Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

AGOSTO




ITACA

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze...

Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti finalmente e con che gioia
toccherai terra tu per la prima volta..

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

Kostantin Kavafis

 

 

ša c' est tout




musica per l'amicizia




 

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Vittorio Arrigoni

"Gaza.
Restiamo umani"

diario quotidiano
da una tragedia




David Grossman

"Che tu sia per me
il coltello"

le parole scritte
per raccontarsi, conoscersi,
amarsi


ci sono i libri precedenti
 

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FERRAGOSTO

Post n°1458 pubblicato il 15 Agosto 2017 da atapo
 

SILENZIO

 


 

Me ne sto qui, a casa mia.

Ad inanellare un altro di quei Ferragosti RINTANATI che piacciono tanto a mio marito, lontano dalla folla che si vede sulle spiagge in televisione, quando ti viene da pensare che effettivamente, a parte il mare, non c'è nulla di attraente in una simile situazione... ma lo pensi quando sai di avere altre occasioni e possibilità vacanziere, prima o dopo di questo giorno...

Invece quando di occasioni non se ne sono godute nè si intravedono... beh, a me sale un po' di nervoso...

Qui è tutto silenzio: negozi chiusi, per strada quasi solo Cinesi, ma soprattutto SILENZIO dalle ditte che ci hanno "perso" la lavatrice: più nessun contatto da mercoledì scorso, tra il weekend e il ponte: domani dovremo ripartire all'attacco.

Invece domani dovevamo partire per la Francia: ripongo nella libreria le guide turistiche già aperte e in via di consultazione, in attesa di miglior fortuna.

La macchina ha sempre l'aria condizionata rotta ("ormai aspettiamo dopo Ferragosto, ora è tutto chiuso", ha sentenziato LUI). Questo fatto, unito al dover programmarsi i bicchieri di vino e birra per la recente proibizione medica del connubio alcool/volante, ha dato il colpo di grazia anche ad eventuali uscite per diletto, per sfuggire il caldo che sta aumentando di nuovo dopo pochi giorni di tregua, lui non ama programmare e una decisione di guidare presa lì per lì ora è improponibile.

E' d'obbligo solo la programmazione per portare alla lavanderia pubblica i sacconi di biancheria sudicia e questo va fatto al mattino di buon'ora, per avere il tempo poi di stendere all'aperto e asciugare in giornata.

Stasera andremo a cena a Montelupo da mio figlio: dobbiamo ritirare da loro un sacco di biancheria che hanno messo a lavare nella loro lavatrice. L'avevano preso, mossi a compassione, sabato scorso quando erano venuti a pranzo da noi. Ecco l'unica soddisfazione di questi giorni grigi, stare quanche ora col nipotino che vedo così raramente. Avevo previsto a pranzo il PESCE FINTO, quell'impasto di base patate-tonno che l'estate scorsa gli era piaciuto un sacco. Stavolta l'abbiamo preparato insieme, lui ha impastato, dato la forma, infine decorato con grande impegno... e naturalmente è stato molto ammirato e apprezzato! Il poco che ne era rimasto se l'è portato a casa per la cena.


il pesce finto in via di lavorazione

L'unica cosa intelligente e piacevole da fare in questi giorni è leggere, immergersi nelle storie: "Chi legge vive mille vite", disse Umberto Eco, magari qualcuna è anche meglio di quella reale...

 
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MISSING

Post n°1457 pubblicato il 11 Agosto 2017 da atapo
 

AVVILITA

Io non so più che pensare... "Mai 'na gioia" è un modo di dire alla moda ultimamente e ora lo faccio mio! Le cose si ingarbugliano sempre...
In pochi giorni la sostituzione della lavatrice rotta sembrava cosa fatta: trovato rapidamente il modello che ci soddisfaceva, possibilità di acquistarlo on-line in un sito di cui mio marito si era già servito altre volte senza problemi, il prezzo buono e con un'offerta abbinata che ci aveva convinto ad acquistare anche, e finalmente, l'asciugatrice, così avremmo risolto una buona volta i problemi invernali del bucato.
Questione di giorni all'arrivo dei due elettrodomestici, così la biancheria da lavare si accumulava a vista d'occhio, ma si trattava di avere ancora un po' di pazienza... a ferragosto tutto sarebbe stato pulito, per fare le valigie e partire il 16 per l'agognato viaggio, il primo dal gennaio 2014!
Tanto che mi ero calata nel mio ruolo familiare di tour operator e avevo cominciato a cercare itinerari e soste...
Venerdì 5 doveva essere il giorno della consegna, non si è visto nessuno. Fine settimana, diamogli tempo, arriverà lunedì...

Infatti lunedì 7 alle ore 14,30 ecco la sgraziata scampanellata che hanno di solito i corrieri, il cui senso è: "Fate veloci che non ho tempo da perdere, se entro due secondi non aprite me ne vado"
Naturalmente ci precipitiamo: costui scarica sul marciapiede UNO scatolone, risale sul camion, rimette in moto.
-E l'altro?-
-Io non so nulla, io devo consegnare questo.-
E riparte.
Nello scatolone c'è l'asciugatrice. Non siamo molto convinti che arriverà un altro camion con la lavatrice... quindi mio marito si precipita al telefono.
E comincia la solita odissea di questi casi disgraziati: call center... attese eterne... rimandi... linea caduta... conversazioni che no chiariscono nulla, anzi!

Dopo un giorno e mezzo di questa tiritera la situazione si era così definita: la ditta che fornisce la merce ci ha mandato un documento in cui risultano affidati regolarmente per il trasporto i due elettrodomestici ordinati, la ditta per il trasporto ha un documento in cui dice che ci deve consegnare UN SOLO COLLO DA 4 CHILI (quindi non si riferisce nemmeno all'asciugatrice che ci ha portato). Da entrambe le ditte è inoltre velocemente arrivata la notifica di "CONSEGNATO": della lavatrice nemmeno l'ombra a casa nostra!!!
Così sono cominciate le mail di reclamo: la prima non andava bene, si doveva inviare ad un altro indirizzo... devono dare risposte entro 48 ore indicando il da farsi...
Le 48 ore sono ampiamente passate, non è arrivata ancora nessuna risposta. Ora poi c'è ferragosto, figuriamoci...
Che fare? Io già temo una vicenda come quella per il mobile della sala, che ci volle più di un anno per risolverla e l'intervento dell'avvocato. Almeno fosse arrivata la lavatrice anzichè l'asciugatrice, che con questo caldo è proprio inutile!
Invece la biancheria che gridava pietà ci ha già costretto ad un giro alla lavanderia pubblica che è abbastanza distante e occorre andarci in auto perchè non posso certo portare in giro nel carrello della spesa 8 chili di roba! E ci costringerà a parecchi altri giri... Sono lavatrici industriali, hanno un solo programma con l'unica scelta dell'acqua fredda-media-calda: temo che certe cose si sciuperanno... perchè mi sa che di giri alla lavanderia pubblica ne dovremo fare parecchi prima di risolvere! Io credo che se andrà per le lunghe sarà meglio comperare una lavatrice, anche da poco, anche usata, mica si potrà andare avanti così fino a non si sa quando.
Non credo che dopo ferragosto potremo partire: volevamo tornare in Francia, dopo tanti anni, ma se c'è da star dietro a questa grana come è possibile dall'estero? E se restiamo in Italia sai che bella vacanza rilassante attaccati al telefono e alle mail per sollecitare la soluzione!
Salterà la vacanza anche stavolta!!!
Io intanto dal nervoso sono stata male, ma proprio male, per alcuni giorni, non è più solo questione di attacchi di depressione, ma mi vengono disturbi fisici reali e seri... NON NE POSSO PIU'!!!

 
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COMPLEANNO

Post n°1456 pubblicato il 04 Agosto 2017 da atapo
 

ACCANTO ALLA QUERCIA


Almeno una volta alla settimana continua a venire a pranzo da noi mia figlia col piccolo C. Ma adesso, finite scuole e centri estivi, ci sono anche gli altri tre e l'organizzazione si fa più complicata. Non è più solo il pranzo, ma buona parte della giornata.

