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Ecco cosa srivevo nel mio diario spirituale 14 anni fa....

Post n°6 pubblicato il 05 Ottobre 2011 da marluis844
Foto di marluis844

 

 

Abbandono in Dio 1997

 

 

 

 

 

   All'inizio del nostro seminario del “Rinnovamento nello Spirito” ci siamo messi completamente a disposizione di Dio,senza riserve, rinunciando a Satana, al mondo e alle cose del mondo; come dice Gesù:"Voi siete “nel” mondo ma non siete “del” mondo".  Il cammino della santità è difficile e pieno di ostacoli, e dovrebbe coincidere col cammino dei partecipanti al R..n. S.Ho potuto notare che, non solo nell 'atteggiamento dell' offerta di se a Dio, ma anche negli insegnamenti di tale atteggiamento di offerta di sé, si fanno delle riserve: si offre tutto a Dio, anche le sofferenze della vita quotidiana, ma nulla più.

Il "di più"che il discepolo “il giovane ricco”(Mt.19~16) ascolta da Gesù non gli è gradito, perciò diventa triste e rinuncia alla sequela di Gesù che comporta una croce più grande: le rinunce alle comodità della vita, ai divertimenti, ai lauti pasti, ai piaceri della vita coniugale, anche se nel rispetto della legge , gli fanno paura. Ma il digiuno, le varie rinunce, e le varie astinenze da televisione, sesso, banchetti, comodità varie e rispettabilità artificiose sono necessari anche oggi, per santificarsi e rinsaldare la nostra unione a Cristo, a piccoli passi, giorno per giorno; queste sono sofferenze che noi doniamo a Gesù volontariamente, non sono le sofferenze quotidiane della vita!

Limitarsi a  queste(quelle quotidiane), come ci è stato insegnato nel gruppo RnS,  è continuare a vivere come quel giovane che interroga Gesù! Cioè vivere nella "legge” evitando il peccato, ma evitando anche il "di più " a cui Cristo ci chiama.

Come Gesù ci ha dimostrato il suo amore? Dandoci il massimo:  morendo per noi, e con quale morte!

     La vita di Gesù è disseminata di sofferenze e di rinunce: dormiva poco o niente perché trascorreva le sue notti in preghiera; come si rileva Vangelo; e poi l' angoscia in cui viveva "sapendo" ciò che lo aspettava e vedendo avvicinarsi inesorabilmente l' ora della prova suprema e poi la consapevolezza che non tutti gli uomini avrebbero aderito alla salvezza rendendo vano per loro il suo sacrificio.

Il cammino di santità è per noi imitare Gesù, non porre limiti alla nostra  offerta totale a Lui anche per le sofferenze più pesanti che Lui permette per santificarci: dobbiamo ringraziarlo e non chiedere subito di togliercele, perché  il tempo a nostra disposizione è breve, perciò è Lui che deve guidare la nostra vita e decidere come santificarci, ma se noi abbiamo delle riserve, o se pensiamo che le sofferenze sono inutili, impediamo a Lui di trasformarci in altri  Gesù, come è Suo desiderio. La preghiera serve, è indispensabile nel cammino di santità, ma non basta.

     Con la preghiera santifichiamo le nostre sofferenze, in particolare quelle volontarie che sono altrettanti atti di amore: digiuni, rinunce, astinenze, le quali ci elevano e ci ottengono, qualche volta, anche il contatto sensibile, mistico, con Dio. So che non è facile mettersi davanti a Dio in atteggiamento di offerta totale: eccomi Signore, sono pronto a donarti la vita subito, o, se è questa la tua volontà, ad essere infermo per il resto della mia esistenza purché serva alla salvezza delle anime per le quali Tu hai dato la vita" e per la tua gloria. Aiutami, Signore, a sacrificare tutto ciò che mi fa più piacere perché Tu possa usare questi sacrifici per la Tua gloria e per salvare me e i miei fratelli.

