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    <title>NON E' UN BLOG</title>
    <subtitle>Un blog per maiali di razza</subtitle>
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    <updated>2012-02-10T14:00:18+01:00</updated>
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<category term="Di Tutto un pó" scheme="http://blog.libero.it/lista.php%3Fcat%3D1014" label="Di Tutto un pó" />
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        <title type="text">ADESSO CAPISCO PERCHE' SE VIVI AL NORD O DIVENTI LEGHISTA O SERIAL KILLER O MONTI</title>
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        <published>2012-02-10T13:59:13+01:00</published>
        <updated>2012-02-10T13:59:13+01:00</updated>
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        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/radamantis/getmedia.php?_re.jgmmiJwugJw%7De%7C%60-%3F70560511-k2030k%25iaed-ocypvkdieadxc%3A-37%27z%05kgonmghom-%3FS&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Prendi un uomo, dipingigli il cielo di bianco tendente al grigio durante tutto l&amp;rsquo;anno, privalo della luce solare, abbassa la temperatura del suo habitat come si fa con i pinguini allo zoo, fai piovere per mesi e se vedi che si ostina ad uscire di casa fagli cadere due metri di neve nella sua citt&amp;agrave;. Continua con questo metodo per qualche anno, e poi aspetta che stermini la sua famiglia per noia. Ecco. Il padano &amp;egrave; pronto.&lt;br /&gt;Servire freddo, naturalmente.&lt;br /&gt;Oppure.&lt;br /&gt;Prendi un romano, rovinagli due fine settimana di seguito con il maltempo, aggiungere un sindaco idiota q.b., spaventalo con previsioni da fine del mondo, costringilo a vedere Porta a Porta per ricostruire il malfunzionamento della sua citt&amp;agrave;, lascia che mezza Italia lo umili per un mesetto, impediscigli di recarsi dal suo spacciatore. Continuare cos&amp;igrave; un paio di settimane e aspettare che si tagli le vene.&lt;br /&gt;Tuttosommato cucinare un padano d&amp;agrave; pi&amp;ugrave; soddisfazione.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;(Adesso dategli sotto...)&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">DOVEVAMO UCCIDERE COLOMBO QUANDO ERA BAMBINO</title>
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        <published>2012-02-09T14:14:11+01:00</published>
        <updated>2012-02-09T14:14:11+01:00</updated>
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        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/radamantis/getmedia.php?%22re.jgmmiJwugJw%7De%7C%60-%3F93450511-k2030k%25iaed-ocypvkdieadxc%3A-37%27z%05kgonmghom-%3FR&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;Mario che io te l&amp;rsquo;avevo detto che dovevamo fermare Colombo, Mario. Lascia perdere Mario, che quando uno sbaglia, sbaglia. Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; un americano buono in nessuna parte del mondo&amp;hellip; Vabb&amp;egrave; gi&amp;agrave; lo sai. E adesso vai l&amp;igrave;, che io&lt;span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;avevo pure detto ad Andrea &amp;ldquo;no che questa s&amp;rsquo;era ho da fare&amp;rdquo;, ma non era vero Mario. Mario mi stai ascoltando? Ecco. Mario te l&amp;rsquo;ho detto, gli americani hanno rovinato il mondo! Insomma mi sono messo l&amp;igrave;, che poi Mario diciamocelo che andare al cinema lo sai quanto costa no, magari &amp;egrave; pure una cazzata di film, per questo ho detto ad Andrea che avevo da fare, perch&amp;eacute; avevo da fare ma non nel senso che pensa lui, Mario. Mario, insomma, con questo freddo, uno si butta sotto le coperte e dice &amp;ldquo;mo mi vedo&amp;hellip;&amp;rdquo;. Perch&amp;eacute; Mario, tu lo sai ma se non lo sai te lo dico io Mario, cio&amp;egrave; pensa ad un film. C&amp;rsquo;era. Pensane un altro. C&amp;rsquo;era pure quello. Bravo Mario. Come la mitica Biblioteca d&amp;rsquo;Alessandria, pensaci un po&amp;rsquo; Mario, ecco bravo Mario pensaci. Insomma. Ma tanto gli americani non sanno leggere Mario, lo sanno tutti. Il Capitale gli hanno dato il permesso di leggerlo solo una ventina d&amp;rsquo;anni fa, che il primo americano che ha preso in mano quella bibbia, l&amp;rsquo;ha guardato e poi ha detto: &amp;ldquo;ma che cazzo non c&amp;rsquo;&amp;egrave; nemmeno una figura!