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Un blog creato da Roberta_dgl8 il 16/07/2010

La vera me stessa

i miei pensieri

 
 

IL PIŁ GRANDE DI TUTTI

Fabrizio De Andrè

 

Fotina mia (Monterosso)  25/7/2015 belvedere fronte mare dal sentiero dell'amore.

                  *

  (teatro Brancaccio) Roma.

 Sognatrice romantica non smetto di credere ai miracoli.

 

Quando devi scegliere tra due cammini, chiediti quale abbia un cuore. Chi sceglie il cammino del cuore non sbaglia mai.
- Popol Vuh -

grazie AM :)

 

GIORNI FELICI

                      

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fili conduttori

 

attaccoidentico.. o no? :-)

 per poi ricomporci (aggiungo io)

 

Premio 2011

http://2.bp.blogspot.com/-Bgn-56MazH8/TxyNMlRY8LI/AAAAAAAAA2A/lvBsxBx3uK0/s1600/versatile_blogger_award.jpg

https://youtu.be/VCPoQBQ54mw

https://youtu.be/bQfClF6MoG8

https://youtu.be/xik-y0xlpZ0

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   .... ogni giorno, si.

https://youtu.be/NyoTvgPn0rU

 

AREA PERSONALE

 

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Nickname: Roberta_dgl8
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MAMMA, METTIAMO IL GRAN GENIO?

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Grazie, zio.

 

 

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lars

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CLASSIC BLUES

 

l'amore non è "sobrio", ma è sempre brillo !

l'amore non dice "faccio quello che posso".

(ma scala le vette dell'impossibile). 

sempre io :)

https://youtu.be/aTyevqO2cfQ

 

UNA POESIA PER ME.

                       A Roby

Non mi lascio trascorrere, ne tagliare

ho vita

che mi percorre le vene, i pensieri,

la quantità immensa dei bagagli

pagati con sacrifici immani

Porto tutto con me

e assecondo il sole

Lo mangio persino

mentre fa il suo giro

decollo

E plano, 

bambina tra frammenti di vetro,

mi sollevo e scendo

Sulla pista dei volti

che mi hanno voluto bene,

che si sono caricati tamburi di latta

per risuonarmi nel cuore

e ridermi dentro

nell'atterraggio

Con un suono esile e un amore potente


(Joe/Tobias - bloggher)  



 

PER SEMPRE NEL MIO CUORE

Patrizia e io (Roma, 31/8/2014)

Risultati immagini per Roberta_dgl8           

https://youtu.be/OtCVLtcfLi4

https://youtu.be/J0QlPfTmwcw

https://youtu.be/MSs87tDrp0Q

https://youtu.be/ukKQw578Lm8

https://youtu.be/OlphPxo9Plw

https://youtu.be/NNiie_zmSr8

https://youtu.be/-bybH0yTyc4

https://youtu.be/7EZRqQezR0E

https://youtu.be/cqZc7ZQURMs

 

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Ogni problema ha tre soluzioni: la mia soluzione, la tua soluzione e la soluzione giusta.”
Platone

 

4.7.15

Risultati immagini per Roberta_dgl8    il tempo siamo noi.

https://youtu.be/j9xdBsOzP_A

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la sofferenza è l'elemento positivo di questo mondo, è anzi l'unico legame fra questo mondo e il positivo. F. Kakfa

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(fotina mia)

Risultato immagine per roberta_dgl8

https://youtu.be/Pa6nEU-Hz9s

https://youtu.be/YxybgrlgYSg

https://youtu.be/Vv60Dz9hUPo

https://youtu.be/Gygsg509UCg

https://youtu.be/3sWuVlQ3H2o

https://youtu.be/bhbgbz4xeCw

io me ne starò là qual'è colui che suo dannaggio sogna sulle rive del mare in cui ricomincia la vita.

P.P. Pasolini

 

 

non serve il titolo

Post n°1208 pubblicato il 17 Febbraio 2018 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Nella pietà che non cede al rancore, madre ho imparato l'amore (cit. F. De Andrè dalla buona novella - 1970).

