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        <title>La tua amica banca?</title>
        <description>Le tue esperienze raccontate a CasaPound</description>
        <link>http://blog.libero.it/raccontalebanche/</link>
        <lastBuildDate>Mon, 08 Feb 2010 16:04:52 +0100</lastBuildDate>
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        <category>Economia</category>
        <category>Banche</category>
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            <title>La verità non può essere infoibata.</title>
            <link>http://blog.libero.it/raccontalebanche/8397153.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://photos-e.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs184.snc3/19167_294354646386_34745146386_3494454_2999013_n.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;403&quot; height=&quot;226&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 08 Feb 2010 16:01:53 +0100</pubDate>
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            <title>Combatterai la banca</title>
            <link>http://blog.libero.it/raccontalebanche/8273703.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;object width=&quot;200&quot; height=&quot;166&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/wX6zNkh4goM&amp;amp;hl=en_US&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;transparent&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/wX6zNkh4goM&amp;amp;hl=en_US&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; wmode=&quot;transparent&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;166&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 14 Jan 2010 07:34:13 +0100</pubDate>
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            <title>Crisi? Non per le banche</title>
            <link>http://blog.libero.it/raccontalebanche/8263770.html</link>
            <description>&lt;div&gt;di Gianni Petrosillo - 08/01/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli effetti della crisi economica non sono eguali per tutti e, soprattutto, non lo sono per le banche le&lt;br /&gt;quali continuano a godere di una certa impunit&amp;agrave; e del sostegno della mano pubblica, nonostante che&lt;br /&gt;gli indizi di colpevolezza, sin dal principio di questo prolungato periodo d&amp;rsquo;instabilit&amp;agrave; finanziaria,&lt;br /&gt;abbiano condotto ai loro &amp;ldquo;sportelli&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;Ad ogni modo, le cose non stanno proprio cos&amp;igrave;, del resto abbiamo gi&amp;agrave; esplicitato le ragioni secondo&lt;br /&gt;cui il crollo sistemico non possa essere sceverato o chiarito solo facendo riferimento alla sfera degli&lt;br /&gt;scambi, n&amp;eacute;, tantomeno, ad elementi psicologici e moralistici come la disonest&amp;agrave; degli operatori di&lt;br /&gt;borsa, il raggiro bancario, l&amp;rsquo;avidit&amp;agrave; dei manager o, ancora, la sconsideratezza delle autorit&amp;agrave; statali di&lt;br /&gt;controllo che hanno svolto male (o per niente) il loro compito, anche per carenza di un quadro di&lt;br /&gt;riferimento normativo adeguato allo scopo.&lt;br /&gt;Dette bestialit&amp;agrave; sono parte integrante di un piano di mistificazione ideologica che, confondendo i&lt;br /&gt;livelli di comprensione e instillando nell&amp;rsquo;analisi obiettiva i germi del romanticismo economico,&lt;br /&gt;impedisce di individuare le vere origini dello sconquasso finanziario della fase.&lt;br /&gt;Sulla stessa lunghezza d&amp;rsquo;onda, per espressa coerenza, dobbiamo collocare i discorsi enfatici dei&lt;br /&gt;leader mondiali, i quali si richiamano ad un impegno fattivo e unanime di necessaria revisione delle&lt;br /&gt;norme in materia finanziaria solo per simulare l&amp;rsquo;esistenza di un precedente impianto di regolazione&lt;br /&gt;che, in realt&amp;agrave;, non ha mai avuto evidenza. Difficile, se non impossibile, riformare quel che non&lt;br /&gt;esiste; si tratta di una ennesima sofisticazione semantica che svela bene lo spirito lestofantesco col&lt;br /&gt;quale i nostri governanti stanno recitano la parte dei redentori.