ufficio? no grazie
storie quotidiane
Per non farmi mancare niente, su invito di una mia cara amica, sono andata a Milano per incontrare Paul Jacobs, un medium di fama internazionale.
Lui è un pastore protestante inglese che mette la sua vocazione e la sua opera al servizio degli altri, specie di coloro che soffrono per un lutto che non accettano e quindi, per questo, non si rassegnano.
Eravamo in pochi in questo teatrino delizioso, all'incirca una ventina. Abbiamo subito familiarizzato tra noi. Con lui vi era un suo discepolo, italiano, con la funzione di fare da interprete e traduceva dall'inglese all'italiano.
La dimostrazione della vita oltre la morte è incominciata da una signora seduta in prima fila. Accanto a lei le anime del suocero e del padre che, dall'aldilà, le hanno dispensato consigli preziosi, specie sulla salute del marito, poco incline a curarsi e a seguire le prescrizioni del suo medico. Poi è stata la volta di una ragazza, il cui fidanzato è morto suicida e così via. E' arrivato il turno anche della mia amica, raggiunta dalla presenza della sua bisnonna che l'invitava ad avere più fiducia in se stessa e nelle sue capacità, ad avere più autostima. Ha letto anche l'aura di un signore seduto nelle ultime file, predicendogli un futuro radioso da lì a due anni.
A me il medium non ha detto nulla di nulla, non si è rivolto a me neppure di striscio. Un po' ci speravo, l'ammetto, avendo perso mia sorella qualche anno fa.
Abbandonata dai parenti vivi e anche dai morti. Ma che avrò fatto di male, mi chiedo?
E allora, per dispetto, mi godo la vita più che posso e all'altra dimensione ci penserò a tempo debito, spero il più lontano possibile, e intanto faccio gli scongiuri.
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La sua padrona deve partire per la Germania e non può portarla con sé.
L' avrebbe quindi condotta in un canile dove poi, se nessuno l'avesse voluta nell'arco di tempo di quindici giorni, sarebbe stata soppressa.
Almeno questa è la storia strappalacrime che mi hanno raccontato i miei figli per "intortarmi" e convincermi a dire "sì" alla nuova venuta.
Avrei potuto permettere l'uccisione di un cane? Certo che no e così da due giorni sono diventata mamma un'altra volta. La nuova arrivata si chiama Runa, ha dieci mesi ed è un pitbull dal pelo marrone scuro.
L'ho soprannominata Scooby Doo perché mi ricorda il famoso alano dei cartoni animati per come si muove e per come si comporta. Appena mi ha vista mi è corsa incontro, mi è saltata addosso e mi ha leccato tutta la faccia.
Ed è così che mi ha fregato la furbetta! Già mi sembra di volerle un mondo di bene.
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Una mia cara amica è diventata segretario regionale di un sindacato importante e mi ha invitato ad andare con lei a Verona per partecipare a una manifestazione dei lavoratori il primo maggio. ![]()
Le ho detto subito di sì, senza pensarci due volte. E' infatti un'ottima occasione per poter stare insieme un po' di tempo senza dover pensare a niente e a nessuno. Abitiamo poi in città diverse e, seppure non siamo lontane, lei a Milano e io a Pavia, viene difficile incontrarci per gli impegni di entrambe.
E allora il 30 partiamo insieme, all'avventura:-)
La vita è fatta anche di piccole follie. ![]()
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Sarà la Primavera ma, a dispetto della pioggia, del maltempo e della natura che stenta a risvegliarsi quest'anno, ho voglia di grandi cambiamenti. Vorrei cambiare casa, lavoro, ufficio, conoscere persone nuove e frequentare di più quelle vecchie che mi piacciono e che sento più affini a me, scoprire nuove passioni e coltivare nuovi interessi, aprire la mente a 360 gradi a tutto tondo così come tonde sono le uova di cioccolato che si mangiano a Pasqua.
E chissà che la vita non mi regali ancora delle splendide sorprese. Le stesse sorprese che auguro a voi tutti, amici cari.
Buona Pasqua! Tantissimi auguri a tutti.
