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Sulla vertenza della Cofra di Barletta.

Post n°12 pubblicato il 13 Giugno 2006 da opposizionecomunista

LA CRISI NON LA DEVONO PAGARE I LAVORATORI!

 

I fatti accaduti fuori lo stabilimento venerdi scorso sono stati una prova della presa di coscienza da parte dei lavoratori della gravità della situazione della Cofra. La dirigenza della fabbrica ha deciso di mandare i macchinari fuori da Barletta e contemporaneamente di mettere sulla strada gli operai che con tanti sacrifici hanno reso leader mondiale questa azienda. I sindacati, d’accordo con Cortellino hanno concertato lo spostamento di macchinari senza nessuna tutela per voi lavoratori. QUESTO E’ UN TRADIMENTO DELLE BUROCRAZIE SINDACALI! La battaglia per far rimanere qui a Barletta i macchinari è di vitale importanza non solo per voi ma per tutta la città. Ora Cortellino va via con i “suoi” macchinari ma forse dimentica che quelle macchine le ha potute comprare con aiuti statali, cioè con i soldi di tutti noi! Dimentica che sono gli operai barlettani ad aver reso grande la Cofra! Ed ora lui che fa? Prende i soldi e scappa con la copertura dei sindacati!

Lo sciopero di oggi e speriamo la protesta che coinvolgerà tutta la fabbrica nei prossimi giorni e mesi avrà dei risultati se non si farà manipolare dalle burocrazie sindacali che hanno l’interesse di arrivare ad un accordo con l’azienda non per il vostro bene ma per il bene del padrone che vuole tagliare i costi, cioè vuole tagliar fuori VOI!

Gli operai per ottenere dei risultati devono unirsi e scioperare ad oltranza sino al totale ritiro dell’accordo che prevede la delocalizzazione della fabbrica in Albania. Gli operai devono essere certi del loro lavoro! Il padrone ha bisogno di voi e del vostro lavoro!      

                            BISOGNA SCIOPERARE!

L’unica persona di troppo in fabbrica è il padrone!                       E’ lui l’unico esubero di personale!

 
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Prossime iniziative di progetto Comunista in Puglia.

Post n°11 pubblicato il 13 Giugno 2006 da opposizionecomunista
Foto di opposizionecomunista

Domenica, 18 Giugno, a Barletta, presso P.zza Monte di Pietà (Via Cialdini), dalle ore 21.30, dibattito pubblico su:

Contro la precarietà.

Per una scala mobile dei salari.

Per un vero reddito sociale per i disoccupati.

Per una vera alternativa dei lavoratori.

Interverranno:

Michele Scarlino - Coord. cittadino - Progetto comunista - ROL

Sabino De Razza - Coord. Reg. RDB - CUB

Francesco Ricci - Portavoce nazionale Progetto Comunista

 

 

Lunedì, 19 Giugno, a Grottaglie (TA), dalle ore 18.00, presso il Castello Episcopio, presentazione pubblica di Progetto Comunista – Rifondare l’opposizione di lavoratori.Interverranno: Domenico Friolo – Progetto Comunista TarantoMichele Rizzi – ex CPN del PRC – Coord. reg. Progetto comunista.Francesco Ricci – ex Esecutivo naz. PRC – Coord. naz. Progetto Comunista

 

 

 

 
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Presentazione di Progetto comunista - Rol a Matera.

Post n°10 pubblicato il 28 Maggio 2006 da opposizionecomunista
Foto di opposizionecomunista

Giovedi 1 Giugno, dalle ore 18.00, presentazione pubblica del nuovo soggetto politico, Progetto comunista - Rifondare l'opposizione di lavoratori.

Info: 3281787809

 
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Per un reddito sociale veramente alternativo per i disoccupati

Post n°9 pubblicato il 26 Maggio 2006 da opposizionecomunista
Foto di opposizionecomunista

Una vertenza unificante di lotta dei disoccupati, per un reddito sociale veramente alternativo.

 

Da circa tre mesi è partita la campagna regionale Progetto comunista  - Rol pugliese contro “la precarietà, la disoccupazione e per un reddito sociale”.

Si tratta di una campagna che ci ha visti quotidianamente tra la gente, dalla partecipazioni alle feste di Liberazione ai sit-in per strada, a raccogliere firme per una petizione pubblica di forte impatto sociale che, al di là della rivendicazione puramente transitoria di un reddito sociale per i disoccupati finanziato dalla Regione attraverso il taglio ai finanziamenti al padronato (un centinaio di milioni di euro che la Giunta Vendola sta dirottando in direzione dei Natuzzi e degli imprenditori del tessile-calzaturiero), si pone l’obiettivo ambizioso, e non certamente facile, di riunire attorno a tale vertenza il movimento dei disoccupati che è oggi più che mai frammentato e diviso e spesso lasciato alla mercé dei ricatti del padrone.

D’altronde, “l’esercito industriale di riserva”, da cui attingere e da ricattare, va bene per qualsiasi stagione.

