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Roberta_dgl8
   
 
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Un blog creato da Roberta_dgl8 il 16/07/2010

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Fabrizio De Andrè

 

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Post n°983 pubblicato il 17 Aprile 2014 da Roberta_dgl8

Mi scoppia la testa. La luce di aprile, filtra dalla tenda. Hanno potato gli alberi del giardino. Direi.. un po' troppo. Hanno tolto la mia adorata ombra, dei pini che mi hanno vista sorridente, nelle età della vita. Ma perché eliminare eccessivamente la capigliatura degli alberi? Perché in questo modo! come una donna che va dal parrucchiere e chiede una spuntatina, e le fanno una testa punk.     Penso ai nidi dei poveri uccellini distrutti, e , mi dico, che si esagera sempre dove non si deve esagerare.

Aprile. Apri-le tue braccia al rosa di questi alberi... alla polvere rosa. Di questa ennesima primavera. Un po' fredda. Un vento gelido di tramontana, ha avvolto la città eterna. L'ha fotografata ieri in una sorta di nuvola di vento appunto gelato, come una firma, sul cielo azzurrissimo e le sere blu - che conferiscono un gelo, che nemmeno l'autunno sa dare.. L'intreccio delle stagioni, a cui abbiamo voluto dare un nome fermandole. Il vento gelido, si è fermato pure sulle mie ossa, sul collo, mi ha baciata.. anche se, è stato troppo violento quel bacio.. più che altro è stato una sciabolata.. appena poggiata.. una sciabolata metaforica, per tastare la mia forza? ... la mia scrittura è un po' provata insieme a me. Sono provata io. Dalle continue estreme e confusioni della mia vita.

Non riesco più a scrivere come vorrei. Vorrei tenerlo invece questa sorta di diario squinternato, da una parte, e non ci riesco, perché dall'altra, vorrei andare via.. dove chissà. Via, non in una fuga, ma andarmene in una nuova vita di possibilità. Sempre fuggire vogliamo alla fine da noi... in una sorta di barbonaggio altrove. Vivere come gli animali? forse, è una metafora, certo.

La mia metafora, il mio diario squinternato, appunto.

E' che sono solo un po' provata, da me stessa e dalla vita. Ho letto, che nella vita, la partita a scacchi continua pure quando il gioco è finito:-)   una cosa così.

Avrei solo bisogno di accarezzare il tempo, e di essere io, accarezzata da lui.

Piano piano, dolcemente. 

Lo scorso week end, sono andata ad un seminario di due giorni. Una cosa davvero che ha messo a dura prova tutto il mio impianto psicofisico. Per una serie di motivazioni, che scriverle tutte significherebbe scrivere fino a stasera.. e lo farei pure. Nella ricerca di una sistemazione alla confusione mentale che attanaglia la mia mente, appunto, soffoca il mio cuore, e mi toglie le forze.      Il vento gelido arriva forse a sistemare tutto questo.. caro aprile. Apri le possibilità di questa donna...

Dicevo, il seminario.... sono stata contenta di aver portato a casa una piccola vittoria. E' stata dura, perché ho preso coscienza dei limiti accumulati nel corso del tempo. Ho esagerato.. non servirebbero due  0 0   al mio conto... ne basterebbe uno. Quello zero che c'era un dì... che mi avrebbe - che CI avrebbe, permesso di andare a Santa Barbara in California.. Già.

Volevo scriverlo sul profilo : città : santa barbara . california. stati uniti di america...

che i sogni non ci sarà nemmeno il vento gelido di aprile, a toglierli. Mai. Nemmeno la signora con la falce.  E senza martello. Nemmeno lei. Sogni veri. Sì. Sogni veri. Il corpo può dissolversi... loro no'. Non muoiono, insieme all'anima. Che altrimenti.. e mi fermo. Perché mi sa che non pubblicherò:-)

Insomma dopo la diagnosi di Matteo... si poteva andare in california. Perché io subito avevo compreso e capito, che era là CHE BISOGNAVA ANDARE. le risorse dalla parte alta della famiglia c'erano tutte. Eppure, si è deciso diversamente.. in questo salotto borghese di nome e di fatto della minkia, si  è deciso diversamente.     .... Colpa della "provincialità" della zia.. che pensa ancora a piante e giardini del kaiser. Che continua a mandare cartoline dalla parte del mondo che ha girato, dopo averne girato l'altra, e ora ripete il giro al contrario.

Avevo detto che non mi volevo fare intossicare. Da questo. Ma il talebano con cui vivo, è stato lui, ad amministrare in maniera scorretta le suddette risorse. Gli zeri ci stavano tutti.. era solo un piccolo frammento del mensile, che si poteva pagare, come fanno tutte le famiglie del mondo.. compresa la mia.. dove mia madre, rimasta vedova a soli 35 anni, non ci ha fatto mancare nulla, e ci ha fornito almeno una coperta ad entrambe, e, come ha fatto? ... senza battere il marciapiede? . Mia madre fa la differenza, perché non è mai stata una provinciale snob, con velleità altoborghesi.    Nelle priorità dei miei genitori, c'era la costruzione di un benessere volto al superamento delle difficoltà che la vita ti pone davanti e la costruzione di un bagaglio culturale che ti permettesse di guardare il mondo e farne parte a costruirlo con il giusto equilibrio.

Mi devo fermare e respirare. Questi non sono panni sporchi ma solo testimonianze. Le mie. Pubbliche, ma a suggello, conferma e sigillo, del mio pensare.

Il mio anatroccolone dorme... forse non sarà mai un cigno.. o forse diventerà qualcosa di più grande, nell'esplosione della sua anima. Dolcissimo amore mio, che hai lasciato un segno ... che solo il mio sorriso, e i sogni, riescono ad incollare la forza per poterti dare ciò di cui hai bisogno.

Scrivo molto male, lo so.

Il seminario. Dicevo. Partirei oggi stesso. Santa Barbara - California. Quella clinica e quei due professionisti, marito e moglie, e figlia, e collaboratori. Traduttrice, etc.

Sorrido, davanti al pc. Ora non è possibile.. Lo scrivo mentre la mia aiutante passa l'aspirapolvere... sto con i piedi per terra. E prendo per buono tutto quello che ho imparato. L'attestato ricevuto, la consapevolezza di ciò che per limite mio (in america ci potevo andare benissimo da sola, se avessi solo avuto più coraggio - con le mie risorse, - ma ho avuto paura).

Il seminario, dicevo. Ho ricevuto un attestato di partecipazione. Ho coinvolto le persone di scuola, faranno un lavoro su Matteo, ... e l'altra piccola vittoria, è che loro stessi mi hanno detto che dovevo muovermi prima, ma non - in una sorta di critica.. ma in una sorta di scambio costruttivo su ciò che si sarebbe dovuto fare per Matteo. Io già lo sapevo. Dai 4 ai 7 anni, in america appunto, e poi tornare con il bagaglio acquisito, e fare le elementari con quel bagaglio e le risorse sul territorio... Già. Basta senni del poi.. E' andata come doveva andare, soprattutto come poteva andare. Mi ripeto e ho bisogno di scriverlo per poi, rileggerlo.

