Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

DICEMBRE

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa di Calcutta

 

ša c' est tout




musica per l'amicizia




 

Ultimi libri letti...

Elena Stancanelli
"Firenze da piccola"
un po' guida turistica,
un po' autobiografia


Jean-Claude Izzo
"Casino totale"
vita e malavita
a Marsiglia

ci sono i libri precedenti
 

ASCOLTA...

 

RECHERCHE DU TEMPS PERDU 1

 

RECHERCHE DU TEMPS PERDU 2

RECHERCHE DU TEMPS PERDU 3

RECHERCHE DU TEMPS PERDU 4

RECHERCHE DU TEMPS PERDU 5

GATTI DI FAMIGLIA

 



BETO


 
CHILLY

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 73
 

Ultimi commenti

 

Ultime visite al Blog

atapoelyravwesrtrexiettompt2003passero1977nocawenbaron.vingiusy.chiechinovaeurogasuff.ambientericercaelena1954giovanni.sindonitantodicappello46gratispertutti
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Dicembre 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

Tag

 

Cerca in questo Blog

  Trova
 
 

Contatta l'autore

Nickname: atapo
Se copi, violi le regole della Community Sesso: F
EtÓ: 66
Prov: FI
 

ARRIVEDERCI




 

 

PREPARATIVI

Post n°1488 pubblicato il 18 Dicembre 2017 da atapo

NATALE  TROPPO...
... NATALE  SENZA

 


 

Tutti gli anni a fine autunno si fa la stessa promessa: "Quest'anno a Natale non mi ridurrò all'ultimo minuto!!!"
Io non sono da meno, quest'anno mi ero mossa presto, già in tempi non sospetti con mia figlia avevamo stabilito i regali per i bimbi, alcuni anche già comprati.
Ma poi, da quella decisione: "Vendere la casa dei suoceri, comperarne un'altra" tutto è andato a rotoli. Non mi ripeto sui giorni passati in viaggio tra i monti, nè sulle ore passate al computer tra un'agenzia immobiliare e l'altra, aggiungo il resto.
Proprio nei giorni della decisione la mia regista del gruppo teatrale "Gli Spostati" lanciò un'idea: organizzare un pomeriggio di lettura di poesie in un certo locale, uno di quei bar con aspirazione a diventare centri culturali. L'avevano già fatto in ottobre, nei giorni in cui io ero in Francia e non avevo quindi partecipato.
Questa volta ero disponibile e mi offrivo volentieri a far parte della brigata: che sarà mai preparare la lettura di qualche poesia? A me piace tanto leggere! Invece col passare dei giorni la cosa stavolta si è ingigantita: dal bar si è passati ad una libreria delle più conosciute negli ambienti culturali della città, le poesie sono tutte di una poetessa messicana che presenta così la sua opera, la regista via via che che si procede col lavoro lo arricchisce sempre più... una animazione, quasi un vero spettacolo! Bellissimo verrà, ma molto più impegnativo, occorre fare prove e prove... da aggiungere a quelle per lo spettacolo che metteremo in scena la primavera prossima... e , per me, a quelle dello spettacolo che sto preparando col teatro delle Spiagge. Insomma, quasi tutti i giorni in ballo, senza contare lo studio personale.
Ho in calendario in dicembre anche delle visite mediche di controllo, la ginnastica in piscina...
Mia figlia si è ammalata, insieme al bimbo più piccolo: tutti e due con la febbre a 39°, gli altri per fortuna spediti a scuola, ma un po' di aiuto occorreva darglielo per lasciarla qualche ora tranquilla a letto mentre io gestivo il bebè.
A mio marito si è spezzato un dente e il dentista gli ha organizzato una bella serie di appuntamenti prima di Natale, che si aggiungono ai suoi soliti appuntamenti parrocchiali natalizi già messi in conto.
In tutto questo ha pensato bene di farci un'improvvisata il cognato rappresentante: passare un po' di ore a casa nostra e scroccarci un pranzo,almeno stavolta ha avvertito il giorno prima e non due ore prima come fa di solito!


La biancheria da lavare e da stirare si accumula...

Si mangia spesso aprendo il frigo e guardando cosa è rimasto o cosa è già quasi pronto...

Ci sono dei giorni che mi sembra di non avere nemmeno il tempo di respirare...

E mi accorgo con dispiacere che quest'anno non mi è stato per nulla concesso quel mio piccolo vagabondare per la città a visitare i vari mercatini natalizi, a trovare qualcosa per me o per le persone care che mi fosse di soddisfazione e di beneficenza per i vari enti organizzatori dei mercatini. A stento ho fatto un salto a comperare lo squisito panettone equo-solidale. Ho perso tutti gli altri.
In quelle rarissime mezze giornate in cui avrei potuto o si è messo a diluviare oppure... hanno fatto sciopero gli autobus! Il mio unico mezzo di trasporto! Perchè a certi giri di shopping, anche se per la maggior parte di beneficenza, non chiedo certo a mio marito di accompagnarmi in auto: sarebbe tutto un brontolamento e un'inquisizione "a cosa ti serve questo e quest'altro?", così da rovinarmi la passeggiata!
Insomma, il Natale sta arrivando e io non me ne accorgo nemmeno!

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

SODDISFAZIONE

Post n°1487 pubblicato il 14 Dicembre 2017 da atapo
 

A  CENA

 


 

Ieri è venuto il mio amico giardiniere a "fare il tagliando" al giardino già avviato al sonno invernale.
Sono cadute tutte le foglie che dovevano cadere (sfido, col vento dei giorni scorsi!), sono sfioriti i fiori che dovevano sfiorire, le nandine sempreverdi hanno fatto le bacche e varie foglie rosse.
E' rimasto soddisfatto, pare che tutto sopravviva, anzi, pare che le piante messe con la sua consulenza e il suo aiuto si stiano ambientando bene. Ora si tratta di aspettare la primavera.
Ha potato drasticamente il rosmarino, la lavanda e il melograno, a quest'ultimo non lo avevamo ancora fatto da quando abitiamo qui e ormai i rami più bassi rischiavano di accecare chi passava sul vialetto.
Poi ha tosato l'erba. Mentre tagliava ci faceva notare che alcune piantine spontanee, più o meno somiglianti a radicchi, sono commestibili e avremmo potuto cucinarle: lessate appena, ripassate in padella con olio, sale, peperoncino, volendo anche un po' di salsiccia che però ora in casa non abbiamo.
Così stasera ecco la nostra buona spadellata di erbe spontanee a cena...
Io non amo molto questo tipo di verdura perchè di solito sono amare, invece le NOSTRE erano proprio buone!
Mentre le mangiavo mi sentivo soddisfatta: qualcosa del nostro giardino! E assolutamente senza nessun trattamento chimico!
Riflettevo che il nostro giardino non diventerà mai un orto, mio marito lo ritiene troppo faticoso e impegnativo ed effettivamente con i nostri malanni, gli impegni e la nostra voglia di viaggi il tempo e le forze per curare un orto non si trovano facilmente... però dà già soddisfazione trovare, senza fatica, tante melagrane, queste erbette, qualche limone, le fragole, i lamponi (che quest'anno hanno mangiato solo i merli per la storia di non dover calpestare il prato appena seminato). Se tutto va bene l'anno prossimo si aggiungeranno le pere e forse le arance...

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

L' IMPRESA

Post n°1486 pubblicato il 10 Dicembre 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

