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TUTTI PAZZI PER YOKO

Post n°7428 pubblicato il 18 Giugno 2017 da romolor
 
Foto di romolor

Yoko Ono e i diritti sulla canzone Imagine, che le sono stati attribuiti soltanto adesso.
Una truffa secondo gli irriducibili nemici dell'ultima moglie di John Lennon, che la incolpano di avere "separato" i Beatles.
In realtà i pezzi dei Beatles che erano tutti firmati Lennon-McCartney spesso erano farina del sacco dell'uno, o dell'altro.
Stessa sorte per i Rolling Stones. Tutti i loro successi erano siglati Jagger-Richards.
E pazienza se "Satisfaction" fosse farina del sacco del solo Keith Richards e non del socio.
E' evidente che John Lennon fosse innamoratissimo della moglie tanto da dedicarle molte delle sue canzoni: Dear Yoko, Woman, The ballad of John and Yoko e via discorrendo.
Anzi i concetti di Imagine sarebbero stati ispirati proprio dalla sua Musa.
Infine l'ultimo 33 giri, Double fantasy, portava la dicitura John Lennon e Yoko Ono, proponendo in alternanza le canzoni dei due coniugi.
Al di là del fatto specifico, ci sono molti casi di diritti d'autore non pagati al...vero autore, riconosciuti dopo anni, oppure mai.
E il caso della canzone Imagine è un "pretesto" per parlar male ancora una volta della povera Yoko, cantante e artista mai adeguatasi al conformismo.
RR

 
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Umberto Tozzi e gli "Amici" di Maria

Post n°7427 pubblicato il 17 Giugno 2017 da romolor
 
Foto di romolor

Maria De Filippi torna, anno dopo anno, a "laureare" come cantanti professionisti dei giovani esordienti, spesso imberbi, che imparano a stare davanti alle telecamere grazie alla scuola di "Amici".
Tali virgulti poi, pronto il disco di esordio, troneggiano nella hit parade vendendo molti cd, che rischiavano di scomparire.
Gli scolaretti di Maria affollano e fanno affollare i centri commerciali dove il cd firmato viene sventolato da migliaia di adolescenti, preferibilmente femmine, che necessitano dell'oggetto da conservare, in questo caso appunto il disco del loro beniamino.
Di conseguenza, l'idolo nuovo di zecca l'anno successivo è pronto per vincere il Festival di Sanremo, anzi no, se ci si mette un "Gabbani" di troppo.
Di contrasto, ho visto una signora ritirare al negozio un 33 giri che aveva ordinato, "40 anni di Ti Amo" di Umberto Tozzi.
Il divo delle canzone ormai più che sessantenne continua ad ammaliare fan della vecchia guardia, in questo caso donne, che addirittura rifiutano il cd per volere l'acquisto del vecchio, intramontabile 33 giri.
Al ritmo di "Ti Amo", "Gloria", "Eva" e "Tu", canzoni dai titoli minimali, le mamme cinquantenni rinverdiscono la giovinezza riascoltando i brani dei primi amorini, o delle gite in motorino, che il Tozzi di turno proponeva.
Riusciranno i nostri eroi di "Amici" a riproporsi tra qualche decennio alle fan odierne di Amici?
Credo di no, in quanto un Umberto Tozzi, o tanti altri idoli degli anni Settanta, emergevano al di fuori del mezzo televisivo, attraverso le radio e i juke box, in modo certo rudimentale, ma capace di affiliare a vita i loro ascoltatori.
R.R.

