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Un blog creato da Roberta_dgl8 il 16/07/2010

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2 Aprile Sempre

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Post n°1076 pubblicato il 30 Marzo 2015 da Roberta_dgl8

Henri Matisse, Interno con fonografo, 1934. Pinacoteca Giovanna e Marella Agnelli, Torino

cosa dire?   se non immergersi? se non stare là?

Henri Matisse, Pervinche (o Giardino marocchino), 1912. The Metropolitan Museum of Art, New York

Magico Splendido Matisse!

Henri Matisse, I pesci rossi, 1911. Museo Statale di Belle Arti A. S. Puškin, Mosca

 

 
 
 

sistemazioni 3

Post n°1075 pubblicato il 30 Marzo 2015 da Roberta_dgl8

https://youtu.be/SD5engyVXe0

 

a me stessa, e ad Andrea.

 

 
 
 

sistemazioni 2

Post n°1074 pubblicato il 30 Marzo 2015 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Leggendo il post di un amico (http://blog.libero.it/ilbauledelnulla/view.php?nocache=1427713300) post n. 217,

mi  è tornato alla mente, dal post, che egli ne fatto, un libro. Molto difficile che avevo letto l'estate scorsa. E' strano, come i libri, anche quelli più complessi, ma che comunque ti restano dentro, e che ti aiutano a capire le cose, poi li ritrovi, e ti ritrovi anche tu.

Ci si arriva, perchè siamo noi ad arrivarci, è un abbraccio con noi, con le nostre evoluzioni, il nostro carattere, quello che siamo. tutto compreso. E questa è una cosa bella.

Ora, ho donato a questo amico, la pagina che avevo scattato questa estate, perchè sposava benissimo il suo post. Ora metterò anche qui di seguito, le foto, se non cambio idea nel frattempo, e se riesco a caricare anche l'altra, se nelle mie indecisioni ed insicurezze ataviche di tutto e del tutto, ci riesco.

Sono giorni difficili. Di confusione, ma anche di ritrovamento.

Voglio brindare a me..

Con il beneplacito della mia dottoressa. Che mi ha fatto i complimenti. Se tutto si svolgerà senza intoppi di sorta, e con forza tradotte in calma e pazienza, allora nel giro di due anni, potrò eliminare i farmaci che mi supportano.

Oggi, giro delle sette chiese.. oggi pomeriggio, dovrò andare in asl per il mio tesoro. La mia dottoressa è agganciata con l'altra.. sostiene, che il dosaggio del Mio Matteo è basso. Ma bisogna cominciare così con loro. Caterina, hai ragione nel tuo blog, che senza demonizzarli i farmaci, possono aiutare. Ed io, ora so' che, se anche avessi avuto, badante, filippina, educatori vari, camere iberbariche, viaggi negli stati uniti.. non sarebbe forse stato escluso nemmeno il farmaco. Certo mi interrogo e dico,che forse, con tutti questi aiuti, non sarebbero serviti? Ma a cosa mi serve pensare ciò e anche pensare a tutti gli errori che ho fatto con Matteo? Perchè io ne ho fatti. Ecco, voglio cominciare da questo; da non rifarne, e per questo che le decisioni che mi squarciano l'anima e mi provocano ulteriori dolori, le sto compiendo per poter anelare ad un minimo e poi una serena stabilità.

E' una primavera gelida.. a tratti calda, ma imparo ad abbracciare anche le escursioni. Vorrei che mi aiutassero loro a tenere a bada la mia impazienza e qualche lacrima che arriva, che comunque ho carpito dalla dott. da dove arriva e, mentre lo scrivo i M/K mi autano, mi aiuta il sole, e le persone tutte che mi porto nel cuore.

La radio, pure, stamattina mi ha aiutata.. a camminare sul filo di lana con me.. come se impercettibilmente, tutto stamattina andasse piano piano in circolo e nel giro giusto, come se questa macchina vitale della vita, andasse discretamente a giro pieno..

Il verde è intenso, e io mi porto negli occhi l'eclissi che ho anche dentro di me, questo mix, che non sono mai stata capace di dosare pienamente. Il susino è stato spogliato di tutti i fiorellini.. ma nell'invisibilità ormai del loro colore bianco, che si è magicamente unito con la pioggia, lasciando tracce sull'asfalto non è un dispiacere, ma semplicemente ciò che resta del loro bellissimo amore, naturale. Anche se i fiori rosa di marzo, sono meno rigogliosi, rispetto ai loro colori a causa della pioggia, non è una tristezza, .... no.

E' una realtà, bella a suo modo, di questo inizio primavera.

Ho salvato in foto il susino.. lo posterò? ci riuscirò?

e' come se l'inverno, abbracciasse ancora la stagione che l'ha seguito, come se si stessero tenendo la mano, prima che lui vada a riposare. E ci sono tutti i colori, del magico autunno che precedeva, che hanno lasciato la bellezza, che esce fuori, da questa primavera, tra la pioggia d'argento, e il magico colore bruno/rossiccio/marrone di certi alberi, quando poi, guardi il cielo lassù e l'arancio e l'azzurro si mescolano,e fanno strisce, e la natura dipinge da sola e senza maestri, le sue meraviglie.. Pietre preziose, colori pastosi e vivi, brillanti di acqua, e mi ritrovo sola, e senza meta, senza nemmeno più sogni, forse, ma nel sogno stesso.. senza ombrello! a gestire una piccola crisi di panico, perchè mi ritrovo in quella stazione, dove col mio Matteo, consideravo, degli anni 60 ricchi improbabili e fuori tempo, ricostruiti e vuoti, nella desolazione e mancanza di gente che una stazione invece ha. Poi ci sono tornata l'anno scorso per accompagnare la mamma, che da RomaVenezia sarebbe partita alla volta della Grecia, della Turchia, e della Croazia.  Il tempo, siamo noi.. ed io, mi ricongiungo, a tutto..(questa è la piccola cronaca del venerdì scorso quando sono andata alla stazione tiburtina, per acquistare un libro consigliatomi da un'amica, in una libreria che sta là dentro che hanno aperto da poco, perchè ho fatto la tessera in toscana. Ero stata in stazione tiburtina appena fatta, con Matteo, deserta e surreale, sembrava una cosa futurista.. ok, io la preferivo prima! piena di storia.. ora hanno abbattuto tutto, in una sorta di alienazione a tornare indietro, in un'architettura anni '60 esagerata per quella locazione,non bisogna essere degli ingegneri ed architetti per capirlo... ma solo attenti osservatori, ecco perchè col corpo capisco, e da là - la piccola crisi di panico.   Già.. ma non c'era già la stazione termini? italo? ma se son più gli esercizi chiusi, che aperti, e.... ok, certo i soliti guadagni ai soliti noti. - ma non era meglio riportare il mondo a quote più normali, facendo e riparando le vecchie vetture? so di cosa parlo, lo so bene. Osservo, conosco, so di chi ha lavorato in ferrovia, che c'era e c'è gente pagata per ripararle, perchè costruire, cose ultra e troppo moderne, quando si può fare, con quello che già c'è?, - esco, da ginepraio.. non mi piacciono questi giardini finti., NO.)

****

AL centro asl mi hanno detto che ho il naso greco:-) sorriso :-), non  mi importa che la persona sia affetta da un disturbo sulla fissa del naso (sono ignorante non lo sapevo!), eppure mi sono trovata bene, a parlare con questa persona.. e non perchè mi ha fatto il complimento, che ho comunque sentito sincero:-)  ... ma perchè era sincero lui, mentre ci parlavo, e sincera anche io, a non sentirmi male, a parlare con questa persona, al contrario, di chi, invece si reputa normale ed io, non mi sento bene, a parlarci. Spero si comprenda. Dei bei quadri hanno fatto queste persone. Erano nella sala di attesa, colori bellissimi, come quelli del cielo, ed io lego, con il mio filo, sottile, e salgo piano, la scala.. che dal deserto mi porterà alle stelle, e dalla fonte inesauribile che ognuno ha dentro se, attingo.. come faccio quando vado a prendere l'acqua.. quella fonte, che spero mi aiuterà anche ad affermare le mie ragioni.. L'assistenza domiciliare, c'è, ma ci marciano sempre sull'orario,, finanche l'operatore che segue Matteo da quando ha 9 anni, ma perchè? qualcuno mi può spiegare perchè? .

acqualung suona e la metterò..

qui.

Metterò quella che sono, che sono stata - le mie evoluzioni scritte ed in musica. Le mie sistemazioni.

E' la mia sistemazione personale, rispetto agli ultimi tempi, quasi lustri illustri; compresi quelli prima. C'è da lavorare, molto ancora.. non è vero che sono disoccupata. e sul profilo, non c'è scritta la voce "sto lavorando per me e per mio figlio".

Fra pochi giorni, sarà anche la giornata mondiali dell'autismo..

ho avuto inviti. Ma non me la sento, di andare dal presidente della repubblica.. Matteo quel giorno ha la piscina con suo padre e, l'invito è per genitori con ragazzi.. e cosa dovrei dire al presidente?

con l'accompagno che percepiamo, cosa c'è da dire?

e delle parate che già conosco? Certo non voglio essere nè fare la disfattista. Ho letto che anche su rai3 ci sarà tutto un giorno dedicato, era impensabile.. se solo penso, che una volta.. Respiro.

Ma siamo comunque lontani. Da quello che è scritto sulla carta. Dalle parole scritte. Che vengono disattere, perchè il mondo, non viaggia a quote più normali, ma ha fatto dei soldi l'unico vantaggio. A svantaggio, dell'Umanità che dovrebbe abbracciare, ricerca, risorse umane, possibilità, di chi, è stato ed è più fragile. Questo mi sento di dire.

Io oggi sarò in asl per monitoraggio sul  farmaco che sta prendendo mio tesoro, perchè siamo soli e senza riabilitazione. Perchè in classe non ci va quasi mai.. perchè non ha amici, perchè nessuno gli fa mai una carezza.. Anche se le ragazzine brune gli sorridono e lo guardano, e non solo..

è sempre bello, nonostante la maledetta adolescenza. Profuma,  è dolce, nonostante le regressioni, la violenza, l'oppositorietà, le botte che da , quando non capisce più nulla. Se fossi una ragazza, amore della mamma, ti starei sempre attaccata, non c'è nulla di brutto in te, se non il tuo autismo, che comunque mi fa essere quella che sono adesso, oggi. Se fossi una ragazza ti starei sempre attaccata e ti riempirei di baci continuamente.

Una lacrima, che ritrovo, che richiudo, nel mare della vita. E forse a quello anche servono i libri. (oltre ad allenare il pensiero).

Vorrei scrivere ancora, dei miei occhi che hanno bevuto l'arte .. piena di colori e bellezza, della commozione davanti a Chagall del sogno davanti a Matisse, bello entrare nelle sue stanze, e nelle sue aurore.

E.. della tecnica e precisione di G. Morandi. Molto curata la sua mostra, ho capito le cose da sola; e ho fatto foto, che poi metterò.

Io sono ignorante, lo ammetto.. ho fatto storia dell'arte a scuola, . si, ma insomma, ne so poco. Però ho respirato, letto, e l'arte ha molto da insegnare, ad una persona che come me, ha bisogno di cose belle da contraltare a tutti i calci, i pugni le sfortune e le sofferenze.

C'è un tempo nuovo da costruire, scriverlo, mi aiuterà a costuirlo. Sono lenta, ho i miei tempi.. una volta lo scrivevo sul profilo, .. veloce e molto per certi aspetti, lenta, per altri.. eh, non è mica colpa mia, se, la vita, per me, è stata una sorta di surreal road, tra il far west e le stelle.

Ora devo chiudere, quanti altri pensieri, vorrei riabbracciare. Mi servirebbe una sigaretta da fumare, lenta, facevo bene ad accettarla da quel ragazzo con la sindrome del naso perfetto (arriva giusto appunto pure lui!) :-))  mangerò un pò di pollo freddo con patate, ora so, perchè non ho appetito e mi si abbassa poco poco il tono dell'umore. Ora che lo so, so ch esarà meglio.. ti ho rivisto stamattina, amore mio, mentre un pò curvo nella tua composta rassegnazione, salivi le scale.. riuscissi a limitare i rumori, di cui mi sento responsabile. Forse è stata colpa nostra della musica? ma io, l'ho sempre ascoltata molto bassa, e non voglio colpevolizzarmi.. si evolve ed anche l'autismo evolve, ed anche le anime di chi ha avuto in dono un cervello disarmonico, sentono le variazioni.. potevo far molto, per te, amore mio, ho dovuto far tanto anche per me, per tutti e due, col poco bagaglio che avevo..

si, lo so, abbiate pazienza il posto è mio.. ora rileggerò questo piccolo sfogo, sistemazione, evoluzione, miei.

Poi metterò i brani, che mi hanno accompagnata.. e poi le foto.

 

Vi abbraccio con le parole, si può quando si deve salire, in questa vita, e ripenso alla ragazza giapponese, in uno dei miei altri fallimenti (il buddismo) che mi diceva che Matteo mi è stato mandato dal budda più o meno, per sentire dentro me, la buddità.. ok sorrido.. mi sa tanto di consolazione cristiana, che non accetterò mai fino in fondo, è impossibile per un genitore, ma come lo disse lei, mi ritorna, ora, e a questo sono servite e servono le buone parole preziose, ad alto titolo. Anche se poi si resta soli, nel mare prezioso di lacrime che ognuno racchiude dentro se, nello scrigno del proprio dolore, e mi torna in mente, anche l'aforisma di Kafka, che scrissi qui, nel 2013 sul mio blog.

Ora chiudo, la pagina di questo mio diario, scrigno, in cui ci sono io.

https://youtu.be/u1xY7Heaqg8      stupenda... cosa poter dire di più? capolavoro?

bellissima questa versione di LIEVE, trasmessa alla radio mentre le onde mi accompagnavano ai miei ritorni     https://youtu.be/gtrvs8rKVKQ ,

e poi, una canzone leggera..

che fa parte, di me, e dei miei ricordi. Io al mio Matteo ho fatto sentire di tutto, anche la musica leggera di piccino, luna pop, tiro mancino, neffa. Ma era lui, che con le sue manine stupende, prendeva i cd hardrock e bluss, e De Andrè. E i marlene anche.

Ora le sue mani, sono così diverse, vittime dei suoi manierismi, che da ragazza, in parte furono anche i miei .

Ce la faremo.

https://youtu.be/okTTgqkviSE

 

 
 
 

sistemazioni 1

Post n°1073 pubblicato il 19 Marzo 2015 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Se non scrivo ora, non lo faccio più.

E devo farlo, soprattutto perchè so che le parole, mi aiuteranno anche stavolta. Forse non saranno bene legate fra loro, forse risulterà un caos di fondo, ma non mi importa. Importa invece che esse possano legare la spinta che mi serve da dentro, per poter riemerge, da questa sorta di inabissamento, che non mi piace. Ringrazio, le splendide persone che mi accompagnano in questi giorni. Persone, che insieme ai loro occhi e al loro cuore buono mi hanno accolta, accompagnata e sopportata.. insomma ci hanno provato, sebbene, ognuno sa da se, e dentro se stesso come si sente. Ma sapere, che qualcuno, che non si conosce, si affida e gli puoi affidare tu, anche il tuo malessere, è una piccola conquista, di questi tempi.

Qui ci sono le anime delle persone, che un dì, davvero vorrei potessero tradursi in possibilità. Io ci ho sempre creduto ed anelato, perchè sono figlia di questi tempi a cavallo, tra un passato che sembra lontanissimo e la tecnologia. insomma, si capisce!

GLi uccellini sono strafelici, non mi ricordo, a memoria di averli mai sentiti così eccitati, forse, me lo sono scordato, o forse, invece, è proprio così! Mentre il mondo, fuori impazzisce, la natura ci dimostra tutta la sua potenza, e la vitalità nonostante noi.

Quello che credevo mandorlo nel giardino qua sotto è rimasto intatto nonostante la pioggia battente. A me  piace pensare, alla sua alleanza con le stelle lassù. Quelle che hanno tempestato come diamanti il vestito del cielo, allora, appunto, in una magia speciale, si sono staccate, hanno stretto un'alleanza con l'albero e la pioggia nulla ha potuto. Forse alleata pure lei.

Non è un mandorlo, ma un susino. Insomma un albero da frutto; me lo ha detto il giardiniere, ieri Emanava un profumo delicato, dolce che sembrava infondere (e la infondeva difatti) una serenità nuova. Fatta di calma. Di una calma che mi faceva sentire addosso le carezze del tempo. Un tempo nuovo, in cui il tempo, mi guidava piano piano. Senza radio, solo con i miei pensieri. Il tempo ed i pensieri si combaciavano a tratti. Il tempo sembrava accarezzarmi e suggermi solo calma. Io con lui, sistemavo le cose che capivo insieme a quello che cucinavo. Tempi nuovi, in cui la consapevolezza sembra un'onda tremebonda che mi tira giù ogni volta che provo ad entrare in acqua. Mi dicevo stamattina, che sarebbe stato meglio, annegare là sotto. Andare in un mondo, in cui non è vero che non ci sarebbe stato niente. E' vero che erano i pensieri di una bambina che consapevolmente se ne stava andando. Era così bello, dopo la carenza di ossigeno e il vomito dell'acqua, abbandonarsi a quel flusso. Direi, una cosa meravigliosa, se ci ripenso oggi, come stamattina, non posso fare a meno, di sentirla una cosa fantastica. Meno fantastico è stato il dopo. Come la mia fantasia, e tutto quello che precocemente avevo già capito, cozzare con il mondo circostante, esterno. Anche se, rivedendo le foto in un ammollo di un altro mare trasparente, e il bambolotto che era Matteo  da piccolo, ci ripenso, e le risate che ho fatto, mi fanno bilanciare, il tutto.

Non è stato solo questo il pensiero. Dal panettiere, al supermercato, al reparto panetteria, non c'era più una signora altera, che cerca con le unghie e con i denti di farsi rispettare. C'era una ragazza arruffata, a cui tutti danno del "tu", e mi capitava il panettiere antipatico. Con gli occhi da coniglio stronzo e l'orecchino. E siccome prima, aveva offerto i bignè di san giuseppe a tutti (per comprarli, comprateli, da imposizione del supermercato), lo anticipavo, decisa. 4 rosette gonfie, la pizza, e niente bignè. Secca e decisa. MA

in un lampo, usciva fuori colei... me. Anzi, me - ne - dia uno. "èHH ha visto, è meglio, è la festa del papà oggi".  gIà ORA , ora ora ho capito.. i mie pensieri sono come un lampo, più veloci della scintilla di un'elettricità. Stupiscono anche me. In un lampo, il lampo, del mettere pane e pizza e separarli, - almeno a me, sembrava un attimo velocissimo, un baleno.. m è apparso papà.. mio padre. L'acqua, l'annegamento. Il mio ex marito, Matteo.. e il dolore che ci unirà. Non separi ciò che Dio ha unito. Ecco, il dolore ci unirà per sempre. QUel dolore PER l'autismo di questo nostro unico figlio, che ha cancellato, in un attimo il rancore di anni sbagliati ,di scelte sbagliate di caratterialità sbagliate, ed anche di un'aula in cui, (e c'era di nuovo papà in bianco e nero) - ha cancellato tutto.  Voi non lo sapete ho detto, dietro il banco, le vicissitudini della gente. "Sto comprando un bignè di san giuseppe per il mio ex marito, perchè mio figlio non lo può fare". ... E proprio con il commesso sbagliato. mannaggia a mè. Com'era? ama l'imperfetta prossima tua con tutta te stessa.. (mi ricordo la vignetta di snnopy e charlie brown in gallery e sul blog) diceva più o meno così. Non sono spudorata, nè senza ritegno, il posto ed il luogo sono miei. Rispondo io, di mè. Davanti a Dio, alla legge, e soprattutto dinanzi a me stessa, in primis.