MARATONA

Abbiamo sfruttato al massimo i pochi giorni di sole della settimana appena finita e siamo corsi di nuovo su e giù per le montagne a visionare le case proposte da alcune agenzie. Ogni giorno una zona e un'agenzia diversa. Il massimo è stato quando, in un giorno solo, abbiamo visitato ben sette abitazioni, in sei paesi diversi… credo si possa dire un record.
Abbiamo visto case più o meno fatiscenti, di cui l'agente vantava però le varie possibilità di ristrutturazione: certo, certo, proprio l'unica cosa di cui non sentiamo per niente necessità!
Abbiamo visto case “strane” dagli ambienti e dalle soluzioni architettoniche improbabili, tipo un gabinetto “sospeso” letteralmente, aperto come un soppalco, sopra un garage…
Abbiamo visto case piccole in paesi grandi, case grandi in paesi graziosissimi ma ahimè troppo piccoli, a grosso rischio spopolamento e chiusura dell'unico negozietto tuttofare dove il gestore è un vecchietto alla cui dipartita (c'est la vie!) chissà se qualcuno vorrà rilevare la licenza…
Proprio questo tipo di incognita non ci consente di fare nostra una casa piaciuta moltissimo sia a me che a mio marito, di sasso, costruita attorno al 1850, dagli interni perfetti, con stanze enormi, una cucina quasi circolare che sembra di stare dentro un castello, un bellissimo e ampio terrazzo affacciato sul panorama dei monti. Abbiamo ragionato che ci sarebbe almeno una stanza per noi e una per ogni figlio, che si poteva lasciare una stanza tutta per i bambini, per i loro giochi, che sul terrazzo ci stavano vasi con fiori e piante… Una vera e propria bella casa “di famiglia”!
Ma non se ne fa nulla, il paesino in cui è inserita è troppo piccolo. Anche stavolta maledico di non avere la patente, un centro più grosso con i servizi essenziali dista pochi chilometri.
Dopo questi giorni sempre in viaggio siamo un po' distrutti, perché ad ogni ritorno ci aspettavano le incombenze della vita quotidiana, incluse le prove serali dei miei teatri, dato che uno spettacolo si avvicina a grandi passi.
Così, ora che è arrivato il maltempo, chiusi in casa abbiamo avuto tutto il tempo per visionare le foto scattate alle case, per riflettere, per parlare anche coi nostri figli, che speriamo vengano in montagna con noi (e nipotini) ogni tanto.
E tutte le case viste si sono ridotte a TRE papabili, tra cui una in pole position. Da domani telefoneremo alle agenzie per chiedere altre informazioni, mappe e soprattutto per contrattare i prezzi… tasto dolente, perchè le case più perfette sono sempre le più costose! Bisognerà impegnarsi molto in questo aspetto della faccenda…
Chissà, con un po' di fortuna forse tra una settimana potremmo avviarci alla conclusione dell'impresa!
Altrimenti ricominceremo: mia nuora ci ha suggerito un'altra zona di montagna che non avevamo ancora considerato...

la casa che NON compreremo, sigh!

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

TRA NEBBIA E SOLE

Post n°1485 pubblicato il 04 Dicembre 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

LA  CASA  COL  BOSCO

 

Appennino emiliano, monte Vigese

 

Continuano le nostre ricerche montanare…
La stagione ci rema contro, ma cosa dovevamo aspettarci? E' dicembre e noi non siamo mai particolarmente fortunati.
Così quando l'impiegata dell'agenzia ci dice:-Da questo terrazzo c'è un bellissimo panorama.- noi dobbiamo crederle sulla parola perché in realtà è tutto immerso in una nebbia fittissima, come siamo stati immersi nella nebbia appena arrivati in quota, in una delle giornate in cui siamo andati a visitare case… che magari sulle foto sembravano meraviglie, ma viste dal vero lo sono molto meno. Però la casa con quel terrazzo è una delle “papabili”, per ora è al primo posto della nostra lista, forse andremo a rivederla senza nebbia…
Se la nebbia è poca, ma solo nuvole in cui ci si immerge e da cui si riemerge, c'è sempre un vento gelido che si infiltra sotto maglioni e giacconi, come quella volta che in un altro paese (quello che per ora ci affascina di più ed è anche abbastanza vicino) l'indirizzo messo su internet non era giusto ed abbiamo aspettato l'agente mezz'ora davanti alla casa sbagliata rabbrividendo sempre di più, per poi scoprire dai nostri cellulari che lì la wind non arriva, correre a cercare un telefono pubblico per contattare l'agente che nel frattempo, dopo averci aspettato alla casa giusta, se ne era tornato in agenzia più a valle...  Insomma, quella casa ancora dobbiamo vederla perché poi ha ripreso a nevicare e il nuovo appuntamento fissato con lui è saltato.
Speriamo in questa settimana, pare che per qualche giorno ora resti il sole. Sono curiosissima, quel paese è ok, la casa sulla carta e a sentire l'agente è super, il prezzo è alto ma abbordabile: se si mantengono le promesse la ricerca potrebbe concludersi, anche se questo agente è un vecchietto che ci pare abbastanza rincoglionito e ci dà qualche pensiero per gestire le pratiche successive: aveva pure sbagliato a indicare l'indirizzo!
Ieri, domenica, c'era un sole splendido. Reduci dalla festa di Cesare il giorno precedente, dopo esserci riposati, abbiamo voluto sfruttare la bella giornata.
Una delle case, in un altro paese ancora, è messa in vendita da un privato che per ora vi abita, mi aveva detto che lui c'era sempre e potevamo visitarla quando ci faceva comodo. Così gli abbiamo telefonato e un'ora dopo eravamo davanti alla sua porta (che potrebbe diventare anche nostra, chissà…) Finalmente avevamo fatto un viaggio piacevolissimo col sole, tra i boschi ingialliti, i ruscelli, le tracce di neve sui pendii e la corona dei monti nitida tutt'attorno. Poi la sorpresa: attorno a questa casa, che ha diversi aspetti positivi, non c'è solo un prato-giardino con diversi alberi da frutto, ma un vero e proprio bosco di castagni, noci e querce, grande circa il quadruplo del giardino che abbiamo attualmente a Firenze. E pare che si raccolgano frutti abbondanti! Ora è tutto spoglio, ma è ugualmente suggestivo, me lo immaginavo in primavera-estate, che meraviglia! La manutenzione non è impegnativa, basta ripulire un po' il sottobosco e… raccogliere i frutti. In paese c'è un signore che per poco si presta ad aiutare.

Dimenticavo: il paese è piccolo e per noi fino ad ora era sconosciuto, ma l'essenziale c'è tutto.
Insomma, un sogno! Il padrone ci raccontava che d'estate è pieno di lucciole, un istrice gironzola e pare abbia la tana vicina, passano volpi, per non parlare degli scoiattoli e dei ghiri sugli alberi. E nei boschi attorno, dai mille sentieri per passeggiate, ci sono tanti cervi. Immaginate il mio entusiasmo: pensavo ai miei nipotini, a come sarebbero felici di passare l'estate lassù… ma pensavo anche a mio marito,  così sedentario, che dovrebbe attivarsi a rastrellare le foglie nel bosco, a tagliare i rametti ecc. e infatti durante il viaggio di ritorno mi ha detto:-Ma che ce ne facciamo di un bosco così?- Troppo, per lui.
Come un po' troppo è anche il prezzo, per ora, ma è un po' trattabile e noi dovremmo riuscire a racimolare in tempi brevi qualcos'altro. Io questo sogno della casa col bosco non lo voglio abbandonare subito.
Sto anche pensando che, in qualunque modo andrà a finire la nostra ricerca di case, DOPO vorrei ritornare con calma, magari d'estate, nei paesi che ora stiamo scoprendo così un po' affannosamente, per goderceli meglio, magari apprezzando ancora la cucina locale negli ottimi ristorantini che andiamo collaudando via via durante le nostre esplorazioni...

i tortelli di montagna

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

UN ANNO

Post n°1484 pubblicato il 30 Novembre 2017 da atapo
 

IL COMPLEANNO

DEL PICCOLO PRINCIPE

Siamo già arrivati al primo compleanno del mio ultimo nipotino, Cesare. Sarà domani, il primo dicembre.Un anno volato, come tutti gli altri, per me sempre più in fretta ogni anno.

Perchè ho messo questo titolo? Perchè dentro di me questo bimbo io lo chiamo così, non so perchè, forse perchè me lo sento prezioso, giunto inaspettato a sorpresa e che probabilmente resterà l'ultimo dei miei nipotini.

O forse perchè nei primi mesi la nostra organizzazione familiare lo ha fatto venire a casa nostra quasi quotidianamente, insieme alla sua mamma, cosa che non era accaduta coi fratellini più grandi, ed io avevo tanto goduto di questa presenza e della partecipazione alla sua crescita e alle sue piccole prime conquiste, attrezzandoci anche in casa nostra con lettino, seggiolino, pupazzi e quant'altro.

Poi ha iniziato l'asilo nido, i suoi genitori sono organizzati con un complesso incastro di baby sitter che si occupano di tutti e quattro i bimbi, i nonni per le emergenze sono stati chiamati più per i fratellini che per Cesare, così in questi ultimi mesi gli incontri si sono diradati, le novità passavano attraverso gli sms di mia figlia... come l'uscita di ben sei dentini uno dietro l'altro.

Nemmeno a casa nostra ora viene spesso: la domenica pomeriggio mia figlia facilmente arriva da noi con gli altri (due o tre), loro giocano, scoprono vecchie cose dei nonni e si fanno raccontare com'era una volta, oppure al computer trovano immagini da stampare e colorare o materiali per le ricerche di scuola. Cesare in queste occasioni resta a casa col babbo, spesso è l'ora dei suoi pisolini.

Ma quando vado da loro mi riconosce e mi sorride subito. La confusione che fanno i suoi fratelli gli tiene sveglia l'attenzione, gli piacciono i giocattoli grandi e rumorosi come certi camion dai clacson insopportabili... Si perde a esplorarli, a esplorare tutto.