Ed è arrivata una rivelazione stamattina, quando la mia sveglia interiore, ha aperto le mie palpebre, mi ha detto di cercare un piccolo infratto, pertugio, dove custodire, ciò che di bello, ho avuto, ciò che mai ho sprecato, perchè come dice Monica, l'amore non è mai sprecato, al massimo non è riconosciuto, ricambiato, ma mai, sprecato.. Cara Amica, non abbiamo trovato quell'"amore", ma, una sincera amicizia, sì. E stamattina insieme al sonno che si liberava sulle mie ciglia ho ritrovato il tuo pensiero, insieme alla considerazione che nulla va mai perduto, nè finisce, quando c'è stato amore, ma si trasforma e ci trasforma in bene, in meglio anche quando si tratta di un fallimento.

E la pietà la misericordia sono sempre punti alti di amore, perchè ci riconducono al fatto che si ci ha innalzato il pensiero a far respirare meglio il cuore, e poi di nuovo il cuore a risalire e a pompare su ossigeno al cervello senza ansia nè dolore, ma solo giusta consapevolezza, allora - allora sì, è così. Senza sofferenza, ma con una nuova consapevolezza di quell'amore, che ci fa provare pietà per chi non ha saputo, non ha POTUTO riconoscerlo. Ma sappiamo anche, che tutto questo non sarà stato dato invano, mai. Si trasformerà.. trasformerà  discioglierà anche il meccanismo più difficile... e sarà la libertà di procedere con i propri sogni nel sogno stesso della vita.

Anelando e sperando sempre nella possibilità ancora rinnovata, nella semplicità dei nostri piccoli passi. Del quotidiano. E dell'onestà il più possibile con noi stessi.

https://youtu.be/PLFVGwGQcB0

 
 
 

Post N° 1207

Post n°1207 pubblicato il 15 Febbraio 2018 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Mi fa un po' male il cuore. E forse scrivere mi aiuterà. Che ci sono dolori necessari, così come anche e per l'appunto anche i dolori del cuore, di un cuore, il mio , che arrivano inaspettati, improvvisi, avvolti in un mistero, in cui si era venuti qui, si era qui, mentre si sbrigavano le faccende, e il pensiero, si univa al cuore, dando voce all'anima nei pensieri che non si potevano ancora scrivere, perchè davano voce nel sangue e nel moto della vita quotidina. Ma siccome tutto è anche mistero, accetto e accolgo questo mio mistero di star qui, a descrivere il dolore del mio cuore che arriva improvviso, mentre altrettanto improvviso il canto dell'uccellino che arriva proprio mentre scrivo ! e il mio essere gatto non lo mangerà, nè ci giocherà, ma semplicemente farà pace con tutta la natura. Perchè adesso l'uccellino soave accompagna i miei pensieri. Mentre l'inverno che ancora non è coda, sa farsi potente nonostante la primavera prorompente dentro e fuori di me e dell'inverno. La sala stamattina, è meno calda. Il vento gelido di tramontana, spinge e si insinua tra i vetri delle due grandi porte finestre del soggiorno e del salotto, imbevuto di nuova luce e luminosissimo. Complice la sua seppur freddina ma benefica infiltrazione il fatto che , i termosifoni sono spenti ed oggi  è più tardi di ieri.  Parlavo di primavera, che imbeve il cielo, ma credo sia, poeticamente solo la città eterna, e l'inverno fusi... questo inverno romano spinge verso la primavera la sta amando, ma è lui che comanda ancora, ma non è un comando imponente e prevaricatore.  Ieri al meneggio i piccoli fiorellini gialli, nonostante la temperatura gelida, stavano là a registrazione dei cambiamenti climatici, o forse mi ripeto ancora, siamo solo noi a dimenticare. Spuntano le fragole nei supermercati, ma il vento invernale invita all'equilibrio, niente fretta, tutto scorre, anche nei contrasti. Ieri sera, tornando - la beatitudine di un cielo trasfigurato le giornate allungate, di sospensione invernale, i rami secchissimi ma ciò nonostante pieni di vita, sembravano di china disegnata mentre il cielo una gemma preziosa, e torno a descrivere ciò che gli occhi registrano, un giallo appena accennato sposava perfettamente il rosa e l'azzuro, di un imbrunire che davvero solo l'inverno sa regalare, quando da un nero e grigio si fa varco il sole che spunta - e non fa rimpiangere affatto nemmeno l'estate più fulgida, onesto, perchè nonostante tutto ne sa essere a suo modo intriso, anche se è lui a comandare, inverno magico. E bellissimo. Ritrovo un collo di visone selvaggio miele, appiccicato dalla sarta, su questo cappotto qui al lato.. abbastanza vecchiotto, ma che sembra nuovo e di chachemire :) ho ritrovato anche un giacchetto di alpaca, con colletto di lapin, - a proteggermi dalla tramontana di due giorni fa che oggi torna, e a salvare almeno le mie vie respiratorie più importanti. Matteo a trascinarmi per dei km di  palestra, - in mezzo - a quartieri alti confinanti a piedi, ad un ponte pieno di vento, ero surgelata! ma felice.. anche se, una piccola traccia di otite... eh ci può stare! non ho mica 17 anni io, amore di mamma!! e poi il gelato :-)  eh ci voleva mi viene da ridere, ormai ero completamente assuefatta al freddo.. ma come a lui anche a me piacciono alla fine tutte le stagioni ! inverno bellissimo compreso quando ti appare con ste giornate anche oggi, meravigliose.. l'uccellino si è fermato un gabbiano si lamenta, io voglio ritrovare le parole di prima.