Intanto io voglio produrre il massimo sforzo, compatibilmente con il mio vissuto attuale, per procurare a Te anime da amare e da salvare.

     Preghiera, rinunce volontarie, sofferenza, opere di carità, evangelizzazione : questi sono i cardini sui quali si fonda il cammino di santità e il cammino del R.n.S. Questa è ascesi volontaria o purificazione attiva: è il nostro sforzo di avvicinamento a Dio, condotto dal desiderio ardente di incontrarlo per unirci a Lui, ma questo sforzo sarebbe inutile se non venisse in nostro aiuto Dio stesso con la sua grazia. Il Signore,  però, interviene nella misura in cui noi ci doniamo a Lui senza riserve, in totale abbandono, accettando la sua volontà qualunque essa sia! Abbandonarsi così al Signore non comporta che Lui ci prostri con sofferenze fuori dalla nostra portata: Lui rispetta i nostri limiti e i nostri ambiti sociali e familiari, anzi, in cambio di questo abbandono in Lui, ci dà una gioia mai provata prima, ci aiuta nelle nostre attività, e aumenta la pace nella nostra famiglia.

    Doniamoci a Gesù senza riserve! Non è mai accaduto che si sia fatto vincere in generosità: ti donerà molto di più di quanto tu possa donare a Lui ! Sei stato accusato di qualcosa che non hai commesso? Prova a non difenderti, a restare in silenzio per amore di Gesù. Hai mal di testa? Se riesci a sopportarlo, prova a non prendere analgesici e ad offrire a Gesù la tua sofferenza!

    Non passerà molto tempo e la gioia in te supererà di molto la sofferenza che hai offerta per amore: è Lui che ti fa capire che ha gradito, e molto, la tua offerta ! Questo "commercio d ' amore" con Dio ti eleva rapidamente in santità e ti accorgi che più offri e più Lui ti dona le sue grazie e qualche volta anche rivelazioni sensibili, mistiche , primizie di Paradiso che incoraggiano il cammino sempre più ardito.

    Maria, che ben presto chiamerai 'Mamma' rivolgendoti a Lei, ha una parte molto importante in questo scambio  d’amore, Lei che è la "Madre dell’Amore". Ho scritto queste cose perché sono mia esperienza vissuta, e spero che aiutino qualche anima a sciogliere gli ultimi legami di dipendenza dal mondo per legarsi completamente alla volontà di Dio, nostro Padre Amoroso !

 

 
 
 

Maria guarisce

Post n°5 pubblicato il 09 Settembre 2011 da marluis844
Foto di marluis844

TESTIMONIANZE: (1)

Inizio ottobre 2000, non sapevo più che fare per l’intestino che mi faceva male, dovevo correre continuamente in bagno, e in più nello stomaco avevo bruciori quasi costanti, acidità che risaliva dall ‘ esofago e i pantaloni che non potevo più abbottonare perche la pancia era aumentata di volume.

 In queste condizioni che da qualche mese peggioravano, non potendone più, andai dallo specialista per l’apparato digerente che dopo una visita accurata mi disse che tra intestino e stomaco non c’era relazione, perciò avevo due mali da curare. Mi prescrisse analisi, raggi, ecografie, ecc. per una somma di ticket di circa 700’000 lire, e secondo i risultati, dovevo essere ricoverato a Roma al “Gemelli” per esami molto particolari. Pensai che le cose si stavano mettendo male, ma era una buona occasione per offrire tutto al Signore. Non me la sentivo di iniziare subito le analisi, perciò decisi di aspettare mettendomi ancora a dieta per qualche giorno, ma le cose peggiorarono. Presi la decisione per le analisi a mezzogiorno, mangiai qualcosa e mi misi sul letto per riposare un po’, ma ero agitato e sudavo.

