|
Post n°716 pubblicato il 18 Ottobre 2008 da meltea
Casi
Io credo che oggi sia il
La scuola […] ha bisogno di stabilità.
I misteri esistono. E talvolta sono
Mi do da fare per cercare articoli che confermino la schizofrenia della nostra: saltano fuori dichiarazioni dove la ministra non solo smentisce di aver creato quel nuovo nuovo ordinamento di cui sopra, ma trova le proteste degli universitari “incomprensibili”. «Sono sempre più convinta che molti di coloro che scendono in piazza in realtà non abbiano letto il provvedimento, perché non si capisce come mai si occupino le università, si facciano manifestazioni nella scuola secondaria, che sono ambiti minimamente toccati dal provvedimento» dichiara. Poi si dà allo sport preferito di ogni politicante italiano, scarica il barile sugli avversari: “La sinistra crea allarmismo senza motivo”. Al che verrebbe quasi da risponderle con Gaber: “Ma cos’è la destra/ cos’è la sinistra?”. Mentre il mistero misterioso rimane: riformuliamo dunque la domanda in termini più apolitici possibili, giusto per non essere tirati in ballo in un gioco di parti: se quegli sconsiderati scansafatiche degli studenti e dei professori non hanno capito niente della nuova riforma e sono disinformati, da dove diavolo se ne esce fuori questo nuovo nuovo ordinamento in vigore da adesso? Su un punto però, siamo d’accordo con la povera bistrattata Maristella: c’è disinformazione. Ma anche qua, la propria malattia psichica le impedisce di capire, poverina, da dove è scaturito il male. Dà la colpa a chi le fonti non le cerca. Chiedo io, le fonti dove sono? Esempio pratico: la sottoscritta, come voi tutti sapete (e se non sapete ve lo dico adesso) è rimasta fregata dal cambio di burocrazie tra il vecchio nuovo ordinamento e il nuovo nuovo ordinamento. La “piccolezza” (che poi piccolezza non è) che la ha fottuta impedendole di laurearsi, non avrebbe potuto saperla né dalla tipa dell’help desk (alla quale ha chiesto, invero) né dalla correlatrice che l’ha seguita. Perché nessuna delle due sapeva. Ancora, a danno fatto, mi metto a cercare informazioni su internet su questo fantomatico nuovissimo ordinamento che ci sta rovinando il fegato. Trovo la seguente pagina: http://www.roma3.net/forum/index.php?showtopic=7167. Un forum dove qualcuno fa domande, e qualcun altro (che ha la fortuna di essere a conoscenza di gran parte dell’andazzo) risponde. Il resto, sono tutti articoli che riguardano il nuovo ordinamento del 2003-2004. Quello già vecchio. L’unibo d’altronde si limita a scrivere che da quest’anno gli esami saranno meno, ma organizzati meglio. Nessuno dice niente di chiaro sulle questioni che veramente interessano. Per non seguire l’esempio, mi faccio la mia buona lista di domande, sperando che una Buonastella (!) risponda: 1) Cos’è una laurea magistrale? Qual è la differenza? Supplisce la SIS? In caso contrario, a che serve? 2) Di quanti è una laurea? Tre? Quattro? 3) Se uno vuol cambiare facoltà o indirizzo nel passare da laurea semplice a laurea specialistica (vecchio nuovo ordinamento) è vero che al posto dei vecchi debiti, deve frequentare dei corsi senza iscriversi, perciò saltando un anno? 4) La tesi, la si discute ancora da qualche parte o si debbono ovunque (e non solo a Bologna) fare le copie solo per i relatori e correlatori, cosicché loro poi leggono e danno il voto? Non vi sembra una procedura un po’ rischiosa? Voglio dire, io che mi laureo su una traduzione, potevo benissimo farmela fare da un inglese mothertongue…vi pare? Se avete altri dubbi, scrivete ed aggiungete alla lista. I miei, per ora e con tanta amarezza, sono questi. Che ci riportano al punto di partenza: una riforma effettivamente c’è ed è stata messa in vigore, checché ne dica la nostra ministra. Forse, dietro di lei c’è un ghost writer. Forse l’ha scritta dopo la trasformazione in Mr Hyde. Quel che dico io però è che, se anche la “disinformazione” ci porta tutti in massa ad accusare qualcuno che ha curato solo la parte relativa alle scuole elementari (o alla gestione economica dell’università), questo non vuol dire che il problema di fondo, il nuovo nuovo ordinamento, non esista. Indipendentemente da chi lo ha fatto, nessuno vi ha capito niente. E quelle poche cose capite a proprie spese, non sono piaciute. A nessuno. Quello che vorrei dirti, Maristella tesoro, è che la ragione per cui non mi hanno laureato non me la sono inventata. Sono sana ed equilibrata, io.
