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Un blog creato da Roberta_dgl8 il 16/07/2010

La vera me stessa

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IL PI GRANDE DI TUTTI

Fabrizio De Andrè

 

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BLU ES

 

l'Autrice del blog:) io

http://digiphotostatic.libero.it/Roberta_dgl8/sml/1b62d1ce68_8237356_sml.jpgo

 

l'amore non è "sobrio", ma è sempre brillo !

l'amore non dice "faccio quello che posso".

(ma scala le vette dell'impossibile). 

sempre io :)

https://youtu.be/aTyevqO2cfQ

 

                  A Roby

Non mi lascio trascorrere, ne tagliare

ho vita

che mi percorre le vene, i pensieri,

la quantità immensa dei bagagli

pagati con sacrifici immani

Porto tutto con me

e assecondo il sole

Lo mangio persino

mentre fa il suo giro

decollo

E plano, 

bambina tra frammenti di vetro,

mi sollevo e scendo

Sulla pista dei volti

che mi hanno voluto bene,

che si sono caricati tamburi di latta

per risuonarmi nel cuore

e ridermi dentro

nell'atterraggio

Con un suono esile e un amore potente


(Joe/Tobias - bloggher)

 

 

io e papà

 

 

*

Post n°1170 pubblicato il 27 Novembre 2016 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Bellissimo magico novembre ! Scrivo. Per salvarmi. Scrivo per salvarmi il cuore e l'anima.

Scrivo per tornare da me, che mentre lo faccio il sole esce ancora più forte e illumina tutta la mia stanza!  Buongiorno. Magico novembre che regali un viaggio nel tempo, nel passato che non ricordo più. In quello che ho rimosso. Che' qui, ci sono state anche stagioni così calde e scintillanti. Solo che scorrevano diverse nei miei occhi. Non mi soffermavo sui gialli degli alberi da frutto cittadini. Non mangiavo i clementini pensando fossero pezzettini di sole!. Non pensavo che l'azzurro del cielo a novembre fosse una celebrazione di chi è passato ad un'altra vita e mescola nel suo risveglio diverso i colori e  le stagioni. 

Se fossi più ordinata nella gestione di me, della casa di mio FIGLIO, allora sarei già al mare. Con una tuta da ginnastica nuova, e i capelli freschi di parrucchiere ! Grazie novembre, che mi hai regalato un taglio nuovo, tagliato i capelli, corti al mento. :-) E li farò ancora più corti. Gradatamente. Prima sulle spalle. Ora al mento... e siccome sono lisci, devo gestirli con l'aiuto del parrucchiere sebbene da ragazza, riuscivo a farli da sola!

Ma era un'altra vita, erano altri orizzonti, c'erano altre spinte. Ho bisogno di scrivere, per mettermi a posto con l'aiuto di questo sole splendente, il cielo stupendo. Che le stelle brillanti e scintillanti pulsanti e pulzanti di queste notti, a far accendere questi giorni nuovi. Preludio di un nuovo natale, di nebbioline umide e temperature calde fanno di questo autunno nuovo - una nuova speranza. Ne abbiamo avuti qui nella magica città eterna di autunni colorati intensi come da copione stagionale MA primaverati. Così come arriveranno primavere colorate e nuove, con temperature autunnali... loro hanno il loro modo di amarsi, così come in regalo del sole, dell'estate porterà frutti invernali, quando le rare giornate di freddo arriveranno anche qui (le ultime parole famose !!!). Per ora mentre suono parole intreccio fili nuovi e buoni, il sole è padrone, si impasta con una notte bianca appena trascorsa, il sapore del caffè le mani tremanti e le poche ore di sonno a conforto. La casa è calda sebbene i termosifoni spenti. Questa cosa dei condizionatori è obsoleta. Assurda. Pago lo stesso come se non ci fossero. E ho preso un appuntamento con l'amministratore. Altro che giornata della donna. Piccole violenze sotterranee contro donne sole, quando sono separate. E pure disoccupate, come me. Niente vittimismi. So' di farcela. So' che il mio lavoro non è retribuito, so' che ho voluto e pago una scelta difficile, e so' anche che devo crederci di più. Sebbene, so' anche che tutte le mie energie, un poco se se le sono prese anche i sogni, un poco le ho confuse anche con le illusioni. Mi perdono: servivano a non morire. Che a volte l'autismo ti porta a fuggire. Non perchè non vuoi affrontare, ma perchè ci sono anche "fughe" che d'aiutano a vivere. Non fuggi per sempre , un tantino per prendere la forza... e tornare. Non perchè sei prigionirero MA, perchè ti serve per affrontare una cosa più grande DI TE.

Allora cerchi risorse in un sogno, in un'illusione buona che speri si trasformi in qualcosa di concreto che ti aiuti a vivere che diventi fatto.   La delusione fa parte del gioco della vita anche quello. E' una prova di forza che Dio attua per vedere quanto e quanto dentro te, ce la puoi fare. Somiglianti al divino tutti noi, incollati al reale, - noi stessi nei nostri fatti concreti COLLA ad amalgamare forte l'eternità. Ecco perchè ora, adesso mi faccio rapire dalle  stelle dalla natura perchè mi accorgo che è questa la colla con l'enternità, per me. Il mio sogno "nascosto", era di trovare sotterraneamente, col suono delle campane mentre ora scrivo :-) qualcuno che mi tenesse la mano, che mentre ce la davamo era colla con l'eternità. Le delusioni ci stanno non per le persone, MA, quando l'intento NON E' COMUNE. Siamo esseri simili ma ognuno unico ed irripetibilie.  La cosa bella è la connessione speciale e folgorante dell'intento. Comune. Appunto.     Di questi tempi, è ancora più bello , se accade, ma  è cosa rara... uno scrittore diceva, una due volte in un secolo.... io dico di più... io dico, che il genio nascosto delle persone semplici, che magari non scrivono, che magari non hanno un blog, o anzi, ce l'hanno ! mi viene in mente LA CATE :-))) ed io piccola/grande testimone al suo genio d'amore, col mio vestito... io e il mio di sposo non siamo stati abbastanza fortunati. Ma ci auguro ad entrambi, lo stesso, di essere felici in altro modo.  Il nostro intento sembrava comune MA, cioè lo era MA, non eravamo affini.... non completamente... e qui mi fermo, e respiro. 

Giro pagina chiudo il libro, ed è dura !!! difficile. Oltremodo, ma il sole che spunta fra le tende, mi dice di scrivere di farcela, di indossare il maglioncino rosso, il giaccone rosso, di svegliare Matteo. Che posso tornare a leggera là, da dove avevo interrotto. Che l'autismo non è un mostro, anche se è una delle cose più difficile da comprendere. Che devo farcela per l'amore più grande della vita: mio figlio. Quel suo musetto da attore, nascosto nel ponte di un'adolescenza tumultuosa come è naturale che sia, deve essere appunto ponte fra me e il suo accompagnamento... voglio posso trovare la chiave giusta per aiutarlo. VERAMENTE.     per ora mi fermo.

Voglio mettere lo smalto sulle unghie. 

Pubblicamente scrivo anche da qui, la mia richiesta di aiuto per la pubblicazione delle mie fotografie. Risultano ormai da 20 giorni in fase di "caricamento". 

Non ho concentrazione mentale sufficiente per usare altri sistemi, e le mie amiche tecnologiche sono un poco lontanucce ! :-)

risolvete il mio problema per favore !!!

posso sì diventar brava di fotografare con le parole, ma ho bisogno anche di pubblicare foto.

Non è un bisogno primario e priotiario certamente, MA, anche i bisogni di espressione fanno parte della personalità di una persona appunto. Spero che si possa risolvere il mio problema.

per ora pubblico, poi aggiungerò dei brani, che qui non mi si incollano.

 

Buona domenica naviganti!

 

Roberta

 

https://youtu.be/2jiIuAVSLZI

https://youtu.be/QhMt49DV8VA

https://youtu.be/_m2NyS3IDjE

https://youtu.be/8mVYbQHVJsY

https://youtu.be/BucnkxwIyjo

https://youtu.be/9VYXECtjOos

https://youtu.be/Y259AYC8fXM

 

 
 
 

Post N° 1169

Post n°1169 pubblicato il 14 Novembre 2016 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Potevo non scrivere con la superluna?

Se ripenso alla ragazza che ha mandato quasi a quel paese (ma non esattamente) la madre, dal dentista, sbattendo la porta... "ma che caxxo me ne fotte a me", etc ... etc...

La piccola parte integralista di mè.. quella parte adolescente odiosa, che vuole "uccidere tutto e tutti", ... un poco mi è rimasta, MA, sulla luna non si transige !

Capirai, ho una mare di foto, del mio pianeta. Io sono sua figlia. E anche figlia del sole in un certo senso poichè HO la venere nel leone, sole e luna quindi, ma stasera la protagonista è lei. (il sole mi splendeva nella felicità del sorriso oggi .... ).

Spero di riuscire a mettere la foto che ho scattato adesso (le foto di bologna possono aspettare, la mia amica Monica non si offenderà). Ora la regina indiscussa è lei.. ed io, OGGI, sono rinata una seconda volta, anzi TERZA.  :-)

Avevo qualcosa dentro me, che prima non c'era e sono voluti andare molto a fondo. Quindi ho dovuto fare un esame istologico, che per fortuna è risultato negativo.Sono felice.

La mattina è cominciata bruna e dark. Io mi facevo cullare dalla musica dei J.D. e non mi importava delle nuvole... non mi importava della giornata uggiosa. E anche fredda e umida.

Giornata bruna, con un autunno che esplodeva, magnifico. Il sole, lasciava lei in questa giornata essere la protagonista indiscussa, e lui, si accucciava, nei gialli troppi intensi e bellissimi delle piante dell'agro romano, in quei rossi sontuosi, ma sobri, nei marroni, nei verdi di ogni tonalità. Il cielo un mare indaco. Un mare lattiginoso, a far richiamo al mare di ottobre, ma gli occhi si dissetavano di verdi gialli, come se il sole, avesse salutato per sempre e definitivamente il cielo, e si fissasse per sempre appreso agli alberi, in una sorta di giallo, corposo pastoso intenso da arrivare fino al cuore, come se, i colori di primavera si fissassero nel respiro, e questi invece abbeverassero gli occhi. Splendida potenza, mista al bruno totale.. mille tonalità di bruni e gialli e rossicci e marroni e neri..

e un'aria lo ripeto dark che ritrovavo anche alla radio, come se, il passato tornasse a vortice, - a ricordare - questo autunno - quello di tanti anni fa, riproposto in salsa - post terremoto. Mi lascio guidare dalle parole, scrittrice, tessitrice sgangherata. Ce l'avevo la macchinetta per fissare i colori. I fiori, ecco ! i fiori non c'erano... il sole, non regalava germogli ed esplosione di fiori. MA, foglie che si facevano fiori, diventavano talmente belli e intensi i colori da far sembrare le foglie FIORI. ... il pennello di Dio..

Meglio non lo so' dire.. chi sono IO? che mi arrampico alla scrittura per fissare questo giorno, questo diario che cammina insieme a me, alla mia vita, ai miei sogni, a tutto quello che ho voluto con tutta me stessa.

Nel ricercare le parole giuste (senza trovarle), - mi dimentico il filo del discorso.

Le stelle fredde di ieri sera, facevano presagire una giornata splendida come quella precedente... in cui il sole, faceva il padrone, ma poi, tutti a togliersi di scena, per lasciarla a lei, che stasera, timidissima (come ME) - che ho scoperto in che pianeta ce l'ho, in che casa madre ce l'ho, - ma non lo scrivo : )  - timidissima si nascondeva dietro le nuvole dietro la nebbiolina dark di questo periodo. Il cielo non c'era più.. era solo un contorno... la sua stessa luce poi, le faceva fare capolino.. da dietro le nuvole ed essere molto più luminosa del solito.

Magico novembre ! di rinascita mia sotto tutti gli aspetti. No, non canto mica vittoria.. seee, ma quando mai? La mia salita continua e perdo parole per lasciare posto ad altre..

Ho un mal di schiena feroce. Se non è la schiena è la cervicale. E non potendomi permettere ancora il quadro svedese, la porta del corridoio, e il mio attrezzo ginnico.

Respiro questo autunno intenso. La casa è dolce è torrida, la lana addosso, la preferirei di seta e kashmir , ma non si può.  No, per ora, NO.

Devo ancora amministrarmi,devo ancora procedere. Ho bollette di condominio che si stanno accumulando. La bolletta dell'ama, che chi- ama .. il turbinio di cose sempre da pagare, il piccolo lusso, di concedermi paradossalmente più ore per pagare una persona che venga a fare i lavori faticosi al posto mio, paradossalmente più di prima. Questo è il mio lusso.

Riuscire a respirare serena.. riuscire a chiudere gli occhi, e far pace con me stessa. (e non farmi divorare dalla bestia dello stress - da una parte, nè farmi sorprendere, da attacchi di depressione, a buttarmi giù).

 

La casa profuma un poco di acqua sulfurea.. Matty è andato a Saturnia, ed è stato bene. Io ho sistemato i miei cassetti. E' stata un'impresa, ma alla fine sono soddisfatta. Ho buttato tanta di quella roba. Ma mentre la buttavo il farmacista non mi è piaciuto affatto. Ha fatto tutto un discorso strano.

Sul mio posto con concessione. Sì, perchè ho chiamato i vigili,e ho fatto portare via una macchina, che se ne stava là dalle 10 di mattina. Erano le 16. ... E lui dice, eh, ma potrebbe fare uno scambio, (mentre buttavo la differenziata), - con quello scarico merci più in là? andare là e questo di fronte lasciarlo a me... sì, certo, se non fosse però che quello scarico merci, è già della pasta all'uovo, per il suo di scarico merci... no' perchè' a me, serve per la gente "invalida" che viene in farmacia.. ah e perchè non l'hai richiesto, invece di andare in giro a fa il belloccio in moto (no , questo non gliel'ho detto... e se dovesse capitare qui e leggere? bene, che legga !), ..... Allora, possono anche venire persone con tagliando, MA IO , ho la concessione, e nessuno è titolato a mettercisi, tranne la sottoscritta. E poi, non è mica detto, che una farmacia debba avere un posto invalidi davanti. Eh no' perchè io, sà ho anche il carico scarico merci.

Eh allora si attivi, ma, non mi sono piaciuta. Non sono stata diplomatica ho parlato troppo per non dire niente, - per quieto vivere, - perchè la farmacia sotto casa fa comodo, e lui invece di chiedermi scusa, per tutte le volte che i suoi clienti mi parcheggiano, al mio posto, - ha ben pensato di venirmi ad ammorbare (dopo la mattina tremebonda che avevo passato) e mentre buttavo la differenziata.  .... Per dirmi che? mah. Che andrà egli stesso a parlare con i vigili, perchè lui vuole i posti almeno due vicino al mio. :-/

Storie di far west sotto casa.

Per non parlare del ritiro del mio referto, stamattina, che, - mi hanno fatto girare come una trottola da radiologia 1 2, patologia, senologia, e su e giù come una trottola. Due ore, a rintracciare la dott. che aveva il mio referto, (stavo già smaltendo, già mi vedevo in sala operatoria), - e il pensiero di andare a prendere Matteo a tre quartieri di distanza, in pieno orario di traffico.

Ok,e va bene, che mi trasformo nella nipote acquisita di niki lauda, ma ci rimette la schiena. Oggi mentre la dott, mi faceva la pulizia, avevo un pugnale conficcato nel centro schiena, pensavo a cupido, e lo odiavo, e manco pensavo più a quelle belle borse nella boutique.. dove poi al ritorno, la sotto incontravo una vicina di casa della mia vecchia casa, che ha fatto fintadi non conoscermi mentre parlavo al cellulare con mamma.

Si, lo' so' questo non è un post, sono più post insieme...

sto crollando dal sonno.. ma volevo scrivere.

ho scritto a libero, per la pubblicazione foto... non ci ho capito nulla! la sfinge è più chiara, e comunque credo, che sì - forse non mi fa aprire "nuovi album", oppure ho troppe foto...

ma adesso non ho tempo. Io provo con tutti i sistemi operativi, ma non riesco.

Questo mio post,  è come l'accozzaglia di questo meraviglioso autunno, in cui splende a tratti il sole, in cui tutti i colori intensi, preparano un trampolino per l'inverno a venire, in cui, il calore della lana e i termosifoni di ghisa e docce bollenti scaldano le mie membra, e in cui non smetto di sognare e sperare, nonostante il ferro pesante della mia vita. :-)

ma non metterò brani "troppo metal", stasera...

un po' di bei brani bellissimi...

ascoltati un poco per radio, un poco scelti da me, un poco che camminano nelle mie gambe e col mio cuore; fra le mie blunote di blues preferito di Matteo e i Depeche Mode.

Buonanotte.

 

Roberta (grazie a chi mi ha chiesto notizie!).

 

https://youtu.be/vt1Pwfnh5pc

https://youtu.be/yJjj0hHBvDg

https://youtu.be/xiCc_mFXD3E

https://youtu.be/BtS0rwQK_pI

https://youtu.be/Wif70uGRScU

https://youtu.be/GWAC4UeWGd0

https://youtu.be/u_MQLPFjUMU

https://youtu.be/RJX7sgFZbCE

 

 

 
 
 

Nuovo post

Post n°1168 pubblicato il 13 Novembre 2016 da Roberta_dgl8

Gestisci blog.

Veramente io il nuovo post, l'avevo già scritto. L'altro giorno, quando D. Trump è stato nominato presidente degli Stati Uniti d'America. Dalle Stelle alle stalle ! (questa è citofonata), - che poi, in realtà, leggendo un pochino, il precedente Presidente, - NON - è che abbia poi cambiato tanto le cose, ma, in realtà, come qui da noi, le cose si possono PIU' cambiare? 

Dicevo, avevo scritto un post. Lunghissimo, come è ormai il mio solito da un paio di anni a questa parte, che io il dono della sintesi qui sul blog ce l'ho pure avuto ! Ma si cambia, in corso d'opera diciamo così, rimanendo sempre noi (di base), ma poi provando ad aggiustare, insomma la scrittura cammina con noi. Anche se non scriviamo di noi stessi.

Il mio post non è stato possibile pubblicarlo, forse troppo lungo per via dell'impaginazione. Uso chrome, poi però non mi fa copiareincollare i brani musicali, e quindi devo procedere incollando il testo sulla mail (non ho più word), e si vede che in questo processo succede qualcosa all'impaginazione (dovrei usare explorer ma, è pieno di pubblicità che non sono riuscita a togliere come su chrome).

Mi dico che tutto sommato è meglio così. Che non l'abbia pubblicato. Era un momento particolare, di crollo mio. Ed è giusto che molte cose, appartengano solo alle nostre pagine personali. Che se anche uno viene qui, senza maschere e raccontandosi, ci deve essere qualcosa che resta solo nostro. Non solo per una questione di riservatezza. 

Oggi freddo invernale, qui sulla città eterna. Un sole meraviglioso, cielo splendente. Bellissimo. Avevo dimenticato questo clima! 

Quindi, dopo il terremoto, e la sua aria innaturale, dopo le bufere e le 4 stagioni in un giorno, con escursioni di temperatura fino a 10 gradi, sembra arrivato l'inverno. Mi dico, che questo autunno, complice una superluna :-)   si sta solo assestando come a dirci che la forza della natura, a volte sa essere più forte (nonostante NOI, mezza specie di esseri umani).

Metterò le foto di Bologna e di me di Monica, nel frattempo dormirete (sono sicura) sonni tranquillissimi!

Per ora, volevo/dovevo scrivere assolutamente. Ne ho già tanti (troppi) di blocchi. Non voglio che lo diventi anche la scrittura.  