Arrivano al mattino sul tardi, magari mia figlia lascia i tre più grandi per andare alla posta o simili, il pranzo diventa impegnativo per sfamarli tutti con qualcosa di gradito e fresco, la confusione in certi momenti sale alle stelle, c'è una ricerca e uso di giochi e giocattoli di tutti i tipi, restano fin dopo merenda (di solito me la cavo con gelato e succo di frutta) e se ne vanno lasciando noi nonni quasi distrutti a caricare la lavapiatti. Cosa non si fa per i nipotini… che la settimana prossima partiranno per il mare!

L'ultima volta a tavola M. mi ha chiesto:-Lo sai che ieri è stato il compleanno di Beto?- Certo che lo so! Beto era nato all'inizio di agosto…

Abbiamo parlato di lui, i bimbi quando guardano le foto di famiglia in cui lui spesso si vede insieme a loro lo ricordano con affetto, quando vengono a casa mia spesso correndo per il giardino si fermano un attimo accanto alla piccola quercia e commentano:-Beto è lì sotto.- poi riprendono i loro giochi.

Chi non ha ben chiara la faccenda è la piccola D., che in queste occasioni chiede:- Ma quando torna da noi?- E si rattrista perché la mamma le spiega che non tornerà più, lo potrà vedere solo nelle foto. Allora un giorno ha commentato:-Ma io lo volevo accarezzare ancora, era così morbido…-

Mia figlia si è stupita di questo desiderio, non le pareva che D. fosse molto interessata al gatto. Io invece non sono rimasta sorpresa, ricordo che quando ero a fare la baby sitter da loro spesso insegnavo a D. ad accarezzarlo con delicatezza, così da non farsi graffiare. Credo che quei momenti le siano rimasti nel cuore e nel ricordo e quando mia figlia me l'ha raccontato stavo per commuovermi…

Nel giardino, una volta completata la sistemazione, volevo mettere un nanetto per ogni nipotino: invece ora, prima dei nanetti, cercherò la statuetta di un gatto, magari alle fabbriche di Montelupo dove abita mio figlio, e la sistemerò accanto alla piccola quercia...

 

 
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IN POCHI GIORNI

Post n°1455 pubblicato il 01 Agosto 2017 da atapo
 

FATTI E MISFATTI

 


 

Da giovedì scorso, quando mio marito ha riavuto la patente, si apriva un'era nuova ricca di possibilità...

In questi pochi giorni ecco cosa è successo.


Si è rotto il tubo per innaffiare le piante in vaso: all'improvviso nel giardino si è alzata una "fontana" alta più di un metro, stupenda, degna di Versailles, se non fosse che era a causa del danno sopracitato. Comunque facilmente riparabile, basta tagliare il pezzetto, rotto per fortuna vicino ad una estremità, e innestare di nuovo il resto.


Il sistema di irrigazione e il serbatoio dell'acqua non funzionano in modo giusto e certe zone del giardino restano quasi a secco: forse mio marito ha sbagliato qualcosa nei calcoli, dovrà riaprire tutto e sistemare.


Si è rotto l'impianto dell'aria condizionata nella macchina: ieri abbiamo girato due ore con 40 gradi fissi dentro l'auto, nonostante i finestrini aperti.


Si è rotta la lavatrice, da giovedì scorso. I tentativi di scoprire il guasto sono falliti: il marito aggiustava qualcosa e si evidenziava subito un altro problema. Crediamo sia segno inquivocabile di morte imminente... poichè ha diversi anni di funzionamento sul groppone.

Così si apre il capitolo: "quale nuova lavatrice acquistare?" Non di rapida soluzione: deve vedere i vari modelli, valutare le funzioni indispensabili ed io sono coinvolta perchè in casa la lavatrice è compito mio, sarò io che alla fine sceglierò. Ieri prima spedizione nei negozi, senza risultati. E la biancheria da lavare si accumula, soprattutto con questo caldo che esige cambi almeno giornalieri. Però, a meno di un colpo di fortuna, ci vorranno ancora diversi giorni di attesa: quando avremo deciso il modello, se non sarà disponibile in negozio bisognerà ordinarlo... e ferragosto è dietro l'angolo, con le chiusure delle ditte!


Insomma, avevamo timidamente iniziato a fare progetti per un periodo di vacanza e di viaggio subito dopo ferragosto, ma questa serie di misfatti domestici non pare affatto un segnale di incoraggiamento!

Forse nel prato del giardino avremmo dovuto seminare anche trifoglio, nella speranza che capitasse almeno un quadrifoglio portafortuna...


 

 
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PER NON DIMENTICARE

Post n°1454 pubblicato il 30 Luglio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

METTI…

...Una scuola superiore Istituto Alberghiero della città di Firenze, che nei mesi di giugno e luglio propone in due sere della settimana la possibilità di andare a cenare presso l'istituto stesso, come un vero ristorante, in cui gli alunni seguiti dai professori delle materie di indirizzo sono cuochi, camerieri ecc, per un'esperienza di scuola-lavoro dopo la chiusura ufficiale delle lezioni.


...Un quadro di Bartolomeo Manfredi, “I giocatori di carte”, enormemente danneggiato nel '93 dall'esplosione di via dei Georgofili, a tal punto che quel che ne rimane e i pezzi caduti sono ancora in attesa di restauro, vista la complessità dell'operazione.

C'è qualcosa in comune fra tutto questo?

 

prima dell'attentato

dopo l'attentato

Da qualche settimana si parla di recuperare il quadro, lanciando una raccolta di fondi promossa dalla Galleria degli Uffizi insieme al Corriere della Sera e ad una Banca… ma il denaro necessario è tanto, si accettano donazioni di ogni tipo…
Allora il dirigente dell'Istituto Alberghiero, un mio coetaneo dallo stampo e dall'impegno sociale post sessantotto, ha organizzato che l'ultima cena estiva preparata dai ragazzi sarebbe andata tutta a beneficio del restauro: un aiuto concreto e un modo per far conoscere quanto è accaduto agli studenti, che all'epoca dell'attentato non erano ancora nati.

Una importante lezione di storia e un impegno concreto!

La notizia si è diffusa sui quotidiani, io e mio marito, ora che con l'auto possiamo muoverci di nuovo, abbiamo aderito. Oltre all'importanza dell'iniziativa, ero sicura che il menù sarebbe stato interessante e gustoso perché in altre occasioni di convegni in cui il catering era gestito dagli studenti dell'istituto alberghiero avevo apprezzato l'impegno e l'abilità dei ragazzi.
Infatti è stato proprio così, abbiamo mangiato tanto e così di gusto che alla fine non c'era posto nemmeno più per un goccio di acqua…
Una bellissima serata, la cena era all'aperto sotto i gazebo nel giardino della scuola, la restauratrice ci ha presentato il lavoro che dovrà essere fatto: un enorme puzzle da ricomporre con parti di tutte le dimensioni! E il direttore della Banca ci ha offerto le sue riflessioni sulle tragedie dei terrorismi purtroppo sempre così attuali: sui messaggi che è importante passare ai giovani...
Eravamo una quarantina di persone, mi è dispiaciuto che non fossimo di più, probabilmente il momento estivo e la città già svuotata hanno impedito un'affluenza maggiore. Sarebbe bello che anche più avanti, in corso d'opera, l'offerta si ripetesse, creando come un gemellaggio tra quel quadro e i ragazzi della scuola, purtroppo quel preside così in gamba ora va in pensione e chi lo sostituirà chissà cosa vorrà fare (e penso con un brivido alla dirigente della mia scuola che in due anni ha distrutto tutto…)
A sorpresa lì ho incontrato un collega, anche lui mio coetaneo, che aveva lavorato con me nei primi anni fiorentini: era da più di 20 anni che non ci incontravamo!

-Che bei tempi eroici!- ha ricordato anche lui con nostalgia, lui era maestro, ma presto diventò preside, lo fu anche nella nostra scuola e a quel tempo mio marito era rappresentante dei genitori, lavoravano bene insieme. Altra sorpresa: c'erano i genitori di una ex scolara la cui classe accompagnai in Francia a Dunkerque, anche loro persone entusiaste e simpatiche. Ci siamo messi tutti nello stesso tavolo, completandolo con una zia e una nipote amiche della coppia dei genitori. Così anche la compagnia è stata piacevolissima e ha dato l'ultimo tocco positivo alla cena squisita…

Dice qualcuno che ora dobbiamo recuperare i tre mesi di “prigione”: noi cerchiamo di impegnarci...