&lt;br /&gt;Tutti questi elementi, chiamati in ballo per rappresentare la scena della crisi mondiale, scaturiscono&lt;br /&gt;comunque da cause ben pi&amp;ugrave; radicate nel periodo storico che, solo in prima battuta, sono&lt;br /&gt;riconducibili ai meccanismi della sfera economica. L&amp;rsquo;adozione di parametri teorici meno&lt;br /&gt;&amp;ldquo;epidermici&amp;rdquo;, come quelli da noi proposti con la teoria degli agenti strategici, ci permetter&amp;agrave; di&lt;br /&gt;cogliere il senso della svolta epocale innalzato a testimonianza dal default finanziario, il quale, al&lt;br /&gt;massimo, traccia i contorni di quella fondamentale transizione dal monocentrismo americano al&lt;br /&gt;multipolarismo geopolitico, implicante la ridefinizione degli equilibri strategici tra attori nazionali&lt;br /&gt;sul piano globale.&lt;br /&gt;Se questo &amp;egrave; verosimile occorre allora spostare, con urgenza, la cornice dei problemi, oggi ancora&lt;br /&gt;impressi su uno sfondo economicistico, sulle altre sfere umane al fine di inquadrarne meglio la&lt;br /&gt;genesi politica e sociale.&lt;br /&gt;Stante questa situazione &amp;egrave; evidente che le regole del gioco debbano necessariamente saltare, cos&amp;igrave;&lt;br /&gt;come debba venir meno la disponibilit&amp;agrave; dei singoli Stati (a prescindere dal chiacchiericcio querulo&lt;br /&gt;sull&amp;rsquo;unit&amp;agrave; delle prospettive generali) ad adattarsi alle decisioni dell&amp;rsquo;ex Paese predominante, il quale&lt;br /&gt;tenta, tenta sempre, di ricondurre (per ora con risultati assai modesti), i profondi cambiamenti in&lt;br /&gt;corso nell&amp;rsquo;alveo di una visione pi&amp;ugrave; congeniale alla sua egemonia.&lt;br /&gt;Gli Usa mirano ad imporre i loro interessi particolari rivestendoli di un destino universale ma&lt;br /&gt;l&amp;rsquo;appeal verso questo paese, anche da parte dei suoi sempiterni alleati, dipende sempre meno dalla&lt;br /&gt;sua autorit&amp;agrave; morale e sempre pi&amp;ugrave; dal rischio di una reazione militare: l&amp;rsquo;America parla di&lt;br /&gt;globalizzazione e di collaborazione tra i governi e poi ricorre al protezionismo per recuperare&lt;br /&gt;posizioni di privilegio (come nei confronti della Cina), richiama tutti al rispetto dei principi del&lt;br /&gt;mercato e inonda di dollari le sue banche in difficolt&amp;agrave;, chiede una politica finanziaria meno&lt;br /&gt;predatoria (accusa rivolta ancora una volta alla Cina) e poi si fa dettare l&amp;rsquo;agenda politica dagli amici&lt;br /&gt;da Wall Street. Nel frattempo, giustificandosi col pacifismo obamiano, sanzionato con un nobel alle&lt;br /&gt;buone intenzioni, inasprisce i conflitti regionali con l&amp;rsquo;intento di rallentare l&amp;rsquo;avanzata di potenze riemergenti&lt;br /&gt;come la Russia o emergenti come la stessa Cina. Ed &amp;egrave; precisamente su quest&amp;rsquo;ultimi temi&lt;br /&gt;che si deve concentrare la nostra attenzione per cogliere le avversit&amp;agrave; e le opportunit&amp;agrave; aperte dal&lt;br /&gt;momento storico.&lt;br /&gt;Solo chi &amp;egrave; cieco di fronte all&amp;rsquo;evoluzioni del tempo multipolare pu&amp;ograve; sbalordirsi dello scarto che si&lt;br /&gt;genera costantemente tra intenzioni dei decisori globali, verbosamente orientate alle soluzioni&lt;br /&gt;comuni in campo economico, e impossibilit&amp;agrave; di sintesi tra differenti approcci nazionali, i quali ci&lt;br /&gt;risentono, inesorabilmente, del diverso &amp;ldquo;dosaggio&amp;rdquo; dei rapporti di forza sullo scacchiere&lt;br /&gt;sopranazionale.