&amp;rdquo;, l&amp;rsquo;ha unto tutto con l&amp;rsquo;hamburger e l&amp;rsquo;ha buttato Mario. Provaci Mario, chiedigli ad un americano dove si trova Kabul, provaci Mario, provaci dai. Sai che ti risponde l&amp;rsquo;americano Mario? Non lo so. Giuro! L&amp;rsquo;ho visto io Mario. Li bombardano e poi non sanno nemmeno dove sta, che io c&amp;rsquo;ho pure un po&amp;rsquo; paura Mario, che metti che si sbagliano e bombardano Avellino, che ne sai Mario &amp;egrave;? Che ne sai? Mario mi segui? Ecco, bravo.&lt;br /&gt;Allora. Stavo l&amp;igrave;, coperta fresco lana, portacenere, prosecco trevigiano, sticazzialmondo, e cerco quel film, quello che mi piaceva tanto, quelli che mettono in quei siti illegali dove puoi vederti i film, hai capito no Mario? Come non si pu&amp;ograve; fare Mario? Ma che tu a un italiano gli dai la possibilit&amp;agrave; di rubare e quello non ruba? Ma che Mario gli italiani sono come gli americani che prima mandano in rovina mezzo mondo per&amp;ograve; poi se ti vedi un filmetto abusivo si incazzano? No! L&amp;rsquo;italiano sta l&amp;igrave; buono buono, si ruba le briciole mentre l&amp;rsquo;americano gli infila un palo al culo, poi votano un nero e si rimettono a posto la coscienza. Mario diglielo a quelli di Cassino che pensano degli americani Mario. Ti salvano da una parte e ti piazzano una portaerei sul balcone Mario, dai non scherzare. Vabb&amp;egrave;. Insomma stavo l&amp;igrave; tutto carico che mi andavo a vedere sto film, schiaccio invio e mi prende un colpo. Ma che siete matti americani?&amp;nbsp;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;FBI dentro casa! E chi se lo aspettava. Ho chiamato pure mamma Mario, che non ci voleva credere, che m&amp;rsquo;ha chiesto &amp;ldquo;Ma che hai fatto? Ancora quelle sigarette strane?&amp;rdquo;. No, mamma ti giuro volevo solo vedermi un film! Ma mica c&amp;rsquo;ha creduto, povera mamma, Mario, che delusione che gli ho dato. Insomma m&amp;rsquo;appare sto messaggio che non c&amp;rsquo;ho capito niente ma solo a vedere quel distintivo m&amp;rsquo;&amp;egrave; preso un colpo, ho spento il computer, il frigorifero, la caldaia, la luce. E sono rimasto al buio. Magari non mi vedono, ho pensato.&lt;br /&gt;Mario! Bisognava ammazzarlo a quel Colombo, te l&amp;rsquo;avevo detto! Ma che siamo matti Mario? Ma che sono i poliziotti del mondo adesso gli americani? Gli muore la gente per la strada per un raffreddore, come un Africa, Mario, e poi vengono a fare &amp;ldquo;i difensori della giustizia&amp;rdquo;, Mario. Mario, ma te l&amp;rsquo;immagini tu se lo facevamo noi? Te lo immagini se un americano voleva farsi una sega su un sito porno e gli appariva lo stemma dei Carabinieri? &amp;ldquo;Attenzione da oggi &amp;egrave; proibito farsi le seghe&amp;rdquo;, firmato gli italiani, cio&amp;egrave; i Carabinieri, con dietro la foto di Napolitano. Quelli ci dichiaravano subito guerra, e bombardavano Madrid, che tanto mica lo sanno dove sta l&amp;rsquo;Italia, Mario.&lt;br /&gt;Mario sono proprio tempi brutti Mario. Se uno adesso non si pu&amp;ograve; nemmeno pi&amp;ugrave; vedere un film a casa che ti viene l&amp;rsquo;FBI, che succede se uno per esempio, ecco Mario non ti spaventare, se uno dice ad alta voce &amp;ldquo;sono comunista, abbasso l&amp;rsquo;imperialismo della demenza&amp;rdquo;? Mario che io, parliamoci chiaro, mica mi posso permettere quattrocento euro al mese di cinema Mario, e come me quasi nessuno, che allora i ragazzini crescono e al massimo hanno visto solo le tette di Pamela Anderson, e poi gli chiedi chi &amp;egrave; Fellini e quelli di rispondo: &amp;ldquo;Scialla&amp;rdquo;. Hai capito Mario? &amp;ldquo;Scialla&amp;rdquo;. E&amp;rsquo; cos&amp;igrave; che ci vogliono gli americani Mario, idioti, ignoranti e incivili come loro.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Mario! Ma mi segui Mario? Mario? Mario?...&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">C'E' UN CAPITANO SCHETTINO DENTRO DI ME</title>
