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Erin Moran, perchÚ la caduta

Post n°7412 pubblicato il 24 Aprile 2017 da romolor
 
Foto di romolor

La caduta di Erin Moran, piccola stella di Happy Days, telefilm epocale degli anni Settanta, ha emozionato anche in Italia.
L'attrice, 56 anni, è morta in circostanze non specificate.
Di lei si sapeva da anni che era povera (ha vissuto anni in una roulotte) eppure sempre sorridente, almeno in pubblico.
Impegnata dal 1974 al 1984 nel ruolo della sorellina del protagonista, del telefilm , Joanie, aveva iniziato a girare a soli 14 anni, fino ai 34.
Poi il dimenticatoio.
Poche le interpretazioni dopo la chiusura della celebre serie, anzi nessuna, almeno in tv.
Identificata col ruolo di "Sottiletta" la Moran è stata eliminata dallo star system televisivo.
Al cinema un fanta-horro nel 1981, di serie B, "Galaxy of terror", poi nulla.
Si parla di depressione, uso di eroina.
Insomma la classica china discendente di tante ex star, anche bambine, o adolescenti, messe da parte.
Ron Howard, che in Happy Days interpretava il fratello di "Sottiletta", Richie Cunningham, diventato uno dei registi più famosi e di successo in America, non ha mai offerto alla collega una parte in un suo film, nemmeno piccola.
Certo, esistono attori e attrici che non hanno ottenuto mai successo né al cinema e neppure in televisione, magari dotati di talento.
Ma proprio per questo il destino di Moran angoscia: lei il successo lo ha avuto e a lungo, ma era solo un paravento.
Alla base era imprigionata in una serialità e in un ruolo che non l'ha fatta crescere artisticamente, dandole popolarità, soldi e successo, ma che l'ha poi identificata con un'epoca e una staticità sterile.
Ormai viveva di motel in motel e la caduta artistica è stata la causa della sua depressione e del rifugio nell'alcol e nella ludopatia.
R R

 
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Alba vs Selvaggia: la polemica si sposta fuori dello show del sabato sera

Post n°7411 pubblicato il 22 Aprile 2017 da romolor
 
Foto di romolor

Sono sinceramente preoccupato per Alba Parietti.
La popolare showgirl, che ha recentemente dichiarato di avere evitato per un soffio l'insediarsi di un tumore al collo dell'utero, ha denunciato uno stalker che la importunava anche di notte con telefonate indesiderate.
In realtà gli stalker erano diversi, come ha scritto la protagonista di Ballando con le stelle sulla sua bacheca Facebook.
Mi ha stupito il commento alla vicenda di Selvaggia Lucarelli, perennemente in attrito con la Parietti nello show del sabato sera.
La Lucarelli ha raccomandato alla concorrente Parietti di liberarsi prima delle sue ossessioni.
La "polemica" giornalista vorrebbe fare capire all'altra che si prende troppo sul serio.
Qualcuno potrà obiettare: ma a chi interessano queste beghe dello spettacolo coi problemi che abbiamo?
Epperò tali contese avvengono a livello mediatico e se ne scrive ovunque.
Esaminando la diatriba, essa mi ricorda il film Eva contro Eva nel quale un'affermata attrice di Broadway deve fronteggiare l'ambizione di una giovane rivale.
In Italia l'azione si è sposata in tv. che molti danno in discesa di ascolti e di interesse da parte del pubblico più giovane.
In televisione la veterana Parietti, da 30 anni in scena nelle tv, deve "arginare" l'esuberanza di una giornalista che ha fatto della "polemica" il suo tratto distintivo.
Non può esserci rivalità, perché la "selvatica" Selvaggia non vuole prendere il posto della Parietti.
Si potrebbe trattare dunque di una rivalità caratteriale, laddove due api regine non possono convivere nello stesso alveare.
Concludendo, penso che Alba Parietti lotti per trasmigrare in un ruolo più influente nell'ambito televisivo, che potrebbe essere ad esempio condurre Porta a Porta al posto di Bruno Vespa.
Per Selvaggia Lucarelli auspico la conduzione del Festival di Sanremo al posto di Carlo Conti: ci sarebbe un ritorno alle polemiche lacrime e sangue, un miglioramento rispetto agli ultimi festival buonisti e insapori.RR

 
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L'incidente di Giuliana De Sio a Ballando con le Stelle

