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CEVENNES 5

Post n°1470 pubblicato il 25 Settembre 2017 da atapo
 

CON  GLI  OCCHI  NEGLI  OCCHI

Sulla Causse Mejan, a circa 1000 metri, il sole si vede ancora, ma si abbassa rapidamente, si allungano le ombre di alberi e cespugli...

"E' il momento della giornata in cui è più facile vedere gli animali" penso ed ecco che il mio pensiero si concretizza all'improvviso perchè...

... su una prateria accanto alla strada che stiamo percorrendo, a una ventina di metri dal camper, UN GIOVANE CERVO!

E' immobile, guarda verso il camper che arriva, mi guarda con grandi occhi neri, sta lì, non scappa!

-Rallenta, un cervo!- dico a mio marito e intanto armeggio con la macchina fotografica per regolare lo zoom che tengo di solito a campo lungo per i paesaggi... senza guardarlo, perchè sono incantata ad ammirare quel bellissimo animale che continua a fissarmi!

Dei secondi che sembrano eterni, il camper rallenta... Ma ecco che dietro al cervo alza il muso e il collo un altro giovane cervo che mangiava quasi completamente nascosto dall'erba alta: questo si spaventa alla nostra vista, si gira e si allontana a grandi balzi. E probabilmente ha detto al primo:-Ma che fai? Scappa!- Perchè adesso anche il MIO cervo si gira e fugge dietro al compagno, l'incantesimo è finito! Riesco solo a fotografare la prateria, i due sono già spariti nel bosco in fondo...

L'emozione che mi resta è enorme, la più bella di tutto il viaggio!

Dopo la causse si ritorna a Florac, si potrebbe dire che "tutte le strade portano a Florac", almeno quelle principali, è veramente il centro del parco. Lì passiamo la notte successiva.

Ci restano ancora alcune ore e le dedichiamo a cercare le orme dei dinosauri seguendo il dépliant che ci avevano dato appena arrivati, la seconda escursione adatta a noi.

Si trovano a Saint-Laurent de Trèves, nome lunghissimo per un paesino piccolissimo, senza nemmeno un ristorante o un bar (ennesimo pasto "arrangiato"). Appena fuori dal paese c'è una capanna di un vasaio originale che nell'atelier lascia un salvadanaio con un biglietto: "Prendete ciò che volete e lasciate il denaro nel salvadanaio". Però, che fiducia! Acquistiamo qualcosa, sono di certo pezzi unici...

"servez-vous"

 

Sopra al paese in una zona aperta da cui si vedono le Cevennes a 360° ci sono lastre di rocce che mantengono diverse serie di impronte, impresse in quello che una volta era fango ed ora è una roccia di 190 milioni di anni. Si trattava di dinosauri bipedi e carnivori, lunghi tra i due e i 3,5 metri, "nonni" dei tirannosauri: mica male! Non è che le orme si vedano bene, ma con i pannelli di spiegazione si individuano abbastanza e confesso che un certo brivido l'ho provato...

 

E ora si rientra! Il navigatore ci riavvia lungo la Corniche percorsa all'andata, io avevo previsto un percorso nuovo, ma mi ero un po' distratta, forse choccata da cervi e dinosauri e quando me ne accorgo ormai è tardi per tornare indietro.

Però forse è un segno del destino... vuol dire che ripassiamo da St Jean di Gard, ceniamo di nuovo al Logis, ripassiamo da Anduze e... finalmente possiamo comperare qualche vaso di terracotta per il nostro giardino, del tipo caratteristico visto all'andata che ci era piaciuto!

Alla catena di ipermercati Casino hanno appena aperto la Foire aux vins, questo era l'ultimo appuntamento (scoperto su internet) che avevamo nel nostro viaggio in Francia: al Géant casino di Nimes mio marito può finalmente, dopo tanti anni, fare scorta dei vini francesi con sconti e offerte speciali incredibili. Io mi butto sui biscotti, patè e crepes, pensando a noi e ai nipotini...

E con il camper stracarico, come alla fine di tutti i nostri viaggi, rientriamo lentamente in Italia...

 

 
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