| « In lode alla follia |
Leggere tra le righe
Post n°40 pubblicato il 09 Febbraio 2012 da roy_altrove
Vivo nello stesso quartiere da sempre. Ho cambiato casa più volte, seguendo le mutate esigenze, ma restando entro distanze che si possono percorrere a piedi da un luogo all'altro. Così questo piccolo quartiere per me è come un paese, e a volte dimentico che la città si perde da ogni lato per distanze che senza auto sarebbero infinite. Mi piace immensamente girare per il mio quartiere a piedi, in solitudine e scoprire ogni volta una casa nascosta dietro un cortile interno che non avevo mai notato prima o un albero o uno scorcio. Questa sera la mia camminata è protetta dalla neve, dal fiume e dall'arcata del ponte che mi sovrasta. Potrei immaginare di essere altrove... in questo piccolo spazio di verde, la città si dimentica di se stessa e lascia intravvedere quella campagna da cui tutto ha avuto origine. Nel camminare, la mia mente vaga cercando dettagli di serate folli, cercando di ricordare il viso, la voce, gli occhi, le calze, il sorriso. Davanti a me un immenso prato senza direzioni certe, uno spazio vuoto da riempire di parole, giorni, sogni e chissà cos'altro. Questo prato coperto di neve, mi spinge a cercare di immaginare cosa ci sia sotto il manto che tutto nasconde. Scende la sera sul fiume e sulla città, e la notte diventa d'attesa. Io che non aspettavo più niente perchè ho certo tutto vissuto, sento combattere in me la disillusione data dal passato e la speranza per il futuro.
Sogno una notte insonne, sogno di morire ancora nell'attesa di un bacio. Sogno di essere vinto. Sogno la resa. Sogno di smarrirmi. Sogno di sognare.... Con la speranza di perdermi, la paura di perdermi, il desiderio, profondo, di perdermi.
|


Inviato da: emily2009
il 25/05/2012 alle 18:42
Inviato da: katie1972c
il 30/03/2012 alle 12:27
Inviato da: katie1972c
il 30/03/2012 alle 12:24
Inviato da: donnadifiori_61
il 18/03/2012 alle 22:28
Inviato da: seforsemaipiu
il 16/03/2012 alle 20:27