 
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LA PATENTE, IL RITORNO

Post n°1453 pubblicato il 28 Luglio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

TRE  MESI  DOPO

 



Ieri finalmente era il giorno della visita medica per il rinnovo della patente a mio marito.

Io ero agitata dal giorno prima: l'aspettativa di poter riavere finalmente l'uso di auto, scooter e camper dopo tre mesi di APPIEDAMENTO si scontrava con qualche timore: sì, le certificazioni che mio marito portava affermavano che i suoi problemi non si erano aggravati, ma... se poi durante la visita e le domande fosse saltato fuori qualcosa di non convincente per la commissione? Rabbrividivo pensando a un rivio, a degli accertamenti ulteriori, ad eventuali limitazioni (auto SI', mezzi grossi come il camper NO)... Tutte possibilità da non trascurare! E raccomandavo a mio marito: -Non dire che sei caduto dalla bici e che hai la caviglia ancora gonfia dopo tante settimane...-

Un segno di malaugurio ieri avevo sentito in un suo SMS mentre si recava all'ambulatorio convenuto dall'altra parte della città, con tre autobus da prendere. Diceva "Sono proprio vecchio: in bus per due volte qualcuno mi ha ceduto il posto a sedere" E io temevo che avesse l'aspetto più stanco e distrutto del solito...

E' tornato tardi e arrabbiato: avevano convocato 40 persone allo stesso orario, le 14,30. Tutta gente in fila per l'invalidità o problemi di salute di quel genere, tutti in uno stanzone d'attesa con poche sedie. Ha dovuto fare, come tutti, tre "passaggi" in stanze diverse, con circa un'ora di attesa fra l'uno e l'altro, il primo solo per consegnare i documenti a un'impiegata che li ha presi ed è sparita nel nulla senza alcuna spiegazione: - Me li consegni e aspetti fuori.-

La "visita" non c'è stata, nemmeno l'hanno guardato in faccia nè gli hanno fatto le solite piccole prove neurologiche basilari per l'orientamento o quelle per la vista: un'occhiata distratta ai referti medici, qualche domanda e via!

Patente rinnovata.

Avrebbe potuto avere di tutto, non vederci quasi per niente, nessuno l'avrebbe scoperto.

Io ho commentato:-Ecco perchè a tuo padre avevano rinnovato la patente a 85 anni quando ormai ci vedeva pochissimo e per le strade era un pericolo pubblico!-

Mio marito è rimasto così choccato dalla poca serietà dell'esperienza che vuole scrivere una lettera di denuncia all'ASL e non solo. Lo farà? Spesso dice e minaccia, poi si smonta tutto...

C'è un unico problema: le medicine che deve prendere quotidianamente non sono compatibili con l'alcool alla guida, quindi se guida NON DEVE bere prima nemmeno un bicchiere di vino o birra. E questo per lui sarà un sacrificio enorme.

Però ora la patente c'è!

Appena rientrato, siamo subito usciti insieme, in auto finalmente, dopo tre mesi: un giro in un grosso centro commerciale, non abbiamo trovato niente di eccezionale, ormai anche i saldi sono agli sgoccioli, ma vuoi mettere andarci in auto e non dover più temere il peso della spesa da riportare a casa?!

Poi cena in pizzeria, finalmente, dopo tanto che non si esce di sera!

Naturalmente pizza senza birra, solo bevande analcoliche...

 
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LA PIOGGIA, FINALMENTE !

Post n°1452 pubblicato il 25 Luglio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

ACQUAZZONE

 

 

Il primo acquazzone diurno degno di tale nome (non quelle tre gocce di pioggia venute ieri, in barba alle catastrofiche previsioni metereologiche) che dopo tempi immemorabili sia caduto a Firenze, per lo meno nella parte di città in cui abito io... me lo sono beccato tutto!

Stamattina non sembrava che il tempo dovesse cambiare, sì, c'era qualche nuvoletta in più, ma non copriva la cima di monte Morello (ricordate? "Se Monte Morello ha il cappello, quando esci prendi l'ombrello"), faceva un po' più fresco del solito, tanto che ne ho approfittato volentieri per un giro al mercato settimanale lungo l'Arno, dovevo fare provvista di frutta e verdura.

Verso la fine della passeggiata, mentre aspettavo il mio turno al banco dell'ortolano, una nuvola più grigia delle altre ha lasciato cadere goccioloni per qualche minuto, ma la metà si dissolvevano nell'aria e faceva anche piacere riceverli addosso.

Sembrava fosse tutto finito così, ancora sole fino all'attesa del secondo bus per il ritorno.

Poi all'improvviso... acqua!

E dalla discesa alla mia fermata, per i trecentocinquanta metri che mi fanno arrivare a casa mia il diluvio!

Se ci fosse stata una tettoia o simili mi sarei fermata, ma l'unica possibilità era sotto gli alberi, cosa molto sconsigliata durante i temporali. E allora via, più velocemente possibile.

Il mini ombrello che tengo sempre nella borsa e che in questa stagione è più facile aprirlo per proteggermi dal troppo sole, stile turista giapponese, ha fatto il suo dovere ma è riuscito a proteggermi solo la testa e le spalle, tutto il resto fradicio, compresa la borsa-carrello con gli acquisti, così sono rimasti al fresco.

Le ciabattine estive zuppe d'acqua, era come se camminassi scalza .

Però non mi dispiaceva: finalmente un po' di pioggia, la siccità sta diventando preoccupante, offrivo volentieri il mio "sacrificio" per l'innaffiatura di quel bel temporale che tutto sommato si stava comportando bene: abbondante, ma non troppo violento, senza quel vento quasi tornado che porta via. Spero solo che non si riacutizzino raffreddore e tosse che dopo la settimana di mare si mantengono al livello minimo sindacale.

E da bravo acquazzone non è durato molto, dopo mezz'ora c'era già il sole: la pioggia aspettava al varco proprio me! Nel primo pomeriggio acqua di nuovo, ora tutto finito.

Però la cosa strana è che in tutto questo tempo monte Morello ha mantenuto la sua cima bene in vista, sgombra di nuvole... Non ci si può più fidare dei vecchi proverbi? E' cambiato il clima anche in questo? Sarebbe parecchio scocciante...

 
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SALUTO

Post n°1451 pubblicato il 23 Luglio 2017 da atapo
 

MATURA

 

bandiera dello Sri Lanka


E' venuta a farmi visita quella mia ex scolara con cui per tutto il passato anno scolastico mi sono incontrata quasi tutte le settimane per fare conversazione di francese (ne avevo parlato anche qui). "Lavoro" che io avevo iniziato con qualche perplessità e timore, ma che poi si è rivelato più semplice del previsto, guardando film in lingua originale con sottotitoli come spunto per le conversazioni...E' stato piacevole oltre che utile... e non solo per lei!

Ora ha finito l'esame di maturità ed è stata molto contenta della votazione ottenuta, non il massimo, ma comunque un punteggio molto alto.

Anch'io ne sono stata contenta... mi azzardo a pensare di aver contribuito un poco anch'io e non solo dal punto di vista del francese in cui comunque ha ottenuto il massimo nella terza prova. Credo che in questi mesi sia diventata più sicura di sè, avevo cercato di aprirla ad un modo di conoscere e di ricercare che andasse oltre lo scolastico. La sua tesina di maturità ha affrontato un tema molto originale: "La fragilità dell'esistenza dell'uomo mostrata attraverso le fotografie". Mi ha raccontato che una profe della commissione si è commossa mentre lei la esponeva e alla fine si sono tutti complimentati. Io le avevo prestato il mio libro di Robert Capa "Leggermente fuori fuoco", da cui ha tratto immagini e citazioni...

Mi ha raccontato quindi con gioia del suo esame di maturità, affermando che ne manterrà un ricordo positivo: dice che è stata una prova difficile, ma in cui ha provato una bella soddisfazione. Io sono stata molto contenta di sentirla parlare in questo modo, è ciò che dovrebbe restare di un momento così importante della propria vita.

Mi ha lasciato in dono una copia della sua tesina ed io sono rimasta sorpresa e commossa: sarà anche per me un bel ricordo di questa esperienza di quasi-insegnamento un po'... strana, così fuori dal consueto.

