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Creato da Raga697 il 03/09/2006
...il desiderio di sembrare intelligenti, spesso, ci impedisce d'esserlo!
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Post n°257 pubblicato il 27 Settembre 2009 da Gary840
Domenica si è conclusa la 64^ edizione della Vuelta Espana, una competizione sempre bellissima ma oramai feudo spagnolo. Valverde 9: finalmente ha vinto un GT, resta da vedere se in modo pulito o meno e se avesse davvero potuto partecipare a questa Vuelta, vista la squalifica inflittagli dal Coni. Resta comunque la prestazione d’eccellenza, abile in salita a guadagnare abbuoni, ad approfittare delle disavventure di Evans e a limitare i danni nelle cronometro. Vittoria meritata. Samuel Sanchez 8: nell’unica corsa disputata quest’anno conclude al secondo posto. Un ottimo risultato, se si considera la difficile partenza, soprattutto nei primi arrivi in salita. Poi sale in cattedra e comincia a recuperare posizioni su posizioni in classifica sino alla conquista del podio con la vittoria sfiorata nella crono finale. Ottima Vuelta, ma senza vittorie parziali è un po’poco per uno che nell’anno aveva preparato solo questa corsa. Vedremo se farà il finale di stagione in Italia dove al Lombardia può dire la sua. Evans 7: alla fine si deve accontentare del terzo posto finale, ma senza il minuto perso a Sierra Nevada per un problema tecnico, si sarebbe giocato la vittoria finale. A 30 anni suonati sarà difficile poter raggiungere la prima vittoria in un GT, e senza prestazioni esaltanti durante la stagione si può tranquillamente dire che ha fallito anche quest anno. Basso 7,5: il quarto posto finale rispecchia in pieno la Vuelta di Ivan. Grazie al lavoro della squadra riesce sempre a far selezione in salita ma gli manca sempre quello scatto in grado di staccare gli avversari, che anzi in diverse occasioni lo lasciano sul posto. A cronometro poi continua a pagare dazio su qualunque tipo di percorso e se non fosse per le sventure di Evans, Mosquera e Gesink sarebbe stata utopistica addirittura la top-5. Però dopo due anni di squalifica torna e piazza due quarti posti in classifica a Giro (considerando la squalifica di Di Luca) e Vuelta: niente male e lo attendiamo l’anno prossimo, dove insieme a Nibali sarà purtroppo l’unico azzurro a tentare di far classifica in una corsa a tappe. Mosquera 7: terza top-5 in 3 anni, anche se a 34 anni. Ezequiel ogni anni dimostra di andar forte, ma solo alla Vuelta e solo in queste 3 settimane. Invitato al Giro, ha rinunciato per infortunio tra la rabbia di Zomegnan. Purtroppo gli manca sempre l’acuto anche se quest anno la mala sorte lo ha fatto cadere nelle prime tappe, e quindi per lui e tutta la Xacobeo, è già buono il piazzamento il finale. Resta l’ombra di una VAM record a Sierra Nevada e del medico sportivo della squadra che è stato sospeso in un inchiesta doping in Portogallo. Gesink 6,5: il giovane olandese in lotta per il podio ha fallito la ghiotta occasione di salirci pagando a caro prezzo la giornata storta di La Grana, andando in crisi già sulla Morcuera e prima di affrontare il Puerto de Navacerrada. Resta comunque la brillante prestazione delle precedenti settimane, sempre a ridosso di Valverde, ed il continuo miglioramento dopo il sesto posto finale dello scorso anno. J.Rodriguez 6,5: settimo posto in classifica per il gregario di lusso di Valverde, che si comporta proprio come tale e si limita a proteggere il capitano pur centrando una bella top-ten. Joaquin non è certo uomo da GT, ma da corse in linea, e questa è così una bella prestazione soprattutto per la Caisse d’Epargne che ne mette due nei 7. Tiralongo 8: e bravo Paolo! Dopo aver sfiorato la top-ten nella Volta a Portugal a fianco di Cunego, qui ha il medesimo compito di proteggere Damiano ma porta a casa un ottavo posto finale. Dopo il ritiro del capitano infatti, Paolo ha carta libera e la sfrutta a dovere. In scadenza di contratto, vedremo cosa farà l’anno venturo. Cobo Acebo 7: impreziosisce il decimo posto finale con una bella vittoria finale nella tappa di La Grana e del Puerto de Navacerrada. In difficoltà nelle prime settimane dove cade nella discesa dell’Alto de Catì perdendo minuti preziosi, ma