Uscita da là, mi caricavo la spesa, e lasciavo la macchina al supermercato. Carina sta cosa! la testa ce l'ho in testa, ma il dispiacere è immenso. Offusca. Offusca la vista, offusa il respiro. Ti fa capire tutto l'intelligenza, e le cose le sai pure se non le capisci, le conosci senza saperle, anzi le sai senza conoscerle,  ma poi ti scordi, perchè il dispiacere, delle cose della vita, ti porta via mentre pensi che lo stai sistemando e mentre ti dici, che fredda devi rimanere. Magari raccontare e rapportarti pure, con le persone anche quelle della strada o del quotidiano, MA, diversamente. Non ci riesco ancora. Ripenso alla mamma,che mi diceva sempre che parlavo troppo. O ripenso a qui, a quanti occhi ho dato in pasto me stessa. Ma so che c'è chi ne ha fatto tesoro delle mie parole, e so' che c'è anche che mi serve a me,  per dimostrarmi e consolidare, che sono una persona di valore. E molto. Ora, un mazzo di chiavi, (  in un giro di chiavi!! la GIUSTA scelta e DECISIONE presa) una porta che si è appena riaperta e chiusa, mi hanno riportato alla realtà, chenon è fatta di bontà, ma di freddezza, che devo mantenere. E allora, nulla c'è di strano e di male, ma semplicemente, un solo fatto.. che si chiama equilibrio, e bacio col sole. E' una giornata stratosferica, in cui, il sole, mi suggerisce di sorridere, perchè il mio sorriso è la sua equazione.. illuminati (non so dove va l'accento!) da te stessa.. lascia i dispiaceri andare via da qualche parte, lavora per convogliare imperturbabilità che ti è servita per fare i passi di decisione la più giusta della vita, insieme al dispiacere e alle cose che hai capito di questi anni, anche rispetto alla virtualità.. rispetto alle cose, che ora ed oggi sembrano spiazzarti, ed invece, con orgoglio, rivendicale, abbracciale, comprendile, archiviale, sorridigli...

Ringrazio Eli, dovunque tu sia.. i film che mi ha mandato.. ringrazio per un attimo anche i miei occhi che non hanno saputo vedere (già troppo oltre erano!), il mio cuore lanciato troppo avanti, qualche professore dei desideri e non.. E soprattutto ringrazio me. Ringrazio me, per la mia memoria ferrea, anche se mi scordo le cose, la Memoria quella con la emme maiuscola e la erre che simboleggia il ricordo di ciò che davvero E', - è lei forse il mio genio personale. Del ricordarmi e della protezione, che sa dare/fare. Nel tempo, in cui i miei occhi ed il mio cuore, erano troppo sicuri di qualcosa di meraviglioso, essa archivia, ciò che poi torna utile alla realtà delle cose.. sarebbe smarrita in un raggio di sole a sua volta, sarebbe evaporata in manifestazioni assolute di realtà possibile, non servirebbe ora, a mettere in ordine una serie di kappa, non 3 per s()-fortuna di nefasta memoria, ma quattro, grazie a me. E grazie a un filo di seta e di acciaio, che mi fa rimettere a posto le cose, qua dietro.. anzi, ora a ben pensarci le kappa sono cinque ( e sorrido). Il pensiero a braccetto col cuore libera l'anima.. Sono felice di me stessa, nonostante il disgusto profondissimo, ma è acqua passata anche quella. Passa per me, sempre, l'acqua sotto i ponti, e tanta.

Il mio Matteo, in questa sorta di pensierini come quelli delle elementari, si comporta sempre più da punk. Si. Un'amica, qui, mi diceva di raccontare.

Sì, racconto. Matteo, ha preso l'abitudine di sbottonarsi i pantaloni e fare la pipì a mo di angioletto delle fontane.. è un divertimento senza pari (per lui), perme no. Non è un angioletto; viviamo in un condominio, e non sempre prende la mira.. Vi immaginate?

stamattina, ho dovuto fare uno sforzo senza pari per alzarmi.. non mi importa più del come sarebbe stato, (è strano!) _ forse e certo ne piangerò ancora, ma ora ed adesso, non mi importa più del come sarebbe stato.. no, non ti accompagno a scuola, vai solo io ho sonno e resto a dormire. Sono e sarò sempre IO,quella che ti accompagnerà, Amore mio che lotti con tutto te stesso, da qualcosa che ti ha rapito, chissà forse i marziani per farti capire, tutte le cose, che noi non capiamo. Mi difendo con il mio romanticismo:)

come fui... metallaraRomantica (e sono). e siamo.

Trascinarmi poi, nelle scelte e decisioni, nell'accozzaglia di vestiti, ho la tuta, un maglione che mal si coniuga senza un filo di trucco, senza niente sotto e un piumino che non c'entra niente con i colori, di sotto, mi viene da ridere.. ma mi danno tutti del tu. (ok pure un pò grunge, va da se) eh.

Rimorchio i ragazzini, per la strada (e mi viene da ridere lostesso), e mi dico, che ci deve essere il modo, per fare far pace a sta ragazza farla raggiungere con la bambina, farla abbracciare con la donna... che ogni volta, ogni volta che vedo la signora del tg, mi torna a bomba quella che fui, che ho provato ad essere.. ogni volta che con le mamme delle elementari - si stupivano di me, e volevano che fossi semprecosì.. del mio ex capo, che quando ricevevo sceicchi, personaggi importanti, calciatori, e via discorrendo, mi diceva, ma perchè non è sempre così ? avvocà!!! e mi dia più stipendio che poi glielo faccio vedere io.. e mi riviene in mente, quando invece, mi presentavo come oggi, e gli dicevo scusi, e lui, mi diceva che non faceva nulla.. perchè sapevo inchinarmi con i clienti giapponesi, con le persone dell'iran, con le persone delle aree più sperdute dell'asia, ed ero la segretariapiù veloce della terra.. lui era contento così. E sono ancora qui, a ricordare a mettere tutto negli scrigni, ad avere ancora bisogno di questo posto, perchè nonostante tutto nel bene e nel male

ne ho ancora bisogno.

 

Ieri al bar, il principe adorato salutava l'inverno con la sua “generale”. Stamattina la voce soul più bella d'italia, cantava di voler essere un girasole,come me, come le foto di quel giorno bellissimo, e mi dico, che la mia genitorialità è preclusa e ferma nelle foto, nelle mamme spettinate come me, a spasso con i piccini nei passegini.

 

Il tempo è troppo veloce, per la mia adorata scrittura. Matteo è in piscina con suo padre. La pasta e ceci mi aspetta. Ieri la mia lentezza e calma di questo tempo nuovo mi ha fatto preparare un minestrone buonissimo, una carne alla pizzaiola, che Matteo ha divorato.

 

Stamattina, sono entrata nel negozio per vedere lo scrittoio.. non c'era quello che vidi; e forse non potrò comprarlo mai.. ma penso ad Ikea. Mi viene in mente Patrizia, che mi resta, Monica. Le persone care qui. Non importa se non mi riconosco nelle persone per strada, sempre,  e in questo stralcio piccolo trampolino di primavera, ci sono più che mai, spettinata e confusa, nel viaggio che sto facendo dentro me! E ' un viaggio difficilissimo... praticamente sto girando tutto il mondo! Ma non a vuoto.. no no. Sto facendo tutto le strade, quelle polverose, quelle asfaltate, vedendo gente di tutte le razze; sto rimettendo a posto i fotogrammi che mi hanno fatto male; ma non erano loro a farmi male, no. Era chi li usava, pensando che io non sapessi/capissi/vedessi. L'esercizio della mia memoria e i miei fili ancora integri mi fanno rimettere tutto a posto.

 

Ho dovuto fermarmi. Mi hanno chiamato dalla cooperativa che segue Matteo per l'assistenza domiciliare. Che ho ottenuto, e che è partita. Lo so, che non riesco più ad aggiornare il blog.. non si capisce un tubo!! :-)

 

Mi hanno chiamato, per dirmi che a ridosso di Pasqua, nei giorni di chiusura della scuola organizzano delle uscite. Non c'è più Capalbio, non ci sono più i viaggi. Non mi importa e dico davvero. Mi importa solo una data, al momento, in cui potrò far benedire questo appartamento. Inc cui potrò decidere sul serio di rimettere a posto le cose. Vorrei poterlo fare subito, ora. Non mi è possibile, e non ci sarà una data sola, forse. Su questo devo portare pazienza, imparare la calma e la pazienza.Forse lo manderò. Magari con i recuperi, e con un giorno in meno, forse riuscirò a pagargli queste uscite, ora, che siccome tutto cambia, e una parte di me, già rinuncia da un pezzo alle velleità femminili anche quelle minime, non mi importa.. anzi, è un segno di forza in più. Ma devo uscire dal gorgo, ingorgo, dell'inabissamento.. e questo post, mi serve a questo.

Poi lo correggerò.

Ci sono errori di forma nei verbi, lettere mangiate.

E poi voglio ancora scrivere.. mentre mi godo la piccola libertà ancora non perfetta, perchè quando c'è un po' di più non sto qui al pc, e quando mi sento ispirata, non ho tempo. E mica sono una scrittrice. Solo una testimone, di questi tempi, miei. Nuovi. In cui devo cucire i ricordi, quella che fui, qui e fuori, di qui. Totalmente, completamente e serenamente. A dopo.

metto una canzone, già messa, precedentemente e da poco, ma che ho avuto in mente tutto ieri.

A dopo!

https://youtu.be/A8iFcLpz1E8     ... forse E' il mio piccolo riscatto :-)

:-)

 

 
 
 

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Post n°1072 pubblicato il 05 Marzo 2015 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Avrei voluto salutare febbraio, come si deve. E non ci sono riuscita. Lo faccio oggi. Saluto il mese che ci ha lasciati. E' stato favoloso e bellissimo per certi versi. L'inverno ci ha regalato assaggi di primavera misti, con lui. Giornate di sole spettacolari - che sembrano già così lontane e dimenticate. Eppure quella luna improvvisa, quelle stupende stelle, non sono solo un ricordo, di questo febbraio, che mai dimenticherò. Si sono accese entrambe, nei giorni e nelle notti, a farmi ancora stupire nel guardarle, da lassù a darmi la forza ed il coraggio di proseguire nella mia strada, quella delle scelte pianificate.

Una piccola breccia - a rinsaldare. Un ponte tra l'estate passata, l'autunno pieno di acciacchi miei, le feste ultime da salutare che non saranno mai più le stesse, le stagioni, in cui non riesco ad abituarmi e staccarmi completamente. Il fatto è che tutto cambia e si modifica come è naturale che sia. NOn riesco ad incollare le consapevolezze al tempo, come se restassi sempre un pò in ritardo. Non so se è proprio così, o è una percezione alterata. Starà quasi per arrivare una nuova estate, ed io, ancora devo riprendermi dalla precedente! Ripenso alle strade autunnali percorse con mia sorella nel magico parchetto cittadino, strappato al cemento, ai suoi colori stupendi, fotografati e non inseriti.. e all'epifania sospesa tra villa borghese e la luna, e lo scintillio di una Roma multietnica sospesa dalle stelle artificiali che si davano al mano con quelle del cielo. Tra vecchi film ritrovati, respiri bellissimi, nel trampolino apripista del mio destino un pò deciso, e i mali del mondo che continuano imperterriti a voltare mani e faccia. Febbraio  è andato via, e si è portato via anche me. Siamo andati via in un mare celeste di possibilità impossibili ormai. In quelle stelle meravigliose, una bambina chiusa piena di stupore ancora guardava su al cielo per trovare nuova forza, e dirsi ancora che è giusto quel che ha fatto.

Non voglio piangere. Basta tutta la pioggia del cielo. L'inverno si fa crudele, perchè non vuole andare via. Perchè sa che abbiamo già dimenticato quelle stelle più splendenti dell'estate, perchè è nella sua profondità che abbiamo saputo vedere l'estate infinita, in cui il gelo frizzante era mitigato dalla luce stupenda, di stelle bellissime che ancora, da lassù ci guidano il cuore e per un attimo ci rapiscono al dolore sempre vivo. Che ognuno sente. dentro di se.

Non ho digerito nè il caffè del mattino, nè la colazione. Come non digerirò mai l'autismo. Lo odio. Non odio il cappuccino, non odio il caffè.. e forse nemmeno l'autismo lo odio, è il dolore che vorrei vomitare, o anzi, riuscire a digerire, e non mi riesce, è fermo in un pianto che si è stancato pure lui, di venire giù. Basta la pioggia del cielo.. romAtlantide, piove ininterrottamente da ieri pomeriggio. Strade allagate, non so come farò OGGI. Niente piscina. Ma non possono trattenere Matteo fino all'ora canonica. Incastri perfetti, a ognuno il suo comodo, e io non so davvero come fare. La mia magica utilitaria non è comunque un suv nè un fuoristrada, e le strade, sono piccoli mari nel cemento con buche che là sotto magari ci fosse atlantide per andare a sognare unpò come in un oblò un sottomarico, nella roma imperiale fermata dall'acqua, romaatlantide appunto, una sorta di magia di spartiacque del mondo - di ombelico immenso tra nord e sud, la perfezione assoluta di ciò che fu, o che provò ad essere..

Mi fermo un istante. Raccolgo i pensieri, come acqua che cade dal cielo. Forse le stelle, d'accordo con le nuvole voglio lavare via ogni dolore.

Ho provato a grattarlo, via. E' rimasto il segno delle unghie. Mentre mi aggrappavo contemporaneamente grattavo via il dolore, con le unghie. La pioggia arriva a lenire tutto il male, e lo lava via.. lo lenisce. Ed io penso agli stivali antipioggia che oggi tornano utili. Penso che le lacrime di chi soffre sono tutte in questa pioggia, nell'acqua, che sembra rimettere tutto a posto, anche se crea disagio, disagi. E stamattina, nel letto avrei voluto dormire ancora un pò.

Il vento gelido, improvviso dopo la traccia di primavera, nei gradi e nel pallido sole, e vento di scirocco, era la mano invernale tesa alla primavera, ma marzo è un mese stranissimo, da sempre, e l'inverno, non vuole andare via, vuole fissarsi e lasciare un ricordo eterno, vorrebbe lui, al contario essere indimenticabile.. allora si fa severo il suo vento, vuole vedere se resistiamo è una prova di forza dolce, alla fine, mi ritira fuori la scrittura, sembra volere rimettere a posto, anche ciò che non si riesce a digerire.

Dove porterò Matteo, oggi? come riuscirò a tenerlo in casa? Questo ragazzo è diventato altissimo. Sale le scale di scuola da solo.. piano. Leggermente incurvato. In quella curva solitaria c'è una sorta di rassegnazione personale e dignitosa, che sfocerà poi, in calci al banco. Il silenzio sa parlare e dire, e fissare quel momento che si porta appresso tutta me stessa, ed è per quello che non riesco a digerire. Il mio diario si fa scomposto, non lineare, purtroppo; mentre invece io so, che un diario asciutto e stringato, sarebbe opportuno ad accompagnare l'autismo e me.

Febbraio ha accompagnato nel cielo e nel sole, e nelle stelle, le mie decisioni. Ho ripensato indietro ad un pirata, ad un principe e ad una vampira solare.. (sorrido). Ad un funghetto ed  ai mie lustri che avrei voluti più scintillanti.. forse le stelle, lassù brillavano a dirmi, che è stata quella la connessione che la mia retina ha fissato nel cuore. La retina nel cuore ha permsso alle stelle di brillare, di fotografare nella memoria non solo le paranoie, il dolore e tutto quello che non riesco a digerire.. le stelle, luminose per un attimo hanno davvero portato via tutto, e mi hanno fatto comprendere, completamente, gli attimi immensi ed infiniti, in cui siamo un tutt'uno con tutto il nostro stupore e forse non ci siamo più - siamo completamente persi nel tempo .. sospesi per sempre. Leggeri e un tutt'uno con la natura in una stretta dolce e immensa, che vorremmo restasse in un letto tra la pioggia e il calore di una persona che la dividesse con noi.. non sono invidiosa, di chi, stamattina ha vissuto tutto questo.. sono certa che questo esiste, a me basta di crederci, e non perchè sono una sorta di personcina che si accontenta.. no. Sono una persona che ci crede, perchè altrimenti non ci sarei più , qui a dirlo..

Vorrei continuare a scrivere ancora..

a far sgorgare le bellissime parole avvolte nelle rose della val d'orcia, o nelle bellezze delle opere d'arte di questa nostra terra. Vorrei dire, che la città eterna, non può essere spazzata via da nessuna orda barbara che ha sotterrato ancor di più gli illustri pennelli e l'illustre pensiero riducendo solo ad orda di barbarie la civiltà umana.. questo i miei occhi anche hanno dovuto registrare, in qualche cosa che non dimenticherò più.

Sono tempi strani i miei.

Gli uccellini non ce la fanno a cantare. Contano forse le goccioline anche loro. Non vanno in letargo, resistono. In posti asciutti e piccini, si sanno fare piccini che non si vedono più.

Ma stamattina e stanotte hanno accompagnato il mio sonno; il loro cinguettare mi ha dato la forza, di sentirmi ed essere come loro. Che in tutte le prove, che mi è dato di provare, che atterebbero un bisonte un bue, io sono proprio come loro. Che riescono a cantare nella pioggia battente di questo marzo iniziato crudele, e che sembra volere far affondare in mondo.. ecco loro resistono ed io, sono come loro.

ieri il mio cavaliere, ha ricominciato a cavalcare, dopo l'assenza di quasi tre mesi. Io rilassata in macchina ero avvolta in una sorta di torpore, come se tutta l'ansia accumulata degli anni precedenti non ci fosse più.

Chiedo alla pioggia e a questo tempo nuovo, una possibilità ancora nel quotidiano. Mi dico, che è già una ricchezza di questi tempi, aspirarvi ancora, al quotidiano. E voglio raccontare di te, piccolo grande uomo di acciaio, e di me.. che non so come farò.. ora, che le decisioni e le scelte sembrano pesare di più della pesantezza di quando non si erano prese! è un peso strano, questo nuovo. Una consapevolezza della novità di cui non avremmo voluto nemmeno sentire parlare, ma premeva fortemente perchè era quella l'unica strada praticabile, tra le macerie.. invece di ogni giorno costruire ciò che cadeva rovinosamente ogni volta di nuovo giù... forse era solo una sorta di paura a non incamminarsi.. sì. Questo è.

Respiro profondamente. vado alla mia quotidianità, con un sorriso del cuore a chi poserà i suoi occhi sulle mie parole ingarbugliate.

Ogni volta che occhi si sono fatti mani, qui, hanno anche asciugato lacrime e toccato e condiviso sorrisi.

Sono un pò stanca per la play list..

tornerà forse il tempo della scrittura scintillante insieme alle note a profusione..

Vi lascio con un brano che ha scelto il mio Matteo e con l'immagine di saluto al mese passato.. ciao febbraio 2015..

Matteo non ha esplicitamente richiesto il brano..non ne è capace.

Ma mentre io lo ascoltavo è uscito dal bagno.. si è fermato “non la togliere mamma”, da li ho capito che gli piaceva.

Tanto.

E' strano lui sa fare magie.. quando continuo a chiedergli chi è quello? Lui dice “io”. Ed è allora che il bimbo sul mondo che vuole toccare una stella, sembra crescere anche lui, insieme a noi, in una sorta di illusione buona, a portar via tutto quel che di sbagliato c'è stato, insieme a tutte le paranoie, di cui vorrò scrivere, o forse si dilegueranno da sole, dentro di me, piano piano torneranno tutte a posto.

 

https://www.youtube.com/watch?v=9FPttLYUHz4

 

 

 

 
 
 

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Post n°1071 pubblicato il 14 Febbraio 2015 da Roberta_dgl8

 

Peanuts

:-) mitico Bracchetto

Peanuts

 
 
 

Post N° 1070

Post n°1070 pubblicato il 08 Febbraio 2015 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Scrivo ancora. Posso farlo. Mi viene, ne ho bisogno. E' più forte, di me. Non è un calcolo; più forte di una necessità, è prorompente è lenitivo e indispensabile.

Ho buttato fuori ad ogni occhio qui, distratto e non, tutto quello che avevo dentro di tossico e nel momento che si è aggrappato a queste righe formattate, è divenuto medicina, per me: ho trasformato il veleno in medicina.

La notte di ieri, la sera era viola scuro. Quella di stasera è blu, di un blu introvabile in natura che non sia la notte del cielo, il cielo di un velluto che mi è compagno insieme a mio figlio, e al mio cd. Al nostro cd di un vino buono e dolce, sorseggiato e condiviso in note, che per me sono diventate la vita... vita/vite/vino.

La vita. La vita è una scatola di sogni. La realtà anche un sogno. La vita è una scatola di tanti sogni, dove si è contemporaneamente al mare, ad arrostirsi al sole, e ad appoggiare labbra come si sono strette appena mani, in un bacio incollato ed infinito, che mentre lo pensi si incolla al sogno realtà del cielo scuro che nasconde le stelle, geloso. Di loro.