Io le ho regalato uno dei miei libri su Picasso, visto il suo interesse per l'arte, soprattutto moderna, Picasso è una pietra miliare: che lo si ami oppure no, non se ne può fare a meno.

Adesso si gode le vacanze meritate: andrà fra poco per un mese con la famiglia in Sri Lanka, il suo paese d'origine, a trovare i nonni. Poi l'attende una vita nuova: è stata accettata in un'università inglese per continuare gli studi e si preparerà a partire.

Questo suo futuro mi emoziona come se fosse figlia mia: sarà un'esperienza forte e importante che lei affronterà con l'impegno, la perseveranza e l'equilibrio che ha sempre mostrato fin da quando la conobbi a sei anni nella mia ultima classe di prima elementare.

Salutandola l'ho abbracciata stretta, volevo passarle tutti gli auguri possibili per l'avverarsi dei suoi sogni...

 
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RIECCOMI

Post n°1450 pubblicato il 20 Luglio 2017 da atapo
 
Tag: viaggi

PRIMA  E  ULTIMA  VOLTA

(16-7-2017)

 


 

Il giorno della partenza, quando mio marito ha aperto la porta del camper, mi sono quasi sentita male: nemmeno le sedute erano montate! E, come temevo, tutto ancora buttato all'aria, uno sportello staccato e vagante, i suoi attrezzi e fili sparsi dappertutto.
Come la casa fino a qualche mese fa.
Roba da fare dietrofront, quello che vedevo mi dava il voltastomaco.
Infatti nei primi due giorni di vacanza LUI ha sistemato alla bell'e meglio, in modo da non sentirci troppo baraccati, ma dicendo che prossimamente deve fare ancora diversi lavoretti sul camper perché gli piace così tanto questo continuo bricolage…
Io cercavo di stare all'aperto il più possibile, con una seggiolina all'ombra sotto gli alberi se non ero in spiaggia o in piscina, avevo portato il minimo indispensabile di vestiti e attrezzature per non aumentare il caos.
E qualcos'altro ha funestato parte della settimana: da qualche giorno prima della partenza mi erano venuti mal di gola, tosse e raffreddore che andavano sempre aumentando, probabilmente a causa degli sbalzi tra il gran caldo esterno e l'aria condizionata di bus, negozi e uffici, prendevo il Fluimucil ma senza grandi effetti.
Insomma sono partita che stavo male, dicevo: -O il mare mi guarisce, o mi stronco del tutto…- decisa a non rinunciare a questa opportunità di andare fuori città dopo tanto tempo. Ho fatto come se fossi in piena forma, soprattutto non mi sono negata la spiaggia e i bagni nel mare e in piscina, l'acqua è la mia passione: infatti nei primi giorni sono peggiorata e confesso che mi stavo preoccupando, temevo di arrivare alla bronchite. Invece da mercoledì l'effetto benefico dell'aria marina ha cominciato a farmi guarire, piano piano. Peccato che sia già dovuta tornare a casa, lo so che mi vorrebbero mesi di soggiorni al mare per questi disturbi, non sono proprio in forma del tutto e temo la ripresa della vita cittadina, speriamo di non avere ricadute.
A parte tutto questo, la settimana è stata rilassante, come mi ero ripromessa ho mangiato del buon pesce fritto e sono stata il più possibile col mio nipotino che solitamente vedo di rado.
Anche stavolta gli ho prestato la mia tavola da surf: quando nel 2002 andammo al mare insieme e lui aveva due anni gli piaceva starci a cavalcioni e così vinceva la paura che allora aveva dell'acqua. Ora ha fatto i corsi in piscina, sa un po' stare a galla e con la tavola si è divertito moltissimo: appena l'ha avuta tra le mani quasi d'istinto ha ricordato le poche istruzioni che gli avevo dato a quel tempo su come tenerla e oltre che a nuotare e farsi trascinare dalle onde provava anche a salirci da solo e a cavalcarla in equilibrio.
Conclusione: ora la tavola la tiene lui per il resto dell'estate, perché tornerà al mare anche in agosto. Gli altri nipotini più grandi ce le hanno già, le hanno trovate per pochi euro ai mercatini dell'usato.
Per il resto, in quella zona non c'è niente: solo campeggi, stabilimenti balneari, due spiagge libere, pochi negozietti e qualche trattoria-rosticceria attorno ad un incrocio, per trovare attrattive o passare una serata bisogna fare chilometri, quindi occorre l'auto. Un solo vero ristorante, che abbiamo collaudato, per fortuna offre ottimi piatti.
Tutto e solo relax duro e puro… un po' eccessivo anche per noi.
Così un pomeriggio siamo andati sulle Alpi Apuane a vedere le cave di marmo. Ho scelto io questa meta, pensando che a Riccardo sarebbe piaciuta. Infatti è rimasto affascinato dal paesaggio, dai macchinari, dalle gallerie, interessatissimo al piccolo museo all'aperto sul lavoro dei cavatori, allestito alle cave di Fantiscritti. Sulla via del ritorno un passaggio a Colonnata dove oltre ad ammirare le cave è obbligatorio gustare il lardo squisito preparato nelle conche di marmo secondo ricette antiche. E' stata proprio una bella gita alla scoperta di un mondo che non avremmo mai immaginato.
Penso che sarà il ricordo più interessante di questa settimana, concordo con mio figlio quando dice:-Tornare in vacanza qui? Non mi vedranno più.- Aveva accettato solo perché una coppia di loro amici ci passa, da anni, tutte le ferie, per stare un po' di tempo anche in loro compagnia.

PS: solo oggi riesco a pubblicare, dopo vari giorni in cui nel blog non si poteva fare niente, spesso nemmeno aprirlo: Libero, che succede?

 
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SEI PIU' SEI

Post n°1449 pubblicato il 06 Luglio 2017 da atapo
 

A  META'

 

Marina di Massa

E' già passato mezzo anno... e in fretta, troppo in fretta. Più si avanza con l'età, più il tempo corre, chissà perchè questa sgradevole impressione, che tutti provano a quanto ho sentito.
Mi sono trascinata nei primi sei mesi le mie ansie, le mie amarezze e le mie stanchezze che durano da qualche anno e aumentano sempre più, avevo la speranza che l'estate avrebbe portato un po' di tregua e mi avrebbe consentito di rilassarmi e forse anche di chiudere qualche capitolo poco gradevole.
Invece niente, il caldo atroce si è sommato all'ultimo inconveniente cioè il dover restare tre mesi senza patente in famiglia: la fatica delle spese sempre col carrettino da trascinare, l'impossibilità di approfittare dei bei momenti culturali e festaioli che nella prima parte dell'estate abbondano a Firenze, ma sempre in orario tardo pomeridiano o serale naturalmente, per godersi il fresco...
Mio marito ha varie incombenze da sistemare e andava in giro in bicicletta: io stavo in ansia per il traffico e questo caldo assassino, alla sua età non c'è da scherzare! Infatti un giorno è caduto, ha preso una botta su una gamba che poi si è gonfiata, compresi piede e caviglia. Nulla di rotto per fortuna, ma la preoccupazione c'è stata e ora non può più andare nemmeno in bicicletta, nè camminare a lungo. Quasi bloccato pure lui!
Sto facendo il conto alla rovescia per arrivare a quel benedetto 27 luglio in cui farà la visita definitiva e spero che la risposta (e la patente) gliela diano subito, che non ci sia da aspettare per trafile burocratiche!
All'inizio del 2017, in una pagina nascosta dell'agenda, avevo scritto una lista di cose da fare in quest'anno. Non le ricordavo nemmeno più, a fine giugno sono andata a rileggerle: male!  Solo in una ho mantenuto per ora l'impegno: leggere molto, per "smaltire" un po' i libri che ho comprato perchè mi attiravano e che non ho ancora letto. Per il resto... altamente insufficiente!
Lo sapevo che sono inutili queste liste, avevo ceduto per la prima volta per vederne gli effetti... ci sono ancora altri sei mesi, chissà se recupererò qualcosa...Però è un po' deludente la situazione attuale!
Mio figlio ci è venuto in soccorso: la settimana prossima loro hanno preso un bungalow a Marina di Massa, in un campeggio. Ha proposto che sua moglie, figlio e bagagli andranno in auto, lui guiderà il nostro camper e andremo in campeggio insieme.
Confesso che dopo tutto quello che c'è stato le prime vacanze dal 2014 non volevo proprio farle in camper... nè in Versilia, ma a tutt'oggi questo passa il convento e mi devo accontentare.
Il camper però non era stato più riaperto dopo il nostro "soggiorno obbligato " di due mesi nel 2015, era da controllare, ripulire ecc. Quando andava in bici fino al rimessaggio mio marito ha fatto qualcosa, ma ora non può più: dopodomani dovremo partire così com'è e... finire di sistemarlo nella settimana in cui saremo al mare. Bella prospettiva vero? Questo ultimo imprevisto mi ha smorzato non poco la soddisfazione, anche se piccola, di mettere finalmente il naso fuori di casa.
Credo che la settimana prossima mi sembrerà di toccare il cielo con un dito se riuscirò a riposarmi su uno sdraio in riva al mare o in pineta, a fare qualche bagno, a leggere, a mangiare pesce fritto e naturalmente a giocare con quel nipotino che vedo così poco.
Per stavolta non ho voglia di nessuna altra avventura, sono troppo stanca, non assicuro nemmeno di scrivere qui.

