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Post n°22 pubblicato il 01 Giugno 2013 da ro.sheen
Eravamo nella ruota del giorno come raggi di un centro sempre splendete soli di sguardi, labbra bagnate di risate Avevamo gambe e braccia per volare Tra le cicale e i grilli dei prati mescolavamo il loro canto al nostro gioco io a cavallo del cuscino tu al manubrio delle coperte Sfioravamo la terra e le foglie piangenti di una notte di tempesta Veloci percorrevamo le alture delle illusioni Dopo la curva arrivavamo alla pietra che sprofonda nel tempo e scendevamo a raccogliere i fiori per vestirci di petali e steli di sapori La nostra era la casa buia della sera due letti vicini, sotto alla rete raccontavamo delle imposte che avevano fori per spiare Giù in fondo e su in alto c’erano mondi su ruote di pensieri Dal secondo piano partivamo a bordo del letto spalliere d’ali, spiccavamo il volo senza farci vedere Su tetti, montagne e laghi lasciavamo il canto della sorpresa e ci nutrivamo dei profumi degli incontri “Guarda, c’è l’orso che balla al ruscello mentre lo gnomo non sa quale cappello indossare" “Portiamogli il giallo o il rosso del sole così che sia giorno per sempre nel suo cuore" A volte c’era il vento … Con la sua forza soffiava a dondolare la casa di lenzuola e ci portava in luoghi segreti mai percorsi Tra grotte, voragini e spazi sconfinati vincevamo la paura di risposte troppo adulte a domande senza spazio per cuori immensi di bambini Esploratori della terra e del buio partivamo quando splendeva ancora il sole e tornavamo per scriverne il tramonto … mai abbastanza precisi nel descriverne l’immenso inesplorato silenzio Mentre si spegnevano le pile tra le pareti del nostro respiro cotonato quattro mani s’allungavano per continuare a suonare il volo vissuto per non lasciare il tempo d’insieme A volte carezzevoli, altre combattenti per due letti che non volevamo abitare divisi in quel ritornello che ci addormentava vicini …“vieni a casa mia…no, vieni tu a casa mia”… segnavamo il passo dei nostri ricordi bambini Tu eri il mio gioco del giorno e della notte Io ero il tuo Il gioco più caro, fratello mio rosheen
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Post n°21 pubblicato il 10 Gennaio 2013 da ro.sheen
Ti ricordo tra le brughiere dei sogni dove si spezza il ramo per non dondolarne la foglia e l’erba si piega al vento dei racconti per lasciarli soffiare via dalle mani senza dita Musici le rane a cantare lo stesso ritornello di una magia sempre nuova del salto nel vento Non potrei giocare alle biglie degli occhi senza toccare il cielo e sprofondare nella terra del mare senza avere nuvole di piedi Camminare la notte senza il sapore dei fiori e guidarmi il sorriso dai petali della mia stessa bocca Nascondermi tra i rami d’animali nati tra le mie dita e sussurrare alle foglie che è dolce il loro incanto Mi lavo dalle sabbie che incontro senza spargerne i granelli Dentro la pelle scorre la via degli incroci Non potrei parlare alle voci che raccontano del vento senza giacere immobile e aprire le braccia Disegnare la parola che non ha voce senza sentirne la forza del sogno Perdere le mie pupille tra l’azzurro del tetto senza sorprendermi che ieri era in fondo uguale Mi colpisce la vita che non si perde nella via del dolore come un quadro si nutre degli angoli nascosti ...come sei bella quando allo specchio accarezzi il tuo sorriso e come un segugio annusi le buche della terra per trovarne sempre qualcosa... …annaspi, azzanni, prendi e non lasci sono spruzzi, attimi, dolcezze di un ballo scalzo sulle spine del tempo Come potrebbe la fonte arricchirsi degli incontri senza scontri d’acque come sberle a scuotere le ciglia per un risveglio che sia capace di annusare la tempesta Come potrei non amare rotolarmi sul ghiaccio non lasciarmi cadere nel dirupo della bianca neve sapendo che sotto, profonde e nascoste ci sono le gemme dei fiori e tu... dimmi... come potrei non cercare il seme tra le mani per disegnare le farfalle che ho nel cuore non calzare una foglia tra i piedi per suonare la notte che culla i miei sogni o dimenticarmi così, senza girarmi, di raccogliere un petalo, farne abito e ballare il giorno
rosheen |
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Post n°20 pubblicato il 21 Dicembre 2012 da ro.sheen
