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Creato da roy_altrove il 25/12/2009

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Quello che ho vissuto o forse solo sognato...

 

 

Leggere tra le righe

Post n°40 pubblicato il 09 Febbraio 2012 da roy_altrove

 

Vivo nello stesso quartiere da sempre. Ho cambiato casa più volte, seguendo le mutate esigenze, ma restando entro distanze che si possono percorrere a piedi da un luogo all'altro. Così questo piccolo quartiere per me è come un paese, e a volte dimentico che la città si perde da ogni lato per distanze che senza auto sarebbero infinite.

Mi piace immensamente girare per il mio quartiere a piedi, in solitudine e scoprire ogni volta una casa nascosta dietro un cortile interno che non avevo mai notato prima o un albero o uno scorcio. Questa sera la mia camminata è protetta dalla neve, dal fiume e dall'arcata del ponte che mi sovrasta. Potrei immaginare di essere altrove... in questo piccolo spazio di verde, la città si dimentica di se stessa e lascia intravvedere quella campagna da cui tutto ha avuto origine.

Nel camminare, la mia mente vaga cercando dettagli di serate folli, cercando di ricordare il viso, la voce, gli occhi, le calze, il sorriso. Davanti a me un immenso prato senza direzioni certe, uno spazio vuoto da riempire di parole, giorni, sogni e chissà cos'altro. Questo prato coperto di neve, mi spinge a cercare di immaginare cosa ci sia sotto il manto che tutto nasconde.

Scende la sera sul fiume e sulla città, e la notte diventa d'attesa. Io che non aspettavo più niente perchè ho certo tutto vissuto, sento combattere in me la disillusione data dal passato e la speranza per il futuro.

 

Sogno una notte insonne, sogno di morire ancora nell'attesa di un bacio. Sogno di essere vinto. Sogno la resa. Sogno di smarrirmi. Sogno di sognare.... Con la speranza di perdermi, la paura di perdermi, il desiderio, profondo, di perdermi.

 

 
 
 

In lode alla follia

Post n°39 pubblicato il 29 Gennaio 2012 da roy_altrove

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Non amo fare piani alla luce del giorno, quando diventa buio poi è escluso. Ho capito da tempo che la Pianura Padana è un’unica immensa città, per questo puoi percorrerla in lungo e in largo ogni giorno, senza conoscerla se non in infinitesima parte. Altissime torri di vetro e acciaio si alternano a basse file di fabbriche, ponti illuminati permettono di attraversare fiumi millenari, e la campagna a volte prende il sopravvento: lo si intuisce dal buio e dal silenzio.

Lei che arriva. E’ talmente bella da togliere il fiato.

Sei la mia schiavitù
Sei la mia libertà



Il fiume che scorre impetuoso fa ruotare la pala del mulino agevolmente, come un bambino che soffia su una girandola.

Sei la mia schiavitù
Sei la mia libertà


Il gelo rende il terreno scivoloso, vorrei darti il braccio ma non voglio arrendermi a te così facilmente, così presto

ardono stelle nella notte gelata
incuranti della luna che sorge all'orizzonte
una luna cauta che non vuole far loro ombra
con la luce propria che pure splende forte


Questo posto non va bene per noi, si gela e non è di gelo che vorrei morire questa notte


I riflessi dei tuoi occhi cambiano con il cambiare della stagione
grigi quando le nuvole solcano il cielo
altrimenti verdi sul prato, azzurri sul mare
oggi paiono neri, profondi e penetranti


Parlo d’altro ma vorrei averti tra le braccia. Ma parlo d’altro.... sono capace di resistere a me stesso.

vuoi disegnare sulla mia anima come nelle tue tele
colorarla di azzurro principesco
ritagliarla secondo il tuo gusto sopraffino
farne coriandoli... lo hai fatto ancora, lo sento


Mi porti con te, per noia, stanchezza o forse solo per solitudine. Mi porti con te, per farmi vedere quando sei bella e sexy con i tacchi. Lo sei davvero. Mi porti con te nella tua dimora fatata, indecisa se farmi entrare o mandarmi via



sei la Dea dell’amore, Diana stessa discesa sulla terra
Ad occhi chiusi mi pare di sentire la muta dei tuoi cani
Diana cacciatrice, vuoi tagliare pezzi della mia anima
di solito fai così con gli altri. Ma io sono diverso
pur senza essere migliore


Il tuo istinto è fare le fusa quando di solito ruggisce la tua vampira carnalità. Mi fai a brandelli come una tela venuta male.