Che, mi dico, nei miei pensierini alla rifusa, che io starei già bella che a posto, se, ogni sera, ci fosse uno sceneggiato su Fabrizio De Andrè... mica solo di due sere, ... mi sono dovuta ricredere, eh si che ero assai prevenuta! ed invece... quanto ho pianto.. che meraviglia.. Fabrizio che sa sorprendermi ancora, grazie infinite. Lui è sempre arrivato a soccorrermi è questo il mistero dei GRANDI.    Mi dico, che starei già bella che a posto, come dice Monica, appunto, - se ogni sera, invece di dar voce inutile a tante stupidaggini .. inutili più che altro, si potesse analizzare la vera bellezza.. il suo pensiero, il pensiero di uno dei nostri grandi più recenti, e mi dico, che magari ci sarebbe chi lo vuole, ma il mercato tira altrove... e si deve metter d'accordo tutti.  Siamo stati bene, con Matteo... che mentre lo sceneggiato intonava le sue canzoni Matteo appariva dalla cucina (è la che vuol vedere la tv, nonostante l'abbia in camera sua, e anche nella sala, con me), - appariva con le mani nelle orecchie.. e ci sorridevamo... anche se era inquieto, perchè io, o almeno ritengo di codificare giusto il suo sentire - ... i più grandi rimettono a posto tutto, quindi anche il passato.. - un passato in cui mi rivedo bionda, (sorrido), ma non abbastanza per chi non sapeva volermi a modo comune., a modo comune sì comico, ma non abbastanza, da contraltare ad un amore anelato.  Libero i miei pensieri distratti ogni mia contraddizione, - e non so' se pubblico, stamattina di convinzione veramente, perchè tutto quello che sono ho bisogno di metterlo nero su bianco, ma se l'uccellino si è ammutolito, è forse perchè il post, non deve uscire?

è un poco tardi, e vado un poco più veloce anche sulla tastiera, il tepore ce l'ho dentro, meno fuori, nella casa, anche se la luce, è tanta, e so' che nonostante la tramontana, è solo un poco di immobilismo a rendere freddi solo i miei piedi e un poco le mani..

sono riuscita a fare tutto.. anche la doccia serale, che sarebbe conquista del quotidiano, ma semmai, accogliermi in ogni mio immediato bisogno più elementare e desiderio come ora, scrivere.. senza l'ansia di riprendere i pensieri che si sono fatti nutrimento dell'anima, prima mentre passavo l'aspirapolvere, prima mentre pensavo, scrivo o non scrivo, mentre mi dicevo che in questo esercizio cerco un motivo.  Ho messo a mollo i funghi secchi, oggi proverò una nuova ricetta con i gamberetti, così come scritto sulla confezione.  Poi a comprare il pane e altro che non ricordo. Decidere cosa mettere ripassare lo smalto sulle unghie.