Post n°7410 pubblicato il 17 Aprile 2017 da romolor
 
Foto di romolor

Ho assistito all'esibizione di Giuliana De Sio nell'ultima puntata di Ballando con le Stelle.
Direi apprezzabile, se si tiene conto che la popolare attrice non ha mai ballato in vita sua prima dell'ingaggio e ha fatto in poche settimane notevoli progressi, grazie anche alla sua professionalità, applicata stavolta al ballo.
Per un incidente, terminata la sua prestazione, la De Sio ha iniziato a sanguinare da un piede.
Subito ci si è resi conto che occorrevano dei punti di sutura.
Intanto l'attrice ha ricevuto i primi soccorsi: è stata fatta accomodare su una sedia e le hanno bendato il piede ferito.
Mi ha dato molto fastidio la voce "sfottente" e antipatica di una cosiddetta "giurata", che derideva la De So sostenendo che quest'ultima facesse scena per dominare lo show.
Tale personaggio è spesso protagonista di accese liti e scambi di "offese" sul web con altri vip e nella stessa trasmissione ad esempio con con Alba Parietti.
A causa di questa deriva, Ballando con le Stelle da show del sabato sera, va detto, comunque abbastanza prevedibile e noioso, s'è trasformato in un'arena da cortile, con la conduttrice, Milly Carlucci, che col suo proverbiale aplomb tenta di riportare le cose in ordine.
Alla fine le contese verbali hanno prodotto qualche punto in più di share, ma hanno confinato la trasmissione nell'ambito del trash televisivo.
Christian De Sica ha addirittura criticato il varietà, sostenendo che sia volgare, infastidito dal fatto che una collega di talento (Giuliana De So) abbia voluto parteciparvi.
Tutto questo per un solo elemento della "giuria" senza competenze per giudicare la danza, ma messa lì probabilmente per movimentare la noia del programma.
Le intenzioni degli autori si sono rivelate fallimentari e lo scadimento della qualità ha fatto commentare ad alcuni critici televisivi che "Ballando" non è più adatto alla rete ammiraglia, cosa mai successa prima, quando il varietà era comunque invece almeno tollerato.
Romolo Ricapito

 
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A Pasqua l'agnello ci vuole?

Post n°7409 pubblicato il 15 Aprile 2017 da romolor
 
Tag: agnello
Foto di romolor

Agnello si agnello no?
Dopo le prese di posizione prima di Berlusconi, poi di Laura Boldrini si è previsto un calo di richieste di agnelli sacrificali e...sacrificati per il 16 aprile, Pasqua.
Da una serie di interviste ai passanti della mia città, realizzate da una tv locale, venivano documentate le "intenzioni" carnivore di chi si apprestava a degustare gli agnelli sul desco pasquale.
Il "veto" pubblicitario delle organizzazioni animaliste e di alcuni politici è dato dall'umanizzazione delle bestiole che fanno tenerezza come dei piccoli neonati.
Giusto o sbagliato?
Voglio mantenermi equidistante, anche se "l'agnello a tutti i costi" proprio per Pasqua, mi sembra anacronismo puro e semplice.
Perché non un altro tipo di carne?
Dei risultati della mini-inchiesta mi hanno colpito le risposte di alcune persone in età, che affermavano: l'agnello a Pasqua ci vuole.
Più disincantati alcuni giovani, che affermavano di gradire questo tipo di pietanza, al di là della tradizione , per puro diletto delle papille gustative.
Dalle risposte però si evidenziava un aumento dei refrattari all'acquisto degli "agnelli"o chi proprio non vuole più saperne, convinto dalle pressioni e dagli appelli dei media.
Ciò che può irritare, al di là della volontà (da rispettare) di chi ama banchettare in nome della tradizione con un buon agnello ben cucinato, è il rifiuto di esaminare proposte alternative.
Perché per forza l'agnello a tavola nel periodo pasquale?
Solo una signora parlava di "carciofi".
Pochi sostenevano di consumare vegetali, o pietanze da sperimentare, o da volere gustare, al di là dell'agnello.
Il problema è dunque un'educazione, una tradizione alimentare che non tiene conto di nuove valutazioni anche scientifiche nel rapporto uomo-cibo.
Gli "agnellomani"dunque, potrebbero essere gli stessi individui che passate le feste, si dirigono verso le diete più improbabili, reclamizzate dai media più scadenti, senza la mediazione di un supporto medico.ROMOLO RICAPITO

 
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la Recherche di Proust, quanti l'hanno letta

Post n°7408 pubblicato il 12 Aprile 2017 da romolor
 
Foto di romolor

Ho sentito in televisione un personaggio abbastanza noto che volendo evocare un fatto del passato, citava la famosa madeleine di Proust che ricorda al protagonista di Alla Ricerca del Tempo Perduto appunto le suggestioni della sua infanzia.
A dire il vero, a parte questo paragone, la Recherche è ricca di contenuti mentre il tipico biscotto è citato sempre come se chi ascolta t invece questa informazione abbia letto d fatto la sterminata opera.
Avendo quasi terminato di leggere questo capolavoro ,ma impegnato dalla scorsa estate in tale cimento, avrei voluto confrontarmi con altri lettori di Proust.
Ma l'impresa è ardua: pochissimi lo hanno letto.
Sto parlando di gente anche laureata in lingue e letteratura straniera, ma pure coloro che leggono molto e per abitudine.
Un amico ha letto i primi due volumi, poi si è stancato.
Lo stesso altri con chi frequentazioni intellettuali : due al massimo i volumi letti.
Una signora soltanto, con laurea in filosofia, per studio ha sorbito tutto Proust, ma per dare un esame.
Per il resto, tabula rasa.
Insomma non ho trovato nessuno con il quale condividere le me impressioni sulla Recherche.
Ne ho dedotto che la madeleine stracitata è un autentico specchietto per le allodole.
A giustificazione dei non lettori, pongo la questione che l'opera e è molto impegnativa, al pari di un'esame all'Università.
ROMOLO RICAPITO

 
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