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« IL DRAMMA DELL'ANORESSI...PAPARAZZI? MEGLIO QUELLI... »

GIORNALISTE PUGLIESI: TRA DEONTOLOGIA E LOOK

Post n°2879 pubblicato il 08 Febbraio 2010 da romolor
 
Foto di romolor

Il 5 febbraio nella sede dell'Ordine dei Giornalisti di Bari è stata presentata una nuova collana di testi dedicata alla professione giornalistica, curata dall'Ordine Nazionale e riguardante la Deontologia, il Diritto, le Professioni e le Regole. Tali testi sono obbligatori per la preparazione all'esame professionale. Era presente, tra gli altri, il presidente dell'Ordine Nazionale, Lorenzo Del Boca.
A introdurre il tema, la Presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia, dottoressa Paola Laforgia.
"La professione sta cambiando - ha esordito Laforgia- in quanto la redazione classica del giornale è ormai desueta; la realtà odierna è molto variegata e piuttosto difficile da inquadrare. L'informazione è tradizione (giornali, televisione) ma insieme anche web. In quest'ultimo caso, ci si costruisce il mestiere senza solide basi o punti di riferimento. E' evidente dunque la difficoltà di gestire il lavoro in base alla deontologia, sempre più messa da parte".
La dottoressa Laforgia ha scelto per l'incontro un'originale giacca corta di colore nero, con finte mini-tasche e retro pieghettato. Aperta sul davanti, la giacca di "tendenza" introduceva un corto vestito dagli enormi pois verdi su fondo nero e dal tessuto leggero e trasparente.
Preceduti da un paio di leggins neri, degli stivali camosciati con base in gomma. Gli occhiali erano in tono col resto: dalla montatura nera e squadrata, mentre alla mano destra la dottoressa Laforgia sfoggiava un prezioso anello in argento, dalla pietra nera e ovale . A completare il tutto, una collana composta da corpo in argento e pietra nera , mentre un altro anello questa volta sempre in argento ma privo di pietra veniva sfoggiato alla mano sinistra.
Per fare i giornalisti con professionalità, ha continuato la dottoressa Laforgia, occorre lavorare col massimo dello scrupolo, tenendo ben presente che bisogna informare nel rispetto delle persone. La formazione di base deve essere solida in partenza, ma rinforzata col rinnovo costante delle competenze e delle conoscenze nel corso dello svolgimento della professione vera e propria.
Nel parterre si sono notate alcune giovani giornaliste di varie testate. Esse sfoggiavano ricercate toilettes , testimonianza oggettiva che in questo momento storico il ruolo della donna nel giornalismo professionale non è fatto solo di sostanza (conoscenza del mestiere, abnegazione) ma anche, parimenti, di forma esteriore e di tangibile visibilità . Tale forma rappresenta un elemento di rispetto e autostima nei confronti innanzitutto di sé stesse , ma principalmente nei confronti della redazione, dello spettatore (nel caso di giornaliste televisive) e anche del lettore. La ricerca a volte maniacale del dettaglio, nell'acconciatura come nella scelta dei colori o dei tessuti, solitamente di prima scelta, è la testimonianza effettiva della profonda e viscerale attenzione per una forma di decoro e di eleganza che si evidenzia nella pura esteriorità ma che è il risultato di una spiritualità tesa alla conoscenza e allo svelamento dell'io collettivo e universale.
La donna giornalista del 2010, dai venti ai quarant'anni, sacrifica sempre sè stessa rispetto alla sua famiglia, ai suoi interessi e agli affetti, per essere a completa disposizione del suo pubblico di lettori, immolandosi come una vedova indiana sull'altare del lavoro più duro, che incendia la passione ma che spesso è anche scarsamente retribuito.
A non essere sacrificata è la femminilità, che rifulge come un faro nell'esibizione stile mannequin dei corpi e dei capi di abbigliamento. Nella sala si è molto ammirata la presenza di una bruna giornalista che aveva scelto per l'incontro una giacca di lana bianca in misto cachemire, con colletto in pelliccia di coniglio delle Alpi. Ella poi sfoggiava una gonna in seta nera impreziosita da un bordo bianco e merlettato, in pratica un anticipo di quella che sarà la moda di punta della primavera -estate . Ovvero la contaminazione tra capi da sera e la moderna lingerie , in un connubio difficile da definire ma dal risultato inequivocabile; capi che aiutano , accelerandola, la seduzione e gli incontri. Il tutto era completato con delle scarpe nere e lucide décolleté. Un'altra giovane e speranzosa cronista era in maglia di lana "gilettata", corredata da due maxi bottoni bianchi e immediatamente aperta sul davanti, dalle ampie mezze maniche. Come sottostrato, una semplice e classica camicia bianca in cotone lucido con l'abbinamento di una gonna marrone in lana rigida . Un paio di audaci calze a rete nere introducevano un paio di stivali da cavallerizza, con lacci intrecciati posteriormente a chiudere delle ampie fessure. Si è ammirata dunque una giovane giornalista radiofonica dal vestito in lana color indaco, con applique di tre bottoni sul colletto di colore sempre indaco. Qua e là un tocco di viola, su strisce verticali grigie. Appena sotto il seno e comprendente l'intera gonna, piuttosto allungata, il disegno di un eroe dei fumetti e ai piedi ballerine di color viola. Infine una cronista della Gazzetta del Mezzogiorno, il quotidiano più letto in Puglia, ha adottato un abito blu dalle ampie maniche a sbuffo che però si riducevano ai polsi in uno strettissimo tessuto elasticizzato. Sul lato sinistro del petto, l'applique di una enorme e originalissima rosa bianca. Sotto la gonna, calze di colore blu che introducevano un paio di moderni stivali all'ultima moda, impreziositi da pietre di bigiotteria ispirate allo stile new age.
ROMOLO RICAPITO

 

 
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