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Creato da pucciluca il 26/02/2007

l'architetto paga

design industriale e vita reale

 

 

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_La testa al sicuro

Post n°368 pubblicato il 22 Novembre 2009 da pucciluca

Ecco perchè ancora non ho cambiato il casco e perchè riprenderei un Arai!!!

E' un po' più peso...si è vero, però mi da fiducia così

L'Rx7 ha conseguito l'omologazione Snell M2010

http://www.motoblog.it/post/21792/doppia-omologazione-per-il-casco-arai-rx-7-gp/last?message=accepted#add_comment

Fonte Motoblog:

Gestione dell’impatto: differenti forme sulle superfici di impatto
La testa del motociclista può colpire superfici di impatto dalla forma più svariata: di conseguenza nei test di impatto vengono utilizzate differenti forme di incudine: l’incudine piatta rappresenta la superficie piatta della strada, le incudini di forma semisferica e a “spigolo smussato” rappresentano gradini, pali, bordi di marciapiede e altri oggetti non piatti. L’incudine “a spigolo vivo” rappresenta guardrails, sostegni dei segnali stradali e altri analoghi elementi strutturali. I test di impatto previsti dalla normativa ECE 22-05 sono effettuati con le incudini piatta e a “spigolo smussato”, mentre quelli della Snell M2010 sono effettuati con le incudini piatta, semicircolare e “a spigolo vivo”*.
Nei test della normativa ECE 22-05 l’incudine “a spigolo smussato” concentra l’impatto su una zona lineare, mentre quella semisferica della Snell M2010 concentra la forza dell’impatto su un’area molto più ristretta, che corrisponde quasi a un singolo punto, amplificando notevolmente la sollecitazione a cui è soggetta la calotta.

Test di penetrazione
La normativa Snell M2010 prevede che un peso in ferro di 3kg con una prominenza di forma conica cada da un’altezza di 3 metri su tutti i lati del casco nell’area della calotta posta al di sopra della linea di test. Il peso non deve penetrare il casco per non entrare in contatto con la “falsatesta” al suo interno. Tutte le aree del casco poste al di sopra della linea di test, incluse le prese aria, sono sottoposte al test di penetrazione.
Queste informazioni - si legge nel comunicato Ber Racing, distributore italiano del marchio Arai, sono tratte da materiale informativo ufficiale di Arai Japan e Arai Europe. I contenuti del testo non costituiscono per nessun motivo pregiudizio verso i caschi muniti delle normali omologazioni richieste.

 
 
 
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Perché l’Architetto Paga, perché questo titolo? Perché “M’illumino d’immenso” era già stato preso…!!! Sèè magari!!!! Io sono architetto perché fino a prova contraria ho una laurea, tecnicamente ho studiato…in realtà è il percorso che porta ad essere architetti non lo studio, un percorso di esperienze e di cultura che fa architetto ancor prima di iscriversi all’università. Semplificando: conosco tanti architetti non laureati. Quindi paga fare l’architetto? No! Paga essere architetto, perché non è apparenza, è praticità, è avere la risposta migliore per velocità e soluzione…questo è ragionare da architetto! Lo studio serve ad affinare, a rendersi meglio percettivi, ma la dote dell’architetto c’è o non arriva, si diventa artisti, matematici, avvocati…tutti, purtroppo, sinonimi dell’architetto…perciò nel blog leggerete il cammino e non il traguardo…il mio sabato del villaggio…grazie. Luca

 

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