Descrivere la mia vita l'entusiasmo per la sua bellezza, darmi forza necessaria a procedere, avere il coraggio di me, dell'autoaffermazione al fatto che non sono una nullità, anche se non ho più un lavoro, anche se, so' che avrei potuto fare di più, faccio quello che posso e imparo ad esserne contenta. Mi sà che non pubblico, ma faccio la scaramantica da sola.. il cuore non fa più male, improvviso il suo dolore, si libera, - forse è solo la pressione, la compressione e piccola resistenza allo scrivere, a non riuscire a mettere insieme le parole,come le avevo prima a liberarle nell'immediato, in cui  è concentrazione poi per la quotidianità della vita a vivere, di seguito dopo aver pubblicato, lasciato questo elettrodomestico in stand by: vestirmi, truccarmi un poco, uscire, e sorridere alla giornata.

Ho avuto i miei regali di amore. IL diario di bordo di Matteo, con una pagina scritta di suo pugno tanto bene.   Essere riuscita a sopportare i suoi manierismi, che a causa della riduzione delle pasticche (ricanta l'uccellino!!), - si fanno più pesanti, - ne volevo scrivere... Matteo mio, sta minuti a manciate, sulla soglia delle porte, a sistemare la soglia appunto, o la cornice delle porte, mette le ciabatte in un certo modo, fa tutto con una lentezza inaudita, - mette a dura prova la mia pazienza sfibrata, ma allora mi arriva in aiuto il corso che ho fatto... lui HA bisogno di fare così. Mi ritrovo a pregare di notte, in un moto tutto mio, il padre eterno a chiedergli nella maniera più difficile possibile (ma perchè i desideri più importanti, quelli RITROVATI alla vera colla con noi, sono i più difficili da esprimere, forse perchè è in quel mistero che c'è la nostra ascesi.. ecco pure perchè torna l'uccellino con il suo cinguettio nonostante la tramontana... e allora, tra le stelle notturne, e questo sole splendente, sta il mio desiderio più alto: vivere. Il più a lungo, per accompagnare mio figlio, verso un suo futuro possibile e dignitoso.. e continuare anche attraverso queste mie pagine a trovare il coraggio possibile, il moto, il movimento per fare le cose. Andare a riparlare con la coordinatrice del sostegno, ora le mando un sms di appuntamento per prox settimana. Stamparmi il nuovo corso che ci sarà a marzo, lo farò dopo pubblicato il post, e poi portarglielo... riuscire a finire di sistemare la casa, che ancora ha bisogno di qualche miglioria.. essere felice di ciò che ho fatto, cercare la costanza del quotidiano, dove so' (e forse l'ho sempre saputo), essere la felicità serena.. riuscire a capirmi e volermi tanto bene.  Grazie per i vostri occhi compagni di viaggio!

ps : si lo so' che era meglio il precedente, ma non tutti i post, sono belli allo stesso modo, l'importante è che siano utili.

ps2: nel post c'è una piccola vena civettuola, nascosta che non svelo nemmeno sotto tortura,.. non sono io civetta, mai, - ma ogni mia sfaccettatura deve uscir fuori, pur rimanendo ben nascosta.

:-)

https://youtu.be/UTqF9STZrds

 

 

 

 

 
 
 

Non serve il titolo

Post n°1206 pubblicato il 14 Febbraio 2018 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Mentre mi godo il tepore della sala, del mio soggiorno qui, sul divano, cerco di sistemare attraverso la scrittura, la piccola confusione, interiore.