In preghiera chiesi la conferma a Maria se dovevo procedere con tutti quegli esami. la risposta fu chiara ma negativa, non dovevo procedere! Ma io sto morendo! Le dissi, e, non convinto ripetei la domanda ottenendo la stessa risposta: non dovevo fare accertamenti! E allora pensaci Tu! esclamai. Trovai la pace solo dopo aver deciso di ubbidire.

E una calma si impadronì di tutto il mio essere, anche i dolori cessarono, sentii un calore dolce che mi passava per il corpo, e mi assopii. Poi andai a lavorare e i disturbi sparirono quasi del tutto, e nei giorni seguenti mi sono rimesso completamente! E pensare che erano mesi che mangiavo in bianco col risultato di stare sempre peggio I Quando lo raccontai a mio fratello e a mia sorella mi dissero: sciagurato, vai subito a fare gli esami! Sei sicuro che è la Madonna e non il diavolo che ti ha risposto? Mi feci una risata ma mio fratello mi disse: ti faccio una profezia: fra non molto starai peggio di prima! Ma di “non molto” ne sono passati tanti ed io sono migliorato sempre più e sto bene da poter mangiare insaccati e cibi piccanti. Non vi pare che dovrei ringraziare, ma in modo molto speciale la Mamma per lo scampato doppio pericolo ?                

 
 
 

La mia anima in cammino (effusione dello Spirito Santo)

Post n°4 pubblicato il 07 Settembre 2011 da marluis844
Foto di marluis844

 

TESTIMONIANZA DI UN' ANIMA IN CAMMINO  ( Effusione dello Spirito )

    Tutto quello che mi accingo a scrivere in questo momento è accaduto la sera deI Martedì Santo 1997

     Ho cenato in famiglia e dopo un pò sono andato a letto con l 'intenzione di raccogliermi e meditare sulla Passione, come faccio spesso in Quaresima, mentre la mia famiglia era davanti al televisore. Seduto sul letto, incomincio a pregare invocando lo Spirito Santo, poi a meditare sulle sofferenze di Gesù. Avevo gli occhi chiusi, anche se la luce era accesa;  una dolcezza si fa strada nel mio cuore, ed una presenza viva intorno e dentro di me; la stanza si riempiva ed il mio cuore traboccava di gioia consapevole di essere alla presenza del Signore. Ho continuato a pregare e meditare sulla Passione di Gesù, ma questa volta le parole ed i pensieri non erano, non potevano essere miei, perché non sono capace di rappresentarmi in quel modo le sofferenze di Gesù e nemmeno di pregare come ho pregato, per circa mezz’ora, quella sera. Il dolore per la Passione si mescolava alla gioia della consapevolezza di essere alla presenza del mio Signore e di averlo dentro di me vivo, che mi  faceva vedere e sentire e pregare come mai mi era accaduto prima.

     Lacrime, insieme di gioia e di partecipazione alla Passione, sono sgorgate abbondantemente dai miei occhi per tutto il tempo.Ero immerso in un mare,e questo mare era Dio, il mio Dio, era Lui che me ne dava la certezza. Ad un certo momento un pensiero venne ad offuscare questo stato di beatitudine: cioè che avrei dovuto, in qualche modo, soffrire, per ripagare al Signore tutta questa gioia. Allora gridai dentro di me a Gesù: Signore mi arrendo, ho capito che sei tu, ma ora ti prego, basta, perché il mio cuore trabocca! Ed era vero: avevo  avuto paura di tanta felicità, più grande di quella del mio incontro con Gesù avuto a Medjugorje , nel  giorno dell'inizio della mia conversione, 12 anni or sono. Il Signore ha ascoltato subito il mio grido e tutto è tornato alla normalità.

     Mi sono messo, allora, a ripensare a tutto ciò che mi era accaduto, fissando nella memoria quegli attimi sconvolgenti della Passione contemplata nel cuore più che nella mente, e Il Paradiso che avevo vissuto per la presenza di Dio così tangibile. Ho guardato  anche I'ora per rendermi conto della durata: circa mezz'ora da quando avevo iniziato la  preghiera ! I due giorni che seguirono confermarono i miei timori; cioè che tanta gioia deve essere restituita al Signore con altrettanto amore, ma come si dimostra amore al Signore se non offrendogli con  gioia le nostre pene?