|
|
Post n°715 pubblicato il 05 Giugno 2008 da meltea
Suicide Letter
Non ricordo più come ho potuto Portare il peso di essere me Stessa fino a ora: mi amavo, per me provavo stima, prima, mesi fa, quando sapevo chi ero, sape- vo che fare, dove andare, non contando mancanze di soldi o ri- fiuti, non ricordo più come ho potu- to sperare di venir capita, quan- do neanche io so chi sono, uomo solo, destinato ad amare senza venir ricambiato, dal pro- prio mestiere, dal proprio dovere, da chi mi consiglia senza sapere chi sono, uomo depresso, a cui è concesso poco, a cui la vita ha regalato un tarlo- potrei uccidermi, perché non farlo? Solo perché lo annuncio e i suicidi non sono mai annuncia- ti? Se ho i conati dalla dispe- razione, se ho il magone, se ho paura, non ho diritto a una cura a un mestiere, a un amo- re non sprecato invano? Strano, io forza l’avevo, lottavo, sapevo ne ero certa- Parlare? E con chi? Tutti mi danno consigli sbagliati, inappropriati, mentre l’unico che vorrei non c’è, lo tengo a distanza perché ho paura, questa è la mia fre- gatura, m’innamoro di chi non dov- rei, non posso non farlo, la vita mi ha dato un secondo tarlo, non mi vuo- le al mondo, è questo che debbo pen- sare? Che fare? Che fare? |
|
Post n°714 pubblicato il 27 Gennaio 2008 da meltea
Ultimamente siamo sempre sulla cronaca. Il bambino ucciso dall'altro bambino durante una battuta di caccia a Montespertoli (Fi) era di Empoli. Un caro amico di mio padre è caro amico del padre del bambino e mio padre e il padre del bambino si conoscono. Non vorrei essere lui. Ma soprattutto non vorrei essere la sua ex moglie. Credo che lo ucciderei se fossi la sua ex moglie. Perché infondo infondo nei confronti della categoria cacciatori contemporanei non riesco a provare pietà. E non è solo una questione di punto di vista animalista, ognuno è libero di fare quello che gli va, di avere la morale e l'etica che vuole. Ma che la caccia contemporanea, in un mondo in cui l'uomo si può permettere, se non di farne a meno di non farlo o di non farlo come sport, in un mondo in cui ci sarebbe bisogno del rispetto che gli indiani riservano ai bisonti che uccidevano (chiedendo poi perdono), genera un'etica desensibilizzata di cui francamente il mondo contemporaneo non ha bisogno è un fatto. Mi spiego: la mia opinione è che i cacciatori non si rendano conto che i loro fucili uccidano. Considerando le vite degli animali vite di serie B, non arrivano a pensare che forse il loro strumento può mandare al creatore anche il miglior amico, il compagno di battuta, il figlio...e piangono quando invece l'arma si mostra per quel che è. I cacciatori delle cività primordiali avevano generalmente delle grandi anime. Le animelle inaridite dei cacciatori di oggi invece in un certo senso mi fanno compassione. Come quel padre di quel figlio, poverino, al quale però non mi sento di esprimere lo stesso grado di solidarietà che esprimerei alla madre se l'avessi davanti a me, povera donna. |
|
Post n°713 pubblicato il 21 Dicembre 2007 da meltea
Voi non siete niente. Chiunque voi siate, non siete in grado di giudicare chi o cosa sia stato Thomas. Non l’avete conosciuto, e Thomas andava conosciuto. Ma eravate così focalizzati sulla lodevole arte del dare un'opinione che non avete fatto molto caso alla sua presenza, non è così? Anzi, forse non l’avete neanche mai visto. Vi sembrava di vederlo, ma erano gli attimi in cui mentiva e lo avresti detto timido, insicuro, di gran scarsa dimestichezza nella conversazione. Un’ombra insomma. Di quelle che stanno ai lati dei tavoli. Di quelle che stanno infondo alle sale dei cinema. E osservano. Vedono.