Proprio per sganciare questo passato e passaggio e dirmi, che andare al seminario, oggi. Riuscire a dirmi tutta una serie di cose, coinvolgere la scuola, ammettere le sconfitte TUTTE, fare una sorta di auting (è la parola corretta?) e dirmi che sono anche io responsabile, mi fa acquisire appunto una nuova consapevolezza.

Mi fa anche perdonare (perché è questo che voglio) gli egoismi familiari. Prendo coscienza di questo presente, e porto a casa una piccola vittoria, di cui ho perfino paura a scrivere...

sono 3 giorni che non si butta per terra, quando va a scuola. Un piccolo rinforzo al contrario, un rinforzo positivo, grazie alla mia acquisizione della metodologia dimostrata al seminario.  E una goccia nel mare, certamente.    Lo so.

Ma per la prima volta, ho avuto il diario di bordo dalla scuola scritto di suo pugno.

Per la prima volta, dopo tanto tempo - da anni, abbiamo incontrato tre ragazzette della sua classe "ciao Matteo" !!! con un sorriso che era il suggello della primavera vera e dei colori dei mandorli in fiore, e la mia felicità - solo per un "ciao" ! di innocenza e splendore, di vera grande bellezza, che sfugge ai più... nemmeno un nano secondo è durata, ma è stata scintillante.. ed è questa la mia scelta. Un battito di ciglia, una goccia di pioggia, un cip di un uccellino, un fiore che erompe.

Il resto, è ancora fatica, consapevolezza e gineprai senza fine.. in cui, mi districo e continuerò a districarmi.. perché forse sarà un cigno diverso, ma diventerà pure lui, con la mia speranza e la mia forza e tutte le mie energie uno splendido cigno.. forse fuori dal coro.. forse che camminerà da solo... ma non è detto. Non è detto.

Ho speso tantissimo, in soldi, energie e fatica.. Ma chi non fa tutto questo per il proprio figlio? .. certo è difficile, con le risorse sia economiche che fisiche ridotte allo stremo, .. è difficile. Ma come dice Monica, il bello di non avere scelta, è .. non avere scelta.

E' questa E' - la mia vita. E sono io.

Sto crescendo:-)   sto diventando grande eh! che fatica..

 segue, play list bislacca :-)

http://youtu.be/qtAhlPcdh9c

http://youtu.be/uIT6vdjsqsc

http://youtu.be/0sB3Fjw3Uvc

http://youtu.be/59oQVCaoT-0

http://youtu.be/UhjG47gtMCo

http://youtu.be/_W7wqQwa-TU

http://youtu.be/d2rmScLelmE

 
 
 

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Post n°982 pubblicato il 07 Aprile 2014 da Roberta_dgl8

NUVOLE...

(foto mie fuori dal maneggio).    

100_3809

:-)

100_3810

E...

CONTRASTI :

100_3856

Arco-Baleno :-)

100_3866

 
 
 

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Post n°981 pubblicato il 07 Aprile 2014 da Roberta_dgl8

"par condicio" :-)

Dopo il cavallo bianco, il cavallo nero:-)))

Matteo e Sandokan

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FORMINE...

Sembra una stupidaggine, ma che fatica fargliele fare!!  

100_3753

 
 
 

§

Post n°980 pubblicato il 07 Aprile 2014 da Roberta_dgl8

Se non mi "sblocco" ora, non lo farò più.

Sì, ci sono andata al convegno. Convinta. Motivata. Anche con le consapevolezze. Per fortuna, se.. di fortuna si può parlare.

L'autismo nella letteratura, l'autismo nella biologia, l'autismo nella psichiatria. Attrice di turno, con problema... sportivi, direttori di circoli alla page, ministri e sottosegretari. Regista, scrittore, scrittori e scrittrice.

Un bel convegno. L'autismo nel cinema.. come collegamento tra una struttura di Bergamo e la sensibilizzazione al problema.

Ma.

Siamo ancora così lontani. C'è il mare. C'è un ragazzo. Il mio. C'è un numero : lui.

C'è la mia situazione economica. Ci sono io. I miei limiti.

Sono uscita da là, che sembravo tornata indietro tanti lustri. La stessa sensazione di avere capito, le cose, e la stessa impotenza. Tra il dire.. e - e, il fare.

C'era anche un "prelato". "La chiesa tanto ha fatto per gli autistici".    Don"... "padre", ... avrei voluto alzare la mano.

Mio figlio Matteo è stato respinto dalla catechesi.

E poi il prof... "star". Sì. Il prof. STAR.     Avrei voluto alzare la mano. Prof. lei è un grande. E' bravissimo. Preparato, un luminare. Lei ha organizzato tutto questo. Anni fa sarebbe stato impensabile. MA. Avrei voluto alzare la mano. Prof. Scusi.    Si ricorda di me? Un suo amico d'infanzia nonché direttore di un grande gruppo scout - aveva organizzato con lei una serata in un teatro "scoutismo ed handicap", - ricorda? Sì ricorda, di mè? Le chiesi se poteva seguire il mio bambino (all'epoca lo era ancora). Mi disse di sì. Di mettermi in contatto con la sua segretaria. Che, per far prima avrei chiesto l'intramenia.   sa.. ormai non aspetto più.

Ma non ce l'ho fatta. Ad alzare la mano. Non ce l'ho fatta, nemmeno a venirle vicino. Eh sì che io ho una faccia di bronzo.. non mi ferma nulla. Nemmeno le pallottole. Ma non ce l'ho fatta.

Così come.. il bellissimo intervento del suo (si fa per dire) braccio destro. Del suo sottoposto ... temine improprio. Tante belle parole! . Anche là. Avrei voluto alzare la mano. ... Dottore, si ricorda? è dal 2011 che Matteo non ha più una diagnosi funzionale, non riesco più ad entrare in contatto con voi... e, si ricorda? la brutalità della sua conferma della diagnosi, con - contraddizione, con quanto detto l'anno antecendente?

Mi fermo. Respiro piano. E mi viene in mente "sally", più che albachiara.

Ho pianto, un po'. Quando nella cinematografia richiamata.. si sono mostrati un paio di film. Storie vere.

Mi sono sentita un numero. Un numero nella letteratura psichiatrica. Mi è tornato a bomba, tutto quello che studiai, dopo la diagnosi di Matteo nel 2004. Tutto. La mia fuga, e la mia discesa,. Non - non -- all'inferno. Quello sarebbe stato una sorta di paradiso.. si si.

Ma è acqua passata, un acqua limacciosa, d'abisso profondissimo, dalla quale sono risalita, perché il Padre Eterno, che c'è ESISTE, sul serio. Mi ha ripresa per i capelli... Perché non era giunta, e non  è giunta ancora, la mia fine. Che poi io, non finirò così. Finirò lassù. In un cielo pieno di fiori, come nuvole. Quando il terreno per Matteo sarà ultimato.