Sono qui, sul divano, in una sorta di penombra. Perchè dopo che mi hanno installato i condizionatori di calore, - faccio un poco un casino con la loro nuova gestione - la gestione dei termosifoni, dico. Se le manopole sono al massimo,siamo a circa 27 30 in casa, ho dei vecchi elementi e questa è sempre stata una casa molto calda. In pieno inverno, ciabattine, magliettina a maniche corte. Ma ora, l'impianto nonostante resti centralizzato, ogni appartamento pagherà a se, il suo consumo. E quindi, devo imparare a gestirli. Ieri li hanno accesi, dopo che la casa era diventata una cella frigorifera! Non mi pareva vero. Partono dalle 6 fino alle 11 di sera, e io non l'avevo capito. La casa improvvisamente era diventa tropicale!, allora li ho spenti. Insomma me la devo imparare a gestire. Soprattutto per il consumo.

Ho gli occhi ancora pieni di sonno. Mi sono svegliata con un'immagine fotografica. Con un pensiero d'amore. Il mio anatroccolone gigante non c'è  è nella maremma laziale, oggi sarà a Vulci. Con la ASL. E' partito venerdì, in una giornata ventosa. In cui mi sono sentita male un'altra volta. Da dopo il terremoto, i miei malesseri sono aumentati. La scossa si è sentita qui, a Roma, distintamente e molto forte. Diversa dalle precedenti, sebbene quella di agosto, già faceva presagire, che questa nuova scia sismica sì, sarebbe stata differente. Mi aveva già ricordato quello dell'irpinia, e stavolta è stato peggio. Il peggiore della mia vita. Non posso immaginare, quelle persone... ora anche con il freddo. Perdere tutto in un attimo. Non ritrovarsi più niente a ridosso dell'inverno. Con tutto quello che ne consegue. 

Per un attimo, ho sentito che sarebbe stata la fine. Non smetteva, ed ho incominciato ad urlare. Poi siamo scesi in strada. E non riuscivo a calmarmi.

Matteo invece rimaneva sereno. Che mentre si ondeggiava e la terra diventata un mare crudele, lui canticchiava una sorta di ommm ommmmm, amore della mamma, lui, che mima con le sue mani, le scosse.

Ho ancora il sonno tra le ciglia, occhi gonfi di sonno, fra poco farò un cappuccino.

Poi doccia bollente.

Sono stata molto male. Ho avuto un paio di crolli nervosi. Mi sorrido dentro a rincuorarmi da sola.  Sì, da sola. Che ne parlo come fossero stati dei banali raffreddori.

Questo terremoto esterno, ha combaciato con quello mio interno. E la mia similitudine, non è macabra. So' e rivendico ciò che scrivo. Non è presa in prestito per scrivere, e darmi supporto alla scrittura. Io non sono una scrittrire, come tanti letterati/e qui.

Io scrivo per salvarmi. Non per noia, nè per passatempo. Senza volermi erigere a persona migliore, io.

Dico quello che sono.

Il terremoto interiore mio, sembrava uscire fuori. Come a riunire sempre la connessione con l'esterno con me. E' da quando sono piccola che è così. Per tutti è così, più o meno. Poi dipende ognuno di noi, come la filtra la cosa.

Io avrei bisogno di un clima costante. In questo forse sono cambiata. Non sapendo camminare molto bene con me, non sono riuscita nemmeno a farlo con la natura, con le stagioni. Fattore caratteriale, forse anche genetico, condizionamenti.

Anche oggi mercatino ! Qua sotto. Sorrido, perchè anche quando ho fatto il precedente post, insomma parlando della mia gita a Bologna, il 23 ottobre, c'era stato il mercatino. 

Ieri sera quando sono andata a spostare la macchina, per evitare di passare in mezzo alle bancarelle, - sono tornata a piedi. Stranissimo freddo umido. Gelo. Mi sembrava davvero di essere tornata indietro nel tempo. Una sferzata, una spinta, un vitalità. Che mi ritornata, addosso. 

Ottobre, è stato bellissimo ma crudele. Il giorno del terremoto sono andata al mare. Come se, dovessi andare in letargo. Come a dirmi che dovevo rivedere quel luogo, che dovevo star là. Sebben so' che ci tornerò ancora.. quando ci saranno giornate più tiepide. Non so' se sarà un inverno particolarmente freddo. Se l'autunno nel suo fulgore, regalerà ancora giornate più tiepide. 

La sabbia mi ha accarezzata. Mi ha portata nel sogno dove sono stata. Mi sono addormetata, dopo il crollo nervoso (il primo), e mi sentivo pacificata.

Il tempo siamo noi, mi sembra di correre più velocemente. Forse fa parte della giostra della vita. Diciamo così. 

La consolazione alle mie cose personali e sofferenze, era bere con gli occhi. Bere la natura fuori la scuola di Matteo. Vedere ancora tutte le stelle, a volte appese nel cielo. La luna che a volte appariva stupenda, altre volte le nuvole la soffocavano. Cielo turchino nitido con promesse ancora estive, colori d'autunno, con colori di primavera, rimasti incollati da un sole troppo cocente, - uno spettacolo, di baci, sui monumenti di questa città e i miei giri di routine. I rossi i gialli più intensi e abbacinanti (come mi è ventua sta parola?? :-)  sarà corretta? che io sono ignorante e scrivo male, -- sposavano i verdi e tutte le loro tonalità, e una strana atmosfera crepuscolare, che non so descrivere, in un attimo di frazione di secondo, - mi riportava ad una sospensione della stagione: sono l'autunno non sono di morte, sono di vita anche io, freddo la mattina, caldissimo il giorno, pieno di promesse, pieno di bellezza, sono io, che racchiudo ogni stagione, --- ma l'estate appena passata - non tornerà - ma sarà di nuovo tutto meraviglioso, c'è un circolo di vita. Che sa essere solo lo scorrere del mistero della bellezza delle perfezione.

Poi di nuovo crolli. Freddo, freddo in testa, nelle ginocchia, la casa una cella frigorifera, io una macellaia :-))

Matteo reggeva bene... io sono un poco attempata (la macellaia attempata senza macelleria!), rido delle mie stesse bislaccate che vado scrivendo, ma il posto è mio, e mentre il sole si nasconde, mentre c'è troppo penombra qui, - che la memoria, ... mi dice, che una volta la casa era già caldissima, non avevo le pantofole di Matteo di pelliccia, la serranda era tirata sù, ed io mi sentivo più felice.

Ma era un'illusione. Sono ORA, più felice. Quantomeno, anche per il fatto, CHE, ora mi sto veramente preparando ad una nuova fase della vita, con il circolo delle ennesime stagioni che passano. 

Anche ieri. Come colla, la natura ad incollare il mio passato al mio presente, insieme pronti per un futuro del quotidiano. 

Sì, la scrittura come salvezza. Sì, cercare di mettere sempre in ordine. Almeno ciò che posso è d'obbligo. Perchè mentre metto ordine cerco una calma che ancora non possiedo (ce l'avevo) sperando di ritrovarla, perchè mentre sistemo e metto a posto, cerco una via, che come un'accetta tolga via le erbacce dal mio cammino, che anche se, il mio disordine interiore, non si sistemerà mai, nel nostro caos interiore dobbiamo comunque far spazio, per seguire la nostra via maestra, la nostra vita.

E allora sì. Cercare di tenermi sù, per quel che posso (che ho cadute molto grunge, moooolto grunge), - e camminare con me stessa, i miei doveri, la mia vita.

Passo e chiudo per ora. 

Non metterò il brano.

Tanto torno a scrivere. La scrittura come salvezza. Sì.

 

buona domenica, divertiteve tutti e state bene.

 

Roberta

 
 
 

Post N° 1167

Post n°1167 pubblicato il 24 Ottobre 2016 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Caro Blog, devo scrivere!.

 

Cara Cate, mi dispiace, far andare giù le nostre foto. Ma sono solo le pagine di questo libro, che scorre, che volta pagina.

Caro scrivere, perchè è ponte. E non voglio arruginisca. Dopo aver accompagnato Matteo giù al suo pulmino. Gli occhi ancora provati, dal sonno poco ristoratore. Partirei.. una lunga cura del sonno, ma non si può. Basteranno gli impacchi alla camomilla? il collirio con acqua del mare delle 5 terre?. Basteranno le cremine ad alleggerire e soffiare dolce sul mio volto l'ultimo anno? o anzi, ben, gli ultimi due? due tre?  sorrido. Davanti al pc. Dicevo, giù al cortile, mentre risalivo, la giornata sembrava parlare, certo la mia mente, non mentiva producendo un pensiero di connessione. La natura tiepida contro il freddino dell'appartamento, e una strana uggia tra le pareti.. ed invece giù, sole splendente, di autunno incantato, uccellini, - sole, alberi e tepore.. temperatura gradevolissima: "Matteo, non fa freddo hai visto?". E poi, il giallo del pulmino, la strada pulitissima, (per via del mercatino di ieri), - e il sorriso dell'operatrice, contro i segni del suo tempo, e il ragazzo alla guida, e baciarti amore mio.

Ora dovrei far tanto e la pigrizia non so vincerla, forse scrivere, mi serve da spinta, ognuno agisce per se.

Tornerei a letto, a dormire, non è escluso lo faccia !

vedremo... mi interrogherò a breve dopo la scrittura.

Devo andare a risolvere la questione del pulmino al ritorno. Questo zaino pesa così tanto, la salita è più faticosa, l'equilibrio precario, in salita.

Pensare a me, pensare a Matteo... non è semplice.

Ma devo andare e fare, non è vero Monica?

Bologna, ti amo:-)    ieri mi sono concessa una gita  e sono andata finalmente a trovare una cara Amica.La maiuscola non le fa onore. Ci sono anime, diverse, di una bellezza, che non sapevo cogliere, prima. Dei piccoli geni del cuore, che diventano più grandi di una città così bella che ti accoglie... da cui mai sarei voluta ripartire. E poi, quel vino rosso onesto e saporito. :-)    sono stata così bene, - anche se al ritorno, trovavo una multa sul tergicristallo, come se uno zampetto maligno, volesse rovinarmi la giornata, ....non l'ho nemmeno vista (la cifra dico). Ero mossa da un'agitazione irragionevole, arrivata con un'ora di anticipo in stazione, avrei avuto tutto il tempo di parcheggiare l'auto in un altro posto, che non fosse - proprio davanti all'uscita, in una sorta di transito scarico passeggeri, insomma, me la sono "cercata", la mia auto blu/azzurra ancora con un colore scintillante, sembrava dire !! orsù vigile ! fammi la multa!.   non è che il cervello non l'ho fatto ragionare, era troppo forte l'impatto emotivo, stavolta. Rivedere dopo troppi anni una persona, così tanti e troppi anni, e le consapevolezze e quella stazione.. non ce l'ho fatta.. nemmeno una pendolare d'amore come me, - come - quella che sono ora, - che sono diventata... è che è difficile, ma lo farò, riprendere, solo gli ultimi due anni.. i segni, pian piano, se ne andranno coi ... riposi, gli impacchi, nuove lacrime purificatrici, e nuove risate, riprenderò le mie redini, ma --- non sono più la stessa. No. Sempre uguale ma diversa, e le redini le riprenderò - in altro modo.

Meglio non so' scriverlo.

Queste sere di ottobre, sono stupende, le stelle ancora brillano, e se ci penso, i miei occhi tornano vivi, tornano felici, collegati con un nervo del cervello che fa riavvolgere il nastro mentre  il motore cuore sentimento insieme, circolano, come la macchina perfetta che siamo tutti.

.... la connessione col cielo, di queste sere, la bellezza delle nuove stagioni, nuove città, nuove possibilità, nuove gite, nuove prospettive, nuove amicizie, nuova bellezza, ancora, mi fanno ricongiungere, con me.

Devo posso so' ripartire.  E' difficile, certamente. E la fatica, IMMANE. una fatica sempre più forte. Che invade, ma che saprà regalare altra vita. Anche se si portano soprattutto dentro dei segni, che servono ancora a crescere, e probabilmente guarire. far pace con tutto il vissuto che ognuno di noi, si porta dentro.

per ora, le foto, non ce la faccio a metterle!, ma lo farò a breve. Anche il blog è diventato troppo caotico, - e vorrei sistemarlo. mentre sistemo me, nel mio caos disordinato. Voglio sistemare i box laterali, non cancellare, ma sistemare.

E ciò che sembra andar via, resterà in altro modo. Come lo splendido regalo, che l'Amico/Passante, mi aiutato a ricondurre, mè.

Grazie zeroelevatoazero:-) grazie alla mia Amica MONICA, a CATE, a Dany, S. e tutti gli altri. Roberto, e Giorgio che sempre passa, e Jan e boezio, e tutti gli altri, non voglio dimenticare nessuno!

Siete la mia comitiva, virtuale che tanto virtuale non è ;-)

ci si incontra nell'anima, e poi, se si può si costruiscono possibilità, con un intento comune.

Voglio ricominciare a scrivere, della bellezza dei miei sogni di crederci ancora, anche se sono tanto confusi, così come, sono confusa io.

La scrittura, per abbellire la mia vita, con la luna e le stelle di questi giorni. Notti in cui, il cuscino è il compagno di questo viaggio chiamato vita. Novità, nuova vita, nuove lacrime, nuove carezze di luna. La luna che mi suggerisce di togliere via le code dei capelli, di alleggerire le spalle. Di togliere tutti quei nodi, di tagliare pensieri brutti insieme ai capelli, di togliere ombre crudeli, e dar corpo di nuovo ad una possibile connessione, conservando la bellezza, come si fa con le piante. taglia fino alle spalle, M. taglia, che forse taglierò ancora ... :-)   e allora ecco che la figura intera, risulta più leggera,e giovane:-)  e anche il sole, sembra e si fa carezza, e lo shopping solitario, a suggerire, che di nulla ho bisogno, - di altro - a comprarare. per ora. :-)

La luna di queste notti e' una carezza per me, e il mio cuore. Una sorta di luce un abbaglio sereno, che si fa guida. I giorni, qui sono strani, con temperature impazzite - a farci scordare - il tempo, - ma è solo uno starci diversamente al passo con tempo stesso.

Il freddo delle mura, con le mancanze e il freddo delle scelte, è sempre poi diverso da come lo avevamo messo in conto, ma si mette poi anche in conto, la sorpresa e l'imprevisto. si tratta di sopportazione, che, se ce la faciamo - e ci adeguiamo- possiamo portarci appresso in tutte le stagioni, e in tutto ciò che abbiamo vissuto, in un ordine che arriverà da se'.

La scrittura è come un olio/balsamo/medicina, che serve per fluidificare, al meglio, i pensieri, lenire il cuore, cicatrizzare l'anima.

continuerei ancora, a scrivere, con la paura di perdermi dei pezzetti per strada.. e invece sono tanti ramoscelli, che continueranno a venire.  Li legherò a quelli forti del passato e a tutte le cose belle che ho avuto, a tutti i miei sogni che ho realizzato, Dio come sono felice di avere realizzato dei sogni... non volevo si infrangessero.. ma forse i sogni, non si infrangono, si realizzano.. - la mente mente se pensa  - che possano realizzarsi razionalmente... o meglio, se l'intento è un intento del cuore che cammina anche con il cervello, ok, - ma se così non è - è un lampo di sogno bellissimo, - che va custodito, amato, ci farà respirare meglio, la capacità di ripulirlo da brutture, di carezzarlo, baciarlo, è davvero come le spine dei rovi, - la ferita che lascia nel cuore, è forse una ferita necessaria, a crescere, a farci capire quanto e quanto è necessario avere sofferto ed essere capaci di farlo, (ed essere disposti, anche a morire). affinchè l'amore resti e sia sempre immortale.

Lo so'... date la colpa al mio ricci particolari, alle onde del mio cuore e dei miei pensieri, che camminano in questi nuovi giorni.

... e avrò per sempre il blues, per te.  https://youtu.be/J-0KRM_eROA   

 

PS. di servizio, .. qualcuno si ricorda come si mette la parola sul link? grazie !

 
 
 

Post n°1166 pubblicato il 12 Ottobre 2016 da Roberta_dgl8

quadri... a cielo aperto ...

R.O.M.A.    AMOR

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... e ponti ....

 

con Firenze :   roma - firenze ....

 

Ponti Amici : grazie Cate e Sandro,

e grazie alla piccola Viola (nipotina acquisita) 

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grazie, per la bellissima giornata ; )

 

e per avermi Ricordato quanto è bella Firenze !!!

chapeau !

(non ch'io l'avessi dimenticato eppoi cioè non è che

io venga da canicattì,

con tutto il rispetto per la ridentissima cittadina .... )

ma....

rinfrescar la memoria...

su certe prospettive !!!!

 

 

 

!!!

---- proGetto di Dio --- disegno su (cielo) e terra,

tramite Artisti Unici e irripetibili...

!!!

 

 

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amicizia potente :)

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Post n°1165 pubblicato il 12 Ottobre 2016 da Roberta_dgl8

fotine :-)

sebbene le date siano tutte sballate (la mia macchinetta comincia a perder colpi!,

ma non ce la faccio ancora, con quella nuova, anche se,

ho scattato certe foto alla luna spettacolari,

prima o poi pubblicherò anche quelle!).

 

Matteo settembrino, in quel di via appiantica in mezzo ai ruderi,

bello di mamma (e come il sole!)

MatteoMio settembre 2016. 

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week end scorso : sotto ponte sisto lungotevere:

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.....

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(lo ricorderai)  

*   *   *

(lucchetti a ponte sisto)

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(servizio fotine momentaneamente sospeso...)

  a dopo.. quindi.

 

 

 
 
 

*

Post n°1164 pubblicato il 12 Ottobre 2016 da Roberta_dgl8

... Sono in ritardo "mostruoso", di fantozziana memoria, (che non me lo vogio ricordare "fantozzi" e- invece torna, vabbè), - perchè per caricare le foto, insomma, non so' se dipende dal sig. libero o dal piccì mio o da entrambi, ok, ne ho molte, e dovrei ordinarle, ma la stella danzante forse è la luce del giorno, sebbene, la luna di ottobre, fredda e meravigliosa, anche se, mi faccio trascinare dai pensieri, stamattina e chi si alzava dal letto? alì (mor...t) che freddo ! --- cominciamo bene..

ok, faccio le valigie, e...

seeeee macchè valigie. In ordine: devo:: 1) cucinare, rifare il letto di Matteo, che sistemate le foto, farò i post di lui..; sì, ; 2) darmi una sistemata, sistemare le scarpe, CHE, i vestiti come diceva Monica, li ho solo spostati da sopra a sotto (ed ecco fatto il cambio di stagione "signora mia")    :-)

insomma sono in ritardo.. ma cè un sole splendido, MA, la tramontata già gelida si è portata via il grillo svociato! l'estate ormai dorme nell'odore di bucato, sta in letargo, abbracciata sotto all'autunno splendente, MA, io voglio conservarla, con la crema colorata, e portandomela sempre e sempre e sempre con me.

 

Di seguito le mie fotine, alla rinfusa, più cerco ordine, più c'è un ordine disordinato:-)

ma mi serve per far da ponte, e sistemare. Sì.

Allora, sulla gallery visibile per tutti, ci sono le foto meravigliose ed indescrivibili... esse stesse solo il mio ponte.. anche per i passanti/naviganti, la mia descrizione generale..tutto quel che sono, ... e altre "blindate" diciamo così, si portano appresso tutto il resto, che pubblico anche qua...

e' stata un'estate bellissima, una primavera - altrettanto stupefacente, - che conservo nel cuore, nonostante TUTTO. ---- e quindi dal mio mare adorato, dalle mie dune nostrane, - che incollavo col sogno di un anno fa (resosi realtà), sono arrivata a settembre... sì...

col mio Matteo, che sarà lui, il traghettatore (come sempre).  ... poi  conclusosi, il dolce settembre, con consapevolezze (nuove) e tranvate (e che tranvate signori mieiiiii!!!) arilì-mor (t) acci - del conte e non .... con tutte le architetture del caso...

si arriva allo scorso w.e. che ho passato con un'amica atipica (madre di bolzano padre di anzio), con cui abbiamo parlato tutto il pomeriggio senza fermarCI mai... alla fine mi era venuto il mal di gola, MENTRE, le ottobrate romane se ne stavano nascoste, dentro ad un quadro senza tempo, col passato (anteriore) e facevano capolino, qua e là sotto al tevere...

a far da ponte (sisto) per la giornata che mi avrebbe visto protagonista di un bellissimo e magico incontro, in una perla di città... con nuovi Amici.