Dal punto di vista motorio è parecchio pacioccone, più che gattonare ama strisciare e rotolarsi e si sposta così, sembra un marine in missione, ancora alzarsi in piedi non gli interessa. Con la vita affannata che fanno ora in quella famiglia, noto che a Cesare hanno scattato poche fotografie: hanno esposte in casa foto di tutti, di Cesare ancora nessuna... Li capisco, non hanno tempo per aggiornarle, so che quando mia figlia se ne renderà conto mi chiederà se ne ho anch'io qualcuna... sì, io gliene ho scattate parecchie... immaginavo che sarebbe finita così. Ricordo che tanti anni fa un nostro amico, anche lui quartogenito, ci raccontava che da piccolo aveva notato che in casa c'erano molte foto dei suoi fratelli maggiori e di lui quasi nulla, se ne dispiaceva e si era fatto l'idea di essere stato adottato: mi aveva colpito questo racconto e non vorrei che Cesare fra pochi anni provasse una simile sensazione.

Sabato ci sarà festa grande per lui: il primo compleanno lo festeggiano come l'entrata in società, con inviti di parenti e amici e tanti bambini! La nonna contribuirà al buffet con una crostata al cioccolato: è uno dei dolci "di famiglia" e di sicuro ai bambini piacerà.

E il regalo? Concordato con mia figlia, noi nonni gli porteremo un "completo da pappa": piatto, bicchiere, tazza coi manici. Sarà tutto suo, non ereditato dai fratelli, e avrà i disegni delicati del "Piccolo Principe", come lo chiamo io dentro di me.

Image and video hosting by TinyPic

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

CASA... NON CASA...

Post n°1483 pubblicato il 27 Novembre 2017 da atapo
 

CASA NUOVA, CASA VECCHIA

 


 

Non è semplice girovagare su e giù per l'Appennino Tosco-Emiliano, soprattutto di questi tempi: quando nei contatti telefonici con le agenzie riusciamo a trovare un giorno che accontenti tutti per visitare le case proposte, bisogna stare alle bizzarrie della stagione che, con la nostra solita sfiga, offre giorni soleggiatissimi quando siamo a Firenze affaccendati in altro e offre maltempo quando dovremmo viaggiare tra i monti: così nebbia, vento gelido, neve ai lati della strada e già un rinvio a causa di strade bloccate dalla neve. Per non parlare di altri disguidi che più tardi racconterò...


E intanto c'è da gestire anche la casa vecchia dei suoceri, già messa in vendita. Dall'agenzia ci è stato detto di renderla "visitabile", cioè rimuovere il più possibile tutto ciò che dopo anni di abbandono ora potrebbe disgustare un probabile compratore. Semplice a dirsi, ma a farsi! Ricordo quando anche al momento di vendere la nostra casa a Firenze passai mesi a nascondere, riordinare, tirare a lucido (più o meno) per renderla presentabile in ogni momento, pronta a ricevere quasi all'improvviso chi volesse visitarla...che stress!

Mio marito aveva pensato di andare un giorno lassù coi due fratelli comproprietari a fare queste grandi manovre, ma entrambi gli hanno risposto che sono impegnatissimi, fino a chissà quando non possono trovare un giorno per questa faccenda, magari se gli salta fuori un "buco" negli impegni partono all'improvviso e via! A me dà l'impressione che a quei due non interessi un granchè e cerchino di mollare l'incombenza a mio marito... che tanto è in pensione e... non ha nulla da fare...

E il gestore dell'agenzia preme, dice che ha già avuto qualche richiesta di visita.

Io e mio marito avevamo pensato di prendere da là varie suppellettili che ci servirebbero nella nuova casa che vorremmo comperare, ma se gli altri vanno su per conto proprio e portano via o peggio buttano proprio ciò che ci interessava? Anche per questo mio marito preferiva essere insieme ai fratelli, per decidere insieme. Insomma, pare che al più presto sia meglio che lui torni lassù con me a terminare lo sgombero e i prelievi che avevamo iniziato nel primo viaggio... ora però sembra che in quel paese abbia nevicato di nuovo... ma tanto non abbiamo niente da fare, siamo in pensione!!!

Anzi, se a qualche lettore interessasse una casa in montagna, non esiti a contattarmi... se concludiamo l'affare si risparmiano anche le spese di agenzia ah ah! (Nella foto, l'esterno della casa)

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

ESPLORAZIONI

Post n°1482 pubblicato il 22 Novembre 2017 da atapo
 

PRIMO VIAGGIO

 

Dovremo farne di viaggi in montagna…
Intanto il primo non c'è neppure stato, perché la sera prima del giorno concordato la signora dell'agenzia ci ha telefonato per brutte novità: la casa il padrone l'aveva affittata a degli stranieri che dovevano starci due-tre mesi, invece ora gli hanno detto che non se ne andranno, che restano per non si sa quanto…
Vuol dire che ci stanno bene, che sarebbe stata buona anche per noi… ma naturalmente questo ci rende impossibile l'acquisto. Una delusione, era quella che mi piaceva di più.
Però oggi ci siamo rifatti e in una sola mattinata ne abbiamo esplorate due, casualmente nello stesso paesino
Siamo saliti in un borgo che fino a questa occasione mi era del tutto sconosciuto, ma di cui mi sono innamorata: quasi tutto in pietra, bellino da morire, ci si arriva dopo un po' di autostrada, un po' di strade nazionali, una stretta vallata con tante cartiere, poi si sale tutto d'un colpo in mezzo a boschi di castagni e ti chiedi “ma dove si arriva?” e all'improvviso il bosco si apre e appare questo borgo da cartolina. Tranquillissimo, fa poco più di 200 abitanti che d'estate aumentano, ci sono purtroppo molte case disabitate, più o meno in rovina, col cartello VENDESI, è lo spopolamento della montagna… Ma ci sono anche case graziose e ben curate, come una delle due che abbiamo visitato. L'altra meglio lasciarla perdere, bisognerebbe impelagarsi in ristrutturazioni e ne siamo appena usciti!
C'è di negativo qualche scalino di troppo e il prezzo che dovrebbe diventare ultra-trattabile e non mi pare che i padroni ne abbiamo l'intenzione, ma per il resto andrebbe proprio bene… abbiamo scattato foto per il nostro dossier personale.
Diciamo che se non altro è stata una piacevolissima gita in un luogo della Toscana che non avevo mai visitato, mi sono riempita gli occhi dei colori della natura d'autunno, i polmoni di aria buona e lo stomaco del cinghiale con la polenta che abbiamo mangiato ad una trattoria vicina prima di riprendere la via del ritorno. E come tutte le volte che sto in mezzo alla natura, quando arrivo nel traffico di Firenze ho qualche minuto di fastidio, mi sembra che manchi l'aria…
Alla prossima esplorazione, che non tarderà!

Image and video hosting by TinyPic

Image and video hosting by TinyPic

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

GIORNI COSI'

Post n°1481 pubblicato il 17 Novembre 2017 da atapo
 

CE  LA  FARO'

 


 

Si preparano giorni intensi... e sono già cominciati.
Ho ancora visite mediche da fare per il "tagliando annuale".
Ci sono le prove dei miei due teatri: uno spettacolo sarà qualche giorno prima di Natale e ormai non manca molto.

La faccenda delle case in montagna va prendendo corpo: ora che mio marito si è convinto per un nuovo investimento stiamo fissando appuntamenti per visitare quelle che ho trovato on-line, mica tante, viste le nostre esigue finanze, ma sufficienti a farci viaggiare su e giù per i monti dell'alta Toscana, incrociando le dita perchè non torni una bufera come quella della settimana passata, che tolse la corrente elettrica per tre giorni proprio là dove avevamo già preso appuntamento...
E questo nuovo progetto lo spinge a riflettere e a dire che non è il caso di buttare via tutto quello che c'è ancora in giro dei suoi genitori, altrimenti come la arrederemo questa nuova abitazione? E se, come vorremmo, in previsione la abiteranno anche i nostri figli e nipoti, la famiglia è numerosa: siamo in 11!

D'ora in poi, prima di vendere ai mercatini sarà bene tenere per noi... infatti dagli scatoloni per il mercatino che andrò a fare domani ho tolto qualcosa che terremo per noi... è tutto un fare e disfare!

A proposito dei nipotini, è già l'ora di pensare ai regali di Natale! Presto? Forse, ma loro hanno già le idee chiare, nei negozi ora c'è un buon assortimento, on-line mio marito trova le offerte vantaggiose... e allora ecco un altro impegno!
Che nel nostro caso quasi si raddoppia: due bimbi sono nati all'inizio di dicembre, così un surplus di regali...

Per fortuna il tempo sembra si sia rimesso, fa abbastanza freddo, ma c'è il sole.
Questo si unisce all'indaffaramento e non mi fa sentire troppo quella malinconia che provo di solito nel grigio di questo periodo dell'anno. Sì, arriva ogni tanto, ma c'è subito qualcuno che mi chiama o mi telefona o qualche impegno pressante... così non sto a pensarci sopra.. e intanto le giornate passano, anzi volano!