E’ bene ricordare che la proposta di reddito sociale di Progetto comunista si pone seriamente sul terreno anticapitalista ed è incompatibile con qualsiasi misura basata sulla logica riformista “redistributiva”, di “elemosina sociale” o di nuovo sfruttamento come il reddito d’inserimento (un esempio locale è quello dell’assessore al bilancio Boccia della giunta Emiliano di Bari) che invece va respinta, e denunciata quale inganno ai danni dei disoccupati stessi e come ennesimo regalo alle aziende, a scapito della garanzia di lavoro stabile.

Tra l’altro, e non è un caso, che fortissima è stata la polemica da noi sviluppata contro le altre proposte (da quella del PRC, a quella lombarda, o alla legge sul salario sociale della Campania della Giunta Bassolino, basate unicamente sulla logica di puro sostegno e solidarietà assistenziale) e che ci vede protagonisti nello scenario dei movimenti di lotta, come l’unica alternativa reale ai blocchi politici borghesi che governano gli enti locali della nostra regione.

Quindi, con grande difficoltà, ma con grande fiducia, ci si pone l’obiettivo di unire i disoccupati pugliesi, per costruire in Puglia, un soggetto vertenziale di lotta contro le politiche liberiste dei governi di centrosinistra e di destra.

Da qui la costituzione, assieme ad altre realtà di lotta e di movimento, di “Comitati di lotta contro il precariato per il reddito sociale”, come già fatto in altre molte città.

D’altronde la formulazione della proposta è chiara: “la crisi capitalista la paghi chi l’ha generata, ossia il padronato stesso ed i suoi governi”.

Infatti, nel mentre si lotta per ridistribuire fra tutti il lavoro esistente (riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario), nel mentre si rivendica il diritto al lavoro in funzione di bisogni sociali e quindi lotte e vertenze per assunzioni finalizzate (a cominciare dai lavoratori delle agenzie interinali), nel mentre si combatte una guerra necessaria per l’abolizione di tutti i contratti flessibili, rivendichiamo  l’immediato diritto alla vita per coloro che cercano lavoro.

E’ questa una rivendicazione alternativa non al lavoro, ma al lavoro precario (creato da Prodi e Berlusconi), con le sue gabbie salariali, con la sua “flessibilità” come leva di ricatto continuo verso i lavoratori occupati e come rinegoziazione dei diritti per i giovani disoccupati.

E’ questa una rivendicazione necessaria nelle epoche di crisi, funzionale ad organizzare e mobilitare i disoccupati, a sottrarli alle pressioni padronali, al degrado sociale, a rafforzare l’unità con i lavoratori e quindi per la stessa lotta generale per il lavoro stabile e non precario.

Da dove dovranno venire i fondi per finanziare il reddito sociale per i disoccupati e i precari?

Che si tagli ogni finanziamento della Regione Puglia alle imprese e si aumenti del 100% la tassazione regionale alle stesse, cominciando dai soldi che la Regione si appresta a regalare al padronato pugliese (si parla di circa 100 milioni di euro), continuando in tal senso, la politica della precedente Giunta Fitto.

Vendola ha ottenuto tantissimi consensi da una base sociale che chiedeva un’alternativa reale alle politiche di lacrime e sangue del berlusconiano Fitto.

Ad oggi, come Progetto comunista pugliese sosteneva fino dalle primarie della scorsa primavera, il fatto evidente è che siamo nella logica della continuità con i precedenti governi, dalla sanità, alla questione agricola, fino al “rapporto” stretto con il padronato.

Come si può sostenere la richiesta di un “altro mondo possibile”, se poi lo stesso Vendola guida la delegazione governativa pugliese negli Stati Uniti di Bush, appena un mese fa, per incontrare esponenti della Banca Mondiale e del padronato a stelle e strisce per favorire delocalizzazioni e patnership capitaliste?

D’altronde lo stesso Vendola, in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno è stato molto chiaro: “Da questo mondo non solo abbiamo ricevuto manifestazioni di entusiasmo, ma anche di grande interesse. Nel cuore del mondo, nella World Bank siamo stati ricevuti da tutto il management ai livelli più alti”. Si va dunque dal miglioramento dei processi di delocalizzazione ed internazionalizzazione fino alle scuole di imprenditorialità finanziate dalla Regione.

A quanto pare “l’altro mondo possibile” è il capitalismo imperialista statunitense con le sue Istituzioni, quali Banca mondiale e Fondo monetario internazionale.

La nostra risposta a questa linea è la denuncia politica ai lavoratori e alla base sociale che ha sostenuto Vendola, credendo realmente in un “cambio di rotta”, a partire dall’operatività di una proposta politica di indipendenza del movimento operaio e dei disoccupati e precari dalle compatibilità del capitale e delle sue Istituzioni, aperta alla discussione con tutte quelle organizzazioni sociali, sindacali e politiche che si pongano realmente sul terreno dell’alternativa sociale, al di fuori della logica esclusiva della propaganda fine a se stessa.

Firma anche tu: progettocomunistaba@libero.it

 
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