 
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CENA PERUVIANA

Post n°1448 pubblicato il 02 Luglio 2017 da atapo
 

10  ANNI  DOPO

 

Patate alla Huancaina

 

Mi hanno invitata ad una cena di retrouvailles... con i miei ex alunni dell'ultima classe, quella che ho lasciato a metà percorso per motivi di salute, per andare in pensione.
La classe di cui ho parlato spesso agli esordi di questo blog, nato anche dal trauma e dalla solitudine di quel pensionamento improvviso e imprevisto.
Ben dieci anni fa! E questo mi porta ad altre riflessioni, che non saranno però l'argomento di oggi.
L'occasione dell'incontro è stata un po' particolare: tra di loro c'è una compagna down, che in questi giorni compie venti anni (è maggiore di un anno rispetto agli altri).

Un gruppetto di mamme aveva creato rapporti di amicizia al di fuori dell'ambito scolastico e ha continuato a mantenerli anche con la mamma di questa ragazza, che è sola a gestire la figlia, sempre circondandole di affetto e disponibilità.
Ed ora, poichè mamma e figlia sono di origine peruviana, hanno organizzato la cena di compleanno in un ristorante peruviano del quartiere.
Sono riuscite a rintracciare più di metà classe, tra gli assenti chi si è trasferito, chi ha perso i contatti... Insomma, alla cena eravamo in tanti, tra figli, fratelli e genitori: pensare che quasi tutti i presenti stanno affrontando gli esami di maturità, tranne due che hanno perso un anno durante il percorso, ma anche chi aveva la prova orale il giorno dopo non è voluto mancare. Una mi ha confessato che all'inizio si sentiva molto imbarazzata, temeva di non sapere cosa dire dopo tanti anni, ma poi è stata felicissima: il ghiaccio si è sciolto subito, hanno chiacchierato, riso e scherzato tutti insieme come se si fossero lasciati il giorno prima.
Invece sono passati 10 anni: ne avevano nove, ora ne hanno 19! Chi è cambiato molto ed è quasi irriconoscibile, chi è rimasto simile a quando era bambino, ma tutti sono ... bellissimi!
Già, ai miei tempi l'adolescenza era difficile anche fisicamente, in molti eravamo brutti e sgraziati, ora invece grazie allo sport, all'alimentazione, ad una maggiore cura di sè, hanno tutti una bellezza e una gradevolezza impensabili allora. E, da quanto mi hanno raccontato loro e i genitori, in genere si sono impegnati nello studio, io ho confermato che se c'era una caratteristica di quella classe era proprio questa, la grande volontà di fare bene, l'impegno in ogni proposta di lavoro, anche chi aveva difficoltà non si arrendeva mai. Io del loro gruppo ricordo principalmente questo, che aumentò in me il grande dispiacere provato nel lasciarli.
Anche in questa occasione sono stati molto affettuosi con la loro compagna festeggiata: ha ricevuto regali, una torta enorme e le candeline da spegnere... dopo che alla cena abbiamo gustato piatti e bevande tipiche della cucina peruviana, apprezzati da tutti. La mamma si è commossa e ha detto che si è sempre sentita come in una grande famiglia, insieme a questi compagni e genitori della prima scuola di sua figlia.
Una bellissima serata, anche per me commovente nei ricordi che mi ha ravvivato... e un mondo di auguri per gli esami, l'università, il lavoro, l'amore... il futuro di questi splendidi ragazzi!

 

PS: noto che ora con Libero si ragiona: posso mettere i colori, aggiornare i box... spero che duri!

 
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FINE DELLA SCUOLA

Post n°1447 pubblicato il 29 Giugno 2017 da atapo
 

PAGELLE, DIPLOMI… SENZA FESTA.

 


 

I miei due nipotini più grandi, già alla scuola primaria, hanno ricevuto le pagelle di fine anno scolastico: promossi, naturalmente, entrambi con voti molto alti. Lascio per un attimo perdere la questione “voti sì, voti no” e mi rallegro per questi loro risultati “burocratici”, ma sono più compiaciuta per i giudizi positivi scritti dalle maestre sui loro progressi di crescita “umana”.

Il nipotino che quest'anno conclude la scuola materna ha ricevuto, come si usa ora, il suo bel diploma e cappello col tocco, immortalati dalle foto di mamma e nonna che però qui non metterò (grazie Libero).

Tre anni dopo e nella stessa scuola del fratello maggiore, ma quanto diversa è stata la “cerimonia”!

Tre anni fa la raccontai anche qui: nel salone con tutti i compagni della scuola, anche quelli più piccoli, tutte le classi insieme, tutti i genitori e parenti vari, un solenne Inno di Mameli in apertura, tanti canti di tutti i bimbi insieme e dopo che ogni DIPLOMATO aveva avuto il suo attimo di celebrità in piedi sul tavolo fra gli applausi scroscianti… tutti al buffet della merenda per concludere insieme il pomeriggio in allegria.

Invece quest'anno solo i bimbi di cinque anni e due classi soltanto per volta erano nel salone, solo due adulti per bambino erano autorizzati a presenziare (nonna e mamma nel nostro caso, perché il babbo al lavoro avrebbe dovuto prendere permesso per appena un quarto d'ora…). Una canzoncina cantata dalla ventina di cinquenni emozionati allineati in semicerchio, la chiamata di ognuno al centro, la consegna di diploma e cappello, un applauso dei presenti, un saluto alle maestre e subito via, fuori, perché altre due classi dovevano fare la stessa cerimonia.

Come mai questa differenza e questo attuale squallore?

La causa sta nella dirigente dell'istituto comprensivo che c'è stata negli ultimi due anni, una persona fuori di testa che è riuscita a distruggere tutte le iniziative positive delle sue scuole e a rovinare il clima di accoglienza, partecipazione e impegno fra i docenti. E' dove ho lavorato anch'io e fra ciò che mi racconta mia figlia e ciò che ho saputo dagli ex-colleghi ho ben presente lo sfascio di un istituto comprensivo che in una zona difficile della città era da anni molto attivo nell'integrazione di ogni tipo di alunno. Questa preside ha proibito TUTTO quello che poteva proibire, ha annullato tutte le iniziative, ha gestito in maniera esclusivamente e ottusamente burocratica e personalistica ogni problematica sia delle famiglie che degli insegnanti. Tirando in ballo la responsabilità e la sicurezza da due anni non si sono più fatte feste per la fine della scuola (né per altre occasioni): quei bei pomeriggi organizzati tra genitori e insegnanti, che erano momenti di apertura al quartiere, di saluto e anche di incontro e ritrovo con gli ex alunni, a cui partecipavo anch'io, che ho raccontato qui. Anche per le gite ostacoli su ostacoli, molti insegnanti ci hanno rinunciato. Il nipotino che ora ha finito la terza primaria ha avuto un ultimo giorno di scuola come tutti gli altri, dice che sono stati solo di più in giardino a giocare con l'acqua.