&lt;br /&gt;A maggior ragione non dobbiamo inseguire i vaneggiamenti dei soliti esperti che parlano di riprese,&lt;br /&gt;ripresine, di exit strategy ed altre scempiaggini di stessa tipologia miranti a convincerci che dal&lt;br /&gt;caos finanziario si verr&amp;agrave; fuori grazie alle loro magiche formulette contabilistiche e alla volont&amp;agrave;&lt;br /&gt;solidale dei governi. Stiamo attenti a come si muoveranno banche e speculatori perch&amp;eacute; di riflesso,&lt;br /&gt;da tutto ci&amp;ograve; che questi otterranno o non otterranno, dedurremo l&amp;rsquo;inclinazione dei diversi Stati a&lt;br /&gt;perseguire una politica di maggiore o minore indipendenza dal vecchio sistema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DAL BLOG DI MARCELLO FOA NE IL GIORNALE ON LINE&lt;br /&gt;A fine anno non leggo mai le previsioni economiche per l&amp;rsquo;anno nuovo. Raramente sono affidabili.&lt;br /&gt;Gli esperti pensano di prevedere il futuro guardando esclusivamente nello specchietto retrovisore,&lt;br /&gt;come se la strada percorsa fino a quel momento dovesse continuare all&amp;rsquo;infinito. E questo spiega, tra&lt;br /&gt;l&amp;rsquo;altro, perch&amp;egrave; quasi nessuno ci azzecchi.&lt;br /&gt;Quel che mi ha colpito in questi primi giorni del 2010, dando un&amp;rsquo;occhiata ai titoli e ascoltando&lt;br /&gt;scampoli di trasmisionni radiofoniche e televisive, &amp;egrave; la ripetitivit&amp;agrave; delle analisi. Tutti parlano di&lt;br /&gt;&amp;ldquo;ripresa lenta&amp;rdquo;, di &amp;ldquo;exit strategy&amp;rdquo;. Tutti sono pronti a darci lezioni, soprattutto gli esperti che hanno&lt;br /&gt;esaltato il capitalismo finanziario e speculativo anglosassone, presentandolo come la panacea dei&lt;br /&gt;nostri mali.&lt;br /&gt;Oggi quegli stessi signori avvertono che l&amp;rsquo;Europa &amp;egrave; vecchia, che non sa adeguarsi alla&lt;br /&gt;globalizzazione e, con accenti colpevolisti, ammoniscono a &amp;ldquo;rimettere in ordine i bilanci statali&amp;rdquo;,&lt;br /&gt;come ha fatto ad esempio il vicesegretario dell&amp;rsquo;Ocse, l&amp;rsquo;italiano Pier Carlo Padoan, in una recente&lt;br /&gt;intervista, secondo cui &amp;ldquo;sar&amp;agrave; necessario aumentare le tasse per riequilibrare i conti&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;Notate l&amp;rsquo;ipocrisia: questa crisi non &amp;egrave; stata provocata da forsennate spese dei singoli Stati, ma dalla&lt;br /&gt;necessit&amp;agrave; di coprire le voragini provocate dalle banche. Missione compiuta, dicono gli esperti. Il&lt;br /&gt;sistema &amp;egrave; salvo.&lt;br /&gt;Ma nessuno, n&amp;eacute; l&amp;rsquo;Ocse, n&amp;eacute; il Fmi, n&amp;eacute; la Banca mondiale accenna a quella che dovrebbe essere una&lt;br /&gt;regola di buon senso. Se il sistema &amp;egrave; davvero salvo, a pagarne i costi dovrebbe essere innanzitutto&lt;br /&gt;chi ha provocato il dissesto, dunque certe ben note banche di Wall Street, che operano in tutto il&lt;br /&gt;mondo.&lt;br /&gt;E invece tutto &amp;egrave; tornato come prima; anzi peggio di prima, come dimostrano i bonus da 140 miliardi&lt;br /&gt;di dollari elargiti quest&amp;rsquo;anno proprio da quelle banche. Il vero potere &amp;egrave; rimasto nelle loro mani, anzi&lt;br /&gt;&amp;egrave; persino aumentato, perch&amp;eacute; ora hanno la certezza che qualunque errore commettano, gli Stati non&lt;br /&gt;le lasceranno fallire.&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;importante &amp;egrave; che l&amp;rsquo;opinione pubblica non se ne avveda. Chi bada pi&amp;ugrave; a loro? Nessuno: dobbiamo&lt;br /&gt;gioire per la ripresina ed essere pazienti, mettendo mano al portafoglio. Ce lo dicono i soliti guru. Ci&lt;br /&gt;hanno mazziato e ora ci distraggono. Ammansiti a dovere.&lt;br /&gt;O sbaglio?