E' come se, i ricordi lontanissimi fossero nitidi e chiari, o almeno mi sembra, ed invece, quelli più prossimi, non riuscissi a sistemarli. Come se, credessi di ricordare, e poi mi ricordo che mi ero ricordata "male". Come la foto al giardino dei tarocchi che ho inserito, perchè sento attraverso le mie foto, che prima stavano al sicuro nell'album messo a disposizione "qui", - potessi in qualche modo sistemare anche agli occhi di me stessa. Ma, dicevo.. gli anni, non sono 10, ma 9 e i kg, in fondo erano solo 6 al max 7. Sono sempre stata filiforme, nel fisico. Anche troppo. Ricordo l'arrampicata sportiva e il tennis. Sport sbagliati, per me. L'arrampicata mi ha allargato troppo il torace, e il tennis sviluppato i polpacci. Ma non è questo il punto. .--- Sono ingrassata tanto solo quando aspettavo Matteo : 21 kg. Certo poi subito dopo ne ho buttati giù subito 10 dopo il parto. Poi altri dieci. Ma poi, oscillavo, con quei sei sette kg di tira e molla sempre alle prese con quelle lampo, anche degli stivali, e poi altalenante, a non riconoscermi.. fluttuante nel mio corpo, con stravizi di dolci, di alcol.. non mi importa se ha o meno un senso, scriverlo qui, è una specifica che faccio a me stessa, ho bisogno di farlo. Perchè questo posto/luogo ancora  mi serve. Potrei scrivere in solitaria, ma non sarebbe la stessa cosa.   Anche quando pago il prezzo di essere fraintesa, con le mie parole scritte male, le mie immagini fuori tempo massimo e tutto il resto, la condivisione animica mi supporta, anche se, in parte lo credo solo... ma è così.

Mi rendo conto, oggi come oggi, come ora che scrivo, fino a che il tepore ancora ci sarà qui nella sala, che - ho avuto troppi traumi. Troppi. Veramente.  "traumi", per la mia persona.. certo, non paragonabili ad una scala estrema.. io parlo per me, scrivo per me.

La perdita del lavoro, i due tumori di mia madre, di cui uno in quasi concomitanza con la perdita del lavoro e l'altro avvenuto quasi in contemporanea con il doloroso fallimento di una mia storia d'amore, (che era d'amore solo per me), con conseguente frantumazione di tutti i miei sogni di allora, (e successiva e terribile ricaduta) e soprattutto la fine del mio matrimonio, che non è stata facile, poichè oltre al dolore per il fatto in se' sono stata separata in casa per un anno, circa; il tutto vissuto e sopportato in contemporanea alla storia d'amore di cui sopra.

Sono convinta delle mie scelte: di aver aperto gli occhi su una serie di cose e rivendico il tutto, MA, cio' nonostante, i traumi ci sono stati. Naturalmente sempre accompagnati da quello più grande, che è la convivenza con l'autismo.

probabile che una ragione non me la farò mai. Io ci provo e cerco ogni giorno, la serenità. Ed essa arriva, quanto il mio ragazzo, - mangia tutto quello che cucino, e non certo perchè butta giù tutto, lui mangia, perchè gli piace. E quando siamo seduti alla tavola, ancora a volte, fa il gesto di bimbo, con iL dito, sulla guancia : come a dire : : "è buonissimo" ! E devo anche aggiungere che da quando sono più calma, cucino davvero meglio. E molto più buono, - libera da ansia.

La serenità è lui, che ha reimparato a vedere la televisione. Mi sono dovuta sciroppare sanremo (solo in parte naturalmente), - perchè io poi venivo qui, e lui invece restava là : non girare diceva.. poco mi importava, SE, poi, lo trovavo in piedi, a volte con le mani nelle orecchie. Parecchie volta era seduto.. e avevo capito che gli piaceva la presentatrice. Una piccola gioia, quando io, gli dicevo: a mattè, ammazza che palle, ammazza che lagna!, non mi piace per niente!.... e lui, A ME MI PIACE E' BELLO.

vi rendete conto? per un autistico dire questo? - certo. Non lo so' fino a che punto, è compiuto il suo pensiero, ma non voglio essere troppo severa, - perchè - non è solo una piccola soddisfazione di un genitore come me a cui la genitorialità è preclusa, totalmente. Ma è proprio un moto di serenità, di una possibilità di vita. Anche se, tremo per la mia dipartita.. il più lontano possibile, a cento anni, ma ---- non sono immortale.

A volte, come stamattina, quando lo sveglio di baci, ancora, mette la sua bocca e quella testarella a ghianda, esattamente come da piccolo: è uguale. Allora mi pare davvero di essere felice al massimo, di non desiderare più niente. Se ne va via ogni bruttura, ogni fallimento e delusione, mi pare di volare di fondermi con me, e va via ogni confusione.