Se avessi voluto continuare il mio corso extracurriculare di teatro in francese, non oso pensare a come mi avrebbe trattata, forse non l'avrebbe nemmeno più consentito…

E' riuscita così bene nel suo intento demolitore che ora ha tutti contro e ultimamente ha avuto due ispezioni ministeriali, pare che per l'anno prossimo verrà mandata via (a far danni da un'altra parte?) . Pare… ancora ufficialmente non si sa nulla…

E chi verrà si troverà una situazione disastrosa, avrà molto da fare… ci vorranno anni per ricostruire quel clima positivo e quell'entusiasmo che è andato perduto così in fretta.

 
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TUTTI SCRIVONO

Post n°1446 pubblicato il 25 Giugno 2017 da atapo
 

TUTTI  PUBBLICANO



Hermann Fenner Behmer, "What to write"


Chi mi legge da tempo sa che su facebook faccio parte di un gruppo che"gioca" con le parole e la scrittura: ogni settimana siamo invitati a scrivere un raccontino in 400 caratteri spazi compresi, che contenga due parole assegnate a caso dal coordinatore. Non si vince nulla, ci si diverte a leggere e commentare reciprocamente i nostri "capolavori".

E' naturale che in un gruppo simile ci siano anche SCRITTORI, più o meno "veri", oltre ad appassionati e dilettanti come me.Ogni tanto qualcuno di loro fa conoscere on line il suo ultimo libro pubblicato, a volte l'ho anche comperato e letto con interesse, qualcuno fa presentazioni in giro per l'Italia e quando una signora di queste capitò a presentare a Firenze la sua opera andai incuriosita ed ebbi modo così di conoscere una donna umanamente molto ricca ed interessante.

Poi ho un'amica che è un "pezzo grosso" in campo artistico, anche lei scrive e pubblica libri legati al suo ruolo lavorativo ed è naturale...

Qualche tempo fa raccontai qui di quell'altra amica che aveva pubblicato la sua autobiografia legata soprattutto alle sue imprese sportive e poco dopo pubblicò un libro con i suoi racconti...

Di un professore di francese che recitava con me sono usciti due romanzi.

Di un amico ho scoperto la pubblicazione di libri di poesie e ricerche storiche.

E ultimamente...

Ho ritrovato tramite facebook una compagna delle scuole medie, che ora vive in Australia. Ci siamo date l'amicizia e poco dopo lei ha pubblicato la sua autobiografia: ne ho lette diverse pagine on line,quelle che mettono per presentazione e, come avevo intuito, questa persona ha avuto una vita molto avventurosa e sopra le righe...impensabile, se ricordo come era ai tempi della scuola media!

L'ultima sorpresa l'ho avuta da una mia ex-collega insegnante: nonostante ci manteniamo in contatto e condividiamo un certo tipo di scuola accogliente e integrante, niente mi avrebbe fatto pensare che potesse pubblicare una storia di donne immigrate... Invece ecco il suo libretto fresco di stampa, da una casa editrice del sud Italia. E mi pare che con la stessa casa editrice abbia inserito dei suoi racconti per bambini in una antologia...

Per non parlare di mia zia e mia cugina, che mi hanno omaggiato dei libri con le loro poesie.

In genere tutti questi autori pubblicano con case editrici quasi sconosciute, oppure in quei sistemi di pubblicazione a loro spese...

Però, quanta gente si dà da fare per scrivere, inventare, far stampare e far conoscere le proprie storie, fantasie, esperienze!

E allora confesso che anche a me piacerebbe.

Ci provai, moltissimi anni fa appena arrivata a Firenze. Avevo scritto cose per bambini che avevo collaudato con successo tra i miei alunni e diffuso in fotocopie tra colleghi che le usavano nelle loro classi. Contattai una casa editrice fiorentina, mi dissero che prendevano in considerazione le mie proposte solo se mi fossi presentata con le tavole preparate da un illustratore... Cosa per me impensabile. Che fosse stato un modo gentile per togliermi dai piedi?

Però qualche anno dopo vidi pubblicate proposte molto simili alle mie...Qualcuno poi mi disse che bisogna essere presentati, avere conoscenze... e io lasciai perdere, delusa e scandalizzata..

Ora tutti pubblicano... a proprie spese magari, con diffusione solo tra amici e parenti o poco più, ma vuoi mettere la soddisfazione di passare ad altri storie e messaggi?

E io cosa scriverei? La mia autobiografia? Quella lavorativa potrebbe essere interessante, ne avevo l'intenzione appena andata in pensione, la scuola come ci ho lavorato io non esiste più, qualcuno la rimpiange, qualcuno la riscopre ora dopo lo sfascio che si è via via aggravato negli ultimi anni...

Ho qualche racconto nel cassetto, qualcuno era finito anche su queste pagine di blog anni fa ed era piaciuto ai lettori...

E da un po' di tempo ho una storia in mente, che ambiziosamente potrebbe diventare un romanzo... Una storia che inizia nel 1968 e arriva ad ora, una storia dove alcuni elementi ed episodi della mia vita danno il via ad altro di inventato. Ultimamente, quando dopo l'incontro con l'amica di Bologna sono riemersi dai ricordi e da internet fatti e persone di quel periodo, questa storia che si stava formando nella mia testa è come se si affacciasse con più forza, resta lì a dirmi:-Allora? Che ne fai di me?-

Poi mi dico che no, è tutto solo nelle mie fantasie, che gli altri scrivono senz'altro cose più interessanti delle mie, che non vale la pena perdermi anche dietro a questo, che a nessun editore interesserà e che è inutile buttare via denaro per autoincensarmi con una pubblicazione personale.

Ma la storia continua a restare lì, fissa. Per questo tempo fa mi colpì la citazione che diceva:

"Sono convinto che ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient'altro.

Un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto, non ha fatto altro che passare sulla terra senza lasciare traccia."

(da Trilogiadella città di K. di AgotaKristof)

L'ho sentita rivolta a me.



 

 
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ESAMI

Post n°1445 pubblicato il 21 Giugno 2017 da atapo
 
Tag: memoria

OGGI e ... L'ALTRO IERI




Volevo scrivere di un altro argomento, ma oggi questo si impone e ciò che avevo in mente lo rimanderò ad altro momento.
Oggi iniziano gli esami di maturità, da vari anni non mi sentivo coinvolta, leggevo i titoli dei temi per curiosità e passavo ad altro, Ricordo una bellissima poesia di Quasimodo da commentare l'anno in cui sostenne l'esame mia nipote, alla quale avevo suggerito qualcosa per la sua tesina sugli Impressionisti...
Ecco, quest'anno è un po' così, perchè oggi comincia la prova quella mia ex-alunna originaria dello SriLanka che dall'autunno scorso viene a fare conversazione di francese con me. Conversazione in lingua sugli argomenti più disparati, ho già raccontato qui dell'idea di prendere in prestito dall'Istituto Francese i film in versione originale con sottotitoli in francese: ne abbiamo visti un certo numero, poi ad ogni film lei mi faceva il riassunto, mi presentava i personaggi, le tematiche dei film servivano ad ampliare i discorsi, a discutere opinioni, a cercare altre informazioni su internet.
E' una ragazza curiosa, interessata, spero di averle aumentato l'interesse ad approfondire, a ricercare, a collegare... cosa che nelle ore scolastiche mi pare facessero poco. Qualche giorno fa mi ha mandato i voti di ammissione all'esame: ha la media dell'8,25 e mi pare buona, ieri sera le ho inviato per SMS gli auguri scaramantici a cui lei ha risposto stamattina prestissimo, immagino prima di uscire per la grande prova. Se tutto va liscio l'anno prossimo frequenterà l'università in Inghilterra: viene da una famiglia modesta, ma che considera la cultura della massima importanza e per questo fa ogni sacrificio.