&lt;br /&gt;ilsole24ore NEW YORK &amp;ndash; Non &amp;egrave; stato un regalo gradito quello che ha ricevuto Goldman Sachs dal&lt;br /&gt;New York Times il giorno di Natale: il quotidiano ha rivelato retroscena inediti dell&amp;rsquo;operazione&lt;br /&gt;Baucus, ideata gi&amp;agrave; alla fine del 2006 da Jonathan Egol un giovane di 39 anni considerato un astro&lt;br /&gt;nascente dell&amp;rsquo;istituto. L&amp;rsquo;idea: impacchettare in strumenti &amp;ldquo;sicuri&amp;rdquo;, mutui immobiliari sempre pi&amp;ugrave;&lt;br /&gt;rischiosi, subprime inclusi, per poi venderli ai clienti. Chi comprava fidandosi del marchio Goldman&lt;br /&gt;non sapeva che la Banca, oltre a scaricare un rischio, stava gi&amp;agrave; scommettendo contro lo stesso&lt;br /&gt;strumento, contribuendo alla caduta del mercato. Pi&amp;ugrave; gradito il regalo del Financial Times, che ha&lt;br /&gt;invece nominato Lloyd Blankfein, il numero uno di Goldman, uomo dell&amp;rsquo;anno 2009. Una nomina&lt;br /&gt;tuttavia sospetta vista la vicinanza dei vertici dell&amp;rsquo;Ft a quelli di Goldman e visto che la stessa&lt;br /&gt;Goldman consider&amp;ograve; tempo fa di acquistare il giornale&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;La vicenda del &amp;ldquo;doppio gioco&amp;rdquo; sui CDO (Collaterized Debt Obligations) di Goldman era nota e ne&lt;br /&gt;abbiamo scritto ampiamente su queste pagine. Ma non c&amp;rsquo;erano ancora i nomi o i dettagli. Secondo il&lt;br /&gt;Times altri facevano la stessa cosa, Morgan Stanley o fondi come Tricadia, che faceva capo a Lewis&lt;br /&gt;Sachs, che svolge oggi consigliere speciale del segretario al Tesoro Tim Geithner. Goldman per&amp;ograve; fu&lt;br /&gt;la pi&amp;ugrave; aggressiva nella vendita, e, soprattutto, nello scommettere contro i suoi strumenti. Altri, ad&lt;br /&gt;esempio il fondo di J.Paulson scommettevano su una caduta del mercato immobiliare in modo&lt;br /&gt;aggressivo, ma non contro i propri clienti. Una differenza etica e di &amp;ldquo;trasparenza&amp;rdquo; non da poco. E&lt;br /&gt;per Goldman, gi&amp;agrave; nell&amp;rsquo;occhio del ciclone per aver accumulato profitti ingenti grazie a operazione di&lt;br /&gt;trading favorite dagli aiuti dello stato e per aver stanziato miliardi di dollari da distribuire in bonus&lt;br /&gt;ai banchieri, si apre un nuovo fronte nella sua crisi di immagine.&lt;/div&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 12 Jan 2010 00:19:22 +0100</pubDate>
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            <title>CPI BRINDISI: SAGOME DAVANTI LE BANCHE PER PROMUOVERE IL 'MUTUO SOCIALE'</title>
            <link>http://blog.libero.it/raccontalebanche/8263756.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://i48.tinypic.com/insbqf.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Brindisi, 10 Gennaio 2010 &amp;ndash; &amp;ldquo;Strozzato dal mutuo della casa: non sarebbe successo col mutuo sociale&amp;rdquo;. Questo il testo del manifesto affisso su delle sagome raffiguranti uomini strozzati dalla propria cravatta e appese oggi davanti gli istuti di credito della citt&amp;agrave; dai militanti di Casapound Italia-Brindisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L' azione mira a sensibilizzare le istituzioni e l' opinione pubblica sul problema dell' incapienza dei redditi mensili delle famiglie rispetto alle rate del mutuo sulla prima casa.Nelle immediate vicinanze delle sagome &amp;egrave; stato affisso un manifesto che recitava &amp;ldquo;La tua amica banca ti tradir&amp;agrave;&amp;rdquo; a sottolineare che oggi la stabilit&amp;agrave; dei lavoratori dipendenti &amp;egrave; minata dal principio della flessibilit&amp;agrave; e dai morsi della crisi economica.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;La proposta di legge di &amp;ldquo;Mutuo Sociale&amp;rdquo;, elaborata da Casapound Italia e che &amp;egrave; stata recepita - tra l'altro - all'unanimit&amp;agrave; dal consiglio comunale di Viterbo, parte dal presupposto che ogni famiglia italiana possa soddisfare il bisogno primario di ripararsi attraverso il riconoscimento di un diritto ad una propriet&amp;agrave; della casa di abitazione che sia &quot;conformata&quot;, ossia ottenuta senza filtri speculativi. Per questo non &amp;egrave; prevista l'interposizione degli istituti di credito privati ma di un ente pubblico, mentre &amp;egrave; possibile la sospensione della rata nel caso di perdita della fonte di reddito, come a esempio nel caso di licenziamento.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.anonym.to/?http://www.casapounditalia.org&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;www.casapounditalia.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.anonym.to/?http://www.iltridente.altervista.org&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;www.iltridente.altervista.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 12 Jan 2010 00:16:48 +0100</pubDate>