in generale non riesce mai a impensierire i big. Salva così l’onore della Fuji Servetto che in questa stagione ha raccolto veramente poco nei GT. Hoogerland 7: il giovane olandese della Vacansoleil si mette in mostra con un bel dodicesimo posto in classifica. Davvero una bella Vuelta per la squadra tulipana che ottiene anche una vittoria di tappa grazie allo sloveno Borut Bozic. Zubeldia 5: lo spagnolo dell’Astana era qui per fare classifica ma gli ultimi anni vissuti nell’anonimato e in semplici compiti di gregariato, lo hanno frenato. Chiude 14° superato anche dal giovane connazionale e compagno di team Daniel Navarro. Kreuziger 6,5: viene alla Vuelta per aiutare Basso e lo fa in modo egregio, anche se la Liquigas farebbe meglio a puntare sul giovane ceco. Lascia una vittoria di tappa a Gerrans sulla bellissimo finale di avila. Gomez Marchante 5: doveva essere l’uomo di classifica della Cervelo ed invece chiude nell’assoluto anonimato. Addio sogni di gloria. Greipel 8: conquista 4 tappe e la maglia della classifica a punti. Se il vice-Cavendish è lui, gli altri devono preoccuparsi e non poco…La Columbia invece gioisce per aver in squadra un altro campione. Bennati 6,5: al rientro dopo l’infortunio e dopo il Tour, si piazza in molte volate ma gli manca lo spunto vincente. Lo aspettiamo l’anno prossimo. Farrar 7: vince una tappa in maniera magistrale e sembra poter essere l’unico ad infastidire Greipel (oltre che Cavandish al Giro e al Tour). Gli serve maggiore continuità. Moncoutiè 7,5: si toglie per il secondo anno consecutivo la soddisfazione di vincere la classifica della montagna e pure una tappa di montagna (quest’anno a Sierra Nevada). Gli sfugge la tappa dell’Alto de Aitana per “colpa” della fucilata di Cunego nel finale, ma l’unico francese che odia il Tour è pur sempre uno dei più forti in salita (anche se l’anno passato aveva ottenuto l’8° posto in classifica mentre quest anno è solo 27°). |
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Post n°256 pubblicato il 26 Luglio 2009 da Gary840
Un Tour de France così scontato, mal preparato e noioso non lo abbiamo visto da tanti anni. Dopo la classica prima settimana dedicata ai velocisti, ecco le imbarazzanti scelte di proporre l’arrivo in salita pirenaico su rampe (quelle di Andorra) piuttosto pedalabili e di annientare la catena montuosa che tanto bello ha reso il ciclismo, piazzando Tourmalet, Aspin e Agnès in due tappe distinte a 70 km dall’arrivo. La seconda settimana ha ripresentato il solito amarcord: tappe monotone e velocisti e fuggitivi a dividersi la posta in palio. La terza settimana, quella che doveva decidere il Tour (che si era già deciso a Verbier…), è stato l’autentico tracollo dell’appassionato: nella tappa di Bourg Sain Maurice col Petit San Bernard, si è consumato il nulla con vittoria all’aficionado delle fughe Astarloza mentre nell’arrivo di Le Gran Bornand, crisi di Armstrong e finale scontato (e patetico) con Andy e Contador che lasciano vincere Franck Schleck. Poi il giovedì cronometro di 40km(oramai anche al Giro le fanno più selettive…) e sabato ridicolizzazione del Mont Ventoux con vittoria lasciata ancora una volta ai fuggitivi (solo 2 arrivi su 7 tappe di alta montagna sono andati ai big!!!) con un Andy Schleck che preferisce prenderle da Garate e Martin rimanendo col fratello, piuttosto che vincere un arrivo mitico del Tour. Tre settimane davvero deludenti: complimenti al vincitore Contador, che con due attacchi in salita ha deciso la corsa amministrandola a cronometro. Se questo limitato appeal della corsa più importante al mondo è dovuto ad un ciclismo sempre più pulito, ben venga. Ma siccome negli ultimi 3 anni di fila si è sempre scoperto un positivo che occupava il podio (Landis, Rasmussen e Kohl senza contare il fradicio Riccò), dubito fortemente che questa possa essere la ragione…Prendiamo Pellizotti ad esempio (spero di sbagliarmi…): sempre all’attacco in quasi tutte le tappe di montagna. Come fa un atleta “normale” ad andare in fuga su Tourmalet e Aspin, poi nella tappa di Vittel, poi nel tappone di Saint Mourice ed infine a trovare le forze per staccare Contador sul Ventoux senza contare tutti gli sprint per i GPM nelle altre tappe? Spero di essere smentito.