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Giorni fa ho seguito in televisione nella trasmissione "Verdetto finale" una controversia molto interessante e commovente. Protagonisti della puntata due ragazzi, belli e giovani, che avrebbero dovuto sposarsi il prossimo settembre.
A rovinare l' idillio ci ha pensato una lettera anonima giunta nell'ufficio di lui, ricco e di buona famiglia, come un fulmine a ciel sereno. Nella stessa veniva raccontato con dovizia di particolari il passato di lei, non proprio limpido e trasparente. Per questo, sentendosi offeso nel suo orgoglio e tradito nella fiducia riposta, il futuro sposo le chiedeva indietro la somma di quindicimila euro che aveva anticipato a titolo di spese per il futuro matrimonio: cerimonia e abito nuziale.
Lei era molto bella. Con le lacrime agli occhi faceva tenerezza. Se pure ferita nei sentimenti ha cercato di spiegare di non essere mai riuscita a trovare il coraggio di raccontare i suoi trascorsi per paura che tutto finisse. Avendo infatti perso la mamma all'età di quattro anni, con un padre alcolista, a diciotto anni se n' era andata di casa ed era stata contattata da un'agenzia di modelle non proprio seria e aveva incominciato a fare l'accompagnatrice e a guadagnare, lei che non aveva nemmeno i soldi per mangiare, un sacco di soldi.
Così si era ritrovata, portata da amici comuni, a una festa a casa di questo ragazzo in Sardegna, e lì era iniziata la loro storia e il loro amore. Accolta dalla famiglia di lui a braccia aperte e con affetto, non le era sembrato vero di avere accanto persone espansive e piene di premure nei suoi confronti e che le volevano bene. Per questo era disposta a cambiare vita e a ricominciare tutto daccapo.
Lui le aveva trovato un impiego part time e lei si pagava gli studi universitari con i soldi guadagnati per potersi gettare alle spalle il suo passato infelice.
A rompere l'incanto dei due innamorati la mano invidiosa di chi si è preso la briga di intervenire pesantemente nel loro destino al solo scopo di voler distruggere vita e felicità altrui. Non è facile infatti passar sopra a certi contenuti.
Lui, nel corso della puntata, continuamente la offendeva, rivolgendosi a lei con epiteti poco felici, dettati probabilmente anche dalla rabbia per essere stato "ingannato". Ma, come ha fatto rilevare giustamente una psicoterapeuta ospite della trasmissione, non é affatto facile raccontare il proprio vissuto specie se e quando si tratta di un vissuto ingombrante e vergognoso.
L'importante però è riuscire a conservare, nonostante le avversità, un animo sensibile e aver voglia di cambiare vita, di mettere un punto e darsi da fare per poi poter guardare al futuro con altre prospettive.
Al vigliacco latore della missiva anonima vorrei tanto chiedere: " E ora? Cosa te n'è venuto in tasca?".
Chi scrive lettere anonime è una persona profondamente INVIDIOSA. E quanto è brutta l'invidia! L'invidia è un sentimento che nuoce e a chi la prova e a chi ne è il destinatario che si trova a combattere contro un nemico sconosciuto e che non potrà mai affrontare di petto perché è un nemico occulto, che non ha il coraggio di mostrarsi a viso aperto.
Il latore di lettere anonime è l' infame che è mosso solo dal solo desiderio di fare del male, di rovinare la vita agli altri usando il peggiore dei mezzi: la delazione.
Se fossi stata al posto del ragazzo io l'avrei sposata quella bella ragazza anche solo per fargli un dispetto. Nei rapporti amorosi poi è bello pensare a costruire insieme il futuro.
E, invece, ancora una volta l'invidioso ha avuto la meglio e partita vinta .
A lui che rimane? Il disprezzo totale mio e l'augurio che : "Chi di penna ferisce, di penna perisce" e che qualcuno gli restituisca pan per focaccia.
Purtroppo gli ignoti delatori sono sempre di più perché sono sempre di più coloro che prestano ascolto all'ignomia delle loro parole.
Questa storia mi ha anche rafforzato nel convincimento che non bisogna mai giudicare nessuno che da chi e dove nasciamo è solo una questione di fortuna.
Meno che mai poi si può giudicare la disperazione che porta a certi comportamenti.
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