La città per noi
percorsi culturali e politici nella metropoli
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"I giovani non hanno bisogno di sermoni
. . hanno bisogno di esempi di onestà."
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. . . . . . . . . . . . . . . . . . . - Sandro Pertini-
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CHI SONO
Mi chiamo Marco Zanier e sono nato a Roma il 19 Marzo 1973, in un Rione del Primo Municipio.
Gli studi: Ho frequentato le Scuole pubbliche fin dalla prima infanzia, ricevendo sempre un’ottima istruzione. Seguendo l'inclinazione naturale per il Disegno e la Storia dell'Arte, ho frequentato con profitto il Liceo Artistico, diplomandomi con 54/60. Ho continuato gli studi umanistici iscrivendomi a Lettere e Filosofia con indirizzo Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Amante dei libri, della cultura e della catalogazione libraria, ho lavorato presso alcune librerie e catene di distribuzione librarie locali e nazionali ed ho conseguito un Master sui mestieri dell’editoria.
L'attività politica: Nel mio municipio, sono stato fondatore nel 2004 e membro dell’Esecutivo fino al 2008, ossia fino al suo scioglimento, dell’Associazione Cittadini Castro Pretorio- Sallustiano, che ha fatto da tramite fra le richieste dei cittadini e gli amministratori locali eletti sul territorio, favorendo la risistemazione funzionale degli spazi urbani e l’erogazione dei servizi (leggi l'articolo del Corriere della Sera ).
Nel 2008 mi sono iscritto al Partito Socialista e in qualità di delegato ho partecipato ai lavori del Primo Congresso Nazionale, aderendo alla Prima Mozione. A Dicembre 2008 sono stato nominato Responsabile Cultura della Federazione Romana del Partito Socialista. Sono tra i fondatori dell’Associazione SocialismoeSinistra e di essa il Segretario degli strumenti multimediali, avendone ideato e gestito tecnicamente la comunicazione virtuale attraverso il suo Blog ufficiale. Dopo aver sostenuto per due anni la necessità di un rinnovamento profondo del Socialismo italiano ispirato soprattutto alle figure di Rodolfo Morandi e Francesco de Martino e della politica che dovrebbe necessariamente RIpartire dalla conoscenza dei problemi reali per realizzare una società migliore per tanti, nell'estate del 2010 ho lasciato il Partito e l'Associazione (leggi il mio intervento conclusivo) avvicinandomi al PD e alle scelte di Pierluigi Bersani che sta creando un'alternativa reale al Paese rendendo i cittadini partecipi a diversi livelli del cambiamento e alla politica tradizionale ormai entrata in crisi.
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Post n°133 pubblicato il 03 Dicembre 2010 da cittadinolaico
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Post n°132 pubblicato il 13 Luglio 2010 da cittadinolaico
La mostra, organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, diretta da Rossella Vodret, dal Comitato Nazionale Andrea Bregno e con la collaborazione della Fabbrica di San Pietro, curata da Claudio Crescentini e Claudio Strinati, è un evento unico nel suo genere, incentrato sulla scultura del Rinascimento a Roma, uno dei momenti artistici ancora poco frequentati dal grande pubblico e indagato mediante l’attività di tre grandi artisti del periodo: Donatello, Andrea Bregno, Michelangelo. Promossa da un Comitato Scientifico del quale fanno parte i massimi studiosi italiani ed internazionali del settore, la mostra si pone come fondamentale momento di studio dei tre protagonisti della scultura del Quattrocento, colti in quel particolare periodo di rinnovamento culturale, individuato nella Roma dei Papi umanisti, vissuto alla luce della memoria dei Maestri antichi, con la prospettiva di creare una nuova forma della scultura, quella appunto del Rinascimento.
per maggiori informazioni vai al sito della
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Post n°131 pubblicato il 05 Luglio 2010 da cittadinolaico
Vorrei dire due parole sulle ultime scelte dell’Associazione SocialismoeSinistra e vorrei farlo in tutta sincerità: io sul dover dirigere tutte le energie solo nello scontro interno al Partito sono stato sempre scettico. Come diceva un grande segretario del PSI, Francesco De Martino, che dell’alternativa aveva fatto la sua linea politica: “La strategia socialista è stata diretta da un mutamento dei rapporti di forza. Il suo presupposto è che in Italia si può fare come nel resto d’Europa, si può dare vita cioè a una grande forza socialdemocratica, perché il sistema politico italiano è aberrante dai modelli del nostro tempo. Se ciò non è avvenuto nel vecchio PSI, questo è derivato da gravi errori di direzione, dalle sue divisioni interne che hanno frenato le grandi possibilità del Partito.” Nei due anni in cui sono stato iscritto al Partito Socialista, l’idea di contribuire con delle proposte concrete al suo sviluppo e il voler portare avanti alcuni temi, come il radicamento nel territorio e il rapporto coi problemi reali dei cittadini, non l’ho mai concepito solo in funzione della creazione o del consolidamento di una corrente interna ma sempre guardando verso fuori, al mondo, alla politica che si trasforma e deve venire incontro alle esigenze di vita della maggior parte delle persone. Per questo, quando abbiamo dovuto decidere se appoggiare o meno la candidatura alla Regione Lazio del Segretario dell’Associazione come unico modo di fare sentire la voce della sinistra socialista, io sono rimasto francamente perplesso e mi sono astenuto. Specificando successivamente al candidato in una riunione elettorale che, in tutta onestà, non vedevo in quella mossa le contrapposizioni di sostanza tali da giustificare la scelta di far convergere tutti i nostri sforzi solo su questo aspetto. Per la verità in quei giorni, decisamente più incisiva ho trovato la posizione del Presidente dell’Associazione, che inizialmente si era detto contrario a questa scelta sia perché in questa tornata elettorale difficilmente avrebbe potuto vincere lo schieramento di Centro Sinistra e quindi a maggior ragione emergere una piccola componente di Partito e sia perché sarebbe stato meglio lavorare sui problemi reali. I fatti gli hanno dato ragione e viene da domandarsi, a mente fredda, se in quel periodo non abbiamo piuttosto sprecato un’opportunità per sederci attorno a un tavolo e ragionare insieme sulle nostre posizioni e sul come gettare le basi una futura alternativa di governo. Vale forse la pena di ricordare in questa sede che la candidatura su cui abbiamo investito tempo e fatica non ha ottenuto il numero di voti necessari e che per questo l’Associazione ha subito in quella circostanza una