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Creato da quagliaribelle il 13/07/2008

quagliareturns

come sodomizzare una quaglia

 

 

caro amico ti scrivo

Post n°397 pubblicato il 04 Gennaio 2012 da quagliaribelle

E così alla fine pure il temutissimo duemiladodici pare sia arrivato. Che poi a dirsela in scioltezza tra di noi, è solo un altro anno in più. 

E' l'anno dei miei primi trentotto anni, anche se credo di saltarli a piè pari e di giungere fresca come un baccalà stagionato ai miei primi quaranta. 
E' il primo anno da fresca separata legalmente e me ne mancano solo due al divorzio, burocrazia permettendo of course. E son soddisfazioni che si sappia.
E' l'anno in cui mia figlia a settembre comincerà le scuole medie, un salto nel buio in questa scuola moderna che di moderno non ha manco le classi. Figurarsi il programma. 
E' l'anno che deve passare per arrivare al duemilatredici, l'anno in cui io mi auguro fortemente che questa cosa chiamata crisi finisca. O che per lo meno qualcuno mi spieghi che crisi non significa non avere l'aipad, l'aifon, l'airottoicoglioni. 
Il mio capodanno è stato perfetto. Passato con l'augusto fidanzato nella nostra magione veneta. Per i meno prosaici: mì e lù nella mia bicocca.
Anche quest'anno niente buoni propositi per me, che non li so mantenere, ma un augurio a tutti voi si:
che ognuno di voi possa trovare quello che cerca e, nel caso in cui non si cerca niente, che quello che arriva sia altrettanto desiderato e piacevole.
Forza che si ricomincia.

 
 
 

do ut des

Post n°396 pubblicato il 25 Dicembre 2011 da quagliaribelle


Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire per andarci. 
E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. 
Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è la migliore invenzione della Vita.
E’ l’agente di cambio della Vita: fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo. Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità.

Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. 
Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. 
E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. 
Tutto il resto è secondario.
Steve Jobs

 
 
 

ma che davvero?

Post n°395 pubblicato il 17 Novembre 2011 da quagliaribelle

Risponde la segreteria webbica della quaglia:

l'utente è affetto da broncotroncopleurosaurite articolata
l'untore potrebbe essere altamente contagioso
pregasi indossare la mascherina per leggere codesto post.
Che poi a dirsela tra me e voi sto coi cazzi incrinati e i bacilli in fermento per aver seguito il consiglio del medico di "andar a far quattro passi per dimagrire un pò". ma li mortacci dell'animaccia sua e de su nonno.
Io non trasudo bacilli io li produco per mitosi.
Io che mi reggo in piedi perchè so tenuta su incollata dai fazzoletti di carta smocciolosi.
Io che detesto ammalarmi perchè mi si cambia la voce facendomi somigliare a malgioglio con la raucedine.
Io che impazzisco per le riunioni con le maestre e nemmeno sta broncocosa è riuscita a tenermi a casa. Perchè non c'è niente di meglio che sentirsi dire quello che già sai. 
Voglio dire ce l'ho messa al mondo io con ste mani sante (vabbè mani...adesso non stiamo a cercare il pelo nella quaglia) e sempre co ste mani sante ce la levo se non si mette in riga.
E' stata comunque una piacevole chiaccherata con le maestre di cui una nuova e mi son sentita in dovere di informarla che mia figlia è come medusa: non va mai guardata negli occhi pena l'indebolimento del carattere. Della maestra. Perchè io li conosco quegli occhi li eh, io lo so di cosa sono capaci, e il dramma è che ce lo sa anche celest eyes. 
Così mentre mi accingevo a tornarmene nella magione e mettere al caldo il mio fedele visus, non ho resistito e alle maestre ho dato un consiglio:
voi fare come me quando la devo sgridare: urlate dall'altra stanza. 
Loro ridevano. Tzè dilettanti.

 
 
 

il sole esiste per tutti

Post n°394 pubblicato il 08 Novembre 2011 da quagliaribelle

Domenica sera. Interno quasi notte. La sveglia sul comò, priva delle civette tombereccie, segna le 23.42. Due amabili fanciulle si stanno rotolando ritmicamente da una parte all'altra del lettone. Che messa così sembrerebbe anche divertente. Le fanciulle sono madre e figlia. Che messa così suona la sirena della polizia. Le fanciulle non riescono a dormire. Che messa così fa dire a tutti sticazzi.

Petit femme: Mà non riesco a dormire. Perchè?
Sicuramente Mà deve essere la depositaria di tutti i segreti di questo mondo conosciuto e quell'altro. Non v'è dubbio.
Mà: è perchè oggi è domenica e di domenica non si fa solitamente una beneamata. 
Petit femme: ......ah. E allora che lo chiamano giorno del riposo a fare?
Ineccepibile. 

Lunedì sera. Interno notte inoltrata. Era una notte buia e tempestosa. La sveglia segna le 02.12. Un'amabile fanciulla, quella più stagionata, decide di prendere la via del bagno, grazie a quello scroscio di pioggia che dura da venerdì e che le stimola la diuresi più della rocchetta. La fanciulla che ormai c'ha una certa (età, faccia da culo, tetta pendula. a discrezione vostra) decide di accendersi il lume sul comò. Che stavolta non le va di giocarsi il solito menisco nel solito angolo del letto. E con stupore scorge quella cosa di dieci chili, pelosa e pigrona conosciuto a tutti come il gatto di casa. E quella cosa pelosa ha depositato sul tuo tappeto bianco della camera da letto (al terzo piano) un inquilino non desiderato: un topo. 
Il gatto, con una zampetta appoggiata a quella cosa morta, rivolge agli astanti uno sguardo pieno d'orgoglio, pari a quello della settimana scorsa quando catturò una rana. 
La fanciulla anziana, mostrando un coraggio e uno sprezzo del pericolo pari ad un filetto di fronte ad uno a dieta, decide di arrotolare il tappeto con all'interno il sorcio, percorre le due rampe di scale, arrivata davanti alla porta però un dubbio:
ce lo lancio fuori così o no?
Il senso civico ha la meglio: apre un sacchetto di plastica - quelli della raccolta degli arbusti sei metri per cinque - srotola il tappeto, chiude tutto velocemente e, con indosso camicia da notte, calzettone di lana, golfino infeltrito e stivali di gomma (bianchi e verde acquamarina, una delizia) si lancia verso il suo garage dove occulta il cadavere. 
Sono attesi i ris per la giornata di domani. 

Per questa notte è atteso un gruppo di foche monache. 

 
 
 

allouin

Post n°393 pubblicato il 28 Ottobre 2011 da quagliaribelle

 
 
 
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