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            <title>Banche: le nuove commissioni fino a15 volte più costose per i clienti</title>
            <link>http://blog.libero.it/raccontalebanche/8205715.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Hanno sostituito il &amp;laquo;massimo scoperto&amp;raquo; Banche: le nuove commissioni fino a15 volte pi&amp;ugrave; costose per i clienti Lo afferma l'Antitrust in una segnalazione inviata al governo, al Parlamento e alla Banca d'Italia ROMA - Peggio di prima. Le nuove commissioni bancarie che hanno sostituito la commissione di massimo scoperto si stanno rilevando pi&amp;ugrave; costose per i clienti. Lo afferma l'Antitrust in una segnalazione inviata al governo, al Parlamento e alla Banca d'Italia, al termine di un monitoraggio effettuato sulle condizioni alla clientela applicate da sette maggiori istituti bancari, valide anche per le banche dei rispettivi gruppi. COSTI - Secondo l'analisi dell'Antitrust, per gli scoperti transitori di conto corrente si &amp;egrave; verificato un innalzamento dei costi per i correntisti. In particolare per lo scoperto &amp;egrave; emerso che, considerando importi e durate del &quot;rosso&quot; rappresentativi di un comportamento medio dei correntisti privi di fido, le nuove condizioni economiche si presentano in cinque casi peggiorative in una misura che varia da circa il doppio sino a quindici volte. In un sesto caso le condizioni sono risultate equivalenti a quelle vigenti con il precedente regime normativo, mentre solo in un caso sono pi&amp;ugrave; vantaggiose. Per i clienti che possono contare invece sul fido la situazione ha subito un sostanziale peggioramento rispetto alla semplice applicazione della commissione di massimo scoperto fino all'entrata in vigore della legge 102 del 3 agosto 2009, in base alla quale l`ammontare del corrispettivo omnicomprensivo per il servizio di messa a disposizione delle somme non pu&amp;ograve; superare lo 0,50%, per trimestre dell`importo dell`affidamento, a pena di nullit&amp;agrave; del patto di remunerazione. La modifica, sottolinea l&amp;rsquo;Antitrust, ha cos&amp;igrave; ridotto le precedenti aliquote trimestrali variabili dallo 0,90% al 1,50% trimestrale, oppure aliquote annue ricomprese tra il 3,60% e il 6%. Si trattava di aliquote che, secondo le verifiche effettuate dall`Autorit&amp;agrave;, risultavano sempre peggiorative della commissione di massimo scoperto quando gli utilizzi delle somme avvenivano entro il fido e pi&amp;ugrave; vantaggiose solo quando si verificava uno sconfinamento rispetto alla somma affidata, penalizzando cos&amp;igrave; i comportamenti dei clienti virtuosi. Nei casi in cui il massimo utilizzo nel trimestre era pari al fido, gli importi addebitati a seguito dell`applicazione della commissione di massimo scoperto e dell`applicazione delle commissioni sostitutive invece coincidevano. Le nuove commissioni, evidenzia ancora l&amp;rsquo;Antitrust, avevano inoltre una struttura regressiva, risultando mediamente pi&amp;ugrave; penalizzanti per i clienti che avevano un fido minore. Con la legge dello scorso agosto invece le nuove commissioni sono diventate pi&amp;ugrave; vantaggiose, ma solo a partire da un ammontare di utilizzo del fido stesso superiore circa alla met&amp;agrave;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;da &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.corriere.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 30 Dec 2009 07:07:08 +0100</pubDate>
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