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

NEVE

Post n°1480 pubblicato il 15 Novembre 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

E  PAZIENZA...

 


 

In quest'ultima settimana le mie ricerche su internet mi hanno fatto scoprire alcune casette in vendita tra i monti non molto distanti da Firenze, abbordabili come prezzi...

Ci stavamo organizzando per cominciare un giro di visite... abbiamo telefonato... oggi era già programmato il primo viaggetto per vedere la prima....

E invece NEVE! 

TROPPA NEVE dappertutto, non rispondono nemmeno al telefono, credo sia tutto bloccato!

Rimandato tutto al disgelo?  Ma un po' di fortuna ...MAI ?!

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

LA CASA IN MONTAGNA

Post n°1479 pubblicato il 12 Novembre 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

DECISIONE

FUORI  STAGIONE

 

Image and video hosting by TinyPic

E' passato quasi un anno da quando è terminata l'odissea dell'eredità dei miei suoceri, da quando è stato "liquidato" il cognataccio che ci aveva fatto impazzire e gli altri tre fratelli hanno avuto la casetta sull'Appennino modenese. Casa ormai disabitata dal 2009, che va deteriorandosi...E' passato quasi un anno e ancora i tre non hanno fatto un passo per decidere la sua gestione.Avevamo pensato già da prima di rilevarla mio marito ed io, sarebbe stato un rifugio dal caldo estivo e con qualche piccola sistemazione potevano salire lassù anche figli e nipotini... rinnovando la presenza dei bambini come lo era stato quando alla loro epoca c'erano i miei figli da piccoli con le cuginette, insomma una nuova vita nel succedersi delle generazioni in una casa di famiglia...Ci eravamo tutti un po' abituati a questa idea... finchè mio marito ripensandoci ha temuto che il tornare lassù gli avrebbe fatto rivivere il rapporto drammatico col padre durato una vita intera, allora... in vendita!
Agli altri cognati la casa non interessa quindi bisognava contattare l'agenzia immobiliare che già si occupa dell'altra casa-rudere. Tutto questo accadeva prima dell'estate, gli altri due hanno lasciato l'onore e l'onere a mio marito che è il maggiore. Ma l'estate ci ha bloccati causa la mancanza della patente, poi un po' di vere vacanze (dopo quattro anni!), poi la solita lentezza del coniuge nel prendere decisioni... infine io ho cominciato a brontolare:-Ci dobbiamo tenere sul groppone la casa un altro anno senza far nulla, ma pagando le tasse? Vogliamo andare lassù in pieno inverno con la neve e il ghiaccio?-

Fissato l'appuntamento, naturalmente la bella stagione ha rotto due giorni prima e giovedì siamo saliti, trovando la neve già prima dell'Abetone, al paese non c'era neve per fortuna, ma freddo e umidità: è a 800 metri! Avevo seguito le previsioni del tempo e vista la situazione mi ero attrezzata con giacca a vento invernale, scarpe pesanti e cappello adeguato: ho tenuto tutto addosso per quasi tutto il giorno anche dentro la casa dove c'erano 9 gradi! (fuori meglio non parlarne)
Lo temevo che sarebbe finita così, con quel lunghissimo autunno quasi estivo  dovevamo proprio ridurci ad ora!...Abbiamo parlato con l'agente immobiliare: non sarà facile nè vantaggioso vendere una casa in quelle condizioni, bisognerebbe ripulirla e sistemare alcune cose... nessuno dei fratelli ne ha voglia. Si dovrà venderla a molto poco e chissà quando, il mercato ora non è favorevole. Potrebbe essere un'attesa ancora  lunga... Probabilmente ci sarà tutto il tempo di svuotarla, di inventare una sistemazione per i mobili, almeno alcuni che hanno un certo valore... sempre che i tre fratelli ci vogliano dedicare un po' di tempo e di buona volontà e che non decidano di buttare via tutto come hanno fatto in gran parte per la casa di abitazione dei miei suoceri a Bologna.
A me piange il cuore a vedere tutta quella rovina, anche ieri ho portato a Firenze da lassù borse e scatoloni di oggetti, scegliendo tra il meglio, qualcosa lo prende mia figlia, il resto lo rivenderò.Mio marito pare si stia convincendo a cercare un'altra casetta in montagna, magari più vicino a Firenze, così potremo andare al fresco d'estate, anche con figli e nipoti, e potremo arredarla con quei mobili e oggetti...
Certo non riusciremo a comperarla con il ricavato della vecchia, daremo fondo a ciò che abbiamo in banca, ma tanto ormai ... Sto cominciando a guardare in internet le maggiori agenzie immobiliari di zona: bisogna essere realistici, anche se mi dispiace perdere quella "casa dei nonni" che fa parte della nostra storia di famiglia...

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

AUTUNNO

Post n°1478 pubblicato il 08 Novembre 2017 da atapo
 

FOTO

Seguendo il consiglio di Nonno Renzo, ho provato ad usare Tiny Pic per le mie foto.

Anche se rimane qualche problemino di ... dimensionamento,

ora posso presentare il mio giardino autunnale:

con il primo fiore della yucca!

 

Image and video hosting by TinyPic

 

...e  con melagrane e topinambur gigantesco sullo sfondo

 

Image and video hosting by TinyPic

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

L' UOMO MISTERIOSO

Post n°1477 pubblicato il 05 Novembre 2017 da atapo
 

CHI  E'  QUELL' UOMO ?

 


 

Il campeggio di Saint-Aygulf non era certo affollato nell'ultima settimana di settembre e quando arrivammo col camper fu facile trovare un posto tranquillo sotto agli alberi a una buona distanza da altri camper o tende. Più vicino (si fa per dire) a noi c'era una piccola tenda canadese, che era ben chiusa al nostro arrivo. Fuori nessun oggetto o tavolino.
-Ci starà una giovane coppia, ci dicevamo, è la classica tendina di chi è giovane, innamorato e con pochi soldi! Anche noi, tantissimi anni fa… Forse li disturbiamo, si erano sistemati qui lontani da tutti per poter stare in pace… Ma no, siamo abbastanza distanti…-

Dalla nostra piccola finestra sopra ai fornelli si vedeva il fianco della tendina là fuori e la mattina dopo, proprio mentre stavo armeggiando alla cucinetta, ecco il rumore della chiusura lampo, il lembo della tenda sollevarsi…
Ero curiosissima di vederne uscire gli occupanti…
Uscì una sola persona, uno così spilungone che subito mi chiesi “ma come fa a starci tutto in una tendina così piccola?”, sulla cinquantina, cranio rasato e lineamenti decisi, ma non brutti, quasi da duro, pantaloncini corti e scarpe da trekking, zainetto in spalla. Richiuse con cura la tenda e se ne andò di buon passo.
Un po' sorpresa perché mi aspettavo gli innamorati feci subito lavorare la fantasia: “Sarà uno dei soliti Francesi randonneurs, che partono la mattina presto, si fanno qualche decina di chilometri esplorando le montagne qui intorno e tornano nel tardo pomeriggio bruciati dal sole o zuppi di pioggia”
Ipotesi che cadde nel primissimo pomeriggio quando lo sconosciuto tornò: non pareva affatto affaticato, si chiuse nella tendina e non lo vidi più per quel giorno. Ma io cominciavo a farmi dei film nella mia testa, chi era? Che faceva lì?
In spiaggia non lo vedevo mai, usciva e partiva dalla tenda ad orari diversi, tornava ad orari diversi… A volte quando noi rientravamo a piedi e passavamo davanti alla sua tendina questa era aperta, lui stava seduto dentro a gambe incrociate e curvo perché le sue dimensioni non erano compatibili con la piccolezza della sua “stanza”. Confesso che allungavo l'occhio curiosissima, mi pareva leggesse, se era scuro aveva una lampada accesa, ma non capivo molto di più perché non volevo girarmi completamente e farmi scoprire così maleducata e curiosa. Da parte sua lui non alzava mai gli occhi da ciò che stava facendo mentre noi passavamo, quindi mai un accenno di saluto fra noi, come invece accadeva con molti altri campeggiatori.
Mai che lo vedessimo mangiare lì, e sì che stava in tenda spesso negli orari dei pasti… E poi, come faceva a sopportare uno spazio così ridotto per tutti quei giorni?
Io facevo ipotesi: forse era un lavoratore in trasferta e voleva risparmiare sull'albergo? Ma i suoi spostamenti non erano ad orari fissi da lavoratore… Mio marito rideva: -Ma che lavoro del cavolo sarebbe che non paga nemmeno l'hotel a un lavoratore in trasferta?-
Forse era studioso di qualcosa, che ne so, di biologia marina, che andava sul sentiero dei doganieri a cercare piante o insetti?

O aveva l'amante da qualche parte e la raggiungeva quando non c'erano rischi? La mia fantasia continuava a lavorare e come mi divertivo!