Io mica lo so bene, cosa posso fare, ancora, per lui.

C'è un corso, costosissimo. Che organizza uno dei medici di cui, sopra. Ci sono degli americani , che devono venire ad illustrare una serie di strategie comportamentali.

Devo prendere il buono... e andare avanti. Fare ammenda, e socchiudere appena gli occhi, ad un mondo, che ti spiana la strada, se hai le possibilità economiche, Un bel portafoglio a soffietto.

Non come me, che faccio i conti della serva, più o meno ogni giorno, e che mi arrabbatto con un piccolo gruzzoletto, al quale mancano un paio di zeri in più.

Dicevo di questo corso. Si terrà venerdì e sabato prossimi. Tutto il giorno. Sono riuscita ad ottenere il pagamento da parte della scuola (a mio modo sono una grande, sì) - per entrambi gli insegnanti di sostegno. Ma uno ha già detto che non verrà.. è un pendolare. Ma, allora, mi dico, cosa caxxarola, l'ha preso l'incarico a Roma? se hai già nel cassetto, la richiesta di un trasferimento peraltro in una scuola superiore? ... ma ci capisci qualcosa di autismo? . Socchiude gli occhi anche la mia anima... è una brava persona, un pezzo di pane. è buono con Matteo, ma, non basta la bontà, serve la professionalità. Che manca. Manca tutto. L'unica cosa certa è la frammentazione. Degli intenti. Come muoversi in questo ginepraio... c'è stato un momento, pensando ai cartoni animati che vedeva Matteo quando era piccolo, ai libri che gli leggevo, che mi sono sentita come simba.. il leoncino.. dopo che scaar lo zio cattivo, ha ucciso il padre. E lui per sfuggire alle iene, si getta dentro un rovo.

Hakuma matata non ci devo pensare. Non devo abbattermi. E difatti non mi abbatto.

Prima, carica come e peggio della moglie di un beduino, mi dicevo che non sentivo la fatica. Che vorrei davvero, che tutti i buchi nell'acqua che faccio, (i sassi che getto) mentre finiscono giù, ... andassero a toccare, il fondo, per fare sgorgare qualcosa di buono... uno zampillo di positività.

Che già c'è.. va a cavallo felice.. anche se lo trattano male... Va in piscina, anche se nuota con le mani nelle orecchie. Ed ora, non ne volevo scrivere.. Frequenta anche un corso di ceramica (gratuito) - (molto arrabbattato, in cui gli faccio io, da terapista), e fa una mezza specie di allenamento di rugby per ragazzi come lui.

Praticamente.. sono tutti come lui. Lui è il più bello, il più particolare, il meno sclerotizzato. Ma si mette a mo' di indiano, con le mani nelle orecchie, e non riescono in 3 a tirarlo su.     C'era anche il giornalista.. famoso. Mi ha abbracciata, baciata... "non te la prendere". Io mi sono accoccolata sul figlio. Io non sono una penna prestigiosa, come la sua. Lui mi guardava (il padre). Lo so... modello barbona.. Non pensavo mi baciasse. Ci ha dato delle dritte.. dovete chiedere l'assistenza domiciliare, e poi, l'indiretta. Ma  noi abitiamo in un quartiere difficile, ... e la indiretta non la danno, per ora. (peraltro sono ancora in lista di attesa, per ottenerla, sono insieme ad altri 160 utenti).Lo so già che con quell'assistenza indiretta, e un po' di risorse personali, lo potrei mettere un educatore per Matteo. Ma guarda... e nel frattempo? Nel frattempo.

Nel frattempo, IO, faccio tutto quello che posso.

Nel frattempo, come ha detto Patrizia (lei è un camionista peggio di me'), non è che posso andare a ba..ere il marciapiede.  Non ho la badante. Non ho la filippina. Ricopro da me, le due cariche.

Mi sarebbe piaciuto dirglielo. Non mancherà occasione.. :-)   sorrido nonostante tutto.. Io lo sapevo, che lui mi si ricordava. In fondo, lui, per quello che può sensibilizza e nelle sue pagine, mi ci rispecchio. Ma siamo tutti differenti, ogni autismo lo è.    Ci siamo raccontati le esperienze. E' molto dolce, alla mano. Sensibile. E forse un bel giorno, qualche grande progetto entrerà in porto. ...        Lui si è trovato bene, con la cooperativa privata che è la stessa che ha seguito Matteo per due anni. Ma anche in questo caso, servono risorse maggiori, ci vorrebbe appunto già l'assistenza domiciliare indiretta, e, siccome io mai la chiesi in passato, con le mie poche e minime risorse, --- va da sé ed è chiaro, che, la cooperativa in questione, ha mandato "chi poteva mandare".    Che per un po' è andata anche bene.. ma ci sono delle dinamiche familiari, anch'esse importanti per il giusto incardinamento, e, come ho già scritto, il puzzle per combaciare, deve avere tutti pezzi.

Già.

Provo a non pensare al puzzle. Provo a pensare ad un bel quadro, ad un bella pittura, in cui , anche se manca qualche colore, può uscire fuori lo stesso, un quadro bellissimo. Anche se, ieri, Matteo, in un attimo di ira funesta ed incontrollata, ha rotto l'ennesimo vetro, ed io l'ho pistato di botte come l'uva. .... Lui non si è fatto nulla. E di ferro. Mi sono fatta male io.

Anche gli uccellini si sono ammutoliti, per farmi scrivere in questo silenzio. Perché pure, se io, non sono e sarò mai una scrittrice, la scrittura, mi serve per ricomporre i miei di pezzi. In questa Vita che amo, e continuo ad amare, anche quando mi sembra la strada un tapiroulan, ... un allenamento continuo, in cui io, mi alleno e continuo ad allenarmi (mi sembra) in un palestra spartana.

Roberta

 
 
 

°

Post n°979 pubblicato il 31 Marzo 2014 da Roberta_dgl8

 
 
 

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Post n°978 pubblicato il 28 Marzo 2014 da Roberta_dgl8

Io e Matteo abbiamo salutato una quindicina di giorni orsono l'inverno al mare.

 Ma lui non si è ancora congedato:-)

 
 
 

§

Post n°977 pubblicato il 28 Marzo 2014 da Roberta_dgl8

Luna a forma di cuore (capovolto) tra gli alberi.

http://youtu.be/VwubCNGPwYA

 
 
 

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Post n°976 pubblicato il 28 Marzo 2014 da Roberta_dgl8

Luna gialla e luna blu.

http://youtu.be/WM6J-InSnZk

http://youtu.be/r0Spl1cOf-o

 
 
 

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Post n°974 pubblicato il 28 Marzo 2014 da Roberta_dgl8

E' molto tardi, tardissimo. Le giornate dovrebbero essere composte di molte più ore, il tempo siamo noi.. troppo grandi, e lui l'abbiamo fatto troppo piccolo. Oppure abbiamo creato troppi alambicchi inutili in questa vita e ci sfuggiamo, ci sfugge tutto.

