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Creato da ro.sheen il 10/10/2011

rosheen

nel vento dell'anima

 

La nostra era la casa buia della sera

Post n°22 pubblicato il 01 Giugno 2013 da ro.sheen

Eravamo nella ruota del giorno

come raggi di un centro sempre splendete

soli di sguardi, labbra bagnate di risate

Avevamo gambe e braccia per volare

Tra le cicale e i grilli dei prati

mescolavamo il loro canto al nostro gioco

io a cavallo del cuscino

tu al manubrio delle coperte

 Sfioravamo la terra e le foglie piangenti 

 di una notte di tempesta

Veloci percorrevamo le alture delle illusioni

Dopo la curva

arrivavamo alla pietra che sprofonda nel tempo

e scendevamo a raccogliere i fiori

 per vestirci di petali e steli di sapori

La nostra era la casa buia della sera

due letti vicini, sotto alla rete

raccontavamo delle imposte che avevano fori per spiare

Giù in fondo e su in alto

c’erano mondi su ruote di pensieri

Dal secondo piano partivamo a bordo del letto

spalliere d’ali, spiccavamo il volo senza  farci vedere

Su tetti, montagne e laghi

lasciavamo il canto della sorpresa

e ci nutrivamo dei profumi degli incontri

“Guarda, c’è l’orso che balla al ruscello

mentre lo gnomo non sa quale cappello indossare"

 “Portiamogli il giallo o il rosso del sole

così che sia giorno per sempre nel suo cuore"

 A volte c’era il vento …

Con la sua forza soffiava a dondolare la casa di lenzuola

e ci portava in luoghi segreti mai percorsi

Tra grotte, voragini e spazi sconfinati

vincevamo la paura di risposte troppo adulte

a domande senza spazio per cuori immensi di bambini

Esploratori della terra e del buio

partivamo quando splendeva ancora il sole

e tornavamo per scriverne il tramonto …

mai abbastanza precisi

 nel descriverne l’immenso inesplorato silenzio

Mentre si spegnevano le pile

tra le pareti del nostro respiro cotonato

quattro mani s’allungavano

per continuare a suonare il volo vissuto

per non lasciare il tempo d’insieme

A volte carezzevoli, altre combattenti 

 per due letti che non volevamo abitare divisi

in quel ritornello che ci addormentava vicini 

 …“vieni a casa mia…no, vieni tu a casa mia”…

 segnavamo il passo dei nostri ricordi bambini

Tu eri il mio gioco del giorno e della notte

 Io ero il tuo

Il gioco più caro, fratello mio

rosheen


 

 
 
 

...dentro la pelle scorre la via degli incroci...

Post n°21 pubblicato il 10 Gennaio 2013 da ro.sheen

Ti ricordo tra le brughiere dei sogni

dove si spezza il ramo per non dondolarne la foglia

e l’erba si piega al vento dei racconti

per lasciarli soffiare via dalle mani senza dita

Musici le rane a cantare lo stesso ritornello

di una magia sempre nuova del salto nel vento

Non potrei giocare alle biglie degli occhi senza toccare il cielo

e sprofondare nella terra del mare senza avere nuvole di piedi

Camminare la notte senza il sapore dei fiori

 e guidarmi il sorriso dai petali della mia stessa bocca

Nascondermi tra i rami d’animali nati tra le mie dita

e sussurrare alle foglie che è dolce il loro incanto

Mi lavo dalle sabbie che incontro senza spargerne i granelli

Dentro la pelle scorre la via degli incroci

Non potrei parlare alle voci che raccontano del vento

 senza giacere immobile e aprire le braccia

Disegnare la parola che non ha voce

 senza sentirne la forza del sogno

Perdere le mie pupille tra l’azzurro del tetto

 senza sorprendermi che ieri era in fondo uguale

 Mi colpisce la vita che non si perde nella via del dolore

come un quadro si nutre degli angoli nascosti

...come sei bella quando allo specchio accarezzi il tuo sorriso e

 come un segugio annusi le buche della terra

per trovarne sempre qualcosa...

…annaspi, azzanni, prendi e non lasci

sono spruzzi, attimi, dolcezze di un ballo scalzo sulle spine del tempo

Come potrebbe la fonte arricchirsi degli incontri

senza scontri d’acque come sberle a scuotere le ciglia

per un risveglio che sia capace di annusare la tempesta

Come potrei non amare rotolarmi sul ghiaccio

non lasciarmi cadere nel dirupo della bianca neve

sapendo che sotto, profonde e nascoste

ci sono le gemme dei fiori

e tu... dimmi... come potrei non cercare il seme tra le mani

per disegnare le farfalle che ho nel cuore

non calzare una foglia tra i piedi

per suonare la notte che culla i miei sogni

o dimenticarmi così, senza girarmi,

di raccogliere un petalo, farne abito

e ballare il giorno

 

 rosheen

 
 
 