 

Di seguito, virtual tour:

buon divertimento .

 

(facevo tranquillamente in tempo a rimbiancà casa! - scherzo: grazie sig. libBero:)

 

 

 
 
 

Post N° 1163

Post n°1163 pubblicato il 11 Ottobre 2016 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8


Novembre sembra già spingere, e ottobre non ce la fa a resistere.
Oppure, insieme e d'accordo, sul tempo, che calza,- non incombe - si danno un'ipotetica mano e ottobre non resiste, con le nubi nere, già di novembre, qui, sulla città eterna, a far camminare appunto insieme, il sole ancora caldo di un ottobre che qui sa essere meraviglioso a tratti ancora estivo, - invitante a gite, - al mare, ancora, coi grilli svociati ma presenti, a nascondersi e dissolversi scomparire, insieme alle nubi scurissime, minacciose, - che vorrebbero ingoiare tutto; come se l'autunno dovesse già sparire, scomparire, in un inverno di grotta e letargo, - senza stelle del cielo luminose e, natività religiose, - per rincorrere ancora un'altra estate, e far girare pazze le stagioni.

Avevo sì, bisogno di scriverlo, questo pensiero del mio cuore, lunghissimo e senza punti.

Eppure tra un torpore di nuvole gentili e chiare, si era fatto squarcio nel cielo, il sole brillante, diamante fantsy color di un giallo che solo ottobre sa regalare... e dirti... vieni, la mia mano è indietro all'estate scorsa, e a dire... ne arriverà una nuova, e sognerai ancora, mi sognerai, autunno incantato.. con le castagne, e i segni del sole ancora, a creare squarci e tramonti CHE, solo io so regalare... A, donare e illuminare l'erba come solo io, so fare, da farti dimenticare, - e ricordare, - solo nel canto del grillo svociato - l'estate appena passata alla quale do' si la mano, e ne faccio sognare, una ancora più bella, da non temere nè le nuvole nere e pesanti del mio amico novembre in anticipo, nè l'inverno - che non sappiamo cosa saprà donarci... se davvero la liberazione e totalità, nella sua profondità, o soccombere, --- ma il presagio, è buono.   anche PERCHE', io, ORA, ho una spilla di dama d'altri tempi... che viene dalla maremma..  
la felicità,
è in una cucina, col sole che filtra, un piccolo velo viola, un dono incommensurabile.. di una preziosità assoluta, e una lettera che gronda pace affetto ri-conoscenza e Amore e Vita.... l'anima ha un profumo buonissimo... nessuna profumeria, sa produrlo :-)



La voglia di scrivere, torna parte dall'anima in una sorta di poesia "scalcinata", - ma la mia anima non lo è.... sono solo io, che non voglio prendermi troppo sul serio... mai farlo...
perchè non mi piace. farlo.

Scrivo di getto, accompagnandomi.

Ho passato ieri, una delle giornate più belle della mia vita. Forse, no. La definizione non è corretta, non è esatta, appunto.

E' stato E' MOLTO di più... sì.

Mi sono reincontrata.. Ossignore, non credevo che arrivasse così ed in questo modo... ma sarà, che sono stata il sogno più grande dei miei genitori (mo' lo scrivo sul profilo nella descrizione :-)     sì.   
mi descrivo : "il sogno dei miei genitori"... il più grande non si mette, sennò la contraddizione, è troppa,
e mentre mi rileggo a trovar strafalcioni ... il ricordo di immenso in una stanza con tantissimi libri, - e un dialogo pieno di infinito.. e la pioggia che piangeva di felicità dal cielo....



Sì. questo è il TEMA della mia vita. L'incontro con me, stavolta totale.
Ci sono state omissioni, di parole... ma quello che contava, che conta veramente - si incollava, in una città dipinta. DISEGNATA.
prospettive su foglio bianco. prospettive incancellabili, - disegnate alla perfezione. Gioielli inestimabili, da riempire e colmare il cuore. Una bellezza talmente estrema da restarci stecchiti.

e poi, l'incontro con anime che tu le conoscevi già da una vita. Talmente familiari, anzi, - no, una familiarità più profonda, che era quella che tu andavi cercando/ritrovando/sperando, che volevi così si svolgesse la tua vita.

Volevi anche dell'altro certo. L'agio, quello che sa accomodare l'ansia e aiutarti nelle vicissitudini della vita stessa, e fare qualcosa che ti fosse piaciuto, un lavoro da amare, una casa da curare, gli affetti, gli amici. 

La realtà la supera la fantasia, perchè sa aggiustare, nel bene e nel male le scelte.
Poi
te la fa ritrovare davanti ANCHE SE HAI SBAGLIATO TUTTO.
Perchè siamo troppe troppe e troppe cose !

Caterina Adorata, che regalo tu hai fatto a me !!!
tu, e la tua meravigliosa famiglia, tu, persona VERA, come appari qui dietro, COMPLETA, perfetta, UGUALE ESATTAMENTE UGUALE.
La tua immagine è colla con la tua anima.
E, mai nessuno ha saputo donarmi parole scritte che si sono fatte Amicizia e Amore, VERI.

Il tuo DONO, ha rimesso a posto tutto, di me.
Incornicerò le tue parole. di modo che, possa leggerle, ogni giorno. Della mia vita.

Non sono brava a scrivere.
Ma ora, ho amici veri nella città vecchia (mmmazza quanto è vecchia:-)))), che so' che posso andare a trovare quando voglio...
che so' mi accoglieranno sempre con dolcezza, sincerità, onestà, Amicizia.

Sono io, che ringrazio Voi, per avermi accolta...

affinchè questo PONTE, non rimanesse deserto.. poichè è per questo che stiamo qui ... per farci vivi veri onesti sinceri.

ho dormito un sonno di piombo, ho fatto sogni di preludio a nuove conoscenze e a nuova vita, che mi aspetta, senza avere paura dell'anagraficità... portarmi appresso delusioni, errori, - anche il dazio doloroso e doppio e triplo che devo portare con me.

Il mio Matteo dopo il w.e. con suo padre, l'ho trovato benissimo.

Il dolore costante compagno di viaggio di ogni genitore che TEME per il proprio figlio e si fa pensiero e dolore fisico e dell'anima, questo pensiero sul futuro ma anche sul presente stesso..... sarà smussato, calmato, da un presente consapevole e non più di fuga, verso quello che E' LA MIA VITA.

ho tante cose da fare... moltissime. Cose semplici di tutti i giorni, per me stessa e soprattutto per lui. Per noi insomma.
E da questo - sto ripartendo in questa nuova calma pace e serenità che ritrovo, perchè è la mia base, - perchè sono anche e soprattutto questo.

Grazie Caterina, Grazie alla tua famiglia, ai tuoi (ho davanti a me, l'immagine del tuo babbo.. che persona... c'era tutto il mondo in quella stanza, c'era tutta la mia vita, le persone che non ci sono più... c'eravamo noi, avrei potuto rimaner là per sempre a fondarla davvero la nostra casa editrice, - la segretaria e qualche piccolo fondo ce l'avete già.. ci trasferiremo tutti nel chianti, una due grandi case - casali, - sorrido, ai sogni impossibili, perchè tali, devono rimanere, che la vita vera, ha bisogno anche di questo... )- e trovo spinta/spunto/trampolino, senza pericolo per affrontare il mio presente.. perchè come mi ha fatto capire tuo padre (senza dirmelo, ma portandomici per mano), è questo quello di cui io devo occuparmi. Mi viene da piangere per la commozione... perchè c'era una perfezione divina in quegli attimi, che io avevo smarrito e perso da troppo tempo (c'era anche il mio matrimonio fallito,con cui in qualche modo facevo pace... il mio ex, la sua laurea, il mio lavoro, anche l'odore del sigaro del mio ex capo!)....
Caterina, tu sei stata capace di fare un miracolo , ANZI, NOI DUE, abbiamo fatto il miracolo....

ti voglio bene, grazie di tutto.

firenze, le sue piazze, - ho visto i miei genitori in bianco e nero giovanissimi nel loro viaggio di nozze, nel loro sogno, .... (e il treno che portava da bologna a venezia, il loro stesso percorso in macchina, sì, la vita rimette tutto a posto, in uno ordine speciale divino e misterioso) in una nuvola, in mezzo ai turisti a colori alla sindrome dell'arte, antica e moderna, in mezzo agli uccellini di Viola e alle vespette che non erano pericolose, ai piccioni, e agli altri uccellini che cinguettavano - sul tuo balcone.   ...e tutte le mie contraddizioni far pace... con il sogno della vita e il leone fotografato..., e facevo pace, anche con degli amori sbagliati, con delle storie a vanvera, che mi avevano vista sotto quel cielo fiorentino... ed io che sognavo, ancora, e sogno ancora, di rimettere tutto a posto.. e ci sono riuscita, con una bimba una nipotina acquisita che si aggrappava a me, a donarmi calore, di una bambina che non ho avuto.

Grazie per aver accettato e compreso anche la mia veracità a tratti anche estrema (:-) )) ma sincera, e onesta :-)
(tu non dimentichi la mia faccia con il ciclista - eccheintelligenzacodesta, - ma io nemmeno - la faccia dello sposo, al tavolo di cucina a parlar di uomini e donne:-))) e mano male, che alla fine, siamo un poco tutti da stadio ! :-))))))))))))))))))))))) (e per fortuna:-)




Grazie anche (e soprattutto sempre) ai miei lettori, alle loro anime e cuori, perchè mi sono sempre stati/e accanto leggendomi, e standomi vicina... il merito è anche il loro.

Roberta




aggiornamento, tanto perchè il post doveva esser breve:-)

questo scrivevo ieri. In preda ancora ad emozioni, e confusione del cuore.

Oggi fa freddissimo. Ottobre, dove sei? dove stanno i tuoi tramonti bellissimi? è stato un lampo in un terrazzo fiorentino O - mi (ci a me e Matteo), regalerai una giornata stupenda, il prossimo sabato? - la prossima domenica? uno dei tuoi tramonti, marini meravigliosi?

la gita a firenze, da Nuovi Amici, mi fa ritrovare un sonno che deve farmi far pace con l'ultimo anno trascorso, che pesa sui miei occhi , a regalarmi nuovi segni, - che devo far riposare, nel mio lettone, con tutti i miei anni... con una calma e un ristoro che ho bisogno vengano da me..
anche i sogni mi sono amici, quelli ad occhi chiusi mi fanno riavvolgere il nastro, quelli ad occhi aperti, sono molto peggio, molto più confusi e diffiicilil da sistemare, (riavvolgere).. forse come sempre tutto verrà da se'.   Delle piccole Enormi Novità... mi sembra (sono) di esser felice qui con me; quando la sera, un silenzio nuovo e una dolcezza infinita pervadono il mio presente. La compulsione sembra andare via, - e sono centrata esattamente sul presente. sugli occhi di Matteo, sulle sue sopracciglie morbidissime anche se tanto folte, sulla sua presenza a suo modo presente, nei miei di occhi, a dirgli "matteo !non c'è nessuno più bello di te!".
stiamo bene, io e te insieme vero? e non mi manca nulla, sono felice.
Alla scuola le cose sembrano procedere... discretamente: spero di riuscire a raccontarne compiutamente, nella strana altalena, tra il restare e raccontarmi con parole nuove, ed andar via, a scrivere la mia vita, fuori dalla tastiera... e a ricercar equilibrio, come sempre per salire, ed unire tutto.
Vedremo.
La mia vita si divide tra incombenze di routine... sistemazioni del cuore e dell'anima, che l'ultimo anno, mi ha segnata per sempre, tra quel che è successo in famiglia e quel che è accaduto nel mio cuore; il mio viaggio è accompagnato da musiche vecchie e nuove, dai depeche mode, dai metallica, dalla radio, e da una musica nuova e profumi nuovi, che mi sembra di ritrovare... come se li avessi smarriti e tornassero in altro modo.

Il post è un po' sgangheratello, come sempre... non sarei io, no?

passo e chiudo. Per ora.

Di seguito, se ci riesco, fotine...
(se ci riesco ).


 
 
 

Dolce Settembre

Post n°1162 pubblicato il 21 Settembre 2016 da Roberta_dgl8

Incipit.

Avevo bisogno, dolce settembre, di un sorriso. E di scrivere. Uscita dall'ascensore, un sorriso, di una bella ragazza, giovane come lu fui io a far da colla, col lo stesso qui accanto, sotto, il giorno della prima comunione di Matteo. In ritardo, ma non fa niente.

Ricacciare dentro ogni lacrima. Con le macchine dietro che NON suonavano.

Roma capitale, pulmino giallo. Eppur si muove, si è mosso. All'orario richiesto. In quel momento, la morte? o la vita ? o gli esperimenti di Dio? certo. Io e Matteo topolini bianchi in gabbia, in attesa di un ennesimo esperimento. La casa la gabbia. E che il buon dio, siì lo perdoni il paragone.

Un cornetto quasi completamente vomitato. Un compleanno, ieri di mio cognato, e consapevolezze nuove. Ho la mia famiglia, decimata, a tratti egoista, ma sincera, onesta, presente, nella voce del sangue e della bontà, quella vera.

Scrivo a raffica, a ricercar pensieri, quelli che nero su bianco metto ora qui, vomitati, come il vomito del mio ragazzo, in quel cornetto industriale, e con i tempi, un po' più veloci per lui, che ieri sera era troppo tardi. Temperatura disonesta.... l'estate sembra ancora esserci nel canto degli uccellini, che non voglio essere troppo trasognata, CHE, la brutalità della vita e il rovescio della sua medaglia, che penso aottoilpasserotto di latte e i suoi derivati, che sullo stomaco mi è rimasto un poco di latte, con il caffè buttato giù.

Non ho mai avuto velleità di scrittrice, la scrittura a volte è un vomito che ricaccio dentro, a trasformazione.

Che le lacrime spingono. Pulmino giallo di romacapitale. Che è già tanto. Maglietta nera, odorino di ragazzo, pantaloni grigi, felpa nera, gilet fino di piuma d'oca, che è freddo. Il mio non l'ho trovato, forse, regalato, uno è a casa della mamma, lei e i suoi sms, con i suo spasimanti, lei aggrappata alla vita,in una giovinezza più giovane di mè...

io che nel cielo plumbeo di oggi, nel suolo bagnato, ripenso ai grilli, non curanti dell'autunno, ultimo residuato d'estate.. sulla pelle, sparita troppo in fretta, ed infinita e invincibile, senz'altro dentro. Terremoto dell'anima. Mentre non riusciva, a mettere la cintura diversa da quella dell'auto. Ti prego toglilo il gilet nell'aula...

Già, l'aula.   No il buon giorno non si vede dal mattina, chè il cielo si potrebbe aprire nei giorni a venire, MA, l'autismo è infame... in quel dell'agro romano, con la scuola anarchica, che butta e getta nell'approssimazione a perdere per sempre, chi deve sempre perdere.

Niente lacrime. Fra poco mi vedo con un'amica, in una medesima condizione. Diversa, ma medesima.

Prima l'acqua alla fonte.

Mi sembra che questa realtà sia crudele, ma non per me, per il mio ragazzo, e i suoi pensieri, rigidi, oppure... avrei per un attimo il desiderio, di sganciare i miei per poter leggere i suoi... l'hofatto camminare, per respirare e ricacciare dentro lo stimolo a vomitare, ... perchè gli ho variato la colazione, noi topolini in gabbia, e poi, le macchine dietro, CHE, almeno non hanno suonato. Roma Capitale, garantisce almeno un passaggio all'orario richiesto, con persone gentili... mettiti la cinta, ma non è stato capace, rassegnato sul pulmino con un compagno analogo, per fortuna? per volere di Dio, il suo è un esperimento d'amore, per me.

Allora, avrei --- che la condizione ---- non è mai quella, che all'arrivo, almeno qualche normodotato, a camminare insieme, vedi il verde ancora intenso? fra poco forse arriverà qualche foglia? vedi? vieni almeno in classe, 10 minuti...

niente pessimismi cosmici, ci sarà poco personale, e un'aula in cui si sente al sicuro, in cui si chiuderà nella sua sicurezza autistica, il resto, nelle prossime puntate della vita, sperando che - non si agganci, irreversibilmente a un comportamento rigido.

Passo e chiudo, e chiedo venia, non è uno dei miei post it migliori, ma sono i miei pensieri, è una vita, la mia.

 

Voglio un gran bene, alle persone, che hanno imparato a volerne a me, mano nella mano nella possibilità fra la scrittura e questi tasti in questi tempi, virtuali ma più reali, che mai.

 

Roberta

 
 
 

Augustus (due ore fa)

Post n°1161 pubblicato il 09 Agosto 2016 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

La voglia di scrivere.

... Con la bocca impastata,gli occhi pieni di sonno, ma con la paura di perdere i pensieri,allora, sono qua. Nel soggiorno c'è ancora il fresco della mattina. Gli uccellini cantano, per ora, le cornacchie tacciono, lasciano far festa agli uccellini. Gli uccellini mi fanno perdere i pensieri, e mi fanno tornare, indietro col tempo, ad un anno fa. Ma il passato non torna. Ci sono stata ieri nel mio passato al  mare con mia sorella. A ricordare la marea di risate,di più dello stesso mare. A dirci, però siamo stati anche felici, però ce ne siamo fatte di risare, abbiamo avuto dei bei tempi.

Ma non voglio scordare i pensieri, quelli che mi hanno spinto fino a qui, al salotto a scrivere.

Il sole ha comininciato stamattina coi suoi baci. Come a volersi fare perdonare della luna molto assente in questo ultimo periodo. Sebbene. L'ho vista, di notte, e anche di mattina presto. Mi ha svegliata, NON, di soprassalto, ma mi ha svegliata, ho aperto gli occhi e stava la incastrata nel cielo. E un'altra volta ancora, la connessione è stata con il mio sorriso beato, senza denti bianchi, nascosti nel sorriso stretto ma felice. Perchè era lei la regina del bianco, assoluto, e a me, non restava che fotografarla, con la nuova macchinetta. Reclinata appena, che sembrava un disegno il disegno delle favole dei libri, o dei testi di scienze per bambini, con gli occhi il naso la bocca.

Dicevo... è assente. ... Gigante, e nascosta là nel cielo tempestato di stelle di questi giorni estivi. E allora il sole, ha cominciato coi suoi baci sul viso. Non ha indugiato sugli occhi e fra le ciglia, MA, ha incominciato a baciarmi, tutta. Prima il viso, poi il corpo , i capelli. Come a farsi perdonare dell'assenza di qualcuno, o di quelli che anche quando c'erano, NO, non mi baciavano così. E mi invitava a restare a letto. Nonostate quei baci, caldi belllissimi, e tranquili... no. .. non mi faceva sudare, mi scaldava. Mi diceva ferma resta assapora questi baci, con un sapore che non sa di cibo (e difatti eccomi qui senza nemmeno la colazione), MA ha un sapore, il sapore di ciò che ti manca. come se il senso profondo ne stravolgesse anche la parola stessa... Caldo meraviglioso, spengeva per un attimo tutti gli interruttori in testa.. portandomi verso una rilassatezza che non conosco. Allora mi sono alzata automaticamente.. per andare in bagno, poco prima di realizzare e scrivere, e, automaticamente mi sono diretta in camera da letto.. di mio figlio. un odiosissimo antifurto non sembrava accennare a spegnersi come tutti i lampadari della mia mente... ma scoprivo un letto vuoto. Tesoro di mamma. SI. amore mio. Tu sei la mia vita. Vedere quel letto vuoto. ... Rivederti un'altra volta partire, - con quella mano che mi saluta.  C'è differenza, fra il  soggiorno e stavolta. Con quel gesto e quegli occhioni, mi dicevi, senza parole e senza una mia traduzione cerebrale di nascosto desiderio, la verità..