Quello che leggerete è un messaggio di auguri, perchè nella vostra vita ci sia sempre la forza di andare avanti nell'accettare ciò che ci è dato, giorno dopo giorno. Questo augurio lo desidero fare attraverso l'esperienza di vita di Stefano Pieropan (Piter). Nel video che trovate alla fine del racconto, ci sono alcuni momenti della presentazione spettacolo del suo libro "A spasso con la multipla" Edizioni Progetto Cultura Roma che assieme all'attore Mario Palmieri (voce narrante), ai musicisti Luca, Daniele, Alessio, Stefano e il tecnico immagini Luca, ho avuto la fortuna di poter mettere in scena leggendo le sue poesie al Teatro Remondini di Bassano del Grappa. Per questa occasione la sera precedente, Alfazulu, Palmieri, Sweet ed io abbiamo condiviso l'attesa dello spettacolo tra giochi e speranze, emozioni e racconti. Pensando al gioco di Lady Juliette dalla traccia "Lettera a Babbo Natale" (potete partecipare se volete visitando il suo blog respiri di seta) abbiamo scritto a quattro mani il racconto qui sotto. Spero vi sia gradito e che vi possa arrivare il messaggio di Stefano che è anche il nostro... Per me il suo messaggio è un dono di forza e per questo ringrazio Piter e tutti i ragazzi di "Barcollo ma non mollo" che ho avuto la fortuna di conoscere...grazie rosheen
NELLA SCELTA DI PITER di rosheen, sweet, alfazulu, mario palmieri Ci si sarebbe incontrati nel fine pomeriggio…una telefonata “siamo a vicenzaovest, fai pure con calma, ti aspettiamo”…ma come, non dovevate telefonareprima, all’altezza di Verona…che sbadati! Rosheen corse a cercare le scarpe,non poteva fare attendere Alfa e Sweet al freddo, ma nonricordava dove fossero state lanciate dai suoi piedi nella mattinata, dopo chela slitta non era riuscita a scorrere sulla neve caduta la notte e si eranoinzuppate d’acqua bianca…bianca come quei due sorrisi che aperta la porta dicasa la illuminarono di sorpresa! Alfa fa sempre di testa sua, non usa ilnavigatore, quella volta che l’ha usato ha sbagliato strada… si fa guidare dalcuore e non sbaglia mai direzione, non sbaglia agli incroci, non salta leuscite…ma ha un segreto Alfa, gli occhi di Sweet…che occhi! Sono la luce allavia, la luce sulla strada della vita. Ripartì in quell’istante la slitta delcuore, viaggiò le vie dei sorrisi e delle emozioni, ogni tanto una gocciad’acqua bianca scendeva dalle parole non dette, si faceva fiocco luminoso adanzare nella sera dell’incontro. Laserata era effervescente, di quell’effervescenza che spoglia la pelle e siscalda dell’odore di vissuto. Alfastrimpellava la sua dodici corde, peggio del solito che già non è facilearrivare a tanto ma arrivava dalla profondità del cuore. Mario detto ilColombre, aveva tirato fuori una voce da baritono che nessuno conosceva, dicorta estensione ma intonata e potente, non sempre a dir la verità…ogni tantoscivolava via, forse attirata da sentieri nascosti, cime innevate e il richiamodella montagna. Un po’ sfortunato Mario….era la terza volta che passava perquei luoghi e ancora non aveva visto le Dolomiti! Rosheen era su di giri quando sorride diventainsuperabile. La Sweetè la Sweet, perlei tutto è facile, semplice, è la sua fortuna vivere così, eppure ne hapassate, pensate solo la convivenza con quello scassamaroni di Alfa e saretesolidali con lei. Rosheen: “ Ma che meraviglia che siete!” Altre tretenerissime donne protagoniste ad accompagnare l’incontro cantavano gioiosealla preziosità dei momenti… un’altra donna, un angelo dalla delicatezza dellaneve, posava il suo canto nei loro cuori e si scioglieva per alimentarne leradici dell’amore che lei sapeva donare…mancava solo lei, la Lady,…o forse no… Fuproprio la Sweetin un momento di pausa quando il canto lascia lo spazio a quel “se fosse quicon noi…” a fare la tremenda domanda: Sweet: “Rosheen cosa chiederesti a Babbo Natale?” Rosheen:“Hai imparato un po’ a conoscermi Sweet, non chiederei certo cose, ma solo unpo’ di sicurezza in più, che non mancasse a nessuno la forza ad affrontare lavita” Sweetincalza: “Non basta Rosheen” Rosheencalma, serena estrae la risposta: “Vorrei imparare da Piter ad accettare ciòche ci è dato e farne la vita, la condizione della vita, non combatterla,viverla e rendere preziosi i momenti, ogni momento...” Sweet: “E tu Mario?” Mario:“Mario: “Vorrei un filo di certezze, le terribili materiali certezze, che milascino il tempo e la possibilità di coltivare la mia passione per lascrittura...ed il mio grande amore...il teatro...e forse chissà … il sognoimmenso ...di vivere di tutto