Poi però bisogna affrontare la giornata.. e resto muta con me stessa. Mi perdo qui non in libero ma sul web, come in una sorta di scatola cinese, come in una sorta di libro magico, mi nutro di aforismi, a volte anche di cose leggere, di musica.

Cerco un senso, cerco il moto ed il  modo per dare senso a tutti questi anni, e sganciarmi dai traumi subiti, e dai ricordi.   cerco di intrecciarli tra di loro, di fare una somma o meglio ancora un disegno, perchè ne ho un bisogno disperato. Perchè a volte,  mi pare di non conoscermi più di non riconoscermi più di non sapere più chi sono. Allora ho bisogno di ricordare di riaffermare.. riaffermarmi e la novità è che oggi, arrivano tutte e tutte le parti... e mi rendo conto, che un piccolo trauma è stato anche "internet". Poichè io appartengo alla generazione a cavallo... quella che è cresciuta senza. E poi ci si è trovata catapulatata in età matura diciamo così. Io sono entrata nel web, a 40 anni. E mi ci sono scontrata, fatta male, usato male. Un mezzo potente.. in mano a delle fragilità,nella fattispecie le mie... poi sono sempre ri-salita. Perchè attraverso noi stessi, se lo vogliamo se decidiamo di guardarci dentro ed in fondo, si può.

Stavolta davvero non lo so  mica se pubblico, .. o lo scrivo solo per darmi coraggio.

vorrei lasciare per sempre e cancellare. Sento grande questo bisogno. Come se l'esperienza si fosse conclusa. Ma poi, so' e mi dico, insieme alle dita che scrivono, che non è negli estremi la risposta, ma in quello che verrà da se' naturalmente. Così come io naturalmente voglio riprendere le redini di questo mio scrivere. Ora che non c'è più modo di pubblicar foto, per me, in maniera facile, e troppi sistemi si accavallano ed io non ci capisco, allora farlo con le parole. Le parole buone ed oneste soprattutto con noi stessi,sanno e possono vestirci di semplicità. Di aiuto. Possono anche "guarirci", anche metterci dinanzi a  noi,... vedere e sentire che la vendetta e la rivalsa a nulla servono, ed io scrivendo alla confusa e rinfusa, ho compreso ancora una volta il mio senso di misericordia, e non perchè sono una santa. Ma perchè sento, che è davvero la parola giusta, anche per me stessa.

Nella vita, non c'è manuale delle istruzioni, ed anche la troppa sensibilità, l'ho già scritto, così -- avulsa, -- da un senso di costrutto benefico, può diventare pericolosa, se mal usata.

Certo che non l'ho fatto apposta. Certo, che dovevo scappare invece di restare (io resto sempre, come quei gatti, che, nonostante la loro indole indipendente e ribelle, non se ne vanno). Ma ho fatto collezione di errori e l'unica perla è mio figlio, e il mio amor proprio ritrovato insieme alla mia dignità di fondo... 

Ho sbagliato tanto con me stessa. E forse non mi riconosco perchè sono andata anche troppo oltre mè... in un oltre, che era solo fame disperata.. alla fine. Sì, era solo fame di riconoscenza, di essere riconosciuta.. perchè da sola, non mi sono mai conosciuta abbastanza, perchè troppe parti sempre in fuga, e poi a tornare ed io ad accogliere, ma solo per un senso di appartenza, interiore personale e perdono, senza analisi.

mi dico,che forse mi servirebbe? ma mi dico anche, che la scrittura, quando è sincera, è talmente potente, che si porta via anche tutti i mostri che abbiamo creato, nel momento in cui siamo restati, invece di dire NO. Il mostro è un no non detto non saputo dire, una sorta di autismo muto (me lo posso permettere di scriverlo, so' quello che scrivo, e sono sincera), - a non farcela proprio, perchè talmente è l'impatto emotivo del bisogno che non ce la si fa.. E' difficile da scrivere e capire.   Se esce sarà un post lunghissimo.

Scrivo pensierini lunghi alla rinfusa. NE ho bisogno. Anche in questo luogo paludoso... che è diventato paludoso.

