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Quando democrazia e dittatura si confondono
Ieri han fatto su Raiuno il film "Le vite degli altri" che ha come tema lo spionaggio fatto dalla Stasi, la polizia della Repubblica democratica tedesca, nei confronti della stragrande maggioranza dei suoi "cittadini".
Nel film si nota molto come nella Ddr chi aveva potere aveva più privilegi rispetto agli altri, tanto da sfruttarli in maniera aberrante. Così un'attrice per avere la possibilità di far carriera si è dovuta prostituire sessualmente con un alto burocrate, nonostante amasse il suo uomo, sceneggiatore e scrittore.
Il punto è che quella donna si è prostituita una seconda volta, stavolta moralmente, per riacquisire la libertà, poichè non si presentò ad uns econdo appuntamento con l'alto dirigente e lo sgarbo gli costò caro, il tutto tradendo il suo uomo che stava scrivendo un articolo (per la Germania democratica e federale) in cui si denunciavano i suicidi della Germania est.
A me questo fa pensare a noi, paradossalmente. In Italia prostituirsi (tanto sessualmente quanto moralmente e intellettualmente) è uno sport, un hobby, è normale e socialmente accettato, anche se molti si arrabbiano, ma più per invidia che non per rispetto di se stessi, delle regole, della responsabilità.
Il nostro modello si avvicina molto a quello descritto in un paese a guida dittatoriale di partito, per altro a matrice comunista. Quante donne si saranno vendute per un posticino in tv? Quante per una candidatura alle elezioni? E quanti uomini si saranno prostituiti intellettualmente per raggiungere posizioni di prestigio?
Evito di fare nomi, ma se c'è un nome che vi viene in mente è sicuramente quello che sto pensando io: la responsabilità di aver usato i media per cambiare socialmente il popolo italiano, peggiorarlo quasi.
E parlando di dittature, mi lascia perplesso che il nostro presidente del consiglio sia andato in Bielorussia avisitare il presidente Lukashenko, leader dell'ultimo Paese a guida comunista d'Europa, facendogli addirittura le lodi e che il suo popolo è con lui, mettendosi praticamente sullo stesso piano.
Probabilmente il Cavaliere sarà andato per suoi affari, come quando andò in Russia, ma fa affari con i tanto odiati comunisti, lodandoli anche, si sente molto in sintonia dicendo che il popolo sta con il leader. Spero non sia invidioso, vorrei mantenere la democrazia in Italia.
P.s.: bei tempi quando l'amico era Bush, gli Stati Uniti e l'occidente. Ora gli amici sono Putin, Gheddafi e, appunto, la Bielorussia comunista di Lukashenko.
Allegato: La nascita di Forza Italia e le bugie del Cavaliere
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