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Creato da rafmas il 19/05/2007
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La Posta sembra essersi pentita delle polizze vita vendute ai clienti. Così con Postafuturo fedeltà corre ai ripari. Ma lo fa per davvero?Recuperare la fiducia dei clienti. Questo è l’obiettivo della Posta, dopo aver venduto polizze vita dannose ai propri clienti. Ma comportantosi come una banca, anche Poste Italiane confezionano operazioni perfette dal punto di vista del marketing ma scadenti da quello sostanziale.
Martedì 10 aprile, al ritorno al lavoro dopo il week end Pasquale, ricevo una mail da un amico che mi chiede consiglio sull’opportunità di sottoscrivere la nuova polizza vita della posta. L’argomento è interessante, così ho scelto di condividere con Te quello che avrei scritto a lui in forma privata.
In questo modo aggiungeremo insieme un altro ‘tassello’ relativo agli investimenti assicurativi di cui abbiamo parlato a più riprese nel corso del tempo.
Posta Futuro Fedeltà appare come l’arca della salvezza per i clienti delusi da una precedente polizza vita con lo stesso istituto. Ma perché continuare a dare fiducia alla Posta se ti ha già deluso una volta?
E non finisce qui…
Posta futuro fedeltà: caratteristiche
Prima di trarre le nostre conclusioni sulla nuova polizza vita della Posta, è opportuno che ne esaminiamo insieme le caratteristiche, ok? Posta futuro fedeltà è la classica assicurazione vita a premio unico, riservata a chi ha già un contratto in scadenza con Poste Vita. Ciò non deve stupire, perché oggi le compagnie di assicurazione devono fronteggiare due problemi:
- la perdita di raccolta causata dalla concorrenza di altri strumenti finanziari più efficienti
- la perdita di fiducia da parte dei risparmiatori, sempre più attenti all’elemento costo – spesso occulto – delle polizze vita.
Per questo Posta Futuro Fedeltà è riservata ai ‘vecchi clienti’ che desiderano reimpiegare quanto ottenuto da un contratto in scadenza. Se i risparmiatori scelgono la nuova polizza vita, Poste Italiane fa loro lo sconto non facendo pagare nulla in termini di caricamento. In pratica tutto quello che versi sarà investito nel fondo a gestione separata Posta Valore Più.
Se, al contrario, incrementi il premio versato, il costo sull’eccedenza sarà del 3%. In questo modo a pagare sarà solo la raccolta nuova. Come detto, infatti, la quota di premio già in possesso della Posta per effetto della vecchia polizza scaduta non paga nulla.
Il contratto non ha scadenza, dura fino a che l’assicurato – investitore è in vita – e può essere riscattata a partire dal trentunesimo giorno successivo alla stipula che deve avvenire nei primi novanta giorni a partire dalla data di scadenza della polizza vecchia che Posta Futuro va a rimpiazzare. Ancora una volta SENZA COSTI.
Commissione di gestione: 0,90% per i primi tre anni e dello 0,75% dal quarto anno in poi trattenuto dal rendimento realizzato dalla gestione separata.
Due motivi per evitare Posta Futuro FedeltàDetto questo, passiamo alla parte concreta. E vediamo insieme i due motivi per cui io ti sconsiglio di aderire a questa offerta della Posta. Innanzitutto leggendo il fascilo informativo troviamo la conferma di un sospetto fondato. La gestione separata ha reso meno di un paniere di titoli di stato.
Ovvio, dato che Posta Valore Più è composta per il 77,84% da titoli di stato
Allora ti pongo di nuovo la domanda classica:
che senso ha investire nella polizza vita Posta Futuro Fedeltà se di fatto essa equivale ad un impiego diretto in titoli dello stato?
Il rendimento minimo garantito dal contratto, è pari all’1,50% al di sotto del quale il rendimento non potrà mai scendere. Ma, ancora una volta, ti domando: si tratta di un vantaggio concreto o di uno specchietto per le allodole? Tieni presente che un rendimento così basso può essere ottenuto grazie a qualunque conto deposito che, spesso, offre di più senza vincolare i tuoi soldi.
Basta armarsi di un po’ di pazienza e cercare in rete le promozioni applicate ai nuovi clienti. E questo è ilprimo motivo per il quale io non sottoscriverei il nuovo prodotto Posta Futuro Fedeltà.