     Puntualmente Gesù ha realizzato questo mio "timore-desiderio" facendomi soffrire in un modo insolito e inaspettato, ma molto, molto intensamente. La felicità che mi era rimasta nel cuore, ha attenuato un po' questa sofferenza che ho offerto al Signore perché mi renda meno peccatore, perché mi vergogno di come sono, rispetto a come il Signore mi ama e mi predilige: con tanti doni un altro non sarebbe rimasto cosi peccatore come io sono! Non scriverei tutto quello che mi è accaduto se non pensassi che possa servire a qualche anima a ritrovare la via di Dio! Devo fare un'altra considerazione: che non per me il Signore ha fatto questo dono, ma per il Rinnovamento, che, essendo figlio della Chiesa Madre, dovrebbe camminare con essa, e seguire almeno la scia dei tempi liturgici.

     Il giorno dopo, Mercoledì Santo, ho pregato sulla Passione nel nostro gruppo del R.n.S., ma qualcuno non mi ha lasciato nemmeno finire perché ha intonato un canto di quelli "tutta gioia" con relativa "danza di David". E ancora, di seguito, una lettura del Vecchio Testamento scelta ad arte, che parlava di banchetti e gioia per tutti: tutto questo la Settimana Santa in cui anche la Rai fa musica appropriata in segno di rispetto per Colui che ha sofferto ed è morto per noi. Alla fine della preghiera comunitaria non ho potuto trattenermi dal fare le mie rimostranze; volevo far notare che eravamo in piena settimana di Passione e che almeno rispettassero chi, con il Signore, si sente sinceramente triste e almeno col cuore vuole ricordare le Sue sofferenze e chiedere perdono per averle causate! Non ci fu verso di far capire questo, perché tutti si sono dichiarati completamente indipendenti dai tempi liturgici e dalla Chiesa "il Rinnovamento fa parte a se e lo Spirito lo conduce dove vuole", dicevano.  Ma ricordiamo che lo Spirito è lo Spirito di Cristo, e che noi dobbiamo pregare "in Spirito e Verità", cioè nello Spirito Santo e in Cristo che è la Verità! Ma se Cristo è con la Chiesa, non distacchiamoci da Essa! Ed è Cristo che noi abbiamo inchiodato su quella Croce e Lui si è fatto inchiodare perché ci ama follemente! Perché, dunque, non partecipiamo insieme alla Chiesa al dolore di Cristo che, in fondo, noi personalmente abbiamo causato? Non pensiamo, come i Protestanti, che Cristo ha sofferto per noi e che questo è sufficiente, ma ricordiamo che Cristo stesso ci invita a seguire le sue orme e portare la nostra Croce se vogliamo essere salvati. La preghiera è indispensabile, ma non basta: ci vuole l'amore per Gesù che si manifesta nella carità, risplende nella sofferenza, e si rafforza con la preghiera, l'astinenza, il digiuno!

 

 
 
 

la mia conversione

Post n°3 pubblicato il 08 Agosto 2011 da marluis844
 

 

Medjugorie, 16 maggio 1986        Testimonianza

 