Ho bisogno di scrivere. Disperatamente ma anche onestamente. Questa è la mia strada, di improbabile scrittrice da strapazzo, poiché se così non fosse, farei davvero la scrittrice,  indipendente, mi godrei questo pezzo di vita che ancora mi aspetta, strapperei un poco ancora di piacere. Di leggerezza di consapevolezza acquisita facendola camminare davvero sulle labbra e sulla pelle.

Sorrido ogni giorno alla durezza della mia vita.

Non c'era mica bisogno che me lo dicessero alla televisione che il presidente USA è venuto qui per i suoi scopi. Lo sapevo già. Lo so come gira il mondo. Non sono un'ingenua. E stasera non mi andava assolutamente di discutere di questo con il coinquilino. Lo vorrei presente altrove. Alle associazioni. Con gli altri padri. Anche a fare buchi nell'acqua come faccio io. Perché la vita forse è tutta un buco nell'acqua. Ma vale sempre la pena di provarci. Di crederci. Vale sempre la pena di remare. Non far remare solo ad uno quando nella barchetta si è in due, e poi se la barca imbarca acqua, mettersi a dormire, e continuare a far remare, e dire, che si può... perché la barca, è solo di un proprietario (non è vero!), e i viveri, solo approvvigionati da uno.

Balle. Grandissime balle.

Eppure da tutto questo ripartire, felici. Non una felicità fittizia, improbabile ed assurda. No. Vedere tutto questo. Incamerarlo. Vederlo, rivederlo ancora. Provare a trovare un perché. Già. Quando questo perché non è facile affatto. Quando, la via di fuga e l'illusione sarebbero le uniche amiche e compagne. No. Non le voglio. Preferisco lo sfogo di una scrittura che torna perché è equilibrio. Sano sfogatoio in mezzo alle ammaccature della vita, non solo mie. Ammaccature feroci. Che la vita da. Da cui nessuno è esente. Eppure io mi sento felice.. non ancora liberata, ma libera si.

In realtà io non volevo tornare, a scrivere. Volevo andare via, per sempre. Ma si vede, che invece devo restare, a scrivere. Ed anche, quando troverò l'uomo di cui parlo nei post precedenti, tornerò qui, per descrivere la fase nuova. E qualora (perché l'ho messo in conto), non dovesse questo accadere, allora lo stesso restare.. perché verrà da se, anche il momento del lascito definitivo . Tutto arriva. Prima o poi, tutto muta e si modifica, senza andarlo a ricercare, senza dirsi troppi perché.

I miei occhi come sempre cercano lassù una luna latitante. I capelli sono cresciuti più folti di prima. Queste strane giornate, sono piene di contraddizioni naturali, nell'ennesima primavera che fiorisce in un inverno che rientra senza avvisare, se non, in un presentimento - matematico, improbabile ma verificabile e verificato. Freddo.. e pioggia e mandorli in fiore..un poco sbiaditi. Fiori rosa, fiori di pesco, tra nebbia e aria invernale. Verdi e marroni e rossi, che sembra autunno. Vetrine piene di primavera che non c'è più. Per chi viaggia verso altri lidi e altre possibilità, forse portogallo ? come la vecchia zia che latita e nuota e sguazza nel più becero egoismo. Ma non voglio farmi intossicare da questo pensiero. La tossicità incamerata e sbagliata si ritorce contro, ritorna a galla tutto quel veleno , compresi gli sbagli e la loro ammissione. Sulle mie labbra il veleno si farà miele, perché ho imparato ad esserne esente.. forse la vita è tutta una prova, forse la vita è tutto un tentativo di possibilità.

Sono felice.. stranamente felice. Libera, ma non ancora liberata.. come fan fan. Come lei. Anche se molte più lune, (e soli) - mi differenziano da lei..  ma la mia è solo una metafora.

Credevo che il cerchio lo dovessi chiudere nella sua quadratura.. sbagliavo. IL cerchio io lo devo spezzare. Il cerchio va semplicemente (e faticosamente) spezzato.

di nuovo (e ancora una volta) tutti i miei pezzetti..

http://youtu.be/kWDCDADXIqE

 
 
 

Col corpo capisco

Post n°973 pubblicato il 11 Marzo 2014 da Roberta_dgl8

La mia ferita profondissima, mi parla. Io, gladiatrice a mio modo. Altro che. Il Colosseo dalla discesa dei santissimi quattro. Avvolge tutta l'aria sopra, l'inghiotte. Tra strade, improbabili, di una Roma Medievale, meravigliosa, muta, taciturna e nascosta. Chiese e chiesette. Traffico, spartitraffico, sanpietrini, e poi davanti colle oppio. Ti giri un attimo il Colosseo. L'ala vecchia dell'ospedale, porta in un ottocento paesano, in un quadro che riempie il cuore. Il tempo, si è fermato.

Gli studenti per diventare infermieri, una botta di ottimismo, e tanto verde. Là c'è la maternità. Dove sono nata. E c'è anche l'ala vecchissima, il padiglione ora ristrutturato dove è morto il nonno Paterno.

C'è un'aria meravigliosa. Ti senti fortunata, certo ad essere nata e vivere qui, ma tu vorresti proprio affacciarti e vedere tutto questo. San Giovanni, che sovrasta. La scala santa, che rifarò. E questa aria, e guardi su, e dici e scopri di essere viva, per la prima volta, dopo tante volte.

La luna è tornata ad affacciarsi, io voglio legare tutti i pensieri. La ferita parla, fa tanto di quel male. Ma è da là, che riparto, che mi riabbraccio.

Forte, che più forte di così, non mi sono abbracciata, mai.

Ho deciso di sorridere e il dolore passerà. Ora so, come fermarlo. Sì, lo so. E non lo scriverò. Lo tengo per me. Perché sono ancora troppo e così fragile. Quando si è molto forti, si è anche fragilissimi.

Ho sentito lo zio, nell'anima, dentro me. Il fratello di mio padre. Un sensazione onirica di giorno, impercettibile, di rientro, di ritorno, del mio sangue che scorre, lo sognai di notte, tanto tempo fa. Ne scrissi pure... Era così triste.

Volevano fossi forte e studiosa.. e io invece una pianticella ribelle, che proprio non ne voleva sapere di stare dritta. Preda di tutti i venti. Soprattutto quelli della sera. :-)

Sono tornata da me. Finalmente. La ferita parla, attraverso le mie dita. E' solo il contraccolpo di tutti i colpi. Tanti, troppi. Troppi. Sta tornando tutto, riemerge tutto, ed io lo vorrei scrivere, perché spinge, ma stavolta, la novità, è ... che me lo tengo, per me:-)

Non perché non voglio condividerlo, ma perché per ora, è questo che sento, completamente.

Sorrido alla mia consapevolezza. Se saprò bene equilibrarla, non diventerà malattia. Io non ce la faccio diventare. Sento la ferita. So che è l'ennesima prima vera che parla. Che sembra prima, ma prima non è !!

non ci riesco a scriverlo.

