Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

DICEMBRE

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa di Calcutta

 

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Messaggi di Giugno 2017

FINE DELLA SCUOLA

Post n°1447 pubblicato il 29 Giugno 2017 da atapo
 

PAGELLE, DIPLOMI… SENZA FESTA.

 


 

I miei due nipotini più grandi, già alla scuola primaria, hanno ricevuto le pagelle di fine anno scolastico: promossi, naturalmente, entrambi con voti molto alti. Lascio per un attimo perdere la questione “voti sì, voti no” e mi rallegro per questi loro risultati “burocratici”, ma sono più compiaciuta per i giudizi positivi scritti dalle maestre sui loro progressi di crescita “umana”.

Il nipotino che quest'anno conclude la scuola materna ha ricevuto, come si usa ora, il suo bel diploma e cappello col tocco, immortalati dalle foto di mamma e nonna che però qui non metterò (grazie Libero).

Tre anni dopo e nella stessa scuola del fratello maggiore, ma quanto diversa è stata la “cerimonia”!

Tre anni fa la raccontai anche qui: nel salone con tutti i compagni della scuola, anche quelli più piccoli, tutte le classi insieme, tutti i genitori e parenti vari, un solenne Inno di Mameli in apertura, tanti canti di tutti i bimbi insieme e dopo che ogni DIPLOMATO aveva avuto il suo attimo di celebrità in piedi sul tavolo fra gli applausi scroscianti… tutti al buffet della merenda per concludere insieme il pomeriggio in allegria.

Invece quest'anno solo i bimbi di cinque anni e due classi soltanto per volta erano nel salone, solo due adulti per bambino erano autorizzati a presenziare (nonna e mamma nel nostro caso, perché il babbo al lavoro avrebbe dovuto prendere permesso per appena un quarto d'ora…). Una canzoncina cantata dalla ventina di cinquenni emozionati allineati in semicerchio, la chiamata di ognuno al centro, la consegna di diploma e cappello, un applauso dei presenti, un saluto alle maestre e subito via, fuori, perché altre due classi dovevano fare la stessa cerimonia.

Come mai questa differenza e questo attuale squallore?

La causa sta nella dirigente dell'istituto comprensivo che c'è stata negli ultimi due anni, una persona fuori di testa che è riuscita a distruggere tutte le iniziative positive delle sue scuole e a rovinare il clima di accoglienza, partecipazione e impegno fra i docenti. E' dove ho lavorato anch'io e fra ciò che mi racconta mia figlia e ciò che ho saputo dagli ex-colleghi ho ben presente lo sfascio di un istituto comprensivo che in una zona difficile della città era da anni molto attivo nell'integrazione di ogni tipo di alunno. Questa preside ha proibito TUTTO quello che poteva proibire, ha annullato tutte le iniziative, ha gestito in maniera esclusivamente e ottusamente burocratica e personalistica ogni problematica sia delle famiglie che degli insegnanti. Tirando in ballo la responsabilità e la sicurezza da due anni non si sono più fatte feste per la fine della scuola (né per altre occasioni): quei bei pomeriggi organizzati tra genitori e insegnanti, che erano momenti di apertura al quartiere, di saluto e anche di incontro e ritrovo con gli ex alunni, a cui partecipavo anch'io, che ho raccontato qui. Anche per le gite ostacoli su ostacoli, molti insegnanti ci hanno rinunciato. Il nipotino che ora ha finito la terza primaria ha avuto un ultimo giorno di scuola come tutti gli altri, dice che sono stati solo di più in giardino a giocare con l'acqua.

Se avessi voluto continuare il mio corso extracurriculare di teatro in francese, non oso pensare a come mi avrebbe trattata, forse non l'avrebbe nemmeno più consentito…

E' riuscita così bene nel suo intento demolitore che ora ha tutti contro e ultimamente ha avuto due ispezioni ministeriali, pare che per l'anno prossimo verrà mandata via (a far danni da un'altra parte?) . Pare… ancora ufficialmente non si sa nulla…

E chi verrà si troverà una situazione disastrosa, avrà molto da fare… ci vorranno anni per ricostruire quel clima positivo e quell'entusiasmo che è andato perduto così in fretta.