Nella scelta di Piter

Post n°20 pubblicato il 21 Dicembre 2012 da ro.sheen

Quello che leggerete è un messaggio di auguri, perchè nella vostra vita ci sia sempre la forza di andare avanti nell'accettare ciò che ci è dato, giorno dopo giorno. Questo augurio lo desidero fare attraverso l'esperienza di vita di Stefano Pieropan (Piter). Nel video che trovate alla fine del racconto, ci sono alcuni momenti della presentazione spettacolo del suo libro "A spasso con la multipla" Edizioni Progetto Cultura Roma che assieme all'attore Mario Palmieri (voce narrante), ai musicisti Luca, Daniele, Alessio, Stefano e il tecnico immagini Luca, ho avuto la fortuna di poter mettere in scena leggendo le sue poesie al Teatro Remondini di Bassano del Grappa. Per questa occasione la sera precedente, Alfazulu, Palmieri, Sweet ed io abbiamo condiviso l'attesa dello spettacolo tra giochi e speranze, emozioni e racconti. Pensando al gioco di Lady Juliette dalla traccia "Lettera a Babbo Natale" (potete partecipare se volete visitando il suo blog respiri di seta) abbiamo scritto a quattro mani il racconto qui sotto. Spero vi sia gradito e che vi possa arrivare il messaggio di Stefano che è anche il nostro...

Per me il suo messaggio è un dono di forza e per questo  ringrazio Piter e tutti i ragazzi di "Barcollo ma non mollo" che ho avuto la fortuna di conoscere...grazie

rosheen

 

NELLA SCELTA DI PITER  di rosheen, sweet, alfazulu, mario palmieri

Ci si sarebbe incontrati nel fine pomeriggio…una telefonata “siamo a vicenzaovest, fai pure con calma, ti aspettiamo”…ma come, non dovevate telefonareprima, all’altezza di Verona…che sbadati! Rosheen corse a cercare le scarpe,non poteva fare attendere Alfa e Sweet al freddo,  ma nonricordava dove fossero state lanciate dai suoi piedi nella mattinata, dopo chela slitta non era riuscita a scorrere sulla neve caduta la notte e si eranoinzuppate d’acqua bianca…bianca come quei due sorrisi che aperta la porta dicasa la illuminarono di sorpresa! Alfa fa sempre di testa sua, non usa ilnavigatore, quella volta che l’ha usato ha sbagliato strada… si fa guidare dalcuore e non sbaglia mai direzione, non sbaglia agli incroci, non salta leuscite…ma ha un segreto Alfa, gli occhi di Sweet…che occhi! Sono la luce allavia, la luce sulla strada della vita. Ripartì in quell’istante la slitta delcuore, viaggiò le vie dei sorrisi e delle emozioni, ogni tanto una gocciad’acqua bianca scendeva dalle parole non dette, si faceva fiocco luminoso adanzare nella sera dell’incontro.

Laserata era effervescente, di quell’effervescenza che spoglia la pelle e siscalda dell’odore di vissuto.  Alfastrimpellava la sua dodici corde, peggio del solito che già non è facilearrivare a tanto ma arrivava dalla profondità del cuore. Mario detto ilColombre, aveva tirato fuori una voce da baritono che nessuno conosceva, dicorta estensione ma intonata e potente, non sempre a dir la verità…ogni tantoscivolava via, forse attirata da sentieri nascosti, cime innevate e il richiamodella montagna. Un po’ sfortunato Mario….era la terza volta che passava perquei luoghi e ancora non aveva visto le Dolomiti!  Rosheen era su di giri quando sorride diventainsuperabile. La Sweetè la Sweet, perlei tutto è facile, semplice, è la sua fortuna vivere così, eppure ne hapassate, pensate solo la convivenza con quello scassamaroni di Alfa e saretesolidali con lei. Rosheen: “ Ma che meraviglia che siete!”   Altre tretenerissime donne protagoniste ad accompagnare l’incontro cantavano gioiosealla preziosità dei momenti… un’altra donna, un angelo dalla delicatezza dellaneve, posava il suo canto nei loro cuori e si scioglieva per alimentarne leradici dell’amore che lei sapeva donare…mancava solo lei, la Lady,…o forse no…

Fuproprio la Sweetin un momento di pausa quando il canto lascia lo spazio a quel “se fosse quicon noi…” a fare la tremenda domanda:

 Sweet: “Rosheen cosa chiederesti a Babbo Natale?”

Rosheen:“Hai imparato un po’ a conoscermi Sweet, non chiederei certo cose, ma solo unpo’ di sicurezza in più, che non mancasse a nessuno la forza ad affrontare lavita”

Sweetincalza: “Non basta Rosheen”

Rosheencalma, serena estrae la risposta: “Vorrei imparare da Piter ad accettare ciòche ci è dato e farne la vita, la condizione della vita, non combatterla,viverla e rendere preziosi i momenti, ogni momento...”

 Sweet: “E tu Mario?”