Forse non scriverò più. Ho usato tutte le parole, fino a quando ne ho sentito il bisogno di farlo. Ma il mio equilibrio, ora, mi impone di non scrivere, più.

Per ora, è così.

Magari poi torno, più logorroica di prima!

Ma ora, adesso tutta la mia energia rinnovata, ritrovata, mi occorre, tutta per me.

So di avere costruito dei ponti bellissimi, delle trame dolcissime e sensibili. Mi sapranno aspettare lo so.

Vi lascio con due brani. Che mi fanno riabbracciare, sul serio. A me stessa, alla vera me stessa, ai miei pensieri e al mio cuore e all'anima. In un certo senso, io, non sono mai stata più felice!. Ok, sono sincera, ... me l'aspettavo un po' diversa, la felicità!, ma la Vita ci sa stupire sempre. La Realtà, ci stupisce sempre. Noi, ci stupiamo e siamo felici, quando torniamo da noi.

A presto rileggerci! Spero

Roberta

http://youtu.be/fPVUa29kHu8

http://youtu.be/852fIw_I84I

   

 
 
 

Sogni

Post n°972 pubblicato il 08 Marzo 2014 da Roberta_dgl8

Solo chi guarda in faccia la realtà, può ancora sognare.

Io che lo sto facendo - lo faccio - sogno ancora - credo ancora, nel  mio sogno. "non smetterò di cercare". Quella persona per cui io sarò la summa di tutti i suoi tasselli, anzi, di più. Non smetterò di cercare chi vedrà e sentirà  in me, il superamento di tutti i suoi tasselli. Chi saprà cogliere e scorgere in me, lo splendore più grande. Quello che davvero io sono. Il mio contenuto, non solo - il mio contenitore. Tutto. E lo supererà, lo supereremo insieme. Farà delle mie insicurezze la sua forza, ed io gli restituirò lo splendore, che merita. Che meritiamo insieme.

Grazie J.L. - grazie infinite, per avermi ancora regalato quel sogno in cui non smetterò mai più di credere, e mai più tradirò.

Roberta

* doppia versione, perché il video che cercavo non c'è e questi che ho trovato, sono bellissimi entrambi. Non posso scegliere. Vorrà e varrà il doppio ascolto di questa perla meravigliosa.

http://youtu.be/6lLs2dC9NaE

http://youtu.be/giN6m-sfzng

 
 
 

Auguri ?

Post n°971 pubblicato il 08 Marzo 2014 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

http://youtu.be/267CDzvIlXg

no, grazie.. sapete dove dovete mettervela anche quest'anno, vero? Lasciatela sugli alberi, che è meglio!

 :-)))))

 
 
 

A me stessa :-)

Post n°970 pubblicato il 08 Marzo 2014 da Roberta_dgl8

 
 
 

Post N° 969

Post n°969 pubblicato il 08 Marzo 2014 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Ho fatto un'abbondante colazione stamattina. E' già quasi ora di pranzo e la casa, tace. L'aria sembra di ovatta, sia quella dentro la mia casa, che fuori. Ieri è uscito un sole superbo, un calore avvolgente, compagno di un vento invernale, meravigliosamente frizzante. Questo crepuscolo inverno-primavera è sublime, lo colgo smarrita, mentre mi ritrovo. Sempre coglievo i crepuscoli, ma ora, ancora di più. Molto molto più intensamente. Mi appartengono completamente. Mi fanno ritornare da me, in un abbraccio che sognavo catartico, ma la catarsi non c'è stata. Ne sorrido comunque. Le mie lotte intestine continuano. SI spostano, sopra, direzione stomaco pancia viscere, e raggiungono il cuore. Sono dietro le spalle della vicina sudamericana con i capelli neri e lucidi che porta a spasso il suo neonato. Sono nel crepuscolo invernale-primaverile, nei miei viaggi nel passato che torna e si rimette a posto, con me. Restano gli incubi. Notturni atroci. Ancora di più, quelli della mattina presto. Quando sveglia per andare in bagno, alle 8. Mi riaddormento e in preda alle mie angosce, ai miei incubi, essi nella loro forma peggiore, nel sonno, si ridestano, e mi ridestano dicendomi che a tutto serve, per leggere dentro di noi. Il mio narcisismo malato, la mia gelosia atavica e profondissima, la mia insicurezza feroce. Il mio non riuscirmi a perdonarmi fino in fondo, le mie ossessioni atroci. Inutili, logoranti. Ma ho deciso di vederle, non di soprassederle. Ed è qualche cosa di più grande di una semplice vittoria. Sebbene, la paralisi, la faccia ancora da padrona. Sebbene, debba coesistere con ciò che comprendo.

Le vedo e sorrido. E anche se il perdono non arriva profondo, fino in fondo, arriverà. Non per inerzia o fatalità. Ci vorrà solo il suo tempo.

Il vento ora si è alleato con le nuvole, e un'aria grigia mista con la nebbiolina impercettibile di tutti i pollini, mostra un'aria davvero surreale e ovattata. Sembra tutto avvolto dall'ovatta in un silenzio che io non voglio interrompere: Matteo dorme. Ma  è così tardi!

E devo ancora fare la doccia.

Le mamme delle elementari, gli incubi, le sconfitte, una parte di me, tutte le parti.

Per loro, io, ero uno specchio dove non si volevano specchiare. Però, mi copiavano la pettinatura, mi copiavano i colpi di sole, il modo di vestire, tutto. Un po' come aveva fatto la psicologa.

Non credo di avere sbagliato tutto. No. E' che il dolore, per gestirlo, ci vuole davvero una forza terribile, che a volte non si possiede, e, se si possiede, sembra sovrastarci e fare sfuggire tutto l'equilibrio per una sana ricostruzione.

Il fatto  è che devo sul serio perdonarmi ancora. Per non essere karina, ma a volte solo un po' carina. Per davvero capire tutto e tutti, anche quando non voglio, per avere sempre il vizio dello scavo interiore. Seppur senza andare nei bassifondi, del cervello, che a volte, ci si va, pure là per non morire.

Ma allora in questo giorno, in cui come al solito il post-it non esce come volevo, io libero questopensierovolatile che mi serve per sostenere il mio cammino. 

Di seguito, voglio vedere se riesco a mettere una bellissima immagine, che stava su un mio blog amico.

Non me ne vorrà, ne sono certa :-)

Passo e chiudo. (a dopo) - forse.

http://youtu.be/MGUeS_iZ-gw

http://youtu.be/EDwb9jOVRtU

 
 
 

Post N° 968

Post n°968 pubblicato il 07 Marzo 2014 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Se l'angoscia passa dal mio stomaco (e poi dall'anima) raggiunge le dita, e lentamente con le parole, si incollano i miei pensieri, nel circolo del corpo, allora la posso lasciare, qui. Anche.

L'aria è frizzante, piacevole.

La piccola fila di alberelli, sulla strada, forma tanti archetti, come tante porticine, che devo passare, verdi, volte. Il sole non si decide ad  uscire, ma è lei, "l'aria", che accarezza gradevole.