 
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TUTTI SCRIVONO

Post n°1446 pubblicato il 25 Giugno 2017 da atapo
 

TUTTI  PUBBLICANO



Hermann Fenner Behmer, "What to write"


Chi mi legge da tempo sa che su facebook faccio parte di un gruppo che"gioca" con le parole e la scrittura: ogni settimana siamo invitati a scrivere un raccontino in 400 caratteri spazi compresi, che contenga due parole assegnate a caso dal coordinatore. Non si vince nulla, ci si diverte a leggere e commentare reciprocamente i nostri "capolavori".

E' naturale che in un gruppo simile ci siano anche SCRITTORI, più o meno "veri", oltre ad appassionati e dilettanti come me.Ogni tanto qualcuno di loro fa conoscere on line il suo ultimo libro pubblicato, a volte l'ho anche comperato e letto con interesse, qualcuno fa presentazioni in giro per l'Italia e quando una signora di queste capitò a presentare a Firenze la sua opera andai incuriosita ed ebbi modo così di conoscere una donna umanamente molto ricca ed interessante.

Poi ho un'amica che è un "pezzo grosso" in campo artistico, anche lei scrive e pubblica libri legati al suo ruolo lavorativo ed è naturale...

Qualche tempo fa raccontai qui di quell'altra amica che aveva pubblicato la sua autobiografia legata soprattutto alle sue imprese sportive e poco dopo pubblicò un libro con i suoi racconti...

Di un professore di francese che recitava con me sono usciti due romanzi.

Di un amico ho scoperto la pubblicazione di libri di poesie e ricerche storiche.

E ultimamente...

Ho ritrovato tramite facebook una compagna delle scuole medie, che ora vive in Australia. Ci siamo date l'amicizia e poco dopo lei ha pubblicato la sua autobiografia: ne ho lette diverse pagine on line,quelle che mettono per presentazione e, come avevo intuito, questa persona ha avuto una vita molto avventurosa e sopra le righe...impensabile, se ricordo come era ai tempi della scuola media!

L'ultima sorpresa l'ho avuta da una mia ex-collega insegnante: nonostante ci manteniamo in contatto e condividiamo un certo tipo di scuola accogliente e integrante, niente mi avrebbe fatto pensare che potesse pubblicare una storia di donne immigrate... Invece ecco il suo libretto fresco di stampa, da una casa editrice del sud Italia. E mi pare che con la stessa casa editrice abbia inserito dei suoi racconti per bambini in una antologia...

Per non parlare di mia zia e mia cugina, che mi hanno omaggiato dei libri con le loro poesie.

In genere tutti questi autori pubblicano con case editrici quasi sconosciute, oppure in quei sistemi di pubblicazione a loro spese...

Però, quanta gente si dà da fare per scrivere, inventare, far stampare e far conoscere le proprie storie, fantasie, esperienze!

E allora confesso che anche a me piacerebbe.

Ci provai, moltissimi anni fa appena arrivata a Firenze. Avevo scritto cose per bambini che avevo collaudato con successo tra i miei alunni e diffuso in fotocopie tra colleghi che le usavano nelle loro classi. Contattai una casa editrice fiorentina, mi dissero che prendevano in considerazione le mie proposte solo se mi fossi presentata con le tavole preparate da un illustratore... Cosa per me impensabile. Che fosse stato un modo gentile per togliermi dai piedi?

Però qualche anno dopo vidi pubblicate proposte molto simili alle mie...Qualcuno poi mi disse che bisogna essere presentati, avere conoscenze... e io lasciai perdere, delusa e scandalizzata..

Ora tutti pubblicano... a proprie spese magari, con diffusione solo tra amici e parenti o poco più, ma vuoi mettere la soddisfazione di passare ad altri storie e messaggi?

E io cosa scriverei? La mia autobiografia? Quella lavorativa potrebbe essere interessante, ne avevo l'intenzione appena andata in pensione, la scuola come ci ho lavorato io non esiste più, qualcuno la rimpiange, qualcuno la riscopre ora dopo lo sfascio che si è via via aggravato negli ultimi anni...