questo...per ogni attimo...che mi è dato...e misarà dato...di esistere” Sweet: “Non basta Mario” Mariocon uno sforzo enorme: “Vorrei usare la mia voce e la mia tecnica per aprire il cuore di chi ascolta,perraccontare storie, nuove storie come quella di Piter che racconterò domani emille altre ancora. Voglio narrare la realtà,impastata di sorrisi elacrime...di vittorie e sconfitte...di silenzi e grida... voglio che questarealtà si possa toccare con le mani e la carne della proria anima; non mi bastache sia ascoltata con le orecchie. Vorrei che queste storie divenissero lospecchio attraverso cui leggere la “propria individuale storia” perchè le vitedegli altri sono sempre anche la nostra stessa vita; e non esistono le unesenza l'altra e viceversa...e vorrei potermi ogni giorno nutrirmi e nutriredell'amore … dell'amicizia...dell'esperienza e cammino umano di coloro cheincontro e che mi incontrano...perchè senza questo … non ci si può dire vivi edunque non si può raccontare dal palcoscenico a gli altri la vita ...se noi per primi la ignoriamo nel profondo dinoi stessi” Sweet:“E tu Alfa?” Alfa:“Sei una rompiballe ma ti sembrano domande da fare in questo contesto, tu nonscavi mai mica sei come me!” Sweet:“Rispondi senza fare i tuoi giochini che li conosco tutti” Alfa:“Vorrei chiudere col mio lavoro e vorrei seguire rosheen, Mario e altri che nonconosci, voglio interessarmi esclusivamente di emozioni” Rosheen, Mario e Alfa sorridendo: “E tu Sweetcosa chiederesti a Babbo Natale?” Sweet:“Che Rosheen impari a volersi bene, che Mario racconti la realtà solida, cheAlfa vi segua con tutti gli altri. E poi vorrei che tutte le vostre amiche eamici che non godono di salute trovassero sollievo alla sofferenza, non ve nesiete dimenticati vero? Ma nessuna di queste cose si chiedono a Babbo Natale.” Il“gruppo di famiglia in un interno” riprese la baraonda, le corde risuonarono idadi vorticavano sulla tavola tra le briciole, qualcuno propose un brindisi, manon ricordo più chi. Domani si iniziava a realizzare i sogni. Domani andava in scena la scelta di Piter...
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Post n°19 pubblicato il 16 Novembre 2012 da ro.sheen
Una sedia a dondolo ch’ebbe il cuore nel vento dondolava il tuo sorriso all’amaro cerchio del fumo Piccole fiamme incatenavano i sensi alla scintilla del fuoco di una stufa Secca, sprofondo nella gola mentre sorreggo il profumo del giardino dove s’apriva quella finestra di foglie che non credette al battito di un tempo vuoto quando l’edera s’annodò al respiro della parola Volto la pagine del rinsecchire per seguire l’aratro nelle strade assolate di luna quando la notte si veste dell’ululato del raccolto e annuso la sete della pioggia mentre…ti ricordo come grano che si faceva polvere della speranza Dondoli lento al profumo di legna… Si, tu dimmi se nacqui dalla pelle di un serpente che s’arrotola ora alla mia stessa lingua mentre cerco di raccogliere gocce del succo di limone per poterlo serrare tra labbra e denti… Imparai a riconoscerti nel tuo girare la maniglia di porta rincorrendo filari di canzoni cadendo nelle montagna della talpa che lenta mi spiava con la sua silenziosa pupilla Ma volevo giocare ai ranuncoli che fanno pace con i porcospini …ho perduto la forbice che scorre nella ruggine di due dita per lasciarmi stringere dalle corde della sera quando lasciavi scendere la goccia di saliva per raccoglierla nella fossa del respiro Ero io che non mi arrendevo allo zucchero delle mie speranze bambine Così seppe andare la notte senzal asciare orme per poterla seguire Così il giorno dimenticò di avere piedi e si dileguò nella coperta che spegne i pensieri Non sapevo del manto che copre le spine Sapevo della veste che consuma nella terra Avevo lingua per bagnarmi le labbra e amavo il gesto della mano che sposta la ciocca di capelli rimasti incollati al sudore della fronte Vibra il lento istante quando s’inspira la scelta tra la lama di barba sempre incolta con la quale pungere la pelle o la corda di gambe sempre in corsa con la quale prendere la pioggia della pozzanghera di una fine… S’attanaglia il tempo alla finestra …scosti la mano e s’aprono le dita come in ventaglio di fiato a ossigenare un respiro di perdono Ma non ho avventure da raccontarti che non siano le tue e non ho viaggi da regalarti che non abbiano pulsante tua radice sono nel ramo o nella terra sono nel volo o sprofondo come te …s’abbassa la nebbia mentre attendo lo scivolare della neve