Ho il piumino addosso, aspetto che mamma mi chiami. La piccola belva feroce stamattina era più feroce del solito. Lasciarlo con la solita pantomima, e senza nulla in corpo, io, ammutolisce il mio cuore. Sembra io non l'abbia più. Allora mi dirigo, sulla mia strada, e la vedo lunghissima, e gli alberelli - appunto - me la indicano, come fossero tante porticine. Prima di arrivare dal signore su una "t" particolare, T, che coniuga il tutto. Al quale chiedo il punto e la fermezza.

Perché la scrittura sento è la strada che mi aiuterà. La mia scrittura il mio procedere attraverso essa, attraverso essa, consolido i miei pensieri, tornano a galla, come un sub, sebbene, io ad andare sotto acqua non sia bravissima.

Attendo che il telefono squilli, mentre la musica degli uccellini si confonde con il linguaggio straniero di operai e rumori di lavaggio strade, da lontano. Il venticello freddino, ancora, è mescolato con una primavera prorompente che rende il cinguettio più potente dei clacson delle automobili. Hanno avuto coraggio, gli uccellini a resistere alla pioggia. Hanno ali più grandi di me. Anche se non sembrerebbe. Ma non sono soli, nel sole che non c'è. Hanno un coraggio che porta insita la potenza della natura. E annunciano ciò che di nuovo torna.

Io attraverso la scrittura faccio come loro, forse.

Mi sembra di procedere, di andare. Penso, non fuggo. Penso a Matteo, talmente intensamente, da non sapere più dove finisce la simbiosi, e dove comincia il distacco naturale, che per forza di sopravvivenza deve avvenire.

Non importa se agli occhi dei più (e anche dei meno) tutto questo potrà sembrare contorto. Le contorsioni fanno parte di questa macchina perfetta che siamo, di queste cellule misteriose che ancora non abbiamo bene scoperto, di questo meccanismo collegato a questo muscolo e ad altri. Di noi.

Vorrei che i miei pensieri, quando scorgano dal cuore e dalla mente - lenissero poi l'anima, si fissassero sul mio corpo, sulle dita. E li inserisco .. qui.

http://youtu.be/q2QjxWtN3vg

 
 
 

:-)

Post n°967 pubblicato il 07 Marzo 2014 da Roberta_dgl8

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Post n°966 pubblicato il 07 Marzo 2014 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Io le aspetto sempre le vacche grasse. Non - che piovano dal cielo, naturalmente. Le aspetto.

Così come spero che ritorni presto l'era del cinghiale bianco. Io, io non ci posso fare niente. E' così.

Ho perso i miei pensieri, non le parole.

Ho letto un libro bellissimo, breve ma intenso.

Sto mangiando un po' disordinata, e stamattina non ho mandato Matteo a scuola. Il ragazzo prima di lui, i suoi genitori hanno chiesto di poter fare un cambio. Ho detto che andava bene, e così ne ho approfittato per fargli saltare un giorno di scuola e farlo riposare. E ho riposato un poco anche io. Sono stati due giorni antecendenti piuttosto concitati, pieni di cose, come al solito. Ora sono in fase decrescente. Stanca. Provata. Sfibrata.

Martedì siamo andati allo studio dello psicologo. Là c'era un suo terapista che già faceva terapia con lui, e un'altra. Io e lo psicologo siamo usciti siamo andati al bar. Al bar accanto. Conosco benissimo quel bar. Questo piccolo studio, è esattamente vicino dove sta il centro di riabilitazione che Matteo frequentava, che Matteo ha frequentato per anni. E' tutto così diverso. Non che io pretendessi che fosse uguale.. "mamma perché le cose cambiano?" - anche io- da piccola, non sopportavo caratterialmente i cambiamenti, ed ho sempre, mio malgrado manifestato interiormente una sorta di avversione alle circostanze che si modificavano per casualità, o altro. Ricominciare, ogni volta da capo, sia nel mio passato per carattere appunto, e scarso adattamento, che in questa nuova circostanza, mi fa riflettere sul fatto che tutto questo mi costa doppia fatica. Mi rendo pure conto, del fatto, che anche scriverlo, forse è un incalzare di nuovo alla fatica, ma nel contempo, invece, mi fa bene, esporlo, condividerlo, manifestarlo nell'unico modo condivisibile, che - al momento e nel presente mi è dato di poter fare.

Il giorno dopo i terapisti hanno voluto venire da me. Abbiamo parlato per tre ore. Parlare per tre ore di Matteo, della sua vita, equivale ad una fatica immensa. Molti esami insieme, gestione del dolore, rigore, forza, ricordi, prese di coscienza e tanto altro. Ero stremata. Poi la scuola, e il cavallo. Su quelle sedie mi stavo per addormentare. Solo la tramontana gelida mi svegliava, usciti di là. L'appuntato volontario da libro cuore, che ha fatto la tesi su di lui, 2 anni fa,  è cambiato è diventato più severo. I manierismi di Matteo feroci, il suo soliloquio insopportabile. Però cavalca, e so anche che molte volte non coglie i comandi dei terapisti. Ne parlavamo con lo psicologo. Si brancola.. si fa alla bell'è meglio, in un disturbo in cui la precisione è d'obbligo. Ma non c'è preparazione per una cosa così complicata, e la prova di forza più grande è come sempre, come allora, come ora, come un anno fa la mia. Un anno. Sembrano dieci. E non esagero. E' la mia.

Oggi in piscina, - uno dei ragazzi della piscina, mentre lui era con il suo istruttore, mi ha guardato stupito, mentre senza un filo di trucco, con la tuta, i calzini le scarpe da ginnastica e i capelli modello deep purlpe - bob Marley mangiavo una stozza di pizza bianca. Parlava del sole che non c'era, se fossi stanca, ed io gli dicevo di passare alle domande di riserva. Ormai vado talmente in automatico, che la stanchezza, cammina con me, camminiamo insieme, è la mia compagna di viaggio. Si vede in quello che non riesco a fare, mi sono mangiata tutte le unghie non avevo avuto il tempo di limarle! di tagliarle. Ho fatto un viaggio nel tempo, quando ragazza, le mangiavo di continuo. Ci siamo parlati, ed io vedevo che mi osservava sotto una luce differente. Sono molto alla mano, di più, che quando sono vestita carina. Con la tuta, mi ha guardata le gambe non nell'insieme, anche se non si vedeva niente. Mi osservava  mi diceva che sono impagabile, la sua presunta stima nei miei confronti, mista all'osservazione della mia figura, era come una sorpresa per lui, ma ci teneva a dirmelo, e ne percepivo la genuinità. Mi piace questa forma di dialogo con gli altri, non formale. Mi ha detto che devo nuotare, o quantomeno tornare a correre, e che - la prossima volta, me lo chiederà. Inoltre ha detto di eliminare le due sigarette al giorno. Ho fatto un calcolo oggi con la calcolatrice, e sono troppe. In un anno assommate, sono veramente troppe. E sinceramente di farmi intossicare dalla nicotina e dal catrame non ne voglio sapere più. Due non fanno nulla, ma nessuna  è anche meglio.