Ho qualche racconto nel cassetto, qualcuno era finito anche su queste pagine di blog anni fa ed era piaciuto ai lettori...

E da un po' di tempo ho una storia in mente, che ambiziosamente potrebbe diventare un romanzo... Una storia che inizia nel 1968 e arriva ad ora, una storia dove alcuni elementi ed episodi della mia vita danno il via ad altro di inventato. Ultimamente, quando dopo l'incontro con l'amica di Bologna sono riemersi dai ricordi e da internet fatti e persone di quel periodo, questa storia che si stava formando nella mia testa è come se si affacciasse con più forza, resta lì a dirmi:-Allora? Che ne fai di me?-

Poi mi dico che no, è tutto solo nelle mie fantasie, che gli altri scrivono senz'altro cose più interessanti delle mie, che non vale la pena perdermi anche dietro a questo, che a nessun editore interesserà e che è inutile buttare via denaro per autoincensarmi con una pubblicazione personale.

Ma la storia continua a restare lì, fissa. Per questo tempo fa mi colpì la citazione che diceva:

"Sono convinto che ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient'altro.

Un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto, non ha fatto altro che passare sulla terra senza lasciare traccia."

(da Trilogiadella città di K. di AgotaKristof)

L'ho sentita rivolta a me.



 

 
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ESAMI

Post n°1445 pubblicato il 21 Giugno 2017 da atapo
 
Tag: memoria

OGGI e ... L'ALTRO IERI




Volevo scrivere di un altro argomento, ma oggi questo si impone e ciò che avevo in mente lo rimanderò ad altro momento.
Oggi iniziano gli esami di maturità, da vari anni non mi sentivo coinvolta, leggevo i titoli dei temi per curiosità e passavo ad altro, Ricordo una bellissima poesia di Quasimodo da commentare l'anno in cui sostenne l'esame mia nipote, alla quale avevo suggerito qualcosa per la sua tesina sugli Impressionisti...
Ecco, quest'anno è un po' così, perchè oggi comincia la prova quella mia ex-alunna originaria dello SriLanka che dall'autunno scorso viene a fare conversazione di francese con me. Conversazione in lingua sugli argomenti più disparati, ho già raccontato qui dell'idea di prendere in prestito dall'Istituto Francese i film in versione originale con sottotitoli in francese: ne abbiamo visti un certo numero, poi ad ogni film lei mi faceva il riassunto, mi presentava i personaggi, le tematiche dei film servivano ad ampliare i discorsi, a discutere opinioni, a cercare altre informazioni su internet.
E' una ragazza curiosa, interessata, spero di averle aumentato l'interesse ad approfondire, a ricercare, a collegare... cosa che nelle ore scolastiche mi pare facessero poco. Qualche giorno fa mi ha mandato i voti di ammissione all'esame: ha la media dell'8,25 e mi pare buona, ieri sera le ho inviato per SMS gli auguri scaramantici a cui lei ha risposto stamattina prestissimo, immagino prima di uscire per la grande prova. Se tutto va liscio l'anno prossimo frequenterà l'università in Inghilterra: viene da una famiglia modesta, ma che considera la cultura della massima importanza e per questo fa ogni sacrificio.