Un giorno mentre mi avviavo alla segreteria per chiedere un'informazione, vidi che camminava proprio davanti a me… entrò anche lui e si avvicinò allo sportello prima di me. Allora aguzzai le orecchie, per sentire meglio sperando che la conversazione fra lui e l'impiegata mi desse qualche indizio per le mie ipotesi… Macchè! Parlavano in una lingua a me sconosciuta, forse tedesco o olandese, mi parve solo che lui chiedesse e ottenesse qualcosa tipo un gettone. Gli unici gettoni che vendevano erano quelli della lavatrice, avrebbe fatto il bucato… ma, altro mistero, non ci fu mai nessun bucato steso sopra o accanto alla tendina, solo un asciugamano scuro a cavalcioni della tenda, come tutti i giorni.
Ora sapevo che non era francese, ma che ci faceva lì? In quei giorni c'era in zona, sulle spiagge e in paese, una serie di gare di mountain bike, il “Roc d'Azur”, con squadre di ciclisti provenienti da tutt' Europa: allora le mie fantasie hanno immaginato che forse era uno degli organizzatori, che da giorni si occupava dei preparativi, dei percorsi e di tutte le incombenze. Ma sistemato in quel modo spartano, poveretto...
Le ultime sere lo sentivamo tossire dentro la tenda, sfido, era sempre in pantaloncini corti e maglietta, un golf gettato alla meglio sulle spalle!
Insomma, partimmo che il Roc d'Azur non era ancora finito, la tendina era sempre al suo posto con dentro il suo sconosciuto occupante che mi aveva incuriosito e solleticato la fantasia per tutta la settimana...   e il mistero non si era risolto!

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

DI GIALLO E DI ROSSO

Post n°1476 pubblicato il 01 Novembre 2017 da atapo
 

IL SOLE NEL GIARDINO

E viene il tempo degli alberi
che lasciano cadere foglie d’oro.
E viene il tempo
dei giorni che si accorciano.
Le notti sono lunghe
e ogni sera ha un nome.
sempre nuovo di fiabe. 
Nel vano della finestra
una stellina si ferma ad ascoltare.

(E. Borches)

 

E' proprio questo il tempo: appena finita l'ora legale il buio ci sorprende troppo presto, ma quest'anno si annuncia con questi incredibili tramonti rossi un po' inquietanti. Ci sono storie che cominciano in questi giorni, non fiabe, ma progetti, organizzazioni di una vita diversa dall'estate, protesa verso i mesi a venire.

Sugli alberi le foglie ingiallite formano chiome di sole, stentano a cadere, non c'è ancora vento, restano ad illuminare ancora di più l'atmosfera soleggiata, rimandano le malinconie autunnali.

In fondo al mio giardino l'acer negundo è una nuvola dorata che solo ora accenna a diradarsi e le foglie cadute cominciano a formare un nuovo sole a terra, sull'erba verdissima.

Giallo solare nel mio giardino durante le settimane passate: oltre all'acero, i limoni sono finalmente giunti a maturazione, il topinambur raccolto l'anno scorso dei dintorni di Montelupo è diventato un albero alto due metri, con tanti steli-rami e tantissime margherite gialle. Non avevo mai visto una cosa del genere, forse il cambio d'ambiente ha causato nel topinambur una tale mutazione genetica? Sorprendente, ma inquietante...

Poi il rosso: le nandine mi pare si siano ambientate bene, hanno rami e foglie nuove tendenti al rossastro, qualcuna anche i suoi grappolini di bacche rosse.

Anche quest'anno una produzione enorme di melagrane ha incurvato i rami con grossissimi frutti che sembrano palle di Natale, sono rosse oppure gialle, ma sono tutte buone. Ne regaliamo, ne vendiamo, ne mangiamo noi anche scoprendo o inventando ricette, mio marito le spreme poi congela il succo nei bicchierini di carta, che dureranno per parecchie settimane...

Le belle di notte hanno invaso il fondo del giardino con una fioritura strepitosa dal giallo al fuxia con tutti gli incroci e le sfumature intermedie.

Ho appena comperato altri due ciclamini rosa e porpora e spero quest'anno di essere più brava a mantenerli...

Purtroppo i nostri viaggi e la siccità ci hanno fatto seccare alcune piantine di fiori: nostra figlia non poteva venire spesso a controllare e quel maledetto impianto di irrigazione era ancora inaffidabile. Bisognerebbe avere più costanza nel seguire le piante, ancora noi non ne abbiamo l'abitudine e la pigrizia di mio marito non aiuta. Speriamo di diventare bravi in futuro.

Per altre piante un po' ammaccate sarà meglio chiedere presto un consulto al mio amico giardiniere, per affrontare l'inverno...

Per finire, una bella sorpresa: la yucca tagliata due anni fa dal giardino del figlio a Montelupo, portata qui da noi solo come tronco, è bella rigogliosa e da qualche giorno sfoggia in alto uno stelo in cui si stanno aprendo i fiori bianchi!

Foto? E' complicato, visto che Libero ha tolto gli album... cerco vecchie foto già pubblicate, poi vi lascio all'immaginazione...

la yucca a Montelupo due anni fa, prima che venisse sradicata:

tornerà così?

acero e melograno (l'anno scorso)



 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

AVIGNONE

Post n°1475 pubblicato il 28 Ottobre 2017 da atapo
 

CI  PORTO'  IL  MISTRAL

Il mattino della nostra partenza da Saint-Aygulf il cielo era limpido ma soffiava un vento strano, più sgarbato dei giorni precedenti.
Non mi convinceva... vuoi vedere che... e col procedere del viaggio verso Avignone i miei sospetti putroppo erano fondati: il MISTRAL !!!
Avevamo deciso di evitare l'autostrada e percorrere la route nationale che ne è quasi sempre parallela, così avremmo gustato di più i panorami, avremmo attraversato paesi, ci saremmo immersi meglio nella terra di Provenza, tanto non avevamo nessuna fretta.
Ma anche se fossimo stati in autostrada non avremmo potuto tenere una grande velocità perchè il terribile vento mistral si faceva sempre più forte e spesso il camper sbandava. La météo sul cellulare mi diceva che soffiava a 60 km orari con raffiche a 100... e il mistral è una raffica dietro l'altra! Duecento chilometri in questo modo! Un'esperienza faticosa per mio marito alla guida!
E finalmente nel tardo pomeriggio eccoci ad Avignone, battuta dal mistral. Il campeggio si trova su un'enorme isola in mezzo al fiume Rodano, in un bellissimo bosco di platani. Proprio di fronte, al di là di un ponte che scavalca il Rodano, c'è il centro storico, in 5 minuti a piedi ci si arriva, più comodo di così! Io però quella sera mi chiedevo come avremmo attraversato quel ponte se il mistral fosse continuato...E ripensavo alla volta precedente in cui eravamo stati ad Avignone col mistral, al freddo terribile... Dopo una notte cullati dalle raffiche e dal fruscio potente degli alberi per fortuna il mattino dopo era tutto passato e il sole caldo ci ha accompagnato anche in questi ultimi giorni di vacanza.

il centro storico visto dal campeggio


Di Avignone ho già parlato tanto, QUI soprattutto, non mi dilungherò a raccontare il particolare e dolce rapporto che ho con questa città, che ha pure mio marito... Questa volta ci abbiamo passato il nostro anniversario di matrimonio il 7 ottobre, è un regalo che ci siamo voluti fare: stare in un posto bello e amato da entrambi. L'avevamo girata già in lungo e in largo eppure ci fa sempre piacere passeggiare nelle sue strade su cui si affacciano i palazzi bianchi o chiarissimi, cenare in un ristorantino all'aperto, notare cambiamenti, scoprire i numerosi teatri e le "tracce" del famosissimo festival teatrale di luglio.

 

 

Era la prima volta che ci venivamo in camper, ci siamo trovati benissimo al campeggio, attraversato il famoso ponte la zona centrale che si incontra per prima non l'avevamo ancora esplorata nei viaggi precedenti, così è stata una novità. Pian piano durante quei giorni mi tornavano in mente luoghi e strade del mio primissimo soggiorno- studio, che mi pareva di aver dimenticato... avrei voluto rivederli, ma erano dalla parte esattamente opposta, non ci siamo arrivati, pazienza, è bello anche se restano solo i ricordi.

Ci piacerebbe tornare ancora col camper soprattutto durante il festival, ci hanno detto che al campeggio per quel periodo bisogna prenotare circa quattro mesi prima e la vedo molto dura con le abitudini e gli imprevisti della nostra famiglia!
In uno dei giorni avignonesi abbiamo fatto una gita al paese di Pernes-les-fontaines, chiamato così perchè un tempo aveva ben 40 fontane, nonostante fosse una piccola cittadina. Ci ha attirato un'esposizione di santons, le figurine del presepio provenzale che sono la nostra passione. Pernes è uno di quei piccoli paesi sulle montagne attorno che sono deliziosi, dove sembra che il tempo si sia fermato, in una pace invidiabile. E' bello scoprirli così senza fretta, sarebbe interessante un viaggio solo per esplorare questi villaggi provenzali, sembrano tutti uguali ma ognuno ha qualcosa di caratteristico e unico, angolini deliziosi e tranquilli...