Come mi accade in queste situazioni ripenso al mio esame di maturità... nel 1969.
Era stato appena riformato e semplificato, noi avremmo fatto da cavie. Due prove scritte: italiano e una seconda che per noi fu matematica (All'istituto magistrale?! Mah!). Quattro materie decise dal ministero per l'orale: italiano, storia, filosofia, scienze; una l'avremmo scelta noi e l'altra veniva indicata per ognuno il giorno dell'orale dalla commissione che era tutta complosta di prof esterni, tranne uno della classe. Io naturalmente avevo deciso di portare italiano che era il mio forte, era quasi sicura che non mi avrebbero dato storia, troppo simile, pregavo ardentemente per scienze, dato che filosofia la odiavo e ci avevo sempre capito poco (grazie alla "sublime" insegnante). Mi andò bene, ebbi scienze. Lo scritto di italiano mi sembrò interessante, non ricordo il titolo esatto, scelsi un tema sulla condizione e le aspettative dei giovani, quanto mai di attualità in quell'anno successivo al '68, periodo turbolento in cui i giovani erano di attualità.
Ho ritrovato tempo fa fra documenti del passato un articolo di giornale che presentava il lavoro della mia commissione d'esame: perchè fui cavia due volte, il presidente volle fare all'orale gli esami di gruppo, entravamo tutti insieme i candidati del giorno e la conversazione era unica, si era chiamati a intervenire qua e là, non solo ad esporre del nostro. Un esame che durava tutta la mattina, un po' sfiancante, ma forse meno ansiogeno del trovarsi soli a tu per tu con la commissione.
Beh, io avevo dimenticato questo particolare organizzativo, quel ritaglio di giornale mi ha rinnovato la memoria, ma se dovessi raccontare come andò, cosa mi fu chiesto... buio totale! Ho rimosso quasi tutto.
Forse perchè quell'esame capitò in un momento molto difficile della mia vita: mio padre era ricoverato in ospedale, si andava aggravando e le speranze di guarigione si affievolivano. 

La mia mamma era quasi sempre da lui, io a casa col mio fratellino di 11 anni in quell'estate terribile (gli esami cominciavano allora il primo luglio e la prova orale per me fu dopo il 20, credo 21 o 23). Avevo studiato molto, ma c'erano gli impegni di casa, da andare a trovare papà per dare il cambio alla mamma (ricordo che studiavo anche in bus perchè l'ospedale era dall'altra parte della città), ogni giorno aumentava la preoccupazione per il futuro che si presentava molto tetro. Io che avrei voluto continuare a studiare avevo il forte timore di non potermelo permettere... E il giorno dopo l'esame orale il mio impegno al capezzale di papà aumentò, ora che non dovevo più prepararmi.
Ecco a cosa è fortemente legato il ricordo, vago, della mia maturità ... scolastica.
Perchè io mi sono sempre detta che il mio VERO esame di maturità cominciò un mese dopo, quando mio padre morì.

 
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PROVA

Post n°1444 pubblicato il 20 Giugno 2017 da atapo
Foto di atapo

E' un post di prova, per vedere cosa sta combinando oggi Libero:á

ogni giorno una novitÓ
e sempre peggio...


 
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PRIMA GITA

Post n°1443 pubblicato il 16 Giugno 2017 da atapo
 

RITORNO  AL  CASTELLO

 

Parma. il castello di Torrechiara

Dicevo di aver voglia di vacanza…
Ho cominciato con l'organizzare qualcosa, anche se piccolo, un giorno solo di “fuga”
Un'amica di Bologna voleva acquistare alcuni piatti dell'eredità dei miei suoceri… ci dicevamo che prima o poi ci saremmo incontrate, intanto glieli avevo messi da parte.
Lo stesso per la mia amica che lavora al castello vicino Parma. Ora quest'ultima si è rotta una gamba: faccenda spiacevole, ma questo mese in cui non lavora ed è a riposo ha giocato a favore di un incontro a tre, con allegata consegna di stoviglie vintage.
Così ieri mattina sono partita di buon'ora con le stoviglie ben imballate nel carrello della spesa e ho preso il treno per Bologna: per fortuna non erano troppo pesanti, ma fragili sì e trattavo questo prezioso bagaglio con i guanti. Del resto mi bastava che arrivassero indenni a Bologna, dopo le abbiamo messe nel bagagliaio dell'auto dell'amica bolognese e siamo partite per le colline di Parma. Altre due ore di viaggio, senza navigatore, ma avevo stampato la carta di Google con le indicazioni stradali e mi sono ritrovata a fare io da navigatore, come quando andavamo in camper con mio marito: la sorte ci ha assistito e non abbiamo sbagliato strada nemmeno una volta.

Dopo un caldo soffocante a Bologna e lungo la strada, speravo che almeno sulla collina del castello ci sarebbe stata tregua e una temperatura più sopportabile. Macche! Caldo atroce anche lassù! Facendo corrente con varie finestre aperte, nonostante i muri spessi, si migliorava di poco. Impensabile anche soffermarsi nel bel camminamento sulle mura dove la nostra amica castellana coltiva nei vasi i fiori e le piante aromatiche: tanto profumo, ma anche un sole implacabile.
Comunque l'incontro di tre amiche che da tanto non si rivedono fa dimenticare ogni disagio e così abbiamo passato qualche ora piacevole a raccontarci di tutto e di più… di vita… di lavoro… di mariti, figli e nipoti…
Ne sentivo la necessità di un tempo così, ora che non si organizzano più le giornate tra “le dame della Montagnola”: sono i cambiamenti e le trasformazioni delle vite di tutti, allora è una gioia se si riesce a rinnovare in modi diversi le occasioni di stare insieme.
Io e l'amica castellana ci conosciamo ormai bene, con l'amica bolognese finora avevo avuto meno occasioni di rapporti e confidenze: ieri, in quattro ore di viaggio insieme fra andata e ritorno, direi che abbiamo recuperato. Anche lei è stata insegnante, ora è in pensione da due anni, anche lei ha lavorato in scuole e situazioni di frontiera, come è stato per me.

Non sapevo esattamente quanti anni avesse, ho scoperto che ha solo due anni meno di me, aveva frequentato a Bologna il mio stesso Istituto Magistrale e, senza conoscerci, per due anni vi abbiamo “coabitato”, io fra le più grandi, lei nelle classi inferiori. Era attorno al 1968, l'inizio del periodo “caldo” della contestazione a cui per diversi mesi partecipai anch'io, abbiamo ricordato nomi dei compagni più attivi e qualcuno lo conoscevamo entrambe: ieri sera tornata a casa sono andata a ricercarne tracce in internet… ho ritrovato vecchie foto che mi ricordavano la mia adolescenza contestatrice, ho identificato anche qualcuno che conoscevo, che era in classe con me… Chissà come sono ora, cosa gli ha riservato la vita?
Avevo una leggerissima nostalgia, quella che viene quando ci si immerge nei ricordi della propria gioventù e si sente che appartiene ad un periodo lontanissimo...


 
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ALLUVIONE IN SCENA

Post n°1442 pubblicato il 14 Giugno 2017 da atapo
 
Tag: teatro

CALDA  REPLICA

Lo spettacolo sull'alluvione a Firenze in cui ho recitato nel novembre 2016 è stato messo nel cartellone estivo del nostro quartiere.

Si tratta di una serie di rappresentazioni (teatro, musica, danza) che da alcuni anni il quartiere offre gratuitamente ai cittadini una sera alla settimana, all'aperto, nel giardino di una villa.
C'è di che esserne fieri!
Però non era possibile replicare il nostro spettacolo esattamente come l'originale, c'è una bella differenza tra l'essere su un palcoscenico, con le quinte e gli spazi per gli oggetti di scena, e l'essere in un piccolo spiazzo alla base di una piccola scalinata. Allora la nostra regista ha trasformato le parti narrative in letture sceniche, mantenendo uguali le parti dell'inizio e della fine, in cui c'erano scene corali. Nell'ultimo mese ci siamo allenati per questa nuova versione, all'uso del leggìo, dei microfoni, dei nuovi spostamenti necessari. Anche se non c'era più il problema della memoria del testo, bastava leggere ciò che comunque tutti ricordavamo ancora abbastanza bene, era necessario allenare la memoria dei nuovi gesti e delle nuove posizioni.