Come mi accade in queste situazioni ripenso al mio esame di maturità... nel 1969.
Era stato appena riformato e semplificato, noi avremmo fatto da cavie. Due prove scritte: italiano e una seconda che per noi fu matematica (All'istituto magistrale?! Mah!). Quattro materie decise dal ministero per l'orale: italiano, storia, filosofia, scienze; una l'avremmo scelta noi e l'altra veniva indicata per ognuno il giorno dell'orale dalla commissione che era tutta complosta di prof esterni, tranne uno della classe. Io naturalmente avevo deciso di portare italiano che era il mio forte, era quasi sicura che non mi avrebbero dato storia, troppo simile, pregavo ardentemente per scienze, dato che filosofia la odiavo e ci avevo sempre capito poco (grazie alla "sublime" insegnante). Mi andò bene, ebbi scienze. Lo scritto di italiano mi sembrò interessante, non ricordo il titolo esatto, scelsi un tema sulla condizione e le aspettative dei giovani, quanto mai di attualità in quell'anno successivo al '68, periodo turbolento in cui i giovani erano di attualità.
Ho ritrovato tempo fa fra documenti del passato un articolo di giornale che presentava il lavoro della mia commissione d'esame: perchè fui cavia due volte, il presidente volle fare all'orale gli esami di gruppo, entravamo tutti insieme i candidati del giorno e la conversazione era unica, si era chiamati a intervenire qua e là, non solo ad esporre del nostro. Un esame che durava tutta la mattina, un po' sfiancante, ma forse meno ansiogeno del trovarsi soli a tu per tu con la commissione.
Beh, io avevo dimenticato questo particolare organizzativo, quel ritaglio di giornale mi ha rinnovato la memoria, ma se dovessi raccontare come andò, cosa mi fu chiesto... buio totale! Ho rimosso quasi tutto.
Forse perchè quell'esame capitò in un momento molto difficile della mia vita: mio padre era ricoverato in ospedale, si andava aggravando e le speranze di guarigione si affievolivano. 

La mia mamma era quasi sempre da lui, io a casa col mio fratellino di 11 anni in quell'estate terribile (gli esami cominciavano allora il primo luglio e la prova orale per me fu dopo il 20, credo 21 o 23). Avevo studiato molto, ma c'erano gli impegni di casa, da andare a trovare papà per dare il cambio alla mamma (ricordo che studiavo anche in bus perchè l'ospedale era dall'altra parte della città), ogni giorno aumentava la preoccupazione per il futuro che si presentava molto tetro. Io che avrei voluto continuare a studiare avevo il forte timore di non potermelo permettere... E il giorno dopo l'esame orale il mio impegno al capezzale di papà aumentò, ora che non dovevo più prepararmi.
Ecco a cosa è fortemente legato il ricordo, vago, della mia maturità ... scolastica.
Perchè io mi sono sempre detta che il mio VERO esame di maturità cominciò un mese dopo, quando mio padre morì.

 
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PROVA

Post n°1444 pubblicato il 20 Giugno 2017 da atapo
Foto di atapo

E' un post di prova, per vedere cosa sta combinando oggi Libero: 

ogni giorno una novitą
e sempre peggio...


 
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PRIMA GITA

Post n°1443 pubblicato il 16 Giugno 2017 da atapo
 

RITORNO  AL  CASTELLO

 

Parma. il castello di Torrechiara

Dicevo di aver voglia di vacanza…
Ho cominciato con l'organizzare qualcosa, anche se piccolo, un giorno solo di “fuga”
Un'amica di Bologna voleva acquistare alcuni piatti dell'eredità dei miei suoceri… ci dicevamo che prima o poi ci saremmo incontrate, intanto glieli avevo messi da parte.
Lo stesso per la mia amica che lavora al castello vicino Parma. Ora quest'ultima si è rotta una gamba: faccenda spiacevole, ma questo mese in cui non lavora ed è a riposo ha giocato a favore di un incontro a tre, con allegata consegna di stoviglie vintage.
Così ieri mattina sono partita di buon'ora con le stoviglie ben imballate nel carrello della spesa e ho preso il treno per Bologna: per fortuna non erano troppo pesanti, ma fragili sì e trattavo questo prezioso bagaglio con i guanti. Del resto mi bastava che arrivassero indenni a Bologna, dopo le abbiamo messe nel bagagliaio dell'auto dell'amica bolognese e siamo partite per le colline di Parma. Altre due ore di viaggio, senza navigatore, ma avevo stampato la carta di Google con le indicazioni stradali e mi sono ritrovata a fare io da navigatore, come quando andavamo in camper con mio marito: la sorte ci ha assistito e non abbiamo sbagliato strada nemmeno una volta.