In quell'immediato, MI salutavi, perchè realizzavi, che partivi col papà. E hai detto subito sì. Tesoro. Sai riconoscere, lo smeraldo di un mare favoloso. Quello stesso colore smeraldo, CHE, ho pensato ieri. Sulla mia adorata ma ormai abbandonata a se stessa, spiaggia presidenziale. Il prezzo da pagare ha il colore di uno speraldo purissimo. Che un giorno, mi comprerò. E che guarderò, tuffandomici dentro, come facevo tanti anni, fa di cui mi resta la grafica e la mia giovane testa. DI quando mi perdevo, con boccaglio e maschera e pinne a guardare il mondo là sotto, quel mondo, in cui in un certo senso io appartenevo. Che mi suggeriva e diceva, sono ancora qua, a chiamarti e a dirmi che forse - sì era giusto che io fossi restituita alla terra, ma il vero mistero stava là sotto, come SE, il cielo, si fosse capovolto, in un abisso di luce differente, e i pesci stelle e i colori marini dei suoi fondali, una connessione diversa, fra la terra e il cielo. a scale..

Perdo il filo. di ciò che semplicemente e con la sintesi, avrei dovuto scrivere.

Nemmeno il sole, caldo amorevole, sognante, e rilassante, mi sostiene in un attimo tutto per me. Più attimi direi.. dall'anima, il sole fa sgorgare, attraverso il mio corpo, questa spinta allo scrivere, per mitigare, NON la paura, MA, per fissare, attraverso lo scrivere, ciò che sento... Sì, il sole, l'estate, il mio attimo... i miei attimi, le mie scelte, che il calore del sole si porta via (sembra? se lo porta via davvero?),nelle parole di chi mi vuole bene, a prendere questa porzione di torta, dopo tante bricioline.. o a dirmi addirittura che le bricioline stesse mi hanno portato alla fetta... penso alla torta ? forse, a livello subcosciente, ma non esce, lo scrivo. come se la cosa fosse nascosta, più in profondità degli abissi del mare, che mi ha vista ragazza, scrutare, meravigliosaemente la bellezza del suo mistero.

No, la spinta a venir qui, poteva essere riassunta in due righe. Che questo pensiero, ha riportato e cucito tutti gli altri.. a dirmi, che forse non volevo scrivere della bellezza di questo sole e nemmeno della luna assente, - e dei miei pensieri e della mia vita.. Ma volevo fermare queste sensazioni ed attimi, non solo per NON perderli per sempre, ma perchè so' perfettamente che è a settembre ad ottobre, che già sto pensando.

Come se, sì il sole consolasse il mio corpo, i miei nervi tesisissimi appena un poco rilassati, le mie membr, come col suo calore e consolarmi e farmi sognare la rilassatezza di un massaggio talmente sincero e curativo, da portarmi in una nuova dimensione di rilassatezza, CHE, non solo mi facesse rilassare ancora di più appunto, ma mi facesse provare, ciò che mai ho provato, restituitendomi nel contempo ciò che credo o penso,o so di aver perduto, restituendomelo, - ma da ponte,con ciò che ancora non ho avuto mai.

Dolce sole, che mi hai riempito di carezze e baci. Indipendenza, assoluta per la prima volta, anche dai sogni... libera di pensare solo a me, ed ascoltarmi ! magnifica solitudine e incontro con tutte le me...

la camionista che ieri sera avrebbe fatto rabbrividiere un carrettiere... salmone in piedi due birrete- arachidi a manciate - quasi ubriaca, una cofana di insalata, mangiata a quattro ganasce, con due uova, e una rosetta.. senza apparecchiare, tutto in competo disordine sul tavolo, a parlare con un antico senso di colpa, che  mi dice "che classe", e la risposta è arrivata nello strato che rispondeva - o forse non lo faceva abbastanza forte - : lo puoi di forte!

poi l'anguria, poi  una doccia meravigliosa, le tele, leggere un poco il pc. rilassarmi fino a che il corpo si è dolcemente addormentato e la mente stanca addormentata insieme. a lui.

Dopo CHE, i pensieri a tremila mi avevano trasmesso la notte prima - una notte totalmente e completamente bianca. insonne, in cui ho visto tutti i colori del cielo e i suoi squarci rubare la scena alle stelline.. come se fossero davvero polvere e il cielo avesse ingoiato tutto. E il giorno non volesse arrivare MAI. Notte orribile e tragica . perchè sapevo che il giorno dopo senza sonno notturno mi avrebbe creato svenimenti e colpi di sonno. e perchè è terribiile, quando i pensieri attanagliano il sonno senza soluzione a dormire, e la notte diventa crudele e insonne.

Non ho fatto altro che pensare a quella mano, che mi resta manina, nonostante sia grande adesso. A degli occhioni, che so' che capiscono davvero tutto, liberandomi da un sogno irrealizzabile e regalandomi una realtà quella delle cose di quegli occhioni. Perchè si può inceppare il cervello quanto vuoi, diciamo così... ma c'è qualcosa che va oltre, e che hai capito che si capisce, IN UN SOTTILE filo, dove è là certamente che è racchiuso il mistero delle cose e dell'amore.

E allora, il sole, mi consola, così caldo e vellulato e soave, e addolcente, - mi consola di ciò che irreversibilmente io non ho potuto "dare". Una famiglia..

e allora ecco che con la sua carezza si porta via il senso di colpa, mi da la forza, ora di scrivere, di affrontare quel che dovrò... col la calma. Questo mi ha detto... mi da mi restituisce, sebbene, la vera spinta  è la mia... gli rubo la scena alzandomi scrivendo sul mio libro.. perchè so' che è estemporanea la cosa, mi scaldera ancora, e sarà bellissimo nel trasporto delle stagioni, ma io - la sua direttiva forse? sono già a settembre, ottobre... perchè è là che io dovrò stare, la scuola superiore, io che ancora me la caverò io che so' che le cose, certe cose, non possono cambiare... forse anche la carezza dle sole, a dirmi di star tranquilla nell'attimo, nell'istante in cui la carezza arriva prima che, altre spinte, quelle del lavorio di fuori, di un'estate di chi resta, e si muove, non in un silenzio di intenti vacanzieri, a dirmi che forse è proprio la sua stella ancora una volta a spingermi, e che magari, la luna nascosta, saprà calmarmi, e la scrittura che non vuol farsi consolazione, ma testimonianza di me stessa, snocciolare paure tra le righe, di quel che devo affrontare tra me, e la vita qui fuori e dentro di me, a volerle far combaciare, io bambina fuori tempo,ormai massimo.

Allora metto insieme... nella schiuma di questi giorni, tutti i pensieri, dopo le carezze del sole le notti insonni e le consapevolezze, a dirmi e a darmi a me, ancora possibililità NUOVE, la verifica, la nuova possibilità di intenti, ANCHE con il trampolino verso un futuro pieno zeppo ancora di difficoltà..

Non sono abituata a godermi in pace l'attimo... gli attimi vorrebbero contorno.diverso. Non il traffico seppur leggero, non il rumore del lavoro, non le tremila e i tremila impulsi ai quali sono sottoposta.. mi metto nei tuoi panni, amore della mamma..

so' che devo essere più forte di tutto questo e conviverci, so' che ognuno raccoglie se stesso e la sua forza e prova ad essere felice, di quel che c'è che ha, seppur con le proprie difficoltà cercando di mettere tutto insieme. Ci si riesce anche tra le lacrime, anche quando le consapevolezze sono feroci, anche quando ciò accade.. la vita, sembra una trama un trine... come se la retina mi avesse fatto vedere e tessere davanti - un ricamo ... bianco.. come se, luglio, mi avesse appena lasciata con un ricamo leggero e preziosissimo.. in cui un sorriso stretto e consapevole di solitudine non bella stavolta, l'avesse voluta impreziosire con un tessuto impercettibile, trasformando la retina ... in ricamo, bellissimo, ci avesse voluto appiccicare sopra un ricamo.. di questi miei giorni passati.. riempendolo di fiorellini talmente belli da rimanerci incastrati dentro, al ricamo.

E cucendolo con la luce del sole di luglio, la luna e tutto il resto. Facendomi da guida, per evitare di intossicarmi.

A piccoli passi.. tra lacrime di sale.. a sognare quei mari, a sognare uno smeraldo che mi dia speranza guardandolo che arriverà la mia e nuova estate, attraverso anche questa.. in cui tuffarmi, in un acqua di felicità.

Mi dispiace tanto per le mie dune.. tutto cambia intorno. 20 anni di mare, a tratti e a giorni, pulito. Trasparente. Un paesaggio fotografato molte e volte (e per fortuna) ma ora pieno di cartacce e desolazione... uno stato di abbandono che mette alla prova il mio presente ed il mio ottimismo tratteggiato, mette alla prova il prezzo delle scelte.. mi dice, potevi stare in costa smeralda, poteva essere meno ruvida la spiaggia, morbida e più bianca, le stesse dune, uguali, non figlie di un'isola ma non di un asfalto presidenziale che non è riuscito a rendere merito a se stesso.. e fauna di gente cittadina che s'accontenta, come me, stranieri molti, qualche tedesco in vacanza, a cercare con gli occhi, il pieno di bellezza, nonostante la desolazione nuova. E il sole, a dare un'abbronzatura su un corpo, ancora dignitoso, nonostante i tanti passaggi di tempo e a restituire un pomeriggio con mia sorella.. sorella biologica di sangue e di affetto profondo... che mi restituisce in questi giorni nuovi, il passato - tutti i passati. mischiandoli col presente, e con un futuro che è la spinta che il sole mi ha dato stamattina, a scrivere.

E lo farei ancora, ma, devo togliere il sonno dagli occhi, mangiare e mi fa male il collo, la seduta non è il massimo..

cerco un brano.. e saluto agosto... augusto con voi.

grazie ai vostri occhi e alle vostre anime e al vostro cuore.. siate felici in questo stralcio di estate.. ancora, - che si mescolerà e già lo fa' con l'autunno ... con la primavera che ne ha lasciato i colori, e nel suo ancora forte presente, col canto di grilli e cicale, e la trama fiorita di questi giorni ancora completamente suoi... . nella magia delle sue giornate, ancora lunghe..

con la mia adorata Musica, che è il meglio dicevano semplicemente perchè contiene in se, la comprensione di tutte le cose.. e invita al ragionamento nel viaggio della vita, a bordo della mia strada e del mio presente.. Con tutte ma proprio tutte le musiche che furono..che sono che saranno, che verranno, tutte immischiate ognuna bellissima a raccontarmi e accompagnarmi insime alle parole.

mie.

 

 

 

https://youtu.be/juTeHsKPWhY    classic !

https://youtu.be/-pjKTCDZvco     ....

https://youtu.be/elpjTRb0JIw      senza tempo ...

le memorie di A.   ... e le mie      https://youtu.be/veoF3rSbtP4

https://youtu.be/4wAPTsjhrjM     :-) granitiche pietre Miliari.

https://youtu.be/avM_UsVo0IA   bel pezzo (piacevano moltissimo a Matteo e a mia madre :-)

adolescenza 1)    https://youtu.be/tODaH_fGtMY   (non ho trovato la versione da studio!)

adolescenza 2)    https://youtu.be/N4d7Wp9kKjA

adolescenza 3)    https://youtu.be/755KcDVPp5c

adolescenza 4)    https://youtu.be/QWg8JAQ9cQ4

 

bellissima ....     https://youtu.be/ybn_KFEomC8

 

idem                 https://youtu.be/IBH97ma9YiI

 

stra-idem :))   https://youtu.be/lMFnzCv8gJU   &   https://youtu.be/2BXk9G4ZXSI

 

§§§§

 

traduco in musica le contraddizioni e la follia del così detto, genere. umano.

e QUESTI tempi, nuovi storici che vivo, e che non riesco a descrivere, ma posso solo registrare. cambiando con la trina preziosa, la speranza e virandola e pensando ogni istando e portando con me, la sofferenza di chi soffre.

https://youtu.be/Ns-fQRnm9sk

 

*****

 

 

 
 
 

Post N° 1160

Post n°1160 pubblicato il 03 Luglio 2016 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Luglio ti voglio bene.

Anche se ti porti la fine dell'anno.. MIO.

 

Non voglio che la scrittura si inceppi. Che tante e troppe sono le cose inceppate, dentro me.

Ma tutto ha un senso, tutto verrà da se.

Caro Diario, voglio continuarti. Non voglio che le parole, più belle, restino dentro. Forse il cuore è geloso,in senso buono, e vuole farle restare, nel suo scrigno.

La scorsa settimana, ho scritto tutti i miei pensieri, su un notes. Scritti con una scrittura che mi pare non riconoscere più. La tastiera l'ha cambiata. Tante sono le cose che ci cambiano. Restiamo sempre noi, ma cambiamo. Contraddizioni a due gambe, due braccia, e tutto il resto. Questi, siamo.

sono tornata al mio mare, in città. Ma è tutto diverso. ... Rispetto allo scorso anno. Il sole aranciato, ha lasciato il testimone, ad un sole metallico, fuso tra il giallo, e il grigio. Come se un velo, nuovo e consapevole, avesse mandato via ogni sogno. SO' che non è così. Il sogno resiste, e si veste di una luce nuova. Più consapevole. Può anche il sogno rendersi consapevole.. forse.

Consapevole, che continuiamo a sognarlo, - nella sua essenza, anche se poi cambiano le aspettative e finanche il paesaggio. Intorno.

Come se, tutto si riaggiustasse. E vedessimo le cose, con la luce del presente, archiviando anche il passato più recente, anche quello dell'estate scorsa. Di questa che arriva a dirti che è nuova, e tutto appunto si veste di luce, nuova. Nel presente. Mi dispiace per le mie dune. Piene di cartacce, poco pulite. Meno gente sulla spiaggia. Forse ci sono problemi col comune di Roma. Certamente questa città, ne sopporta. Troppe.

Io mi sento strana. Come se la voglia di scrivere, fosse andata via.. come se mi dicessi, che il ponte resta. Ma non deve passarci nessuno.. perchè sono stanca. Troppo stanca, come non lo sono stata mai.

Forse  è il prezzo delle scelte, forse è il prezzo per il cambiamento.

Sono reduce da una cervicalgia acuta. Di quelle che ti fanno sentire lame e spilli nelle ultime vertebre. Come se il collo la testa non ce la facesse più a sostenerla. Qualsiasi posizione risulta inidonea, qualsiasi stiramento inutile. Lo so che è anche colpa mia. Dovevo fare una risonanza magnetica,nel lontano 2012. Insomma non molto , ma 4 anni, possono acuire i dolori alle articolazioni. 

Me lo riprometto. Lo farò, nel prossimo autunno. Non voglio creare ancora più danni alla mia impalcatura :-)

guido molto, troppo. La macchina andrebbe cambiata. E l'ultimo anno, ne vale di più.

Lo stress accumulato è stato troppo. I pesi da portare idem.  Anche se ora, una calma nuova, e rilassante, mi fa sopportare i dolori a volte veramente eccessivi. Mi aiuto con una pomata. Mi aiuto con un rilassamento interiore a darmi coraggio da sola.

Certo il caldo non mi aiuta. Ti amavo, estate. Ti adoravo, estate. Ma non ti sogno...non ti sogno più. Penso al fresco.. al freddo, anche. Per chi come me, vive un problema più grande di se', non è questa la stagione adatta.

Tanti pensieri, come turbini, tengo a bada. I ricordi si intrecciano, e mi va pure bene, MA, non voglio ingarbugliarli.  Quando posso li sbroglio, li sciolgo, come a sciogliere la tensione. Come quando sento salire, la paura, l'ansia, che si mescolano con i dolori fortissimi alla cervicale, al dorso, e anche al nervo sciatico, e cerco di camminare più piano.

Come quando non so' cosa fare e farò, come quando la vita, mi da pugni, ancora,e mi tende trabocchetti e le ingiustizie e approssimazioni sono davanti ai miei occhi a tutti i livelli, allora è là, che cerco di non perderla, la calma.

E allora ricomincio da questo mio diario. Dal mese che ciha da pochissimo lasciato, dal mio presente nuovo. Dai miei giri di routine, che avrebbero bisogno di un blog apparte! :-)

dalla mia nuova vita, e da tutta la stanchezza, che è come quando porti un peso, per così tanto e troppo tempo, CHE, quando lo molli, quei dolori, sono - sembrano più forti che - quando lo portavi, il peso.

La tensione si scioglie e sembra fare  più male. Tutto si deve riattivare, e soprattuto ed anche la comprensione NUOVA di tutte le cose. Che a volte, sembra togliere il respiro, sembra pungere e punzecchiare il cuore.. come se la vita si divertisse, ed invece, - non è così. E' la vita e basta. Nessuno si diverte. Le cose accadono, perchè c'è un ordine misterioso che insieme a noi, - deve farsi appunto di nuovo ordine, dopo tanto disordine. Ma costa appunto una fatica mentale, e animica non indifferente.

E allora, le parole invece di uscire fuori, si rifugiano dentro lo scrigno, come se fosse una cassaforte l'anima. Come se la voce interiore sì, volesse uscire, ma non ci riesce.

E allora accogliersi, e accogliere anche questo nuovo stato di cose, non spingerci toppo oltre, il nostro stesso sentire.  Ma io voglio scrivere, e tornare ai pensieri sintetici, che c'erano una volta, in altri tempi,che sembrano lontani, ed invece, è solo un lustro che brilla... e anche se non sono la stessa, più, sono sempre io..

cambia un poco tutto insieme a noi.. forse ho avuto sempre e solo paura della confusione... perchè non ce la faccio tanto a muovirmici.. oppure è l'impatto emotivo che devo sistemare. Tutto quello che ora guardo, faccio il conto. Ed è un conto molto forte.. molto estremo per certi versi. E mi dico, che non si capirà nulla, ma ho bisogno di pulire quest'acqua rafferma.

fosse anche continuare il mio diario..

anche se non me l'ha ordinato nessuno. Anche se non riesco più a descrivere le stelle, che mai hanno brillato come adesso.

Voglio ricominciare dallo stupore ... nel guardarle.. ce ne sta una soprattutto che ho scelto forse ci di siamo scelti:-)   nel cielo di fine giugno inizi luglio... e in quel momento c'è una fusione, tra un sorriso diverso e il cielo di un imbrunire azzurro indipingibile, e me, - in cui lo stupore bambino, sembra incollare ogni parte di me (anzi la incolla), ed in quel momento IO, io sono completa e totale.

E forse sono completa e totale anche nei miei dolori e nelle mie fatiche. Nelle mie paure e nei miei ricordi. in tutto quello che conservo dentro, in tutto quello in cui ho creduto, anche se poi , la realtà, si è mostrata diversa..

Forse sono io, anche quando guardo di nuovo il mare. Quando con una nuova amica, mi ritrovo/riscopro, - quando - provo a sanare le mie contraddizioni con un'altra nuova amica su una panchina, - quando a faccia a faccia con me, non mi capisco... mi sconvolgo , cerco un perchè ed una spiegazione.

Di nuovo, anche oggi, canto di uccellini impazziti dalla felicità. Le cornacchie hanno già dato le loro spiegazioni, la mattina presto. Il sole è arrivato, promettente, ma poi di nuovo afoso e metallico. Come quasi a fare un dovere non suo, perchè nella scienza e nei pianeti, siamo stati capaci di superare, anche la perfezione del mondo, alterandola. e allora, campane, rumore di camion di una spazzattura eccessiva, e il sole dolcissimo delle sette, di mattina, baciava il mio viso e il mio risveglio.. come una forza interiore, che mi chiamava, dentro me e fuori, di me. E ora, un'afa nuova, e un invito fuori Roma, con un piccolo trenino ch enon so' se ce la farò a prenderlo.

Domattina levataccia.. prima della mia nascita, anzi no! levataccia naturale, nascerò di nuovo stanotte, all'una. Sebbene, la mamma, ricordi le dieci, di domani sera. E' un mistero, tutta la mia astralità.