Mario:“Mario: “Vorrei un filo di certezze, le terribili materiali certezze, che milascino il tempo e la possibilità di coltivare la mia passione per lascrittura...ed il mio grande amore...il teatro...e forse chissà … il sognoimmenso ...di vivere di tutto questo...per ogni attimo...che mi è dato...e misarà dato...di esistere”

 Sweet: “Non basta Mario”

Mariocon uno sforzo enorme: “Vorrei usare la mia voce e la mia tecnica  per aprire il cuore di chi ascolta,perraccontare storie, nuove storie come quella di Piter che racconterò domani emille altre ancora. Voglio narrare la realtà,impastata di sorrisi elacrime...di vittorie e sconfitte...di silenzi e grida... voglio che questarealtà si possa toccare con le mani e la carne della proria anima; non mi bastache sia ascoltata con le orecchie. Vorrei che queste storie divenissero lospecchio attraverso cui leggere la “propria individuale storia” perchè le vitedegli altri sono sempre anche la nostra stessa vita; e non esistono le unesenza l'altra e viceversa...e vorrei potermi ogni giorno nutrirmi e nutriredell'amore … dell'amicizia...dell'esperienza e cammino umano di coloro cheincontro e che mi incontrano...perchè senza questo … non ci si può dire vivi edunque non si può raccontare dal palcoscenico a gli altri la vita ...se  noi per primi la ignoriamo nel profondo dinoi stessi”

Sweet:“E tu Alfa?”

Alfa:“Sei una rompiballe ma ti sembrano domande da fare in questo contesto, tu nonscavi mai mica sei come me!”

Sweet:“Rispondi senza fare i tuoi giochini che li conosco tutti”

Alfa:“Vorrei chiudere col mio lavoro e vorrei seguire rosheen, Mario e altri che nonconosci, voglio interessarmi esclusivamente di emozioni”

 Rosheen, Mario e Alfa sorridendo: “E tu Sweetcosa chiederesti a Babbo Natale?”

Sweet:“Che Rosheen impari a volersi bene, che Mario racconti la realtà solida, cheAlfa vi segua con tutti gli altri. E poi vorrei che tutte le vostre amiche eamici che non godono di salute trovassero sollievo alla sofferenza, non ve nesiete dimenticati vero? Ma nessuna di queste cose si chiedono a Babbo Natale.”

Il“gruppo di famiglia in un interno” riprese la baraonda, le corde risuonarono idadi vorticavano sulla tavola tra le briciole, qualcuno propose un brindisi, manon ricordo più chi.

Domani si iniziava a realizzare i sogni.

Domani andava in scena la scelta di Piter...

 

 

 

 

 

 
 
 

come in ventaglio di fiato

Post n°19 pubblicato il 16 Novembre 2012 da ro.sheen




Una sedia a dondolo ch’ebbe il cuore nel vento

dondolava il tuo sorriso

all’amaro cerchio del fumo

Piccole fiamme incatenavano i sensi

alla scintilla del fuoco di una stufa

Secca, sprofondo nella gola

mentre sorreggo il profumo del giardino

dove s’apriva quella finestra di foglie

che non credette al battito di un tempo vuoto

 quando l’edera s’annodò al respiro della parola

Volto la pagine del rinsecchire

per seguire l’aratro nelle strade assolate di luna

quando la notte si veste dell’ululato del raccolto

 e annuso la sete della pioggia

mentre…ti ricordo come grano che si faceva polvere della speranza

Dondoli lento al profumo di legna…

Si, tu dimmi se nacqui dalla pelle di un serpente

che s’arrotola ora alla mia stessa lingua

mentre cerco di raccogliere gocce del succo di limone

per poterlo serrare tra labbra e denti…

Imparai a riconoscerti nel tuo girare la maniglia di porta

rincorrendo filari di canzoni

cadendo nelle montagna della talpa

che lenta mi spiava con la sua silenziosa pupilla

Ma volevo giocare ai ranuncoli che fanno pace con i porcospini

…ho perduto la forbice che scorre nella ruggine di due dita

per lasciarmi stringere dalle corde della sera

quando lasciavi scendere la goccia di saliva

per raccoglierla nella fossa del respiro

Ero io che non mi arrendevo allo zucchero delle mie speranze bambine

Così seppe andare la notte

senzal asciare orme per poterla seguire

Così il giorno dimenticò di avere piedi

e si dileguò nella coperta che spegne i pensieri

Non sapevo del manto che copre le spine

Sapevo della veste che consuma nella terra

Avevo lingua per bagnarmi le labbra

e amavo il gesto della mano che sposta la ciocca di capelli

rimasti incollati al sudore della fronte

Vibra il lento istante

quando s’inspira la scelta

tra la lama di barba sempre incolta

con la quale pungere la pelle

o la corda di gambe sempre in corsa

con la quale prendere la pioggia

della  pozzanghera di una fine…

S’attanaglia il tempo alla finestra

…scosti la mano e s’aprono le dita

come in ventaglio di fiato

a ossigenare un respiro di perdono

Ma non ho avventure da raccontarti che non siano le tue

e non ho viaggi da regalarti che non abbiano pulsante tua radice

sono nel ramo o nella terra

sono nel volo o sprofondo

come te

…s’abbassa la nebbia

mentre attendo

lo scivolare della neve

 

.

rosheen

 

 
 
 

...io mi inchino a chi vecchio un tempo sedeva...