Le pagelle Contador 10: ha sistemato gli avversari in pochi km di corsa. Un attacco ai -2 di Arcalis, un attacco ai -5 di Vernier e ottime cronometro. Ha gestito la corsa come faceva il grande Indurain vincendo a pieno merito nonostante le pressioni dei media e nonostante in squadra ci fossero compagni-avversari. A.Schleck 8: un voto in meno per le stupide condotte di gara. Ieri gli facevo proprio schifo vincere sul Ventoux? No, meglio lasciare la vittoria a Garate per stare col fratello…In salita è l’unico avversario di Contador ed a cronometro è migliorato tanto. Gli manca il successo di tappa. Armstrong 9: a 38 ani suonati torna e fa il podio! Si può dire quel si vuole, può essere simpatico o antipatico, ma è un grande, prima come uomo poi come atleta. Dopo un Giro concluso con orgoglio al 12° posto (diventerà 11°…)e dopo quello che ha passato trova la forza di lottare psicologicamente con Alberto da Pinto che ha 12 anni in meno. Meraviglioso. F.Shleck 8: rimane nell’ombra del fratello per tutto il Tour ma almeno vince una tappa e finisce al 4° posto. Una corsa a tappe di 3 settimane non fa per lui però è sempre coi migliori. Tenace. Wiggins 8: il pistard si riscopre scalatore. Una autentica sorpresa del Tour: rimane sempre con i primi e va forte a cronometro. Complimenti. Kloden 7: finisce sesto in classifica dopo aver lavorato 3 settimane per i capitani. Gli anni cominciano a farsi sentire ma la grinta c’è ancora. Nibali 8: miglior italiano al Tour, conclude 7° ed impara a lottare con gli scalatori più forti del mondo. E’ giovane e negli anni prossimi può diventare uomo da podio al Tour. Vande Velde 7: l’anno scorso si è giocato il podio cadendo nella discesa della Bonette, quest anno fratturandosi la clavicola al Giro. Ma finisce all’ottavo posto in classifica peggiorando il piazzamento dell’anno scorso(5°) e staccandosi sempre dai migliori in salita. Kreuziger 7: finisce nono con prestazioni in chiaroscuro. Ma ha solo 22 anni e centra già la top-ten. Le Mevel 7: primo francese in classifica generale. Tiene duro in salita, piazza qualche fuga e si ritrova decimo. Nocentini 8: maglia gialla per una settimana al Tour, ritrova la voglia di combattere che aveva perso negli ultimi anni, dove era diventato uno che si accontentava. Cerca anche di fare classifica e termina 14° diventando tappa dopo tappa il leader della Ag2r. Deve continuare così. Sastre 5: il vincitore del 2008 finisce al 17° posto. Dopo le tappe pirenaiche e l’arrivo a Verbier era comunque a 30” da F.Schleck che poi ha finito quarto. Nell’ultima settimana forse ha finito la benzina, visto che solitamente è il suo punto di forza: probabilmente ha pagato gli sforzi fatti al Giro dove ha vinto due tappa e dove probabilmente conquisterà a tavolino il podio. Evans 4: sono oramai 5-6 anni che si prepara solo per il Tour ma non riesce mai totalmente a convincere. Quest anno poi è stato completamente fuori dalla corsa ed è sembrato un corpo estraneo alla squadra. La mela doveva essere già matura da un pezzo. Stagione 2009 disastrosa. Menchov 4: il vincitore del Giro era venuto qui per fare bene. Parole sue. In realtà non si è mai visto e lui non ci ha nemmeno mai provato. Però almeno aveva vinto il Giro d’Italia e questo basta e avanza per la stagione 2009. Pellizotti 9: gli manca la vittoria di tappa ma va sempre in fuga e conquista la maglia a pois. Sarà tutto vero? Moreau 5: male in classifica ma si fa vedere nell’ultima settimana con bei piazzamenti nelle tappe di montagna e nella crono. Ma forse era il caso di puntare ad una vittoria di tappa andando in fuga. L’anno prossimo alla Caisse d’Epargne avrà 38 anni. Ma non è Armstrong. Astana 10: in squadra c’erano Contador, Armstrong, Kloden, Leipheimer, Zubeldia e Popovych. Ognuno di loro se avesse corso da solo sarebbe stato capitano. Ed invece Bruyneel mette d’accordo tutti piazzando primo, terzo e sesto delle generale, senza contare che Leipheimer era quarto prima del ritiro. Questa è una squadra. Hushovd 10: vince meno di Cavendish ma si porta a casa la maglia verde che fa diventare nero l’inglese. Cavendish 10: vince tante tappe ma perde quello a cui teneva di più: la maglia verde. Rimane il velocista più forte al mondo. |