A volte mi sembra di essere un mistero per me stessa. Nello scrigno dei ricordi, nello scrigno dei miei sogni, c'è ancora un sogno, più grande, che tutti gli uccellini insieme, coronano ora sul mio terrazzo... una notte magica, una carezza a lenire ogni dolore, che non duri solo un istante, ma tutta una vita, quella che ancora mi resta.

La felicità, è stata un attimo meraviglioso. Con Matteo abbiamo fatto un piccolo saggio, nel circolo dove fa la sua ippoterapia. Il suo cavallo, (non so' se l'abbiano fatto apposta, ma non credo), si è innervosito degli applausi, - e avrebbe voluto buttarlo giù.. il mio piccolo/grande immenso cavaliere non si è scomposto. Ha governato l'animale.. e lo ha rimesso in riga.

Ieri - al mare - gli ho scattato delle foto. E' stato buono , e calmo. Mi dico, che la felicità non è per tutti "uguale",  - allo stesso modo.  Mi ha permesso di entrare nell'ingranaggio di un libro, di nuovo. Un dono, - che ho impreziosito io.  La nostra potenza e possibilità è nelle piccole cose, forse. Anche se poi, di nuovo altre consapevolezze, mi intristivano, ma siamo in tutto, in tutto ciò che ci circonda, in tutto quello che ruota, insieme a noi, non lo so dire, bene.

Ora vorrei scriver,e ancora, e ancora e ancora. ma non posso.

è molto tardi, e devo prendere un piccolo treno. Sogno un lago, sogno una possibilità di vacanza nuova, per me, la mamma, il mio Matteo.

Passo e chiudo per ora.

Senza rileggere.

E con un brano. (anzi, due; - uno con la voce graffiante, della lory, mitica, e l'altro, con un gruppo Metal.. ma inversione bluseggiante. - l'ho già messo, ma che importa?, repetita iuvant, - :-))

ciao luglio..

ciao a tutti.

 

Roberta

 

https://youtu.be/8kKR4VQrAD4

 


 

https://youtu.be/Pa6nEU-Hz9s


 
 
 

Post N° 1159

Post n°1159 pubblicato il 22 Giugno 2016 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Il pc fa i capricci stamattina. 

Ma ne vale la pena star qui, lo stesso. Perchè leggere le pagine delle persone, qui a cui ho imparato a voler bene, e CHE mi vogliono bene, non mi fa innervosire, per i tempi, rallentati del mio pc.

Non è un pc di marca, ma non fa niente. Fa il suo "lavoro", così come il mio telefonino. Va bene così.

Per come sono io.

Una cornacchia fa il suo verso, - come se, portasse via con se' , il lato oscuro di noi, - l'estate fa anche questo. E, il din don dan, delle campane, che hanno cambiato suono da quando è cambiato il parroco, sembrano un campanello gigante di questo quartiere, - che zittisce le cornacchie e apre la pista ai rumori, che improvvisamente si sentono. Sono le 9. tempo frenetico di ufficili e del fare.

Io sono qui, seduta sul letto. A scrivere. Caro diario, è cominciata l'estate, che io vorrei fosse tutto così. Fresca la mattina, un po' calda e sopportabile il giorno.  L'allarmismo e gli studi metereologici spingono sulla tecnologia ad allarmare compulsivamente la stagione.. che invece potrebbe spingersi a livelli più normali, insieme al nostro corpo e ai ritmi, invece di terrorizzare, e condizionare.  

Che già bisogna fare tanta fatica in questo mondo.. oggi. tanta. Comprendere tutto quello che è stato mal fatto, e cercare di porre rimedio. Perchè soprattutto a questo serve essere umani. porre i giusti rimedi. Lo spero, anche se la speranza, da sola non basta.

a piccoli passettini, dopo essere salita, proseguo il mio sentiero, in attesa di continuare a salire.. devo stare attenta a non cader giù... Non devo perdere, la bussola, insieme alle due metafore, mi arrampico e navigo, per fare in modo di abbracciare la mia vita, alla luce di un nuovo giorno, e gli sviluppi che esso porta insieme alle sue notti. .. Giorni più lunghi pieni di una luce bellissima. Gli azzurri tersi, si mescolano col verde delle piccole ed immense oasi romane.

Ieri sono andata al mausoleo di costanza. Sarò brava, tornerò ad esserlo con le mie foto.. quante volte lo scrivo.. per ora faccio foto, con i tasti del pc, con la foto dei miei occhi, col sogno che non mi lascia, nemmeno quando la vita, mi vuole dare pugni che non merito. 

Volevamo solo essere felici...

Ieri dicevo, al mausoleo il verde era più di uno smeraldo del mare.. l'erba sembrava mare di prato.. i colori amalgamati, i verdi degli alberi, la storia dell'eternità, le costruzioni antiche ed eterne, ancora piene di vita. Gli uccellini, la nuova stagione, e di nuovo il cielo, il sole sempre più caldo, i sogni ad occhi aperti.

C'è una piccola grotta... ho affidato i miei pensieri al sacro - ed anche al mio profano personale.. c'è stata fusione e connessione.. miste al ricordo.. poi mi sono girata, e il mio piccolo/grande uomo mi ha guardata.. ci siamo colpiti nello sguardo. Un autistico non sa guardare negli occhi (e invece lui mi guarda eccome), è vero. Anche se non comprende. ma io dico di sì. Perchè c'è un mistero che sa far collegare le cose, - ed io, l'ho visto ieri. Ho avuto il mio segno, è non è misticismo, non è religione, non è suggestione. Ho sentito vedendo, il mio ragazzo, il mio affetto più grande, il mio amore più grande.. là che si incontrava con me, nel preciso momento in cui io mi giravo.

Bello come il sole, nella sua nuova età, su quella panchina.. non esisteva più nulla, se non l'attimo, che non fuggiva MA collegava la mia realtà, a darmi forza. nei giorni a venire.

Ero così felice! .. nel richiedere la connessione con la mia anima.. per capire... per capirmi, con la speranza di farmi capire... da me, dagli eventi dalla vita, dalla salita, dalle occasioni di felicità...

nella unione col mio cuore, il mio corpo, la mia mente.

A piccoli passi, so' che non posso chieder di più, e forse non lo voglio questo di più... 

mi mancano delle cose, ma mi accorgo che sono legate a mio figlio. Io ho tutti gli strumenti, per salire, piano piano e leggere gli accadimenti. E' la mia intelligenza,  il mio cuore.. che a poco a poco, si fanno strada nel mondo, nella mia via nella mia guida.. nelle varie sfaccettature dell'intelligenza, che non deve farmi paura, nemmeno quando sembra esser crudele, il cuore sa farsi carezza e perdonare e perdonarsi.

E non vuol nemmeno odiare queste cornacchie... che fanno parte del mondo.. e hanno il loro modo di cantare, di parlare di esprimersi, in un equilibrio, che sfugge, ma sotto, ci sono sempre gli uccellini, il motore della vita disordinata delle auto, la compulsione frenetica di una città, che sarà pronta a rinascere...

sarà vita, da vivere, ancora.

 

Penso al mare, e ciò che dovrò fare, oggi nel mio quotidiano. Faccio il conto con una scelta - che sposava un sogno meraviglioso.

Non voglio piangere.

E forse il canto e la voce di queste cornacchie, un invito a guardarmi indietro, non tanto indietro, ma poco.. a mettere un punto e cucire ancora tutto quel che c'è da cucire, una sutura, per evitare uno strappo violento. Fa male, ci sono cuciture che fanno tanto male, ma peggio sarebbe lo strappo. Sarebbe la morte. Ed io sono morta troppe volte, è tempo di rinascita per me. di perdono, e di pace del mio cuore, alla soglia delle mie consapevolezze nuove, e del mio viaggio che procede.. perchè seppur terribile, è pieno di vita, e di ricongiungimento alla mia tavola.

La frenesia è sotto controllo.. la paura permane, fa parte anch'essa del bagaglio certamente. La mia autoanalisi, potrà sembrar strampalata e mal esposta, è il mio libro personale.. 

la mia vita. sono io.

cammino con le mie sclelte. E ne sto pagando il prezzo, la sopportazione è più grande proprio per averle compiute, per ORA E' sopportazione, perchè sono solo all'inizio, e una fetta di vita è andata... ho fatto quel che ho ritenuto giusto, e lo scrivo,ancora nero su bianco, - non potevo fare altrimenti.   Carezze le parole di chi, mi hai aiutata.. a capire questo.

C'è uno scrigno che contiene la meraviglia di ciò che ho avuto. Non voglio pensare al terribile.

E' prezioso quello che ho avuto. Prezioso che lo porto con me. Ce l'ho ora davanti ai miei occhi, e lo porto nel mio cuore. Nessuno potrà mai strapparlo, nemmeno la realtà che ora, vorrebbe farmelo gettar via.. tutto quello che ho avuto, soprattutto nell'ultimo anno è stato prezioso. C'è un punto di contatto, tra cuore ed anima, in cui il cervello sa leggere volendo e potendo e amalgama tutto col sangue ed il respiro.

SA E PUò superare anche parole crudeli, che vorrebbero togliere dal cuore ciò che esso custodisce come un tesoro di meraviglia, in cui andare a guardare, per fargli fare la connessione col sole.. come una pietra rilucente , in questo mondo grigio...

cadono lacrime di sale e di mare, dai miei occhi, sul mio corpo seminudo su questo baby doll dolce brasiliano a pois.. bianco e coi pois verde petrolio. Sento gli uccellini che dalle orecchie accarezzano la mia testa. Come una settimana fa, lo scorso mercoledì, quando volavano davvero sulla mia testa come a volermi abbracciare, come la luna di questi giorni,ma soprattutto quella di stanotte.. madre anche lei.. gigantesca ad accarezzarmi gonfia di amore rilucente in una notte stellata, piena di stelle, dopo un giorno lunghissimo, bellissimo.. in cui mangiavo alla mia tavola.. senza ansie, ma con tutto l'amore del mondo, nel mondo, nell'asfalto e nelle nuove aperture di possibilità per il mio cuore, nonostante le difficoltà e i colpi bassi, come sempre.

Mi sono asciugata le lacrime. Servono. Arrivano a lubrificare l'anima a ripulirla. A dar forza insieme alle consapevolezze, a prepararsi al proprio dovere, che saprà farsi abbraccio e rendere gradevole il proprio lavoro interiore e la mia vita. insieme a me, e ai miei piccoli passi..

piano e dolce. Come sento che devo fare, come sento che sarà possibile, , per me.

Passo e chiudo, per ora,

con un bellissimo blues, che insieme alla luna, di stanotte, ad un blu scurissimo, alle stelle brillanti che vegliano su di me, a quella stellina che ha fatto posto ad una luminosissima luna, mi hanno riportato alla realtà che ha abbracciato il mio sogno più grande.. portandomi la luna al risveglio col sole fulgido, nel mio sonno più profondo, dove so' essere stata totalmente felice.

 

Buona giornata a tutti voi. e soprattutto buona estate, buona estate a voi e a me. mentre cercavo il link del blues mi sono imbattuta in questo...

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/20/solstizio-destate-luna-di-fragola-nel-giorno-piu-lungo-occhi-puntati-anche-su-saturno-e-giove/2846541/

 

 

l'ho avuta la mia luna di fragola... ed è stato meraviglioso.. il mistero della vita, resta, e sa sorprendere anche quando.. anche quando - tutto sembra crollare.. quando tutto sembra apparire troppo crudele e il sogno, sembra trasformarsi in incubo..

ebbene no. resta ciò che di prezioso c'è nel cuore, la realtà che sa fondersi con la natura e con un presente, che sa cambiare anche quello che di terribile ti sembra di vivere, e farti cadere.. sa farsi tutto carezza... sa farsi tutto possibilità.. e alzi gli occhi al cielo, e le parole ti aiutano a trasformare le lacrime in sorrisi possibili, e accendono ilsole e il passare delle ore, sarà vita.. e sarà forza e abbraccio con te e con le persone che ti hanno tenuto la mano, baciata e accarezzata.. sarà amore. quello che fa muovere i pianeti e le congiunzioni cosmiche.

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=rB6OlJqV1rQ

 

 

Roberta

 

 
 
 

Post N° 1158

Post n°1158 pubblicato il 19 Giugno 2016 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Splendida primavera, fresca. che si muove fra gli alberi, suonano le campane a mandar via urla.. lontane, che sento non appartenermi più.

Tanta tristezza, mandata via da campane che sento in altro modo...tutti le sogniamo..

è il suo della chiesa parrocchiale. Ha un senso, nel senso. Ora.

A mandar via le urla lontane che torneranno, come quasi ad "tagliare" filacci di ciò che è stato.. ce ne saranno ancora altri da tagliare.

E a sistemare.

Sì, il sole mi accarezza lo mangio come zucchero filato, ma non fa male ai miei denti.

Devo scrivere di questa primavera nuova fresca che tende le mani all'estate.. si abbracciano e in questi giorni.  Ora è meravigliosa, come da ieri. C'è un vento fresco - da contraltare a questo sole cocente, che vuol mostrarsi forte ed impassibile... e gli uccellini, il loro canto, sembra dire, fermi tutti - è così che deve essere ogni giorno..sospensione tra ieri.. appena inverno... nel fresco onesto e temperato, e una mano tesisissima verso l'estate.. calda .. avvolgente, trasognata, - rimaniamo così.

 

Nei giorni precedenti, ondate di calore dal deserto, - volevano vincere lo smog, smorzare geografie e dissolverle..

C'era un vento caldo, bellissimo, anche se sembrava  piovere da un momento all'altro
e la primavera faceva una danza "dionisiaca", con l'estate, entrambe intrise di amore..
per i loro corrispettivi, autunno ed inverno in una sorta di danza orgiastica, piena di profumi e di odori e di tutto...

non è riuscito a piovere, le nuvolette, si disperdevano via.. se non in piccoli temporali, qua e là.. e i temporali potenti del nord, arrivassero fino qui, a mescolare stelle e giorno, ... e restituire un'aria fresca - che avevamo dimenticato.

Non me la ricordavo una priamavera così nuova... inquieta traballante misteriosa, piena di demoni buoni.. non me la ricordavo, in queste parole piene di caos, come il vento fresco e onesto che sa di una primavera, che io non ricordavo mai.
Non potevo ricordare più.

Le mie parole sono un guazzabuglio, che mi serve a far ordine..

Oggi sento tutti i miei dolori, tutte le mie fratture, rotture, strappi. pugni, calci, orrore.
Sento il passato... di cui sono impastata fino a dentro le mie viscere.. nei nervi, nelle ossa, nella cartilagine. sulla pelle.
sento la connessione con questa natura nuova.
Non voglio essere altrove. Non mi manca più niente... mi manco ancora io...
nella  sistemazione di me.. nel guardarmi in uno specchio - in cui - mi riconosco in parte..
 è ancora un poco imbrattato... MA, è normale, l'ho voluto io...

Sono ero sempre io.

Allora.. mentre mi aspetto,ritrovo, perdo di nuovo.
Sono qui, davanti a questo foglio bianco.
a fare il viaggio più faticoso ed importante di tutta la mia vita.

Il diavolo è con me.. non mi fa paura, più. Lo abbraccio, lo accarezzo. E' il mio male, che mi porto dentro, ... la mia natura, la natura di tutti noi.
La sistemiamo sempre,
siamo ... molte cose, tanti strappi e cuciture, tanto orrore di noi, anche nella nostra bellezza più fulgida c'è ciò che siamo nei bassifondi dell'anima e del cervello dove non si deve andare.. se non per ritrovarsi ancora una volta, per veder edavvero cosa ci siamo potuti fare per non esserci "capiti" - bastati - indovinati...
per esserci puniti... per non esserci capiti.

Respiro.. per lasciar pesi, in questa salita.   Stavolta davvero non si capirà nulla. Ma non è il tema, se non quello della mia vita da vivere.
Profumi
nella città eterna, tanti paesi a formare questa città offesa e venduta. Sperduta e smarrita. Mille pensieri miei, tra un autismo di cui a tratti ho una paura fottuta, mentre continuo ad avere paura, di me. Dei miei nervi, di ciò che sono trasformata.. di ciò che sono ero.. e - di ciò che io stessa ho permesso.. per una doppia natura - umana e femmina - a non saper bene sentire - il peso - che porto - perchè - mi sono nascosta, nel fondo più profondo.

Sarà orrendo questo post.. siamo tutti orrendi, alle volte, meravigliosi e semplici, e a volte spietati e ci fa male il cuore.
Quando il nostro specchio non sorride.. ma ci dice - che ciò ch efa male, servirà molto più a ritrovarsi... dentro..
il vero specchio è mentre camminiamo .. nella natura - lo specchio è la vita.. il resto è riflesso di qualcosa ... che ci distrugge e non sà.. ed è mercato - vendita - denaro, inutiilità...
il vero specchio è la vita e sorriderle, sempre e nonostante, tutto.


Premessa forse esagerata, che non rileggerò se avrò abbastanza coraggio.

Vorrei placare l'angoscia. Violenta e forte. Che sento.

Sto facendo un viaggio pericolosossimo. Ci sono belve, demoni, mostri, orrori, vite passate e forse future, c'è l'autismo. che forseè il male minore, ... sì, è il male minore, nonostante sia, una fatica da portar con se' con gli occhi che non comprendono, con la vita che non sa, con un ragazzo bellissimo, un vero gladiatore dal corpo e la testa bellissimi, che avrebbe bisogno di abbracci e bellezza e non di caos ...esterno, ch enon sa comprendere di rabbia, - che chi - lo ha generato, - non sa discernere.

Mi sono separata.La mia vita è ancor più dura. Non sono ne' la prima nè l'ultima. Certo.

La forza della rabbia, del rancore, del leggere le cose a senso unico, vorrebbe buttare giù dal dirupo questa salita,questa rinascita.

Questo mio rivenire al mondo, questo mio tornare, con altri titoli. Ho una paura fottuta.
Di non farcela. Sento mia mamma, che mi dice "ce la farai". Ho gli amici, virtuali, ma ONESTI e col cuore puro e splendente, che mi infondono coraggio a non mollare.

Ho deciso mio malgrado, e non potevo - non avevo scelta - di andare in fondo... ch epiù a fondo non si può...
le voci si dissolvono, nella colla - che è di bassa qualità.. perchè porta tutto l'orrore, e tutti i dolori... e la mia disperazione. Ma troverò.. come chi fa mille esperimenti.. il senso di liberazione.. quello che mi farà fare davvero un ordine, la liberazione.. senza arresti domiciliari, più.......  è difficile, per chi rinasce, è difficile per chi..
ancora .. è costretto a vedere gli aguzzini.. che - hanno deciso di non abbandonare la parte.. spogliarsene per tornare a vivere, senza rabbia e bava e livore...

la felicità è il mio ragazzo che mangia ciò che gli cucino,
la felicità è questo primo mese, in cui arrivo a fatica alla sua fine..
la felicità
è sapere che fra poco, potrò andare al mare.. che ci saranno tanti altri mari..
di verde e di ferro..
di strada..
di viaggio

la felicità è riuscire a farsi un varco - anche nel proprio orrore personale, accarezzare - ciò che sembra orrendo, il senso di schifo e di repulsione --- perchè è anche attraverso la forca caudina di noi stessi, che dobbiamo passare, se, veramente vogliamo liberarci.
Il cuore serve anche a questo. nel suo scrigno ci sono cose innominabili.. come lastre di ghiaccio che dobbiamo superare.. una volta su un libro di filosofia indiana, ho letto, che se solo ci abbandonassimo totalmetne al pensiero, non ne usciremmo vivi...
l'ho fatto, poco ci è mancato, il cuore sopporta un peso grande...
ci sono particelle, che racchiudono il mistero.. e allora basta forse allargarlo questo cuore, la natura è giustizia alta, anche quando appare feroce, MAI QUANTO noi, ... e il corpo... abbandonarsi a lui...
senza rappresentazione... viverci, viverlo...
sentire tutto il peso, improvvisamente andare via...
leggere la miseria, nostra.. ch epoi, però sappiamo e troviamo il modo di elevarci, e allora, quando poi vediamo tutto questo... lo sappiamo ch epossiamo trovare l'equilibrio nelle piccole cose e scelte.. senza lo stress di un'ansia che vuole solo mangiarci e diamo da mangiare a dei mostri .. che creiamo solo noi.. perchè ci sembriamo orribili... con quel peso sul cuore. Non è un peso.. siamo sempre noi...
siamo animali da compagnia.. il senso di solitudine, non  è un male, la solitudine non è un male..
ma abbiamo bisogno - di alleggerire il peso e far volare via.. ciò che non ci serve più.. quel ch ein quel momento abbiamo fatto.. abbiamo dovuto fare . NON POTEVAMO fare altro.  