Domattina, porto mamma a ritirare la tac. Un po' di paura c'è. E dormirei per due giorni, quando tutto è finito, quando questo periodo, è cessato, e chissà che accadrebbe al mio risveglio.

Oggi l'albero dalla finestra mi sembrava un vecchio di tanti secoli, con le braccia cadenti, ma senza allucinazioni. Matteo mi ha permesso di leggere. Mentre il libro mi aiutava a raccimolare i miei pensieri. Ha dormito. E' stanco anche lui. La Vita stanca tanto. Troppo.

La nostra. Oppure è solo questa primavera ennesima che spinge - spinge forte e l'inverno la fa entrare, con i suoi pollini e i suoi brillanti del sole nel cielo. Lui l'accarezza forte con l'ultimo stralcio di vento gelido, che conferisce alle nuvole e all'imbrunire che arriva molto più tardi, dei toni di azzurro meravigliosi - che mentre li guardi, poi pensi, che se li guardi intensamente i tuoi occhi per magia diventeranno di quella tonalità di blu, di cui tu, mai hai visto gli occhi di nessuno così.

Stasera la luna non l'ho vista. Non sono uscita e da qua non si è vista. Le stelle sì. Come una dell'altra sera, che ho scorto da lassù sola soletta. Come a dirmi, .. io ci sono sempre stata e ti ho sempre protetta. Eri tu, che non volevi guardarmi quassù. Una sera fredda e nera, con una stella, più splendente di tutte. Ce la devi fare, mi ha detto Francesco, ricordo questo nome. Devi farcela da sola, prendere la forza dentro di te. Leva dal corpo tutto quello che ti intossica, tutto quello che di tossico c'è. E trova la forza dentro di te. Ieri le consapevolezze erano come lance, come pugni di ferro nel mio povero stomaco. Tutti i caffè e la nicotina e il mangiare frenetico e disordinato, chiedevano il dazio, e solo la luna lassù in un cielo azzurro prima del preludio sopra descritto, mi consolavano. .. Le consapevolezze si aiutavano con il tramonto spoglio e il vento romano di tramontana. Non devo più analizzare niente, ora è tutto abbastanza chiaro, anche se io lo sento confuso. E' difficile vivere con noi stessi.

La prova più difficile della vita, il gioco della vita, è il più grande e importante, non possiamo sbagliare.

Mai.

Io spero nella mia via mediana. Tra seta e metallo, ... come sempre.

Serena notte.

http://youtu.be/kU_pF3q59Q4

 
 
 

PERLE

Post n°965 pubblicato il 04 Marzo 2014 da Roberta_dgl8

... ed altre letture, in perle.

Il linguaggio della verità è semplice.

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Non per la scuola ma per la vita, si impara.

(Seneca)

 
 
 

§

Post n°964 pubblicato il 04 Marzo 2014 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Chissà dove vanno a finire il post-it che libero si mangia. Ce l'ho in testa, tutto ancora, nel cuore, completamente. Ma perché non l'ho incollato?

perché non l'ho salvato.

Lo riprendo, ricomincio dal piccolo varco che il sole sta cercando di farsi tra le nuvole di questo cielo plumbeo che sembra fare cadere la sera prima del tempo?

O dalle stelle filanti colorate appese alle ante dell'armadio di Matteo sotto gli occhi di F.Z. ?

Dai sogni di stanotte, che non ricordo affatto, ma mi dico, che viviamo anche nei nostri sogni, magari quando dormiamo e non ce li ricordiamo, che al di là di ciò che desideriamo, più o meno profondamente, al di là di ciò che sistemiamo razionalmente durante il sogno, l'ordine subcosciente, c'è un altro strato - stadio - un'altra dimensione, in cui andiamo insieme a quel che ci suggerisce anche una stella filante. Matteo non è interessato a tutto questo. Lui ambisce altre stelle.

 A guardarle, queste altre,  sembra che qui ci sia stata una festicciola. Con i suoi compagni.

Mi dico e l'ho scritto anche prima, che non devo farmi guidare da questi sogni impossibili, che poi mi creano angoscia. Mi dico e l'ho già scritto che lui sarebbe stato conteso da più di una ragazza. Nonostante la camminata da pantera rosa, nonostante i suoi manierismi, la sua pelurietta sempre più incalzante, i suoi denti da "topesio" castorato, e il suo incedere dinoccolato e ubriaco, questo non deturpa la sua bellezza. E' bello. Nonostante il  musetto a punta, le dita delle mani tutte rovinate, la sua camminata a volte zombica e la sua oppositorietà - provocatorietà ossessiva, è bello. Allora mi dico che invece di sognare, mi dovevo prodigare industriare. Ma come avrei potuto sopportare, mi dico ancora, come potrei sopportare l'angoscia - superarla, mandarla via, da ciò che succederebbe? dove lui sarebbe isolato assente. Ed io cosa potrei fare? Ci vorrebbero due persone, con me, e suo padre anche. Cinque o sei persone, che dovrei sostituire io. Cosa che già faccio peraltro. Ma questa mi sarebbe impossibile.

Ieri il  mio cuore sembrava essere diventato di pietra. O foderato di ferro? o volato via? altrove? girando a zonzo nel cielo? a raccogliere ancora un sogno possibile, una speranza che non sia vana e che si incolli al nostro cammino? forse è andato un momento nell'etere a riprendersi anche i miei scritti che non ci sono più? Se lo è portato via il cielo plumbeo, forse il post it, come le carte piccine che scrivevo e poi gettavo, se ne vanno via come i coriandoli, ma non è uno scherzo, e non è sempre carnevale.

Insomma una festicciola, non sarebbe stata possibile. Allora mi interrogo sul fatto che non posso pretendere appunto l'impossibile.

E mi dico, che ieri, dall'ortopedico, mi sono sentita così, quando l'ho visto smarrito, assente, in una sorta di umanità diversa, misteriosissima, impalpabile, sconosciuta tra l'inquietante e la rabbia e una forma di tristezza che non so descrivere come se, volessi ritrovarmi in lui senza riuscirci, come se, mi fosse estraneo, mi fosse estraneo il posto, dove lui si trova.

Stamattina ho strizzato gli occhi forte, uscendo da scuola, senza l'ombrello sotto la pioggia. Ho cacciato via, l'immagine, la solita di tensione pre-entrata.

Mi faccio cullare dal blues, mi dico e rifletto, che sulla strada che ho intrapreso (l'unica possibile), - ho trovato una costruzione diroccata, in cui mi sto riposando (è questo il mio esistere ora), e, non so più se devo andare avanti e procedere su l'unica strada possibile, o fermarmi a ristrutturare questo rudere. La fine della strada si perde a vista di occhio, e alternative non ne ho. Ricostruire sarebbe faticoso, non impossibile, ma già devo faticare per accamparmi ogni giorno, in questa vita, in questo posto diroccato. Ogni santo giorno.