Post n°18 pubblicato il 01 Agosto 2012 da ro.sheen

 

 

 

Colline musicanti delle note erbose

fummo il passo lieve della notte

come onde ci liberammo archi di vento

foglie di conchiglie

e sopra di noi c'era il mare

ad attenderci nell'altalena della storia

Senza muoverci

fummo nel dondolio della vita

Ci raggiunse il profumo del melograno

spaccato in due da chicchi troppo succosi

per essere lasciati alla trappola della sfera

e roteando

si fermarono nelle fessure dei denti

troppo gustosi per non trattenerne 

la saliva della passione

...deglutemmo l'istante di un sapore animale...

e poi...poi sentimmo che andava

come vanno i polmoni per obbligato fiato

Sedemmo allora sulle orme del condizionale

che non ha tempo lungo abbastanza per ridere dell'ora

e giocammo con i sassi del destino

che non ha chioma da legare e reggere in una treccia di incroci

...quanti cerchi siamo capaci di far nascere

sulla superficie d'un acqua che disseta

se non ha piatto il fondo di un respiro...

Sotterranei i pensieri 

come formiche a costruire imprevedibili tunnel

Sono arrivata quando la foglia  già aveva mangiato il suo cuore

e rivoli di trame già aveva disegnato sul pigmento del secco germoglio

Mi sono persa nell'incrocio tra l'arrendevolezza e la pazienza

trovando sei zampe per strisciare, correre via

o aspettare il tonfo del masso caduto dell'esperienza

Sono scivolata nella coda della cometa

troppo lontana dal cuore che conduce

e ho lasciato l'energia del soffiare

facendomi trasportare dalla mente che non crede

Cerco la sciammia del coraggio

che si arrampica sugli arbusti sempre verdi

mentre mangio lombrichi di albe e dormo su tramonti senza soli

Cerco il passo della condizione di una terra silenziosa

che si rammarica del fieno nelle balle

lasciato evaporare del sudore della pelle

quando si dissetava la passione per la vita

...quando guardavo te 

che avevi capelli raccolti da spilli d'argento e profumo di dama antica

mentre le rughe, lente

ti percorrevano il sorriso

e sentivo che passava...

passava...passa...

ancora...ora

toccami di aria e rotola sui pendii del cielo

che non sa della prigione del tempo

fammi pesce dell'aria e uccelllo della terra

lasciami sprofondare nell'incrocio della ruga

che unisce l'angolo di labbra al sorriso degli occhi

...ci vuole forza per l'andare...

io mi inchino a chi  vecchio un tempo sedeva

al capo tavola della vita

servendo il tempo dell'esperienza su piatti d'argento

e mescolandone i sapori con i sorrisi rugosi

ci vestiva della bellezza della vita...


rosheen


 
 
 

...stordiscono i venti della quotidiana malvagità...

Post n°17 pubblicato il 01 Giugno 2012 da ro.sheen

 

Scricchiolii di luce sospendono corse

vapori di sabbie hanno la seta

che percorre le terre del silenzio

Non c'è profumo che invade il fiore risucchiato dal perdono

cercavi il petalo  morbido al tocco

...ma come puoi prendere il tempo senza mani e senza braccia...

Così sparisce il giorno

come carta di riso sgranocchiata dal topo

Tu ridi e ti beffi della statua del candore

e hai baffi di corda che stritolano respiri

Si, tu stupisci le crepe della ingenua giovinezza

e ti inchini alla guerra dei colori sbiaditi

 ... c'è un bimbo lontano a ricordare le foglie
ma non senti la pioggia della regale credenza...

Stordiscono i venti della quotidiana malvagità

e rincorrono lembi della terra che salva

Non c'è forza di un domani sicuro

e giri come vortice in un buco sabbioso

mentre muore la salvia a insaporire stufati

 o scorre a pulire denti ormai lisi

Ma il rosmarino è all'ombra del profumo

aghi di bosco per una tana che non vuole ci sia il rimorso

...come corre la maniglia di una finestra sempre aperta
mentre guardi il vetro che s'imprigiona alla cornice...

Gambe nude e braccia spoglie

feriscimi della sciocca finzione

che abbia un nome il tempo di un tale istante

che  abbia fine un oltre che non comprende

Stancano le parole quando corrono su vie parallele

e mai incontrano la luce del conoscere

...tu mangi la briciola del solo istante
io guardo la tua bocca mentre dilania la tua fame...

Demone di vischio

non ha baffi il topo fugace

Nei cunicoli dormienti

s'insinua il suo occhio di sangue

e nelle pieghe della veste

si lava dell'acqua nera

e nel bisbiglio che passa

il catrame ricopre l'ora

Si confonde nel fetido liquame

a dispensare ginestre senza fiori

mentre sulla collina

s'addormenta il vento

...inchiodami all'albero dall'occhio profondo

e sparisci nella condanna della polvere al vento

costretta a vagare

 posarsi e ripartire...