 

fontana a Pernes

santons

L'ultimo giorno ad Avignone è stato veramente ...col botto!
Sull'isola si svolgeva una grande festa medievale: 87 gruppi di appassionati provenienti da tutta Europa si erano accampati e hanno vissuto tre giorni come si viveva nel Medioevo, c'erano i Vichinghi, i Normanni, i pirati, secondo le località di origine, altri provenivano da diversi stati europei, anche dall'Italia...

 

 

L'ultimo giorno hanno aperto al pubblico offrendo a tutti animazioni e la parte finale di tornei e gare di ogni genere. I botti c'erano davvero perchè sparavano con bombarde e colubrine, il momento culminante è stata una grande battaglia tra diverse squadre, con morti e feriti, per finta naturalmente, avranno avuto le loro regole per "morire", però era impressionante vedere il campo di battaglia... pensare che lì era solo un gioco... che nella realtà putroppo è guerra e alla fine molti non si rialzano...

 

 

"Le camp de la rose d'or" si chiama questa grande manifestazione che si tiene ogni due anni e pare sia la festa medievale più importante di Francia. Naturalmente si poteva mangiare e bere prelibatezze non solo medievali, io mi sono comperata dei "macarons" artigianali enormi, buoni così ricordo solo quelli di Ladurée, che vinsi al concorso di dettato francese.
Insomma, meglio di così non poteva essere la conclusione del nostro viaggio!
Lasciando Avignone, l'ho salutata con un "Arrivederci a presto!" e mi stava già venendo un'idea da tour operator... per preparare un prossimo LUNGO viaggio in Francia...


 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

ESTEREL 2

Post n°1474 pubblicato il 23 Ottobre 2017 da atapo
 

RELAX

Il problema al motore del camper ha fatto sì che la prima cosa da fare , la mattina dopo, fosse la ricerca di un'officina adeguata. E sia benedetto il collegamento a internet, con le mappe e le localizzazioni di tutto ciò che può essere utile in un territorio sconosciuto! Anche se attraverso il cellulare neppure per mio marito è sempre facile districarsi… ma il collegamento al campeggio si paga a peso d'oro, come d'altra parte tutto in Costa Azzurra e per fortuna che siamo ormai “fuori stagione” e i prezzi sono quasi dimezzati!

Insomma, c'è stato subito modo di girellare ben bene l'entroterra, con i centri commerciali e industriali, con alcuni graziosissimi paesini tradizionali provenzali in cui naturalmente era impossibile penetrare col camper nel centro storico, sia per le strade strette sia per i divieti specifici… Finchè abbiamo trovato un'officina dove ci hanno assicurato che entro pochi giorni avrebbero procurato il pezzo da sostituire per sicurezza, anche se ci hanno detto che non correvamo rischi eccessivi a girare accompagnati dal cigolio… Cosa che abbiamo fatto poi fino al rientro in Italia, perché il pezzo procurato non era adatto al nostro mezzo e quando è arrivato ormai eravamo in partenza da Saint Aygulf verso altre mete…

A parte questo il soggiorno a Saint Aygulf è stato piacevolissimo: credo che siamo capitati a soggiornare nel luogo migliore fra tutti quelli che avevo nel mio elenco.

Il campeggio era enorme, ben alberato con pini, lecci, querce da sughero, platani, pioppi, oleandri e vari arbusti tra cui un tipo con piccoli fiori profumatissimi a me sconosciuti. Un sacco di uccelli cinguettavano e schiamazzavano dappertutto: pochissimi passeri, ma altri uccellini simili minuscoli, poi merli, gazze, corvi, tortore, colombi, ghiandaie e... pappagalli verdi dalla coda lunghissima! Ogni mattina ci svegliava un canto diverso, a seconda di chi arrivava per primo a svolazzarci sulle teste. Essendo ormai la stagione finita, nel campeggio il ristorante e il market erano chiusi, ma appena fuori si trovavano vari ristoranti da tutti i prezzi, lungo la passeggiata a mare. Bastava salire verso il paese all'interno per vialetti alberati tra ville con splendidi giardini e in dieci minuti si arrivava nella zona più centrale, coi negozi e tutti i servizi, nella piazza centrale il sabato e il mercoledì c'era un animatissimo mercato. Direi che di quei ristoranti ne abbiamo collaudati parecchi sempre con risultati positivi… ma anche i cibi di strada del mercato non erano da meno!

Per la vita di mare c'era da scegliere: il “sentiero dei doganieri”, antico e suggestivo percorso lungo le scogliere è stato consolidato e si può percorrere per vari chilometri, ogni tanto si apre su spiaggette da sogno. Noi ne abbiamo percorso un tratto in un pomeriggio ventoso, non è del tutto agevole, ci sono saliscendi e scalinate su rocce appuntite a strapiombo, ma per i panorami vale la pena stancarsi un poco… E ci sono certi coraggiosi (o incoscienti) che lo percorrono in mountain bike!

 


 

Molto meglio la spiaggia des Esclamandes, enorme, chilometri e chilometri di sabbia fine dorata sul mare blu, abbellita da palme utili a creare zone d'ombra, con qualche chiosco-bar ogni tanto, il panorama dei monti e del golfo di Fréjus… una meraviglia! Tutto libero a 3 minuti dal campeggio! Ho letto che è considerata la spiaggia più bella della costa.

Era il mio posto preferito, naturalmente, dove il tempo splendido mi ha fatto prendere tanto sole e tuffarmi per l'ultimo bagno il 5 di ottobre! Ecco da dove è arrivato il mio relax di quei giorni…

 


 

Da Saint Aygulf ci sono bus che portano sia a Fréjus che a Saint Tropez, se fossimo restati più tempo li avremmo utilizzati, perché nei nostri giri col camper ci siamo accorti che, come temevamo, fermarci col nostro mezzo per visitare queste cittadine è praticamente impossibile: divieti, parcheggi piccolissimi, nessuna area adatta ai camper vicina. Così ci siamo accontentati di vederli solo dal finestrino: chi non ci vuole non ci merita! Un po' mi è dispiaciuto, ma ormai mi rassegno, il rischio del camper è questo. Spero sempre che ci sarà una prossima volta…

Invece, inaspettatamente, abbiamo potuto visitare un grazioso paese sulle colline sopra Saint Tropez: Grimaud, che ha allestito dei bei parcheggi ampi vicino al centro storico. Pare sia uno dei villaggi più belli di Francia e in effetti le stradine e le case di pietra, tutte piene di piante e di fiori, col castello diroccato nel punto più alto, sono molto suggestive: il tramonto e la luna che sorgeva lassù non si dimenticano facilmente.

 

a Grimaud

Anche qualche scappata sulle montagne abbiamo fatto: appena a sud c'è il massiccio dei Maures, molto selvaggio con bellissimi boschi di pini e querce da sughero, poche strade e ancor meno abitazioni. Spesso, , qui e sull'Esterel scoppiano grandi incendi (e non sono dolosi), il maestrale rende difficile il domarli, tanto che viene raccomandato di non pernottare col camper accamparsi in queste zone… non per i ladri stavolta, ma per il rischio di finire arrosto!

Mio marito smanettava sul cellulare e su google maps perché aveva scoperto che in certi supermercati c'era ancora la foire aux vins, così nelle nostre escursioni sono entrati anche questi… a ognuno le sue soddisfazioni!

Per una ragione e per l'altra, per entrambi è stata una vera settimana di relax!

Ed eravamo pronti alla seconda meta del nostro viaggio...

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

ESTEREL 1

Post n°1473 pubblicato il 19 Ottobre 2017 da atapo
 

UN  INIZIO  POCO  PROMETTENTE

Come immaginavo, questi giorni sono stati molto pieni e stancanti: un inizio ottobre fuori città ha fatto rimandare varie incombenze: iscrizioni, visite mediche, analisi, così ho galoppato parecchio per rimettere in pari gli affari di famiglia...ed ora eccomi, finalmente, un poco alla volta...

