Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

NOVEMBRE


 
 E viene il tempo degli alberi
che lasciano cadere foglie d’oro.
E viene il tempo
dei giorni che si accorciano.
Le notti sono lunghe
e ogni sera ha un nome.
sempre nuovo di fiabe.
Nel vano della finestra
una stellina si ferma ad ascoltare
.

E. Borches
 

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CEVENNES 2

Post n°1466 pubblicato il 13 Settembre 2017 da atapo
 

TANTO  VERDE

Il Parco nazionale delle Cevennes è un territorio che tocca due départements (province): il GARD e la LOZERE, ci sono quattro città chiamate "le porte" perchè si trovano più o meno ai confini e in esse si comincia a respirare l'aria del parco, ad avere indicazioni, a trovare chi organizza  escursioni e soggiorni. Ma noi siamo turisti fai da te e scopriamo tutto da autodidatti... La città-porta a nord è Mende, a ovest è Millau, a est è Alès, a sud è St.Jean du Gard, dove eravamo arrivati noi.

Nel centro del territorio c'è Florac, la sede principale del Parco, con gli uffici e i riferimenti più importanti. Florac quindi era per forza la prossima meta, in modo da chiarirci meglio le idee e valutare la fattibilità del piano di viaggio che avevo preparato a tavolino.

Da St.Jean a Florac abbiamo percorso la via detta "Corniche des Cevennes", panoramica, in quota, con viste incredibili di vallate e  monti boscosi.
Una serie infinita di tonalità di verde, che poi mi avrebbero accompagnato per tutti i giorni seguenti... il verde resterà il colore-ricordo di questo viaggio.


 

E' una strada importante storicamente, dalla notte dei tempi fu percorsa dalle greggi durante la transumanza, era il collegamento tra la costa del Mediterraneo e il centro della Francia, fu la via di penetrazione degli eserciti durante le guerre, soprattutto quelle di religione che ai tempi della monarchia assoluta devastarono queste terre i cui abitanti si erano convertiti per la maggior parte al protestantesimo: essi opposero strenua resistenza in quella che fu detta "la guerra dei Camisard". Situazioni, persecuzioni e stragi da entrambe le parti, per niente diversi da ciò che anche oggi è tristemente attuale.
Per la sua importanza era stata chiamata "route royale".

 

Nell'ultimo secolo venne un po' trascurata a vantaggio di un'altra strada più breve e veloce, ma da poco è ritornata in evidenza ed è stata curata  e ben mantenuta per la sua bellezza e la sua storia: credo ne sia valsa proprio la pena di fare qualche tornante in più... Anche mio marito, sempre sospettoso per i percorsi impossibili che io riesco a trovare, stavolta non ha avuto nulla da ridire!

A Florac arriviamo che è quasi buio e non riusciamo a trovare l'area di sosta indicata da internet. Però vediamo un grande parcheggio sulla riva del fiume alla periferia della cittadina, c'è già un altro camper in sosta, divieti non ce ne sono... ci fermiamo lì.

Il centro dista circa un chilometro, è una passeggiata dopo le ore di guida... ma ormai è buio, è tutto chiuso, in giro non c'è quasi nessuno, non è una cittadina da vita notturna... ancora una volta i nostri orari dei pasti non coincidono con quelli francesi e rischiamo di saltare la cena... bisognerà che facciamo più attenzione ad organizzare i tempi! Alla fine per fortuna un bar fa anche servizio di cucina casalinga e ci offre un hamburger-maison, fatto in casa, ci dice il cuoco quasi a scusarsi, ma è delizioso, niente a che fare con McDonald!

 

nel centro di Florac

il suo castello


Al mattino dopo, per recarci al Centro Documentazione del Parco che si trova in alto, dentro il castello, dobbiamo attraversare il centro storico: di giorno è grazioso e molto animato, vi passano i "randonneurs", quelli che con le gambe buone fanno escursioni di vari giorni e si godono camminando quei bellissimi monti. Non è il nostro caso! Al Centro, dopo aver fatto rifornimento di guide e informazioni varie, chiediamo all'impiegato se esistono escursioni brevi adatte al caso nostro, di camperisti anzianotti e malandati. Lui ci guarda sconsolato, però riesce a trovarne due e ci dà gli opuscoli con i percorsi. Bene! Almeno in uno vorremmo cimentarci!

Florac è piena di ristoranti con piatti tipici, la scelta è dura, andiamo a pranzo alla Salamandre, dove scopro la tipica "coupe cevenole": dessert con marmellata di castagne, gelato alla vaniglia, pezzetti di meringa e panna montata...
Al pomeriggio relax: dove abbiamo il camper, in riva al fiume, c'è una vera spiaggia di sassi ed è pieno di gente che prende il sole e fa il bagno. Qua e là i sassi e i rami secchi sono sistemati in strane costruzioni e sculture che abbelliscono il luogo già godibile di suo, è la Land Art, come spiega un cartello. Mi unisco agli altri e faccio un bellissimo bagno nel fiume Tarnon.

 

 

Il giorno dopo... ESCURSIONE A PIEDI! Fra le due proposte faremo il SENTIER DU PREDAL, percorso in tondo di circa tre chilometri, facile, dice il foglietto, speriamo... Però parte da un punto in alto, dove dobbiamo recarci col camper... così scopriamo la Causse Mejan. Causses vengono chiamati dei territori all'interno del parco che hanno una conformazione particolare: sono di rocce carsiche, quindi per larghi tratti aridi e quasi stepposi, in altri invece dove l'acqua è raggiungibile sono più verdi e coltivabili, ci sono fattorie qua e là. E' il regno dei pascoli... e dei venti! Arriviamo al punto di inizio che è quasi mezzogiorno, prendiamo provviste di biscotti, acqua e succo di frutta e partiamo col sole caldo e il vento deciso, così nonostante il cappello alla fine ci ritroviamo arrostiti. Durante il percorso ci fermiano a scattare tante foto, ad ammirare i panorami dei monti che si rincorrono sullo sfondo e le farfalle di tante specie diverse che si fanno beffa dei nostri tentativi di fotografarle, saliamo sul vecchio mulino diroccato... Una passeggiata che non si dimenticherà facilmente!

 

la causse vista dall'alto del mulino


Mio marito il giorno prima mi aveva chiesto:-Cos'è la causse?- Ora, alla fine del giro  gli ho detto: -Hai capito adesso cos'è la causse?- Credo che sia stato ben chiarito...
Florac mi piace, vorrei restare ancora, ma i giorni volano e dopo esserci riposati partiamo verso est, uscendo dal paese scopriamo dov'era l'area di sosta, ma al fiume siamo stati meglio, anche col bagno!
La strada corre nella vallata del fiume Tarn, 20 km tra rocce e strapiombi, la prossima meta sarà la cittadina Le Pont de Montvert. Per me è importante... e svelerò anche la faccenda della illustrazione del post n.1464 .

lungo il Tarn, verso Pont de Montvert

 
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