Si.

so che poi mi sentirò meglio. So' che poi, abbraccerò me stessa. So che poi posso ancora sperare in una costanza finalmente totale. Quella della semplicità ogni giorno. Di mettere sempre lo smalto, di vestirmi sempre carina, anche se non azzecco mai i tessuti, a volte sono troppo sportiva, - e non riesco ancora a fare sport con costanza appunto. E sono stanca, - e inconcludente.

Mi sono ricresciuti i capelli, più lunghi di prima. E più folti. E' incredibile... ; ho fatto un peeling meccanico. Niente di invasivo o chirurgico, ma ho eliminato forse attraverso questa meccanica, la pesantezza degli ultimi tre anni, mi sento meglio, mi vedo meglio. Nonostante i segni, che fanno parte del mio bagaglio, ma questo è un bagaglio leggero.

Sì, ho pagato tutto con sacrifici immani, portando sempre tutto con me.. sempre. Alla ricerca del sole,  anche nelle nuvole più nere, a cercare la luna potente e magica, e le stelle in tutte le notti dei miei sogni ad occhi aperti. A voler sempre liberare tutte le mie paranoie, a sentire, che, sono nata per un tracciato diverso, io. Me lo dice il canto degli uccellini nonostante il gelo e le nubi.  Che è proprio nel fatto di non aver capito con la mente ed il cuore insieme, a farmi quella che sono, che non devo avercela con me... che sono nelle piccole cose. .. io. nello smalto messo, nella dignità dell'aver perso tutto, nel portare con me ed addosso tutte le mie sfortune.

Il senso di colpa per non aver fatto e non fare abbastanza per mio figlio.. cerco di tramutarlo, in bellezza di cose possibili, per lui, mentre ragiono sull'immediato futuro. Mentre un uccellino si stacca dal coro e canta, come davvero ad accompagnare il mio scrivere. E mentre pure mi rendo conto, di quanta e quanta confusione, c'è.. ma l'autismo non è una cosa facile. A scuola le cose vanno male. Ha cambiato la sua insegnante, che ha abbandonato l'incarico.. facendoci colare a picco. Ieri sera mi faceva male il cuore.   Ho pianto vedendo De Andrè, Matteo si è tappato le orecchie in più di un'occasione, ma stavamo solo entrambi ognuno a modo suo rimettendo a posto i ricordi.

E' arrivato un professore nuovo, giovanissimo. Col quale ho già litigato. Del resto anche con la prof. dello scorso anno, ho litigato, perchè pretendeva, che rifacessi l'iter ospedaliero con Matteo, e dimostrando la sua approsimazione, rispetto alla sua convinzione, che Matteo capisse le lezioni di fisica.   Io so' che Matteo c'è. E so' anche che la scuola odierna, è inabissata in terreni di palude. E so' che il max che sta facendo e può fare, è un'anticamera al centro diurno. E se qualcuno genitore come me mi legge, sa perfettamente di che parlo.   Oppure si deve scontrare, con burocrazia, ma peggio ancora della burocrazia, ci sono quelle dinamiche tra colleghi, tra organico, tra abitudini, perchè la scuola è fatta anche di uomini e donne, ed è un ufficio come gli altri... mi spiego? forse non mi spiego. E le mie parole non vogliono essere un ancora a non agire. Agisco. Ho ricevuto un attestato per aver frequentato un corso. Molto interessante. Spero a marzo di ripeterlo e di coinvolgere il professore, sebbene, .. ha preso l'incarico solo per un moto di sensibilità. ma nulla sa di autismo, ed è forestiero, non so' se farà il corso. Avevo inoltre pregato la coordinatrice, di mettere gli opuscoli attaccati in bacheca (ma non lo ha fatto).

In sintesi, la scuola va male: poche idee ma confuse.   Addirittura hanno fatto mangiare Matteo prima della piscina, facendolo sentire male. poi.

tutto questo è normale. Normale per me, vedere il suo viso, quando si mette la cintura sul pulmino.. in cui muoio un poco ogni giorno. Fermare come un interruttore dentro, spegnere i pensieri sul domani. Niente solo ed esclusivamente OGGI.