 

Dopo una partenza in ritardissimo perchè il marito doveva passare dal medico a farsi dare delle medicine essenziali ci siamo avviati per l'autostrada che ormai conosciamo a memoria: Versilia, Liguria, entrata in Francia (stavolta senza gendarmerie appostata), con un bellissimo sole, cosa rara perchè su quelle Alpi Marittime si fermano spesso le nuvole.
A sera, come nei viaggi precedenti, per dormire ci siamo fermati in autostrada in una grande area di sosta che già avevamo "collaudato", con uno spazio apposito riservato ai camper, alberato e tranquillo.
All' 1 e 30 di notte un energico bussare alla porta del camper ci sveglia di colpo.
Mio marito con prudenza guarda dal finestrino: sono due poliziotti!!! O per lo meno sono uomini in divisa... di questi tempi non si sa mai... Comunque apriamo. Ci dicono che stanno facendo la ronda nelle aree di sosta e avvisano i camperisti perchè ci sono bande di ladri che stanno prendendo di mira proprio i camper: sono velocissimi, scardinano la porta, entrano e arraffano tutto ciò che può interessare e che trovano a portata di mano, per esempio borse, macchine fotografiche, computer che spesso si lasciano sui tavoli o sulle sedute (proprio come facciamo noi) e a volte chi dorme nel camper non se ne accorge neppure e lo scopre solo al mattino al risveglio.
I poliziotti ci fanno leggere un foglio in cui tutto questo è spiegato in diverse lingue, poi ci danno una mappa col percorso per uscire dall'autostrada all'uscita successiva, andare alla gendarmerie poco lontana e passare la notte nel loro parcheggio, che tengono aperto e illuminato proprio per agevolare i camper.  Ma bene! Io dico loro che da tanti anni sappiamo che sulla costa non è prudente passare la notte fuori dai campeggi, ma che per l'autostrada non avevamo mai avuto avvertimenti...

-Eh, i tempi cambiano! Si fanno più furbi e sfrontati...- Ci rispondono.
Naturalmente facciamo tesoro del loro suggerimento e andiamo a dormire alla gendarmerie. Che spiacevole novità! Per noi quando andiamo in Francia la sosta notturna in autostrada era comodissima, ora dovremo rivedere luoghi e tempi, adeguare i nostri orari di andata e ritorno a queste necessità. Ci dovremo riorganizzare già per il rientro in Italia.
Il mattino dopo siamo ancora un po' scossi, continuiamo il viaggio lasciando l'autostrada e avviandoci per la strada costiera, la Corniche de l'Esterel. Si va lenti, si sale e si scende, si passa per varie cittadine una più graziosa dell'altra, a sinistra il mare e a destra queste spettacolari montagne di colore rosso, ornate dai pini e dalla vegetazione ancora estiva, tra calanchi, spiaggette, casette dai colori vivaci e ville sontuose. E' veramente  un percorso affascinante, uno dei tratti più belli e colorati che io conosca della Costa Azzurra, le foto che avevo messo qui prese dal web sono proprio realistiche. Purtroppo i punti in cui fermarsi per ammirare il panorama non sono molti, e in quasi tutti c'è il "divieto di sosta ai camper". Non ci vogliono, non è giusto! I ricconi della Costa Azzurra accettano solo le auto e certe Ferrari e Maserati che ci superano ogni tanto. Ma non avevo certo pensato di fermarmi da quelle parti, senz'altro lì la vita sarà costosissima, è già molto bello fare il giro e ammirare...

 

Meno bello è quel cigolio che viene dal motore del camper e che col passare delle ore si fa sempre più insistente... Mio marito è preoccupato, così appena finito l'Esterel, nella piccola pianura alla foce del fiume Argens, subito dopo il paese di Fréjus, ci fermiamo al campeggio Saint-Aygulf: era il primo, da nord, della lista di campeggi che avevo trovato, aperti anche nel mese di ottobre non ce ne sono molti.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

FINE DI STAGIONE

Post n°1472 pubblicato il 11 Ottobre 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

E  FINE  DELLE  VACANZE

Da poche ore siamo rientrati. Eh sì, ce la siamo presa comoda! Ora sto tra le valigie e i pacchetti da disfare e distribuirne il contenuto negli armadi, nella lavatrice, da una parte per portare il prima possibile ai nipotini, oltre ai regali, le squisitezze francesi per colazioni e merende, molto amate da tutti.

Finalmente, dopo tanto tempo mi sento riposata, le molte ore consecutive in camper per il viaggio di ritorno non mi hanno nemmeno fatto venire mal di schiena come spesso mi è capitato.

Che sia la volta buona di essermi rimessa un po' in forma? Mi sento anche più serena, con più energia e voglia di affrontare la nuova stagione e la ripresa di tutto. Perchè ora a metà ottobre è il momento di organizzare i prossimi mesi...

Le foto aspetteranno qualche giorno, poi con quelle ripasserò di qua e racconterò qualcosa...

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

L' ULTIMA SPIAGGIA

Post n°1471 pubblicato il 26 Settembre 2017 da atapo
 

IL  MARE  IN  SOSPESO

 

Mentre raccontavo del mio viaggio nelle Cevennes i giorni correvano e accadeva questo:

Tre nipotini tornavano a scuola (scuola primaria, l'ho raccontato), Diletta iniziava la scuola materna e Cesare l'asilo nido: entusiasti anche questi ultimi due.

Il mio giardino si veste d'autunno, è iniziata la super produzione delle melagrane un po' in anticipo visto il caldo dell'estate. Una mini piantina di topinambur che l'anno scorso avevo prelevato dalla campagna intorno alla casa di mio figlio ora è diventato un “mostro” alto più di due metri e si sta riempiendo di bellissimi fiori gialli.

Abbiamo fatto il primo incontro, molto conviviale attorno a cibo e bevande, con gli amici del gruppo di teatro della mia amica regista: attori che vanno, nuovi che arrivano...gettate le basi per prossimi trionfi!

Mio marito è stato colpito dal mal di schiena post-rientro: KO, poi ripreso, ancora KO, ripresa lenta e la schiena che si fa sentire se fa “cose strane”, come gli diceva il dottore.

Io mi sono ustionata un polso trafficando col forno, ma le automedicazioni funzionano.

Per caso sabato scorso mentre mi recavo all'istituto francese ho incontrato i Rolling Stones che uscivano dal loro albergo, accanto all'istituto. Pensare che c'è chi si apposta per ore ad aspettarli! Mi sono mescolata tra la folla di tutte le età e ho ripensato agli anni lontani della mia giovinezza, a quante volte li ho ascoltati e ballati…

Siamo rimasti coinvolti in un tamponamento: non ci siamo fatti nulla, ma l'auto ha grossi danni davanti e dietro. Si può usare dopo aver fatto qualche aggiustatina d'emergenza perché non si chiudeva più, ma forse dovremo cambiarla.

E domani ripartiamo col camper…
Era rimasta in sospeso la settimana di mare, non è questa la stagione più adatta, ma almeno l'aria marina si respirerà, sperando nella clemenza del tempo!
Torneremo in Francia, vogliamo esplorare la costa mediterranea dell'Esterel e del massiccio dei Maures, dalle parti di Saint Tropez: forse passata l'estate sarà meno affollata e anche meno cara! Forse è il momento giusto per visitarla.
Poi faremo un salto ad Avignone: nell'altro viaggio mio marito mi chiedeva sia all'andata che al ritorno:-Ma non passiamo da Avignone?-
-Perchè ti interessa tanto proprio Avignone?-
- E' da tantissimi anni che non ci torniamo, ne ho nostalgia, è stata la prima città francese che abbiamo conosciuto…-

Tutto vero, allora stavolta vada per una deviazione ad Avignone, la rivedo volentieri anch'io!
Ho già cercato campeggi e informazioni varie, mi manca solo da chiudere le valigie… e da avere il sole ancora per un altro po', fin verso il 10 ottobre, con un po' di fortuna...

le rocce rosse dell'Esterel

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

CEVENNES 5

Post n°1470 pubblicato il 25 Settembre 2017 da atapo
 

CON  GLI  OCCHI  NEGLI  OCCHI

Sulla Causse Mejan, a circa 1000 metri, il sole si vede ancora, ma si abbassa rapidamente, si allungano le ombre di alberi e cespugli...

"E' il momento della giornata in cui è più facile vedere gli animali" penso ed ecco che il mio pensiero si concretizza all'improvviso perchè...

... su una prateria accanto alla strada che stiamo percorrendo, a una ventina di metri dal camper, UN GIOVANE CERVO!

E' immobile, guarda verso il camper che arriva, mi guarda con grandi occhi neri, sta lì, non scappa!

-Rallenta, un cervo!- dico a mio marito e intanto armeggio con la macchina fotografica per regolare lo zoom che tengo di solito a campo lungo per i paesaggi... senza guardarlo, perchè sono incantata ad ammirare quel bellissimo animale che continua a fissarmi!

Dei secondi che sembrano eterni, il camper rallenta... Ma ecco che dietro al cervo alza il muso e il collo un altro giovane cervo che mangiava quasi completamente nascosto dall'erba alta: questo si spaventa alla nostra vista, si gira e si allontana a grandi balzi. E probabilmente ha detto al primo:-Ma che fai? Scappa!- Perchè adesso anche il MIO cervo si gira e fugge dietro al compagno, l'incantesimo è finito! Riesco solo a fotografare la prateria, i due sono già spariti nel bosco in fondo...