In secondo luogo, perché continuare a dare fiducia a chi ha distrutto parte dei tuoi risparmi, o nel migliore dei casi, li ha fatti rendere meno del giusto? Così come non premieresti tuo figlio che è stato bocciato,perché dare fiducia alla Posta se tale attributo non è meritato?
Prima di concludere voglio tornare un attimo a quello che scrivevo all’inizio. Perché Posta Futuro Fedeltà è un’abile operazione di marketing. Ormai tanti risparmiatori si rivolgono a internet per cercare informazioni anche in merito all’opportunità di effettuare un determinato investimento.
Ora i riflettori, per quanto riguarda le polizze vita, sono puntati sui costi. E’ quello l’aspetto più importante – e spesso l’unico – cui fai attenzione, vero? Azzerando gli oneri di ingresso, Poste Italiane con Posta Futuro Fedeltà abbassa le tue difese e ti induce a credere che si tratti di un buon investimento.
Ma considerando globalmente il tutto possiamo dire che non è così. Se hai un contratto che scade con la Posta, impiega il ricavato in obbligazioni o in titoli di stato e non sottoscrivere una nuova polizza.
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Un italiano su due non potrà più avere sconti sul 730 per la Rc Auto
NASCOSTO NELLA riforma del lavoro della Fornero, un nuovo balzello, che non permetterà più al 51% degli italiani di usufruire di detrazioni per quanto speso per assicurare il proprio mezzo. Diciotto milioni di italiani non avranno più la possibilità di ottenere il rimborso per il contributo al Servizio Sanitario nazionale nel premio Rc Auto.
OLTRETUTTO, DATO che si tratta da una deduzione da sottrarre alla base imponibile, i vantaggi maggiori andranno ai redditi più elevati”. Quindi secondo la Fornero per usufruire della detrazione fiscale bisogna essere cattivi guidatori.Le regioni più penalizzate dall’ultima follia del governo saranno quelle in cui i premi assicurativi sono più bassi.
www.professionefinanza.com
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Credo che uno dei temi più delicati in questo momento sia proprio la riforma delle pensioni. Ho letto ieri un articolo a proposito su Milano Finanza e mio malgrado devo ammettere che la differenza del nostro paese, paragonato ad altri paesi (inerente sempre il tema delle pensioni integrative) è abissale.
Purtroppo in Italia non è mai stato fatto un lavoro di sensibilizzazione inerente il tema delle pensioni integrative, e oggi se ne vedono i risultati. Attenzione risultati alla carta in termini di percentuale, non risultati di fatto,i quali li vedremo tra 20/30 anni.
L'Italia ha una percentuale di aderenti ad una pensione integrativa che è pari al 4,6% circa, risultato davvero disastroso se confrontato con altri paesi. Pensate che a detenere il record di partecipanti a tali fondi, sono i Giapponesi, dove tutti i cittadini aderiscono, e praticamente la percentuale è del 100%. Si posizionano molto bene i Norvegesi con il 75% circa, seguiti subito dopo dall'Olanda.
Ma la cosa che mi preoccupa maggiormente è la differenza tra noi Italiano e stati tipo El Salvador e il Perù, dove la popolazione che ha aderito ad una forma di pensione integrativa si aggirano attorno al 20%,e siamo superati persino dalla Bulgaria che rispetto a noi ha un punto percentuale maggiore.
Ragazzi è assurdo non pensare oggi a quelli che potrebbero essere i problemi di domani. Diamo la colpa alla disinformazione, diamo la colpa alla nostra politica, diamola a chi vogliamo, ma è ora che ognuno di noi apra gli occhi e pensi un po ai caxxi suoi come dite?
Ragazzi se non ci pensiamo noi al nostro futuro chi volete che lo faccia?
I tempi dell'alloro sono finiti da un pezzo, ormai nessuno ti regala più niente, toglietevelo dalla testa che andrete in pensione con l'aiuto dello Stao Italiano. Fino a poco fa ti aiutavano quanto meno con una pensione sociale per chi non avesse versato contributi, ma oggi se non hai almeno 41 anni di contributi versati nessuno ti darà niente nemmeno la sociale.
Caxxo ci vogliamo dare una mossa? o vogliamo cullarci sempre sugli allori? e poi non diamo la colpa allo stato se tra 30 anni chi non ci ha pensato adesso,si morirà di fame. Lo stato ci sta venedo incontro su questo tema, si è vero le sue decisioni saranno anche sindacabili sotto certi punti di vista, ma in questo caso non possiamo puntargli il dito contro. Se ci troviamo in questa posizione di stallo è anche per colpa nostra, ci è piaciuto mangiare quando lo abbiamo potuto fare? e mo dovremmo prenderci a schiaffi noi stessi.
