaureati/e e carrozzieri analfabeti, casalinghe, impiegati, ladri di idee altrui e produttori timidi di idee proprie, settentrionali razzisti che scoprono –per caso- in un certo terrone la condivisione sorprendente di un’idea del mondo e della vita e fondano amicizie solidali considerate un tempo inusitate.
E fanno, chi consciamente chi inconsapevolmente, ciò che per 50 anni non hanno fatto i rappresentanti auto-referenti di questa classe politica che mal ci rappresenta.
Lo hanno fatto (lo abbiamo fatto) forse senza neppure renderci conto di ciò che stavamo facendo. Ma ci siamo riusciti.
Ciò che non è riuscito ai magistrati, alle forze dell’ordine, ai comitati civici, a gruppi coraggiosi di locali organizzati, ebbene, è riuscito a tutti noi.
A nostra insaputa.
Perché (e questa è la grande notizia) è accaduto, è avvenuto, sta accadendo in queste ore in cui si arrampicano sugli specchi per metterci una toppa ma ormai per loro è troppo tardi. LI STIAMO MANDANDO A CASA FINALMENTE.
Ed è soltanto l’inizio.
E’ grazie a noi tutti internauti –nessuno escluso- ai bloggers, agli urlatori, ai disperati solitari chiusi nelle proprie tane del dissenso, ai feisbucchiani logorroici, agli spietati accusatori di un modello di vita che sa di morte, è grazie al web se tutto ciò sta accadendo.
Con la copia in tasca (ben nascosta) dei sondaggi confezionati dai loro personali e privati consulenti della comunicazione, le mummie dei partiti prendono atto della indignazione popolare presente in rete e quindi si comportano di conseguenza.
E così, il PD non candida Crisafulli, non candida la Brambilla e all’ultimo momento esclude 14 funzionari in odor di mafie perché sa che a furor di popolo verrebbero sbugiardati, insultati, avviliti, smascherati da tutti noi in rete.
E così, il PDL si arrende e non candida più Scajola. Non candida più Dell’Utri. Non candida più Papa e da due giorni sono chiusi dentro una stanza per cercare di convincere Cosentino che il 16 marzo dovrà andare in galera come la Legge ha prescritto e non lo possono più candidare perché altrimenti ogni giorno sulla rete ci sarebbe chi ricorda ai cittadini che cosa fa che cosa ha fatto e che cosa vuole fare questo candidato.
E così il centro spiega a Rutelli, che è meglio per lui scomparire per sempre dallo scenario politico e così annuncia “mi prendo un anno sabbatico per riposare”. (riposare da che? Quesito surrealista).
E la Lega Nord è costretta a rinunciare a tre fondamentali capi bastone perché nelle pagine facebook leghiste la gente inferocita ha chiesto le loro teste.
In tutto una cinquantina.
Non molti, ma troppi, davvero troppi per loro. Anche se per tutti noi sono sempre troppo pochi, è il segnale del fiato sul collo che viene dalle invisibili bocche virtuali della nostra scandalizzata indignazione.
Rompe l’accordo con Storace il senescente Pannella, travolto da una valanga virtuale di critiche, faccette su facebook, vomiti virtuali di rabbia radicale dei radicali. E la stessa marea di contestazioni si abbatte (da destra) su Storace nei gruppi strutturati del tifo fascista ed entrambi sono costretti a gettare la spugna di un matrimonio davvero osceno. Facebook e la rete li ha condannati alla rottura.
Grazie a noi.
Perché tutto ciò sta accadendo non grazie a una loro scelta, non grazie al lavoro della magistratura, non grazie al senso di responsabilità di un parlamento ridotto a carta straccia e mercato delle vacche.
Se ne ritorna a fare l’omeopata il bravo Scilipoti che abbandona l’agone insultando tutti noi “mi immolo per impedire che sui cosiddetti social networks dilaghi la demagogia anti-democratica e populista”.
Secondo loro, secondo le mummie, noi tutti saremmo “il populismo”.
E’ ciò che gli storici chiamano, da sempre, “furore popolare”.
Non vedremo mai più né Dell’Utri né Scilipoti né Scajola né Belsito né Rutelli né Rosy Mauro né Alfonso Papa in parlamento.
A furor di popolo sono stati mandati a casa.
E’stata la nostra rabbia bulimica a obbligare i comitati elettorali delle mummie.
Cominciano a capire che –per loro- è iniziato il conto alla rovescia.
Cominciano a rendersi conto che li stiamo mandando a casa tutti.
E questo è soltanto l’inizio."
Sergio Di Cori Modigliani

tratto da:Blog Beppegrillo

 

 
 
 
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Perché l’Architetto Paga, perché questo titolo? Perché “M’illumino d’immenso” era già stato preso…!!! Sèè magari!!!! Io sono architetto perché fino a prova contraria ho una laurea, tecnicamente ho studiato…in realtà è il percorso che porta ad essere architetti non lo studio, un percorso di esperienze e di cultura che fa architetto ancor prima di iscriversi all’università. Semplificando: conosco tanti architetti non laureati. Quindi paga fare l’architetto? No! Paga essere architetto, perché non è apparenza, è praticità, è avere la risposta migliore per velocità e soluzione…questo è ragionare da architetto! Lo studio serve ad affinare, a rendersi meglio percettivi, ma la dote dell’architetto c’è o non arriva, si diventa artisti, matematici, avvocati…tutti, purtroppo, sinonimi dell’architetto…perciò nel blog leggerete il cammino e non il traguardo…il mio sabato del villaggio…grazie. Luca

 

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_LA RICETTA...........

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Qualcosa di personale per intrattenere la curiosità di chi legge

Qualcosa di sentimentale per fare presa sull’umore

Qualcosa di vero per essere sicuri che qua non si scherza

Qualcosa di duro per scremare chi vorrebbe buonismo

Qualcosa di misterioso per far finta d’aver ancora qualcosa in più,

ed ecco che la moda del successo arriva!!!

 

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