 La mia vita coniugale è stata piuttosto burrascosa, con mia moglie non sono mai riuscito ad avere un colloquio aperto e sincero colpa dei nostri caratteri piuttosto duri e poco remissivi.  Da parte mia ci sono state molte infedeltà, sono seguiti litigi e separazionj, due, di cui l’ultima durata 5 anni. Dopo l’esperienza negativa della separazione, abbiamo deciso di tornare insieme per ricostruire la famiglia, e così  è nato il secondo figlio, ma i contrasti fra noi sono rimastI, anche se attenuati .Il Signore non era nella nostra casa, non si pregava, si andava appena qualche volta a messa, e quasi mai insieme il lavoro prendeva ad ambedue quasi tutto il tempo, e la sera si tornava nervosi, o si litigava o non ci si parlava, comunque la televisione occupava le nostre serate, non la preghiera. Ho una sorella molto pia e devota della Madonna, e, dietro le sue insistenze, dopo aver letto il libro dl Renè Laurentin, venni a Medjugorje, consapevole dei miei peccati e della mia vita disordinata, entrai nella chiesa con umiltà e mi inginocchiai davanti alla Madonna . Anche se avevo un forte mal di testa, pregai chiedendo perdono alla Madonna e la forza per cambiare la mia vita.  Quello che mi successe in quel momento è difficile descrivere, ero fuori della realtà e le immagini della mia vita scorrevano chiaramente come in un film; queste immagini non erano sequenziali, ma a blocchi; vedevo cioè vari fatti e vari periodi contemporaneamente, molte cose non le ricordavo più. Vennero in chiara luce i miei peccati, ma soprattutto il tempo perduto stando lontano da Dio! Tornai alla realtà e mi accorsi che lacrime di pentimento scorrevano sulle mie guance Mi guardai intorno, erano intenti nella preghiera e non avevano visto le mIe lacrime; me le asciugai, il mio cuore batteva fortemente per l’emozione, guardai la Madonna e le dissi grazie, Maria, cambierò vita, come vuoi Tu!

Era di pomeriggio, mi preparai per la confessione che non facevo da molti anni. Restai in chiesa, recitai il S. Rosario insieme agli altri, cominciò la S Messa. Offrii a Gesù quel mal di testa che mi tormentava; era di origine artrosica, e da tanti anni ne soffrivo per due o tre giorni la settimana. Non chiesi di essere guarito, ma appena ricevetti Gesù, mi cessò ogni dolore, di colpo, e mi senili felice, d’una felicità indescrivibile. Maria mi ha portato a Gesù e anche Lui mi ha fatto sentire la sua presenza dentro di me. Ringraziai Gesù nel mio cuore e piansi, ma di felicità: avevo ritrovato il Signore! La mia vita è cambiata radicalmente, la mattina mi alzo presto per andare a Messa e a prendere Gesù nell’Eucaristia, poi vado al lavoro dove ogni tanto prego nei momenti di tregua, sul lavoro le difficoltà sono misteriosamente scomparse. La sera, sempre il Rosario; non più la tv, ma purtroppo solo poche volte sono riuscito a pregare con mia moglie e mio figlio grande; sono sicuro. però che presto il Signore mi ascolterà.

Per 6 mesI non ho avuto mal di testa, poi chiesi alla Madonna di riaverlo almeno un po’, specialmente quando sbagliavo in qualche cosa. Maria mi ha esaudito e ogni volta che si avvicinano le tentazioni mi avverte con il dolore, ed io divento più forte. Ho notato poi che solo saltuariamente e raramente ho questo mal di testa, e quasi mai durante il lavoro. Quest’ anno sono tornato a Medjugorie venerdì scorso, per chiedere a Maria la forza di procedere sulla via di Cristo più speditamente, anche a costo di sofferenze e umiliazioni, perché da noi, in Italia, è ridicolo chi pratica Gesù assiduamente. Ho partecipato alla messa serale, sabato sera, l’ho sentita viva, diversa da tutte le altre, da quelle della mattina nella stessa chiesa, e da quelle in Italia. Si sente la presenza quasi reale di Gesù, di Maria, del Santi e degli Angeli. E' bello qui, e cosa non darei per partecipare ogni giorno dell’anno a questa messa! Domenica scorsa sono ripartito per Spalato con la mia auto, portavo a fianco un amico che ho conosciuto a Medjugorie. Eravamo a circa 15 km da Spalato, la strada tutta curve, poi un tratto in discesa; un uomo, senza guardare dalla mia parte, mi attraversò la strada. Lo presi in .pieno e lo scaraventai 10 metri in avanti. Ancora ho davanti agli occhi quella visione da incubo: un colpo terribile, la testa dell’uomo sfondò il parabrezza, poi vidi il corpo dell’uomo, attorcigliato su se stesso, che volava, alto, proiettato in avanti come fosse stato un sacco di stracci, restando poi immobile a Iato della strada. Uscii invocando la Madonna, quasi con disperazione, corsi presso quell’uomo, c’era anche il mio amico, lo abbiamo visto con le palpebre aperte, il bianco negli occhi, immobile. Attraverso la ferita insanguinata si vedeva l’osso del cranio.