sconfitta politica e di immagine per via della linea politica seguita. Mentre ricerca, dibattito, rapporto con gli associati e lavoro delle commissioni in programma, sono stati lasciati da parte. Quel nostro essere insieme socialismo e sinistra, capacità di immaginare un modo altro di costruire i rapporti tra individui e forze politiche, tra scuole di pensiero diverse e società civile, tra competenze personali ed elaborazione culturale collettiva, che tanto aveva animato i nostri sforzi di ricostruzione storica di un bagaglio ideale comune da cui ripartire, lo avevamo sostituito con una prospettiva a breve scadenza, cui ne sarebbe seguita da un’altra simile e non andata in porto, ancora esclusivamente all’insegna del confronto interno al Partito. Sto parlando, evidentemente della mozione congressuale detta “della Sinistra Socialista” che ha occupato gli spazi del sito dell’Associazione e che oggi constatiamo non essere più mozione ma solo integrazione del programma esistente, passando con una certa disinvoltura dagli imponenti propositi iniziali di rinascita dei socialisti e della sinistra italiana alla più ragionevole confluenza nella tesi approvata dal Partito per il suo Secondo Congresso Nazionale. Una sconfitta? Non direi, parlerei piuttosto di un ritorno alla ragionevolezza, per il semplice fatto che la politica, quella vera, che si propone di cambiare le cose non si può risolvere solo con le divisioni e le contrapposizioni tra i quadri dirigenti. Secondo me, l’Associazione deve costruire anche qualcosa d’altro, andando al di là delle vicende del Partito, che peraltro si sta dando un suo percorso di rinnovamento. La questione va posta in questi termini: dobbiamo tornare a osservare la realtà quotidiana che è fatta di gente che affronta problemi reali ogni giorno e confrontarci con un panorama politico in grande trasformazione, che deve essere capito e interpretato per riuscire a progettare il futuro di cui abbiamo parlato tante volte. Per esempio ritengo che il superamento di fatto dell´ipotesi del bipolarismo non sia soltanto il risultato di una serie di fattori oggettivi ma sia anche stato portato avanti consapevolmente dal Segretario del PD Bersani attraverso una serie di passaggi: il riconoscimento di un ruolo politico di primo piano ad altri partiti dell’opposizione, dando loro il sostegno necessario (vedi Emma Bonino nel Lazio) o la centralità delle primarie (vedi Nichi Vendola in Puglia) é da considerarsi un fatto positivo , direi il segno della maturazione della strategia di quel partito che ha lasciato da parte l'autosufficienza iniziale per rivolgere un appello ufficiale ai partiti dell’opposizione dentro e fuori il Parlamento intenzionati a discutere seriamente le questioni importanti del Paese, con l’obiettivo dichiarato di costruire insieme l'Alternativa. E significativi cambiamenti sono in atto anche nella maggioranza di governo, basta saperli interpretare. Si tratta, secondo me, di valutare gli spazi d’intervento che si aprono in questi mesi a chi voglia costruire una politica nuova, duttile, pronta a dare delle soluzioni concrete ai problemi del presente per gettare le basi di una risposta dal respiro autenticamente socialista alla crisi: ancorata da un lato alle difficoltà dei nostri giorni e proiettata fortemente verso il futuro. Come ho detto nell’ultima riunione dell’Associazione mi piacerebbe tornare a ragionare come all'inizio e nel rispetto reciproco delle idee differenti sul come lavorare con idee e proposte concrete per realizzare un’alternativa, che sia creare politiche più giuste e dare un futuro migliore a tutti quanti. Perché l’alternativa siamo noi ed un futuro diverso può esistere solo se vogliamo davvero costruire insieme una politica plurale. Marco Zanier (mio ultimo intervento nell'Associazione SocialismoeSinistra- Giugno 2010) |
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Post n°130 pubblicato il 29 Giugno 2010 da cittadinolaico
Oggi é la festa di Roma e si ricordano i Santi patroni Pietro e Paolo.
Fin da ragazzo, la storia del pensiero cristiano mi ha sempre interessato da un punto di vista culturale, perché esso rapprsenta senza dubbio una chiave di lettura importante per capire l’arte, la letteratura e la musica del mondo occidentale. Con questo spirito ho approfondito l’elaborazione delle concezioni del bello in Italia in diversi periodi storici. Così ho compreso meglio la poesia del Duecento e del Trecento, l’arte di Giotto e del suo maestro Cimabue, la musica e il teatro dei secoli successivi. Con la voglia di capire meglio il significato della ricorrenza che cade oggi, diversi anni fa andai a visitare una mostra davvero interssante su San Pietro e San Paolo, allestita al Palazzo della Cancelleria nell’anno del Giubileo (“Pietro e Paolo - La storia, il culto, la memoria nei primi secoli”), che ancora oggi rimane per me una delle migliori esposizioni che io abbia visto quanto a qualità dei materiali in visione e approfondimento documentario. Il tema era quello della presenza delle figure dei due apostoli nella cultura figurativa dei primi secoli del Cristianesimo, sviluppato attraverso un percorso tematico storico-archeologico di reperti importanti risalenti al perodo compreso tra il III e il V secolo, fra i quali ricordo bene il lavoro accurato di ricostruzione delle testimonianze scritte in lingua latina ed ebraica e le molteplici iconografie pittoriche e scultoree (come il bellissimo sarcofago di Giona), sviluppando in parallelo il discorso di una continuità di linguaggi e di un patrimonio figurativo comuni a diverse culture del mondo antico. Un intreccio di riferimenti simbolici e figurativi che per noi hanno bisogno certamente di un'interpretazione ma che allora costituiva un tessuto culturale comune e condiviso per una società che si esprimeva per immagini molto più di oggi. Prima dei mosaici ravennati di Sant’Apollinare in Classe del VI secolo, di quelli romani di Santa Prassede del IX secolo o del Duomo di Monreale del XII secolo, la rappresentazione iconocrafica degli apostoli Pietro e Paolo si era formata nell’arte dei sarcofagi, nelle iscrizioni musive e nelle tavole dipinte costruendosi come grammatica del linguaggio figurativo cristiano dei secoli successivi. Dopo verranno gli affreschi di Giotto, quelli di Masaccio, la scultura e la pittura di Michelangiolo: l'arte italiana aveva trovato un nuovo codice espressivo. Marco Zanier |
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Post n°129 pubblicato il 08 Giugno 2010 da cittadinolaico
Quando si parla di crisi dell’istruzione pubblica in Italia spesso non si tiene presente la gravità e della complessità del fenomeno.