Null'altro, se non morire. Abbiamo deciso di vivere, nonostante tutto.
E' tardi..
forse anche per una scrittura trasognata , adesso..
NO. la primavera non è crudele, è meravigliosa.. come la luna di giugno che quest'anno appare.. equilibrata, e gigante - talmente grande che non l'avevo vista mai.. forse cresce con me. diventiamo grandi insieme... vorrei mi riportasse quella bambina muta e silenziosa, piena di sorrisi  giganti.. la parte dell'anima senza dolore.. se non quello del cordone che hanno staccato male e troppo tardi, rischiando di farmi morire asfissiata..
la luna di bambina, io non la ricordo.. forse la rivedrò ancora, forse mi suggerisce, da lassù un raggio di sole di notte.. dall'altra parte c'è il sole che mangio, che mi fa fare pace con questa natalità.. questa crudelta' della mia città che si vende.. a tutti a tutto, piena di tutto il mondo a scoppiare, piena di mille identità e poi apparire, in un raggio uno squarcio di cielo, tra simmetrie e geometrie del potere del mondo, di tutti i poteri del mondo... in un cielo, terso che è nord e sud FUSI, ... alla perfezione assoluta.. in un perturbamento che è un brivido di primavera vera onesta mai avuta... non siamo mai gli stessi.. certo che siamo noi.. segni su segni, ma mai gli stessi, pur sempre uguali.
Roma è così anche lei.
Ti risucchia.. nei suoi piccoli colli che diventano giganteschi in un'eternità, che bisognerebbe guardare.. quando da lassù il capolavoro e genio umano sembrano dire, e suggerire, che è là il contraltare del ritrovamento , nel tempo che scorre passa ma è eterno.. come se tutto non si muovesse mai.. noi piccoli animali, che sfidiamo il mondo e dio..
pieni di paure..
pieni di angosce..
ad immortalarci nel genio assoluto..
e poi il brivido... di eternità.. in cui la fusione è totale, e ti da la forza pure, di superare un momento come questo, che sembrerebbe - portarti via in un esaurimento di pazzia che vorrebbe solo chi, ha deciso di prendere la strada del rancore, anzichè il bene e la liberazione.

Faccio e sto facendo un viaggio nel passato attraverso il mio presente, che è già futuro.
Ho sentito musiche di ciò che fui, che avevo dimenticate.. a far male, - a dirmi tutto - pensando di poter accantonare - e sistemare il futuro diversametne - ma bisogna passarci in mezzo, andarci in fondo, - sentirli davvero tutti i dolori, farci pace senza rassegnazione - ma con la consapevolezza ...
quella che leggo anche nelle belle persone che impatto... molto,ma molto più belle, ...di mè.
e senza gare.
so' quel che che dico.
e ho trovato anime.. di passaggio e amiche..
che .. porto con me, in questi passi. nessuno escluso.

Riuscirò a camminare ed accettarmi.. accettare, --- e --- far piano e pace.. con contraddizioni, pesi, -- leggerezze, visioni, comprensioni. amalgame..
eruzioni,
dilagamenti..
di questa anima e corpo, nuovi.. che si dirigono, e rinascono.. ancora una volta, nella vita.

Voglio questo presente. Voglio ricominciare a scrivere piccoli pensieri.

Fotografie.. e piccoli GRANDI pensieri di umani illustri.. e confonderli in questo tempo nuovo, in queste pagine telematiche.

passo e chiudo.

play list.. deluxe.. per molti, ma non per tutti :-)
forse siamo davvero troppe e troppe cose..
e dobbiamo far di conto con una potenza, che a volte
non ce la facciamo a contentere..


chiedo venia.. a chi avrà avuto la forza di sopportare la mia lettura.
Non è un obbligo.. l'affetto.. mai.
Sì, sono una matta autentica, ma NON, malata.. nessuno è malato..
mai..
volevamo solo e tutti essere felici.

Passo e chiudo.

https://youtu.be/kR594Kkxmzg     sogni... reali.. (e rotture, forse, necessarie..?)


https://youtu.be/pWxJEIz7sSA       ora il viaggio è completo... (respiro)
ci sono sempre stata.. c'ero u na volta...  nell'espressione più profonda della fame,
e della sensibilità estrema, e di quello che capivo senza sapere e di quello che sapevo
senza capire.

https://youtu.be/HI7CB2UwSj4   ritorni del passato - necessari.. nei dolori.. tra le ossa, e altrove..  c'ero una volta. ero. c'ero.

https://youtu.be/BL_nrQxU-wE     (smarrirsi e rincorrersi).. mai trovarsi e poi . farlo e riconoscersi.
aspettando un bacio. Con noi. Nella corsa, di noi. nell'attesa, di noi. nella fusione...

https://youtu.be/yEH5jReEkSk    smarrirsi MA ritrovarsi.

https://youtu.be/R9RrspCGuhs    (far pace con gli studi non compiuti, e col passato). bisognava, correre, ridere, rispecchiarsi, con l avita, e l'intento comune del cielo... non lo sapevamo.. non lo capivamo.. non c'era il libretto delle istruzioni.. ed eravate tutti troppo lontani. eravamo tutti lontani.


ritrovarsi ... finalmente meravigliosamente terribilmente... nel viaggio..
nei lustri appena passati... perchè già c'era la traccia.. abbiamo tutti la traccia...
che è quella ch eci porta, che ci ha portati fino a qui a ciò che siamo e che facciamo/faremo..

ritrovarmi, con il mio amore più grande.. bimbo adorato..
amore mio...  cosa ci riporterà il vento amore mio.. leggo la tua dolcezza
di quello CHE TU, non chiedendo al mondo di venire..
e da me... mi hai portata fino a qui, a fare pace con quella che sono stata
che - se sono stata meravigliosa, per un attimo è stato solo grazie ate..
amore mio più grande.
Già c'eri.. quando ero giovane, già c'eri... TU già c'eri. Ora lo so'..
nelle foto virtuali, blindate, nella mia cassaforte... a quella che ero,
coi kg di te.
Amore mio.     https://youtu.be/NrgcRvBJYBE

all'ex .....        https://youtu.be/8W_Tddwqe7I   ai baci, diversi, che un giorno .. forse.


https://youtu.be/BGLtSnB-srU       .  a me 1)


https://youtu.be/hkXHsK4AQPs     .  a me 2)

https://youtu.be/e3W6yf6c-FA       . a me 3)


 

https://youtu.be/s6wz_dhU9Uo    .... RealSogno

https://youtu.be/BucnkxwIyjo    probabilità...



alter-native.     https://youtu.be/IknoKoKKEwM



riappacificazioni. https://youtu.be/iW1jxJ6ISks

 
 
 

Post N° 1157

Post n°1157 pubblicato il 07 Giugno 2016 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Devo scrivere. Assolutamente. Che. se si blocca anche la scrittura è la fine !

In realtà, ho molte sensazioni dentro me. Metterle nero su bianco mi farà bene. In realtà, vorrei andarmene. Vorrei andar via, di qui. O almeno chiudere il blog, per un poco. In passato lo facevo... E ho dei sentimenti contrastanti in tale senso, che sposano il mio vivere di questi nuovi giorni miei. Ho avuto parecchi scossoni ultimamente. La mia separazione, mia madre che è stata di nuovo molto male. L'autismo sempre presente, e in ultimo, ma non meno importante, una cosa personale... 

Tutto si è intrecciato.. in questo nuovo tempo mio, con me. Che mi pare di camminare con quella ragazza che fui. Che veniva in questa via (dove ora abito) a fare le ripetizioni di matematica. A volte mi pare di avere il mal di mare sull'asfalto. La logica è sempre quella. E' solo la cervicale che si fa sentire.

E con questo tempo, il mio fisico, vorrebbe nell'ordine: terme, mare, riposo assoluto. 

Stiamo sul pezzo della mia vita. ho pianto un poco stamattina. Tanto per cambiare. L'acqua ai canali lacrimosi - lacrimogeni. 

Sono già al secondo caffè. Ho la bocca impastata ancora di sonno e sogni. Che tanto non devo baciare nessuno, che comunque il mio sogno mi ha baciata anche con la bocca impastata.

Il sole stamattina, anche mi ha baciata. Sì, che non lo scrivo per dire che bacia i belli.. lo fui, tanti anni fa:-) ed in qualche foto, ancora anche, e quando mi perdo nei sorrisi di chi amo... MA, volevo che cominciava così il post, col bacio del sole, a consolarmi, devi farcela, svegliati, ... è un piccolo lampo e sono la stella più fulgida a dirti che anche oggi ce la farai, senza illuderti. Non sono un'illusione.. splendo, e splendo anche per te, ti sveglio con un bacio. E allora sorrido al giorno. Questo è stato il mio risveglio. Ieri sera Matteo si  è ferito una mano. Una sua routine, l'ho spezzata, e lui ha dato un pugno all'armadio a muro. Si è fatto male.   Tanto per ricordarmi, che la mia realtà e quotidianità è questa. e non ci sono baci del sole, e non ci sono ponti con nessuno in quel momento siamo soli io e lui.

Forse ci sarà un giorno ed un tempo nuovi, saremo nuovi noi. Ci sarà qualcuno che aprirà magicamente qualche porta (ammesso che ci sia veramente la porta, o che sia pure lei scomparsa per sempre). 

Non riesco a scrivere. Forse la scrittura mi abbandona, come scivolare via, .. giù ...

e nn voglio. Io voglio salire. Ancora.

E' che non voglio che vada via questa primavera meravigliosa. Freschissima, piena di profumi. Meno fiori e più profumi però! il pitosforo e i gelsomini gioiscono ---- a far dimenticare, i glicini durati solo un giorno, e i mandorli - non si sono offesi, della pioggia battente, che ha dato a questi fiori bellissimi e di un rosa accecante, - un'intensità che ritrovo. Nei profumi talmente intensi, da accompagnare le nuove consapevolezze. Devo fare come quando rammendo qualche indumento. Cucire la consapevolezza con questi profumi. Con questa primavera piena intensa meravigliosa. C'è un cielo superlativo, che invita al mare, d'amare. Da mare. A poterci andare. Ci andrei, immediatamente. Sono pallida.. un poco.

Ho scoperto gambe e piedi. Almeno un parvenza di luce. Sono autestera, tipo turista:-)

abbiamo girato tanto. Le terme di caracalla, altri giri a piedi. A respirare questi profumi nuovi, intensi, da capogiro. COn un vento eccessivamente fresco a regalarmi infiammazioni al nervo sciatico. I miei buoni propositi .- in fatto di sport, corsa, nuoto .. se ne sono andati a farsi friggere, benedendosi da soli. Gioco con le parole, in attesa che si tingano d'oro pure loro. L'oro del sole, tinge questa giornata meravigliosa. La luna latita queste sere di zaffiro prezioso. La stellina splende fiduciosa, mi ci connetto ogni sera, con lo stupore di una quotidianità che non mi porta mai quello che vorrei. Forse sono solo io, quella che vorrei e non mi basto.  Non mi trovo più,non lo so' più dove sto. Forse sto nella consapevolezza delle cose. - QUELLA GRANDE, perchè ORA sono grande, anche se mi porto tutte appresso.

La luna di giugno latita. E allora il sole si fa sentire, più meraviglioso che mai. L'abbraccio della meravigliosa primavera al centro del cuore e del suo fulgore, tira fuori la sua bellezza, stratosferica. La signora estate è lontana, seppur vicinissima.. certo che il vento caldo, e l'amore di cieli stellati. ... ma ora! adesso... col fresco ancora, da contrasto stupendo col sole caldissimo, e gli uccellini felicissimi ... non stremati. I grilli ancora dormono.. fra freddo per loro...

Giugno superaltivo. Profumato. Intenso, fermo e proteso, solo verso se stesso. A riportarmi ogni ricordo. A cucire la consapevolezza del presente qui ed adesso, con tutta la realtà di una solitudine nuova, che mi fa riabbracciare totalmente. la scrittura è troppo veloce... gli occhi bruciano. La mente dice "altrove", al pratone sotto casa, - il cuore, dice qui, ok, mente cara..non ti preoccupare... hai un bel terrazzo, non grande, ma pieno di sole. Scrivi ad aprire con le parole la finestra che vorresti. e allora, eccomi qui!  questa finestra è un'altra finestra. Da condividere. Il terrazzo profuma di bucato pulito, pare raccordarsi col profumo di fiori qui fuori, con questo sole onesto meraviglioso, che scopro e trovo NUOVO! sì, sono innamorata della Vita, come sempre. E. nonostante tutto. Innamorata di questa primavera nuova, che vorrei non andasse verso l'estate... sebbene, io ami, l'estate.. io sono nata d'estate MA. MA.... ma ! e' qui ORA e adesso il mio tempo, il fulgore di ritrovare tutte le primavere che mi hanno accarezzato, le maniche corte e un fresco bellissimo, senza afa, coi colori non bruciati, con lacrime nuove che sono scese su questo libro magico, solo ad incollare le cosapevolezze e i fallimenti della donna che sono oggi.

Mia mamma, va a fare la radioterapia da sola. Io mi muovo a stento in un nuovo presente aspettando da me stessa, e dagli eventi nei minuti secondi, il dispiegamento, mano a mano (e lo sto facendo) di quello che verrà. Sono io.

Forse andarmene, per sistemare davvero tutto !  l'armadietto, la cucina.. le buste, da portar via!

ma oggi viene V. e certamente si porterà via un bel po' di roba. Altra la porto in cantina. Dove giacciono le mie perle taiti, e il mio rolex, insieme alla mia borsa L.V..   no, non li tengo là... ciò che volevo comprare per accompagnare la mia età con questi status simbol de'noantri di una ex segretaria che ha fallito un po' tutto nella vita, erano dei regali, che volevo farmi, a fronte di uno spazio ricavato in questi palazzoni borghesi, e dignitosi, MA, la cantina è ancora umida. Comunque. Ho fatto bene a rifarla. DOVREI. dovrei.. comprare degli scatoloni, per riporre altra roba. Comprare due mobili nuovi, far imbiancare la cucina (l'ho già scritto?) - CALMA, sangue freddo... mi godo la primavera come posso. Con una roma allo stremo, --- ci mancava una sindaca ... vedremo non dico, nulla, di getto, sono andata a votare con una maschera da guerra, sul viso... sentendo e credendo il male minore.. non lasciandomi incantare da coscienze a lavaggio di mani. Ma sono fiduciosa. Nel senso CHE, Roma ha sopportato i barbari... ha sopportato e sopporta la latrina continua a cielo aperto di chi QUI, viene a usarla e basta... sopporta tutto eppure fulgida di bellezza, con questa primavera meravigliosa nuova del 2016 - non ti dimenticherò MAI.

Che la consapevolezza regali, a frontedi una ferocia di lacrime che ustionano gli occhi, un contraltare di una bellezza indimenticabile, CHE sia la più bella di tutte, celata ai più?

 

il pranzo ce l'ho.. un'aiutante, ancora e per ora, anche... non ce la faccio a lavare per terra, preferisco scrivere.. ancora e per ora. Arriverà forse un tempo ordinato. In cui sentirò ancora più MIA questa casa, che gli angeli dal cielo e il profumo di primavera siano la pacificazione di una giustizia, a farmi fare le cose, con un ordine dolce e nuovo, a muovermi e saper aspettare, il tempo e me stessa che  è uguale, ... a sistemarmi e ritrovarmi poi alla fine , qui dentro... ad avere la calma e la  pazienza.   Lo ammetto a volte ho paura!. tantissima.  Di questo autismo. Ho fatto un sacco di cose in questi giorni che non ho scritto.

Che sembra passato un mese, invece che pochi giorni. HO cercato disperatamente qualcosa, per Matteo. ho ripercorso l'ardeatina struggente.. non ho perso i sogni, e l'eternità di quella strada mi ha baciata.. il sole, di nuovo, le rovine, l'agro romano, il sole cocente.. l'aria del mare vicina, una suggestione di cui sono figlia.. ad abbracciarmi di nascosto con la mia solitudine, mi sentivo bellissima.. ... poi tanti altri giri. E sistemazioni.

Il mito della bacchetta magica, del tutto ora e subito... non abbandona il nostro delirio di onnipotenza.

E' difficile la mia vita, ora che sono sola con me, a fare in conti con me. E mi dico ch enon è poi così male, anche se, quel delirio  mi avrebbe voluta a condividere tutto quanto con il mio sogno più grande.. ma è la vita un sogno bellissimo, che poi si sistema davvero tutto.. usciamo fuori anche se ci facciamo un poco male, e ne facciamo anche.. ma poi anche in questo tutto si aggiusta, poichè a fronte delle atroci derive di cui siamo figli di questi tempi, possiamo ancora chiamarci fuori e sganciarci con le nostre piccole barchette... anche se, il mare risulta leggermente mosso.

vorrei essere una buona contadina delle parole, una musicista della grammatica e della bellezza totale dello scrivere, a congiunzione con il dipinto della natura, mi accorgo invece di essere una bloggher semisconosciuta, su un portale che è un po' contraddittorio (scusa sig. libero!), - ma che comunque mi da la possibilità di scrivere, ancora.

 

Dal regno della confusione che è il mio cuore (per ora), e dal divano della mia casa, per ora è tutto !
giornata bellissima, qui, sulla città eterna!

 

grazie a chi passerà e leggerà.

 

https://youtu.be/Tj75Arhq5ho

 

 

 
 
 

*

Post n°1156 pubblicato il 29 Maggio 2016 da Roberta_dgl8

Un'estate "fa", a ricongiungersi con quella che verrà...

nel mio scrigno dei ricordi

protagonista,

del sogno più bello della mia vita

che mi ha vista essere

e sentirmi,

la donna più felice della terra.

 

Qualcosa di estate, in primavera.

 

(S. - hai visto che l'ho rimessa?)  :-)

 

tornerò a quelle dune ..

 

sì.   i sogni più grandi e belli, non muoiono.

 

 
 
 

Maggio 2016

Post n°1155 pubblicato il 29 Maggio 2016 da Roberta_dgl8

Il post, praticamente se lo è mangiato "libero", perchè non mi faceva inserire

l'immagine, e l'ho dovuto snellire, praticamente

è venuto la metà di quel che avevo scritto.

Il proverbio non mi aiuta, affatto:-)

le foto, le uniche decenti, sono al contrario

e non mi riesce di riaddrizzarle.

Stai a vedere, CHE, per dar la mano troppo indietro,

rischio di perdere quel che ho di tanto bello? ...

raccolgo tutti i pezzi del mio sogno, -

ci riuscirò - tornerò a far foto belle.. bellissime!

se non ci riuscirò ci penserà la scrittura se non ci riuscirà

più nemmeno lei ci penserà la mia vita!

per ora,

di seguito il mio saluto a questo nuovo maggio,

con una rosa del roseto comunale all'aventino..

e poi una foto della bocca della verità.

Le mie cartoline da Roma.

 

A presto !

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Roseto_di_Roma_Capitale

 

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https://it.wikipedia.org/wiki/Bocca_della_Verit%C3%A0

 

 
 
 

Post N° 1154

Post n°1154 pubblicato il 29 Maggio 2016 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Maggio non andare via. Fermati. 