 

rosheen

 
 
 

...la bocca a succhiare linfa d'amore

Post n°16 pubblicato il 03 Maggio 2012 da ro.sheen

 

Mi perdo negli attimi che incedono nel lungo scorrere del respiro

quando si prende il giorno e lo si lega all'immenso

quando s'assapora la fine di un inizio che s'allunga

e ci si immerge nella sobrietà dell'esserci

Mi perdo nei movimenti di una mano che gentile si libra di pensiero

dipinge la semplice forma dell'occhio che s'apre e si chiude

e come un respiro

inspira ed espira la meraviglia dell'ora

…chiedimi se di troppa aria ho arsa la gola
o se tinta è  la bocca del rossetto di lingua…

Mi perdo nell'incrocio delle pupille che attraversano i rami e oltre

sfuocati di reale

appaiono gli alberi

che si moltiplicano in un bosco di incroci tra suoni e silenzi

e lì, dove sboccia la bocca a succhiare linfa d’amore

dove è fondo il punto che si bagna di nettare

sprofondo nel desiderio che per me ha il sapore del passo rubato

Ora

ora che api e falene baciano pollini e notti

mi perdo nella pienezza dei miei silenzi e nella nullità della mia consolazione

nella carezza di  tempo che abbraccia le corse di ieri e le girandole del sorriso

Perché oggi

rubo le labbra degli amanti

nello sguardo di tenerezza ne disegno i  sospiri

e mi getto nell'onda del loro bacio che vorrei fosse la mia acqua

Io mi perdo nella roccia rumorosa degli attimi altrui

dentro me sospinti nel buio della gelosia

ed urlo la dolce tempesta  di dita incastonata ad indicare

punte di stelle luminose

dove c'era la scia che mi condusse tra rami di vento e colore

dove il vortice si legava all'occhio prigioniero nella sua libera esplosione

Ora implodo nella scintilla di un bacio sotto

lento

nascosto

e striscio la lingua su lembi di terra dove il sapore

è la grotta buia del tormento

…dimmi se nascono fiori dai petali di pioggia
e s'innalzano foglie a smuovere venti
o se sono turbinii di polveri a vestire capelli…

Sto bene nella gonna che nasconde la via dei profili

seguire l'immagine di dita ad aprire valichi di confini

…sto bene strisciare il passo che osserva la mano che passa la gola

assorbire quei suoni di pelle e…

… sporcarmi di saliva

rosheen

 
 
 

Come mandorlo in fiore

Post n°15 pubblicato il 24 Marzo 2012 da ro.sheen

 

Si staglia il paesaggio nella sospensione della gravità

quando i raggi di luce riflettono nebbie

così rimango sulla collina al rovescio

mentre chiedo all’occhio di sintonizzare i colori

che lenti si spengono in un viale di mandorli in fiore…

 …io ero la bambina che dell’erba ne faceva il bosco

 case di gnomi dai cappelli verdi i riccioli di foglie

rosse le bacche velenose da mangiare

si sentiva allora passare la folla del silenzio

percorrere il torrente del mattino

…ero il cinguettio del giorno che amava la sera…

Tremolii le luci come polveri di ieri dalla lontananza tattile

si rincorrono ora nel vento che s’addormenta

Non spiegarmi del giorno che fa principi i ranocchi

non narrarmi della notte che porta cavalieri

io abbraccio la luna per prenderla a calci nello specchio dei miei occhi

e gioco con il sole a strapparne i suoi raggi per farne i miei capelli

Ho lasciato la punta che si arrotola all’inizio

 nel bulbo che si fa radice del pensiero

dove dorme la forma della mia sensualità

spenta femmina pallida d’improvviso

…come è strana la morte quando sorprende sé stessa morendo …

Sento il prurito delle ore che non sanno

delle quote impreviste della sorpresa

ero campanella di prato a rincorrere il solletico dell’erba

ero nel ramo del ciliegio, rossa, tonda da mangiare

ero dove si muore prima d’essere vivi

 nell’inferno del controllo

 tra la fortezza delle conclusioni e le sicurezze dei dubbi

Pallida, tonda, piena a ore e mezza più spesso

sovente sono lo spicchio tagliente della mia stessa rotondità

e irraggiungibile sprofondo nei crateri del buio

in cerca del mare della vita

 …servirebbero artigli famelici per tenersi aggrappati all’acqua turbinosa

e labbra come ventose a cavalcare i delfini del cielo…

Ma si spezzano le unghie ed ha sete d’aria la bocca

e sono ancora, sì

la bambina che fa del bosco la sorpresa della vita

Sono dove arriva il pianto dell’immensa brevità dell’ora

che lava e purifica l’occhio del cuore

… così preziosa la vita nei suoi attimi…

non nasconderli nelle fiabe del per sempre

 

 

 rosheen

 
 
 

Lungo è il tempo della paura

Post n°14 pubblicato il 15 Febbraio 2012 da ro.sheen

 

 

 


Macina e rulla il piatto fondo dell’indice

mescola il vibrare di pensiero

E’ immobile il petalo che silenzioso rimane

nel caldo inizio di una stagione

Ci sono segreti che portano via la terra

come uragani senz'occhio

la vestono di ombre rumorose

...sono tormenti che hanno bisogno di catene

perchè non si facciano ancora ai piedi del respiro

e non s'impossessino del giorno...

Posso vestirmi di fiori che sorridono

o spogliarmi alla pioggia che gioca

e usignolo

fingere la danza della primavera

ma sprofondo nel bosco che non ha radici

e senza ramo

non trovo nido dove imboccarmi di briciole sicure

In una scatola si racchiude l’impronta di volpe

ma ha odore la sua corsa e punge il pelo in un'eco che rimane

...senti com'è fermo il ramo della gemma del caduco proseguo...