. rosheen
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Post n°18 pubblicato il 01 Agosto 2012 da ro.sheen
Colline musicanti delle note erbose fummo il passo lieve della notte come onde ci liberammo archi di vento foglie di conchiglie e sopra di noi c'era il mare ad attenderci nell'altalena della storia Senza muoverci fummo nel dondolio della vita Ci raggiunse il profumo del melograno spaccato in due da chicchi troppo succosi per essere lasciati alla trappola della sfera e roteando si fermarono nelle fessure dei denti troppo gustosi per non trattenerne la saliva della passione ...deglutemmo l'istante di un sapore animale... e poi...poi sentimmo che andava come vanno i polmoni per obbligato fiato Sedemmo allora sulle orme del condizionale che non ha tempo lungo abbastanza per ridere dell'ora e giocammo con i sassi del destino che non ha chioma da legare e reggere in una treccia di incroci ...quanti cerchi siamo capaci di far nascere sulla superficie d'un acqua che disseta se non ha piatto il fondo di un respiro... Sotterranei i pensieri come formiche a costruire imprevedibili tunnel Sono arrivata quando la foglia già aveva mangiato il suo cuore e rivoli di trame già aveva disegnato sul pigmento del secco germoglio Mi sono persa nell'incrocio tra l'arrendevolezza e la pazienza trovando sei zampe per strisciare, correre via o aspettare il tonfo del masso caduto dell'esperienza Sono scivolata nella coda della cometa troppo lontana dal cuore che conduce e ho lasciato l'energia del soffiare facendomi trasportare dalla mente che non crede Cerco la sciammia del coraggio che si arrampica sugli arbusti sempre verdi mentre mangio lombrichi di albe e dormo su tramonti senza soli Cerco il passo della condizione di una terra silenziosa che si rammarica del fieno nelle balle lasciato evaporare del sudore della pelle quando si dissetava la passione per la vita ...quando guardavo te che avevi capelli raccolti da spilli d'argento e profumo di dama antica mentre le rughe, lente ti percorrevano il sorriso e sentivo che passava... passava...passa... ancora...ora toccami di aria e rotola sui pendii del cielo che non sa della prigione del tempo fammi pesce dell'aria e uccelllo della terra lasciami sprofondare nell'incrocio della ruga che unisce l'angolo di labbra al sorriso degli occhi ...ci vuole forza per l'andare... io mi inchino a chi vecchio un tempo sedeva al capo tavola della vita servendo il tempo dell'esperienza su piatti d'argento e mescolandone i sapori con i sorrisi rugosi ci vestiva della bellezza della vita... rosheen |
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Post n°17 pubblicato il 01 Giugno 2012 da ro.sheen
Scricchiolii di luce sospendono corse vapori di sabbie hanno la seta che percorre le terre del silenzio Non c'è profumo che invade il fiore risucchiato dal perdono cercavi il petalo morbido al tocco ...ma come puoi prendere il tempo senza mani e senza braccia... Così sparisce il giorno come carta di riso sgranocchiata dal topo Tu ridi e ti beffi della statua del candore e hai baffi di corda che stritolano respiri Si, tu stupisci le crepe della ingenua giovinezza e ti inchini alla guerra dei colori sbiaditi ... c'è un bimbo lontano a ricordare le foglie Stordiscono i venti della quotidiana malvagità e rincorrono lembi della terra che salva Non c'è forza di un domani sicuro e giri come vortice in un buco sabbioso mentre muore la salvia a insaporire stufati o scorre a pulire denti ormai lisi Ma il rosmarino è all'ombra del profumo aghi di bosco per una tana che non vuole ci sia il rimorso ...come corre la maniglia di una finestra sempre aperta Gambe nude e braccia spoglie feriscimi della sciocca finzione che abbia un nome il tempo di un tale istante che abbia fine un oltre che non comprende Stancano le parole quando corrono su vie parallele e mai incontrano la luce del conoscere ...tu mangi la briciola del solo istante Demone di vischio non ha baffi il topo fugace Nei cunicoli dormienti s'insinua il suo occhio di sangue e nelle pieghe della veste si lava dell'acqua nera e nel bisbiglio che passa il catrame ricopre l'ora Si confonde nel fetido liquame a dispensare ginestre senza fiori mentre sulla collina s'addormenta il vento ...inchiodami all'albero dall'occhio profondo e sparisci nella condanna della polvere al vento costretta a vagare posarsi e ripartire...