Non sei ancora arrivato. Sei appena apparso in un cielo terso e meraviglioso.  Come se portasse ancora un fulgore invernale - e volesse risplendere ancora e nuovamente. Maggio. Che mi hai voluto restituire tracce d'inverno, io che volevo un soffio di lustri, indietro, uno smalto scuro, i capelli, lisci. Vestitini preziosi e svolazzanti. Maggio, che mi riporti a me, che nemmeno me ne accorgo. Con questa tua aria preziosa a dire... meglio così.. fra poco roventi respiri farannno rimpiangere questo venticello onesto che spettinerà spose, farà svolazzare  abiti da cerimonia, colpisce ancora le fragilità di chi si è scoperto troppo e chi si aspettava qualcosa di canonico che è stato solo qualcosa di intermittente. ... Maggio. Meraviglie di un cielo turchino, che solo tu puoi. Che solo tu sai. Rose a fiorire, meravigliose. Sogni mescolati a rose in una Roma struggente meravigliosa sempre nuova sempre più eterna, più svilita e sporca che mai a risorgere da se stessa, in quei colori appesi sui muri antichi ed eterni, roselline e rose, fantastiche ad intrecciare ancora i miei sogni. Che sono caduti, frantumti.. polverizzati nella terra .. ed ora, risorgono dentro me, in altro modo. Con queste rose, coi gelsomini, con l'odore del pitosforo che sembra uscito da una magia, dopo il freddo e l'acqua battente, il vento di marzo a maggio, eppure appare. Con l'afa di un luglio lontano, ma vicinissimo, ad improvvisare prove tecniche d'estate.

Un cinguettio animale piumato, che di poetico ha dentro se la sua natura musicale. La felicità di una musica che si suona per chi la vuole ascoltare. Sentire, ricomporre. Certo.sì, l'armadio è in ordine. I miei capelli asciugati poco, si sono calmati.. la mia spettinatura e i ricci nascosti. Si calmano come le onde del mare. Frammenti di stella, caduti dentro, a cercare stelle marine, in un fondo, in una soluzione ancora ad uscire fuori. Come rinascere appunto. Ci sono ancora cassetti, da sistemare, mobili da svuotare. Tutto ha un suo tempo, tutto avrà un suo tempo. 

 negli intrecci della mia vita, si è intrecciato un sogno. Il mio sogno, --- il più grande di tutti. Violento, beffardo, meraviglioso e tragico, nella sua realtà.. sì, ho avuto un sogno reale. E si è frantumato.. ma ora, io magicamente l'ho ritrovato. in questo maggio, in questo vento onesto, fresco a consolarmi, per qualcosa che non so' cosa sarà, - a dirmi - a fare in modo che io ritrovi la calma,  ---- il bello della vita forse sono proprio le variabili.

 

Nei sogni, vorremmo che tutto si ricucisse come per magia... e lo vogliamo talmente forte e tanto, che sentiamo che ciò può avvenire.

Maggio e i il roseto comunale, con il mio Matteo, coi suoi calci, le mie tristezze/consapevoli.. nuove e mute. A guardare sui sanpietrini, e sentire un effluvio nuovo, che si mescola con me, sale dai miei passi, e  i monumenti, - con una magia e un perturbamento nuovi, che sanno ancora restituire possibilità di vita.

 

E di nuovo una luna potente e meravigliosa a dirci la verità-  che volevamo andare oltre - che volevamo camminare col cuore - ma soprattutto coll'anima.. su quella  panchina, timida e sperduta nel tempo, in un altro altrove, dove tutti gli anni, se ne stavano abbracciati, insieme a tutte le paure, e le cose non vissute. che volevano viversi a tutti i costi.

 

Il mio sogno più grande, che parlasse la lingua più dolce di tutte, che squagliasse tutte le chiavi, per aprire le porte di ogni possibilità..  la scalata dell'impossibile.. frantumare ogni certezza - distruggerla, per poi d'incanto ricostruire - nuove possibilità, in cui tutto ciò che era, resta, ma si trasforma, come la più grande delle magie, ma la supera la magia stessa !!!!  ebbene, mi accorgo, CHE, solo la scrittura, a me, aiuta.. in questo. Mi sorrido davanti a questa tastiera magica, che non è pianoforte haimè, che non è linotipia, haimè, che  è solo il mio notebok che è solo un portale, --- che ringrazio, comunque a prescindere, al quale sono eternamente grata!

 

la scrittura mi porta verso un mare calmo. la scrittura mi fa affacciare dalla finestra di casa mia e  percepire un vento nuovoe parla una nuova ed altra lingua.  Che mi fa ritrovare me. Che si tinge di nuovo. Come una settimana fa, che ho visto con gli occhi del sogno, ancora, più reale che mai, il mio foro di augusto. Il foro palatino, con il mio ragazzo calmo e sereno, in una Roma sospesa nel tempo, in cui io ero un'antica romana liberta con suo figlio, nobile.   La mia macchinetta era scarica della sua scheda. E nella memoria c'erano poche possibilità di far foto. Non importa. Ho camminato con i fallimenti familiari, sopra quelle pietre eterne. Mi sono sentita piccola, nell'immensità di un cielo terso, in cui l'eternità della civiltà più grande e potente, univa - oriente ed occidente, con la dolcezza di questa italia, con tutte le lingue del mondo. Le chiese, si innalzavano insieme a ciò che resta di questi monumenti, che nulla ha potuto scalfire. In cui il tempo si è veramente fermato ed in cui quell'immensità si accende di una nuova tristezza, per non aver saputo esser compagna del desiderio più grande. e ho cercato di spiegarlo ieri, al mio Matteo. . 

Riuscire a sopportare le delusioni, riuscire a vedere e sentire le cose come sono veramente, riuscire a sistemare la vita mia per quella che è, riuscire piano piano a concedermi piccole possibilità ancora a volercela fare, nel tramonto che mi aspetta, fare piano le piccole cose, come mi scriveva qualcuno (:-)  ) fare, è prendersi cura, io allora sarò una donna serena.

Riuscire a non provare nessun rancore, per ciò che comprendo, che quando papà - diceva a me piccola, troppo, di non aver paura di usare l'intelligenza, era questo, forse.. e mi dico, e lo dico, avrebbe dovuto abbracciarmi forte, ma non poteva, - non se l'è sentita. stava morendo.

Allora mio mi dico, e scrivo, che quell'abbraccio mi è arrivato in altro modo. Sì. Mi è arrivato sospeso nel tempo e con tutti i miei sogni del cielo, - mi è arrivato con un'intelligenza più alta di tutte, anche se, devo riuscire a sistemare il fatto che ognuno di noi, è storia a se, esperienza a se, senso a se' ... e ... non sempre accade, ciò che vorremmo accadesse... perchè - forse è un impossibile a cui altri, tendono in altro modo.

Lo so' amici che non si capirà. E non me la prenderò affatto, SE, non vorrete arrivare alla fine.

 

Vi consolerò del mio scrivere, ingarbugliato, con una scaletta musicale deluxe, che fa parte della mia vita, e di tutte le mie età, quelle che ora, riprendo, grazie anche alle emozioni alle esperienze che la vita mi ha regato, di cui fanno parte, anche le persone che condividono questo mio diario virtuale/ ma reale, fino al midollo :-)

 

Oggi andrò a pranzo dalla mamma. Sì, sono sua figlia, una figlia imperfetta ed impiastro. La mamma è salva, è ancora qui con noi, e sta andando a fare la radioterapia da sola. E' ancora quella bambina biondissima che tiene tra le mani un fiore. Solo che il fiore è un canadese ora e non c'è una villa con un prato intorno ed altri bambini, ma un ospedale, dove lei si reca da sola, in macchina.

Ripenso a come le cose sono diverse e cambiano. Eravamo ai parioli lo scorso anno, non aveva ancora avuto per la seconda volta la stessa malattia, e la pensione era ancora lontana.. erano ancora lontane tante cose - e gli intrecci erano diversi.. ma la vita è bella per questo, bellissima e tremenda al contempo..

andrò a prendere l'acqua se ce la faccio.

Domattina a fare l'ennesimo buco nell'acqua, anche se non voglio ... dirmelo prima  è una scaramanzia, - che mi auguro proficua. L'ardeatina è lontana, - ma io - ci credo.. non smetterò mai di credere in una possibilità per il mio Matteo. Anche se sono un impiastro imperfetto.

E poi la revisione, i bolli, e il passaggio di consegne tra la vecchia scuola di Matteo e la sua nuova scuola.. e poi, io a far pace con tutto, a far pace con me, a perdonarmi per perdonare, per intraprendere la nuova strada che mi aspetta.. e felice di aver camminato ed essere arrivata, fin qui.. - felice non è la parola giusta.. mentre sbatto gli occhi, mi vedo ad un anno fa.. in questo giugno che sta arrivando, in quella stessa strada ancora, con delle scarpe che non ho più.. ma ora ho un armadio in ordine, e ripercorrerò  - forse quella stessa strada per vederla e sentirla dentro me, con qualcosa che fiorirà in me, in altro modo. una nuova consapevolezza, a mettere sul mio cuore e far fiorire su di lui e nell'anima altra bellezza ancora.. per farlo diventare ancora più grande.. che fiorisca sulle labbra, il mio amore nuovo, che sia ad ogni sbattito di ciglia, che sia in ogni spinta nuova ed in ogni nuovo passo.

 

 

serena domenica.

 

Roberta

(segue play list al post)

https://youtu.be/Vel8aveb7iw              bellissima :-)

https://youtu.be/KEeFNvvR-ng             grunge ... suggestivo

https://youtu.be/Jv38qqpkE14             blues di casa....

https://youtu.be/6vpOHq8bkzA            viaggio psichedelik blues !  :-)

https://youtu.be/DnGdoEa1tPg            giorni solitari (metal etnic)   - MIEI

https://youtu.be/AJtzpVNqgl8              MetalDom made in Roma

https://youtu.be/gKhu7AoXp34            idem 2

https://youtu.be/8TMU9UEOjLQ           idem 3

https://youtu.be/cNTtMbXC5jE             MetalClassic (splendido pezzo).


https://youtu.be/owddukdxFv4    m.e.r.a.v.i.g.l.i.a.  (grazie! ad una bloggher e/p.:)


https://youtu.be/i1I0Dcvu75Q   Genio conterraneo - post (mogol)

https://youtu.be/HYXZuiSR6zo   2

https://youtu.be/bY_MIXsGcpM    3

https://youtu.be/xiKlDC2gmPw       4

https://youtu.be/CTTjzmWt8xQ        5

https://youtu.be/-D3yYfXraZE             6


https://youtu.be/p9PAuWV-Vn0    sogni meravigliosi senza tempo, nè età

https://youtu.be/m-yvdIHOdxw    sogni meravigliosi senza tempo nè età 2, che fanno parte dello scrigno della mia memoria. abbracciati al presente protesi al futuro.

 
 
 

Post N° 1153

Post n°1153 pubblicato il 27 Maggio 2016 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Non mi spaventa la pesantezza della consapevolezza.

Non mi pietrifica - come a volte accade, è accaduto, - che nel letto, io non sia più di carne ed ossa, ma di pietra (a volte è accaduto, appunto). 

Non mi pietrifica, non mi spaventa. Mi intrisce, forse. - E allora, questa consapevolezza, che risulta pesante per l'anima ed il cuore, - mentre la codifico, tra me e me, - la allegerisco con la scrittura. Motivo primario, poi, alla fine dell'esser qui, e poi, ovviamente e naturalmente esser letta. Condivisa. Sebbene, a volte, non avrei voluto mettere i commenti, sul blog. Lo ammetto. La consapevolezza mia, deve sempre camminare di pari passo con una sincerità spiazzante, lo ammetto a volte anche per me.

Ma non voglio perdere il filo, il senso di questo post. 

Mi sono svegliata dopo aver dormito di sasso (sempre pietre:-) - ma in senso buono... come avvolta in liquido amnoiotico fuori tempo, nel tempo, io. Con me. In questo liquido da adulta, soporifero, ho forse fatto un viaggio nel tempo.. nel mio mare interiore, ho visto un volto, sopra a tutti. non ricordo altro. Mi sono svegliata sudata.   In questo maggio stranissimo, che stringe ancora la mano ad un inverno, nonostante il sole, richiami ad una prossima estate.

chiedo venia, scriverò male. Di palo in frasca confuso. Come un bambino, che da un albero non sa che frutti prendere e li prende alla rinfusa. Il bisogno/la colpa/la voglia. Di scrivere. Di alleggerire l'anima. mia.

Dicevo. Mi sono svegliata dopo il viaggio, di tutta una vita, - consapevole. Con una consapevolezza dalla bocca impastata - la mia. Un caffè e latte, scuro, un cornetto alla marmellata.   Gli occhi velati - nonostante la luce, e nonostante l'acqua gelida. 

Vestita troppo leggera. Ma il corpo a dirmi, ce la fai. Ritroverai questa abitudine, stai tranquilla. E' maggio, nonostante questa tosse antipatica, che è meglio andare a fondo e sapere. COn una lastra di routine. Caro Diario. Dovrei lavare i denti, subito. Lavare i capelli, immediatamente. Portare questa autoutile, a fare la revisione (truffa italica, ma siamo un'europa unita in tutte le truffe, direi, la sintesi è approssimativa, - non ho dialettica a sufficienza, e non mi va, forse). Poi il lavaggio, è orrendamente sporca. E poi andare a sistemare il fatto dei bolli. E' già il secondo che non pago. E lievita. Ma dovrei - potrei almeno non pagarne uno. Nella mia nuova condizione. Di separata. Con figlio con handicap a carico. Fa brutto scrivere così, è il mio diario.  La bellezza, ci sta anche nella consapevolezza più feroce, me lo sono detto prima, mentre scaldavo il caffè, di ieri. Che il mio caffè è buono pure riscaldato.

E mi dicevo, riagganciandomi ad un pensiero di prima - di stamattina, in cui la consapevolezza risultava essere disarmante ... CHE no, il mio sogno yippie non è morto e seppellito. - Perchè si aggancia a tutte le mie età a venire dopo. Che metterò ancora quel vestito a fiori, - che sarà come nuovo, e magari sotto non ci andrà niente, e magari camminero ancora abbracciata a qualcuno, senza età... che non guarderà nessuna, come ero a 15 anni, fiera e piena di estate addosso, - che - saremo soli io e lui in mezzo alla gente, a trastevere, forse, e comunque NO, non ci saranno altre interferenze, di nessun tipo. QUindi il sogno è vivo. e non vegeto, ma rigoglioso.  Ne sorrido, dopo aver fatto in modo che il mio mare, interiore, abbracciasse ed irrompesse, sulle palpebre un poco stanche dei m iei occhi, nella sacca degli stessi. A riempire di dolcezza per altri mari che ho conosciuto, e che non potrò e mai posso dimenticare.

ma arriva di nuovo lei la consapevolezza a dirmi le cose. Le vedi? mi dice. E'tutto così chiaro.

E palese, e lo sai. E tutto ti è servito per capire, ancora e ancora e ancora. All'infinito capire. Tutti questi anni, a far pace.

dicevo, appunto, dei "bolli". Devo andare all'aci, e chiarire, la questione. E devo farlo. Sono "morosa" di uno , e quasi dell'altro. ... Ed io invece vorrei essere sarei voluto essere potevo essere un'altro tipo di morosa!

insomma, devo fare queste cose, oltre a tutto ilr esto, che faccio a metà. I letti, il bucato, me stessa, i capelli, --- e non mi va.

Mi abbandono qui davanti,a sistemare le consapevolezze, che non sanno di ferocia, ma di vita. La mia.

Non resisto più... non guardo indietro... no. Se non per una sorta di carezza e di dolcezza, e di possibilità. Racchiusa in una voce innamorata. In un dejavu, speciale, --- in un sogno vero, che ho avuto. Che ho voluto... che mi ha sfiorato, accarezzato, che è cresciuto con me.. e dentro di me. 

ci volevo rimanere dentro. Volevo rimanesse dentro me. Per sempre. Ma la parola per sempre non esiste. Me ne sono accorta, me ne accorgevo quando dal finestrino in bianco e nero di un'infanzia smarrita, - giocavo con le luci del sole e viaggiavo nel mondo psichedelico, e mi dicevo, fermati tempo! ferma io! ero precoce, nel capire e sapere, che la felicità era quella. Non ne ho conosciuta un'altra.  E non voglio divagare. Mi dicevo che nonostante tutto, poteva andarmi ben peggio. La consolazione non c'entra. Portano solo l'iniziale della stessa lettera. CONSAPEVOLEZZA. Di nuovo. A dirmi CHE, mio figlio poteva avere altre patologie correlate. Certo una ce ne sta. Lo dico forte e chiaro, senza risultare spudorata per lui e con lui, è il mio diario VERO. non sono qui solo per cazzeggiare e chi lo fa buon per lui e buon pro gli faccia. ho cazzeggiato (e cazzeggio tutt'ora, sono la nipote di mandake di proiettiana memoria , e lo febbre perenne da cavallo MA), - bisogna che riaddrizzo la vela totalmente e con tutte le mie contraddizioni, e con tutta me stessa, e tutti i miei anni (il post verrà na' chiavica, non importa).  Insomma il mio ragazzo, ha un'altra diagnosi accompagnata, ma è colpa mia, della società della scuola, dle mondo, imperfetto. Che non riconosce, la minorità ... di chi è più fragile. NO. siamo fatti così. Ed io non ho retto, ho di nuovo bisogno di dirlo. Che potevo fare? io? enon mi piango addosso. Lo curo, lo alimento, lo tengo pulito, lo accolgo come posso, lo amo con tutta me stessa, ... MA A volte, devo andar via, da lui. 

Perchè  a volte, sono più piccola di lui, talmente piccola da scomparire e farmi assorbire da un sogno a cavallo del tempo.

Allora poi, devo riaddrizzare questo albero. Sant'iddio. Allora poi torno guerriera, e le lacrime si ritraggono. E l'autismo diventa la fossa dei leoni, che combatto da sola e il mondo, l'arena. Che quasi sempre è col pollice giù. Già. 

non ci gioco con le parole, ma le uso per risalire, per uscire dalla tempesta, interiore, che mi vede protagonista, di una realtà. Che non resisto più a volere diversa. E' questa. Questa è la mia.   Sento solo un richiamo di un passato che ormai è sangue, insieme ai globuli rossi e bianchi, c'è tutto il passato. anche quello più recente, che mi ha vista stordita da un sogno ... completamente rapita.. in una vita parallela che volevo far combaciare come i binari quando si incontrano. Sì.

Poteva andarmi peggio. Epilessia, ix fragile. Ed altro. Il mio ragazzo è perfetto. organicamente. Non è epilettico, non porta altre patologie. se non quella di un "ritardo", - dovuto al suo autismo.   Ne vedo di ritardi, senza consolazione, di chi, ha deciso di tranciare con l'intelligenza asservendola alla cattiveria, al genio crudele e sagace di un intellettualismo becero e cinico, deputato solo ad un certo tipo di bellezza a senso unico. Respiro. Sognando un brasile possibile, una casa fronte spiaggia, ragazze libere per il mio Matteo, musica da sogno, pascoli liberi, e via discorrendo.    I miei sogni sono intatti.  Resto qui, a nutrirli. CERTO.  la scuola è finita E non andiamo in PACE. sono in contatto con un'azienda agricola.   Sull'ardeatina. Ci vado lunedì. Potrei far fare un corso estivo al mio Matteo. Mi auguro di averne la possibilità.  Sennò lo porterò al mare, di pomeriggio, in quel di questo tirreno che mi ha vista sognare talmente forte, da farmi volare. Da farmi essere la più felice delle donne. 

Ho avuto moltissimo!, sono stata felice. Ho riso così tanto. A spasso nei tempi, ho visto tante cose belle. Di questa italia Unica - ho riso tanto, ho amato, non ricambiata, ma mi hanno accarezzata e tenuta da conto, per unpoco.

So' che l'ex marito legge.   Anche se non la rispetta. la legge. Legge.