 


E ieri sera siamo andati in scena. Ieri, giorno torrido come tutti questi ultimi precedenti, alle 19, quando ci siamo ritrovati alla villa per la prova tecnica prima dello spettacolo, il sole era ancora alto, caldissimo e di fronte ai nostri occhi, per cui noi ci scioglievamo quasi accecati...
A tratti arrivava il vento che, se mitigava un po' l'arsura, faceva però volare via i fogli dai leggii: abbiamo dovuto correre alla ricerca di mollette da bucato e imparare a staccare, voltare e riattaccare i fogli senza perderne nessuno, con abilità e indifferenza.
Alle 21.15 tutto è cominciato con i saluti delle autorità, finalmente il sole era tramontato, avevamo risolto il problema del vento... e tutto è filato liscio, con divertimento nostro e pare anche del pubblico, visti gli applausi alla fine e i complimenti dopo. Bene, così siamo abbastanza tranquilli che il quartiere sovvenzionerà il gruppo di teatro anche per l'anno prossimo... l'abbiamo fatto anche per questo, naturalmente!
Io ero solo preoccupata... dei fili! Sì, i fili dei microfoni e delle varie apparecchiature sonore che correvano sul pavimento, non come sul palcoscenico del teatro che è tutto sgombro: lì avevo paura di inciampare e di combinare qualche disastro! Per fortuna ho evitato questa figuraccia...
E ora vacanza dal teatro. Durante l'estate la regista di questo gruppo dovrebbe farci avere il nuovo copione, la regista degli "Spostati" ci ha già detto che vuole riprendere uno spettacolo degli anni passati, dove però io avrò una parte diversa... ma ci sarà tempo per pensarci.
Ora ho voglia di fare altro... più vacanziero!

Le foto che vedete sono state scattate da un amico fotografo, P.B., le ho copiate-incollate da Facebook, fra un po' spariranno...

 
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ERBA

Post n°1441 pubblicato il 12 Giugno 2017 da atapo
 

PRIMO TAGLIO

L'erba è già da tagliare. Non è che sia cresciuta proprio perfetta, da qualche parte è folta, in altri punti molto rada, comunque come primo esperimento bisogna accontentarsi.

Insieme all'erba sono cresciute le piante infestanti, andavano tolte via via, ma, si sa, LUI ha sempre altro di più importante... Comunque spero che il tagliaerba faccia il suo dovere spietato anche con quelle e, almeno per adesso, le tenga sotto controllo...

La lavanda ha dei fiori bellissimi e attira tutto un via vai di api e insetti, verrebbe voglia di mettere un'arnia per fare il miele di lavanda... Sogni!

Anche la yucca ereditata da mio figlio è rigogliosa, gli alberini nuovi sembrano tranquilli, con qualche fogliolina appena spuntata, così come i cespugli di spirea e di nandina. Invece i cespugli di corbezzolo e le piccole cicas mi pare stentino un po' ad ambientarsi, continuano ad avere delle foglie gialle.

Libero ha chiuso la possibilità di mettere foto negli album, qui provo a metterne una del giardino attuale, facendo un giro tortuoso per farla arrivare...

 


E se si confronta col giardino del marzo 2016... la differenza si vede!


 
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BUON APPETITO

Post n°1440 pubblicato il 07 Giugno 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

RISTORANTE

Al Merlo Ingordo



 

Quando l'anno scorso la vicina di casa decise di trasformare il suo giardino-giungla in un giardino serio ed eliminò un mucchio di piante e di fiori, ci regalò tre piantine di lamponi, un po' malandate, ma lei diceva che erano ancora vive. Non so perché proprio quelle, con tante che buttava via e che magari avrebbero un po' riempito il nostro giardino-deserto, comunque “a caval donato non si guarda in bocca” e le trasferimmo da noi al di qua della rete, a pochi metri di distanza da dove si trovavano prima. Ai primi tepori sono nate nuove foglie ed ora i frutti stanno maturando.

A me i lamponi piacciono moltissimo… sognavo di mangiarli così, appena raccolti, oppure affogati nello yogurt bianco o nel gelato di vaniglia. Maturano pian piano, non se ne possono raccogliere molti tutti insieme.

Però c'è qualche difficoltà: le piante sono distanti dal sentiero lastricato, bisognerebbe camminare sull'erba per avvicinarle, ma l'erba è ancora in crescita, è bassa, il giardiniere si è raccomandato di non camminarci sopra finché non è più alta, per non sciuparla. Così ammiro da lontano quelle invitanti palline rosse.

Invece c'è QUALCUNO che non ha bisogno di calpestare l'erba per arrivare ai lamponi! Ho scoperto che i merli sono ghiotti dei lamponi, abbiamo diversi merli che sostano nel giardino e che ormai non temono neppure più la nostra presenza, quasi ci zampettano in mezzo ai piedi.

E sfacciatamente mi guardano quando sui rami dei lamponi… zac! Staccano e mangiano quelli più grossi e più maturi! Ormai non riescono nemmeno più a maturare completamente!

Io osservo la crescita dell'erba e ricordo a mio marito che le innaffiature debbono essere frequenti e abbondanti (parole del giardiniere!): arriverò a poter raccogliere un po' di frutti prima della fine della stagione?

O per quest'anno saranno solo da dessert per gli alati autoinvitati?

 
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NUOVI AMICI

Post n°1439 pubblicato il 03 Giugno 2017 da atapo
 

SORPRESA

 

Pontassieve

Questo PONTE lungo e soleggiato da passare senza auto e con autobus dagli orari rigorosamente festivi, quindi molto diradati, non mi metteva certo di buonumore.

Poi ieri all'ora di pranzo mi ha telefonato un amico del teatro, dicendomi che il musicista-pittore della compagnia, un artista abbastanza originale che ci accompagna col pianoforte negli spettacoli e che dipinge i fondali delle scene, gli aveva riferito di aver terminato alcuni affreschi-murales che gli erano stati commissionati in uno spazio pubblico da un Comune verso la montagna fiorentina risalendo il corso dell'Arno e della Sieve. Se volevamo andarli a vedere...

E l'amico attore aveva pensato di approfittare della bella giornata per fare una piccola gita con sua moglie, salire in quel paese a vedere le pitture e a prendere un po' di fresco. Invitava anche me e mio marito, se volevamo unirci a loro, visto che non abbiamo la possibilità di usare l'auto...

Questo amico ha qualche anno più di me, come sua moglie, e sono due persone dal cuore d'oro. Non hanno avuto una vita facile, io conosco soprattutto lui perchè lavoriamo insieme fin dal corso al teatro Le Spiagge. Dato che abita dalle mie parti spesso mi dà un passaggio per andare e tornare dalle prove, così chiacchierando in auto ci siamo conosciuti meglio. Sua moglie invece è più facile che la incontri a fare la spesa al supermercato, ma prima di ieri non eravamo ancora molto in confidenza.

Ieri sono stata sorpresa e contenta che abbiano pensato a noi e ancora prima di parlarne con mio marito avevo già deciso di accettare. Così quando mio marito come al solito ha fatto il prezioso all'inizio sbuffando e facendo i soliti discorsi, gli ho detto:- Poche storie! Che tu venga o no, io ci vado! Non dovrò mica restare bloccata in casa a soffrire il caldo perchè tu non hai la patente!-

Così è venuto anche lui.

E' stato proprio un pomeriggio piacevole. Gli affreschi non li abbiamo visti, solo intravisti da un cancello semichiuso con una catena, perchè a quanto pare quello spazio è fruibile solo in certi orari che però non stavano scritti da nessuna parte e il nostro pittore al telefono non era raggiungibile.

In compenso nel paese c'era una festa che riguardava il vino, famoso prodotto locale, con bancarelle, sfilate, musica. Già il centro storico è carino per conto suo, ieri così addobbato e in festa era ancora più bello. E c'era un venticello proprio gradevole ad accompagnarci nella passeggiata.

Questa coppia è davvero simpatica e anche mio marito si è trovato a suo agio: lui e l'altro sono entrambi aggeggioni, amanti del bricolage e ne avevano da raccontarsi! La signora è molto diversa da me, però di argomenti in comune ce ne sono ugualmente, tra figli, nipoti, famiglie, cucina e... acciacchi!

Insomma, ieri sera quando siamo tornati a casa mi sentivo allegra e leggera e mentalmente inviavo un ultimo GRAZIE tutto mio personale a queste persone, dopo quelli doverosi quando ci hanno scaricati davanti a casa nostra al ritorno.

E dato che mio marito mi ha detto -Sarebbe ora che cominciassimo a invitare qualcuno a cena nella casa nuova!- (Con che coraggio non lo so, vista la confusione, gli scatoloni ancora in giro e i mille impegni che LUI dice di avere sempre per defilarsi da certi aiuti domestici...)... insomma, nella lista delle persone da invitare a cena inserisco senz'altro anche questa coppia di nuovi amici!

 

 
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