Creato da lacey_munro il 24/03/2014

Tony Albert Brewster

T.A.B.

 

Messaggi di Ottobre 2017

# 218

Post n°221 pubblicato il 30 Ottobre 2017 da lacey_munro

 















He was dead

Mi assento, trovo larve spesse un dito sul cuscino
ma non le scaccio: sono impronte d'uomo
sono come la guerra che chiede riposo,
sono tracce di gloria anche se orrendamente emaciate

Ho imparato il linguaggio dei loro versi e a implorare
come fanno, gementi e stralunate
le accarezzo e tengo nella mano, sotto gli occhi
squittiscono e trepidano mosse da subitanei spasmi

Vi sarà bisogno di cura e pazienza per trapiantarle
nel mio fegato e duodeno, più al sicuro che mai,
che non abbiano più da singhiozzare avvelenate
mentre il sole si rende pozzanghera mefitica

Sorgerà, vedrete, anche un'alba senza perplessità
o foschia, e allineate esse non avranno elmetti
o saluti militari, pacificate lanceranno stelle filanti

e avvinte nelle sforzo piangeranno solenni












 
 
 

# 217

Post n°220 pubblicato il 25 Ottobre 2017 da lacey_munro

 












Scorciatoie

Non morto, appallottolato, schiacciato, scalciato
gettato su un furgone ancora vivo,
dita spellate e un ematoma sopra l'occhio,
tagliato e graffiato.
Portato via.
Dove la montagna dilaga, gelsomini e bucaneve,
tirato giù
messo al muro

per quella che (scopri dopo)
era solo una farsa:
sparano per aria
incanutendo i tuoi capelli.
Poi scompaiono
e ti lasciano con foglie secche in bocca
e una castagna stretta nel pugno;
ti hanno scosso e percosso
ma non abbattuto
come si fa con i cavalli zoppi.
Significa che vali qualcosa
che violi un codice
facendo paura e squadrando le pietre,
quelle che non ti hanno appeso al collo,
trattieni un sorriso sordo
e sai che ritorni, che mai sei andato,
sciancato, buffo e goffo

prendi la via più stretta.
Ti porta alla vendetta?
No, al mutismo del cuore
e alla notte delle parole.











 
 
 

# 216

Post n°219 pubblicato il 19 Ottobre 2017 da lacey_munro

 












Il sultano e il lombrico

è adesso che esci e la brughiera diventa casa,
vento che ti attanaglia il viso, fuoco lieve
dentro

Deambuli un po' intorno, viaggi sull'esterno
mentre nessuno ha preparato il tuo pranzo,
sgranocchi aria, solitaria via

dentro il focherello si arrende sotto
un ricordo spazzolato

Ma (un momento) sto sognando!
Quello che trovo davanti agli occhi è cemento
sento il letto sotto la schiena,
alzati e imbatti la doccia, poi la colazione
poi il movimento sui mezzi
e destini molotov

Ciò che si recupera non è perso
quello che vagabondi e mendichi
era una stella marina
così come ora
è spazzatura somministrata
a intervalli precisi












 
 
 

# 215

Post n°218 pubblicato il 14 Ottobre 2017 da lacey_munro

 














L'Istrione

Se gireranno la mia testa con brusco movimento
ci sarai ancora?
Se sarò ben pressato in un'urna cineraria
ci sarai ancora?

Sai, la storia non si ripete due volte, itera sempre
e quando annego respiro te anche se unicamente
un'immagine rimane
ma è sufficiente per non andarsene
secondo coscienza popolare

Ora vedo chiaro e a pelo d'acqua scorro
verso chiunque sia stato
a donarmi gioia e orgoglio,
mi bastano stelline e crepitii

Transito e noto muoversi il mondo
affannarsi milioni d'esseri, braccialetti
d'angora, nuovi negozi e gambe.
Io sono in territorio paludoso adesso,
avanzo con discrezione, un po'
come sentire il caos e mangiare

radici amare. Questo mi rappresenta

Selvaggio in doppiopetto, dialogatore
instancabile e rimosso anacoreta,
sul fianco della civiltà e spesso
coinvolto in incursioni con simili,
ferita nel costato da cui scorre
un torrente

Ecco, vi lascio: il fluire del percorso
ha già ripreso. Cade dal mio stesso corpo
e mi porta lontano, dove le nubi, in alto,
sono viola e le ceneri galleggiano miracolose

Sì, lettori. Sono un fantasma ma non rovinerò
la vostra solitudine. Sono morto da alcuni giorni
e mai ho ho avuto simili soddisfazioni,
placare i sentimenti e sanare, non visto,
le disperazioni. Bello evaporare, bello nuotare
mentre la civiltà si fa più corta
e, forse, più accogliente,
bello essere ovunque
e in nessun posto.










 
 
 

# 214

Post n°217 pubblicato il 09 Ottobre 2017 da lacey_munro

 















Cocci di bottiglia sul muro

Era il tempo
forse non l'ho riconosciuto,

ora sei dei tanti
un tempo mia
e incrociata a un ceppo,
le stesse toppe
avevamo
ma Io credevo veramente
ai gioielli
senza sapere
che si può estrarre il vino
dai rami secchi.
Troppo movimento ed esaltazione
e un universo in mezzo alle dita,
quando ora
sposto
umori
repentinamente
vivo
ad occhi aperti
come cocaina
e ansia,

impasto
di colla
e riso che abbonda
folle
sulle labbra
dei torti

Ogni cosa ha un futuro senza possedere piedistalli
ma ogni attimo perduto non si ritrova senza speranza.











 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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