Ho detto, disperato, mio Dio, è morto! Ma subito ho pensato che Maria non volesse darmi tutto questo dolore,tutto insieme, e non volesse nemmeno far morire un uomo per mezzo mio, proprio dopo essere stato a Medjugorje a pregare Lei! Avevo sul petto il medaglione benedetto della Madonna di Medjugorje, presi con amore la testa dell’uomo, la sollevai leggermente, e gli appoggiai sulla ferita il medaglione. E subito, dico subito, l’uomo mosse gli occhi, fece per alzare la testa, e puntò i gomiti per alzarsi. Quasi gridai, grazie Maria! I quattro giorni seguenti li ho passati fra polizia e tribunale. L ‘uomo è rimasto in ospedale un solo giorno, ora sta bene, ferite in tutto il corpo e una piccolissima frattura al dito mignolo sinistro; nulla di grave. Ieri sera, dopo aver avuto il passaporto, potevo prendere il traghetto per Pescara, ma partirò domenica sera; sono qui, di nuovo a Medjugorje a ringraziare la Madonna e a chiedere perché ha fatto tutto questo per me.”

 

 
 
 

Post N° 2

Post n°2 pubblicato il 06 Agosto 2011 da marluis844
Foto di marluis844

II dono di Maria a Trento

2-4-2000

  Ho avuto una lunga Quaresima quest’anno, è incominciata già prima di Natale. E’ stata una sofferenza dura, costante, senza consolazione ,ne pause, solo una volta sono stato consolato in modo speciale da Gesù nell’Eucaristia e ne ho avuto tanto conforto. Ma la sofferenza poi è ripresa e la portavo ancora nel cuore quando sono andato a Trento per il corso Grundig. Ero davvero stanco quando sono partito, mi consolava solo il pensiero che Gesù e Maria mi aspettavano nel duomo ogni sera, dopo le lezioni, come gli altri anni. La sera del lunedì sono andato al duomo ed ero tanto stanco e depresso.

  Sul portale d’ingresso c’era un extracomunitario a chiedere l’elemosina, gli ho dato le mille lire e sono entrato andando subito a destra vicino all’ingresso davanti alla Madonna Addolorata che è nella nicchia, con la spada nel petto e un’intensa espressione di dolore e di pietà che avrei voluto penetrare, e per questo ho fatto lunghe soste davanti a Lei per immedesimarmi nel suo dolore, ogni volta che sono stato a Trento.

  Stavo offrendo le mie pene a Lei perché le unisse a quelle di Gesù in questa Quaresima dolorosa per me più degli altri anni, quando mi sento toccare la spalla. Mi giro e vedo quel extracomunitario che, inginocchiandomisi davanti , mi chiede 50.000 L.  che gli servivano per fare i documenti per non essere rimpatriato. Gli dico di girarsi verso la Madonna, ma inutilmente, allora La guardo io e capisco che dovevo accontentarlo. In questo lungo periodo di sofferenza ho imparato a confidare nel Signore anche per l’aspetto economico della vita. Quel poveretto non finiva più di ringraziarmi, sempre stando in ginocchio; ho dovuto pregarlo di andare in pace, e cosi sono rimasto solo con la Mamma. Ho partecipato ai Vespri, alla S. Messa e all’Eucaristia, e dopo aver fatto sosta davanti al meraviglioso Crocifisso del concilio di Trento e all’ Addolorata, sono rientrato in albergo, ancora stanco ma più leggero nello spirito.