|
|
Post n°712 pubblicato il 09 Dicembre 2007 da meltea
|
L'HOMME DE LA MANCHA (PAR JACQUES BREL)
Porter le chagrin des départs
Brûler d'une possible fièvre
Partir où personne ne part
Aimer jusqu'à la déchirure
Aimer, même trop, même mal,
Tenter, sans force et sans armure,
D'atteindre l'inaccessible étoile
Telle est ma quête,
Suivre l'étoile
Peu m'importent mes chances
Peu m'importe le temps
Ou ma désespérance
Et puis lutter toujours
Sans questions ni repos
Se damner
Pour l'or d'un mot d'amour
Je ne sais si je serai ce héros
Mais mon cœur serait tranquille
Et les villes s'éclabousseraient de bleu
Parce qu'un malheureux
Brûle encore, bien qu'ayant tout brûlé
Brûle encore, même trop, même mal
Pour atteindre à s'en écarteler
Pour atteindre l'inaccessible étoile.

AREA PERSONALE
I MIEI BLOG AMICI
CESARE PAVESE, POESIE
You, Wind Of March
Sei la vita e la morte.
Sei venuta di marzo
sulla terra nuda -
il tuo brivido dura.
Sangue di primavera
- anemone o nube -
il tuo passo leggero
ha violato la terra.
Ricomincia il dolore.
Il tuo passo leggero
ha riaperto il dolore.
Era fredda la terra
sotto povero cielo,
era immobile e chiusa
in un torpido sogno,
come chi più non soffre.
Anche il gelo era dolce
dentro il cuore profondo.
Tra la vita e la morte
la speranza taceva.
Ora ha una voce e un sangue
ogni cosa che vive.
Ora la terra e il cielo
sono un brivido forte,
la speranza li torce,
li sconvolge il mattino,
li sommerge il tuo passo,
il tuo fiato d'aurora.
Sangue di primavera,
tutta la tetra trema
di un antico tremore.
Hai riaperto il dolore.
Sei la vita e la morte.
Sopra la terra nuda
sei passata leggera
come rondine o nube,
e il torrente del cuore
si è ridestato e irrompe
e si specchia nel cielo
e rispecchia le cose -
e le cose, nel cielo e nel cuore
soffrono e si contorcono
nell'attesa di te.
E', il mattino, è l'aurora,
sangue di primavera,
tu hai violato la terra.
La speranza si torce,
e ti attende ti chiama.
Sei la vita e la morte.
Il tuo passo è leggero.
VERRà LA MORTE E AVRà I TOUI OCCHI
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

CERCA IN QUESTO BLOG
TAKE A LOOK
- Numero 5
- Agnese
- Patti Smith
- Jacques Brel
- Marlene
- Federico Greco
- Judy
- You Tube (video)
- Claudio Bisio
- Luvi
- Guardiamo se Imparo A Cucinare
- Coinquilina Geniale
- Paoletta!
- The Cats Will Know
- It Actually IS My Father
- Queerblog
- Meat Puppet
- EnricaP
- Giulia
- Kekko Pisu
- Io, Dottie P.
- C'è i Cani!!!
- Il PRANZO è SERVITO ONLINE!!!
MENU
DOROTHY ROTSCHILD PARKER CAMPBELL
Poetess (1893-1967)
Testament
Oh, let it be a night of lyric rain
And singing breezes, when my bell is tolled.
I have so loved the rain that I would hold
Last in my ears its friendly, dim refraln.
I shall lie cool and quiet, who have lain
Fevered, and watched the book of day unfold.
Death will not see me flinch; the heart is bold
That pain has made incapable of pain.
Kinder the busy worms than ever love;
It will be peace to lie there, empty-eyed,
My bed made secret by the leveling showers,
My breast replenishing the weeds above.
And you will say of me, "Then has she died?
Perhaps I should have sent a spray of flowers."