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Post n°16 pubblicato il 03 Maggio 2012 da ro.sheen
Mi perdo negli attimi che incedono nel lungo scorrere del respiro quando si prende il giorno e lo si lega all'immenso quando s'assapora la fine di un inizio che s'allunga e ci si immerge nella sobrietà dell'esserci Mi perdo nei movimenti di una mano che gentile si libra di pensiero dipinge la semplice forma dell'occhio che s'apre e si chiude e come un respiro inspira ed espira la meraviglia dell'ora …chiedimi se di troppa aria ho arsa la gola Mi perdo nell'incrocio delle pupille che attraversano i rami e oltre sfuocati di reale appaiono gli alberi che si moltiplicano in un bosco di incroci tra suoni e silenzi e lì, dove sboccia la bocca a succhiare linfa d’amore dove è fondo il punto che si bagna di nettare sprofondo nel desiderio che per me ha il sapore del passo rubato Ora ora che api e falene baciano pollini e notti mi perdo nella pienezza dei miei silenzi e nella nullità della mia consolazione nella carezza di tempo che abbraccia le corse di ieri e le girandole del sorriso Perché oggi rubo le labbra degli amanti nello sguardo di tenerezza ne disegno i sospiri e mi getto nell'onda del loro bacio che vorrei fosse la mia acqua Io mi perdo nella roccia rumorosa degli attimi altrui dentro me sospinti nel buio della gelosia ed urlo la dolce tempesta di dita incastonata ad indicare punte di stelle luminose dove c'era la scia che mi condusse tra rami di vento e colore dove il vortice si legava all'occhio prigioniero nella sua libera esplosione Ora implodo nella scintilla di un bacio sotto lento nascosto e striscio la lingua su lembi di terra dove il sapore è la grotta buia del tormento …dimmi se nascono fiori dai petali di pioggia Sto bene nella gonna che nasconde la via dei profili seguire l'immagine di dita ad aprire valichi di confini …sto bene strisciare il passo che osserva la mano che passa la gola assorbire quei suoni di pelle e… … sporcarmi di saliva rosheen |
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Post n°15 pubblicato il 24 Marzo 2012 da ro.sheen
Si staglia il paesaggio nella sospensione della gravità quando i raggi di luce riflettono nebbie così rimango sulla collina al rovescio mentre chiedo all’occhio di sintonizzare i colori che lenti si spengono in un viale di mandorli in fiore… …io ero la bambina che dell’erba ne faceva il bosco case di gnomi dai cappelli verdi i riccioli di foglie rosse le bacche velenose da mangiare si sentiva allora passare la folla del silenzio percorrere il torrente del mattino …ero il cinguettio del giorno che amava la sera… Tremolii le luci come polveri di ieri dalla lontananza tattile si rincorrono ora nel vento che s’addormenta Non spiegarmi del giorno che fa principi i ranocchi non narrarmi della notte che porta cavalieri io abbraccio la luna per prenderla a calci nello specchio dei miei occhi e gioco con il sole a strapparne i suoi raggi per farne i miei capelli Ho lasciato la punta che si arrotola all’inizio nel bulbo che si fa radice del pensiero dove dorme la forma della mia sensualità spenta femmina pallida d’improvviso …come è strana la morte quando sorprende sé stessa morendo … Sento il prurito delle ore che non sanno delle quote impreviste della sorpresa ero campanella di prato a rincorrere il solletico dell’erba ero nel ramo del ciliegio, rossa, tonda da mangiare ero dove si muore prima d’essere vivi nell’inferno del controllo tra la fortezza delle conclusioni e le sicurezze dei dubbi Pallida, tonda, piena a ore e mezza più spesso sovente sono lo spicchio tagliente della mia stessa rotondità e irraggiungibile sprofondo nei crateri del buio in cerca del mare della vita …servirebbero artigli famelici per tenersi aggrappati all’acqua turbinosa e labbra come ventose a cavalcare i delfini del cielo… Ma si spezzano le unghie ed ha sete d’aria la bocca e sono ancora, sì la bambina che fa del bosco la sorpresa della vita Sono dove arriva il pianto dell’immensa brevità dell’ora che lava e purifica l’occhio del cuore … così preziosa la vita nei suoi attimi… non nasconderli nelle fiabe del per sempre
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Post n°14 pubblicato il 15 Febbraio 2012 da ro.sheen