Per tanto lo Stato Italiano ci ha dato la possibilità di dedurre completamente dalle tasse ciò che verseremo per la pensione fino ad un tetto di poco più di 5.000 euro. Ci ha abbassato l'aliquota della detrazione, ci ha abbassato la ritenuta sugli interessi, che vogliamo di più?
Per cui si salvi chi può, io ho pensato in tempo a porre rimedio a questa situazione aderendo ad un fondo, il presidente dell'Inps Mastrapasqua a breve manderà una busta arancione a tutti i cittadini nel quale spiegherà a parole sue quello che io in parole povere ho detto a voi.
Non volete pensarci oggi? volete continuare a dormire con la speranza che mamma Italia un domani vi darà una mano? E allora dopo non prendetevela con nessuno. Voi siete i fautori del vostro destino, e chi sarà causa del suo male pianga se stesso
A buon intenditore poche parole, ma Santo Dio quanto meno cominciate ad informarvi.
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Questa agevolazione è rivolta a persone fisiche che intendono avviare un'attività di lavoro autonomo in forma di ditta individuale. Per presentare la domanda i proponenti devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
- maggiorenne alla data di presentazione della domanda
- non occupato alla data di presentazione della domanda
- residente in tutto il territorio nazionale alla data del 1 gennaio 2000 oppure da almeno sei mesi alla data di presentazione della domanda
Le iniziative agevolabili possono riguardare qualsiasi settore (produzione di beni, fornitura di servizi, commercio).Non sono agevolabili le attività che si riferiscono a settori esclusi dal CIPE o da disposizioni comunitarie.
In particolare sono escluse:
- Produzione primaria di prodotti agricoli di cui all’allegato I del Trattato CE
- Pesca e acquicoltura
Sono inoltre esclusi gli aiuti destinati all’acquisto di veicoli per il trasporto di merci su strada da parte di imprese che effettuano trasporto di merci su strada per conto terzi.
L'investimento complessivo non può superare i 25.823 Euro IVA esclusa.
Le agevolazioni finanziarie concedibili sono:
- per gli investimenti, un contributo a fondo perduto e un finanziamento a tasso agevolato, a copertura del 100% degli investimenti ammissibili
- per la gestione, un contributo a fondo perduto fino ad un massimo di € 5.165.
Il finanziamento è restituibile in 5 anni con rate trimestrali ad un tasso di circa l’1%. Una volta presentata la domanda di ammissione alle agevolazioni presso la sede di Invitalia a Roma bisogna attendere circa 6 mesi per ottenere una risposta. A seguito dell’accettazione della richiesta ho 6 mesi per terminare l’investimento.
Investimenti (ritenuti ammissibili)
- attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti (anche usati purché non oggetto di precedenti agevolazioni);
- beni immateriali a utilità pluriennale;
- ristrutturazione di immobili, entro il limite massimo del 10% del valore degli investimenti
Spese di gestione
- materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti, nonché altri costi inerenti al processo produttivo;
- utenze e canoni di locazione di beni immobili;
- oneri finanziari (esclusi quelli inerenti il mutuo agevolato)
- prestazioni di garanzie assicurative
Iter della pratica 6 mesi:
- Presentazione della domanda: inviare la domanda online e inviare, entro 5 giorni dal completamento online, la stessa senza alcuna modifica, tramite raccomandata A.R., insieme agli allegati, alla copia originale dei preventivi relativi agli investimenti da realizzare ed all'originale dell'atto costitutivo e dello statuto, alla società regionale competente per territorio (dove si intende localizzare l’attività).
- Verifica preliminare (sussistenza dei requisiti)
- Verifica di merito (fattibilità tecnico-economica, cantierabilità, effettiva realizzabilità) che si fonda su:
Analisi della domanda (format e approfondimento)
Colloquio
Accoglimento, ammissione; Stipula del contratto
Anticipo in c/investimenti 40%;
Saldo in c/investimenti 60% (alla presentazione di fatture anche non ancora quietanzate)
Anticipo in c/gestione 40%
Saldo in c/gestione 60% (alla presentazione di fatture quietanziate)
Gli investimenti sono da realizzarsi in 6 mesi e per le spese di gestione la richiesta di rimborso deve avvenire in 18 mesi dalla stipula del contratto.
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