La crisi dell’istruzione pubblica “In Italia ci sono 57.514 scuole (scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado) in cui studiano quasi 9 milioni di alunni e lavorano circa 950 mila insegnanti. L’università ha poco più di 1 milione 800 mila iscritti, il 56,4% femmine e il 38,5% fuori corso. I professori ordinari e associati sono 38 mila (1 ogni 48 studenti), i ricercatori circa 23 mila. Nei tre anni successivi al conseguimento del titolo, il 62% dei diplomati si iscrive a un corso universitario e il 56% dei laureati trova un lavoro continuativo” (fonte ISTAT). Se non è più possibile istituire una correlazione diretta tra il conseguimento di un titolo di studio e l’inserimento nel mondo del lavoro (e questo purtroppo da diversi anni), sempre più spesso registriamo un aumento del tasso di abbandono scolastico che si lega strettamente alla piaga della disoccupazione giovanile. Solo per il 2009 il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni è stato superiore al 30% in sei Regioni: in Sardegna (al 44,7%), in Sicilia (38,5%), in Basilicata (38,3%), in Campania (38,1%), in Puglia (32,6%), in Calabria 31,8% e nel Lazio al 30,6%. Cifre preoccupanti che si legano strettamente al tasso di abbandono scolastico che riguarda anche i Nord: il valore più elevato infatti si riscontra a Bolzano con 17,4%, seguito dalla Sicilia con il 15,7%, dalla Sardegna con il 15,2% dalla Campania con il 13,9% e dalla Liguria con il 12,3%. Il ragionamento sulla difficoltà di realizzare una scolarizzazione di massa degli italiani va fatto ed è anche urgente, ma deve partire necessariamente da lontano, se consideriamo che già al tempo dell’Unità d’Italia, nel 1861, il 78% di essi erano analfabeti con punte massime del 91% in Sardegna e del 90 % in Calabria e Sicilia. La storia di questo Paese è fatta sicuramente di una forte spinta alla modernizzazione economica e produttiva che ha cambiato profondamente la sua fisionomia e il suo ruolo nel mondo, ma è fatta anche di industrializzazione diseguale nel Nord e nel Sud, della trasformazione di alcune are cittadine in centri di produzione e di quello svuotamento delle campagne che va sotto il nome di urbanizzazione, di politiche di scolarizzazione di massa programmate e di crisi dell’istruzione pubblica, del persistere dei fenomeni dell’ abbandono scolastico, della difficoltà dei giovani di inserirsi nel mondo del lavoro e delle sacche di disoccupazione e analfabetismo. Certo è che se a crisi dell’istruzione pubblica affonda le sue radici in un passato lontano e se non è possibile circoscriverla alle scelte di questo o di quel Governo, senza dubbio i frequenti tagli ai docenti, al personale amministrativo, alla ricerca e ai costi di mantenimento delle strutture scolastiche contenuti nell’ultima finanziaria, invece di risolvere il problema, lo approfondiscono.
L’analfabetismo in Italia Anche perché accanto ai fenomeni che ho appena descritto esiste ancora la piaga dell’analfabetismo, difficile a credersi forse, ma drammaticamente attuale oggi sul nostro territorio: cinque italiani su cento sono analfabeti, trentotto su cento leggono con difficoltà una scritta semplice, l’abitudine alla lettura di libri non riguarda più del venti per cento della popolazione. I dati dell’UNLA (Unione Nazionale Lotta all’Anafabetismo) dicono che l’analfabetismo colpisce 990 milioni di persone (il 22% della popolazione mondiale), di cui il 64% sono donne. La maggioranza degli analfabeti vive nel Sud del mondo dove non è facile frequentare una scuola o si è costretti a lavorare per sopravvivere. E, sempre dati alla mano, la situazione per il nostro Paese non è delle più positive: secondo i più recenti dati ISTAT (2003) su circa 57 milioni di Italiani poco più di 3.500.000 sono forniti di laurea, 14.000.000 di titolo medio superiore, 16.500.000 di scuola media e ben 22.500.000 sono privi di titoli di studio o possiedono, al massimo, la licenza elementare. In percentuale 39,2% dei nostri concittadini sono fuori della Costituzione che, come si sa, prevede l’obbligo del possesso di almeno otto anni di scolarità. Alla fine del 1947, all’indomani della guerra e in una situazione certamente differente dall’oggi, lo Stato Italiano aveva istituito le Scuole Popolari. Col D.L. 17/12/1947 n° 1599, per contrastare il grande numero di analfabeti e dare lavoro ai numerosi insegnanti disoccupati, che venivano istituiti tre tipi di corso che, con programmi appositamente studiati, che avrebbero permesso a chi aveva superato i dodici anni di età, di poter "tornare a scuola" per imparare a leggere/scrivere, proseguire gli studi fino ad ottenere uno dei due certificati di compimento, avviarsi al lavoro artigiano o al proseguimento degli studi. I risultati ci sono stati se in quell’Italia con mille problemi da risolvere e un’economia a base sostanzialmente rurale da ricostruire si è passati dal 21% di persone che non erano capaci di leggere, scrivere e far di conto del 1931 al 12,90% del 1951, all’8,3% del 1961 e finalmente al 5,2% del 1971. Ed era un mondo profondamente diverso da quello di oggi, in cui ancora si poteva ancora vivere, lavorare e interagire in modo più semplice e certamente meno tecnologico dei nostri giorni, perché meno legato in molti dei suoi aspetti quotidiani alla parola scritta. Nella società di oggi invece, la situazione per queste persone è oggettivamente più grave, perché chi non sa leggere e scrivere si trova veramente ai margini ed è destinato a rimanervici. Lo strumento tradizionale dei corsi di alfabetizzazione non riesce a raggiungere i suoi scopi, in quanto solo il 35% degli iscritti in media partecipa agli esami finali, con una rappresentanza femminile veramente irrisoria. E questo nonostante i quarantasei centri di cultura per l’educazione permanente sparsi in tutta la Penisola e considerati addirittura dall'UNESCO un riferimento valido da esportare in altri parti del mondo. Se parliamo della scarsa competenza culturale di chi non va oltre il saper leggere e scrivere o di analfabetismo di ritorno, che è il lento e inesorabile scadimento della capacità di scrivere o leggere per mancanza di esercizio delle nozioni ricevute a scuola, secondo il CENSIS riguarda addirittura il 32% degli italiani. Quando ho iniziato a interrogarmi su un aspetto che credevo sinceramente relegato al passato, risolto, archiviato ho dovuto ricredermi: scoprendo con stupore che gli analfabeti “puri” sono addirittura oltre due milioni e che i due terzi di essi hanno tra i 45 e i 65 anni. Non mi ha stupito purtroppo, invece, constatare che la gran parte di essi abitino al Sud o nelle isole, perché troppo pochi e troppo discontinui sono stati gli sforzi fatti dai diversi Governi per migliorare le condizioni di vita e le prospettive di lavoro di quella parte del nostro Paese in oltre un secolo di storia.