Sei la mia schiavitù
Sei la mia libertà

SEI LA MIA ANIMA


In memoria di una notte roventemente gelata ed in lode a Hikmet.

 
 
 

Del capitano di nave e dell'Italia

Post n°38 pubblicato il 17 Gennaio 2012 da roy_altrove
Foto di roy_altrove

 

 

Per una  volta, cambio tema e lascio perdere i miei viaggi mentali. Il mio pensiero va a questa nave spiaggiata sulla scogliera, che di per se è già un ossimoro.

Come una immensa balena arenata, non sbatte la coda  e fa una certa tristezza. Una Maestà decaduta.

Il capitano della nave è oggi l'uomo a cui tutti gettano la croce addosso. Ha molte responsabilità del resto, o questo è quello che pare di capire leggendo i giornali. Quello che penso però, è che non è solo quell'uomo ad avere la colpa, ma l'intero sistema che ha messo una simile responsabilità qualcuno che non meritava quella fiducia.

Io penso che l'Italia dei talenti, che dimostra ogni giorno di avere uomini eccezionali nel mondo, sia il paese derelitto che è non tanto per mancanza di qualità, ma perché il merito conta poco e niente. L'amicizia, il nepotismo, le mafie e le corporazioni si perpetuano nei ruoli di potere. Ed il merito resta in seconda o terza o quarta fila. Sono certo che tra gli ufficiali della nave molti avrebbero fatto meglio del capitano. Sarebbe bello che a pagare non fosse solo quell'uomo non all'altezza, ma anche chi ha voluto proprio lui a tale responsabilità.

 

Oggi ho grande tristezza per le vittime che volevano passare giorni felici e per quelli che resteranno in attesa di chi non tornerà mai. E per questa Italia, dove il merito non conta per non dire che a volte, è un intralcio.

 

 
 
 

Il vecchio poeta

Post n°37 pubblicato il 15 Gennaio 2012 da roy_altrove

Un vecchio poeta aveva scritto una delle sue poesie sul marciapiede, e le persone che passavano tutte o quasi si fermavano a leggere e commentare:

lei è molto bravo

lei scrive davvero bene

lei è fantastico

lei è un artista

lei è meraviglioso

 

alle belle parole il vecchio poeta non dedicava un solo istante, fino a quando passò una ragazza che disse:

 

lei ha sofferto molto

 

Allora il vecchio alzò gli occhi allargando un sorriso: "di molto dolore si nutre l'arte"

 

 

Roy

 
 
 

dell'Arte e del Talento

Post n°36 pubblicato il 14 Gennaio 2012 da roy_altrove

Chissà perché mi sono accorto solo oggi in modo chiaro, che Arte e Talento non sono due facce della stessa medaglia, ma al contrario ognuna delle tue cose vive per conto proprio. Solo i Grandi, hanno entrambe le attitudini e le esprimono nella loro opera e nel loro modo di vivere e di pensare.
Spesso mi sono incontrato con artisti senza talento ai bordi delle strade, musicisti o pittori o attori mancati... mi fa sempre tenerezza vedere la loro immensa aspirazione e originalità non potersi esprimere nelle forme da loro desiderate.
Dei miei pochi talenti ho sempre fatto uso privato più che pubblico. So di avere una qualche immaginazione, so di poter giocare con le parole. Nelle lettere che scrivevo da ragazzo, conquistavo amori impossibili e lontani... conquistavo con le parole, perché l’Uomo ha questa qualità straordinaria di poter far vivere e scambiare mondi attraverso le parole.

A volte l’alba sopraggiunge mentre il sogno è ancora in corso, prima che diventi anima e corpo. Allora il sogno impallidisce, e ci si accorge di aver abbracciato un fantasma.

A volte invece il sogno comincia che è notte appena... in quel caso ha tempo sufficiente per diventare realtà.

C’est la vie

 
 
 
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