Tremano dietro al suo manto e si amano. E tu te ne vai nella strada infinita della città eterna che si porta dietro le cime dei suoi alberi i secoli e il cielo infinito - che ha dell'inverno l'aria e il freddo ma pennellate di un estate da un'altra parte. In un tramonto pieno di rosa, di arancio, che sa specchiarsi in fiori/frutti sugli alberi dell'inverno, con il sapore dell'estate dolcissima - anche in città esplode la natura. Fra il cemento, l'asfalto magicamente rimesso a posto (gli operai hanno lavorato stanotte sulle tangenziali? !!?) che la mia macchinetta sembra sfrecciare più veloce della luce, in uno sprint ritrovato. Le nuvole si sono ancora riassemblate tra loro, in questo crepuscolo in un imbrunire che si porta dentro ogni colore a fissarlo nei tempi, e ripensi indietro che è sempre lo stesso uguale, eppure ogni scia del cielo che fa giocare sulle nuvole, è lo stile della natura pittrice che ogni volta sembra poter creare qualcosa di più magico. E' questa la meraviglia ancora della vita? in questa città che staglia le sue meraviglie come se fossero gioielli preziosi che non conoscono più il tempo? Prigioniera di questa catena di lamiere che è l'emblema del successo di un capitalismo che ha brutalizzato anche l'eternità, ma che lei non sembra farsene schiacciare. Flash di macchiette; turisti. Le rovine che si mescolano col cielo, e a me, sembra e sento tutto diverso. E' una rinascita ogni giorno, una rinascita nella notte che arriva a chiudere un'altro giorno di piccola vittoria. A far bere gli occhi, - che vai avanti, anche se tutto ti sembra cambiato. La mamma, quel che fu, i ricordi che vorresti cancellati,col presente che spinge e che ti fa anche un pò paura, sì, ti ci fai abbracciare dalle pennellate rosa - perchè le senti dentro, non potresti vederle fuori. Non le percepiresti, così. Beve la mia anima, attraverso gli occhi. In una consapevolezza di avere ancora una possibilità di quotidianità che non venga schiacciata da nessuna depressione. PIù e mai.

La mia macchienetta riposa. Voglio fotografare le cose con le parole; con la connessione dei miei respiri per non sentire bruciare e far bruciare i miei fili sottili messi alla prova più estrema di un essere umano. Avevo bisogno di buttare fuori, quel che voleva uscire.

La mia messa in piega incollata e piena di odori di cucina lavata via ieri e la mia testa gonfia di lacrime da alleggerire il cuore, lavate via insieme alla doccia calda,da allegerire il cuore che ha portato macigni più forti, di lui. Di una settimana in cui ho tenuto testa alle mie lotte intestine alle mie decisioni di cui sono responsabile.

I miei pensieri distaccati l'uno dall'altro li posso incollare in una stoffa possibile. Cucirli insieme alle ammissioni di tutti i miei fallimenti. Il rugby, il corso di ceramica, la possibilità di amici. 

Ho conosciuto la morte troppo presto e ci pensavo oggi. Mentre mi spaccavo la testa con le pagine di un libro difficile. Poi volevo dormire. Di un sonno lieve, sogno nel sonno del sogno, e invece non è stato possbile. Pensieri a tornar su a galla. Come rami di alberi che si porta via la corrente di un fiume. Fluiti, fluire dentro me. Ho conosciuto la morte, troppo presto, e ho sentito la sua mano gelida sulla schiena. Ho sentito la sua potenza nel mio stomaco troppo fragile, - mi è mancata una parte di necessario, e ho sofferto moltissimo. Che poi una mano bollente sulla mia schiena, una villa stile messicano modello diabolik nel mare più bello del mondo, poteva - avrebbe potuto salvarmi. L'ho creduto, mi ci sono abbandonata, come un ragazzo segue un'aquilone; della canzone di Marinella. Forse siamo tutte un pò marinelle?

Mi lascio guidare dai miei pensieri, totali.

Mi fa bene, scrivere. Ricomincerò dalla mia scrittura. E' un diario confuso pieno di parole e sensazioni che è l'unico momento in cui mi sento in pace e posso far camminare il mio amore inespresso insieme a tutte le paure e le vicissitudini che hanno segnato la mia strada. Ho rivisto la mia palestra. Ho pensato alle pareti. Ci sono pareti che erano troppo difficili per me. E l'esperienza, è stata necessaria per dirmi che io, (e l'ho già scritto), sono da atletica (leggera), più che da arrampicata. Ma forse - anzi, con lui e non, ho cercato di camminare con chi, non voleva camminare con me. Col padre di mio figlio, e mentre mi consolido e mentre incollo le certezze che mi daranno forza per procedere, io per certi versi a livello subcosciente, ho cercato di prendere sempre la mano da chi, in fondo, - mi biasimava di un disprezzo mal celato, perchè mutilata da qualche parte, che non era la totalità cui io anelavo, cui dovremmo anelare tutti. Chissà sempre a livello subcosciente lo avevo sempre saputo. Sono stati più forti i bisogni? BASTA.

Un blog non è un lettino.. le parole voglio renderle leggere. Voglio dipingere con le parole, fotografare la mia vita con esse, - voglio ancora la possibilità di danzare - come mi è possibile. Mi sento bene quando scrivo, e questo forse l'amore che è toccato a me.

Ora cerco un ordine in questo presente ora e qui. Che mi permetta di procedere ad una sintesi cui anelo, in cui i miei pensieri li possa mettere in ordine - scintillante e sintetico appunto.

segue play list... che non ho potuto completare stamattina.

1) bellissimo brano beatlesiano, mentre la cronista lo metteva, l'ho pensato e poi lei l'ha detto:-)  brave entrambe:-)    ---->   mi piaceva moltissimo!

http://youtu.be/ajy1xNB-LkI

2) MeRaviglioso Frank Zappa sempreverdeterno   *****    http://youtu.be/Y72cWf59Alo

3) ricordi, miei. * http://youtu.be/FWZf_RBcB_Y

tra un triste country e un lou reed più grezzo e meno torbido, forse.

                        * http://youtu.be/AMtqX1vcFOk;

 

4) gruppo italiano che si rifà al punkdark anni 80   http://youtu.be/AUxOF7eLA_0;


5) gruppo "noise";- ma preferisco i nostri marlene:)) decisamente.. se si copia bene, si fa poi, meglio.. bel fritto misto, poi, con i caius, in effetti ce li avevo un pò sentiti, ma mi dicevo, sto alla frutta.. e invece, mentre li caricavo.. leggevo il loro logo ufficiale  dichiarare di averli sentirli dalla mattina alla sera!, mentre componevano -- tra le più svariate letture , l'arte e le buone sostanze (dico io, questo loro non l'hanno detto).

(Ok, sono una madre snaturata!, dalle orecchie troppo sensibili).      http://youtu.be/8uEKqavkwPM    http://youtu.be/JBGN0rtWQk8


6) Kyuss (già messi),  mi piacciono di più di quelli sopra, credo che metterò questo pezzo, nei box laterali. ...  http://youtu.be/CAXGu81Rk1g

7) sempre loro                 http://youtu.be/n1Egz--4F24      (ricordano i tool, ma più spinti, più metal, diciamo);

8) http://youtu.be/Mji5G1NI1bk  che bravi i nostri Marlene.. forse questa la metto sul profilo. Forse.

E per concludere, dalla DaniMarca, questi che non conoscevo, metallari, ma con svariate influenze.

http://youtu.be/lPHPhII997w

http://youtu.be/Dj1sVQ2qdnI

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e per concludere un brano stratosferico. http://youtu.be/iIGKlicb8n0.


 

 
 
 

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Post n°1069 pubblicato il 08 Febbraio 2015 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Prove tecniche di primavera. Nel mezzo dell'inverno, tutte le nuvole hanno smesso di piangere. Il cielo è terso, ha il colore del mare. Un grigio turchino ha mescolato e creato un colore che ad ovest dei miei occhi ha visto il mare nel cielo.  Nell'illusione preziosa di un sogno ancora possibile. Troppe cose, da dire, rendono mute le mie dita. Gli accadimenti a getto, a scroscio a sposare l'acqua copiosa che voleva trasformare (ma senza riuscire), la città Eterna in atlantide hanno camminato di pari passo. I fulmini e i tuoni compagni di una sorta di depressione naturale ma ostile delle mie giornate, miste a lacrime del cielo e le mie. Dio mi è vicino e compagno. Camminiamo insieme in questi giorni, in cui tutto comprendo. Pensieri come schiaffi. Pugni. Rivelazioni. La solitudine estrema accoglie il calore di ogni lacrima mia. Il pianto  è uno sfogo e fa anche bene, per liberare il grigio dentro noi e poterlo rendere bello, mescolarlo a tutti gli altri colori. A ovest dei miei occhi, tra i palazzi e il verde intenso, prove tecniche di primavera in un inverno che non vuole essere crudele ma solo continuare a segnare e ad assolvere al suo naturale dovere. Abbraccio con la sua primavera che lo attende, con tracce di autunno per terra, nei rossi, in ciò che sembra non esserci più. Troppe parole, per descrivere un corso naturale, non per me. Che ho bisogno di aggrapparmici. Prendo esempio dagli uccellini. Zuppi di tutta l'acqua del mondo. Di una tempesta silenziosa di acqua senza tregua, dove hanno trovato il posto fra le lacrime e il dolore vivo, tutti i miei ricordi, tutto il mio passato. Nel riavvolgimento del nastro zuppo di lacrime e pioggia. Contrasto di calore il liquido mio troppo caldo e il freddo feroce dell'acqua delle nuvole che ha tentato invano di trasformarsi in neve, come forse avrei voluto, come a riportare indietro quelle rughe che oggi si sono fatte più estreme intorno al mio viso. Me lo dice lo specchio, mio amico, nonostante tutto. Più che mai. Là dietro forse ci sei, mio caro, ad aspettarmi senza brame - ma a regalarmi e donarmi tracce preziose di sicurezza, quella che viene da dentro dall'anima e che mi fa sentire bellissima e sicura di me. La mia protezione insieme al sole, potrebbe essere vista come una pseudodepressione che viene portata via dalla stella più brillante, ma non è così. E' molto molto altro.

E' una vittoria nascosta. Una vittoria preziosa. Dell'oro puro quello che cercavano gli alchimisti - che sono stati ciechi. Anche loro.

E allora mille pensieri arrivano a girare tutti insieme con il sangue e l'acqua delle lacrime e di tutto il liquido di cui siamo composti, il calcio e tutte le sostanze.

Intorno a me, macerie. Rovina. Rovine. Mi resta solo questo libro telematico. Questa enciclopedia inesatta a volte. Questo sentiero, salita, filo, segno. Mi resta. Su cui scrivo, del sogno che mi è rimasto. La serenità. La possibilità di una sintesi alla soglia di una nuova stagione, di nuove stagioni possibili ancora per la mia vita che si sta lentamente modificando. Dalla bellezza che sento viva dentro me e che mi fa sentire viva e sicura dentro e fuori, cammino piano su questa tastiera. Trasformo questo piccolo tocco sui tastini di plastica in una musichina possibile, quella che viene dal cuore dell'anima.

Sì.

Copio e incollo subito, per non perdere per non perdermi i pensieri dentro me.

Che sono fragilissimi come gli uccellini che svolazzano tutti insieme a dirmi quanta forza e quale forza possiedono. Il sole sembra splendere ancora di più per far dimenticare tutta la pioggia necessaria anche lei, ma crudele. Perchè ci sarebbe voluto bisogno di carezze, di una coperta di una possibilità di parole come carezze e coperte. Di una mano che potesse arrivare a toccare il ticchettio del cuore, insieme al ticchettio dei tastini del pc. O parole attraverso un filo. Semplici parole del cuore che ha in se purtroppo anche una cecità che sa essere peggiore di quella della mente. O forse è da quella della mente di cecità che dipende quella del cuore, anche? NO. E questo me lo insegna mio figlio. Che nonostante abbia i fili scollegati della mente e sa farsi crudele di una crudeltà che non ha scelto, il suo cuore resta puro e sa farsi più forte del più grande genio.

Sono giorni difficili. Giorni di tappe improvvise e cadute rovinose, piene di sangue sulle mani. DI dolori indicibili. Indescrivibili. Non avrei mai potuto immaginare un aggravamento così esponenziale (forse è un termine scorretto), della malattia che ha colpito mio figlio. Gli specialisti che si sono susseguiti senza successo alcuno e minimo nel corso di questi anni, di questi ormai 14 anni, mi dicevano sempre che era inesatto chiamarlo malattia. Ma cosa è allora. Non avrei mai immaginato che la sua disabilità mentale, arrivasse a toccare picchi così alti. Io che speravao in molte altre possibilità. Cieca forse anche io a non ammettere la verità? o mi sono aggrappata forse ad una montagna sbagliata.. Il soliloquio è ormai ossessivo compulsivo. Le ecolalie in differita mandano il mio stesso cervello in tilt. E la pioggia ci ha costretti chiusi in casa. Perchè la mia macchinetta ha troppi chilometri per quanto è stata programmata. Le ammortizzazioni sono colpi lenti e faticosi, per chi suona dietro te, fari accecanti e vuole la strada e non puoi andare più veloce, perchè la città eterna trasuda secoli infiniti e sembrerebbe sprofondare nelle viscere della terra per una sua eventuali rinascita agli splendori latini illustri e impareggiabili.

Non ci sono rifugi. La scrittura resta muta. Le miserie che si devono attraversare per arrivarci sono peggiori della peggiore palude. Allora sembrano arrivare piccolissime mongolfiere come parole, a toglierti i pesi sul cuore, che mentre si alleggerisce piange ancora e tanto e caldo, e sembra liberarsi. E ti accorgi senza consolazione mentre suonano le campane, qua fuori, che è come quando un dolore passa e dopo l'agonismo e l'ultimo spasmo - arriva un poco di conforto. E la bellezza che ti dice lo specchio in una possibilità ancora d'amore e di affetto è che quelle lacrime di guarigione sono il miglior leefting. Sì. E che riguardarti nel tempo sospeso era solo la leggerezza di ciò che non sapevi essere arrivato prima. La vera consapevolezza che ha un prezzo altissimo per chi è sognatore di natura, e mescola gli elementi perchè non sa essere e sopportare soprattutto gli orrori e le miserie umane e molto di più di come siamo arrivati nei tentacoli degli orrori dell'umanità. Di un globalismo che ci ha visto egoisti e schiavi di mille nodi irrisolti. Prigionieri di tentazioni indotte da altri canali. Inutili.

Le viole e i ciclamini della piscina sono stati una piccola cura benefica. L'uccellino dello scorso anno anche. I ricordi di amore, di tutto quello che ci ho messo ed investito fanno spingere l'anima sul cuore che vorrebbe arrivare alle braccia per abbracciare un'assenza e renderla presenza. Ma forse è invece di nuovo una chiave di lettura interiore per dirmi che è arrivato il tempo di abbracciare me, in una nuova fase della vita. In una nuova prova. Che mi arriva. Sognavo altri lidi.. certamente. Dovrò darle le medicine al mio tesoro. Con la speranza, ancora una volta, che siano efficaci. Che su questa strada io possa procedere in un presente un pò più vivibile. Che spengano gli effetti chimici - lE ossessioni che l'autismo spinge e rende intollerabili e che stanno spegnendo me, e acuendo il dolore che mi rende praticamente immobile.  Inoltre sto affrontando anche un'altra prova, una prova - che chiude un ciclo che avevo pianificato diverso. Non si pianifica una famiglia è vero. Ma ci credevo. Ci ho creduto pure di più di me stessa, forse è stato quello l'errore. L'amore per una istituzione per una cosa di stampo borghese  che rimettesse a posto tutto, dentro e fuori, deve camminare insieme e non creare separazioni deleterie altrimenti la terra marcisce. Anche se le piantine fuori sembrano sane. Lo so che non si capisce, e che forse non dovrei scrivere queste cose, in questo posto. Sig. Libero io ti sono grata, un posto vale l'altro e qui non è poi diverso.. ma, la mistificazione, l'ambiguo, la maschera, l'ego e tutto quello che di ampificato ho visto qui, mi faranno forse decidere di andare altrove. Lo so, che la scrittura d'oro puro e vero offuscano ogni paranoia e anche ogni gioco di ruolo e non e altro che c'è qui dentro, che appare ora ai miei occhi senza disincanto ormai. Forse mi sposterò altrove, in un tempo futuro a cui ora non voglio pensare - perchè solo il mio presente conta più di tutto. Voci di fuori, lampi di sole a giocare con le tende. Devo vestirmi ed alzare mio figlio, che si è fatto oppositorio anche per le funzioni più banali e del suo quotidiano. Alzarsi dal letto. Andare in bagno lavarsi vestirsi. Non dico che volevo una guarigione, anche se c'è un territorio dentro ogni genitore come me, in cui si sogna un campo fiorito in cui il proprio figlio si svegli (trattengo le lacrime), - e si abbracci e ti dica "è stato solo un brutto sogno un incubo". E mentre lo scrivo, ricacciando dentro inutili lacrime, forse è proprio questo l'errore.. non bisogna sognare cose più grandi, di noi. La tastiera si è fatta lenta, come la mia automobile.. come a suggerire, che scrivo troppo come a dirmi che dovrei trovare la sintesi, come a dirmi che le mie parole sono troppo pesanti, io troppo veloce suoi tasti e tutto risulta rallentato. Ho visto tante fotografie, che non riesco più a postare. Non mi va, non c'è la spinta per ora.

Sono giorni, di musica di ascolto di tutto quello che comprendo attraverso di lei, e i canali che la natura mi ha fornito (che non ero capace non volevo/potevo/sapevo/capivo - codificare.

Sì, è il meglio. Quella che ti fa capire anche quello che non sapevi.. che non potevi, anche se - lo ammetto - già lo sapevo e lo dico senza ombra di presunzione.

Sì, lo so, questo post, è difficile e autoreferenziale. Ma stavolta l'unica illusione preziosa è mia e solamente mia.

Di seguito la mia play list. Laddove il post, risultasse indigesto,

suona la mia musica che metto in condivisione.. Ora che il sole è andato di nuovo via, sorrido comunque lo stesso.. :-) vado alla fonte a prendere l'acqua e poi da mia madre. Buon ascolto e buona domenica a chi passa e legge le mie righe della mia Vita. Che vivo con tutta me stessa. Tornerò a scrivere, meglio. O a scriverla nelle pagine (come sto già facendo) del mio possibile.

Un sorriso a tutti voi.

non E' una vera e propria play list, è meglio! e.. trattatela bene, ci sono io, qua dentro.

 

 

http://youtu.be/j7oQEPfe-O8     

http://youtu.be/A8iFcLpz1E8

http://youtu.be/lO1Pt7cXXK8

http://youtu.be/9m9kxv2LB20

http://youtu.be/V3JQyV4dUKM

http://youtu.be/djKde1d2y60

http://youtu.be/DxINTDCLTNA

http://youtu.be/hbXp1svuwXI

http://youtu.be/QUZf-_adUTo

http://youtu.be/ZLthJDXbq6Y

http://youtu.be/5bC_5RGpr_0

http://youtu.be/7g8_Nt8Q6Gs

http://youtu.be/UKQpRgxyyqo

http://youtu.be/-5ojJP8q__8

http://youtu.be/1W2kTnEJKQg

http://youtu.be/dHx5C4O0Cvg

 

devo fermarmi! continerà nei prossimi post.

 

 
 
 

Post N° 1068

Post n°1068 pubblicato il 24 Gennaio 2015 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Nuovo post.

Ricomincio da me, come sempre.

Mi fa bene, scrivere. Mi piace, scrivere. Mi aiuta, scrivere.

Forse, lo scrittoro bello che mi piaceva tanto, non potrò comprarlo mai.

Questo salto nel buio (anzi, nel vuoto), che sto per fare, non mi permetterà certo

uno scrittoio così costoso. Per rimettere a posto la mia vita, annegare nelle carte,

e lavorare, ri-cominciare a lavorare per me, e mio figlio, nelle incombenze molteplici

della nuova vita che mi aspetta.

Non è paura, è qualcosa di più. Nemmeno la metafora, regge. Nemmeno le fiamme del metaforico aereo che sta per prendere fuoco,e mi ha costretta a questo salto, regge.

E allora, ricomincio, da me. Che la scrittura mi sia compagna, fedele. Specchio non di brama ma di aiuto, per affrontare l'ennesima prova, - forse la più complicata e difficile della mia vita, CHE è coincisa con i tempi attuali.. e mi ha costretta ad un "eruzione/implosione" vulcanica deleteria e dolorosissima - al ripercorrere ogni tappa della mia vita che si è sempre coniugata , come per tutti alla fine, con gli eventi del mondo.. certo, è un assurdo beffardo e crudele, il fatto CHE ci sia stata una corresponsione atroce, con i miei momenti più dolorosi con le pagine - nell'intreccio con le pagine storiche del mondo e i tempi che viviamo. Ne ho parlato con una cara amica.. Con cui ho condiviso questa sorta di angoscia.. mi ripeto, perchè ne ho bisogno... avrei voluto un "Paracadute", un pò più sicuro, ... un atterraggio, in un prato fiorito, --- invece che il vuoto, o andare a finire... in un'area desolata.. la metafora mi aiuta.. Si. Allora ripenso non so perchè al piccolo principe, al deserto. Si. Forse averlo letto talmente tante volte (non è affatto il mio preferito), mi torna ora. Ora che ho bisogno di fare tanta chiarezza dentro me, e ri-ordinare ciò che solo fra un mese, sarà storia personale di un capitolo della mia vita che si chiude.