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Post n°128 pubblicato il 08 Giugno 2010 da cittadinolaico
Il volontariato cattolico Dove lo Stato non riesce ad arrivare, arriva talvolta, per fortuna, la volontà dei singoli individui che, riuniti in associazioni di volontariato, aiutano le persone in difficoltà animati solo da uno spirito di fratellanza. Si tratta soprattutto di volontariato di matrice cattolica, radicato e diffuso sul territorio nazionale, che costituisce una delle pagine più belle della presenza di questa religione nella vita delle piccole e grandi comunità italiane. E’ il caso dell’Associazione Il Ponte di Taranto, che si impegna a contrastare l’emarginazione sociale che può scaturire dalla povertà, dall’analfabetismo, dal disordine familiare, dalle tossicodipendenze, dalla devianza giovanile. E’’ il caso delle tante e antiche associazioni presenti a Genova, come la Veneranda Compagnia di Misericordia nata nella seconda metà del XV secolo e che opera nel campo dell’assistenza ai detenuti ed alle loro famiglie da più di 500 anni e si impegna a recuperare alla vita civile chi esce dal carcere, creando laboratori di avviamento alle professioni artigiane; è il caso della fondazione Auxilium, nata in quella città nel 1931, su impulso di un giovane sacerdote: don Siri, futuro cardinale e che volle essere la risposta ecclesiastica all’emergenza creata su scala mondiale dalla Grande Depressione del 1929 e che ha esteso la sua attività nell’immediato dopoguerra ai profughi, prigionieri rimpatriati, emigranti italiani e stranieri e poi a tante altre parti dell’emarginazione sociale. E l’elenco potrebbe continuare a comprenderne molte altre, fra le quali sicuramente il gruppo Exodus, nato all’inizio degli anni ’80 per iniziativa di don Antonio Mazzi in un parco della periferia di Milano, il Parco Lambro, per risistemarlo e liberarlo dalla delinquenza e dal traffico della droga insieme ai tossicodipendenti, alle forze dell’ordine ed ai cittadini, gruppo che estende progressivamente il suo lavoro a Verona, Vicenza, Bormio e Iglesias con progetti di prevenzione per adolescenti e formazione per genitori, in rapporto stretto con le scuole presenti sul territorio e oggi sotto forma di Fondazione Exodus risponde a molte delle sollecitazioni continue che arrivano dalla società. In questa sede vorrei, però, soffermarmi soprattutto sulla lotta all’analfabetismo portata avanti con tenacia da anni dalla Società San Vincenzo de Paoli. I Gruppi di Volontariato Vincenziano derivano il loro impegno secolare a sostegno delle famiglie povere, dalle Compagnie della Carità e dalle Figlie della Carità fondate in Francia da San Vincenzo De Paoli nel diciassettesimo secolo ed è attiva oggi in tanti settori: dal carcere ai senza tetto alle emergenze naturali, dai progetti di gemellaggio con altri Paesi alle adozioni a distanza all’aiuto ai ragazzi di strada, solo per citarne alcuni. Con la Campagna nazionale "Fatemi studiare, conviene a tutti" la Società San Vincenzo de Paoli promuove l’alfabetizzazione come spinta positiva al cambiamento della società e conduce ogni anno una lotta alla piaga dell’analfabetismo in Italia che merita, credo, la stima di tutti noi. Con la sua opera di sensibilizzazione importante promuove l’istruzione come rimedio all’emarginazione sociale, all’esclusione dal tessuto lavorativo e al dilagare della delinquenza. Con una pratica fatta di esempi concreti, positivi e calati nel quotidiano che si traduce nell’insegnamento a tanti ragazzi e ragazze delle esperienze di alfabetizzazione e reinserimento sociale riuscitie e si sintetizza nella frase “se è vero che è per la povertà che non si va a scuola, è altrettanto vero che non andare a scuola porta alla povertà”. Il volontariato non basta, certo, ma è importante che ci sia: accanto allo Stato e in aiuto alla politica.
La responsabilità deilla politica Fare politica oggi significa necessariamente voler risolvere davvero i problemi reali del Paese per dare un futuro alla gente, lavorando con serietà e senso di responsabilità oppure è prendere in giro chi lavora e va al voto ogni anno. Prima della ricerca del voto, del consenso e del ruolo personale in questo o quel Partito deve esserci secondo me la coscienza della singola persona che vuole capire le difficoltà della vita degli altri e si fa carico di trovarvi una soluzione. Ossia un atteggiamento molto simile a quello del volontario che mette a disposizione il suo tempo per gli altri. Senza persone in grado di fare questo la politica non può crescere, non elabora progetti validi non si rende utile al cambiamento positivo della società. La crisi economica ci ha messo tutti un po’ sullo stesso piano ed oggi più di ieri i problemi quotidiani più gravi sono sotto gli occhi di tutti. Per questo, credo che una buona politica oggi dovrebbe dare loro una soluzione, lanciare una politica di sviluppo responsabile per il futuro del Paese e fare molta attenzione a non regredire nelle sacche di arretratezza che ci portiamo appresso da troppo tempo. Come le opere pubbliche da completare, le popolazioni colpite da eventi naturali e ancora in condizioni disagiate da sostenere, l’analfabetismo da eliminare, la disoccupazione da combattere e aggiungerei lo sviluppo economico di alcune aree del Paese da rilanciare o da potenziare, perché senza di esso i problemi che vediamo rimangono irrisolti. Marco Zanier Federazione Romana del PSI - Responsabile cultura
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Post n°127 pubblicato il 05 Giugno 2010 da cittadinolaico
Lunedì 7 Giugno, in uno dei più antichi locali Jazz di Roma, l'Alexaderplaz in via Ostia 9, suona il Domenico Sanna Trio (con Domenico Sanna al piano, Giorgio Rosciglione al contrabbasso e Marco Valeri alla batteria), di cui si può ascoltare un saggio in questo video. per informazioni vai al sito dell'Alexanderplaz www.alexanderplaz.it
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Post n°126 pubblicato il 03 Giugno 2010 da cittadinolaico
“Un partito di governo che diserta la festa della Repubblica e un suo ministro di primo piano come Maroni, che all’inno nazionale preferisce la musica pop, deve avere un qualche significato che ci sfugge”.