Dopo un caldo soffocante a Bologna e lungo la strada, speravo che almeno sulla collina del castello ci sarebbe stata tregua e una temperatura più sopportabile. Macche! Caldo atroce anche lassù! Facendo corrente con varie finestre aperte, nonostante i muri spessi, si migliorava di poco. Impensabile anche soffermarsi nel bel camminamento sulle mura dove la nostra amica castellana coltiva nei vasi i fiori e le piante aromatiche: tanto profumo, ma anche un sole implacabile.
Comunque l'incontro di tre amiche che da tanto non si rivedono fa dimenticare ogni disagio e così abbiamo passato qualche ora piacevole a raccontarci di tutto e di più… di vita… di lavoro… di mariti, figli e nipoti…
Ne sentivo la necessità di un tempo così, ora che non si organizzano più le giornate tra “le dame della Montagnola”: sono i cambiamenti e le trasformazioni delle vite di tutti, allora è una gioia se si riesce a rinnovare in modi diversi le occasioni di stare insieme.
Io e l'amica castellana ci conosciamo ormai bene, con l'amica bolognese finora avevo avuto meno occasioni di rapporti e confidenze: ieri, in quattro ore di viaggio insieme fra andata e ritorno, direi che abbiamo recuperato. Anche lei è stata insegnante, ora è in pensione da due anni, anche lei ha lavorato in scuole e situazioni di frontiera, come è stato per me.

Non sapevo esattamente quanti anni avesse, ho scoperto che ha solo due anni meno di me, aveva frequentato a Bologna il mio stesso Istituto Magistrale e, senza conoscerci, per due anni vi abbiamo “coabitato”, io fra le più grandi, lei nelle classi inferiori. Era attorno al 1968, l'inizio del periodo “caldo” della contestazione a cui per diversi mesi partecipai anch'io, abbiamo ricordato nomi dei compagni più attivi e qualcuno lo conoscevamo entrambe: ieri sera tornata a casa sono andata a ricercarne tracce in internet… ho ritrovato vecchie foto che mi ricordavano la mia adolescenza contestatrice, ho identificato anche qualcuno che conoscevo, che era in classe con me… Chissà come sono ora, cosa gli ha riservato la vita?
Avevo una leggerissima nostalgia, quella che viene quando ci si immerge nei ricordi della propria gioventù e si sente che appartiene ad un periodo lontanissimo...


 
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ALLUVIONE IN SCENA

Post n°1442 pubblicato il 14 Giugno 2017 da atapo
 
Tag: teatro

CALDA  REPLICA

Lo spettacolo sull'alluvione a Firenze in cui ho recitato nel novembre 2016 è stato messo nel cartellone estivo del nostro quartiere.

Si tratta di una serie di rappresentazioni (teatro, musica, danza) che da alcuni anni il quartiere offre gratuitamente ai cittadini una sera alla settimana, all'aperto, nel giardino di una villa.
C'è di che esserne fieri!
Però non era possibile replicare il nostro spettacolo esattamente come l'originale, c'è una bella differenza tra l'essere su un palcoscenico, con le quinte e gli spazi per gli oggetti di scena, e l'essere in un piccolo spiazzo alla base di una piccola scalinata. Allora la nostra regista ha trasformato le parti narrative in letture sceniche, mantenendo uguali le parti dell'inizio e della fine, in cui c'erano scene corali. Nell'ultimo mese ci siamo allenati per questa nuova versione, all'uso del leggìo, dei microfoni, dei nuovi spostamenti necessari. Anche se non c'era più il problema della memoria del testo, bastava leggere ciò che comunque tutti ricordavamo ancora abbastanza bene, era necessario allenare la memoria dei nuovi gesti e delle nuove posizioni.

 