Io voglio l'ottimismo di questo cielo terso turchino e dello stesso colore del blog.. Di questo sole d'inverno meraviglioso, - che è figlio dell'estate invincibile, che si fonde, con questo vento, gelido, - sincero onesto, - che ha mandato via, le nuvole a giocare altrove.

Nuvole che nella sera precedente, hanno dipinto il cielo, come onde di un mare capovolto. Pitturato di rosa, improvviso. In un imbrunire di tanzanite e zaffiri, senza stelle, (che riposavano la sotto, poi una la mia, è uscita fuori, tra le nuvole, più tardi), compagne di uno spicchio di luna, che dormiva anche lei, nel cielo che alla fine, era di velluto e zaffiro calmante. E poi, il rosa, non c'era più... solo azzurro, un azzurro, che nemmeno il genio umano più importantante ha saputo, ritrovare qui, sulla terra, riprodurre.. perchè si è fuso completamente con noi.. anche se siamo stati capaci di creare, opere d'arte meravigliose, quando la spinta di ciò ch egli occhi trasmettevano dentro, di noi, ci ha tirato fuori il genio assoluto.

I miei occhi hanno bevuto tutto questo, il mio piccolo genio della semplicità, la connessione con il cielo, e lo spicchio di nuvola, e poi quando le nuvole sono tornate, come una sorta di zucchero filato, dell'aria, è tornata una sorta di rosa, lassù in cui le tenebre di sono discostate, per permettere al corallo del cielo, di esprimersi, permettendo al respiro, mio, sì, di nuotare, nell'aria... Anche se, il torbido del grigio delle nuvole, era come sabbia, quando vai giù e non vedi, nulla. perchè non devi vedere più nulla, quando tutti i sensi si mescolano, e ti abbandoni, alla natura nell'abbraccio calmante e comprensivo, e la fusione è totale.

Non mi perdo, nella scrittura, anzi, mi ritrovo.

Mi ritrovo nelle piccole e grandi abitudini del quotidiano, nella mia compulsione ch etengo a bada, e, a volte, tenere a bada tutta la mia energia è un gran lavoro!, limiti compresi, e compressi...

Voglio parlare di tanto, di tutto, perchè sono troppe le cose da dire, e forse sì, mi dissero.. fuoco artificiale, che esplode in tanti colori.

Un caffè, lungo, intenso. Leggermente amaro, caldissimo, con qualche lacrima di latte. fette biscottate con miele di melassa.. finchè posso! :-)

Doccia serale, piena di crema, tornare a lavare i capelli un giorno si e uno no. Tornare alla doccia serale sempre. Per tornare all'acqua calda e lenitiva.

Tornare all'ordine, quello vero.. quello prezioso, che permette di rimettere a posto, nella metafora libreria in cui i libri, non si piegano alla polvere .. in cui, c'è un ordine alfabetico, in cui non hai più paura di rivederti, e archiviarti, senza sensi di colpa. E dirti, che cambi libro, e che puoi e potrai tornare a leggere anche gli altri. Un giorno. E dirti, di non avere paura, di guardarti nel piccolo orrore che ognuno di noi si porta dentro, insieme alle nostre imperfezioni, che l'aiuto non E' esterno, ma dentro ce lo portiamo appresso se riusciamo finalmente a sciogliere i nodi inutili e ad intrecciare invece ciò che è utile, per tessere un nuovo quadro nostro. Quello giusto, che ci permette di guardare avanti, senza avere paura di portarci insieme il passato di cui siamo impastati.. il senso di colpa, alla fine, è solo un inutile fardello, c'è la nostra umanità là dentro. Che alle volte sa essere preziosa anche quando è stata una spinta al male.. per farcelo riconoscere davvero, e scegliere - ancora una volta. Ma non voglio adddentrarmi in questo.. torna, perchè ho assistito all'ennesimo sciacallaggio mediatico, alla mercificazione dei miei ricordi, a quello che davvero è diventato il mondo, e allora, mi dico (ed è l'unica consolazione), - che io, poi non sono così sbagliata, PERCHE' - dopo tutto, tutto questo, appunto mi è servito per capire sul serio come sono le cose, e mi perdono anzi e mi giustifico pure e mi assolvo totalmente, perchè mi sono aggrappata con unghie e denti, proprio per non soccombere e salvarmi da tutta una sorta di tentacoli, che ritrovo, nel mondo, spettatrice di qualcosa che provoca disgusto al mio corpo, che respingo in una sorta di protezione, con l'aiuto dell'intelligenza, conoscenze ed esperienze della pelle, quello che comprendo non essere giusto.

Perchè la vita, mi ha insegnato a non voler salire su nessun carro mai. Ma stare un pochino distaccata, ma non in una sorta di ignavia improduttiva e disinteressata, piuttosto, preferire di soffrire, non per masochismo ma per scelta di equilibrio e ricerca della verità, - Quella che fa star bene poi, quella che ci permette di poter affrontare noi stessi, e tutta l'imperfezione e ciò che di sbagliato, c'è nella nostra natura umana. Anche.

Ma voglio tornare alla semplicità.. ci torno.. in questo gennaio, a metà strada tra un'estate passata e un'estate futura. .. Che suggerisce nella sua profondità - che dentro c'è l'estate invicibile.. che ritrovo, nella mia carnagione, nei miei capelli mossi e puliti, ... in quel verde nascosto, che no.. non è il mio. Ma è il verde di chi amo.. della mamma, così lontanta da me, ma è in me. E di qualcuno che non posso dimenticare. Perchè quel momento è piantato negli occhi e nel cuore, non come palo o chiodo, o negativo. Ma come si pianta un seme, come è piantato un seme, che fiorisce di nuovo, ogni giorno... Nel marrone della mia terra e dei miei occhi. che sono gli occhi di Matteo. Perle brune: in cui ritrovo un bambino che non c'è più.

Mescolo tutto, in una sorta di pozione benefica, come un quadro astratto, io pittrice di parole e sentimenti, i miei.

C'era una volta un bambino. ... Ora non c'è più. Ma non è prigioniero di un giovane ragazzo precocemente uomo... torna fuori, quando quegli occhioni e le parole della sua mente/registratore impazzito e distorto, riportano a bomba a suo modo, tutti i suoi ricordi.

Mi dico, che è questo il motivo, che mi dovrà fare affrontare la realtà, che diventerà sempre più dura. In una solitudine, in cui, ci sarà certo, chi (spero!), continuerà a lavorare per lui, e con noi, ma poi, come sempre, sarò solo io, a fare la parte più grande. Come è giusto, che sia. ... Eppure, mi porta l'ottimismo questa giornata, in cui la scrittura si fa respiro tranquillo che ritrovo in un silenzio riposante, in questa casa muta, dove non ci sono rumori. Se non quelli lontani di una città già all'attivo nel week end.

Sono in ritardo, sulle foto.. dicevo. Gennaio, in mezzo a due estati.. io che con la mia macchinetta fotografica, cerco un contatto con la precedente e con le parole, quella futura.

Forse metterò le rose d'agosto della val d'orcia? forse, metterò il bellissimo quadro di cimabue di arezzo? o il mio tesoro sui sedili di marmo di piazza italia?. Forse. Non che non mi piaccia più mettere le foto.. ma registro dentro me, che il tempo passa e muta tutto come se fosse e si portasse con se, i cambiamenti repentinamente.. o forse è solo una sorta di percezione attuale, del dirmi, - che quando decidiamo di modificare profondamente la nostra vita, tutto quel che fu, ci sembra lontanissimo. Sebbene, è una scelta talmente esplosiva, che poi, tornano i ricordi più nascosti, i sogni notturni si intrecciano talmente tanto, da far rimpiangere perfino gli incubi (!?!) - e torna il mostro orrendo dei piccoli orrori, che sono solo nostri, da far rimpiangere i draghi, le farfalle fameliche e le rane.. (ho detto tutto!). . - Ma mi dico, certamente, che è solo il banco di prova delle scelte della vita. Di una vita.  tenere poi a bada i sogni impossibili del giorno, e procedere.

Giornata meravigliosa, che invita ad una gita. In campagna o nei boschi di questo lazio meraviglioso, padre accogliente e a volte severo, che si porta il mio sangue e le mescolanze. Non un invito ad un mare gelido.. perchè vuole star solo, in questo vento fuorioso e fare un monologo per la prossima estate...ma un invito al verde di colline stupende, al calore di questo sole, tra scintille di boschi.. a riempire gli occhi e farmi dire, che insieme al profumo delle mie abluzioni e profumi e creme, e al sapore di caffè, indossare un maglioncino giallo lungo, e il mio vecchio cappotto di lana cammello e fondermi con la natura, sfidando il vento, lasciandomi accarezzare per vedere chi vince.

Non so, ancora, se invece, mi vestirò diversa, e andrò a vedere qualche mostra. Vincere il panico dei mezzi pubblici e la claustrofobia del luoghi chiusi. Se resterò a casa, e farò il ciambellone.

Se come sempre, entrerò nella sorta di navicella spaziale, che è la mia ormai vecchiottina e vecchiotarellina auto (come la chiama Matteo), - e l'asfalto una sorta di gita spaziale, in cui l'autismo, cerca di sorridere al mondo, in una sorta di mescolanza spaziale.

Non lo so. Forse potrei farmi accarezzare l'anima dalla comprensione delle mie amiche.Una lontanta e vicinissima al cuore, l'altra vicina, compagna della mia anima, - del mio passato della prima fase, - che tento di rimettere a posto, tra il blog, di tutte le mie fasi, e di quello che sono in questa sorta di mezzo secolo della mi a vita! non ci posso credere, no, sig oscar, in questo caso non sono d'accordo con lei... forse ho pure molti più anni, o per certi versi nonsono ancora nata, e sto a metà, tra l'abbraccio di un'adolescenza sganciata che resta in ogni molecola del mio corpo (stravizi a parte:-))) e una sorta di incanto bambinesco, che fa parte di ogni mio granello di pelle e di cuore, e di anima e cervello, - che è lei come sempre a salvarmi.

Forse scappo da una realtà, che mi fa paura.. ma no, cerco solo coraggio. Grida di bambini, adesso. ... Ho scritto a mia cugina. Ma ora devo scrivere, una lettera importante (fra poco), e poi sì fare il punto della situazione di questa giornata . Devo comprare una risma di carta per la scuola di Matteo, la colla e finalmente... caxxarola un'agenda per me.

Le cose più facili sembrano sempre le più difficili da fare.

Siamo fatti così

Mentre mi sorrido, e sorrido lievemente, preparo la mia play list... specchio dei tempi, e miei..

In cui il più grande di tutti, da la mano ad un altro, alla luna dell'epifania, ai film vecchi e nuovi che ho visto - nei trampolini benifici dell'inizio dell'anno, nelle distorsioni rock che ritrovo e sento e scrivo, e ascolto e nei miei ricordi, che sistemo.

Per ora.

Passo,

scrivo,

posto,

e chiudo.

(e, se ci riesco, inserirò le foto). :-)

 

http://youtu.be/9_GYrzWmSc4

http://youtu.be/TKQaSZXEK2s

 

http://youtu.be/J3jrWVp2L7U

 

http://youtu.be/YH7jeijCSgk

 

http://youtu.be/t4xlNXYCQKM

http://youtu.be/kWChhdIgT6Q

 

http://youtu.be/R-MSfd2S7lo

http://youtu.be/dq8YcRi7DD4

 

 

 

 
 
 

*

Post n°1067 pubblicato il 21 Gennaio 2015 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Rimettere a posto il cuore,

nelle vicissitudini

della propria  Vita e del mondo.

avevo fatto un lungo post (come mio solito). .. ma,

causa impaginazione è sparito. Meglio così, mi dico, stavolta.

Ringrazio, un blog amico (FAJR), per la meravigliosa poesia.

Ringrazio me stessa, per i due brani da cornice.

libero un poco il cuore, lo rimetto a posto, nelle consapevolezze del presente

a fare in modo

che...

questo post-it,

sia, un PONTE, nel mio personalissimo e delicatissimo momento,

per rimettere a posto, le vicissitudini del mondo, che avrei preteso

e voluto

diverse, per accompagnarmi - da ponte -

nelle scelte e decisioni della mia vita..

che siccome si intersecano, malauguratamente e sempre,

con gli eventi funesti del mondo, e sempre, purtroppo

con la percezione violenta, che va a combaciare ed infierire

sugli eventi della mia vita.

Si chiama vita, però.

E un post, può essere di respiro, e di sistemazione,

per andare avanti. (scrivere una sana medicina).

E fare in modo, che dall'osservatorio di anima,

cuore ed esperienze, di ognuno di noi

si possa proseguire, nella strada che sentiamo di percorrere..

quella nostra.

 

(spero di tornare al più presto!). a tessere parole

e  mescolarle con l'ottimismo

altra medicina.. possibile.

 

                                                              *       *       *

 

 

Il mio cuore è capace di accogliere tutte le forme:

è prato ove bruca la gazzella,
monastero, ove il monaco prega.
Per ogni idolo è tempio, per il pellegrino è la Caba,
è la tavola della Torah, è il libro del Corano.
Io professo la religione dell'amore:
dovunque esso conduca i viaggiatori
là io sono pellegrino.
Perché amore è la mia religione,
mia unica fede.

Ibn 'Arabī
(Andalusia-Siria, 1164-1240) 

 

 

secondo il mio parere fusioni musicali, bellissime...  :-)

 

http://youtu.be/TMETa77dUrg                                          http://youtu.be/nQH3LtNePgI

 

PS. avevo fatto un casino con i link (postando la stessa canzone!). :-/    :-)

 
 
 

Collage

Post n°1064 pubblicato il 09 Gennaio 2015 da Roberta_dgl8

 

disegno naif..

  :-)

 

Aforisma che condivido .. anche se molto spesso me lo scordo anche..

La bontà è l’unico investimento che non fallisce mai. --Henry David Thoreau

 

e...

conTeRRaNei  poetici.

 

 

Per ora, ..

è tutto.

f.to (una metallara atipica:-)))

 

 
 
 

§

Post n°1063 pubblicato il 04 Gennaio 2015 da Roberta_dgl8

Prima domenica del nuovo anno. Se non mi sbrigo, sarà già lunedì!.

 

Primo post sul blog, del nuovo anno, sebbene, fosse già pronto (in parte, dentro me)

 dal primo scorso:-)

 

Luna gigantesca, bianca stupenda, enorme, da far dimenticare quella di ottobre,o sono solo i miei occhi più ben disposti che mai, e lei gigante appare. Alle 17.30, in un cielo azzurro che solo lo zaffiro etereo e naturale dell'atmosfera sa dare in questo periodo, - mi ricorda quella di ottobre, questo pallone bianco lassù nel cielo.. quando appare all'improvviso, quando io, nelle vie anticheromane, cercavo ancora il verde dell'oro al tramonto, che solo l'inverno sa dare. Eccola là, che appare, invece lei, a mezzo cielo, è un attimo che non posso fissare, e insieme al mio ragazzo, la vediamo. Stesso istante! Gigantesca lassù. Non fa in tempo, ancora il sole ad imbrunire fra gli alberi che dal basso sembra arrivare lei.

 

Le scorse sere, era immersa negli arcobaleni, come se fosse tutt'intorno, un arcobaleno di ogni colore le facesse da cornice... troppo piccina e superata la mia macchinetta per una regina più grande, di mè!

 

Ho deciso che ne comprerò una nuova. E' deciso. Ormai.

 

Lo smalto rosso rouge cargonne di Dior non sono riuscita a metterlo. E non ho comprato il fondotinta. Tutto sommato, è andato meglio così. Ne ho uno già di fondontinta bello e nuovo, ancora.. insomma è un compatto una cipria, e sempre tutto sommato, ho fatto bene, a non metterlo lo smalto, con tutti i lavori che ho fatto!

 

La mia cena di fine anno è andata ok. La mamma ha detto che "Ho cucinato bene"- no, dico, no, dico dico "cucinato bene", detto da lei!. Ho aggiunto al menù anche calamari e piselli - sono riuscita a farli in dieci minuti e sono venuti una meraviglia. Le patate al forno, meglio delle sue:-) e senza starle a girare lentamente come  fa lei... lo so, io, Si, mi hanno aiutato la scrittura, e i messaggi di affetto che ho ricevuto. Li ho sentiti talmente sinceri, (lo sono!),  e cari, che mi hanno dato la forza di essere brava. Certo, il pesce al forno è venuto tutto frastagliato (rido), ma l'ho servito tutto sfilettato e ben capato. Poi quando a mia madre ho chiesto se per favore poteva, alla fine della cena, pulirlo lei ancor meglio, è tornata dalla cucina e mi ha detto: ma l'hai pulito tutto!. Insomma sono soddisfazioni!, e tutto in fretta, non con compulsione. Bevuto poco e bene. Senza cerchi alla testa, e senza indigestioni di sorta.

 

Per la prima volta, dopo tanto tempo, sono riuscita a vedere i fuochi brillare nel cielo, sereni e scintillanti, e ora che ci penso, forse il cielo li ha fotografati per farli da contorno alla luna, per vestire il suo bianco perfetto e meraviglioso, e fare uno strato, tra lei e le nuvole. Bellissimo l'effetto!, certo mi dispiace, di non poterle rendere giustizia.. troppo lontana appare al piccolo obiettivo.. e le mie parole, non rendono, ma sono oneste, nella descrizione!.

 

Ci sono delle imperfezioni, nel post it precedente.. Certo, (rido) i fratelli cavallera, non passeranno mai sul mio blog, nemmeno per errore, - ma - credo che si farebbero una risata (spero almeno), visto che ho confuso la loro nazionalità! :-)) ce ne sarebbero di cose da correggere nel post it precedente! ma non lo farò... perchè come al solito, non mi smentisco mai..

 

Però già una volta mi fu detto, che vale di più la spontaneità e la sincerità a dispetto delle imperfezioni e vizio di forma.. :-) mi correggo ORA.

 

Del resto, il senso si era ampiamente capito.. GattoaParigiRomantico, e poi, Metaldoobrasill dell'America latina.. Già.

 

Certo il pensiero là, mi è venuto. Parlando con mia sorella, e una sua amica, che è in vacanza da parenti in Brasile. Fuochi di artificio in spiaggia, e già la mente naviga.. carne buonissima, Matteo sempre in spiaggia, casa, sulla spiaggia, ragazze libere, con cui lui.. magari, potersi(come dire?) divagare? ... mi fermo e respiro, perchè vado di corsa e di fretta, ma i miei pensieri, non sono micini ciechi, ma pensieri di una mamma sempre più provata, dalle vacanzepostnatalizie, da scelte difficoltose, che pensano ogni istante sul tempo e sulle spalle, e sul cuore. Questa finestra, queste mie parole, questa mia scrittura, il mio vestito migliore. No. Non è il nickname il vestito, nè il blog. La scrittura è il vestito migliore, che c'è.. fatato, magico, a volte difficile, sembra non esserci più stoffa, sembra arrivare il buio totale, come se si spegnesse tutto, quando, nemmeno le parole, arrivano sulla tastiera. Perchè logisticamente (improprio termine lo so), non mi è permess di scriverle. Se ne stanno sospese dentro mè. Nell'anima. Aspettano il momento in cui un poco di calma e possibilità di essere registrate di essere digitate, scritte qui, - perchè è difficile a volte, perfino, prendere un telefono. Fare qualsiasi cosa. Quando gli eventi sembrano arrivare a me, come una tempesta. In cui sono senza obrello, fradicia.

 

La depressione incombe, i nervi sembrano spezzarsi (come se l'acciaio indistruttibile, venisse tutto a un tratto disintegrato ) - e sembra scoppiare qualcosa nelle tempie. La vena aorta lassù? l'ho fatta sentire ieri a Patrizia, la mia amica duchessa (rido), unico raggio di sole, in una giornata, di pianto del cielo, ma non mio.

 

La spinta è avvenuta nella speranza dei colori di un arcobaleno che ha illuminato la luna di queste sere, di ieri sera soprattutto. Sembrava dirmi (anche se là per là non avevo capito, di avere la pazienza di aspettare, congelando in quella visione, i miei pensieri, dentro me, e fuori di me, là, nella connessione con il quadro naturale, del cielo, della luna, - senza bisogno delle stelle, dei giorni prima.