Sono fiduciosa. Nonostante tutto. Devo solo raccogliere tutti i pezzi. E' un maggio freddino e lo ringrazio, comunque. Perchè questa aria, onesta, sincera, spero (di una speranza nuova e forte) possa darmi la forza, PER, andare verso un'estate incognita. DOVE. non sono più quella di un anno fa.  Sono altro, adesso.    Porto addosso ancora tutte le mie primavere e gli inverni. E gli autunni e tutte le altre estati. Mi pare di incollarle. Di sentirmele dentro tutte addosso, a dirmi che sono sola. In una nuova solitudine di consapevolezza. Che deve assolutamente guidarmi, nella mia quotidianeità - a far pace - con la scrittura ed aiutarmi, per ora e finora, e fin quando sarà necessario.

Voglio e posso rimettere a posto, tutto e piano piano. 

le spinte del cuore e del sangue, devo tenerle da conto, bene - e non buttarmici a capofitto, che non serve.. non serve a niente. Perchè ho tutte le risposte scritte dentro di me. Il sogno, appunto mi aiuta a capire, quando la realtà se ne discosta troppo e a dare il giusto valore e la giusta lettura alle cose.

Mi accorgo mentre lo scrivo, che sono stanca, e che la scrittura se ne va, mi porta altrove, in una altrove che invece devo riprendere, e mi deve servire, per non smarrirmi. E non perchè non devo perdermi perchè è là che siamo tutti, ma bisogna --- che le priorità siano chiare.   sia chiaro, ciò che non ci giova.. sia chiaro, e palese, la nostra importanza.   

Sono molto importante.   Per me stessa.   Non è una questione di esser bella persona...

è questione di essere importante.   Quella bambina CHE gioca col sole.. ora va a spasso con suo figlio.   Lo zaino non è necessario. E abbandono la paura. Ce la posso fare, così come, mi sono vestita stamattina, e ieri, senza età.   E i colpi dell'autismo che mi è toccato, come un caso, non crudele ma di casistica, siano una febbre improvvisa che si congiunge anche con la donna che sono, ORA, e riuscire a superare questo. Riuscire ad andare avanti, con diplomazia verso me stessa, senza farmi abbattere.. - che non posso e non devo... 

mescolare bene, ogni mia sfaccettatura, --- forse sono un diamante pazzo anche io e certamente!

:-)

 

e allora, tutti i pezzi metallari non li metterò...

voglio risplendere, come un diamante pazzo, e metterò i vecchi e cari pink floyd.

 

grazie a chi avrà la pazienza di leggermi.

mi sono riletta, mi fa bene.

Mi fanno bene, queste parole, mie.

Mi ha fatto bene, sognare ancora, e poi ancora svegliami dal sogno, che era solo mio...

MI fa bene, sognare ancora , una mano che saprà prendermi per non lasciarmi MAI, che saprà abbatterese se stessa... per volere a tutti i costi prendere la mia,

che alzo ancora, gli occhi al cielo, in una luna nuova di maggio, che non so' fotografare, se non con gli occhi e l'anima, che sembra stringere in un filo invisibile e farsi trainare da una stellina brillante là sopra. Come a dirmi. : siamo qui, Roberta, --- che la fai ancora, lo vedi questo filo? in queste notti meravigliose di un blu, indefinibile, perchè è mistero - nel mistero stesso, ma, non sei impazzita, affatto... il filo che vedi è la vita, che fa in modo, che questa stellina sia stretta stretta alla luna... che è scomparsa, ma tornerà. Insieme ad un sole di nuovo caldo, che non dovrà farti paura.. che non strapperà tutti i sogni che hai avuto, che resteranno per sempre nel tuo cuore.

 

Passo e chiudo.

https://youtu.be/0MDHv1xLnlM

 
 
 

una poesia, per me.

Post n°1152 pubblicato il 17 Maggio 2016 da Roberta_dgl8

A Roby

Non mi lascio trascorrere, né tagliare
ho vita
che mi percorre le vene, i pensieri,
la quantità immensa dei bagagli
pagati con sacrifici immani

Porto tutto con me
e assecondo il sole

Lo mangio persino
mentre fa il suo giro
decollo

E plano
bambina tra frammenti di vetro,
mi sollevo e scendo

Sulla pista dei volti
che mi hanno voluto bene,
che si sono caricati tamburi di latta
per risuonarmi nel cuore
e ridermi dentro
nell'atterraggio

Con un suono esile e un amore potente

Joe/Tobias (bloggher)

 
 
 

Post N° 1151

Post n°1151 pubblicato il 02 Maggio 2016 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Scrivi.

Scrivo a me stessa.
Sul  mio indirizzo mail, .  perchè il portale potrebbe cancellare il mio post. E quindi. scrivo sulla mia mail. Che non ho word. Da quanto mio cognato mi ha risistemato il pc, word non c'è. Così come altre funzioni. Ma non importa.
Uso il mio indirizzo mail. Poi copierò e posterò.
Scrivo a me stessa. Leggerete, ma scrivo  a me. Dal letto. Ho freddo. Questo maggio, sà d'inverno per ora. Ma non voglio parlare delle stagioni, signora mia. Che sentirle così forte, e dire, che tutto cambia, è solo il contraltare che cambiamo noi, e tanto. 
Le stagioni fanno il loro corso, sentirsele così addosso, sono i segni che lasciano ogni anno di più.
Ho freddo. mi sono rimessa a letto. Davanti a me, c'è l'armadio aperto, con un ordine sotto e sopra un casino orrendo. Non posso ancora sistemarlo, l'armadio, che dico a me stessa, dentro me, che non ho bisogno di nulla che è tutto in ordine, MA, non posso fare mente locale. Magari finalmente potermi dedicare alla sintesi scritta. Arrivare alla cima. E ricominciare un'altra vetta, diversa, stavolta. Una parete, forse, ancora più impervia, più Erta (Ro'b  - Erta, già), laddove la mia gloria, è il giusto riposo, anche scalando nuovamente, allenamento per poi ridiscendere e andare in vacanza, là dove la vacanza, appunto è vacanza metaforica. ma non solo !
Sono passata al mercato, prima. al ritorno da scuola.  Ho visto i fiori. Bellissimi; una sorta di viole del pensiero. A riempire i miei occhi di bellezza, a bere - i miei occhi bere dai fiori. Nel freddo onesto, a non voler pensare al caldo cocente di un'estate che arriverà. Tra un mese. - E, nei banchetti, - parei. A ricordami capalbio. Ecco, là . ma è solo un ricordo. Che passa in fretta. Poi un'occhiata ai colori dei vestiti. E' di moda, quel che ho:-) Si. Forse qualcosa servirebbe, in un ordine, che ancora non c'è. E allora eccomi qui, a coccolarmi con la scrittura, per fare il diario, e raccontare di me.
Di un autismo che no. - Non è solo strappalacrime e dolce letteratura, Amici.
Una brevissima cronaca. Quindi. Stamattina ho chiesto sul bordo del suo letto a Matteo, mentre lo aiutavo a vestirlo, se avesse freddo, con una felpa, che pensavo troppo leggera. Mi ha detto "no", - e  poi ancora, no no no no no - a raffica. Sentivo che stava montando un'ansia disarmonica, E, non ho fatto in tempo a schivare un suo calcio, a ripetizione, come un'arma. Ho imparato a gestire il dolore e trattenere le lacrime.
Già.                e poi.
Fuori scuola, mi chiede se può toccarmi le ascelle. Tipico della letteratura autistica medica. Dell'osservazione, dei figli, dei ragazzi come lui. Niente di sessuale. Si aggrappano come possono disarmonicamente, soprattutto se sensoriali (dicasi sensoriale, il "soggetto autistico" CHE, ha amplificati i suoi sensi, perchè ossessivamente non ha altro mezzo per entrare in comunicazione con l'altro - perdonate l'esposizione- sono una mamma non un neurologo neuropsichiatra), a parti del corpo, delle persone con cui sono più in contatto. Da piccolo infatti, alle elementari, toccava sempre le ascelle alle maestre. Ora lo fa compulsivamente con me.
Ora, non c'è nulla di male. Una due o tre volte. Quattro? cinque? , no. di più. Continuamente, e le sue mani non sono più quelle paffute di un bimbo. Sono quelle di un ragazzo grande, che se ne frega, se hai delle collanine, e se, te le deve infilare, le mani dentro la maglietta, in pubblico. Ovviamente, sono sempre piuttosto abbottonata, e gli dico di non farlo. Si placa, cerco ci dare spiegazioni sommarie. Ci sono le ghiandole del sudore, ci sono i linfonodi, non si fa. mi arrampico sugli specchi. Funziona. Ma a volte, no. Come stamattina, e allora scattano le botte. Se sono abbastanza brava di schivarle, si calma. Se gli sto a tiro, mena.
Ecco è servito l'autismo. Le sue disarmonie. A chi lo racconti? imparo a dosare il dolore, un genitore lo sa fare, gli viene da dentro, ancestrale. Porta i lividi, in silenzio. Il dolore, poi ad un certo punto, diventa pure risorsa per essere più forti, una risorsa da combattimento. Ma subentrano le paure. Dell'altro. Lo vedono! cosa pensano? che è violento? che è bene stargli alla larga? per fortuna (fortuna ? !!), a volte, tutto accade, senza che il mondo se ne accorga. Abbiamo fatto tardi stamattina, quindi niente folla fuori scuola, E, nonostante il mercato, erano tutti indaffarati ai loro banchi : siamo diventati invisibili. Forse c'è una nuvola, in questo freddo umido, - e nel sole bellissimo (lui sì!) di maggio, che si porta via la negatività. 
Lo lascio ad uno dei suoi assistenti, con la borsa del maneggio (deve fare un recupero causa campo scuola, e oggi l'altro suo assistente fino alle 18- respiro:-)) ), e me ne vado . Ormai nemmeno più la tristezza mi appartiene, se non una sorta di rassegnazione, che porto addosso - è il mio marchio, - misto all'ottimismo. Che disseta con i fiori e i loro colori, i miei occhi stanchi. I miei  capelli arruffati dalla nuova stagione e dai colori chimici, a lottare di continuo con le mie dermatiti, con la bocca impastata di sonno della sera prima, del caffè e del cornetto. Senza doccia, con le mie improbabili e piutttosto "datate ma ancora graziose" ballerine nere, e questo "impermeabilino semibrillucicante" che si mescola con l'asfalto, forse per quello nessuno mi vede.   Mi sento addosso a dirmi e immaginarmi, un giorno, con un nuovo impermeabile blu, di una nota marca inglese (è un mio sogno possibile, rido), - ma prima (sempre io nell'immaginario possibile), a trafficare con le viole del pensiero, in un improbabile (?) giardino o sul mio terrazzo?  - forse, e coi fiori. In un ordine ANCORA impossibile , al quale tengo testa, - con la pazienza. Ho dolori ovunque, non solo quelli di Matteo. Questo freddo, persiste,  aprile, poetico, e caldissimo, ha portato l'inverno a maggio (?). Già.
Vorrei fossero nodi, per legare e da legare, in una sorta ancora di possibilità... da traino, da traghetto, da salita, verso la stagione calda che verrà.  Non penso. A questo. VIVO, all'attimo e alla giornata. Quel che non potrei sopportare, E' il caos, del caldo.. con non ancora l'avvenuta sistemazione, anelata e sistemata sulla carta ad un anno. Maggio ti prego, vai lento, e portati via da casa.. il disordine e il fallimento... fammi consegnare le chiavi, finalmente.
Per darmi la possibilità di andare via dal limbo che mi trascina ancora in un inferno, interiore, malsano, paralizzante.

la casa è un delirio, c'è casino. Sebbene, sia in ordine col bucato. 
Matteo è tornato dal campo scuola. Sti giorni, non ci riesco a descriverli nel quotidiano del mio diario. Mi sono presa una piccola vacanza, di riposo delle membra, - ma io, non mi riposo MAI. devo lavorare anche per me!! per tutto quello che devo sistemarmi dentro, per quel che sentimentalmente mi accade, che non è una cosa solo legata al sentimento classico. ! IO sto davvero facendo un viaggio dentro me!  sono età delicate queste, verso un bellissimo tramonto... che va codificato, apprezzato, amato, --- va tessuto, come un vestito preziosissimo.. e senza tempo, dolce e chiaro.. finalmente. Ombroso solo a tratti.. quando ci si rannicchia dentro, e si sceglie - si scelgono le priorità. ma - MAI arrivo al traguardo, mai posso sistemare.   Riempirei due grandi valigie ORA (non le mie), e ci sarebbe lo spazio necessario.
Poi, in un lunedì nuovo, sistemerei i cassetti. La confusione sarebbe solo quella dell'ansia di "finire"... ma mi dico, con la calma, ORA, che devo averla la pazienza. Ti prego maggio... piano, e finalmente, arriva mio momento...non posso attendere più - giugno.. farà troppo caldo... ma devo pensare ORA. adesso. 
dicevo, del campo scuola di Matteo.  delle nostre passeggiate, in una roma strangolata dal traffico,nascosta, sempre di più.   come me bellissima. Ma nascosta, che non la trovi più... bella solo esteriormente --- che appare, per poi scomparire.. di nuovo.
Camminate sane a perderci e a sperare di mandar via le crisi comportamentali. E poi preparargli la valigia. Mi pare di non far nulla, e arrivo sempre dappertutto, mi perdo, mi inghiotto da sola nel tempo e col tempo, che scorre troppo velocemente, perchè sono io, piena di ansia malsana e non buona, per quel che mi tocca vivere. A stupirmi, di quanto la vita sia tremenda. Per me.   
chi mi conosce sa, le prove indicibili alle quali sono sottoposta, che non mi fanno ELABORARE il flusso delle mie scelte.

Sono stata bene senza Matteo, lui è stato bene senza di me. E ho fatto STRAbene, a dare la mancia (e che mancia!! - le mie scarpe nuove praticamente), al suo assistente, l'ho trovato pulito, mentre in macchina con le musiche del passato riflettevo sul fluire di tutta la mia vita. Un escursus che ho fatto l'altro ieri - nella gita nella macchina/pullmann/taxipersonaledimatteo, alla vigilia del primo maggio, IO, che un lavoro non ce l'ho più.... ma forse, non ho mai lavorato così tanto in vita mia !!! e il salario, lo stipendio, sarà l'armadio in ordine, a dirmi che è di poco che ho bisogno... sarà la calma - la serenità, lo stipendio, forse più alto della mia vita! il mio premio di produttività! :-)
guardo di nuovo l'armadio - ancora (misto), e sogno un baule ! :-)) in cui mettere tutti i vestiti che non sono i miei... 

vorrei sistemare la camera di Matteo. Comprare un'altra scrivania. fare riparare il suo armadio, divelto, preso a calci. Lo farò.
Così come ripulire la cucina. Lo farò.  
adesso vivo ora. C'è un bucato da fare, letti da rifare, riposare, tre libri da finire! sistemare il MIO di armadio, ancora nel caos. Non è il mio il caos, ANZI, io mi muovo con ordine, in un mulinello, ANZI, in più mulinelli... è chiaro, che poi scappo... divento una sorta di barbona, e in una sorta di barbonaggio fuggo, tante volte è avvenuto.. una volta mi sono pure vista, fuggire via, dal cortile... è normale mi dico; si non sono solo una guerriera che da sola, affronta più eserciti, ah, cara vita, altro che immaginazione, la realtà la supera , ed io ho tutte le lettere... la supero. Io devo stare anche attenta alla guerra più grande, che è quella di non andarmene fuori di testa, - da chi- per affermazione d'odio, mi vuole reclusa in un manicomio, perchè non sa far pace con la realtà delle cose, perchè non l'accetta, in ogni senso.
Vado avanti, racconto. Matteo è stato benissimo. Ha camminato tanto, - rivederlo, - è stata una bella emozione.

Stare senza di lui, anche. :-)   mi sono dedicata a me. In assoluto riposo, che poi, ho dovuto pagare dazio, naturalmente - ma è così.

Lavoro per me, e per mio figlio. Nelle strade del ricordo. Nell'escursus in una Roma - che mi rivedo nel tempo, quando ero molto diversa---- sì, la nostalgia ce l'ho è normale!!! il senso di colpa affiora, verso me stessa.---- no, non ce l'ho fatta, nell'impresa ciclopica di conservare anche il lavoro... troppi SE !!! che non c'erano di fatto.
Mentre mi concedo uno sguardo veloce a quelle vetrine... mi dico, che non ho bisogno di nulla. Che certamente, sicuramente, quando tutto sarà in ordine, un qualche regaluccio - nella moltiplicazione dei pani e dei pesci che ho imparato a fare, uscirà fuori dal miracolo, - che mi hanno tramandato i geni:-)  - ma ora, - non posso aggiungere altro caos.... che non voglio, si sposi poi, col senso di colpa, - che ingeneri altra confusione ! farò con ciò che ho...CHE è tanto... mi dico... sono brava alla fine, piena di risorse...

Non ho paura della solitudine (quella vera, CHE VIVO), - no. anzi, ne ho bisogno forse, per ritrovarmi. Ho paura di un 'altra di solitudine, quella a cui è costretto mio figlio, a cui siamo costretti entrambi, in un mondo che non CI vuole.
Penso alle risorse di un mondo completo in cui c'è davvero tutto. per tutti. penso a pezzi di cuore, barattati, nella mente. Penso ai meandri, meno neuroni, più cuore.
Ma sono solo i pensieri che giocano col sole, i miei.
Le consapevolezze, possono fare scoppiare il cuore, piantarsi dentro come pugnali. Possono paralizzare il cervello.. non far funzionare più nemmeno la praticità delle cose.
Perchè CERTA solitudine, sì, può essere terribile.   La consapevolezza di chiamarsi fuori da un mondo, che di fatto ti ha già tagliato fuori.
Troverò un piccolo sentiero? Sì ci penso che tutto sarebbe più facile, senza stare a fare tremila voli kafkiani. E perdersi nei meandri, come ha fatto il mondo nel suo potere, nella sua crudeltà, a livello di domino.  già.
siamo pochi. E ci sono (l'ho già detto) tanti posti vuoti. La confusione la sistemeremmo noi. Coi fondi che non ci sono per NOI, ma che ci stanno di fatto. Mi fa bene scriverlo? forse... quando davvero tutto sarà in ordine (devo star calma). Potrò andare al collocamento, e rimettermi in carreggiata, anche io? chiedere ai servizi sociali, SE, posso io fare un lavoro socialmente utile, che sono in una condizione di fragilità? - potrò farlo? Matteo andrà all'agrario... prima che diventi maggiorenne, potrò risalire, anche un'altra china? e mettermi nella condizione interiore, (io stessa), DI, sistemare, ciò che nel presente in questo mio presente ancora non c'è?. Si certo si vive alla giornata, ma io ho bisogno di costruire per salire, ancora. Perchè ho bisogno di una piccola risorsa di futuro, - per mandare via il senso di paura, terribile, che è tenaglia - tortura- NO, la mia vita non è un'agonia. Sono viva!   e voglio andare avanti. 
per ora passo, e chiudo.

Mi sono riletta per vedere se ci fossero errori madornali che ne semino a iosa , a far pendant con la mia vita.. in un bilanciamento che mi fa sorridere...
non ci sono tracce di arteriosclerosi, NO, ma solo un'autodeterminazione che mi permette di andare avanti, a seminare con queste lettere, quei fiori, che ancora non posso piantare.. forse non lo farò mai.. MA, magari farò post più brevi e concisi, dal mio scrittoio, regalo della mamma... ce l'ho in soggiorno, non ho bisogno di comprarlo... 

ho bisogno di cambiare la prospettiva e di fare in modo di non farmi schiacciare, e di vedere le cose, in un'altra luce..

voglio essere forte, come queste povere roselline, che hanno resistito  a tutte le intemperie della pioggia battente. Come quei fiori, che sembra non ci siano più... spazzati via da freddo e piggia, improvvisi. sento che torneranno... che si stanno risistemando, forse. Che tutto fiorità, di nuovo. in maniera differente, e certamente non meno bella.

per ora passo e chiudo.

con tre pezzi, a raccontare anche loro, i miei giorni. e le mie contraddizioni. Umane.






 

 
 
 
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