  Il martedì sera sentivo un desiderio più urgente di rifugiarmi ancora nelle braccia di Gesù e di Maria, perciò, senza passare nell’albergo, sono andato direttamente in Duomo. Dopo la sosta davanti a Gesù e Maria, ho partecipato ai Vespri, al S. Rosario, alla S. Messa e all’Eucaristia, e poi sono andato davanti alla Mamma per contemplarla nel suo dolore.

  Come al solito il sagrestano passa vicino a me per chiudere ed io saluto Maria, ma questa volta mi sento dire. “Mi scusi ma devo chiudere la porta, però lei può restare perché questa sera c’ è un’ altra Messa alle nove: resta aperta la porticina laterale”. Lo ringrazio con tanta gioia nel cuore e mi rivolgo a Maria che mi concede di restare ancora qualche ora con lei! Sono rimasto completamente solo nel Duomo ed ho potuto parlare a Maria anche a voce alta. Le ho detto che non mi sarei mosso di li finché Lei non avesse consolato il mio cuore. Non mi stanco mai di guardare quel viso così addolorato che se ti senti estraneo al suo dolore non vedi la sua bellezza, ma se hai desiderio di capire quel dolore non ti stanchi mai di guardarla..

  La vedevo che aveva gli occhi chiusi da quella posizione, o almeno così mi sembrava; ad un certo momento ho avuto il desiderio di salire i gradini dell’altare della nicchia e accostarmi a Lei per guardarla più da vicino. Ho alzato lo sguardo verso di Lei: non mi è facile descrivere quel che mi è successo in quel momento, perché quando c’è l’intervento di Dio, è sempre difficile esprimere umanamente l’accaduto, ma ci proverò. Dunque, appena l’ho guardata in viso, ho visto che Lei stava guardando proprio me, amorevolmente, con le sue pupille che prima non riuscivo a distinguere, e piangeva con lacrime vere, ma quel che più mi ha colpito, o meglio, penetrato nel cuore, è stato il suo dolore vero, che ho sempre cercato in quel viso, ed ora per volontà di Dio sentivo nel mio cuore.

  E più del dolore sentivo il suo amore senza confini per Gesù e per me che ero ai suoi piedi a supplicarla. Tutta la sua tenerezza e dolcezza ho potuto sentire in quel momento come se questi sentimenti di dolore, amore, dolcezza senza limiti, si fossero trasferiti dal Suo cuore, nel mio cuore, per un breve istante. Ho gridato quasi: Maria, non piangere, voglio consolarti! Ma ormai ero anch’io a piangere, distogliendo lo sguardo, ma con una gioia nel cuore che non posso descrivere: un piccolo angolo di Paradiso!! Sono tornato di nuovo a guardarla in viso, ma Lei non guardava più verso di me e non piangeva più, non c’erano lacrime sul suo viso addolorato e lo sguardo era perduto nel vuoto; gli occhi erano aperti e la pupilla potevo distinguerla solo nel suo occhio destro.

  La felicità è rimasta in me, mi sentivo in cielo, ed ancora oggi, dopo 20 giorni, il mio cuore ne è ripieno, ed è cambiato anche il modo di amare il mio prossimo, modellandosi su quello che Maria mi ha comunicato. Sono rimasto ancora a lungo per ringraziare la Mamma Celeste del dono che mi aveva concesso, e per gustare insieme a Lei la felicità del mio cuore; mi sono fermato davanti al Santissimo ed ho ringraziato anche Gesù che mi aveva donato di conoscere, per quanto è possibile ad un povero uomo, quale tesoro si nasconde nel Cuore Immacolato di Maria!

 

 
 
 
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