 

Matteo questi giorni è completamente dissociato. Scambia la notte col giorno, e i segni si vedono nel contorno dei miei occhi al mattino. Eppure, eppure... c'è qualcosa là dietro, un verde bosco, dietro gli occhi bruni, quando mi strucco, una bellezza misteriosa là dentro nel profondo di me, che  non mente, che vedo. In una risposta di premio, (dello specchio), a quello che passo. Sto diventanto la regina delle massaie.. n'somma, quasi. Spesa, cucine. Pasta e fagioli come crema, con un vino abruzzese onesto.. certo, niente a che vedere, con il mitico umbro Sagrantino. Insomma sto diventando la regina delle zuppe m'presse m'presse. Improvviso pranzo e cena alla bell'emeglio, invento. Improvviso, con poco. :-)

 

Stamattina, ho lavato per terra, in tutta casa. Meglio delle mie due aiutanti. Ho fatto una doccia calda e depurativa (dopo aver sudato sette camicie, anzi, sette pigiami!), trucco, il mio rossetto perfetto sempre dior, compatto, niente rimmel, e matita rosa Chiaro. Mutandine crema, castigate, indumento da bruciare leopardato, regalo della mamma di un natale ormai perduto, canottierina color cioccolato, e pullover a collo alto. Collana di perle, cerchietti d'oro bianco, scarpettine marroni da signora bene (sembra vero!), e borsetta di nappa col fiocchetto, regalo di Patrizia. Mi ha regalato un paio di borse, anzi 3. Una di cuoio, una di nappa col fiocco, e una nera da matta, con le frangie, bella.. Lei è malata di scarpe e borse, io stakanovista, ormai, non spendo un soldo manco in saldo!, domattina spesa, due pigiami per il mio tesoro, due camicette per lui.

 

Fra poco festeggio i tre anni di congedo da lavoro.. già. Non ho ancora scritto a mia cugina e ho paura a scrivere che tornerò a correre.. Perchè poi non lo farò. O almeno non con costanza, sebbene, fare le pulizie - corrisponda ad un'intensa attività aerobica, e sopportare il soliloquio ossessivo compulsivo di Matteo, anche, . non è certo, la stessa cosa. Non lo è. Ma gli ettolitri di birra del passato e gli stravizi culinari (a mo' di fantozzi che apre il frigorfero di notte), pesano sulle mie gambe, che una volta stavano meglio s-vestite che adesso.. Della serie, mo' mi dona più la penombra della luce. Rido.. e sorrido, al tempo che incombe.. come a dirgli, non è che mi frega poi molto..

 

Avevo dimenticato nella descrizione del mio abbiglio, dei pantaloni scozzesi molto belli, con le pences, avrei voluto darli via.. ma invece ho fatto bene. Il complimento del sarto (che aveva fatto diventare verde di invidia la mia capa che giocava a burrago, piena di brillanti, falsa democratica, che non voleva che io appendessi i mie paltò dove gli appendeva lei.. ho visto cose che voi umani...), M.C. un sarto giovane di alta moda romana: sono bellissimi questi pantaloni!, ammazza come sono belli.  Grazie, la bambina dentro, ormai disabituata ai complimenti sinceri e non di circostanza, detti poi, da chi se ne intende. Sono molto eleganti, diceva..

 

E poi cappottino rosso, premio, dei miei diritti ottenuti. COn il beneplacito di mia madre, che nel 2011 mi disse che non dovevo sentirmi in colpa per averlo comprato insieme all'altro modello vintage anni '70, blu.

 

E poi la messa in piega resiste, me l'ha fissata la luna:-) e il cielo verde oro del tramonto romano. Anche se è arrivato troppo presto il mio complice imbrunire, .- che non mi ha permesso di fotografare il meraviglioso tempo sospeso e dipinto di via ardeatina, dove - sui sanpietrini di via appiantica, tornava su tutta la Roma.. quella antica, quella meravigliosa, quella che pure che non vuoi, pure se non vuoi, ti torna su, da sotto e si trasforma e trasforma la nebbia del cielo, e dalla terra crea l'unione con quello che sento/che sono.

 

Scrivere mi fa bene. La calma è un sogno. La calma è un'amica nuova, che ancora non conosco bene. E' sincera lo so. Ma è troppo lontana, da me, ancora. So che lei, mi aiuterà a ritrovarmi, forse non è un'amica, forse sono proprio IO nell'abbraccio con me. E' difficile riprendere tutti i pensieri, quando c'è da gestire una cosa più grande del mondo, e di tutto il suo male. Quando un ferro da calza più grande di un puntale, ti penetra il cuore, e riesce, e ti dici che nonostante questo sei ancora VIVA.

 

Dai sanpietrini e dalle catacombe, che ho visitato da bambina, dal verde oro del cielo, dalla luna gigante, ho ritrovato sogni a grappoli, come grappoli di uva, anche se è gennaio.. è un nuovo tempo, il mio.

 

Se più tardi tornano a bomba i miei pensieri, ancora, tornerò a scriverli.

 

Per ora, è tutto:-)

 

O quasi..

 

vi lascio musicamente parlando,con un concerto che ho avuto il vero piacere di ascoltare (allaTVrai5).. appena arrivato il nuovo anno, è stato questo il suo regalo.. sì perchè mi dispiaceva proprio per il 2014.. andato via.. con nostagia.. anche perchè si porta proprio via il numero 4 (tacc... del conte!!), ma non importa. Comunque, ho sentito questo concerto - io sì sono una metallara simpatizzante al massimo, MA, la musica mi piace tutta, e quando sento certe atmosfere così preziose, certi modi di suonare così particolari, che creano un suono raffinato, ricercato con strumentazione (che io tecnicamente non conosco) - faccio un profondo inchino, - e mi piace, spaziare.

 

Quindi, sebbene mia madre dicesse (mi fanno venire sonno... e poi, le parole?, si mamma hai ragione sulle parole, ma, ricordi? ti faceva venire sonno anche il jazz e il bluss), e il coinquilino molto sinceramente asserisse "me sfasciano i co......i, ) - io sono riuscita ad ascoltarli, con vivo piacere e sorpresa. Ha tentato perfino di far passare il termine "mellifluo", nel descriverli :-) melliflui de cheeeeee! sono raffinati. Punto. Sono bravi. Punto. E' un genere particolare, unico. :-) Mellifluo è lui, che cerca di imbastirmela.. anche se poi si salva in corner, e sostiene che la Musica è personale. Ecco. Bene.

 

 

 

Non rinnego certamente il metallo, ma dove sta scritto che non possano piacermi l'uno e gli altri?

 

Del resto, mi pare che li avessi già messi qui sul blog, ma, questo concerto, secondo le mie umili orecchie, merita.

 

Excellent, ! ... e detto da una Metallara, ci potete credere e fidarvi sulla parola!

 

 

(anche Matteo ha gradito)

 

_______________________________________§§

https://www.youtube.com/watch?v=Q888PBtrWc0&index=1&list=PL2C111A9E998E7743

 

 

 

A seguire, e ad minchiam come non mai, e più che mai,

 

un brano di Giorgia.. Tanto di cappello alla sua voce, e

 

non è la prima volta che la metto. Anche se mi staVa cordialmente antipatica, ma ci somigliamo, anche se lei è stata cento volte più fortunata, di me: può cantare! e come canta!

https://www.youtube.com/watch?v=l2l_bkgPock

 

 

 

(bellissimo clip, a Venezia ci tornerò prima o poi)

 

 

 

 

e

 

un brano dei vecchi timoria..

https://www.youtube.com/watch?v=Wq1m_Ee9Qo8

 

non c'entra molto con quello sopra.. ma non fa niente, ... il diario è mio..

 

E

 

con un brindisi, a tutti voi, con il mionetto, leggermete sgassato (ma è buonissimo lo stesso) e il panettone!

 

 
 
 

Post N° 1062

Post n°1062 pubblicato il 31 Dicembre 2014 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

 

Giornata splendente.. Un sole stupendo, limpido, caldo. Un cielo terso e sereno. Questo vento, onesto, serissimo, forte, sincero e gelido, (3 gradi di tramontana!), riporta tutto in ordine.

 

Certo, fino a pochi giorni orsono c'era scirocco. Nemmeno dieci giorni fa, temperature miti, come se l'autunno riportasse indietro l'estate, si, perchè - all'ora di pranzo, qui, c'erano 20 gradi.

 

Sono tre giorni, che qui, nella città eterna, l'ondata di gelo sembra eterno pure lui! - Se non ci fosse il sole, sicuro che nevicherebbe, (ieri pomeriggio tardi 0 gradi)

 

 ma il sole, bacia la città eterna - e sembra dirle, che è poi vero, certamente, che durerà poco questo freddo a cui nessuno qui, era più abituato. Era dal 2011 che non faceva così freddo? o dall'anno della neve? qualche giorno, ma - non così. Stamattina alla fonte, una signora, mi ha detto che le figlie che stanno a Cormayeur in vacanza, le hanno detto che là fa più caldo 6 gradi. Ma lo sa che ci sono 3 gradi? si certo che lo so! tre gradi di tramontana! ma non eravamo preparati soprattutto dopo lo scirocco!, - sorrido mentre prendo l'acqua che non mi sento più le dita, le mani, e la testa!, c'è voluto il coraggio mio ed anche un poco di incoscienza.. quella naturale mentre scendeva, calda sembrava!. Oggi ha dato il meglio questo vento. Semba baciarmi pure lui, anzi mi bacia, mi accarezza, mi fa, BENE.  Ci metto un pò ad abituarmi ai cambiamenti, è vero. Ma poi, poi, sono forgiata. Mi riviene in mente il nonno con la giannetta romana:-) e lui in giacchetta anche con - 2. Razza lombarda forte. E la nonna, anche. Con i suoi zoccoli sotto la neve altissima e la fabbrica, cresciuta a stracchino e lavoro. Emigrante anche lei, prima in svizzeara e poi in francia. Nonnina, mi sorridi da lassù. E anche l'altra nonna, e gli altri nonni.. sulle montagne della rocca, nel panificio.. il sangue mi scorre, nei loro ricordi, nelle razze, miste.

 

Il coinquilino, dormiva, io ero già alla fonte. E mi venivano in mente le donne di una volta, che lavavano i panni con quel freddo. Chissà perchè mi vengono in mente certe cose. Forse scorrono nel mio sangue, forse, perchè ho sempre avuto - il pensiero, verso chi nella propria vita, ha cercato di darsi da fare, - non solo per chi ha usato l'intelligenza, per scoprire/costruire/creare, MA, anche per chi, ha creato dal piccolo la quotidianità del proprio esistere con la calma e la pazienza, servendosi di ciò che la natura, DAVA. Con coraggio e fierezza.

 

Questo inverno arrivato così improvviso, mi fa sentire l'estate dentro, invincibile, e insieme si amano, dentro me. Sorrido ai miei pensieri, - ogni anno, ogni fine anno, mi sembra un rinnovo di  un crepuscono infinito, anche se lo specchio mi saluta diveramente.. e ho dovuto rinunciare a quel bellissimo fondotinta nella profumeria, dove prima ero di casa.. Forse dopo esco e mi decido. A comprarlo. Ieri seduta dal parrucchiere, sfidando il gelo. Tagliati i capelli. Via la scalatura.. :-) bastano le scale, già che devo fare ogni giorno. Pareggio, e messa in piega con le onde da signora. Insomma... sembro:) ordinata, con i capelli lisci e le onde, create, e i capelli di nuovo quasi pari. Sto meglio. O MEGLIO.. mi sento, meglio.. I capelli spettinati sono miei, certo, appunto. - Ma mi volevo sentire "diversa", e sto molto più ordinata, e forse, quel fondotinta..

 

:-)

 

Ho già fatto aprire i lupini, il profumo ha invaso la casa. Ieri sera la mia pasta e ceci è stata divinizzata dal hot ratz:) si rido, perchè è l'unico cd che calma Matteo che Dio abbia in gloria F.Z. - anche se lui non ci credeva molto.. ma secondo me, è nel girone dei geni di Dio!, .-- e Matteo mi permette di poter cucinare.

 

Non posso farlo uscire fa troppo freddo e non potrò indossare il mio vestitino canonico dei miei mitici amici cinesi (chi mi segue da illo tempore sà e ricorda), del mio vestitino con le paillettes, corto, e versatile. Nada, quest'anno no!. Pantacalza da neve, nera, camicetta color radicchio (rido), come quello che ho già pulito alla perfezione, e sopra , un maglione traforato sempre color radicchio a mezza manica. Chiama angeli, e forse, trucco da signora.. come una volta.. VEDREMO. Anche lo smalto naturalmente.

 

Matteo continua a dirmi che vuole uscire. Ma non posso. Lui vuole andare in macchina, e la città  è abbastanza incasinata, con tutte le manifestazioni, in centro non posso andare, e ho già stamattina, trovato il posto occupato.

 

La casa è avvolta da una nube di calore e di roba cucinata. Ho fatto dei crostini al burro a alici, e un sughetto per lui. Per stasera, qualche crostino al salmone, spaghetti con i lupini, spigole al forno con patate al forno, poi radicchio e vino bianco. Tutto molto semplice.. e forse, sarà l'ultimo capodanno.. pseudonormale? forse..

 

Verrà mia madre.. insieme a F. Zappa anche Lei ha un buon effetto/affetto su Matteo.

 

Un buonissimo ascendente. Matteo non ama i "botti", - l'evoluzione del suo autismo ha affinato i sensi.. è - sempre stato un sensoriale, ma ora ancora di più. Non riesce a sopportare una serie di rumori, i volumi di un certo tipo, certi timbri, e tanto altro. Le sirene lo destabilizzano, e, soprattutto - dopo che il suo orecchio si è abituato, anche ad un rumore molesto, non riesce a riabituarsi al silenzio di prima, COME SE, gli creasse sia dolore il rumore, che il silenzio - dopo che il suo orecchio e il suo sentire si sono abituati a quel rumore. Inoltre, improvvisamente, lui, nella sua mente, qualcosa si offusa, e di punto in bianco, è capace di arrabbiarsi improvvisamente, e, per sfogare la sua rabbia, "si inventa", se così si può dire, - che si è arrabbiato chi in quel momento gli è a tiro, e lo colpisce, - la maggior parte delle volte, solo con la rabbia.. quando si tratta di me,al contrario, diciamo così, la sua rabbia si fa più concreta.. Ne sorrido, perchè ormai ci sono abituata, e come se fossi un pugile, o una karateka, (si scriverà così?) , lo schivo e mi faccio vedere più forte, di lui.

 

Non voglio che chi mi legge ne risulti spaventato.. questa fine anno, mi porta lo svelamento del mio raccontare, il suo autismo.

 

Fuori, un'aria freddissima gelida insieme al sole, danza. Sembra il 2014 fissarsi così. Sento che non se ne vuole andare!,prima pensavo... sono io che non voglio che vada via? è come un procedere per non perdere? nulla? indietro? - o è proprio lui, che danza, con me, ed io, con tutti gli anni indietro, nei rimbalzi del tempo, a passo di danza del vento?

 

Ieri, ieri, il vento mi ha molto agitata.. - oggi mi da forza, di dipanare, ancora, e salutare, come se, il mio scrivere, insieme ai botti fuori, al sole che sembra fissarsi in un attimo di eterno, costringesse questo tempo, a fermarsi. Forse siamo stati NOI - proprio noi, a non volerlo fissare... a mascherarci per non camminare insieme alle trasformazioni. Non sento gli uccellini questi giorni, non sono una studiosa, ... mi piace immaginarli nel loro nidi al caldo, non morti, ma nascosti nel calore delle fogliame. Chissà? Molti merli, e merle, - pochi gatti randagi, molti gabbiani, (troppi) cornacchie, quelle non mancano mai. Ma soprattutto sole, vento, tempo, non andare via.. :-)

 

abbraccia il futuro prossimo, tieni stretto il passato - e - sfida questo presente con amore e calma.

 

Io ieri ho fatto una scorpacciata di musica metal heavy metal, perchè insieme al freddo, alla messa in piega mia classica, sembra aver rimesso tutto a posto. E... non voglio deprimermi/rattristarmi/sconvolgermi - per tutto quello che capisco - che ho sempre capito.. ma forse aggirato.. ora, è qui, con me, anche Lui. Quello che capisco, tutto quanto.

 

 Mi auguro e vi auguro tutto il bene possibile, a tutti, ma proprio a tutti! tutti quanti .- compresi tutti. Indistintamente!

 

Buon anno ! buona fine e buon principio!

Play list Metallara di buon auspicio:)

 

dopo il gatto a parigi:-)  ... par condicio     -----> metal portoghese https://www.youtube.com/watch?v=NiwqRSCWw2g

 

E a seguire, classic metal 

7 pezzi degli iron maiden rigorosamente di mia scelta :-)

niente da fare.. il metal tutto in ordine aRimette!

https://www.youtube.com/watch?v=t9WU57ovl5g

https://www.youtube.com/watch?v=ZM1zAVXKdXg

https://www.youtube.com/watch?v=E50QazmwP7M

https://www.youtube.com/watch?v=E50QazmwP7M

https://www.youtube.com/watch?v=Zjdc1Y46NL4

https://www.youtube.com/watch?v=t7zk4as9kzA

 

https://www.youtube.com/watch?v=H4MM_hyJk9c     s u p e r

 

Ed ora, per concludere, un chitarrista, CHE

secondo le mie umilissime orecchie, è superlativo, e misà

il migliore.. come avevano/avevamo già decretato - attualmente vivente.

https://www.youtube.com/watch?v=M_0nlK_0ChI

Si, io non sono nessuno (ulisse!), ma- jon petrucci, ok, e tanti altri,

ma è come se, codesto, a parte, la sua preparazione .-- unisse anche una dose di umiltà.. che non so descrivere.. pur essendo un virtuoso è piegato alla musica, umile servitore..

per me, naturalmente.. pulito, lineare - spettacolare.. fluente. avvolgente mai stancante.

Naturalmente stiamo parlando di chitarristi di questo livello qui. E naturalmente la chitarra è dichiaratamente e ineluttabilmente regina assoluta.

E parliamo comunque di metallari.. :-)   ... ma di metallari dell'Olimpo!

https://www.youtube.com/watch?v=M_0nlK_0ChI

https://www.youtube.com/watch?v=Otmw7tt3YgY

CHE COVER... ! https://www.youtube.com/watch?v=h35FZ6lyzRI

... in una spettacolare esecuzione blues:-)

https://www.youtube.com/watch?v=a4l1Jk3ZCb4  ok... certo, troppi grappoli, forse, MA, non ne risente, il blues... sono grappoli a pro-fusione..!

ciao 2014... te ne vai con la luna più bella che c'è! compagna di un cielo stellato... che appare dopo il sole, e il vento, e il cielo di prima giorno, tuo ultimo, mentre scrivevo e mettevo la musica.

Buon anno! buona fine, buon principio.

 
 
 

Post N° 1061

Post n°1061 pubblicato il 29 Dicembre 2014 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Ciao Foglio bianco telematico. Bianco come la neve? qui, non nevica, naturalmente.

Non credo che bisserà, per fortuna. La neve a Roma, può essere fascinosa, vista da una finestra - chiusi, in un agio ed un tepore esterni od anche interni, MA non è il caso..

sia fatta la volontà del clima.

Vento gelido di tramontana, l'ho visto alla finestra, percepito appena mentre tiravo su la serranda. ... Sono le 8 è ora di alzarsi!, dice il mio telefonino piccino e poco evoluto. Mezzo unico solo per telefonare, e scrivere appena qualche messaggio di affetto.

Mi sono alzata, nonostante il caldo mio lettino, invitasse a restare. Devo riprenderla l'abitudine, o, quando ricominceranno le scuole, sarà tutto più difficile. Se poi, la temperatura, dovesse decidere di restare così (non credo, visti gli sbalzi ormai classici), - allora, bisogna appunto alzarsi, a maggior ragione.

Lavato il viso con acqua gelida. Sistemata la lavastoviglie. Un the, doppio, bollente e sincero, più onesto e doppiamente bollente del caffè della m'annoia:-) non me ne voglia.

Accompagnato da un fettina di panettone artigianale, senza zucchero, rigorosamente il the, con limone. La scrittura accompagna il mio presente. C'è un silenzio irreale, sono ormai le 9 passate. Aspetto che arrivi qualcuno alla porta, e accompagna la scrittura, piano piano, la mia calma. Come se suonassi uno strumento per stemperare, la paura, l'ansia, che a dire il vero, non ho. Ma internamente, se le chiamo. Non le voglio chiamare.. forse c'è il fatto di voler chiamare il postino, ma magari più tardi, non ora. Quando ancora tutto dorme. Come nei film ma la tastiera, non può sostituire il pianoforte, almeno è più silenziosa!, e la vita non è un film, anzi, sa essere pure meglio. volendo..potendo. Decidendo. Ma col cuore.