Lento scorre il sentiero

ti ascolta senza muoversi

e pesa la sacca di ieri ad ossigeno di un passo

quando occhi pungono suola e pelle e sono ovunque

a spiarti

in una mente che si perde nel male che si fa ragione

...ecco, a volte io cado nella buca del respiro

dove s'introietta il pensiero

e s'affanna come tangente a sfidare

la linea piatta del comprendere

Ho paura delle tempeste della mente, senza controllo

filanti spinate schegge d'improvviso

Si diletta il compasso del cuore

per un cerchio senza raggio, senza centro

e si concede la circonferenza alla morbidezza del tocco

che non è sempre fissa la perfezione di un’anima

ma sprofonda al pugno della disperazione

e respira alla carezza del contorcere le forme

Brevità di una soave circostanza che si fà asfissia...

Scende la lacrima a ghiacciare sulla punta di naso

e la prende la lingua a nutrirsi del sapore del cuore

o la lascia cadere che s'assorba nel fango di un oblio

dimentichi la sua corsa e la luce degli occhi

Si mangia ingoiando tempesta

che non hanno ragione le stelle a specchiarsi su un tavolo di male

quando le mani non portano i segni della morbidezza

e facile la bocca s'apre al vento della sbornia...

...quando gole secche, avide di vuoto

strappano lembi e come carne d'animale

ne gettano le ossa

brandelli di pelle sputano

ghigni stonati a rcihiamo di un silenzio

che imbiancherà i capelli

mentre si perdono le unghie a graffiare la ruggine di una verità...

Gira la molla di una giostra senza seggiole

cade la foglia sul guscio di una lumaca

che lenta corre lo strisciare di muschio e disegna la sua via

... chissà se avrà pena nella tormenta della ruga

la foschia d'occhi che arriverà ad oscurare misfatti e cervelli

Gira la chiave e gira

stride il minuto quando è rubato dal non respiro

ed è fatica come grida di porco al rito del suo sangue

lungo è il tempo della paura


 

rosheen

 
 
 

Picche sul cuore

Post n°13 pubblicato il 30 Gennaio 2012 da ro.sheen

 

  

  

 Potevo liberarmi dalla terra che rulla la foglia...

ghiacciare la fisarmonica del respiro

e correre oltre rami di secca rugiada

cadere e rotolarmi a sanguinare spine di speranza

guardarti passare e sapere

che abitavo la nullità del gesto

e nel nulla e il suo contrario

giacere inerme a respirarti

macinarmi, rotolarmi e calpestarmi 

strapparmi le ciglia e attendere nell’angolo…

...ma ha smesso di cantare il becco del merlo

il ghiacciolo del canto pende ondulando su una spenta canzone

srotola note il ruscello che porta lontano 

lo sciogliersi del cuore…

tu abiti il pozzo e i suoi segreti

io l'acqua che lo fa profondo

e in fondo 

vivono le nuvole...

o forse io abito un pozzo e il suo buio

tu le nuvole  che lo fanno profondo

e in fondo 

vivono i segreti...

e mi rifugio nel buio angolare che protegge l’ombra e l’abbraccia

perché del troppo allungo rischio il rotolare di pelle

e mi calpesto nell’onda morbida di una domanda

un interesse che abbia sincera la forma

un punto sotto che sia tondo

senza virgola

senza sbavatura

chè muoio senza aver voglia di rinascere

e rimango ferma  a gustare la lacrima che svuota

 e torna ancora

perché ridono le iene quando marcisce la carne del pensiero

mentre attendono l’odore di lascito

come lombrichi s’allungano e accorciano

e mangiano la terra

…lasciami morire senza porgere la mano…

Perché brandelli di carne ti possano nutrire

sfamare, gorgheggiare quando soffoca il respiro

in una sola minuscola bolla d’ossigeno…

Strimpellanti d’idee che di corde e fiati

percuotete e soffiate …

Ed ora la finestra incarna fiati di bonaria lingua

e disegno bolle a nota di sapori

il profumo investe schiavi d' idee

intorpidisce l'attimo il semplice gioco

Tira la carta il musico del baro

picche sul cuore di un quadro senza fiori

vince la nebbia dall'odore di fumo

si risveglia il giorno e sull'ombra nuova

dimentica…

Lo sfregio dell'anima ha incastrato inchiostro

e ripongo la penna per una piuma di uccello

sono merla dal becco di tramonto

per una coperta di notte

che spenga le voci...

carezzami di te lontano amore

una volta sola 

sotto la luce del sole

tira le carte del cuore

 

 rosheen

 
 
 

Note di stupore

Post n°12 pubblicato il 19 Gennaio 2012 da ro.sheen
 

 

 

Non ha età il  fusto che d'occhio osserva

il crepitio del passo

perso nell'inquietudine di una provenienza

Hanno occhi gli avi

mentre ci guardano passare, cercare, fuggire

con il cuore in mano e una ragione appuntita

 

 

 

ma  non s'infilza il tempo

e non si incatena il  cuore

e batte la sua nota sulla  corteccia di ruga

tra spazi pieni e spazi vuoti nel suo ritmo...

