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Creato da riscopriamoci il 11/12/2008

RISCOPRIRSI

RICOMINCIANDO DA NOI

 

Natale

Post n°14 pubblicato il 16 Dicembre 2008 da riscopriamoci


E' tempo di gioia, così dicono, dovremmo quindi essere tutti felici.
Io non ci riesco... ma capita!

 
 
 

Post N° 13

Post n°13 pubblicato il 15 Dicembre 2008 da riscopriamoci




Edgar Degas
La sortie du Bain
1900-05

 
 
 

Post N° 12

Post n°12 pubblicato il 15 Dicembre 2008 da riscopriamoci

Bisognerebbe saper dire "io sono", senza utilizzare aggettivo alcuno che completi la frase, per la sola e semplice gioia di esistere.

 
 
 

 Franco Battiato - Fleurs 2, Et Maintenant

Post n°11 pubblicato il 15 Dicembre 2008 da riscopriamoci

 


Discover Franco Battiato!



Et maintenant que vais-je faire - e adesso cosa farò
De tout ce temps que sera ma vie - di tutto questo tempo cosa sarà la mia vita
De tous ces gens qui m'indiffèrent - di tutte queste persone che mi sono indifferenti
Maintenant que tu es partie - adesso che sei partita
Toutes ces nuits, pourquoi pour qui - tutte queste notti, per cosa per chi
Et ce matin qui revient pour rien - e questo mattino che torna per niente
Ce cœur qui bat, pour qui, pourquoi - questo cuore che batte, per chi, per cosa
Qui bat trop fort, trop fort - che batte troppo forte, troppo forte
Et maintenant que vais-je faire - e adesso cosa farò
Vers quel néant glissera ma vie - verso quale niente scivolerà la mia vita
Tu m'as laissé la terre entière - mi hai lasciato la terra intera
Mais la terre sans toi c'est petit - ma la terra senza te è piccola
Vous, mes amis, soyez gentils - voi, amici miei, siate gentili
Vous savez bien que l'on n'y peut rien - sapete bene che non ci si può far niente
Même Paris crève d'ennui - anche Parigi muore di noia
Toutes ses rues me tuent - tutte le sue vie mi uccidono
Et maintenant que vais-je faire - e adesso cosa farò
Je vais en rire pour ne plus pleurer - riderò per non piangere
Je vais brûler des nuits entières - brucerò notti intere
Au matin je te haïrai - e al mattino ti odierò
Et puis un soir dans mon miroir - e poi una sera nel mio specchio
Je verrai bien la fin du chemin - vedrò la fine del mio cammino
Pas une fleur et pas de pleurs - non un fiore e niente lacrime
Au moment de l'adieu - al momento dell'addio
Je n'ai vraiment plus rien à faire - non veramente più niente da fare
Je n'ai vraiment plus rien ... - non ho veramente più niente ...

 
 
 