Mi lascio guidare dai pensieri. Quando in questi giorni, mi  è mancato non solo il tempo, ma anche - la giusta concentrazione per il mio concerto personale:)

Volano i miei pensieri, dentro me, come uccellini che stamattina non sento. Eppure ieri, c'erano. Li sentivo, insieme al sole, che spingeva tra le nuvole. Ho sentito proprio la sua spinta. Non credevo di poter sentire tutto questo. Uccellini a parte. La spinta del sole, che - nonostante il freddo arrivato improvviso, fa sempre il suo lavoro, insiste stella di giorno, ad illuminarlo e dargli un nome. Tra il vento che impazza e colpisce e si fa duro, e i colori di un autunno che non c'è più, e rimane ancora, stampato per poco. Tracce di colori, appese ai muri.. se solo fossi più dolce, inverno.. ma non puoi. Ma non importa, direi.

Sole che spingeva tra le nuvole, e dentro me. Tirandomi fuori il sorriso interno, che è la parte migliore, di me. Quella parte interiore, che - resiste, alle ondate di depressione a tratti, che si mescolano ai lati del mio carattere, e a tutto quello che di volta in volta, devo affrontare.

Natale se ne è già andato. E i pensieri di affetto e ponti costruiti, hanno sortito l'effetto di stemperare, la mia tensione, insieme a qualche goccia dolciastra e alla doccia calda e onesta di un' acqua termale sognata.  Mi hanno accompagnata i messaggi di affetto. Poesia e affetto - imprenscindibili.. l'una dall'altro, fonti di bellezza. A stemperare e modificare le brutture, che il Natale porta con se.. e mica solo cose belle e lampadine e pacchetti. Niente regalini quest'anno. A parte il giovanottello, e il mio piccino nipotino.

Lo smaltimento dell'anestesia, è stato orrendo. Per usare una parola dolce.

Certo una spiaggia del sultanato dell'Oman (una a caso) deserta e sperduta, sotto un sole caldo e più intenso, sarebbe stata meglio, che la tavola familiaRe, spezzata ormai dalle vicissitudini dei tempi, che non possono essere come quelli indietro. Nel bene, e nel male.

E' stato il primo anno, che nemmeno qui, sul blog, ho fatto gli auguri al mio ragazzo.

Certo, nel post precedente, si capiva. MA. è stato diverso, quest'anno.

Lo faccio ora, mio tesoro grandissimo. Auguri! per i tuoi 14 anni. Magari dopo metto la tua fotina di questa estate, - ora che è diventato difficile anche scattarti una fotografia.. e non sarebbe inesatto.. forse. Perchè avevi già 14 anni come millesimo, io madre impiastro che avevo chiesto se ti potevo registrare il primo dell'anno (rido) e l'impiegato, e che stiamo nell'800? - e vabbè, santo Dio, solo qualche giorno, solo 4 giorni!. Non si può. Siamo diventati riogorosissimi, laddove non dobbiamo.

La vigilia, è andata bene. Meno il giorno canonico, peggio il compleanno.. E' tornato tutto su, il passato, quello più recente. Gli anni in cui i segni erano meno evidenti.. E' successo tutto così in fretta! quando i figli crescono, il tempo è inesorabile. Lo è ancora di più quando un disturbo atroce li tira continuamente.. ho rivisto le foto, sul mio vecchio pc. Occhioni, e stecchetto di ghiacciolo, e un altra aggrappato alla barca che ci portava via da ventotene. Quando le meduse ti riepirono di bruciature, e tu, zitto e dolce, senza dire nulla. Quel bimbo non c'è più... esternamente. E' tra le pieghe del collo ancora tenero, nell'odore che sfida la crescita, e si mescola ancora, alla tua giovinezza appena arrivata, alla barbetta che punge i baci e alla vocetta che non c'è più, ma una terezza che resiste, nonostante l'autismo ora, abbia consolidato e firmato definitivamente ciò che prima era solo spettro.

Già.

Domande ecolaliche a ripetizione, compagne dei miei giorni. Ma non mi distruggono i sogni possibili. Eh no!. Non glielo permetto. Anche quando tutto intorno crolla, io procedo, sempre sul filo. E' ben teso. A volte è in salita, a volte sembra volare giù a picco. Quando le scelte mie personali, diventano di una pesantezza inaudita, e allora altre spinte dolorose e malsane arrivano. Si fanno malsane, perchè la contropartita delle scelte, non l'ho convogliata bene. Questo scrivo, soprattutto per me. E chi mi vuole affettuosamente leggere fra le pieghe del cuore, sa che lo faccio perchè mi farà stare bene. Sono le mie autogiustificazioni. Quando tutto si fa atrocemente troppo pesante da sopportare, ed io, a livello razionale mi perdono , ma vorrei sì perdermi in altro modo e non ritrovarmi come mi ritrovo, in un rovescio di una medaglia - che mi da l'orrore. Ma anche questo fa parte del mio esistere, e anche questo ha una sua spiegazione.  Che libero, qui.

Domande ecolaliche a ripetizione. Muri che tremano e vibrano. E a volte, penso di essermi accanita troppo anche con altre scelte. Ma un antipsicotico a 14 anni, appena compiuti, - mi dice che l'accanimento per ora, è la scelta migliore, ancora.

Si pianta sotto casa, mi è impossibile farlo salire. Devo salire a casa, e minacciarlo con l'appendiabiti.. una scena impietosa, che a lui, altresì, lo diverte tantissimo. Un'amica, qui, mi diceva, che non sapevo raccontare bene, di lui. Mi resta difficile, nonostante io, abbia una scrittura abbastanza sciolta e spigliata. A volte.

Non so cosa succederà. Vado e procedo a braccio nella mia vita, con l'autismo sembra tutto inutile. Quando poi fai la somma, e, ti rendi conto, che per certi mali, servirebbe un'agio che non c'è. Ma ancor più di un agio.. una situazione economica di un certo livello. Badante, educatore, etc etc. Mi ripeto, come a chiudere un cerchio. Ma a me, non importa di non poter pagare un paio di stipendi. Ne di non poter viaggiare ad alti livelli. Io per me, già ci viaggio. E' ben facile, stare bene con tanta grana.

Io mi affido al grano del cuore, alle risorse che la vita mi ha fornito, alle esperienze di cui è stata maestra ed io allieva in prima liena e da primo banco, fedele, in un certo qual modo.

Ieri sono andata al cinema. Siamo andati al cinema. Tramite una delle associazioni alle quali sono iscritta, mi si informava che a trastevere in un cinemino/studio, c'era una programmazione solo per "loro".

E così, dopo il nostro caro sig. fredriksen (up), e il nostro adorato topo cuoco e saetta mcqueen, .. vecchi ormai cartoni megamoderni e digitali, siamo andati a vedere "un gatto a parigi".   Lui.. che non vuole più guardare NULLA. niente più cartoni nè dvd dei suoi musicisti preferiti. E' riuscito a vederlo. Un cartone di quelli di una volta! disegnato! bellissimo. Con i personaggi con i visi lunghi alla modigliani. Una piccola perla che si è subito scaldata su di noi, che ha scaldato il corpo ed il cuore. Ho fatto bene ad andare. Mi sono resa conto di altre realtà.. non che non lo sapessi. Ma - reggere uno spettacolo, in mezzo ad urla ossessive, a comportamenti anomali, e riuscire, a non impazzire e non farsi uscire un'emicrania è stata una grande vittoria. .--- la disperazione di un giovane padre, ed un piccino, anarchico biondino, e una mamma distaccata che doveva governare anche l'altro figlio, normodotato. ... E un altro, che diceva cose assurde, un giovane ragazzo.. che diceva cose ben peggiori di quelle che escono dalla bocca di Matteo al meglio del suo austismo, è stata si una coquista per me. Ma non la conquista del mal comune. NO. C'era il vedere il faccia la mia realtà. Dove l'odore di un vecchio cinema d'essai... mio figlio vicino, il suo rendersi bene conto, del mondo a cui appartiene, nel senso, che poteva dare sfogo alla sua realtà anche lui.. sebbene, sia riuscito benissimo a resistere alle urla, di una bambina che - aveva dentro se, i fili completamente scollegati e una vitalità scollegata da quei fili..

Mi fermo io, e respiro, ora. Forse non pubblicherò?

Insieme allo splendido cartone, ero avvolta da un abbraccio di amore, là dentro. Dal desiderio, piccolo e grande, un giorno, di poter vedere un film così, in un piccolo cinema, con la luce non completamente spenta ma soffusa, e non a volume altissimo. Con quell'odore, e i piedi un pò freddi. Forse qualcuno me li scalderà? (se dovessero essere freddi, ma non ce ne sarà bisogno?) rido. Io che vado sempre a  fuoco..

mi sono ritrovata, là dentro. Nell'affetto e sopportazione che genitori come me, - impotenti e rassegnati debbono affrontare ogni giorno, dinanzi alla vita, ad una vita che ha deciso o chi per lei ed insieme a lei, di dare un compito più grande di tutti. Avrei voluto non finisse mai la programmazione.. persa ma ritrovata in disegni fuori del tempo, in una Parigi che sempre sarà nel mio cuore, nei suoi tetti disegnati - che disegnavano anche per me, bambina. E' stato bello, una carezza, tipieda e dolce, a contrasto alla severità del vento gelido di tramontana, che rendeva la città eterna altera e serissima. Ma riscoprire di nuovo, trastevere con l'autunno appiccicato bordo' ruggine e verde, su un muro, e i suoi abitanti affacciati alla finestra, nei vicoli lunghissimi e senza tempo, con un cielo pieno di stelle e una luna con lo spicchio più grande, è stato il mio presente ritrovato. Ero a posto. Ed ora lo dico e lo scrivo, in questi ultimi stralci dell'ennesimo anno che se ne va.. mentre qualche giorno prima, rivedevo i miei perfect day, con i capelli più lunghi e più belli, le ilusioni del tempo?

Meglio ora. La consapevolezza, non appare -non sà forse apparire in una "foto", o almeno non completamente,.--- te la ritrovi, invece, in fondo agli occhi, quando ci vedi in fondo, dei diamantini di luce, quando ti sembra che i tuoi occhi siano perle, ed anche se non riesci a superare fino in fondo tutte le paranoie che ti hanno sempre accompagnata e che tornano a fasi alterne in tutti i periodi della vita, ti fanno sentire, e pensare, appunto, che la vita, la vivi addosso, la senti addosso, e che proprio quando SEI, che sei la perfezione di te, - perchè anche attraverso la tua imperfezione che ti porti appresso, sai, che la superi, e lo farai, perchè è proprio quello, che vuoi.. che hai sempre voluto, e tutto ritornerà un giorno, per rimanere davvero incollato per sempre. Aprire si certo il nuovo libro, - perchè è questo che vuoi, e sorridere, al passato, come quando il sole spinge sotto le nuvole.

 

26.12.2014 : Auguri Matteo!

e auguri anche un pò a me.. sono nata e rinata, anche quel giorno...

lo rendo migliore qui. Perchè è questo che sa fare la scrittura..

 

Buon anno, a tutti voi, un pò inticipo ancora.. ciao 2014 ti voglio bene..anno importante di consapevolezze. Anno da staccare sul calendario, ora che sembra di fissarti e non andare via, mai.

https://www.youtube.com/watch?v=fnITaVRRYxk

 

 

 

 
 
 

§

Post n°1060 pubblicato il 21 Dicembre 2014 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Penultima domenica di questo anno.

Benvenuto inverno.  Nel suo splendore. Un cielo terso, stamattina, un sole abbagliante, faceva ridere dentro me, i miei occhi, pieni di natura spettacolare. Incantata ancora una volta. Bevevano il cielo i miei occhi. Dopo il trampolino di ieri.. nuvole azzurre, cariche di pioggia, frastagliate nel cielo, compagne nella stanchezza. Mia. La sera di nuovo

un cielo stellato splendente, stelle più luminose di quelle artificiali.. nessun artificio eguaglia tali connessioni. Benvenuto inverno.. l'autunno ha ceduto il suo passo, solo qualche giorno fa a ridosso della mia quotidianità, sembrava fermarsi per sempre il tempo, ma procede e prosegue. E ieri nuvolette tristi a lasciare l'ennesima altra stagione, in cui il tempo, davvero fermo stava. sospeso per me. Cristallizzato autunno, - che lascia il passo ad una notte nebbiosa. Una notte terribile. Insonne e dolorosa. Le uniche tracce di sonno sono arrivate insieme ad incubi indicibili, sempre più indicibili. L'autunno, caro, e la sua nebbiolina in cui si danno la mano, signori fascinosi e galanti, portano via, miei cavalieri, tutto il vomito scaturito dai miei incubi atroci, su cui ho pattinato nel sonno. Mai ne avevo fatti di così, in tutta la mia vita... Svegliata da una notte del genere, il sole ha chiamato i miei occhi, il cuore si  è connesso con il verde. Il cielo supremo a dirmi, che è meglio dello scorso anno.

Sono stonatissima. L'operazione di Matteo, il suo intervento è andato bene. Certo. Ma non ce la faccio a riprendermi ancora. Non riesco a riposarmi, e, se l'operazione è andata bene, - i postumi sono orrendi.  L'anestesia ha lasciato tracce che non vogliono andarsene, e l'antibiotico fa il resto: costretti in un claustrofobia, la natura un drive inn dalle finestre linde. Un mal di testa, una stanchezza infinita. Gli occhi certo felici ancora del cielo.. dopo certi reparti di ospedale. Non se ne dovrebbe scrivere in un blog?.  Reparto oncologia pediatrica. Hai un momento sig. padreEterno.. per dire agli occhi del mio cuore, quanto ancora debbono vedere. Certo che sono stata fredda. Freddissima.Ho accompagnato questo giovane uomo, giovanissimo uomo alla soglia dei suoi 14 anni, non in una prova di agonismo sportivo; non in una prova con il suo strumento preferito, NON al suo primo appuntamento galante con una ragazza.. non da quache amico un pò teppistello e scafato. No.

Siamo scesi giù nei labirinti dell'ospedale più grande d'Europa?. Mi pare. Abbiamo optato per la mascherina, si inventava un sacco di parole, e ridevamo insieme, non volevo esser altrove,  esattamente come in piscina, - io stavo là, noi stavamo là. Negli ultimi e nei primi, a sistemare le piccole imperfezioni di routine. Tagli cuciture anestesie. Le mani nelle orecchie perfino con la mascherina e te la tenevi con i mignoli. Piccolo grande uomo sei stato perfetto.. tranne che prima di addormentarti, io il tuo "muro", su cui sfogare la tua rabbia incompresa. Ma poi, sei stato bravissimo . C'è una zona "pulita", in cui funzioni.. Mi guardo.. io che guardo Te. Sdraiato in una sala chirurgica, non mi soffermo, devo andare avanti. Non c'è il tempo, per il libro gotico. Non c'è il tempo per la lettura, devo prendermi cura di me, non devo nè impazzire, nè crollare, nè barcollare, nemmeno oscillare. Ripercorro il labirinto dei mie anni, trovo la strada, esco in una giornata di crepuscolo ultimo autunnale, e rivedo nella mente le foto dei miei occhi e dei mie tempi tutti, prima della colazione, e della telefonata di Gloria. Nemmeno gli orecchi a 5 euro degli indiani, che, avrei benissimo spacciato per veri rubini, e mi sorrido, - mentre tutto è già finito. E questa è, la mia vita.

e c'è una zona pulita in cui funzioni..

e - che - porta il nome del mio coraggio, della scelta del mio coraggio, che però ora si fa più difficile.. non ce la faccio più. Sono stremata. L'autismo è una battaglia senza tregua.

Il risveglio e la notte sono andati bene, tutto il vitto ha mangiato questo antroccolone gigante, questo ragazzo pazzoide.. ma non voleva andare a dormire.. i giochi, i cartoni, tutto lontano anni luce, sofferenze nelle testine pelate, io che fredda restavo. Una cucina, donata. Mi faccio da mangiare come posso. Come posso oltrepassare ciò che non avrei pensato mai di dovere vedere? ancora?. Mi faccio forte. E' un ospedale, non è un albergo di villeggiatura. Notte insonne, su una branda, accanto.. dormire con altri. Piccola stanza, senza sogni. Stanno tutti dentro ai disegni del mare, sul muro donazione ecc ecc.

L'indomani prima della dimissione arrivano le lacrime a fontana.. dalla mia fontana personale miracolosa, esce dagli occhi il  mio stato di grazia - possibilità di uscire altrove e armonioso e scrosciante  mare interno.. flusso, di me. Calci e botte, e, l'impotenza dei medici. Le scuse del personale .. care infermiere, che, a detta mia, posso sedermi accanto a voi per la colazione... ?  già, sono stata invitata fuori, perchè - perchè quella stanza era solo per cucinare. Non mi importa mica più nulla. Di tutto quello che ho visto.

C'è il crollo di una maternità negata, e vissuta in maniera sempre più strana--- esclusa, da me, dal mio cuore. Ma il mio ragazzo. Lotta a suo modo. Tornata a casa, vado dalla dirigente comunale.. qualcuno lassù più il alto del cielo e di tutte le nuvole, più altrove di tutti i cosmi, intercede per me: il frutto di tutto il mio lavoro. Assistenza domiciliare assegnata! - Sono brava? forse. Poi alla fonte, e poi di nuovo a casa, senza un minuto di riposo mai. Eroina io di questi tempi imperfetti. più imperfetti, di me.

Senza sosta mai. Ieri la faccia peggiore dell'autismo, esce fuori, come se si volesse stampare addosso una gravità estrema, che invece ti far ritrovare una calma ed una forza che credevi di non possedere più. Spiace per tutto il resto.. riesco poco a razionalizzare pensieri, perdo le staffe in cali e toni di voce, mi curo con il paracetamolo ancora, carica come un mulo - mi aiutano a portare su le borse i vicini di casa.. Bello come il sole, e sappiamo amore mio, che - arriveranno tempi migliori. Rannicchiati per ora, nella crepe di questa grotta, in cui questo inverno che arriva ci ricorda la tua, Venuta al mondo. Piccolo fagotto troppo grande per il mio esile corpo, accanimento a farti venire fuori, quando volevi solo ancora dormire.

Tutto appare stranamente e realmente, nella sala operatoria, abbraccia i ricordi, forse ho la vista del cuore offuscata, oppure il Tempo quello galante mi sta dicendo mandando segnali, che, piano piano, qualcosa mi ritorna degli sbagli innocenti che ho fatto! sono stati innocenti.

La macchina del quotidiano procede. Cucino, stendo, mi prendo cura di me. Mi sono regalata una ceretta! ieri. Ho fatto il mio presepe naif, arricchito ancora di surplus naif.. angioletti rossi che circondano il tavolino tutto intorno al presepe con il muschio più grande delle statuine. Tende nuove di lusso, chiudono gli spiragli, ma durerà ancora poco.. ancora.

lascio così gli anni, solo gli ultimi trenta.. in una strada che non conosco.. che non ho mai fatto, che non so dove mi porta mica.

Domani devo chiamare la cooperativa. Prendere già i primi accordi. Fra poco esco - il mio ragazzo, adora il gelato anche d'inverno. Fra pochi giorni le gelaterie chiuderanno, gli faccio questo piccolo regalo, lui è felice così un vassoietto con due coppettine.

Tanto altro vorrei scrivere, ancora. Non riesco a legare bene i pensieri e tutto quello che ho dentro. Ho bisogno di tranquillità.. che è ancora molto e troppo lontana.. mi viene pure da ridere, perchè in tutto il bailamme come sempre,  ci si è messa la ciliegina sulla torna, si è rotta la lavastoviglie... e certo, che ne ho già ripresa un'altra, ieri. Pure quello ho fatto! un lampo... sono stata che la sera, non ho avuto nemmeno la forza di mangiare.. e si sà e me lo dico, lo so, è così, quando si è troppo stanchi il sonno, non arriva. E quando si  è troppo stanchi, i pensieri si arruffano.. troppo. E non si sbrogliano, come quando devo pettinare i capelli, sotto la doccia, con la crema. Per ora, le mie parole, sono la mia crema ed il mio balsamo anche.. pettinare pensieri arruffati, di questi miei tempi nuovi, stemperare tutta l'angoscia naturale, che corrisponde alle nuove scelte dell'immediato futuro.

 

https://www.youtube.com/watch?v=lcs2iVbNcMc

 

 
 
 

Post N° 1059

Post n°1059 pubblicato il 17 Dicembre 2014 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Un gruppo di stelle mi ha sorpresa. Si, perchè ha piovuto moltissimo tutto il giorno. L'autunno piange, non se ne vuole andare... e invece deve obbedire all'inverno, che "dicono" sarà freddo.. ma forse, invece resterà l'autunno, mascherato :-) ... un pò.