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        <published>2012-02-08T14:20:58+01:00</published>
        <updated>2012-02-08T14:20:58+01:00</updated>
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        <title type="text">MA CHE CAZZO STATE A DI'</title>
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        <published>2012-02-07T14:23:20+01:00</published>
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        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/radamantis/getmedia.php?%26re.jgmmiJwugJw%7De%7C%60-%3F99080411-k2030k%25iaed-ocypvkdieadxc%3A-37%27z%05kgonmghom-%3FN&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;div&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Scrivere di politica mi sembra una cosa tipo il sesso virtuale. Diverte al principio, ma poi ti devi arrendere al fatto che non puoi andare oltre un &amp;ldquo;mmm&amp;hellip;&amp;rdquo;, e sei costretto a girare tutto il giorno impalmato a vuoto, tanto che dopo un po&amp;rsquo; il pisello ti chiama per chiederti se ti ricordi ancora come si usa. Problemi maschili, &amp;egrave; vero, ma &amp;egrave; una metafora che rende bene l&amp;rsquo;idea dell&amp;rsquo;utilit&amp;agrave; di scrivere di politica. Mi spiego meglio. Forse.&lt;br /&gt;Ecco, prendete un Paese a caso, uno qualsiasi, per esempio l&amp;rsquo;Italia. Qui quando si parla di politica di solito si finisce sempre a tirare fuori le proprie bandiere, a citare nomi di ministri che hanno inciso sulla storia come il brufolo che mi &amp;egrave; cresciuto in fronte questa mattina, episodi marginali, rivendicazioni da una parte e dall&amp;rsquo;altra, ma poi al fulcro non si arriva mai. Come spiegavo prima &amp;egrave; come scrivere &amp;ldquo;ti tocco una tetta&amp;rdquo; senza realmente sfiorarla, senza comprendere che in fondo senza penetrazione non c&amp;rsquo;&amp;egrave; sesso vero. Un qualcosa che intristisce il concetto di sesso, prima ancora che la propria vita sessuale. Allo stesso modo, pubblicare slogan contro uno o un altro, agitarsi seduti davanti alla tastiera a favore di una legge invece che di un&amp;rsquo;altra, &amp;egrave; qualcosa che svilisce il significato stesso di politica, prima ancora di creare l&amp;rsquo;impalmamento a vuoto del proprio senso civico. Un tempo era diverso. Non un tempo troppo lontano in fondo, non sto parlando del Seicento, ma basta andare indietro di trent&amp;rsquo;anni per scoprire che quando una donna voleva tradire si scopava il panettiere senza troppi messaggini. Nello stesso periodo, la gente scendeva in piazza, non con le magliette del Che, ma con i bastoni. Non si parlava in maniera generica di politica, non si teorizzava di auspicabili quanto inutili provvedimenti del Governo. Si sparava alle gambe, nella migliore delle ipotesi. E se si &amp;egrave; capaci di leggere la storia non &amp;egrave; difficile comprendere che tutti i diritti che i lavoratori italiani hanno acquisito li hanno ottenuti in quegli anni l&amp;igrave;, perch&amp;eacute; il manager che licenziava poi sapeva che doveva stare attento ad uscire di casa; il politico inciucione e qualunquista veniva rapito, giustiziato, buttato dentro un bagagliaio e reso innoquo. Questo sicuramente influiva nelle decisioni&amp;hellip;&lt;br /&gt;Bene. Cio&amp;egrave; no. Io tutte le mattine quando leggo le notizie, quando uno di quegli inutili quanto dannosi fantocci che non si sa perch&amp;eacute; si sono ritrovati alla guida della nazione, cio&amp;egrave; delle nostre vite, fa una di quelle dichiarazioni tipo &amp;ldquo;il posto fisso &amp;egrave; noioso&amp;rdquo;, penso che mi piacerebbe scoparmelo. S&amp;igrave; avete letto bene. Non mi accontento di scrivere sul mio blog che non sono d&amp;rsquo;accordo, non mi basta parlarne al bar, perch&amp;eacute; non voglio fare sesso virtuale, voglio realmente gambizzarlo, farlo soffrire, toccargli la tetta non sognare di farlo. Ma sono un vigliacco, come tutti, anche se a differenza di molti mi tengo la frustrazione di essere quello che sono stipata nel mio io. Non vado a sbandierare in giro che invece di fare l&amp;rsquo;amore mi masturbo, perch&amp;eacute; non fa altro che aumentare il mio disagio.