Non ho controllato che santo è, oggi:)

fra poco viene Patrizia a restituirmi l'ombrello. Sono felice di vederla, è simpatica/scocciata/folle, :-)

e mi da gioia di vivere, e soprattutto crepiamo dal ridere, per nulla.

Non li raccolgo tutti i pensieri sparsi nelle mie cellule cerebrali e del cuore.. ma libero, perché mi fai così? e perché non mi fai inserire il codice dei video? ma solo i link?

misteri della telematicità.

Ha piovuto ininterrottamente - sebbene, io, abbia dormito come un sasso la scorsa notte, benissimo, per fortuna. Forse sono andata alla festa con Matteo, nei paralleli del cuore e dei desideri, forse invece cerco solo le linfa e le forze nel sonno, per dire a me stessa, che lui è solo una sorta di pantera rosa hippy fuori tempo massimo ed io, solo una ragazza attempatella, che non riesce a rinunciare a qualche piccola comodità ed agio, come fanno i granchi aggrappati allo scoglio. Ma mi sa che invece, è proprio sul mio cammino che cerco la risposta e lo scoglio non l'ho ancora trovato, oppure ci sto salendo piano piano e procedo, per arrivare alla fine del percorso. Che vedo lontanissimo. E allora cerco di studiare le soluzioni..

Ci vorrebbe un piccolo elicottero. Un piccolo aereo, che mi portasse via un giorno, o anche due (facciamo 3 - esagerata!), - dalla mia vita e dal rudere. .. Mi dico che forse basterebbe anche un'automobile, che mi faccia vedere alla fine dove arriva la strada, ma quello è compito mio. Allora no', meglio l'aereo.. il piccolo aereo, che mi passi a prendere, e mi permetta poi di vedere dall'alto meglio - tutta la panoramica. Poi mi dico, chissà, magari  è pericoloso, poi dopo, non voglio tornare più, indietro. Nonostante la strada sia una, quindi, ho ancora un paio di possibilità. :-)  - E devo essere calma. Procedere piano.

Ho ascoltato un blues meraviglioso, mentre scrivevo l'altro post (che libero mi ha portato via), un blues che mi fa venire una sorta di sonno stupendo, come "cara", vuoi andare a dormire?

E prima di aggiungerlo, raccolgo i pensieri "divorati", su un Oscar vinto da questa città che ancora vince tutto, e che lo vorrei andare a ri-vedere da mia madre, perché qua, la televisione è impossibile vederla a causa del tiranno MatteoI^ da Roma, appunto.

Li ripiglio i miei pensieri, ma non sono come quelli di prima. Tutto ha un senso, anche questo ce l'ha - così come avrà senso interrogarmi certamente sulla costruzione diroccata trovata sulla strada, la strada stessa e quello che scoprirò vivendo come diceva L.B. non Borges, naturalmente, che spero tanto di poter riuscire a leggere, prima o poi.

Per ora blues! un brindisi con lui al mio post.it cancellato.

http://youtu.be/M7EGit78QCQ

 

 
 
 

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Post n°963 pubblicato il 03 Marzo 2014 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Nel sabato passato, sono stata capace, di guardarmi finalmente e completamente DENTRO.

Nel mio viaggio interiore, ho sistemato tutto. I miei bagagli. Non c'è bisogno di scriverlo precisamente "qui". Ne prendo atto e lo scrivo in sintesi.

Mi tremano le mani. Perché è stato difficile,  moltissimo.

E tutt'ora lo sarà sempre e ancora di più. Lo so. Ma aver sistemato ciò che per imprecisione mi stava arenando su me stessa, mi fa sentire l'orgoglio. Vivo. E il tremore delle mani ne è la dimostrazione.

Mi hanno accompagnato queste canzoni, in questo nuovo passaggio, che voglio condividere con chi si trova a passare di qui.

http://youtu.be/cZ2OjsRRpnI

http://youtu.be/Vy0xdH_BLK8

http://youtu.be/rD2rvKKgbFg

http://youtu.be/A8zLe7CwFX4

http://youtu.be/cKY16Ya1lwQ

http://youtu.be/sjtYT_w_eek

http://youtu.be/HAzAm_lbpVg

Poi sono uscita, di sera, con Matteo, in un'ora improbabile, in una Roma fredda e deserta (causa partita allo stadio), di una bellezza da stordire l'anima. Notte scurissima di velluto senza stelle, in cui la stella più grande è lei città senza tempo e con tutti i tempi.

Le mani tremano ancora, per quel che sono riuscita a sistemare. E' solo mio, bagaglio e scrigno nel e del mio cuore.

http://youtu.be/caRkACzHtJ0

http://youtu.be/kyy7Ij8xGLQ

Grazie a me, a chi so io, ai miei ponti e a ciò che sono stata capace di seminare. La ricerca e l'abbraccio con me e il mio passato per guardare meglio a questo presente.

La domenica mattina è andata serena in una casa ovattata, insieme ad una certa normalità, serena.

Il pomeriggio in famiglia -con la realtà - la vita.

E la sera, e la gestione dell'autismo sempre più feroce, ma con la mia nuova forza in più, con il un minuscolo Spiderman (il mio nipotino dolcissimo), e le opposizioni di Matteo. Io lui e l'albino, di nuovo in macchina. In un imbrunire, blu, azzurro. Con le nuvole stranissime e un cielo felice, magico mai veduto finora. Mi sono detta: stasera (ieri sera) è la prima volta che vedo tutto questo, che vedo la sera! una sera così, un cielo così, con la luna poggiata e uno spicchio finissimo.. l'ho chiamata io! l'altro giorno! la natura mi risponde, in mezzo al caos. Scesa la discesa della solita strada del ritorno a casa, una magia, sono nata stanotte, con lo sguardo verso questo cielo, di un colore, che nessuno potrebbe descrivere, perfetta connessione con la forma più alta di amore che mi fa ancora tremare le mani, qui, sulla tastiera.

Sono viva per percepire questo, in questo viaggio chiamato VITA.

La sera, a bordo delle consapevolezze, ho viaggiato con un film romanzato un po' troppo, ma bellissimo :-)

http://youtu.be/Ia9uXumYrXQ

che la radio ha equilibrato poi il cuore..   http://youtu.be/sZfEqibHTwE 

http://youtu.be/Tn5OIo4FuPc  e la mente, e l'affetto di un'amica cara, ritrovata. Imperfetta come me, ma quante risate, e quanta complicità.

Poi a casa, nel sonno.. troppo breve, sveglia. Anzitempo, con il mio cucciolotto che dorme, e mi succhia tutta l'energia. IL mio ragazzo giovane ragazzo che mi porta avanti in questa avventura.

E ogni pezzo, ora è a posto. Sì.

più  o meno :-)

E' tutto quel che sono...

http://youtu.be/lghpsR02ypU

http://youtu.be/f_MG0ja2iD4

http://youtu.be/qcXUlOoUM3w

http://youtu.be/tRWSy3RhW0w

 

 
 
 
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