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Post n°1646 pubblicato il 12 Novembre 2009 da quinoa1977
Decalogo
Il Decalogo (Dekalog) è una raccolta di 10 mediometraggi della durata di 55 minuti circa l'uno, liberamente ispirati ai dieci comandamenti. Sono tutti diretti dal regista polacco Krzysztof Kieślowski, il quale ne ha curato la sceneggiatura insieme a Krzysztof Piesiewicz. Il regista ci offre un quadro delle attuali infrazioni della legge morale. Decalogo 1
Krzysztof è un professore universitario che, separato dalla moglie, si trova costretto a crescere il proprio figlio, Paweł, da solo. Il padre è un grande appassionato di computer e pensa che tutta la vita possa essere descritta matematicamente attraverso l'uso del computer. Secondo lui, non esiste una dimensione trascendente della realtà: non esiste nessun Dio e quando si muore il cervello smette semplicemente di funzionare. Alla visione atea del padre si contrappone la visione della zia, molto credente. L'interesse per il figlio al mondo trascendente si scatena quando casualmente nota in strada un cane morto congelato, che lo porta a farsi domande sul senso della morte, su cosa essa sia. Mentre il padre punta il discorso su come avviene la morte, la zia gli parla di una dimensione trascendente, che non può essere colta matematicamente (si ha un esempio di questo quando il bambino mostra alla zia un programma in grado di dire cosa sta facendo sua mamma in quel momento; alla zia, che ribatte che il programma non è in grado di dirgli ciò che la mamma sta sognando, il bambino risponde che è solo una questione di potenza del computer). Un giorno il lago vicino a casa ghiaccia ed il bambino desidera andarci a pattinare. Il padre, allora, da bravo scienziato esegue una serie di calcoli al computer, che gli permettono di stabilire che il ghiaccio è in grado di reggere il suo peso. Per maggiore sicurezza esegue nuovamente i calcoli e va a verificarne l'esattezza con una prova empirica. Accade però che il ghiaccio si rompe. Il padre non lo sorvegliava (sicuro come era che il ghiaccio non si sarebbe rotto) e non sospetta di nulla nemmeno quando nota dei segnali premonitori (un'ambulanza che si dirige verso il lago, gli amici che non lo trovano, la lezione a cui è mancato, le persone che lo cercano per avvisarlo dell'accaduto). Comincerà a capire che non tutto è prevedibile quando il calamaio con cui stava scrivendo si rompe senza essere stato toccato. Decide quindi di andare a vedere cosa stava succedendo al lago, vede il buco nel ghiaccio ed i soccorritori ma stenta ancora a crederci (apprende che alcuni ragazzi stavano giocando nelle vicinanze e va a cercare suo figlio). Il padre si arrende all'evidenza solo quando i soccorritori estraggono il corpo senza vita del bambino. Dopo l'avvenimento il padre capisce che ci sono cose che non sono prevedibili matematicamente ma nonostante ciò si reca in una cappella dove per rabbia fa crollare un piccolo altare. |



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il 27/10/2011 alle 05:58
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