 
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Anche Sandra Milo "contro" imitazione Virginia Raffaele

Post n°7426 pubblicato il 13 Giugno 2017 da romolor
 
Foto di romolor

Anche Sandra Milo, dopo Belen Rodriguez, contro Virginia Raffaele per l'imitazione nel recente show di prima serata della comica-attrice-imitatrice.
A Pomeriggio 5 la Milo dopo avere chiarito di non avere gradito neppure l'imitazione al Festival di Sanremo, ha spiegato che la recente "presa in giro" non le è stata gradita, perché triste.
Virginia Raffaele nei panni di Sandra Milo si stagliava davanti all'ingresso di Cinecittà assieme a un clown dall'aspetto dimesso e infelice.
La finta Milo si rapportava a un mondo ormai estinto, quello dei fasti del cinema anni Sessanta e di Federico Fellini.
E non vedeva l'ora di entrare a Cinecittà assieme a tanti altri attori per rifare quel cinema.
Ma una voce fuori campo la avvertiva che la festa era finita, che quel mondo era morto da tempo.
La Milo fasulla allora scoppiava a piangere.
Probabilmente la vera Sandrocchia non ha gradito che la si paragonasse a una vecchia diva svanita, anche perché lei, a 84 anni, continua la carriera, con ruoli in teatro e al cinema quando gliene offrono.
Insomma sarà pur vero che il cinema che l'ha resa famosa è ormai finito, ma è nei libri di storia e Sandra Milo non ritirandosi ha dimostrato che al di là della sua fisicità che ne ha fatto una delle donne più ammirate e desiderate dello spettacolo, ha saputo dimostrare di durare grazie a ironia, competenza e mettendosi sempre in discussione.RR

 
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Belen contro Raffaele

Post n°7425 pubblicato il 13 Giugno 2017 da romolor
 
Foto di romolor

Belen Rodriguez critica Virginia Raffaele: quando mi imita è volgare.
Sono lontani i tempi di quando Alighiero Noschese, scimmiottando anche le donne di spettacolo, le faceva sorridere: una imitazione del celebre attore era meglio di un Telegatto, prima dell'arrivo del celebre premio, da anni comunque messo in soffitta.
Le più brave imitatrici di donne sono state due: Loretta Goggi e Isabella Biagini.
Anche in questo caso, difficile che una Sophia Loren o una Orietta Berti protestassero contro le due.
Adesso che succede?
E' la Rodriguez troppo suscettibile o è la Raffaele che esagera?
Secondo me la verità sta nel mezzo.
Una Belen imitata una, due, tre volte, ci sta.
Ma una satira perenne nei riguardi dello stesso personaggio un po' affonda.
Da un lato, la Belen imitata finisce per sentirsi sminuita nel ruolo di sex symbol.
L'abbinamento con la farsa della Raffaele alla lunga la rende ridicola agli occhi degli ammiratori.
D'altra parte, è giusto che l'imitatrice rinnovi il suo parterre di personaggi da canzonare.
Anche Belen Rodriguez però ha commesso degli errori: si è sovraesposta anche con l'uso dei social e adesso si lamenta degli effetti che ha provocato lei stessa.
Romolo Ricapito

 
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Prostituzione: capire prima di denigrare

Post n°7424 pubblicato il 12 Giugno 2017 da romolor
 
Foto di romolor

Mi ha colpito la rabbia di una signora che telefonando al sindaco di Bari Decaro all'interno di una trasmissione di servizio di una televisione privata si lamentava del degrado urbano col grido"Maledette prostitute".
La donna, residente in una zona periferica che coincide con l'esercizio del sesso a pagamento, si inalberava perché giudicava la contiguità col mercimonio oltre che inopportuna, imbarazzante e penosa.
La "maledizione" (maledette prostitute) veniva reiterata, mentre il sindaco rispondeva che il fenomeno è ineliminabile e che non occorre prendersela con le passeggiatrici, in quanto per la maggio parte trattasi di straniere ingannate da malfattori sulla possibilità di lavorare "sul serio" in Italia e poi indotte a vendersi sulle strade delle nostre città.
A questa il sindaco aggiungeva altre argomentazioni: che certe case sequestrate successivamente dissequestrate, rinnovavano la loro ospitalità alle cosiddette lucciole.
La rabbia della signora "maledicente" è fino a un certo punto comprensibile: ella evitava , cioè, di censurare il comportamento di tanti uomini, di tutte le età, la maggior parte regolarmente e felicemente sposati, che nelle loro sortite notturne (o diurne) amano incentivare il sesso a pagamento, appunto pagando le prostitute per usufruire dei loro corpi.
ROMOLO RICAPITO

 
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