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Creato da: caluinet il 11/10/2008
Spigolature, riflessioni e ciarabattole varie

 

 

Tabella di conversione politica

Post n°130 pubblicato il 25 Ottobre 2011 da caluinet
 

Viviamo in tempi incerti, dove i punti di riferimento si perdono e tutto cambia più velocemente di quanto noi possiamo capire.

Ma la politica rimane in qualche modo immutabile, alemno qui da noi, e per questo ho messo giù questo (spero) utile specchietto nel quale trasposto i politici attuali dentro il quadro dei partiti della prima repubblica. Per far capire come il Gattopardo possa essere sempre il nostro simbolo nazionale.


B. (è premier. Scrivo solo l’iniziale perché se lo nomini porta sfiga peggio di un gatto nero)

Socialista craxiano. Il motto è “Io so io e voi nun sete un c4770
Aggiornamento: dopo aver rivisto Z la formica l'omino è identificabile col Generale Mandibola: frase storica "Io sono la colonia!"

 

BERSANI

Gruppo misto. Né carne né pesce. E nemmeno vegetariano.

 

FINI

Destra Nazionale. Radicale. Democristiano. Socialdemocratico. Liberale. Repubblicano. A seconda dei giorni.

 

BOSSI

L’Uomo Qualunque. Potrebbe anche fondare il partito della famigghia. Basta che sta bene il suo nucleo familiare e del resto chissenefrega.

 

VENDOLA

Democristiano (versione 2.0). È l’erede naturale di Forlani: potrebbe parlare per ore senza dire nulla.

 

DI PIETRO

Movimento sociale – Destra nazionale. È la destra sociale, col manganello pronto dietro la schiena.

 

RENZI, Matteo sindaco di Firenze

Non esiste. È solo un personaggio inventato da Maurizio Crozza per prendere in giro i politici.

 

 

Il gattopardo

 
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Paraocchi

Post n°129 pubblicato il 21 Giugno 2011 da caluinet
 

In prima pagina su repubblica.it il lancio di un'inchiesta sulle agenzie interinali.

Intervista ad uno dei reclutatori di un'importante agenzia. E' una testimonianza che conferma tante cose che si sanno, in fondo non dice nulla di così sconvolgente. O testimonia di un peggioramento legato ai tempi. Tranne il fatto che l'età è sempre più fattore discriminante, perchè in nome di una falsa modernità, si sono privilegiati contratti di lavoro che sfruttano i giovani in quanto tali. Eterno precariato per loro ed esclusione per quelli sopra una certa età. Sempre più bassa.

C'è sempre la discriminazione territoriale: capita che al nord chiedono di non selezionare meridionali. Chissà se i "padani" che hanno queste pensate hanno mai visto i cartelli che ancora si trovano a Parigi dove non si affitta a italiani, meridionali o lumbard fa lo stesso. Poi magari i "padani" non si fanno scrupoli a chiedere al capo ndrina, che governa il pezzetto di Brianza dove vivono e lavorano, un favore per ottenere l'appaltino.
 
La discriminante estetica è a dire il vero più un requisito a seconda del tipo di lavoro: promoter=bell'aspetto, per l'operaia è indifferente.

La cosa che mi ha colpito è il preconcetto del titolista dell'articolo. Parla dei gay come discriminati. Invece il reclutatore afferma che la discriminazione è a rovescio: per i commessi preferiscono i gay agli etero. A meno di non considerarlo un requisito del mestiere...

 
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Esperienze di viaggio

Post n°128 pubblicato il 26 Aprile 2011 da caluinet
 
Tag: viaggi

1. per viaggiare sotto le falde dell'Etna serve un'auto (propria o a nolo). Avendo però tempo  un giro sui mezzi pubblici di Catania e dintorni è divertente. Niente da invidiare a Gardaland;

2. in Sicilia vige la segnaletica stradale umana: meglio chiedere ai residenti di passaggio perchè i cartelli potrebbero non esserci e non è detto che indichino la giusta direzione;

3. il numero delle chiese presenti non è detto che corrisponda alla religiosità degli abitanti. Anzi.

 
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L'Italia in provincia di Karachi

Post n°127 pubblicato il 18 Aprile 2011 da caluinet
 

lavoro minorile in pakistan"Da noi ci sono 4 milioni di immigrati che lavorano e non credo che siano dei nullafacenti" perché "è tutta gente che lavora tantissimo".."l'Italia è un Paese che offre lavoro a certe condizioni a certe persone evidentemente non c'è domanda per questi tipi di lavoro da parte di altri".

La sintesi della lezioncina del tributarista Giulio Tremonti, ministro dell'economia pro tempore, è che non sono gli immigrati a dover acquisire diritti ma sono gli italiani che dovrebbero perderli e iniziare a lavorare coi criteri pakistani. O meglio ancora cinesi.

Tanto per avere un'idea della conoscenza della situazione da parte del ministro i dati Istat dicono che tra gli immigrati il tasso di disoccupazione è superiore a quello degli italiani: 8,3% contro 6,6%.

 
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Liberi noi

Post n°126 pubblicato il 18 Marzo 2010 da caluinet
 

"Siamo esterrefatti. Non bastava mettere il bavaglio all'opposizione. Ora cala la cortina del silenzio perfino sulla satira politica, come non osarono fare neanche gli imperatori romani. Su questo episodio, anzi, si e' giunti addirittura all'incredibile, a cercare di impedire il dibattito in televisione.. Tutto questo succede mentre la parte governante si riempie la bocca di 'par condicio' e occupa intanto i telegiornali pubblici con parate elettoralistiche del governo e della maggioranza. Una vergogna"

Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, 25 novembre 1999 con D'Alema al governo

 
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