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Ma ormai &amp;egrave; andata cos&amp;igrave;. Di chi &amp;egrave; la colpa? Nostra sicuramente: noi siamo la storia e anche la sua rovina, non c&amp;rsquo;&amp;egrave; dubbio. E se la sera le case sono piene di gente che scrive di sesso senza farlo, di amore senza amare, se i mariti annoiati da s&amp;eacute; stessi prima ancora che dalle proprie mogli, cercano una via di fuga nella fantasia malata invece che prendere le valige e provare a riprendere in mano la propria vita, poi non c&amp;rsquo;&amp;egrave; da stupirsi se a quei personaggi, che non hanno altri modi per riassumere il futuro se non dichiarando&lt;span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&amp;ldquo;scordatevi il posto fisso&amp;rdquo;,&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;nessuno ha pi&amp;ugrave; il coraggio di rispondergli: ma che cazzo state a d&amp;igrave;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">A ROMA CON LA NEVE</title>
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        <published>2012-02-06T14:48:20+01:00</published>
        <updated>2012-02-06T14:48:20+01:00</updated>
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        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/radamantis/getmedia.php?%5Ere.jgmmiJwugJw%7De%7C%60-%3F15%3C00411-k2030k%25iaed-ocypvkdieadxc%3A-37%27z%05kgonmghom-%3FN&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;Parliamoci chiaro: i romani con la neve non c&amp;rsquo;entrano niente. Ma s&amp;igrave;. La maggior parte l&amp;rsquo;ha vista solo nei telegiornali quando scende a Milano o a Torino, posti che nell&amp;rsquo;immaginario collettivo si trovano pi&amp;ugrave; o meno vicino Oslo. Qualcuno la va a cercare alle Dolomiti, o a Ovindoli qui vicino, ma dopo qualche giorno gi&amp;agrave; si stufano e non vedono l&amp;rsquo;ora di tornare all&amp;rsquo;asciutto. La neve non ci appartiene, c&amp;rsquo;&amp;egrave; poco da fare. Cos&amp;igrave; che ieri passeggiando per le strade, si vedevano queste persone sconvolte attrezzate come per la traversata dell&amp;rsquo;Antartico, con i doposci che usati dai nonni per la campagna in Russia, con le giacche a vento dai colori fosforescenti, aggirarsi come zombi trotterellanti sui marciapiedi e rischiando ad ogni passo il capitombolo. E tutto per fare una foto di Roma sotto la neve.&lt;br /&gt;Poi &amp;egrave; successo che tutti hanno fotografato tutto, e non si capiva pi&amp;ugrave; perch&amp;eacute; la neve non se ne andava via come sempre dopo un paio d&amp;rsquo;ore visto che ormai non c&amp;rsquo;era pi&amp;ugrave; nemmeno un romano che non avesse pubblicato l&amp;rsquo;album fotografico della neve a Roma su Facebook. Ci siamo guardati tutti un po&amp;rsquo; smarriti, e il pi&amp;ugrave; smarrito di tutti &amp;egrave; stato il sindaco. Vabb&amp;egrave;, &amp;egrave; di destra, quindi naturalmente votato a fare solo casini (c&amp;rsquo;ha pure il certificato medico), per&amp;ograve; poverino va compreso pure lui. Io me lo immagino quando gli &amp;egrave; arrivata la lettera della protezione civile e lui, che stava senza occhiali, se l&amp;rsquo;&amp;egrave; fatta leggere dal sor Italo, l&amp;rsquo;usciere. &amp;ldquo;A&amp;ograve;, che c&amp;rsquo;&amp;egrave; scritto qui?&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Ma che ne so a dott&amp;ograve;, dice&amp;hellip; neve&amp;hellip; a Roma&amp;hellip;&amp;rdquo;, e Alemanno: &amp;ldquo;a vabb&amp;egrave;, chiudete le scuole, cio&amp;egrave; chiudetele agli studenti ma che restino gli insegnanti&amp;rdquo;, &amp;ldquo;e perch&amp;eacute; dott&amp;ograve;, a che serve?&amp;rdquo;, &amp;ldquo;ma che ne so, &amp;egrave; che i professori me so sempre stati sul cazzo&amp;hellip;&amp;rdquo;. Ecco, pi&amp;ugrave; o meno deve essere andata cos&amp;igrave;. Anche perch&amp;eacute; ma come si fa a dire a cinque milioni di persone di restarsene a casa quando gi&amp;agrave; stavano tutti negli uffici?