Macina e rulla il piatto fondo dell’indice mescola il vibrare di pensiero E’ immobile il petalo che silenzioso rimane nel caldo inizio di una stagione Ci sono segreti che portano via la terra come uragani senz'occhio la vestono di ombre rumorose ...sono tormenti che hanno bisogno di catene perchè non si facciano ancora ai piedi del respiro e non s'impossessino del giorno... Posso vestirmi di fiori che sorridono o spogliarmi alla pioggia che gioca e usignolo fingere la danza della primavera ma sprofondo nel bosco che non ha radici e senza ramo non trovo nido dove imboccarmi di briciole sicure In una scatola si racchiude l’impronta di volpe ma ha odore la sua corsa e punge il pelo in un'eco che rimane ...senti com'è fermo il ramo della gemma del caduco proseguo... Lento scorre il sentiero ti ascolta senza muoversi e pesa la sacca di ieri ad ossigeno di un passo quando occhi pungono suola e pelle e sono ovunque a spiarti in una mente che si perde nel male che si fa ragione ...ecco, a volte io cado nella buca del respiro dove s'introietta il pensiero e s'affanna come tangente a sfidare la linea piatta del comprendere Ho paura delle tempeste della mente, senza controllo filanti spinate schegge d'improvviso Si diletta il compasso del cuore per un cerchio senza raggio, senza centro e si concede la circonferenza alla morbidezza del tocco che non è sempre fissa la perfezione di un’anima ma sprofonda al pugno della disperazione e respira alla carezza del contorcere le forme Brevità di una soave circostanza che si fà asfissia... Scende la lacrima a ghiacciare sulla punta di naso e la prende la lingua a nutrirsi del sapore del cuore o la lascia cadere che s'assorba nel fango di un oblio dimentichi la sua corsa e la luce degli occhi Si mangia ingoiando tempesta che non hanno ragione le stelle a specchiarsi su un tavolo di male quando le mani non portano i segni della morbidezza e facile la bocca s'apre al vento della sbornia... ...quando gole secche, avide di vuoto strappano lembi e come carne d'animale ne gettano le ossa brandelli di pelle sputano ghigni stonati a rcihiamo di un silenzio che imbiancherà i capelli mentre si perdono le unghie a graffiare la ruggine di una verità... Gira la molla di una giostra senza seggiole cade la foglia sul guscio di una lumaca che lenta corre lo strisciare di muschio e disegna la sua via ... chissà se avrà pena nella tormenta della ruga la foschia d'occhi che arriverà ad oscurare misfatti e cervelli Gira la chiave e gira stride il minuto quando è rubato dal non respiro ed è fatica come grida di porco al rito del suo sangue lungo è il tempo della paura
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Post n°13 pubblicato il 30 Gennaio 2012 da ro.sheen
Potevo liberarmi dalla terra che rulla la foglia... ghiacciare la fisarmonica del respiro e correre oltre rami di secca rugiada cadere e rotolarmi a sanguinare spine di speranza guardarti passare e sapere che abitavo la nullità del gesto e nel nulla e il suo contrario giacere inerme a respirarti macinarmi, rotolarmi e calpestarmi strapparmi le ciglia e attendere nell’angolo… ...ma ha smesso di cantare il becco del merlo il ghiacciolo del canto pende ondulando su una spenta canzone srotola note il ruscello che porta lontano lo sciogliersi del cuore… tu abiti il pozzo e i suoi segreti io l'acqua che lo fa profondo e in fondo vivono le nuvole... o forse io abito un pozzo e il suo buio tu le nuvole che lo fanno profondo e in fondo vivono i segreti... e mi rifugio nel buio angolare che protegge l’ombra e l’abbraccia perché del troppo allungo rischio il rotolare di pelle e mi calpesto nell’onda morbida di una domanda un interesse che abbia sincera la forma un punto sotto che sia tondo senza virgola senza sbavatura chè muoio senza aver voglia di rinascere e rimango ferma a gustare la lacrima che svuota e torna ancora perché ridono le iene quando marcisce la carne del pensiero mentre attendono l’odore di lascito come lombrichi s’allungano e accorciano e mangiano la terra …lasciami morire senza porgere la mano… Perché brandelli di carne ti possano nutrire sfamare, gorgheggiare quando soffoca il respiro in una sola minuscola bolla d’ossigeno… Strimpellanti d’idee che di corde e fiati percuotete e soffiate … Ed ora la finestra incarna fiati di bonaria lingua e disegno bolle a nota di sapori il profumo investe schiavi d' idee intorpidisce l'attimo il semplice gioco Tira la carta il musico del baro picche sul cuore di un quadro senza fiori vince la nebbia dall'odore di fumo si risveglia il giorno e sull'ombra nuova dimentica… Lo sfregio dell'anima ha incastrato inchiostro e ripongo la penna per una piuma di uccello sono merla dal becco di tramonto per una coperta di notte che spenga le voci... carezzami di te lontano amore una volta sola sotto la luce del sole tira le carte del cuore