Siamo andanti con sete di note

in cerca della piena alata del tempo dello stupore

perduta nel condizionale effimero

di un mantello di senso

Tra rami di braccia su filari di tempo

vaga lunga la linea liscia dell'andare

La foglia ha un ritmo di rimbalzi

mentre piange i colori del cuore

 

 

Su radici nascoste con chiome di ieri

dell'albero è la musica lontana

che nella notte gioca alle note del domani

Sono braccia di bimbi venuti ad arieggiare

l'oggi tondo della bocca del cuore

Siamo occhi senza stupore

ma ci sorprende la forza della creazione

la fantasia che albeggia nei nuovi respiri

per una nota tonda di palla

da lanciare ancora

Che sia giorno di un oggi di vacuità

o una chioma sbattuta dalle domande

oltrepassiamo l'arcale palpebra

che si interroga di passi là

nel fondo sconosciuto

 

 

 

 

e ci apriamo d'acqua ad irrigare radici ancora

mentre scivola la mano su un legno antico

che riposa nei suoi cerchi

i giochi  del tempo

 

rosheen

 

 

 
 
 

Il dono d'amore

Post n°11 pubblicato il 16 Gennaio 2012 da ro.sheen


 

 E' un giorno speciale sì... lo è perchè speciali siete voi, 

amici meravigliosi dall'animo prezioso, 

colmo d'amore e d'affetto...

siete anime splendide che sanno donare amore 

e vibrare della gioia del donare...

sono fortunata 

 Vi stringo nel mio cuore

GRAZIE !



Buon compleanno Ro.sheen

Il Tempo ha riproposto il Tuo giorno
ti auguro che sia un gran frastorno!
Una rosa ti offro con il cuore
dolce incantatrice dell'Amore


Un’amica comune dava una festa
E subito per Te andai fuori di testa
Ricci i capelli e occhi da cerbiatta
L’anima mia lasci ancora esterrefatta.


Infinito stellato manto che la tua notte adorna
sogni ad accarezzare  stelle che tu consoli e rassicuri
perché sei luce che le oscura e calore che ritorna
quieti le loro pene e col tuo amore le catturi ...


Frasi graziose, dalla metrica complessa
il tuo volto gentile di malinconico sorriso
di chiaror di stelle e di luce riflessa
è caro  ricordo  cuore e mente condiviso.


Ebbene, nel ricercar nei testi l’anima tua svelata
per poter compitare d’augurio così il giusto verso
son rimasta attonita, stupita, affascinata
d’aver aperto gli occhi sul grazioso tuo universo…


“Abbia il respiro vasto e azzurro di cielo..."
esclamarono gli dei dalle celesti gondole
nello scoprire della rossa  Ro.sheen il velo  
ammirati dalla sua mite e solare indole.


Gentil e aggraziata nel suo parlare
si pien di viva soavità vestita
la chioma spezza e fende n’torno l’are
com ‘l foco allumina la vita

 
Guarda, guarda...mira e desta
nell'oscura tetra foresta
or s’aggira gaia e lesta
dolce Fata dal crin  di pesca...


Dolce soave la tua bellezza
regali l'emozione di una carezza
Non mutare la tua dolcezza
rimani specchio di limpida chiarezza


In punta di piedi t'elevi
con grazia di etoile
con radici ancorate
agli incanti dell'anima.
 
 
Dalle meravigliose anime : Lady_Juliette - Vesado - A.Dr.Faust - AlfaZulu31 - woodenship - ComPensAzione - Ainween - MarioPalmieri - Jamy2006 - Lady_Anima


 
 
 

Mensa di caverna

Post n°10 pubblicato il 31 Dicembre 2011 da ro.sheen

 

 

 

 

 

Il biancospino

ha il sapore di una strada

spine parlanti si ramificano

in un eco che non conosce tramonto

striscia la pelle nella piega segreta

che ha scritto direzione e meta

... io prendo la rincorsa

tu fermi la terra...

Non ha età il passo che di sibilo ubriaca la zolla 

in un bicchiere di mani

giumenta succhio

l'aroma di cappio

Non mi tiene la collana al collo

di una seta senza provenienza

indosso zoccoli di ferro

battuto dal fuoco della pazienza

che s'inarca, mangia sè stesso

s'accarezza di lingua, ruota e fischia

della cenere è il suo racconto antico

Mensa di caverna

labbra assetate di parole

grigio di racconto nella brace

che si consuma per una storia

un disegno di fumo alla parete

... il visionario saltella sulla sua verità
si fa abito di un'anima che approda nel limbo delle domande
ma nulla qui abbia sentore di bruciato
che sia profumo di tracce nascoste
e s'allontani la serpe delle buone intenzioni
abbia pace la sua incurante giustizia
sotto il crine soffochi la sua voce di ruspa
come petrolio bruci del suo odore
e inghiotta la sua mala lingua ...

... qui cade la notte senza luna

si scioglie nell'acqua dell'occhio

e prende la forma del pieno...

ho fame di terre da annusare

di impronte leggere che costellano la pelle

perchè nel cuore s'oda lo strappo

di un incontro che oltrepassi la cresta della cima

e si lanci giù

precipiti in fondo alla valle del rintocco

sgretoli i macigni della gravità

ed evapori ...