Un gruppo di stelle, alla finestra, con una striscia stranissima di nuvola. E mi dispiace, non avere una macchinetta adeguata, per fermare il disegno del cielo.

Stelline meravigliose, splendenti, da far dimenticare anche quelle estive, insomma, da farle ricordare con piacere ma senza invidia nè rimpianto.

Questo stranissimo autunno che ha seguito una altrettanto strana estate, - sembra volersi fare ricordare, lasciando un tepore, - come se la sua obbedienza all'inverno che incombe, la volesse fare franca anche sulla osservazione delle correnti. I venti freddi, vengono ancora fermati dallo scirocco e l'umidità fermata, abbassata stranamente e magicamente da un'aria rarefatta e solo fresca, addirittura di sera. Piante fiorite di arance!, mi viene anche da ridere, qualcuna certo c'è sempre stata.. ma non così! sulle vie di città insomma.. e non voglio parlare delle stagioni pazze.. l'ho detto, l'ho scritto, forse, loro davvero si sono abbracciate, ed io sono solo qui a raccontarlo, se solo vivessimo insieme a loro abbandondo tutto.. L'autunno ci lascia, che io, ancora mi devo riprendere dalla fine dell'estate.. ci metto sempre un pò ad adeguarmi. Lo so. Le correnti a volte si impossessano di me, mi sembra, ma è solo la mia dura vita.. Allora quando scendo nel cortile, immagino che ci metterei un baleno a preparare la valigia e ad andarmene via, lontano, con Matteo. Sì, certo, tornerei.

Ma è solo un pensiero per mandare via ogni altro pensiero triste, che sembra attraversarmi - quanto sembra che tutto pesi troppo. E allora, gli alberi di arancio con le arance esplosei, e allora, lo scirocco, anche se troppi cambiamenti, in un giorno, non danno tregua ... ma resisto, con il paracetamolo, a lenire una tosse antipatica. .. e non sembra Natale, non lo sembra mai, quest'anno più che mai. Fosse stato per me, niente albero nè presepio.. naif. Che ancora devo farlo.. Matteo non sembra interessato. E devo dire, che c'è un contrasto evidente, fra il clima e tutto questo scintillio, come se, fosse uno scongiuro con i tempi, a ricordarci che per forza una tradizione ci deve essere, quando, è sempre più nascosta. E' altrove, forse? dove c'è più possibilità? dove ancora si può ritrovare?  o davvero altrove, in altre situazioni si è andata a nascondere e noi, non lo sappiamo, non lo sappiamo capire, perchè fra poco arriva il freddo e allora cederemo, in un lampo, un pò tutti, accomunati, solo dal fatto che staccheremo presto anche un altro foglio di calendario... ?

 Mi guardo indietro, ripenso a Matteo. Agli anni indietro, è inevitabile. Ma lui non è interessato. Dice che vuole "tutto" per regalo, ma lui vorrebbe solo la serenità che non ha. Oppure è felice a suo modo, e non riesce a dircelo. Riceverà vestiti, e cioccolatini. Senza glutine, di marche buonissime, - a ricompensa di tante diete da esclusione, anche ... ma non ne vogio scrivere. Non voglio perdermi nella miriade di pensieri. Avrei voluto scrivere ogni giorno. Fissare i pensieri asciutti e sintetici, oppure tante e tante parole, quante ne fluivano dentro di me, MA, non ci sono riuscita.  Troppe cose da fare, sto imparando il dovere di una nuova vita che verrà e l'adesione alle scelte, una sorta di preparazione. A volte - non riesco a raccontare, oppure non voglio, in una sorta di autoprotezione, perchè mi dico, che poi tutto verrà da se, tutto sgorga a tempo e debito, lo dico a me stessa. Cerco di sorridermi, anche quando tutto intorno, sembra così assurdo. Anche quando non ci riesco a sopportare quello che mi è successo.

Il mio campione, domani affronterà una piccola operazione. Nulla di importante, insomma.

Lui non può fare anestesie locali. E quindi, come fu due anni fa per l'estrazione di un molare, dovrà andare in anestesia completa. Anche se è un intervento, sì di routine, ma non come un'estrazione di un dente. Di nuovo policlinico umberto primo. Ci siamo già stati la scorsa settimana.. a fare la visita anestesiologica. Di routine. Qualche giorno prima a fare la visita con il primario che dovrà operarlo. Uscita da la sono andata a fare una mezza specie di prova in piscina - per la terapia che fa che è andata malissimo.. Lui non sopporta "le prove", ed anche se servono per l'operatore che lo segue, ho detto che non voglio farle più. La piscina bollente, io vestita.. lui che è stato praticamente sempre con le mani nelle orecchie.. ad un certo punto mi sono incantata, sull'acqua: mi sentivo gli occhi gonfi di lacrime, un caldo assurdo. Ma non ho pensato/sognato/immaginato di voler essere "altrove". Io volevo stare là. E non certo perchè mi piace soffrire: ero semplicemente padrona della mia vita in quel momento. Senza se, e senza ma. Posso migliorare, lo so. Anche se al momento, le scelte che altri mi dicono coraggiose, pesano fisicamente psicologicamente, moralmente, somaticamente.  I periodi non sono mai uguali agli altri, anche se ci sembra.

Io spero di essere più calma. A volte ci riesco. Mi basta poco.. per esserlo. E in questi otto giorni, ho sistemato anche altre cose.. le modifiche che avverrrano, sono irreversibili, e andare verso l'ignoto un pò mi preoccupa. I cambiamenti, è vero fanno parte della vita, ma io non li amo. Io volevo solo una vita tranquilla... serena, possibile.

Le stelline lassù mi parlano, cercavo la luna, sono apparse loro. Pennello le nubi, polvere divina le stelle. Le incollo qui. Dopo tanta pioggia, - sono pronta per percorrere questo trampolino invernale, - me lo ricorderò.. si.

Domani il mio campione, sarà coraggioso più che mai. Campione.. così lo chiamò l'ostetrica che lo aiutò a venire qui, sulla terra.. Perchè era quasi di 4 kg. 3,850 grammi.

Stellina mia. E lui non avrà paura. Io dal mio canto, voglio una piccola sfida a me. Stessa. Voglio essere fredda domani.  Quando lo accompagno. L'anestesia è sempre un pò impressionante. Mi sembrava un gattino, due anni fa. Si è reclinato, su di me. E quando era piccino, invece per le tonsille e le adenoidi, - dopo che gli avevano dato il valium e lo portarono in ascensore, si tirò su dalla barella per salutare, con la manina.

Domani voglio essere fredda e perfetta... Calma. Porterò un libro. con me. E so che andrà tutto bene.

Il sonno sta arrivando.. il mio libro mi aiuta a riconcialiarmi un pò con me. E' da stamattina che volevo scrivere. Ma poi ho detto delle cose brutte a Matteo.. ci si  è messa la pioggia, la sua stereotipia, l'ombrello rotto, - ... e le parole orrende che si possono dire. Sono tornata indietro. A portargli la meranda, me lo sono fatto chiamare.. gli ho chiesto scusa, l'ho abbracciato forte. Non lo so, se ha capito. Una scena non mi andava via dalla mente. Entrati a scuola, io ero ancora arrabbiata... quella ragazza, una ragazza carina mora mora riccia, una voce di angelo che lo salutava. .. Forse è lei, che ha scritto sul diario.. ciao Matteo! un saluto dalla tua classe.. Non sono stata capace di fare nulla. Racchiusa in una sorta di scatola di dolore tutto mio, racchiusa, nascosta, celata, imprigionata.. Le mie amiche carissime, mi dicono che sono brava.. MA. non sto cercando il senso di colpa a lenire le mie giustificazioni.. mi libero, perchè - è difficile, restare in equilibrio sempre più su e senza rete, .. mentre invece, la rete c'è.. eccome, ed è il mio amore per lui.. in questa vita, - e una cosa grande io posso imparare, la sicurezza della calma. Stasera, ho scritto più male che mai..

ma sono un pochino stanca.. sorrido davanti al pc. E .. ci rileggiamo presto.

Il flusso della mia scrittura .. mi abbraccia, ed io, vado avanti.

Incrociate le dita per noi, e pensateci con affetto.

Mi piace questo mio blog.. in cui i fidanzatini di peynet si danno la mano insieme agli spaghetti western che si sono oscurati, poi lo rimetterò.. e il metal, con la musica barocca, e questa sera, anche freddy si darà la mano con kandisky (di cui ricorreva ieri la nascita) :-)  - mi piace quando google ricorda gli artisti che mi

Serena notte di stelle e di sogni e di realtà possibile incollata con loro

 a chi mi legge con il cuore.

 

Roberta

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=_FF22cBZJsU

 

 

 

 
 
 

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Post n°1058 pubblicato il 08 Dicembre 2014 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Il sole splende sulla città eterna, regalandole uno splendore rassicurante. Uno splendore che la ripaga di tutto l'orrore dei tempi. Le basta, ci basta, anche se non risolve.

L'autunno, si mostra finalmente per quello che è, in questa sua coda finale, perchè vuole lasciare una traccia di se, e far dimenticare, il calore eccessivo, la sabbia inconsueta, quello che non gli appartiene ed arriva - elento contrastante, in questi tempi impazziti. - Forse impazziti noi, da non girare più con la natura stessa, ma in senso contrario.

Arcobaleni, acqua torrenziale, questo anche lascia traccia, l'autunno che sposa l'estate, e si mostra meraviglioso, a sposare la primavera che sembra lontana, ma senza farla rimpiangere. L'estate è più lontanta ancora, si vorrebbe inseguirla, indietro è più vicina, ma se è vero, sì, che questo trampolino ci porta verso l'inverno, e la primavera non può essere lontana, non è lontana nemmeno l'estate. Le stagioni sono mano mano nella mano, tutte, in questo abbraccio rotondo, che è la nostra vita. Anche io, abbraccio le mie parole ritrovate, in questa coda di autunno, che regala una luna serale e notturna gonfia d'amore, altruista con le stelle, in un'aria rarefatta e finalmente freschissima.

E' una madre, come il sole, un padre, e viceversa, padre luna, madre sole, per me.

Che di giorno mi appassiono e mi nutro di possibilità e cerco appigli a questa mia vita, e la notte, la carezza del pianeta/satellite, mi abbraccia e mi consola, dalla finestra al mio letto.. una luce stupenda è su di me, e mi calma, mi accarezza, mi consola.

 

Campane, e calore, in questa casa confortevole, anche se, i miei spazi si sono fatti ancora più ristretti, il mio equilibrio un pochino più precario, ma la tenacia non mi abbandona e non si fa abbattere dalla pigrizia e dal pessimismo, - qualche lacrima di sfogo, a liberare il cuore, nel livido che è lavato magicamente dalle lacrime, quando mi accorgo di quanto è dura la mia vita, di quanto poco ho gioito, e di quanto ne avrei avuto davvero bisogno. Ma l'ottimismo arriva dalla tenacia e dalle consapevolezze, dall'intelligenza del non farsi abbattere, - quanto- al contrario, tutto intorno lo vorrebbe fare. E ti accorgi, del tempo perduto, in elucubrazioni malsane e decisioni statiche, che ti hanno inchiodato - anzichè farti prendere le giuste decisioni, in una "cecità", di immobilismo, ma non per tutti, arriva il riscatto totale - allo stesso momento. E bisogna prendere atto dei propri limiti. Che non devono diventare paralisi, ed ognuno , poi ha la sua globalità che se decide di rispettare, allora essa è guida per le scelte quelle che liberano. Naturalmente, ogni scelta prevede una rinuncia, quando si devono rimettere a posto le cose...

 

insomma, sto cercando di conservare l'oro, per uno strappo - rottura che devono avvenire, che di fatto sono già avvenute. L'oro è il mio , la colla non mi serve più, - non è sufficiente. Ho creduto alle brutture che mi hanno fatto vedere gli altri.. mentre invece, c'è solo una rottura, - di questo vaso metaforico.. MA la mia scelta sarà l'oro che la incollerà. La paura lecita, è che tutta questa rottura - diventerà separazione per un pò... e non lo so' se avrò tempo, per venirlo a raccontare, per venire qui, a lenire con le mie parole, le mie scelte. Forse non si capirà.. la mia vita, per ora,  sembra un libro contorto, complesso, ma non è così.

Si arriva ad un punto di non ritorno.. nessun dubbio, solo un po di paura. Un pò tanta!, ma la paura  è lecita, in una situazione come la mia.

Il respiro di Matteo nella stanza fresca. Perchè dormire insieme, meglio tenerlo spento qua il termosifone. Il suo respiro tranquillo, suona insieme ai tasti. Qui mi sento al sicuro, una mia piccola intimità, il pc, la stanza, mio figlio. I miei spazi ridotti, non riducono la mia scrittura, e getto all'etere la mia paura, per ora. Alle stelle, alla luna, al sole, alle automobili che si sentono in lontananza, alle mie faccende del quotidiano.

Mi sono alzata presto, ho già fatto colazione. Caffè stamattina e ciambellone, finalmente le mie esercitazioni stanno producenti risultati! fra poco doccia, e poi alla fonte a prendere l'acqua. C'è un notevole risparmio, ed è molto più vicino, delle acque che arrivano sì da buoni monti, - ma - qua c'è una fonte naturale vicina.. famosa, e buonissima. Voglio diventare brava a mettere lo smalto sulle mani.. rouge garcon di dior. E' un vezzo, mi sta bene, e anche se sono per ora, solo una brava donna di casa, modello sora cecioni, non voglio far bastare le mutandine, ma anche lo smalto, almeno sulle mani. Vestirmi sempre carina, anche se sono troppo magra, ma voglio sentirmi bene ed attraente per quello che posso, anche se le mie poche stelle della vita, non mi concedono il lusso dell'espressione al top, .. c'è la fantasia e l'estro , la personalità, di ognuno di noi, che può emergere a dispetto di chi può e crede di saper vivere, uno scintillio personale, che è una piccola forma di arte e genio, personali, che ognuno di noi, ha. Scintilla al di sopra, di chi, per fortuna e rango, sceglie su altre scale...

:-)

Mentre scrivo mescolando le mie impressioni, mi dico, che questo mezzo, mi servirà, mi sarà di supporto. A questo mi è servito, anche se io, lo confesso, speravo anche in altro... non lo sapevo, o meglio, sognavo, le mie possibilità, insieme a questa mia salita, ed è per quello che il blog si chiama così. Caddi giù, molto in basso, che più in basso non si può, perchè c'è qualcosa di più profondo dell'abisso, anche se, sembra un paradosso, non ci può essere qualcosa di più profondo, ma è solo una "parola", fidatevi, di chi c'è stato. E se lo ricorda bene. Siamo esseri di esperienza, la vita è maestra e ci insegna che il fondo, non ha fondo. Siamo solo noi, a dare una misura. Ed io e Dio, lo sappiamo bene :-)    ... sapete leggerlo tra le righe?

nè sibilla, ne enigma, si chiama vita. Si risolve con il carattere e la voglia. Con la speranza e la passione, con la calma della natura che ci accarezza, anche quando, tutto intorno ci sembra crudele.

Questa coda di autunno è lenitiva. Si porta via, il tempo che fu, l'infanzia definitivamente di mio figlio, - vecchie speranze impossibili, che archivio nel tempo, le mie sconfitte tutte, quello che sentivo prima ed ora è cambiato, perchè ho scelto la totalità, anche, se le decisioni costano, - ma - è meglio pagare per avere in cambio tutta la nostra impalcatura, che un pezzo, soltanto. Meglio uno strappo e una lacerazione, che una ferita che separa, giorno dopo giorno. Che fa male alla vita.

Io non lo so che ne sarà di me.. sarò ancora qui a scriverlo, ci sarò - anche se, al momento la cosa più importante non è la scrittura, compagna onesta e specchio dolcissimo, - io forse ne starò lontana, - non metto le mani avanti, è solo una spiegazione per tutte le anime che mi leggono: se dovessi mancare per un bel pò, vi porto tutti nel cuore, e non sarei dove sono ora, se non ci foste anche voi.

C'è un filo sottile che lega le nostre solitudini imposte. ..E di scelta. Di tutto l'amore che metto, io, nelle mie parole, piccoli fili d'oro preziosi, con cui avrei voluto tessere la vita, di chi davvero poteva/doveva/voleva con tutta la passione del mondo e l'amore starmi accanto, sarebbe stato ripagato, con il genio della riconoscenza, quella del dono, vero di me, di noi, - è difficile vivere? mi dico, che abbiamo reso difficile ciò che era naturale e facile, e facilissimo, ciò che nuoce, prigionieri di una scatola cranica, che doveva e deve servire il cuore e la coerenza, per salire.. non schiavi della potenza, ma - la scelta di realizzare , anche ciò che sembra piccolo, ma che piccolo non è.

Non mi perdo, affatto, non ho il dono di una sintesi asciutta e stringata, non possiedo tutto questo... sono quello che sono con i miei limiti, ma con l'amore, e la consapevolezza delle cose, del buono in noi, e del nostro passato, - possiamo conservare ciò che è stato bene e buono, per portarlo come arma che non nuoce con noi.. o come arma di difesa, alla calma di ciò che ci serve per affrontare il presente - che abbiamo deciso debba essere per noi. Per vivere accompagnando il nostro respiro, e un anelito di felicità, serenità possibili.

Porto con me, in ogni mio giorno, la mia nuova crescita.. con uno spettro, che è diventato sempre più grande, che cammina appresso a noi, che non lascia nemmeno un minuto, questo mio ragazzo, - icui occhioni stellati e profondi sono diventati più tristi. La consolazione, è una testarella, bellissima. Un'altezza inconsueta e magica, e la speranza nuova, che "cambi", non per fatalità fatalista.. ma per età nuova come regalo di conquista ad un nuovo ostacolo superato, come fu per me, forse.

Lo ripeto, non ho ricette. Ed è diventato tutto più che complicato e difficile. Da gestire. A volte il macigno sul cuore è diventato impossibile da sopportare. Le fasi delle nostre età, - sembrano abbattere, ma mi fermo solo a riposare, in realtà, su questo filo... è un'esercitazione, alla salita. Perchè tuttto questo è un allenamento che serve, al frutto che sboccerà, allo stacco che avverrà. Metaforicamente certo, ma sarà la metafora, del cerchio che si chiude e dispiega ad una nuova fase, il sigillo per andare avanti nella liberazione. Scrivo tutto questo, da poter rileggere.. ognuno ha il suo album. A me, è stato concesso "questo". Di parallelo, e che si incontra ce l'ho.. Certo. Si interseca... e come una scheggia partirà.. decollerà, si libererà. E lo scrivo a memoria/sugello, soprattutto perchè potrebbe esserci il peggio, e lo scrivere, e poi il rileggere, una lotta e contrasto alla paura.

Ma la paura, la vinciamo vivendo come abbiamo scelto, con le nostre convinzioni incollandole al vero di noi, - portandola appresso come le nostre insicurezze, tenendola bada, vincendola, come facciamo ogni giorno, con la morte.. in tutti i sensi... Scegliendo di vivere, davvero. Globalmente, totalmente. La scrittura può renderlo possibile.. si.

La mia macchinetta fotografica è stata ripristinata. Era fuori uso solo la piccola schedina interna, la memoria. Ho fatto ancora, delle foto, alle magie autunnali, - ma non ho tempo, di inserirerle. Così come tutte quelle fatte questa estate in Toscana. Il tempo, è divenuto come un battito di ciglia, per me, --- come ti giri, subito scorre.. a volte riesco a fermarlo, insieme a tutte le piccole grandi cose che costruisco ogni giorno.

Mi piace inserire le foto, lo farò, appena possibile. lo farò. tornerò a farlo.

Mi fermo. Per lasciare la mia scaletta musicale, per ringraziare luna e stelle, le stagioni, e tutti i ponti d'amore e di affetto e ho incrociato, qui.

Non lo so se e quando tornerò ... magari domani, o fra poco. Ma ci sarò ci sono come posso.

Un abbraccio sincero, a tutti voi

Roberta 

 

(intro d'acciaio), con preziose e classiche variazioni (sul tema):

https://www.youtube.com/watch?v=p0OX_8YvFxA

https://www.youtube.com/watch?v=v-sGhzHzLSE

https://www.youtube.com/watch?v=lA5pjOxR4kw

https://www.youtube.com/watch?v=yGJOMdpKX9A

https://www.youtube.com/watch?v=OwLP-6hZV-U

https://www.youtube.com/watch?v=IZDM1J-c2F8

https://www.youtube.com/watch?v=IVHnVDg7IJI

https://www.youtube.com/watch?v=vKSvILLsvY4

https://www.youtube.com/watch?v=RlNhD0oS5pk

***                                                                    seta..

https://www.youtube.com/watch?v=qSPe7ZUhBZI

***

https://www.youtube.com/watch?v=a3sYPX17cFk   e ancora metallo

 

:-) https://www.youtube.com/watch?v=MCkzMuFJl58  beate mescolanze e intrecci :-)

_______________°°°_______________***___________

 

!!!      --->>      https://www.youtube.com/watch?v=S9iaqFtyWfE deluxe

Maxdeluxe .....        https://www.youtube.com/watch?v=ZLJt4P66VBQ

 

MemoRy    ---->    https://www.youtube.com/watch?v=L2-_dxvlkg8   

e,

https://www.youtube.com/watch?v=3aAzdHnYfuk  ... viaggi musicali .. cosmici.

e unioni spettacolari. punto!