dal sito ufficiale del PSI www.partitosocialista.it |
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Post n°125 pubblicato il 02 Giugno 2010 da cittadinolaico
"L'Italia consolidi la sua unità, si rinnovi, divenga più moderna e più giusta" "Un augurio affettuoso a quanti vivono e operano nel nostro paese per la festa che celebriamo insieme : festa dell'Italia che si unì e si fece Stato 150 anni orsono, festa della Repubblica che il popolo scelse liberamente il 2 giugno 1946". Inizia così il videomessaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la Festa della Repubblica. "In questo momento, sentirsi nazione unita e solidale, sentirsi italiani, significa - ha aggiunto il Presidente Napolitano - riconoscere come problemi di tutti noi quelli che preoccupano le famiglie in difficoltà, quelli che nei giovani suscitano, per effetto della precarietà e incertezza in cui si dibattono, pesanti interrogativi per il futuro". "Parlo dei problemi del lavoro e della vita quotidiana, dell'economia e della giustizia sociale. Stiamo attraversando, nel mondo e in particolar modo in Europa, una crisi difficile : occorre dunque un grande sforzo, fatto anche di sacrifici, per aprire all'Italia una prospettiva di sviluppo più sicuro e più forte. Per crescere di più e meglio, assicurando maggiore benessere a quanti sono rimasti più indietro, l'Italia deve crescere tutta, al Nord e al Sud. Si deve, guardando ai giovani, promuovere una migliore educazione e formazione, fare avanzare la ricerca scientifica e tecnologica, elevare la produttività del nostro sistema economico : solo così si potrà creare nuova e buona occupazione". "Il confronto tra le opposte parti politiche deve concorrere al raggiungimento di questi risultati, e non produrre solo conflitto, soltanto scontro fine a sé stesso. "Si discutano in questo spirito - ha sottolineato il Capo dello Stato - le decisioni che sono all'ordine del giorno; si scelga in questo spirito - nel Parlamento, nelle istituzioni regionali e locali e nella società - tra le diverse proposte che si dovranno liberamente esprimere"."Ci accomuni - ha concluso il Presidente Napolitano - un forte senso delle responsabilità cui fare fronte perché l'Italia consolidi la sua unità, si rinnovi, divenga più moderna e più giusta e si dimostri capace di dare il suo contributo alla causa della pace e della giustizia nel mondo. Buon 2 giugno a tutti".
vedi il sito ufficiale del Quirinale http://www.quirinale.it/ |
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Post n°124 pubblicato il 01 Giugno 2010 da cittadinolaico
Nell’ambito della manifestazione “Settimana dei cimiteri storici europei”, “A week for Discovering European Cemeteries”, l’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione - Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma - U.O. Monumenti Archeologici Medioevali e Moderni, ha programmato l’apertura straordinaria del Centro di Documentazione dei Cimiteri Storici presso l’Ingresso monumentale del Cimitero del Verano e due visite guidate, che illustreranno il patrimonio dei monumenti funerari del complesso cimiteriale. La “Settimana dei cimiteri storici europei”, “A week for Discovering European Cemeteries”, è organizzata dall’ASCE - Association of Significant Cemeteries in Europe - e prevede la partecipazione di numerose città, italiane ed europee, con iniziative culturali per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio cimiteriale. Calendario: • Da lunedì 31 maggio a domenica 6 giugno: apertura del Centro di Documentazione dei Cimiteri Storici presso l’ingresso monumentale del Cimitero del Verano dalle ore 9:00 alle ore 13.30; • mercoledì 2 giugno: visita guidata a cura della dott.ssa Laura Rendina, con appuntamento in piazzale del Verano alle ore 10:30; • domenica 6 giugno: visita guidata a cura della dott.ssa Laura Rendina, con appuntamento in piazzale del Verano alle ore 10:30. Per informazioni vedi il sito della Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma |
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Post n°123 pubblicato il 26 Maggio 2010 da cittadinolaico
Ultima tappa di “Cinema e Storia/100 + 1. Cento film e un paese, l’Italia”, ovvero il Secondo dopoguerra raccontato agli studenti attraverso le immagini del cinema italiano, a conclusione della serie di incontri che ha caratterizzato il confronto tra studenti, attori e registi come Marco Bellocchio, Mimmo Calopresti, Pierfrancesco Favino, Mario Monicelli, Filippo Timi, Valerio Mastandrea, che hanno risposto alle loro curiosità e sollecitazioni nel corso di un anno di attività.