rosheen |
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Non ha età il fusto che d'occhio osserva il crepitio del passo perso nell'inquietudine di una provenienza Hanno occhi gli avi mentre ci guardano passare, cercare, fuggire con il cuore in mano e una ragione appuntita
ma non s'infilza il tempo e non si incatena il cuore e batte la sua nota sulla corteccia di ruga tra spazi pieni e spazi vuoti nel suo ritmo... Siamo andanti con sete di note in cerca della piena alata del tempo dello stupore perduta nel condizionale effimero di un mantello di senso Tra rami di braccia su filari di tempo vaga lunga la linea liscia dell'andare La foglia ha un ritmo di rimbalzi mentre piange i colori del cuore
Su radici nascoste con chiome di ieri dell'albero è la musica lontana che nella notte gioca alle note del domani Sono braccia di bimbi venuti ad arieggiare l'oggi tondo della bocca del cuore Siamo occhi senza stupore ma ci sorprende la forza della creazione la fantasia che albeggia nei nuovi respiri per una nota tonda di palla da lanciare ancora Che sia giorno di un oggi di vacuità o una chioma sbattuta dalle domande oltrepassiamo l'arcale palpebra che si interroga di passi là nel fondo sconosciuto
e ci apriamo d'acqua ad irrigare radici ancora mentre scivola la mano su un legno antico che riposa nei suoi cerchi i giochi del tempo
rosheen
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Post n°11 pubblicato il 16 Gennaio 2012 da ro.sheen
E' un giorno speciale sì... lo è perchè speciali siete voi, amici meravigliosi dall'animo prezioso, colmo d'amore e d'affetto... siete anime splendide che sanno donare amore e vibrare della gioia del donare... sono fortunata Vi stringo nel mio cuore GRAZIE ! Buon compleanno Ro.sheen Il Tempo ha riproposto il Tuo giorno ti auguro che sia un gran frastorno! Una rosa ti offro con il cuore dolce incantatrice dell'Amore Un’amica comune dava una festa E subito per Te andai fuori di testa Ricci i capelli e occhi da cerbiatta L’anima mia lasci ancora esterrefatta. Infinito stellato manto che la tua notte adorna sogni ad accarezzare stelle che tu consoli e rassicuri perché sei luce che le oscura e calore che ritorna quieti le loro pene e col tuo amore le catturi ... Frasi graziose, dalla metrica complessa il tuo volto gentile di malinconico sorriso di chiaror di stelle e di luce riflessa è caro ricordo cuore e mente condiviso. Ebbene, nel ricercar nei testi l’anima tua svelata per poter compitare d’augurio così il giusto verso son rimasta attonita, stupita, affascinata d’aver aperto gli occhi sul grazioso tuo universo… “Abbia il respiro vasto e azzurro di cielo..." esclamarono gli dei dalle celesti gondole nello scoprire della rossa Ro.sheen il velo ammirati dalla sua mite e solare indole. Gentil e aggraziata nel suo parlare si pien di viva soavità vestita la chioma spezza e fende n’torno l’are com ‘l foco allumina la vita Guarda, guarda...mira e desta nell'oscura tetra foresta or s’aggira gaia e lesta dolce Fata dal crin di pesca... Dolce soave la tua bellezza regali l'emozione di una carezza Non mutare la tua dolcezza rimani specchio di limpida chiarezza In punta di piedi t'elevi con grazia di etoile con radici ancorate agli incanti dell'anima. Dalle meravigliose anime : Lady_Juliette - Vesado - A.Dr.Faust - AlfaZulu31 - woodenship - ComPensAzione - Ainween - MarioPalmieri - Jamy2006 - Lady_Anima |
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Post n°10 pubblicato il 31 Dicembre 2011 da ro.sheen
Il biancospino ha il sapore di una strada spine parlanti si ramificano in un eco che non conosce tramonto striscia la pelle nella piega segreta che ha scritto direzione e meta ... io prendo la rincorsa tu fermi la terra... Non ha età il passo che di sibilo ubriaca la zolla in un bicchiere di mani giumenta succhio l'aroma di cappio Non mi tiene la collana al collo di una seta senza provenienza indosso zoccoli di ferro battuto dal fuoco della pazienza che s'inarca, mangia sè stesso s'accarezza di lingua, ruota e fischia della cenere è il suo racconto antico Mensa di caverna labbra assetate di parole grigio di racconto nella brace che si consuma per una storia un disegno di fumo