E ieri sera siamo andati in scena. Ieri, giorno torrido come tutti questi ultimi precedenti, alle 19, quando ci siamo ritrovati alla villa per la prova tecnica prima dello spettacolo, il sole era ancora alto, caldissimo e di fronte ai nostri occhi, per cui noi ci scioglievamo quasi accecati...
A tratti arrivava il vento che, se mitigava un po' l'arsura, faceva però volare via i fogli dai leggii: abbiamo dovuto correre alla ricerca di mollette da bucato e imparare a staccare, voltare e riattaccare i fogli senza perderne nessuno, con abilità e indifferenza.
Alle 21.15 tutto è cominciato con i saluti delle autorità, finalmente il sole era tramontato, avevamo risolto il problema del vento... e tutto è filato liscio, con divertimento nostro e pare anche del pubblico, visti gli applausi alla fine e i complimenti dopo. Bene, così siamo abbastanza tranquilli che il quartiere sovvenzionerà il gruppo di teatro anche per l'anno prossimo... l'abbiamo fatto anche per questo, naturalmente!
Io ero solo preoccupata... dei fili! Sì, i fili dei microfoni e delle varie apparecchiature sonore che correvano sul pavimento, non come sul palcoscenico del teatro che è tutto sgombro: lì avevo paura di inciampare e di combinare qualche disastro! Per fortuna ho evitato questa figuraccia...
E ora vacanza dal teatro. Durante l'estate la regista di questo gruppo dovrebbe farci avere il nuovo copione, la regista degli "Spostati" ci ha già detto che vuole riprendere uno spettacolo degli anni passati, dove però io avrò una parte diversa... ma ci sarà tempo per pensarci.
Ora ho voglia di fare altro... più vacanziero!

Le foto che vedete sono state scattate da un amico fotografo, P.B., le ho copiate-incollate da Facebook, fra un po' spariranno...

 
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ERBA

Post n°1441 pubblicato il 12 Giugno 2017 da atapo
 

PRIMO TAGLIO

L'erba è già da tagliare. Non è che sia cresciuta proprio perfetta, da qualche parte è folta, in altri punti molto rada, comunque come primo esperimento bisogna accontentarsi.

Insieme all'erba sono cresciute le piante infestanti, andavano tolte via via, ma, si sa, LUI ha sempre altro di più importante... Comunque spero che il tagliaerba faccia il suo dovere spietato anche con quelle e, almeno per adesso, le tenga sotto controllo...

La lavanda ha dei fiori bellissimi e attira tutto un via vai di api e insetti, verrebbe voglia di mettere un'arnia per fare il miele di lavanda... Sogni!

Anche la yucca ereditata da mio figlio è rigogliosa, gli alberini nuovi sembrano tranquilli, con qualche fogliolina appena spuntata, così come i cespugli di spirea e di nandina. Invece i cespugli di corbezzolo e le piccole cicas mi pare stentino un po' ad ambientarsi, continuano ad avere delle foglie gialle.

Libero ha chiuso la possibilità di mettere foto negli album, qui provo a metterne una del giardino attuale, facendo un giro tortuoso per farla arrivare...

 


E se si confronta col giardino del marzo 2016... la differenza si vede!


 
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BUON APPETITO

Post n°1440 pubblicato il 07 Giugno 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

RISTORANTE

Al Merlo Ingordo



 

Quando l'anno scorso la vicina di casa decise di trasformare il suo giardino-giungla in un giardino serio ed eliminò un mucchio di piante e di fiori, ci regalò tre piantine di lamponi, un po' malandate, ma lei diceva che erano ancora vive. Non so perché proprio quelle, con tante che buttava via e che magari avrebbero un po' riempito il nostro giardino-deserto, comunque “a caval donato non si guarda in bocca” e le trasferimmo da noi al di qua della rete, a pochi metri di distanza da dove si trovavano prima. Ai primi tepori sono nate nuove foglie ed ora i frutti stanno maturando.

A me i lamponi piacciono moltissimo… sognavo di mangiarli così, appena raccolti, oppure affogati nello yogurt bianco o nel gelato di vaniglia. Maturano pian piano, non se ne possono raccogliere molti tutti insieme.

Però c'è qualche difficoltà: le piante sono distanti dal sentiero lastricato, bisognerebbe camminare sull'erba per avvicinarle, ma l'erba è ancora in crescita, è bassa, il giardiniere si è raccomandato di non camminarci sopra finché non è più alta, per non sciuparla. Così ammiro da lontano quelle invitanti palline rosse.

Invece c'è QUALCUNO che non ha bisogno di calpestare l'erba per arrivare ai lamponi! Ho scoperto che i merli sono ghiotti dei lamponi, abbiamo diversi merli che sostano nel giardino e che ormai non temono neppure più la nostra presenza, quasi ci zampettano in mezzo ai piedi.