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Post n°121 pubblicato il 20 Maggio 2010 da cittadinolaico
Molto importante, secondo me, é la creazione, da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di un canale di comunicazione virtuale tra istituzioni museali e cittadino, perché permette a ciascuno di noi di avere le informazioni che cerca su un singolo Museo o un luogo d'arte e interagire con esso: chiedendo maggiori informazioni, eventualmente sporgendo un reclamo o semplicemente esprimendo un parere sull'attività in corso. Credo che le nuove tecnologie, se messe al servizio della collettività per agevolare la conoscenza della storia culturale del Paese e la fruizione della cultura, rappresentino una conquista importante e uno strumento utile a mettere in comunicazione istituzioni e cittadini. Marco Zanier
E.mouseion è il nuovo canale di comunicazione del Mibac attraverso il quale il pubblico può dialogare con i luoghi della cultura: musei, aree archeologiche e monumenti. Così, dal sito www.emouseion.beniculturali.it oppure cliccando l’icona corrispondente al progetto sul sito istituzionale del Ministero o del luogo culturale prescelto, visitatori, operatori culturali e turistici sono collegati a un motore di ricerca che consente loro di: visualizzare la lista dei 409 luoghi della cultura statali italiani e le corrispettive schede informative dei servizi offerti; inviare una mail con cui richiedere ulteriori informazioni; sporgere eventuali reclami o proporre suggerimenti. Attraverso questo nuovo strumento, le risposte da parte degli istituti arrivano in tempi rapidi e in una logica di miglioramento del servizio reso all’utenza. Quest’ultima, infatti, ha l’opportunità di interagire con il sito culturale su argomenti che spaziano dalle informazioni sui servizi essenziali, alla fruibilità degli spazi espositivi, dai servizi all’accoglienza, ai servizi speciali. Considerate le esigenze dell’utenza, i luoghi della cultura statali saranno in grado di assicurare una migliore qualità delle prestazioni erogate al pubblico.
dal sito ufficiale del Ministero de Beni e delle Attività Culturali www.beniculturali.it/ |
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Post n°120 pubblicato il 14 Maggio 2010 da cittadinolaico
Oggi a Roma iniziano i festeggiamenti dei 158 anni della Polizia di Stato che ogni giorno col suo lavoro contribuisce a rendere più sicura e ordinata la vita di ciascuno di noi. La Polizia di Stato è una delle forze dell'ordine italiane che dipende direttamente dal Dipartimento della pubblica sicurezza, ossia l'apparato amministrativo centrale per mezzo del quale il Ministero dell'interno gestisce l'ordine pubblico e la pubblica sicurezza in Italia. Alcune cifre per il solo 2009: il 113 ha ricevuto 5.786.295 chiamate, ha controllato 4.206.457 persone e recuperato 22.520 veicoli rubati. Per quanto riguarda i Reparti prevenzione crimine, i controlli sugli esercizi pubblici sono stati 4.348, 2.316 le perquisizioni domiciliari e 3.216 i veicoli sequestraIti. Il Servizio centrale operativo ha effettuato in totale 10.713 arresti, di cui 778 per associazione di tipo mafioso, e sequestrato beni per oltre mille milioni di euro. La Polizia postale, nel solo 2009, ha monitorato 60.599 siti, oscurandone 127 e arrestando 233 persone. Mentre la Polizia stradale ha vegliato sulla sicurezza di strade e autostrade, rilevando 74.361 incidenti. Gli automobilisti in difficoltà soccorsi sono stati 466.563. la Direzione centrale antidroga, che opera in un settore nevralgico come quello del traffico degli stupefacenti, ha sequestrato 4.384 chili di sostanze illecite e portato a termine 4.178 operazioni antidroga. La DIA (Direzione investigativa antimafia) ha portato a termine 47 operazioni e arrestato 239 persone (fonte: Polizia di Stato). Bene rendono il senso di questa manifestazione le parole del capo delle Relazioni esterne della Polizia di Stato Maurizio Masciopinto:
"Ha 158 anni, ma non li dimostra perché è moderna, giovane e sa adattarsi ai cambiamenti della società". "Come ogni compleanno questo è un momento di bilanci: risultati importanti che permettono di raccontare una storia e grandi operazioni che tolgono la linfa vitale alla criminalità e che hanno fatto si che oggi in Puglia, sottolinea Masciopinto "non ci siano più le organizzazioni criminali storiche". Il claim dell'Anniversario: "c'è più sicurezza insieme" è nato proprio per colmare il dislivello che c'è tra sicurezza reale e sicurezza percepita. "Perché la nostra" dice ancora il direttore delle Relazioni esterne "è una grande squadra della sicurezza capace di innovare e stare al passo con i tempi". E tra i temi principali di questo anniversario ci sono anche: l'Europa che viene rappresentata con un puzzle che si sta unendo perché, spiega Masciopinto, "non si può immaginare una sicurezza nei limiti nazionali" e i 50 anni dell'ingresso delle donne in polizia. Una festa che si dividerà a Roma su due piazze come ogni anno: piazza del Popolo dove domani si svolge la cerimonia ufficiale e il laghetto dell'Eur "dove speriamo che vengano le famiglie e dove ci saranno i nostri pony e una serie di esibizioni spettacolari". Marco Zanier per maggiori informazioni vedere il sito ufficiale della Polizia di Stato www.poliziadistato.it
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Post n°119 pubblicato il 09 Maggio 2010 da cittadinolaico
Voglio segnalare la bella iniziativa del Campidoglio per le famiglie romane in occasione della festa della mamma. Marco Zanier
Roma, 9 maggio – Trampolieri, artisti di strada, funamboli, zucchero filato, palloncini colorati, banda, Biancaneve e gli altri protagonisti di favole e fumetti in giro tra i bambini per farsi fotografare: è "Mamma, mi porti a giocare?", il programma messo in piedi dal Comune (Assessorato Politiche Sociali) per oggi, Festa della Mamma. Festa doppia, dato che si celebra anche il primo compleanno della Carta Bimbo , il progetto del Campidoglio per le famiglie con figli.