 

se non dovessi tornare a breve.. almeno non vi annoiate.

:-)

 
 
 

Post N° 1057

Post n°1057 pubblicato il 24 Novembre 2014 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

http://it.wikipedia.org/wiki/Via_Collatina

Sono contenta di avere a mio modo reso giustizia al quartiere e soprattutto la via che mi hanno vista piccina per cinque anni, felice, e spensierata, con i miei amori più grandi, i miei genitori. Io dopo ho cambiato altre due case, anzi, tre, compresa quella di adesso, ma - quel ricordo, non mi lascia, perchè anche se avevo cinque anni, quando sono andata via, c'è un legame, con quella via, e forse qualcosa che non c'è più... via collatina,andando fuori, era una via romantica e bellissima, che mi ha portato varie volte nel sentiero di ricordi possibili, su un tappeto volante - con un plaid in mezzo ai fiori, quando tutti i miei parenti facevavano ancora i pic nic, e la mia famiglia, grande e conosciuta.

Poi tutto è finito. Ma non appunto, la mia capacità di sentire e vedere le cose. Quella mi resta.

La luna è assente, anche stasera. Ma c'erano stelle lucenti. Fisse e ferme, ad accarezzarmi e a portarmi in una notte fresca e promettente.. tutta la magia dell'autunno sembrava guidarmi verso la strada della speranza, - quella del quotidiano, - quella che mi fa affrontare la paura, di vedermi ormai inadeguata ai bisogni di mio figlio.  Mi sono venuti un paio di brufoli pure a me!, sorrido.. torno indietro nel tempo? un miracolo impossibile, anzi più di un miracolo, mi vorrebbe - non più madre, rompere questo cordone, e diventare - rinascere, come sua possibile fidanzata. Un colpo al cuore, ogni volta che vedo ragazzi e ragazze della sua età.. da bambino era tutto diverso.. Le speranze più impossibili e grandi erano tenute su da un'illusione, come se la sua bellezza potesse guarire "tutto".

Libero un pò di angoscia.. è stato bello, entrare nella sera, null'altro che questo, su questa autostrada della mia vita, una sera scura e possibile, - libera - e concreta. Dopo aver camminato - riusicire a camminare, mi risulta abbastanza complicato con lui, al momento. Ma io ci sto lavorando a mio modo, affinchè questo diventi di nuovo praticabile.

Non ho ricette, nè nessuno che mi aiuta. Mi aiuto da me, e cerco uno specchio di normalità, a volte impossibile, ma non perchè questo non anelato.

Passo e chiudo con un brano, che avevo dimenticato, nella mia play list di stamattina.

http://www.youtube.com/watch?v=yF6hupg1Yn0

 

 

E un quadro, che fa parte di una mostra che ha visitato Matteo di Sironi, la scorsa settimana. Non ho mai amato molto questo pittore. (una testa come un pallone, le zie del coinquilino), ma, devo dire che in questo dipinto,  mi ricorda De Chirico.

 

 

In testa al post, invece il bellissimo bacio di un pittore di cui ricorre oggi l'anniversario, e che Matteo nomina spesso.

 

 
 
 

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Post n°1056 pubblicato il 23 Novembre 2014 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Non riesco più a tenere aggiornato il blog. E me ne dispiace, molto.

E' come se una sorta di paralisi avesse tolto la spinta alla scrittura.

A livello subcosciente, forse, mi sembra di aver detto tutto, oppure, vorrei tornare, a livello intrinseco, al mio futuro, possibile, in primavera, quando "tutto questo", sarà finito ...

I motivi sono tanti, e tutti concreti. La mancanza di tempo, a volte una consapevolezza spiazzante perfino per me stessa, bloccano la scrittura. E' come se mi rifugiassi, dentro la consapevolezza, - e questo appunto, mi facesse desistere irreversibilmente dallo scrivere. Dal tenere aggiornate queste pagine.

Mi dico, che più non riesco a scrivere, e più invece devo farlo!! è un contrappasso (si dice così?), che devo proprio sbloccare, - ricercare la chiave giusta, per aprire il rifugio dove mi sono rifugiata, perchè la consapevolezza appunto non diventi blocco totale – ma invece, - liberazione. C'è talmente tanto caos dentro di me, che lo scrivere, ancora mi serve, per rimetterlo a posto. Un piccolo dejavu', si impossessa di me, adesso. Mi rivedo risento rileggo in queste pagine a scrivere di nuovo tutto questo. Così come sono tornati i miei incubi più atroci, atroci tanto quanto il fatto, che non mi riusciva di svegliarmi per dirmi appunto che erano incubi. Magari anche quello è un aggiustamento per vedere meglio questi colori fuori, e per farmi dire, e comprendere, e sentire, che anche io ho le mie piccole fortune, rispetto agli incubi - che sono realtà per molte altre creature. Si.

Poi il quotidiano, mi inghiotte. Me ne lascio inghiottire, a volte subire, anche se gli tengo testa, con la pazienza, la fatica, la ricerca di una stistemazione anche là... sono diventata davvero una brava massaia.. lesso verdure in continuazione, faccio ciambelloni a rotta di collo, anche se non mi vengono benissimo, ma sono buoni, pulisco la casa, meglio della varie aiutanti di cui ho ridotto le prestazioni, cucino, sempre di più, rammendo, e via discorrendo.. insomma, dicevo una sora cecioni a tutti gli effetti .. sebbene, la sora cecioni non indossi, le mie mutandine ;-) ma quello è un altro discorso, tanto per provocare un pò di autoironia e dire a me stessa, e certamente anche a chi legge, che qualche cartuccia ancora da spararmi ce l'ho, come si dice qui, a cambridge:-)

la scrittura come medicina, appunto,come lettino dello psicanalista, ma ne faccio ben volentieri a meno, del professionista, non mi serve. Faccio da me. Gli incubi, poi li ho rimessi a posto, anche in quelli siamo noi, anche nei sogni più atroci, appunto. Si vede che sono drammatica, o si vede che c'è un nodino, o molti nodi, irrisolti ancora, . ma no, mi dico, sono lo specchio di me stessa, delle mie esperienze, del mio passato, delle vicissitudini, tutto qui. Sono io che ci vedo e sento dell'atroce, nelle mie sfortune, che a livello subcosciente tutto questo, ed anche appunto tutto quello che ho visto e passato, che mi fanno poi tessere, di notte, nella ricostruzione di me, tutto quello che è stato. In maniera drammatica, appunto, perchè ancora una volta, io avrei voluto, e potuto e saputo, una vita diversa. Passera' anche questa stazione, lo so. Ci sono peraltro, delle stazioni certe che mi aspettano, lo so. Le ho scritte e subito cancellate per scaramanzia, le paure delle superstizioni, sono solo le nostre stesse paure, che prendono poi altri nomi.

Copio e incollo me stessa, per non farmi inghiottire, anche dall'etere! che a me non mi inghiotte niente! Non fu nemmeno un mare increspatissimo e un pò straniero, che mi inghiottì, figuriamoci... mi lasciò solo questi capelli mossi e spettinati, a ricordare il crespo di quel mare.  Mi riprendo dai ricordi, della bimba che fui nei 60 che ballava con i grupponi degli anni 70 e della ragazzina con le minigonne negli anni 80. Alla fanciulla che incominciava a capire qualche cosa nei 90... e poi il 2000 e gli anni, come respiri, violenti a volte, pugni sul cuore. Poi.

Il sole accende il turchino d'ombra. La lieve pioggia notturna, ha illuminato gli alberi, ha acceso di calore estivo, lasciato in lascito dall'estate all'autunnno una sorta di luce naturale, che ora splende ancora di più dalle mie finestre silenziose. Si, l'autunno vorrebbe riabbracciare, l'estate, di cui porta tutto il colore, ancora, ma è già tinto di inverno, con i geli arrivati improvvisi, la mattina presto, quando 6 gradi ti ricordano che il tempo passa, e non ci sono sospensioni, in questi anni inesorabili, che ti guardi indietro, e ti sembra, che il 2012 - sì ... poteva essere possibile, quell'anno là, ma poi, solo due anni, che fra poco diventeranno 3, solo come millesimo, e non ti riesce di rimetterla a posto sta matematica. Meglio perdersi nella propria confusione per tentare di rimetterla a posto, e metterla in moto, piuttosto che fermarsi. Non posso. E soprattutto non voglio!

Il sole si è fatto molto più possibile. E possibilista, e da al mio umore gli leva, quel velo di tristezza, che il turchino grigio sembrava incollare al mio cuore, alla mia pelle.

  Ho mal di gola.. sono talmente un tutt'uno con la natura che ne assorbo totalmente e completamente tutto. Ecco perchè guardo in alto le stelle mobili (gli aerei) su cui vorrei salire, di giorno e di notte, su, per andare lontano, a farmi arrostire dal sole, a far lenire ossa e cuore, a farmi baciare dall'acqua calda di caraibi o tropici possibili. O un mediooriente fatato e deserto. Ma  è qui che si deve stare e non fuggire, ma non fuggo, sogno un pò, nei ricordi antichi e reconditi del tappeto volante, dove salivo da piccola. Del resto, quando la quotidianità diventa più feroce e crudele che mai, bisogna alzare gli occhi al cielo, mentre capiamo , tutto quello che c'è da capire, del mondo e di noi, dei limiti e di ciò che vorrebbero ridurci, a quel che ci riducono...

Mi viene in mente l'aforisma di Balzac. Che più che un'aforisma, sembra una verità, e una realtà immutabile. E non voglio fare la saputona o colta, non lo sono. Ma "penso", e sento, e leggo, e vedo questi tempi, di cui sono figlia, figlia di questa terra, anche. E per fortuna, che non sono una zombi, che si è chiamata fuori, resisto, codifico, leggo e sento.

La mia città, teatro di porcherie, latrina a cielo aperto, di questa umanità, ridotta .. ridotta.

Come scrivere per fare capire, a chi mi legge, quello che io ho sentito? vado a braccio? come romeo il gattino del colosseo? il gatto rosso? vado a cuore, questo muscolo che a volte mi pare che sia talmente più grande di me?

io  a torsapienza, ci ho abitato. Da piccina. In una palazzina anni 60 di soli due piani, carina, senza ascensore, con un'entrata signorile, e il portiere con la divisa. Si si. E sempre a torsapienza, c'è il villino liberty, del fratello di mio nonno, c'è ancora. Ci ho portato Patrizia, poco più di un anno orsono, quando doveva fare il tagliando alla sua automobile. Gliel'ho fatto vedere. Ora c'è la figlia. La cugina di mio padre, ma non siamo in contatto più. Nulla da invidiare agli stessi villini di montesacro. C'è una AUSL enome, sembra un paese. E abbiamo camminato, per tutto il quartiere, non ci è successo nulla, nessuno ci ha dato fastidio. Sì, è costruita male. Come i paesini intorno a Napoli, sulla strada. E verso destra lo so, dove io andavo a scuola dalle suore mitiche sorridenti dame di san vincenzo che ridevano sempre, con il mio cestino rosa, e l'odore del panino che ancora lo ricordo perfettamente, penso sia là, che l'edilizia popolare, abbia creato i casermoni, di cui è circondata la periferia.. ogni periferia ce l'ha. E forse ho anche capito, perchè (l'ho capito, già lo sapevo, ma NON capito fino in fondo), perchè le brigate rosse, hanno ucciso Moro. Già, si.

Vorrei dire a tutta quella gente, che ogni quartiere, ha i suoi guai. Il mio ad esempio, è il più grande di Roma, con l'assistenza domiciliare, ferma al 2008. Qui, gli zingari, non vivono tutti in campo, ma per la strada, E i pantaloni, è successo che se li siano tirati giù in pieno giorno. Ma succede, anche che molti vecchi per la strada lo facciano. Ed io, riprendo a male parole, gli uni e gli altri. Il mondo, lo abbiamo fatto male, ridotto, moltissimo male, i veri scarafaggi siamo noi, E non è rompendo gli specchi dove non ci vogliamo specchiare, che risolveremo il problema. E comunque, il ragazzo che vuole più bene di tutti a Matteo a scuola, che lui, è perennemente solo ed isolato, è un rom, ben integrato, Yonut. A dimostrazione, che quando si lavora bene e per bene, il bene torna, ma costa fatica.

Non ci rendiamo conto, che siamo il frutto della nostra storia, e delle scelte, di chi muove le fila dall'alto, e continua  muoverle ancora. Questa città ha una borghesia ricchissima, quartieri come Parigi, e ricchezza stratosferica e trabordante, che se infischia dei tempi, perchè da quando i governi esistono... Anche qua, c'è stato un periodo, in cui l'aria era irrespirabile,,, ed anche qua, ci hanno provato, e ci provano ancora, al fomento...

mi devo fermare, sennò.

Sono col sindaco. L'ho sentito la scorsa settimana, su raitre. Non mi piace, l'ho votato e l'ho anche incontrato. Mi è sembrato un falso democratico, come i colleghi, della mia ex capa, collega del mio ex capo, che mi ha mobbinghizzato (si dirà così), perchè non avevo inteso, di lavorare aggratis per un suo amico,vigile dal quale si faceva togliere le multe, e faceva illegalmente il doppio lavoro, da lei. Eh sì, ho visto cose, che voi umani.. ma tutto questo è servito come esperienza, per farmi capire le cose.

Eppure, ho capacità di discernimento, che vanno ben oltre al di là delle esperienze, personali e della pelle, perchè se è pur vero e sacrosanto che col corpo capisco, è pur vero, che non è indicativo nemmeno quello, serve una cosa più alta, ed io ce l'ho – me l'ha insegnata mia madre. Il discernimento, e l'equità del giudizio … del capire, dove si poggia la verità delle cose.

E l'ho visto e sentito in quella trasmissine, lo vedo e sento ogni giorno, in questa città, nella mia vita, in quello che non ho e dovrei avere, quello scritto sulla carta. La gente, si è forse resa conto, che ha perso dei treni? - si è forse resa conto, che qui da noi, non ha vinto una sana equità di cui forse non saremmo stati capaci? È la nostra storia ad insegnarcelo... Si è forse resa conto,che ha perso il treno, persa dentro e dietro alle proprie individualità, --- io nonci capirò nulla, ma credo che il sig. “Grillo”, avrebbe dovuto allearsi con Bersani.. quando era il momento, perchè – se lui – è vero, che doveva andare a braccetto pure col potere (bersani), è pur vero, che avremmo avuto qualcosa di più, in cambio. Direi, parechio, di più.. E non saremmo QUI, al gioco delle tre carte, a farci dire, da chi ci governa, che di più non si può fare, perchè i problemi sono troppi, e le concretezze nulle. Non saremmo solo alla comicità prezzolata, seppur sagace e vera, avremmo qualche concretezza, ben al di là di certi contentini, che abbracciano solo il prezzo di chi è andato a votare solo per quello. E non ci sarebbero certi fascismi assurdi, mi spiace Monica, ma Grillo, pur avendo ragione ha sbagliato proprio tanto. Tutto.

E non la faccio spiccia. Anche ora è così? No no. Ora pende, e pende male. Molto male.

Mi fermo.

Perchè è un'accozzaglia, ed io scrivo male, si sa.

Sono una brava donna di casa, una bloggher appassionata, ma forse è meglio che mi dedichi alla descrizioni dei miei autunni, meglio che passino, loro per ora.. certi discorsi si fanno a tavolino, per quel che mi riguarda, io, non sono capace, di scriverli. Sorrido, mi sorrido a me, sorrido a voi.

Mi mantengo giovane, con la musica hard rock, e l'Unica Parte del Corpo che vorrei "rifare" è la mia schiena! cerco di tenere a bada, i malanni, le compulsioni ossessive del mio Matteo, che ormai è un ragazzo a tutti gli effetti, con la barbetta... anzi, la “barba”. I suoi due sport preferiti, aprire e chiudere il frigorifero in continuazione, e toccarmi le ascelle. Senza tregua e sosta. Tipico dell'autismo, fissarsi con delle parti del corpo delle proprie madri. Sono fortunata che non è toccato ai piedi, ma vi assicuro, che il sistema nervoso è messo a dura prova! Appunto sogno un mare possibile. Cuba? Ma ci starei? Potrei? Sogno un mare possibile, perchè, lui al mare, è tranquillo, più che qui.

Sono giorni, claustrofobici. Giorni, in qui, il buio arriva troppo presto. Giorni in cui nemmeno l'abbraccio della città Eterna, pugnalata al cuore, e scenario orrendo, ma nonostante tutto questo, meravigliosa e bellissima, accesa, nei suoi tesori, ma nemmeno l'abbraccio suo, mi placa, dalle lacrime sulle labbra.. è solo un'equilibrio, gli occhi scendono sulle labbra, si posano là, in una sorta di mia sopportazione e resistenza, perchè null'altro ho. Ripercorrere le strade del mio lavoro, che non ho. Ma non era più possibile, e tutto avviene, per incollare tutte le consapevolezze, quando le illusioni sembravano preziose, ma non lo erano affatto. Erano solo aggiustamenti che si sono scollati, perchè la consapevolezza solo è oro. E solo essa può aggiustare, incollare senza far più scollare mai…. anche se fa male, ancora, vedere lo sbreco. Il rattoppo insomma.

Per ora passo e chiudo... ad minchiamo il post fu..

chiedo venia.

Di seguito play list, rigo-ro-sa-mente mia.

Si, la Musica è il meglio! Cosa altro potrebbe guarirci e liberarci dal male? http://youtu.be/SsTXJRwXIbE genio mitico ed immortale e soprattutto moderno, ed attuale!


QUESTA LA DEDICO ALL'IMPAGINAZIONE... http://youtu.be/utphlU3rTQw la voce mi ricorda il mitico Ozzy.

Mitici, appunto --------> http://youtu.be/geLR_0_mLYM spettacolare esecuzione …..

novità.. mi piace molto questo brano dei Soundgarden http://youtu.be/KgWS6DkogV0

ed anche questo, di un cd uscito nel 2011.. http://youtu.be/XmIqIVxUuKs

§§§


questa l'adoravo..... Matteo somiglia a Liam (eccezion fatta per gli occhi – perle scure quelli di Matteo)... e l'ho sentita a tutto volume, mercoledì scorso, quando durante l'unica mia botta di vita e distrazione e stravolgimento (mi sono stordita felice, con il prodossido) !

(la pulizia routinaria dal dentista) – mi ha resa felice riascoltarla

e poi...un adorabile e Unico Personaggio re, dei miei ricordi http://youtu.be/TyeNrGv4288 e dei miei sogni tranquilli e sereni.. possibili.. dolcissimi.

Variaazione rap! --------> http://youtu.be/ewRjZoRtu0Y

E.. Subsonica. Mi piacciono, sempre piaciuti. -----> http://youtu.be/Ib82-toByls

http://youtu.be/6LzizKEnr-0

…...................................Ma questa non la conoscevo. http://youtu.be/6WxG8w53dhw

§

E ancora..

un vero Genio italiano (già messe, ma le riascolto no, volentieri, di più!

  1. http://youtu.be/xJM_oz6f1Io (rimette tutto a posto, finalmente). Già presente nei miei box laterali, nel 2011.

  2. già messa in questo blog, nel 2012. Si, --- gurdare avanti, ma per farlo, bisogna sentire sempre il ricordo :-) http://youtu.be/VZg1ENJMHcA perchè attraverso esso, andiamo avanti. :-) 

  3. che riesce ANCORA a sorprendermi! ------> http://youtu.be/i_9T_X9J2_M

GENIO. Punto!.


Concludo la play list bisLacca, con la colonna sonora delle mie faccende (“i lavori”).

http://youtu.be/Dy-2LZpsziQ

Solo un estratto, per chi non ha voglia di sentire tutto il cd.

http://youtu.be/qyruUKMXVPw

 

 
 
 

*)

Post n°1053 pubblicato il 09 Novembre 2014 da Roberta_dgl8

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foto mie.. aprile scorso  - via S. Alessandro, Roma, pezzi di agro romano.

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Settembre scorso castel Porziano

  

 

 

 

 
 
 
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