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GATTO E NON SOLO

Post n°1435 pubblicato il 19 Maggio 2017 da atapo
 

BETO


Entrò in casa mia a fine estate del 2000. Grande poco più del mio pugno, era un batuffolo peloso.

E urlante, anzi miagolante disperato. Il suo pianto l'avevo sentito ancor prima che si aprisse la porta e mia figlia ce lo mostrasse nella piccola scatola di cartone. Finalmente avevamo un gatto! Mio marito si era intenerito alle richieste insistenti di mia figlia e aveva ceduto... e prima che potesse cambiare idea arrivò Beto, da una cucciolata bastarda tra i monti del Casentino. Come calmarlo? Lo presi delicatamente dalla scatola, mi sistemai sul divano e lo appoggiai sul mio petto, dalla parte del cuore. Non si fa così con i cuccioli d'uomo appena nati? Lui si tranquillizzò... e da quel momento me ne innamorai... e forse anche per lui fu lo stesso.

Penso che troppo presto sia stato allontanato dalla mamma, la buona educazione da gatti l'ha sempre praticata in modo sommario, o forse è il suo carattere fatto proprio così, esuberante, cocciuto e indipendente, un vero gatto Alfa, come la scienza definisce i tipi come lui, infatti l'ho soprannominato AlfaBeto . Da giovane ne combinò di tutti i colori: passò in casa mia i primi sei anni della sua vita, il fior fiore della sua vitalità e capacità dispettosa e distruttiva... e lasciò tracce su mobili e divano. Mio marito tentava di educarlo a ciabattate, gli effetti erano nulli, allora mio marito disse che era allergico al pelo di gatto e tirò un sospiro di sollievo quando dopo sei anni mia figlia se lo portò con sè dopo il matrimonio. All'inizio lo prendevamo ancora a casa nostra durante i viaggi dei suoi padroni, però mio marito continuava a brontolare allora dato che abitavamo vicini Beto restava a casa sua da solo ed io divenni la sua cat-sitter. Negli anni in cui era ancora a casa nostra io ebbi grossi problemi di salute, alcuni interventi chirurgici mi costrinsero ferma per parecchio tempo: Bero è stato la mia pet therapy, così il nostro legame si è rafforzato, sembra che lui capisca le mie parole...

Col passare degli anni si è calmato, è diventato un bellissimo e dignitoso gattone rassegnato a convivere con una famiglia di umani sempre più affollata, quattro bimbi sono nati e hanno imparato a convivere con lui, ad accarezzarlo, giocando sotto il suo sguardo vigile e osservatore.

Diverse volte qui ho parlato di lui...

Gatto di casa, al massimo l'uscita nel loro piccolissimo giardino a scaldarsi al sole, ad acchiappare insetti, ad annusare tracce nell'erba. Le prime volte usciva con un guinzaglio, mia figlia aveva paura che scappasse, poi libero, perchè la vita "fuori" per lui non aveva attrattive. Solo l'estate scorsa una volta uscì da sotto le sbarre della recinzione. Nessuno se ne accorse, erano tutti in casa., dopo circa un'ora suonò una signora del vicinato per avvertire: -Il vostro gatto è fermo davanti al portone d'ingresso del palazzo, forse vuole rientrare.- Aveva fatto una passeggiata attorno all'isolato e gli era bastata... A volte mi chiedo se sia giusto tenere così in casa animali che sarebbero fatti per stare in mezzo alla natura, non mi convince ripetermi che poi si abituano alle esigenze di noi umani...

Diciassette anni sono passati e da stamattina Beto è salito sul ponte dell'arcobaleno.

La vecchiaia ha fatto il suo corso e la sua storia è terminata, spegnendosi pian piano...Le ultime carezze e gli ultimi grattini mi devono lasciare la sensazione del suo pelo morbido... Solo tre giorni fa, quando stava già male, gli avevo accarezzato una zampina e lui era riuscito a stringere piano le unghie prendendomi il dito, come faceva sempre, quasi a volermi dare la mano... ma i suoi bellissimi occhi continuavano a restare socchiusi. Mi manca come mancherebbe un amico che se ne va per sempre e mi sento molto triste. I bambini con stupore chiedono:-Ma allora non torna più? Non lo possiamo più accarezzare?- E' un nuovo mistero importante della vita, su cui stanno meditando.

In tutto questo, una cosa mi aiuta: l'abbiamo sepolto nel mio giardino, laggiù tra l'acero e la nuova piccola quercia. Quando al mattino farò la mia passeggiata quotidiana, oltre alle mie piante ci sarà un ricordo e un saluto anche per il mio "gattolone".


 
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Commenti al Post:
exietto
exietto il 19/05/17 alle 20:53 via WEB
la morte di SAETTA, dopo 15 anni, storia di una gattina simile al tuo, mi ha segnato... mai piu animali, ho sofferto troppo la sua scomparsa. Non potevo stare senza di lui quando era in vita. un caro abbraccio. ezio
(Rispondi)
 
atapo
atapo il 21/05/17 alle 22:44 via WEB
Ci si affeziona come ad amici veri e sinceri. La loro perdita Ŕ dolorosa, come la perdita di un amico. Per˛ io credo che se si ha la possibilitÓ sia bello continuare ad averne un altro di animali, o amici-animali. Ricorda le parole nel Piccolo Principe: "Farsi presenza significa accettare il rischio dell'assenza": la perdita Ŕ nel conto della realtÓ, ma non per questo dobbiamo negarci la gioia di avere qualcuno da amare e che ci ama.
(Rispondi)
elyrav
elyrav il 22/05/17 alle 08:51 via WEB
Mi spiace molto :( so cosa si prova. Che brutta cosa, anche se Ŕ la vita.
(Rispondi)
 
atapo
atapo il 22/05/17 alle 09:24 via WEB
Grazie della comprensione...
(Rispondi)
 
 
elyrav
elyrav il 22/05/17 alle 12:53 via WEB
Un abbraccio :)
(Rispondi)
massimocoppa
massimocoppa il 22/05/17 alle 13:18 via WEB
Ŕ come se fosse morto un familiare, c'Ŕ poco da fare o da dire: anche se conosco molte persone che rideranno a questa mia affermazione
(Rispondi)
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