L'emozione che mi resta è enorme, la più bella di tutto il viaggio!

Dopo la causse si ritorna a Florac, si potrebbe dire che "tutte le strade portano a Florac", almeno quelle principali, è veramente il centro del parco. Lì passiamo la notte successiva.

Ci restano ancora alcune ore e le dedichiamo a cercare le orme dei dinosauri seguendo il dépliant che ci avevano dato appena arrivati, la seconda escursione adatta a noi.

Si trovano a Saint-Laurent de Trèves, nome lunghissimo per un paesino piccolissimo, senza nemmeno un ristorante o un bar (ennesimo pasto "arrangiato"). Appena fuori dal paese c'è una capanna di un vasaio originale che nell'atelier lascia un salvadanaio con un biglietto: "Prendete ciò che volete e lasciate il denaro nel salvadanaio". Però, che fiducia! Acquistiamo qualcosa, sono di certo pezzi unici...

"servez-vous"

 

Sopra al paese in una zona aperta da cui si vedono le Cevennes a 360° ci sono lastre di rocce che mantengono diverse serie di impronte, impresse in quello che una volta era fango ed ora è una roccia di 190 milioni di anni. Si trattava di dinosauri bipedi e carnivori, lunghi tra i due e i 3,5 metri, "nonni" dei tirannosauri: mica male! Non è che le orme si vedano bene, ma con i pannelli di spiegazione si individuano abbastanza e confesso che un certo brivido l'ho provato...

 

E ora si rientra! Il navigatore ci riavvia lungo la Corniche percorsa all'andata, io avevo previsto un percorso nuovo, ma mi ero un po' distratta, forse choccata da cervi e dinosauri e quando me ne accorgo ormai è tardi per tornare indietro.

Però forse è un segno del destino... vuol dire che ripassiamo da St Jean di Gard, ceniamo di nuovo al Logis, ripassiamo da Anduze e... finalmente possiamo comperare qualche vaso di terracotta per il nostro giardino, del tipo caratteristico visto all'andata che ci era piaciuto!

Alla catena di ipermercati Casino hanno appena aperto la Foire aux vins, questo era l'ultimo appuntamento (scoperto su internet) che avevamo nel nostro viaggio in Francia: al Géant casino di Nimes mio marito può finalmente, dopo tanti anni, fare scorta dei vini francesi con sconti e offerte speciali incredibili. Io mi butto sui biscotti, patè e crepes, pensando a noi e ai nipotini...

E con il camper stracarico, come alla fine di tutti i nostri viaggi, rientriamo lentamente in Italia...

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

CEVENNES 4

Post n°1469 pubblicato il 22 Settembre 2017 da atapo
 

VERSO  NORD

Ora ci dirigiamo a Nord, dobbiamo superare il monte Lozère.

 

E' tutto esattamente come aveva descritto Stevenson: il versante Sud un alternarsi di abeti, brughiere, radure dove sorgono piccole fattorie, ma soprattutto un "caos" (parole usata in francese che rende benissimo l'idea) di enormi massi e gruppi rocciosi che a volte assumono strane conformazioni. Man mano che si sale l'orizzonte si apre su onde di montagne che non finiscono mai.

 

queste rocce mi sembrano il Brucaliffo

 

Oltre la cima sull'altro versante aumentano i boschi e si vedono grandi prati dove le eriche e altri fiori formano belle macchie di molti colori, dalle sfumature di tutti i rosa e viola, ai gialli e agli arancioni. Peccato che dalla mattina il tempo non ci è più amico, è molto nuvoloso, ventoso, a tratti piove. Così le foto non rendono assolutamente questa bellezza di colori.

 

 

Perchè spesso ci fermiamo a fare foto, col risultato che quando arriviamo ai ristoranti in cima e oltre... l'ora canonica per il pranzo francese è molto superata, questi sono già chiusi e anche stavolta dobbiamo pranzare in camper alla meglio: quasi soltanto formaggio locale, squisito. In quella zona ci sarebbero percorsi ed escursioni in piano, adatte a noi, tra i prati e in mezzo ai boschi, ma la metereologia ci sconsiglia, così rinunciamo e proseguiamo, arrivando alla città di Mende, la "porta a nord" del parco delle Cevennes.
Mende mi è subito simpatica: ha un'area di sosta per camper proprio vicino al centro storico, accanto ad un supermercato e vi si può stazionare gratuitamente fino a quattro giorni. Ah! Se tutte le città facessero così!  Invece abbiamo avuto l'impressione che anche in Francia, come in Italia, in diverse città non abbiano piacere di ospitare i camper, relegano le aree di sosta lontanissime dal paese, a volte addirittura proibiscono perfino la sosta nei parcheggi, con barriere o divieti espliciti. Come se pure i camperisti non producessero ricchezza e consumi, turisti come gli altri. Quando andavamo in Francia in passato questa sensazione non era mai stata evidente...
Mende non è molto grande nè molto famosa. Girando per le sue stradine mi pareva di essere a Vesoul, dove soggiornai ai tempi dei progetti Europei Socrates, sia per la sua struttura che per la tranquillità. Il centro storico di case antiche, molte in via di ristrutturazioni, è piccolo ma suggestivo.

 

 

La cattedrale è molto bella, tipica dello stile gotico francese, con la facciata un po' a fortezza e il campanile a guglia che si vede da tutti i punti della città, quasi come la cupola del Duomo di Firenze. Una guida che troviamo all'ufficio del turismo ci aiuta a scoprire i punti principali, con descrizioni e racconti su questa città che conobbe in passato tempi difficili di guerre di religione (restò cattolica in quella zona di protestanti) e tempi gloriosi come via di collegamento tra il Sud e il Nord della Francia. Troviamo qui alcune Madonne Nere, statue che sono molto comuni in Alvernia: in fondo l'Alvernia è a due passi verso Nord.

 

 

Nonostante l'area camper fosse sempre affollata, di turisti per la città non se ne vedevano molti e tutti erano molto discreti e silenziosi. Naturalmente nessun Italiano, come nessun Italiano abbiamo incontrato in tutte le Cevennes.
La settimana prima del nostro arrivo c'erano state a Mende le Feste Estive, con spettacoli, sfilate, quasi un Carnevale. Forse per questo la città ora è così tranquilla, inoltre molti negozi hanno appena chiuso per ferie ed anche diversi ristoranti... ma ne restano a sufficienza per sfamarci, basta trovarli col navigatore.
Che meravigliosa invenzione! Finiti i tempi in cui il navigatore lo dovevo fare io durante i viaggi, un occhio alla carta e uno alla strada, prendendomi i rimproveri del coniuge innervosito agli sbagli e alle indecisioni... e i tempi in cui per mangiare si andava quasi alla cieca, annusando l'aria e cercando frecce lungo la strada...
Peccato che avessimo dovuto rinviare l'inizio del nostro viaggio giusto di una settimana: se tutto fosse andato secondo i piani, saremmo arrivati qui proprio nei giorni delle feste, sarebbe stato bello!
Purtroppo a Mende dobbiamo fare un po' i conti sui tempi: i giorni che ci restano sono pochi, non riusciremo a completare il giro che avevo previsto, occorre scegliere e rinunciare.
Ma qualcosa è assolutamente irrinunciabile: un giro alle gole del Tarn!
Abbiamo già incontrato questo fiume, che poi si dirige a Ovest, formando delle gole strette, molto suggestive e famosissime: non dobbiamo farcele mancare! Dopo confronti e discussioni davanti alle carte, ci arrendiamo: riusciremo a percorrere solo metà della strada delle gole, se arrivassimo in fondo poi sarebbe da perdersi in altre zone di monti con strade piccole e tortuose per ritornare sulle Nazionali e avviarci verso l'Italia.

 


 

Dunque percorriamo questa strada incassata tra le rocce e il fiume, davvero bella, paradiso dei motociclisti, fino al paese di La Malène, da dove partono le canoe e le barche per escursioni lungo il Tarn così da vedere il paesaggio delle gole da un altro punto di vista.

 

La Malène

Pure al giro in barca dobbiamo rinunciare per questioni di orario, era una delle esperienze a cui tenevo di più in questo viaggio... Ci diciamo a consolazione che in un prossimo viaggio potremo percorrere la parte ovest del Parco che ora ci manca, comprese le gole del Tarn che non vediamo ora e il giro in barca non mancherà!
A La Malène il sole scompare presto dietro ai monti alti, è ora di tornare indietro. Mio marito, non pago delle curve già fatte, sceglie un nuovo percorso, ripido e con molti tornanti, che ci fa uscire velocemente (per modo di dire) dalle gole riportandoci in quota, oltre i 1000 metri, per poi attraversare la causse Mejan, che ci è già nota.


E lassù... ma lo racconterò la prossima volta...

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
« Precedenti Successivi »