Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

OTTOBRE

 
 Lieve offerta
 Vorrei che la mia anima ti fosse 
leggera
come le estreme foglie
dei pioppi, che s’accendono di sole
in cima ai tronchi fasciati
di nebbia -

Vorrei condurti con le mie parole
per un deserto viale, segnato
d’esili ombre -
fino a una valle d’erboso silenzio,
al lago -
ove tinnisce per un fiato d’aria
il canneto
e le libellule si trastullano
con l’acqua non profonda -

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera,
che la mia poesia ti fosse un ponte,
sottile e saldo,
bianco -
sulle oscure voragini
della terra.
(Antonia Pozzi)
 

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« SOTTO SILENZIOANFITRIONE »

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Post n°1433 pubblicato il 12 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: teatro

ANFITRIONE

 


Alcmena e Zeus

 

Questo è il titolo dello spettacolo che presenteremo domani sera, noi della compagnia "Gli Spostati". Andiamo sul teatro classico greco stavolta, rielaborato dalla nostra estrosa regista.

La compagnia "funziona", qualcuno zoppica un po' di più, ma speriamo sempre che l'affiatamento che c'è fra noi ci aiuti se avremo momenti di esitazione...

Da una decina di giorni facciamo prove intense e prolungate, un giorno sì e uno no e il giorno di mezzo a me (e non solo) serve per riprendere le forze. Domani finalmente... MERDE, MERDE, MERDE!

Nelle ore precedenti, oltre al ripasso, devo preparare gli oggetti di scena che tocca a me portare e sistemarmi i capelli che saranno... alla greca, tirati in alto con tutti i ricciolini: niente parrucchiera, faccio da sola con l'aiutino di un gel leggero ma formidabile ad arricciare.

Stavolta il pubblico troverà sulle sedie un foglietto col "programma di sala", cioè la trama e una piccola spiegazione: in effetti la storia è un po' complicata. La regista ha incaricato me di scrivere questo programma (dice che dopo i raccontini su Facebook mi ritiene la più adatta), allora stavolta vi trascrivo qui quello che ho scritto per il pubblico, così lo racconto anche a voi...

 

"Il mito di Anfitrione è stato rappresentato nei secoli da vari autori: Plauto il primo, poi Molière, Giraudoux…

Come di ogni mito antico, ne esistono diverse versioni: a tutte le precedenti aggiungiamo ora questa che presentiamo oggi, rielaborata dalla regista ( .......). e messa in scena dalla compagnia “Gli Spostati”

Giove si innamora facilmente e questa volta i suoi sensi sono accesi per Alcmena, la bella regina di Tebe, moglie di Anfitrione.

E' una coppia felice e Alcmena è moglie fedele: dunque una conquista difficile!

Lo stratagemma escogitato da Giove con l'aiuto di Mercurio sarà di trasformarsi in Anfitrione, sostituendosi a lui, mandato in guerra, per una notte d'amore con l'ignara Alcmena. Da questa unione dovrà nascere Ercole.

Per Giove l'incontro è stato così affascinante che vorrebbe una seconda notte d'amore, ma stavolta non potrà ottenerla con l'inganno: le notizie scendono dall'Olimpo verso Tebe e si allargano per tutta la Grecia, il popolo è felice che la scelta divina cada sulla propria sovrana, porterà benefici e onori a tutta la città! Alcmena è disperata, rifiuta di cedere alla passione di Giove, anche lei pensa ad un inganno: quando Giove verrà sotto le spoglie di Anfitrione, nel buio incontrerà Leda regina di Sparta, così sarà salvo l'onore di Alcmena. Peccato che il primo ad arrivare sia invece il vero Anfitrione, che finirà tra le braccia di Leda credendola sua moglie.

Un doppio tradimento dagli sposi che si ritenevano fedeli…

Ma Giove trasformato in Anfitrione ha capito l'umanità e i sentimenti che provano i mortali, quindi donerà alla coppia di Alcmena e Anfitrione la sua amicizia e l'oblio di quanto è successo.

Loro continueranno ad amarsi ed Ercole nascerà."

 
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