dal sito ufficiale del Comune di Roma www.comune.roma.it/
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Post n°118 pubblicato il 04 Maggio 2010 da cittadinolaico
![]() 03/05/2010 Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il 5 maggio dallo scoglio di Quarto da cui mossero nel 1860 i Mille di Garibaldi, dà ufficialmente il via alle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia nei luoghi della memoria storica. Il Capo dello Stato rende omaggio all'impresa con la deposizione di una corona di fiori presso la stele celebrativa della partenza dei Mille. Raggiunge quindi il vicino monumento dedicato a Garibaldi e alla spedizione da dove dà il segnale di partenza alla regata Genova-Marsala che ripercorrerà la rotta dei garibaldini. Quindi, il trasferimento alla stazione Marittima di Genova dove è attraccata la nave Garibaldi: proprio a bordo della portaerei, alla presenza del Ministro della Difesa, La Russa, il Presidente Napolitano tiene il suo discorso commemorativo delle celebrazioni per i 150anni dell'Unità d'Italia. (Comunicato a cura dell'Ufficio stampa del Quirinale) dal sito ufficiale del Governo Italiano - Comitato 150° Italia unita http://www.governo.it/150_italia_unita/ |
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Post n°117 pubblicato il 29 Aprile 2010 da cittadinolaico
Una mostra gratuita allestita presso una galleria privata nel quartiere Prati di Roma, con diverse opere di Rabarama pemette di ripercorrere l’intera carriera dell’artista. Parlare di Rabarama oggi significa raccontare la storia di una ragazza che ha studiato e approfondito lo studio dell’arte e ha creato un suo linguaggio. Partendo dalla struttura e dalla forma della figura umana, dalla sua rappresentazione nello spazio, dalle materie plastiche, dal colore, dalle tecniche dell’arte e riuscendo ad arrivare a un discorso, direi anzi a una poetica, che la fa riconoscere e stimare non solo in Italia ma nel mondo. Essere apprezzati per il valore delle proprie opere d’ingegno e la continuità della ricerca non è di questi tempi, purtroppo, una cosa comune. Apre a delle considerazioni più ampie: sul valore della formazione culturale e della dignità della persona umana, lontane dai luoghi comuni che affollano il quotidiano vivere di ciascuno di noi; sull’arte come mestiere e come progetto; sul ruolo dei tanti centri di istruzione artistica e di formazione umanistica pubblici, che hanno perso la considerazione che avevano fino a non molto tempo fa nella costruzione dell’individuo nella società. Nata a Roma nel 1969, Paola Epifani, in arte Rabarama, si diploma prima al Liceo Artistico Statale di Treviso e poi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, diplomandosi a pieni voti nel 1991. Compie insomma, con passione e convinzione l’intero percorso formativo degli studenti d’arte: studiando le tecniche tradizionali della rappresentazione, disegno, colore, plastica, guardando ad occhi aperti il mondo che si trasforma come le conquiste della scienza, ma centrando la sua ricerca, chiudendo il suo ragionamento, entro gli equilibri dinamici della figura umana. Composizione, struttura, linguaggio esistono in funzione del corpo dell’uomo disegnato, nel bronzo o sulla tela, prima di essere pensiero sul mondo e sull’uomo. Il limite tra rappresentazione plastica tradizionale e complessità del presente, che tanto aveva fatto discutere e polemizzare gli artisti e la critica nel secolo scorso e che alimenta ancora tanta arte contemporanea, lo abbatte sin dalle prime opere, con naturalezza, dimostrando che tutto si può risolvere nell’uomo. La tesi e l’antitesi del suo discorso è compresa nella figura dell’uomo o in quella della donna, che domina lo spazio, ne prende possesso con naturalezza, parla in piena autonomia allo spettatore, non facendo rimpiangere l’assenza di altri supporti o rimandi a linguaggi astratti. La coscienza della complessità del presente in cui viviamo e della natura scientifica dell’esistenza dell’uomo sulla terra sono, d’altronde, molto chiare a quest’artista, che afferma: “Ognuno di noi nasce come il figlio della genetica, ragion per cui ogni piccola parte che ci compone ci rende simili a dei computer biologici: ogni singolo pezzo deve essere lì con precisione, il che ci garantisce un'identità. L'uomo in sostanza si trasforma in una macchina in grado di muoversi soltanto in base alla determinazione”. L’astratto, il simbolo, il segno sono riconoscibili sulla pelle delle sue figure come un pensiero che spieghi la forma, un ragionamento sottile fatto di colori o di livelli diversi che accompagni il movimento degli arti, le torsioni del busto, lo sguardo del volto, la presa plastica delle mani. Lettere incise nelle carni e nei panni, girali dipinti sulla superficie chiara, stringhe accennate che fasciano una giovane donna, colori vivaci disposti su un corpo che danza disteso: sono solo alcuni dei modi con cui RabaRama racconta a noi che guardiamo una storia e ci fa chiedere a lei un’altra figura.
Rabarama presso la Galleria Luigi Proietti via Fabio Massimo 62, Roma chiusura: sabato, domenica e festivi, orario: 11,00-19.30, dal 19 Marzo al 19 Maggio 2010 GRATIS
Marco Zanier Federazione Romana del PSI- Responsabile cultura
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Post n°116 pubblicato il 26 Aprile 2010 da cittadinolaico
All'indomani delle celebrazioni per il 25 Aprile, che si sono svolte serenamente in tutta la Penisola, nelle grandi città come nei piccoli centri, dispiace leggere sui giornali o ascoltare in televisione soprattutto di alcune prese di posizione e alcune contestazioni che rappresentano solo un' eccezione, da cui dobbiamo ovviamente prendere le le distanze. Perché quest'anno, forse più che in altri momenti, si é assistito ad una una vera e propria festa di popolo, con la partecipazione attenta e sentita della gente, che é scesa nelle strade e nelle piazze per ascoltare il discorso delle autorità cittadine e la testimonianza diretta dei partigiani. A me il 25 Aprile appena passato, piace ricordarlo per il discorso alto e rappresentativo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, tenuto alla Scala di Milano la sera prima. Condivido il suo richiamo agli uomini e alle storie della Resistenza, alla tragedia delle deportazioni, al rispetto per tutti i caduti senza che questo voglia dire essere neutrali. E apprezzo molto, in un momento in cui sembra che il modo migliore di governare sia dividere o coltivare interessi locali o personali, il suo richiamo alla nascita della Repubblica Italiana dalla lotta di liberazione, intesa anche come lotta per la riunificazione nazionale. Parole queste che creano un ponte importante con gli ideali del nostro Risorgimento e coi valori fondanti della nostra Carta Costituzionale, che, necessariamente, parlano delle regole della nostra democrazia e del nostro vivere civile. Marco Zanier |
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Post n°115 pubblicato il 20 Aprile 2010 da cittadinolaico
L’evento culturale piu’ atteso dell’anno: la XII Settimana della Cultura.