Dante Aligheri, La Divina Commedia, Inferno Canto V

Post n°10 pubblicato il 13 Dicembre 2008 da riscopriamoci

Così discesi del cerchio primaio
giù nel secondo, che men loco cinghia
3  e tanto più dolor, che punge a guaio.
Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia:
essamina le colpe ne l’intrata;
6  giudica e manda secondo ch’avvinghia.
Dico che quando l’anima mal nata
li vien dinanzi, tutta si confessa;
9  e quel conoscitor de le peccata
vede qual loco d’inferno è da essa;
cignesi con la coda tante volte
12  quantunque gradi vuol che giù sia messa.
Sempre dinanzi a lui ne stanno molte:
vanno a vicenda ciascuna al giudizio,
15  dicono e odono e poi son giù volte.
"O tu che vieni al doloroso ospizio",
disse Minòs a me quando mi vide,
18  lasciando l’atto di cotanto offizio,
"guarda com’entri e di cui tu ti fide;
non t’inganni l’ampiezza de l’intrare!".
21  E ’l duca mio a lui: "Perché pur gride?
Non impedir lo suo fatale andare:
vuolsi così colà dove si puote
24  ciò che si vuole, e più non dimandare".
Or incomincian le dolenti note
a farmisi sentire; or son venuto
27  là dove molto pianto mi percuote.
Io venni in loco d’ogne luce muto,
che mugghia come fa mar per tempesta,
30  se da contrari venti è combattuto.
La bufera infernal, che mai non resta,
mena li spirti con la sua rapina;
33  voltando e percotendo li molesta.
Quando giungon davanti a la ruina,
quivi le strida, il compianto, il lamento;
36  bestemmian quivi la virtù divina.
Intesi ch’a così fatto tormento
enno dannati i peccator carnali,
39  che la ragion sommettono al talento.
E come li stornei ne portan l’ali
nel freddo tempo, a schiera larga e piena,
42  così quel fiato li spiriti mali
di qua, di là, di giù, di sù li mena;
nulla speranza li conforta mai,
45  non che di posa, ma di minor pena.
E come i gru van cantando lor  lai,
faccendo in aere di sé lunga riga,
48  così vid’io venir, traendo guai,
ombre portate da la detta briga;
per ch’i’ dissi: "Maestro, chi son quelle
51  genti che l’aura nera sì gastiga?".
"La prima di color di cui novelle
tu vuo’ saper", mi disse quelli allotta,
54  "fu imperadrice di molte favelle.
A vizio di lussuria fu sì rotta,
che libito fé licito in sua legge,
57  per tòrre il biasmo in che era condotta.
Ell’è Semiramìs, di cui si legge
che succedette a Nino e fu sua sposa:
60  tenne la terra che ’l Soldan corregge.
L’altra è colei che s’ancise amorosa,
e ruppe fede al cener di Sicheo;
63  poi è Cleopatràs lussurïosa.
Elena vedi, per cui tanto reo
tempo si volse, e vedi ’l grande Achille,
66  che con amore al fine combatteo.
Vedi Parìs, Tristano"; e più di mille
ombre mostrommi e nominommi a dito,
69  ch’amor di nostra vita dipartille.
Poscia ch’io ebbi il mio dottore udito
nomar le donne antiche e ’ cavalieri,
72  pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.
I’ cominciai: "Poeta, volontieri
parlerei a quei due che ’nsieme vanno,
75  e paion sì al vento esser leggeri".
Ed elli a me: "Vedrai quando saranno
più presso a noi; e tu allor li priega
78  per quello amor che i mena, ed ei verranno".
Sì tosto come il vento a noi li piega,
mossi la voce: "O anime affannate,
81  venite a noi parlar, s’altri nol niega!".
Quali colombe dal disio chiamate
con l’ali alzate e ferme al dolce nido
84  vegnon per l’aere dal voler portate;
cotali uscir de la schiera ov’è Dido,
a noi venendo per l’aere maligno,
87  sì forte fu l’affettüoso grido.
"O animal grazïoso e benigno
che visitando vai per l’aere perso
90  noi che tignemmo il mondo di sanguigno,
se fosse amico il re de l’universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
93  poi c’hai pietà del nostro mal perverso.
Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
96  mentre che ’l vento, come fa, ci tace.
Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ’l Po discende
99  per aver pace co’ seguaci sui.
Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
102  che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
105  che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense".
108  Queste parole da lor ci fuor porte.
Quand’io intesi quell’anime offense,
china’ il viso e tanto il tenni basso,
111  fin che ’l poeta mi disse: "Che pense?".
Quando rispuosi, cominciai: "Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
114  menò costoro al doloroso passo!".
Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,
e cominciai: "Francesca, i tuoi martìri
117  a lagrimar mi fanno tristo e pio.
Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,
a che e come concedette amore
120  che conosceste i dubbiosi disiri?".
E quella a me: "Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
123  ne la miseria; e ciò sa ’l tuo dottore.
Ma s’a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
126  dirò come colui che piange e dice.
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
129  soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
132  ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
135  questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
138  quel giorno più non vi leggemmo avante".
Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangëa; sì che di pietade
141  io venni men così com’io morisse.
E caddi come corpo morto cade.

 
 
 

la Conversione...

Post n°9 pubblicato il 13 Dicembre 2008 da riscopriamoci

 
 
 

Post N° 8

Post n°8 pubblicato il 13 Dicembre 2008 da riscopriamoci

E se un domani non ci fosse? E se un domani non ci fossi più tu?

 
 
 

Post n°7 pubblicato il 13 Dicembre 2008 da riscopriamoci
DOLCE PIANTO

Un'inspiegabile tristezza pervade il mio Essere.
Un inguaribile dolore strazia il mio Corpo.
Un'indescrivibile voglia di Te mi possiede.
Un'immensa gioia mi sorride.
Amore, a lungo ti ho cercato...
poi ti ho trovato:
in una lacrima
in un sorriso
in una notte insonne
nella quiete del riposo.
Tu, mia inseparabile compagna,
sei sempre con me...
anche quando non ci sei.
Tutto... in un dolce pianto.

M. Godot
 
 
 

Post N° 6

Post n°6 pubblicato il 12 Dicembre 2008 da riscopriamoci




Tamara de Lempicka
La Dormeuse
1923

 
 
 

Post N° 5

Post n°5 pubblicato il 12 Dicembre 2008 da riscopriamoci

Chi conosce il Bene non può che fare il Bene?

 
 
 

Post N° 4

Post n°4 pubblicato il 11 Dicembre 2008 da riscopriamoci

Muore la parola
appena è pronunciata:
così qualcuno dice.
Io invece dico
che comincia a vivere
proprio in quel momento.

Emily Dickinson da Sillabe di seta

 
 
 

il Dogma...

Post n°3 pubblicato il 11 Dicembre 2008 da riscopriamoci

 
 
 

Post N° 2

Post n°2 pubblicato il 11 Dicembre 2008 da riscopriamoci

IO TI CHIESI

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.

Hermann Hesse da Poesie Romantiche

 
 
 

Post N° 1

Post n°1 pubblicato il 11 Dicembre 2008 da riscopriamoci




Wassily Kandinsky
Starnberger See
1908

 
 
 

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