&lt;br /&gt;Fatto sta, che quando ha iniziato a nevicare stavano tutti l&amp;igrave; con le facce appiccicate alle finestre, con un sorriso ebete e le bocche a forma di &amp;ldquo;o&amp;rdquo;. Ma dopo mezz&amp;rsquo;ora che scendevano fiocchi grandi come arance, i romani hanno iniziato a capire che qualcosa di strano stava succedendo, e hanno pensato bene di tornare tutti a casa, tutti alla stessa ora. Adesso, chiunque, anche chi non abita qui, sa benissimo che tornare a casa per un romano &amp;egrave; un&amp;rsquo;impresa ardua anche in condizioni metereologiche normali, immaginatevi quindi che pu&amp;ograve; essere prendere la macchina in piena tormenta di neve e sfidare un traffico urbano composto da due milioni di automobilisti impazziti. Ho visto cose che voi che abitate in quelle specie di paesotti dai nomi che finiscono in &amp;ldquo;ate&amp;rdquo; non potete nemmeno immaginare.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Autobus di traverso sulla strada, automobili ferme per ore sul Raccordo Anulare, donne che hanno abbandonato la macchina a cazzo di cane sui marciapiedi (vabb&amp;eacute; questo succede sempre), uomini adulti che tiravano le palle di neve ai passanti incazzati (giuro questo l&amp;rsquo;ho visto io!), negozi chiusi, uffici deserti, telefoni muti. Sembrava l&amp;rsquo;esercitazione per un eventuale attacco nucleare. Alle otto di sera per strada c&amp;rsquo;erano solo i gatti sopravvissuti ai cinesi, e gli immigrati ai semafori stupiti di non avere vetri da pulire.&lt;br /&gt;Sabato mattina&lt;span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;lo spirito del romano si &amp;egrave; rivelato in tutta la sua atavica peculiarit&amp;agrave;. Perch&amp;eacute; un romano, seppiatelo, non si fa mai sfuggire l&amp;rsquo;occasione di fare una festa, pure durante un cataclisma epocale. E quindi tutti al centro a fotografare il Colosseo imbiancato per aggiornate l&amp;rsquo;album su Facebook! Chi possiede un Suv ha finalmente capito perch&amp;eacute; se l&amp;rsquo;&amp;egrave; comprato, s&amp;rsquo;&amp;egrave; caricato nonna, suocera, vicini e se l&amp;rsquo;&amp;egrave; portati a vedere la capitale. Gli altri, come me, hanno preso la metropolitana, che non si sa perch&amp;eacute; era l&amp;rsquo;unica cosa che funzionava quando normalmente &amp;egrave; sempre guasta, e si sono andati a godere il nostro famoso centro cittadino. Poi lascia stare che quando sono arrivato la neve non c&amp;rsquo;era pi&amp;ugrave; perch&amp;eacute; qui se sei romano puoi anche morire congelato, ma se sei turista hai diritto a tutti i confort e quindi avevano gi&amp;agrave; spalato via tutto. Nessuno si sarebbe mai perso l&amp;rsquo;occasione storica di farsi un giro a Via Del Corso innevata.&lt;br /&gt;Poi me ne sono tornato alla mia periferia, quella resa celebre da una canzone di Ramazzotti, &amp;ldquo;dove i tram non vanno avanti pi&amp;ugrave;&amp;rdquo; perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;ATAC a pensato bene di isolarci per vedere quanto tempo resistevamo senza uscire di casa, e quante macchine riuscivano a ribaltarsi nel tentativo disperato di andare a fare la spesa. Da me la neve stava tutti l&amp;igrave; dove l&amp;rsquo;avevo lasciata, alla faccia dei borghesi del centro rimasti a bocca asciutta. Non c&amp;rsquo;era l&amp;rsquo;esercito della Polverini, i volontari della protezione civile. Non c&amp;rsquo;era nessuno, tranne noi. Noi e i carcerati di Rebibbia che da dietro le sbarre facevano le foto pure loro, per&amp;ograve; a strisce.&lt;br /&gt;Stamattina per andare a lavoro mi sono fatto dare un passaggio da un orso polare che giura di non avere niente a che fare con il comune, e sono pure arrivato puntuale dopo aver rischiato di rompermi il menisco dieci volte a causa del ghiaccio sui marciapiedi che naturalmente nessuno ha pensato di togliere.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Ma Roma &amp;egrave; cos&amp;igrave;. Se la conosci la eviti, se non la eviti&amp;hellip; Bhe&amp;hellip; spero tu abbia l&amp;rsquo;assicurazione.&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content>
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