Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

NOVEMBRE


 
 E viene il tempo degli alberi
che lasciano cadere foglie d’oro.
E viene il tempo
dei giorni che si accorciano.
Le notti sono lunghe
e ogni sera ha un nome.
sempre nuovo di fiabe.
Nel vano della finestra
una stellina si ferma ad ascoltare
.

E. Borches
 

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Messaggi del 05/11/2017

L' UOMO MISTERIOSO

Post n°1477 pubblicato il 05 Novembre 2017 da atapo
 

CHI  E'  QUELL' UOMO ?

 


 

Il campeggio di Saint-Aygulf non era certo affollato nell'ultima settimana di settembre e quando arrivammo col camper fu facile trovare un posto tranquillo sotto agli alberi a una buona distanza da altri camper o tende. Più vicino (si fa per dire) a noi c'era una piccola tenda canadese, che era ben chiusa al nostro arrivo. Fuori nessun oggetto o tavolino.
-Ci starà una giovane coppia, ci dicevamo, è la classica tendina di chi è giovane, innamorato e con pochi soldi! Anche noi, tantissimi anni fa… Forse li disturbiamo, si erano sistemati qui lontani da tutti per poter stare in pace… Ma no, siamo abbastanza distanti…-

Dalla nostra piccola finestra sopra ai fornelli si vedeva il fianco della tendina là fuori e la mattina dopo, proprio mentre stavo armeggiando alla cucinetta, ecco il rumore della chiusura lampo, il lembo della tenda sollevarsi…
Ero curiosissima di vederne uscire gli occupanti…
Uscì una sola persona, uno così spilungone che subito mi chiesi “ma come fa a starci tutto in una tendina così piccola?”, sulla cinquantina, cranio rasato e lineamenti decisi, ma non brutti, quasi da duro, pantaloncini corti e scarpe da trekking, zainetto in spalla. Richiuse con cura la tenda e se ne andò di buon passo.
Un po' sorpresa perché mi aspettavo gli innamorati feci subito lavorare la fantasia: “Sarà uno dei soliti Francesi randonneurs, che partono la mattina presto, si fanno qualche decina di chilometri esplorando le montagne qui intorno e tornano nel tardo pomeriggio bruciati dal sole o zuppi di pioggia”
Ipotesi che cadde nel primissimo pomeriggio quando lo sconosciuto tornò: non pareva affatto affaticato, si chiuse nella tendina e non lo vidi più per quel giorno. Ma io cominciavo a farmi dei film nella mia testa, chi era? Che faceva lì?
In spiaggia non lo vedevo mai, usciva e partiva dalla tenda ad orari diversi, tornava ad orari diversi… A volte quando noi rientravamo a piedi e passavamo davanti alla sua tendina questa era aperta, lui stava seduto dentro a gambe incrociate e curvo perché le sue dimensioni non erano compatibili con la piccolezza della sua “stanza”. Confesso che allungavo l'occhio curiosissima, mi pareva leggesse, se era scuro aveva una lampada accesa, ma non capivo molto di più perché non volevo girarmi completamente e farmi scoprire così maleducata e curiosa. Da parte sua lui non alzava mai gli occhi da ciò che stava facendo mentre noi passavamo, quindi mai un accenno di saluto fra noi, come invece accadeva con molti altri campeggiatori.
Mai che lo vedessimo mangiare lì, e sì che stava in tenda spesso negli orari dei pasti… E poi, come faceva a sopportare uno spazio così ridotto per tutti quei giorni?
Io facevo ipotesi: forse era un lavoratore in trasferta e voleva risparmiare sull'albergo? Ma i suoi spostamenti non erano ad orari fissi da lavoratore… Mio marito rideva: -Ma che lavoro del cavolo sarebbe che non paga nemmeno l'hotel a un lavoratore in trasferta?-
Forse era studioso di qualcosa, che ne so, di biologia marina, che andava sul sentiero dei doganieri a cercare piante o insetti?

O aveva l'amante da qualche parte e la raggiungeva quando non c'erano rischi? La mia fantasia continuava a lavorare e come mi divertivo!

Un giorno mentre mi avviavo alla segreteria per chiedere un'informazione, vidi che camminava proprio davanti a me… entrò anche lui e si avvicinò allo sportello prima di me. Allora aguzzai le orecchie, per sentire meglio sperando che la conversazione fra lui e l'impiegata mi desse qualche indizio per le mie ipotesi… Macchè! Parlavano in una lingua a me sconosciuta, forse tedesco o olandese, mi parve solo che lui chiedesse e ottenesse qualcosa tipo un gettone. Gli unici gettoni che vendevano erano quelli della lavatrice, avrebbe fatto il bucato… ma, altro mistero, non ci fu mai nessun bucato steso sopra o accanto alla tendina, solo un asciugamano scuro a cavalcioni della tenda, come tutti i giorni.
Ora sapevo che non era francese, ma che ci faceva lì? In quei giorni c'era in zona, sulle spiagge e in paese, una serie di gare di mountain bike, il “Roc d'Azur”, con squadre di ciclisti provenienti da tutt' Europa: allora le mie fantasie hanno immaginato che forse era uno degli organizzatori, che da giorni si occupava dei preparativi, dei percorsi e di tutte le incombenze. Ma sistemato in quel modo spartano, poveretto...
Le ultime sere lo sentivamo tossire dentro la tenda, sfido, era sempre in pantaloncini corti e maglietta, un golf gettato alla meglio sulle spalle!
Insomma, partimmo che il Roc d'Azur non era ancora finito, la tendina era sempre al suo posto con dentro il suo sconosciuto occupante che mi aveva incuriosito e solleticato la fantasia per tutta la settimana...   e il mistero non si era risolto!

 
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