Consulta l'elenco completo dei luoghi statali d'arte: clicca sul sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ! |
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Post n°114 pubblicato il 18 Aprile 2010 da cittadinolaico
Credo che dare a quante più persone possibili la facoltà di curarsi a prezzi accessibili e di reperire i medicinali necessari in un numero maggiore di esercizi commerciali sparsi sul territorio nazionale, rappresenti sempre (e a maggior ragione oggi in tempi di crisi) un esercizio di democrazia necessario e di tutela responsabile dei diritti del cittadino. Per questo, accanto alle tradizionali Farmacie di quartiere, credo sia importante sostenere l'affermazione e la diffusione delle Parafarmacie, volute quattro anni fa dal Decreto Bersani (Dl 223/2006, poi convertito in Legge n. 248 del 4 agosto 2006) come le ragioni del personale medico e professionale impiegato in questo lavoro, che manifestano oggi in piazza Montecitorio a Roma. Perché le politiche a sostegno delle famiglie e dei singoli individui, di cui tanto si parla, devono secondo me necessariamente passare attraverso delle scelte economiche chiare capaci di migliorare le condizioni materiali della collettività e il superamento delle difficoltà del quotidiano vivere. Pubblico di seguito l'appello del sit- in di oggi del comitato promotore. Marco Zanier
Domenica 18 aprile in Piazza Montecitorio, ore 11.00 In difesa delle LIBERALIZZAZIONI come conquista di emancipazione economica e sociale
- Un’opportunità che garantirebbe una crescita del prodotto interno stimata sull’1,5%. In tre anni di esistenza le 3.200 parafarmacie hanno dato lavoro ad oltre 6.500 addetti. - Un risparmio certo per i consumatori. Nel solo comparto farmaceutico, nel 2008 e nel 2009 si sono ottenuti risparmi pari a 600 milioni di euro/anno. Con l’estensione della liberalizzazione ad un’ulteriore parte dei farmaci non rimborsati dal SSN (prescritti con ricetta bianca) si stimano risparmi annui per oltre 900 milioni di euro.In difesa delle PARAFARMACIE contro lo spettro della restaurazione - Per chiedere a Governo e Parlamento una regolamentare del settore distributivo del farmaco, in grado di valorizzare la professionalità e l’imprenditorialità del farmacista ovunque eserciti la professione. - Per estendere anche alle parafarmacie la vendita dei farmaci di fascia C. Vale a dire i farmaci che ognuno di noi acquista di tasca propria. - Per chiedere equità in materia di contribuzione previdenziale tra farmacista titolare di farmacia e farmacista titolare di parafarmacia. - Per ribadire l’assoluta contrarietà all’uso della “sanatoria” come strumento di chiusura dell’esperienza delle parafarmacie. Farmacista, alza la testa!. Domenica in piazza, con camice bianco, per difendere i tuoi diritti. Una manifestazione per riportare, alla vigilia della ripresa dei lavori parlamentari l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni della parafarmacia e della professione del farmacista. Manifestazione organizzata dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, Associazioni delle Parafarmacie, Associazioni dei farmacisti non titolari e Associazioni dei consumatori
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Post n°113 pubblicato il 10 Aprile 2010 da cittadinolaico
In un angolo silenzioso e incantevole di Roma, dietro porta San Sebastiano, a due passi dalle Catacombe omonime, in un piccolo ma significativo Museo comunale sulla storia di una cinta muraria cittadina ancora intatta, coi suoi merli ed i suoi bastioni, una collettiva di artisti ha fatto sentire forte la sua voce ed arrivare il suo messaggio ad un pubblico curioso e numeroso. Venerdì scorso, infatti, é stata inaugurata a Roma, al Museo delle Mura (Via di Porta San Sebastiano) la mostra "Stop all'abuso sulle donne", una collettiva di pittura, scultura e fotografia di 27 artisti, a cura dell'Associazione Culturale Art Experience, icon catalogo pubblicato per i tipi della Gangemi Editore. "In questo nuovo scenario artistico si muovono gli artisti protagonisti di questa mostra, le cui opere testimoniano i molteplici stati emotivi in cui precipita la donna vittima di violenza: paura, solitudine, alienazione, vergogna, disperazione, impotenza ma anche rabbia e ribellione. [...] Perché spesso una fotografia, un'opera d'arte, l'immagine di un abuso, l'espressione artistica di un disagio, restano sempre impresse nella memoria in maniera indelebile ed hanno la forza di suscitare un moto di ribellione e di insofferenza in chi prende consapevolezza dell'esistenza di questo insopportabile fenomeno sociale e, forse, di volontà e coraggio di denuncia in chi ne é vittima". (Giorgio Zacutti)
Marco Zanier Federazione Romana del PSI- Responsabile cultura |
IN DIFESA DEI BLOGGER

VI CONSIGLIO UN LIBRO
"Quando il pesciolino e lo squalo s’incontrarono per la prima volta": una favola che parla della pace tra due popoli con il linguaggio semplice che può immaginare un bambino della quinta elementare e la saggezza di un uomo adulto.

Uno squalo che voleva mangiare un pesciolino e invece inizia a giocare a nascondino con lui. Un’amicizia bella che nasce con semplicità tra due persone differenti a dispetto delle convenzioni. L’autore è Gilad Shalit, israeliano, nove anni dopo aver scritto questo libro sarà rapito da un commando palestinese dal quale ancora oggi non è stato rilasciato. Colpisce immaginarlo bambino a sognare la pace, oltre la guerra e vederlo tornare nel libro come un pesciolino dallo squalo per chiedergli di fare amicizia nonostante gli abbiano detto che loro due non possono essere amici. Un modo per capire una parte della storia, un messaggio universale per andare oltre la cronaca e immaginare un futuro migliore fatto della convivenza serena tra i popoli.
Gilad Shalit, "Quando il pesciolino e lo squalo s’incontrarono per la prima volta", Giuntina editore, 2008
ARTICOLI MIEI PUBBLICATI DAL CIRCOLO ROSSELLI

Alcuni miei aricoli sulle battaglie coraggiose dei socialisti nel Ventennio sono stati pubblicati anche dal Circolo Rosselli di Milano. Clicca e consultali sul loro sito:
2) Giacomo Matteotti amministratore pubblico




















Inviato da: biberon9
il 14/09/2009 alle 19:10
Inviato da: cittadinolaico
il 02/08/2008 alle 21:04
Inviato da: cittadinolaico
il 02/08/2008 alle 20:56
Inviato da: cittadinolaico
il 02/08/2008 alle 20:53
Inviato da: madevix
il 02/06/2008 alle 22:29