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Post n°255 pubblicato il 31 Maggio 2009 da Gary840
Menchov 10: il vincitore del Giro 2009 è un buon cronomen e tiene bene sulle salite. Al via da Venezia in pochi scommettevano su di lui perchè si pensava fosse qui per preparare il Tour, ed invece si è portato a casa la rosa e due tappe. Dopo aver vinto per due anni la Vuelta, dall'anno scorso ha preparato il Giro per fare bene e quest anno è arrivata la vittoria finale. Agevolato però dall'assenza in questo Giro delle grandi salite alpine, che di sicuro non lo avrebbero aiutato. Di Luca 9: un grande Giro per Danilo, che ha tentato in tutti i modi di scavalcare Menchov ma non vi è riuscito. E' stato senza dubbio avvantaggiato dall'assenza nel percorso delle grandi montagne, che lui proprio scalatore non è, digerisce a fatica. Ha avuto poche occasioni per attaccare il russo ma quelle poche non le ha sfruttate a pieno (Bologna, Anagni, Faenza) nonostante il percorso fosse adattissimo a lui. Ha pagato invece molto a cronometro ma resta un grande per sportività visti i complimenti al vincitore finale. Pellizotti 8: finalmente il podio per Franco che ha corso molto bene, ma resta il fatto che è un atleta un po' senza arte nè parte. Sempre piazzato, mai vincente. Sastre 8: un atleta serio e intelligente che ha colto due vittorie di tappa. Senza il crollo sul Blockhaus poteva centrare il podio nonostante in molti al via fossero scettici su di lui. Ha mantenuto la parola: ha detto che era qui per far bene e lo ha fatto, non come molti altri che sono passati dal Giro per preparare altre competizioni. Basso 6: doveva staccare tutti in salita ma solo sull'Alpe di Siusi ci ha provato, per il resto a staccarsi è stato sempre e solo lui. C'è ancora tempo per crescere e per lui l'ambizione della vittoria alla Vuelta che speriamo possa premiare un italiano 20 anni dopo Giovannetti. Sarebbe un bel traguardo per salvare la stagione. Leipheimer: 6: uomo da vittoria in una grande corsa a tappe non lo è mai stato e non ce lo si inventa a 35 anni suonati. Il apitano della Astana doveva essere un altro... Armstrong 7: merita 9 per il rientro nel grande ciclismo a 37 anni e dopo la frattura alla clavicola che gli ha impedito di lottare per la vittoria finale. Qualche voto in meno lo merita perchè è tornato il padrone che vuol far sempre quello che vuole. Ma resta un grande atleta e soprattutto un grande uomo che sposa cause nobilissime. Garzelli 8: gli è mancata la vittoria di tappa ma si piazza in classifica e porta a casa la maglia verde. Pimpante dopo qualche anno buio. Simoni 5: l'insufficienza è il minimo per Gilberto che si era preparato solo per il Giro ma a quasi 40 anni puoi competere con i giovani solo se ti chiami Lance...Sarà stato l'ultimo Giro? Rogers 6: è migliorato molto in salita ma a cronometro ora è fermo. Se consideriamo comunque che si è sempre staccato anche sulle salite di questo Giro prettamente appenninico, è meglio forse cercare altri obiettivi. Onorevole ottava posizione finale. Valjavec 6: ha fatto il compitino che gli chiedeva la AG2r. Nono in classifica ma senza arte nè parte. Bruseghin 5: non ripete il podio dell'anno passato e non si vede mai. Sempre simpatico ma il bello forse è alle spalle. Cunego 4: qualcuno lo ha visto? Forse è meglio pensare solo alle classiche. Arroyo 6: salva l'onore della Caisse d'Epargne finendo 11° in classifica. Poco altro se non la buona volontà di tenere sempre in salita. Seeldrayers 8: vince la maglia bianca di miglior giovane e si propone per il futuro. Petacchi e Cavendish 9: vincono 5 tappe in due. Lo spezzino poi fa da nobile gregario per Di Luca mentre l'inglese volante se ne torna a casa in anticipo... Caisse d'Epargne, Xacobeo Galicia, Bouygues Telecom, Milram, Saxo Bank 4: squadre composte solo per far numero e mai viste in corsa nonostante la nomea da Pro Tour. Riccò 4: qualcuno si ricorda quando l'anno scorso si pavoneggiava a numero uno del ciclismo internazionale dicendo che era più forte di Contador? Beh Alberto vinse quel Giro e quest anno si giocherà il Tour mentre lui fu squalificato per doping ed ora è a casa in ciabatte...Impari da Di Luca che ha ammesso la superiorità di Menchov... |
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Post n°254 pubblicato il 04 Aprile 2009 da Gary840
Sissignore. L'acqua cheta prima o poi si mostra per quello che è. Molti lo hanno scoperto solo ora; io lo andavo dicendo dal 2007. Lewis Hamilton non è quella persona educata e gentile che qualcuno vuole far apparire per forza, ma è ben altro. Prima di tutto non è un campione, perchè una persona che vuole fregiarsi di quel titolo sa ammettere i propri errori e non trama di nascosto contro altri piloti. Quello che è accaduto in Australia è molto di più di uno scandalo: Hamilton ha fatto una cosa (ha lasciato passare Trulli) ma ai commessari ha detto il contrario(che Trulli lo ha passato volontariamente nonostante vi fosse in pista la safety car) e dalle intercettazioni tra lui ed il team è emersa la volontà dell'inglese di fregare Trulli. E poi non è nemmeno un uomo di valore, perchè sappiamo tutti chi lo ha messo nel posto in cui, di quali vantaggi gode (in tempi non sospetti Alonso se ne accorse e dopo un anno se ne andò a gambe levate da quella squadra) e di quali frequentazioni si fregia di vantare. Non è mai venuto in mente a nessuno come sia possibile che un ragazzo inglese debutti in formula uno a vent'anni in una delle migliori scuderia e che tutto gli sia sempre andato liscio come un biliardo, mentre campioni veri si siano sudati i loro titoli mondiali dopo anni di gavetta in formule e scuderie minori? Gli anni passano, i tempi cambiano ed anche i giornalisti perdono mordente: qualche anno fa se c'era da dare contro a Schumacher, giù legna da tutte le parti, oggi se ne stanno tutti zitti ad assecondare il potere. |
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Post n°253 pubblicato il 16 Febbraio 2009 da Gary840
(Quello che sto per scrivere è volutamente provocatorio) In questi giorni si sono susseguiti i casi di violenza ai danni di giovani ragazze, ma è da qualche tempo in generale che sono aumentati i reati commessi da cittadini extracomunitari e di conseguenza le proteste dei cittadini che chiedono venga fatta giustizia. Vorrei però far notare che questa parola è stata cancellata dal dizionario dal nostro Primo Ministro Silvio Berlusconi, il quale ha commesso una pletora di reati puntualmente denunciati dalle autorità giudiziarie, ma che da circa 16 anni fa il bello ed il cattivo tempo (diciamo pure solo il cattivo) imponendo leggi che cancellano certi tipi di reati (es. il falso il bilancio) o che ne riducono sensibilmente la soglia oppure che ne aumentano i tempi di prescrizione degli stessi. Se è vero che il governo attuale ha circa il 70% del consenso, qualcosa non quadra: quando si tratta di evadere le tasse va tutto bene, questo reato può essere tranquillamente commesso perché a molti fa comodo che sia così, invece per altre tipologie il popolo grida allo scandalo e vuole la testa del colpevole. Come si può chiedere che venga fatta giustizia dalle autorità pubbliche quando il nostro primo ministro è il primo a non rispettare le leggi? Cittadini, o si prende tutto o non si prende niente. |
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