E sfacciatamente mi guardano quando sui rami dei lamponi… zac! Staccano e mangiano quelli più grossi e più maturi! Ormai non riescono nemmeno più a maturare completamente!

Io osservo la crescita dell'erba e ricordo a mio marito che le innaffiature debbono essere frequenti e abbondanti (parole del giardiniere!): arriverò a poter raccogliere un po' di frutti prima della fine della stagione?

O per quest'anno saranno solo da dessert per gli alati autoinvitati?

 
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NUOVI AMICI

Post n°1439 pubblicato il 03 Giugno 2017 da atapo
 

SORPRESA

 

Pontassieve

Questo PONTE lungo e soleggiato da passare senza auto e con autobus dagli orari rigorosamente festivi, quindi molto diradati, non mi metteva certo di buonumore.

Poi ieri all'ora di pranzo mi ha telefonato un amico del teatro, dicendomi che il musicista-pittore della compagnia, un artista abbastanza originale che ci accompagna col pianoforte negli spettacoli e che dipinge i fondali delle scene, gli aveva riferito di aver terminato alcuni affreschi-murales che gli erano stati commissionati in uno spazio pubblico da un Comune verso la montagna fiorentina risalendo il corso dell'Arno e della Sieve. Se volevamo andarli a vedere...

E l'amico attore aveva pensato di approfittare della bella giornata per fare una piccola gita con sua moglie, salire in quel paese a vedere le pitture e a prendere un po' di fresco. Invitava anche me e mio marito, se volevamo unirci a loro, visto che non abbiamo la possibilità di usare l'auto...

Questo amico ha qualche anno più di me, come sua moglie, e sono due persone dal cuore d'oro. Non hanno avuto una vita facile, io conosco soprattutto lui perchè lavoriamo insieme fin dal corso al teatro Le Spiagge. Dato che abita dalle mie parti spesso mi dà un passaggio per andare e tornare dalle prove, così chiacchierando in auto ci siamo conosciuti meglio. Sua moglie invece è più facile che la incontri a fare la spesa al supermercato, ma prima di ieri non eravamo ancora molto in confidenza.

Ieri sono stata sorpresa e contenta che abbiano pensato a noi e ancora prima di parlarne con mio marito avevo già deciso di accettare. Così quando mio marito come al solito ha fatto il prezioso all'inizio sbuffando e facendo i soliti discorsi, gli ho detto:- Poche storie! Che tu venga o no, io ci vado! Non dovrò mica restare bloccata in casa a soffrire il caldo perchè tu non hai la patente!-

Così è venuto anche lui.

E' stato proprio un pomeriggio piacevole. Gli affreschi non li abbiamo visti, solo intravisti da un cancello semichiuso con una catena, perchè a quanto pare quello spazio è fruibile solo in certi orari che però non stavano scritti da nessuna parte e il nostro pittore al telefono non era raggiungibile.

In compenso nel paese c'era una festa che riguardava il vino, famoso prodotto locale, con bancarelle, sfilate, musica. Già il centro storico è carino per conto suo, ieri così addobbato e in festa era ancora più bello. E c'era un venticello proprio gradevole ad accompagnarci nella passeggiata.

Questa coppia è davvero simpatica e anche mio marito si è trovato a suo agio: lui e l'altro sono entrambi aggeggioni, amanti del bricolage e ne avevano da raccontarsi! La signora è molto diversa da me, però di argomenti in comune ce ne sono ugualmente, tra figli, nipoti, famiglie, cucina e... acciacchi!

Insomma, ieri sera quando siamo tornati a casa mi sentivo allegra e leggera e mentalmente inviavo un ultimo GRAZIE tutto mio personale a queste persone, dopo quelli doverosi quando ci hanno scaricati davanti a casa nostra al ritorno.

E dato che mio marito mi ha detto -Sarebbe ora che cominciassimo a invitare qualcuno a cena nella casa nuova!- (Con che coraggio non lo so, vista la confusione, gli scatoloni ancora in giro e i mille impegni che LUI dice di avere sempre per defilarsi da certi aiuti domestici...)... insomma, nella lista delle persone da invitare a cena inserisco senz'altro anche questa coppia di nuovi amici!

 

 
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