alla parete ... il visionario saltella sulla sua verità ... qui cade la notte senza luna si scioglie nell'acqua dell'occhio e prende la forma del pieno... ho fame di terre da annusare di impronte leggere che costellano la pelle perchè nel cuore s'oda lo strappo di un incontro che oltrepassi la cresta della cima e si lanci giù precipiti in fondo alla valle del rintocco sgretoli i macigni della gravità ed evapori ... Non si rinasce senza spezzarsi e rompersi Ci si volge indietro a richiamare interruttori alternati mentre s'impossessa del piede la corrente continua di una direzione la più buia del suo buio che vesta della catena più stretta al cuore che all'albero maestro di una nave visibile perchè ho un urlo che si allunga mentre s'allontana la mano a prendere vento di lontananza quando non basta più abitare il cuore e dovrei cambiare musica che mi sfami i capelli che mi disseti lo sguardo mentre si allungano ...sai... i capelli
rosheen
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Post n°9 pubblicato il 20 Dicembre 2011 da ro.sheen
Delle nostre voci ho scordato il canto portate via dal vento dell'andare serbo scie di una corsa senza fine immagini mute nel racconto a rallentatore di profumi e ombre senza luce Eravamo aromi di pelle pescatori che s'inoltravano nelle trame di una rete senza filo bocche di fame ingorde di sogni dall'amo di respiri uno strato sopra l'altro d'occhi fossili come foreste di conchiglie sonore ognuno con il suo peso specifico ognuno con il suo specifico peso Eravamo un tuffo dentro innevato d'età civette che attendevano orizzonti d'onde erbose per una corsa di equilibri ...ma quanti anni ha dimmi l'ancestrale profumo d'orme... Era la lepre che correva nel gelido inverno di vie ghiacciate su solitari itinerari d'abeti ci seguiva la rotta d'una malinconica partenza ...non c'è posto dove abitare l'ombra e confessa il padre alla madre mentre lega la ciocca di capelli al dito del suo indice Lì fu il tremore di un gettito di sangue fu il tubo incenerito di una stufa senza fuoco fu la polvere nella rugiada del mattino l'umidità d'acqua lacrimosa che pulisce il respiro di un corallo Era la medusa che nuotava nella profondità dell'ombra su un passaggio quotidiano ci seguiva un treno di destinazioni contrarie all'addio ...ma quanto tempo ha Eravamo profumi di terre e di sassi rimasti in una via ad impregnare lo sguardo di trasparenze Scende la palpebra cancella l'oscurità d'un opalescente profilo e corre verso la pupilla la corsa di noi e raggiunge capovolta la capriola del tempo che ancora non sò fare Oscura l'inafferrabile veste di fiori ad uncinetto è un corpo senz'occhi è lì danza come foglia su un ramo sempre verde che non sapevamo allora essere stato l'ultimo nostro sorriso
( ...a Luisa Michele e Nicola compagni di giochi e alla loro giovinezza spezzata )
rosheen |
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Post n°8 pubblicato il 08 Dicembre 2011 da ro.sheen
La fuliggine s'inbiacava di alito mentre la bocca s'apriva in un ovale di canto Non erano lucenti le trame dei racconti e s'intorpidivano di un dolore antico La cantina gemeva sotto il peso della soffitta ricca di presagi e fuochi di giubilo Erano angoli nascosti i segreti delle tenebre e cantilene di perline correvano all'aprirsi di uno scrigno nella mano tremante di emozione Fosti dentro la folla che domanda nella risposta di una collana senza inizio calpestata dalla ruota di una nascita senza padre e dei tanti padri di una madre e di una sola spoglia terra Sopra la cima dell'albero susino fuggivi la battaglia dei nomi e del succo dolce amabile sapore caldo liquido della sete amico ne facevi pelle sbucciando le ore Era freddo il sole dell'estate e chissà se dei tanti suoni culla fosse la nota del vento che ti portava braccia di rami e fiabe di foglie ...ti vedo così bambina di chioma susina e così ti comprendo mamma come vento cresciuta dal soffio dell'andare e tornare d'attesa Ora che ho imparato a donarti il mio silenzio d'orecchie e labbra e occhi per guardarti correre, tornare, ripartire nel tuo passare, soffiare e cancellarmi nel tuo restare, cullare e disegnarmi mi faccio fossa e ti trovo... Tra l'amore e l'odio sopra nuvole d'altalena sò esserti albero l'unico padre ai tuoi sogni e non cado più del tuo essermi vento
(... e quel basta-arda con il fuoco di sterpaglia...)
rosheen |
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