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Le masserie Pugliesi

Post n°346 pubblicato il 07 Febbraio 2012 da AngeloQuaranta
 

 


Le masserie sono l'emblema della civiltá contadina, intimamente legate alla storia del territorio pugliese. I complessi masserizi nascono essenzialmente dalla necessitá di assicurare una migliore cura e amministrazione di grandi appezzamenti di terra. Comunitá di famiglie, contadini e coloni scandiscono la loro vita secondo i ritmi della terra e della sua coltivazione. Esistono molti documenti che attestano l´attivitá delle antiche fattorie rurali. Ai tempi dei romani vi erano delle costruzioni abitative adibite alla cura delle coltivazioni, usanza che continuó anche sotto la dominazione saracena e che proseguí con le masserie reggie del periodo Svevo-Angioino.

Si ritiene che il fenomeno "masseria" nella zona della Murgia dei Trulli, risalga all'epoca della conquista longobarda. Questi ultimi favorirono l'aggregazione dei pastori in gruppi più numerosi nelle masserie e nei casali. La parola masseria deriverebbe dal latino "maseria o maserius" come fusione dei termini "mas o maes" (campagna) ed "er" (casa). La politica territoriale ad opera degli angioini di Taranto concesse il possesso e l´utilizzo delle terre a tutti i cittadini come bene comune universale.

Non essendoci peró regole che chiarissero le modalitá di fruizione ed utilizzo delle terre comuni, alcuni cittadini iniziarono ad usurpare i campi esercitando il dominio ed il possesso dei terreni, parietando i vari appezzamenti. Nel 1807 fu istituito il catasto che legittimó di fatto la proprietá dei territori usurpati. Queste costruzioni rispondono ad uno stesso criterio costruttivo, che le divide in due parti: l'abitazione del signore, o del "massaro" (responsabile del fondo agricolo), e pertinenze secondarie, dove trovano spazio gli alloggi dei contadini e la zona lavorativa.

Gli edifici sono circondati da spessi muri, che comprendono vasti giardini, in cui si trova la cappella e dove, a seconda del territorio su cui sorgono, sono coltivati ulivi, mandorli o viti. Girando per la campagna si incontrano masserie che ricordano i palazzi gentilizi delle campagne venete, e altre che somigliano a castelli, magari perché situate vicino alla costa, e rese inaccessibili per difendersi dai briganti. Gli antichi volumi architettonici delle masserie vengono in seguito ampliati, per disporre di spazi abitabili piú ampi e razionali. Si iniziano a creare rapporti fra proprietari fondiari per poter gestire i vasti appezzamenti terrieri. Vi sono diverse costruzioni di masserie: - a corte, la masseria viene costruita all'interno di mura che la racchiudono, difendendola dalle minacce esterne; - a tetto a trullo: case, pagliai hanno il tetto a trullo e sono di diversa grandezza. Alcuni esempi sono Masseria Ortolini e Masseria Ferrari; - a copertura a trullo e a copertura pignon: il tetto della casa è a pignon, tetto ripido e le costruzioni destinate alle mansioni sono a tetto a trullo; - a edificazione lineare: masserie che si caratterizzano per essere un´unica costruzione, con le abitazioni congiunte alle altre costruzioni; - a casino: costruzione che si sviluppa nel XIX secolo e che segna la distinzione piú netta fra la casa del padrone e l'azienda (es. Luco, Mita). Oggi: le masserie della Puglia sono ancora lá. Appaiono tra le strade statali o in mezzo alle campagne, con imponenza e dignitá. Alcune sono state restaurate e talvolta destinate al turismo o come resort di charme. Ambienti, un tempo produttivi, della masseria, i frantoi, le mangiatoie, i palmenti vengono restaurati con cura per far riscoprire la cultura e la tradizione rurale ai turisti piú attenti.

La rusticitá diviene cosí un valore aggiunto del turismo. Altre, del tutto abbandonate, vivono una solitudine difficile e, forse, rischiosa, ma non priva di fascino e comunque carica di storia
vai al sito: masserie Puglia

 

 

 

 
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