Non si rinasce senza spezzarsi e rompersi
non ci si veste senza spogliarsi
non ha luce la luce sempre accesa
e si sfama la collina del cammino
se inciampa
se cade e rotola giù
in fondo, sotto la terra
legata alle radici che non lasciano fuga al ritorno

Ci si volge indietro a richiamare interruttori alternati

mentre s'impossessa del piede

la corrente continua di una direzione

la più buia del suo buio

che vesta della catena più stretta al cuore

che all'albero maestro di una nave visibile

perchè ho un urlo che si allunga

mentre s'allontana la mano

a prendere vento di lontananza

quando non basta più abitare il cuore

e dovrei cambiare musica

che mi sfami i capelli

che mi disseti lo sguardo

mentre si allungano ...sai...

i capelli

 

rosheen

 

 
 
 

Aromi di ieri

Post n°9 pubblicato il 20 Dicembre 2011 da ro.sheen

 

 

 

Delle nostre voci ho scordato il canto

portate via dal vento  dell'andare

serbo scie di una corsa senza fine

immagini mute nel racconto a rallentatore

di profumi e ombre

senza luce

Eravamo aromi di pelle

pescatori che s'inoltravano

nelle trame di una rete senza filo

bocche di fame

ingorde di sogni dall'amo di respiri

uno strato sopra l'altro d'occhi fossili

come foreste di conchiglie sonore

ognuno con il suo peso specifico

ognuno con il suo specifico peso

Eravamo un tuffo dentro

innevato d'età

civette che attendevano orizzonti d'onde erbose

per una corsa di equilibri

                                                     ...ma quanti anni ha

dimmi

 l'ancestrale profumo d'orme...

Era la lepre che correva nel gelido inverno di vie ghiacciate

su solitari itinerari d'abeti

ci seguiva la rotta

d'una malinconica partenza

   ...non c'è posto dove abitare l'ombra
         nascosta da un frastuono di profezia...

e confessa il padre alla madre

mentre lega la ciocca di capelli

al dito del suo indice

Lì fu il tremore di un gettito di sangue

fu il tubo incenerito di una stufa senza fuoco

fu la polvere nella rugiada del mattino

l'umidità d'acqua lacrimosa

che pulisce il respiro di un corallo

Era la medusa che nuotava nella profondità dell'ombra

su un passaggio quotidiano

ci seguiva un treno di destinazioni

contrarie all'addio

 ...ma quanto tempo ha
    dimmi
    l'edera che s'inerpica ora
      sul fusto dei giochi
              a richiamare un rifugio che non ebbe tetto....

Eravamo profumi di terre e di sassi rimasti in una via

ad impregnare lo sguardo di trasparenze

Scende la palpebra

cancella l'oscurità d'un opalescente profilo

e corre verso la pupilla

la corsa di noi

e raggiunge capovolta

la capriola del tempo

che ancora non sò fare

Oscura

l'inafferrabile veste di fiori ad uncinetto

è un corpo senz'occhi

è lì

danza come foglia su un ramo sempre verde

che non sapevamo allora

essere stato

l'ultimo nostro

sorriso

 

 ( ...a Luisa Michele e Nicola compagni di giochi e alla loro giovinezza spezzata )

 

 rosheen

 
 
 

Come vento

Post n°8 pubblicato il 08 Dicembre 2011 da ro.sheen

 

 

 

 

 

 La fuliggine s'inbiacava di alito

mentre la bocca s'apriva in un ovale di canto

Non erano lucenti le  trame dei racconti

e s'intorpidivano di un dolore antico

La cantina gemeva sotto il peso della soffitta

ricca di presagi e fuochi di giubilo

Erano angoli nascosti

i segreti delle tenebre

e cantilene di perline

correvano all'aprirsi di uno scrigno

nella mano tremante di emozione

Fosti dentro la folla che domanda

nella risposta di una collana senza inizio

calpestata dalla ruota di una nascita

senza padre e dei tanti padri

di una madre e di una sola spoglia terra

Sopra la cima dell'albero susino

fuggivi la battaglia dei nomi

e del succo dolce

amabile sapore

caldo liquido della sete amico

ne facevi pelle sbucciando le ore

Era freddo il sole dell'estate

e chissà se dei tanti suoni

culla fosse la nota del vento

che ti portava braccia di rami

e fiabe di foglie

...ti vedo così

bambina di chioma susina

e così ti comprendo mamma

come vento

cresciuta dal soffio dell'andare e tornare d'attesa

Ora che ho imparato a donarti

il mio silenzio d'orecchie  e labbra

e occhi per guardarti correre, tornare, ripartire

nel tuo passare, soffiare e cancellarmi

nel tuo restare, cullare e disegnarmi

mi faccio fossa

e ti trovo...

Tra l'amore e l'odio

sopra nuvole d'altalena

sò esserti albero

l'unico padre ai tuoi sogni

e non cado più

del tuo essermi vento 

 

 

(... e quel basta-arda con il fuoco di sterpaglia...)

 

 rosheen

 
 
 
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