"mamma che mi hai fatto da mangiare?". Cercare di procedere. Trovare la forza di svuotare lo zaino, e vedere che il lavoro svolto in tutti questi anni, è in frantumi disperso.. come forse fu anche il mio ma con una sostanziale differenza.

Non voglio andare appresso al cupo delle nubi... è un cupo che non c'è sono solo toni di colore e sono solo loro che strette strette si godono il sole, senza farcelo vedere a noi.

E poi questa città è quasi sempre un abbraccio... una primavera eterna, anche quando è inverno, ma è pur inverno, ancora! e non me ne dispiace. Affatto.

Spero per me stessa, di tornare a scrivere del mio vivere. di ciò che cucino, di ciò che vedo, di ciò che elaboro, insieme alla mia cronaca del quotidiano, anche i pensieri belli, che si intrecciano come fiorellini, nella mia mente un po' bacatella, come quella di Matteo, ma è solo un pensierino carino.. un dipingere di colori la sfortuna che ci è toccata che non si chiama forse sfortuna, e nemmeno caso,  e nemmeno circostanza; è una forma di vita, la nostra, un moto che abbiamo fatto perchè quello conoscevamo. Così come Matteo è venuto fuori così..

io so' che è un post davvero ingarbugliato e squinternato. ma tanto altro vorrei scrivere. Ma sento che arriveranno parole migliori, che saranno di nuovo compagne più semplici e finalmente della mia quotidianità, trampolino di lancio stavolta verso la serenità anelata. Del resto, siamo sempre noi, ma mai uguali, nemmeno al giorno prima.

passo e chiudo. con l'augurio di buon san valentino a chi ha potuto sperimentare l'intreccio completo di amore, a dispetto di tempi, caratteri e sfortune personali. *

https://youtu.be/3USdlTbivu8

 

*nota in calce di Danielina (Several) "bellissimo post che hai partorito oggi, una lucida e importante cartolina che hai scritto a te stessa".

GRAZIE.

 
 
 

Post N° 1205

Post n°1205 pubblicato il 09 Febbraio 2018 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Forse bisogna andare oltre.

Oltre la poesia, anche. La poesia è un ponte, verso la saggezza e la consapevolezza. La pace interiore.

Oltre noi, c'è la pace con tutto, quella serenità, di cui scriveva mamma su un bigliettino di compleanno. Quella serenità che ho smarrito. Quando i brandelli del cuore andavano troppo lontani.

Mi faccio guidare dallo scrivere i miei pensieri, rilassata sul letto, dopo aver già compiuto qualche incombenza. Ma non voglio farmi trascinare dal flauto magico suonato con le dita e il fiato muto ...

no.

forse bisogna andare oltre. anche oltre la poesia, che guida al vivere alla saggezza, quella vera, non quella fittizzia del prendersi in giro.

Perdonate, se, non riesco a scrivere la cronaca, della gita museale. I vostri commenti mi hanno riempito di gioia, e lo scrivo qui ! , amico Zero (max), tu, hai perso un treno, ... e hai guadagnato la bellezza di un museo a cielo aperto in cui ci sono tutte le nostre epoche in una sola, e forse c'è il turbinio, là dentro, di tutto quello che già siamo stati, e tutto poi il rincorrerlo sempre... , anche quando sembrava "altro". E l'amica (perdona la definizione sincera, anche se azzardata, ma le parole sanno essere amiche davvero quando si vestono di sincerità, pura, "quasi una seduzione",) - che come me è rimasta ammaliata, rapita, - dinanzi agli affreschi della casa di livia... oh, quale rinascimento,? quando tutto davvero era già stato compiuto... ma allora,  c'è qualcosa che va oltre, anche il nostro genio, la nostra bellezza più sublime, e grandiosa... quel pugile, Max, siamo noi... la mescolanza, dell'arte di tutti gli avi lontanissimi, di tutti i tempi alla rinfusa poi riabbracciati, di noi, che lasciamo fluire, volendo e leggendo dentro noi, e la storia, anche quella che intellettualmente vogliamo inventata...

non so' se si capirà. Mi fa bene, scriverlo. Mi fa bene, questa calma ritrovata, - la mia presunzione d'amore . è stata punita in quanto presunzione è stata premiata in quanto sincera spontanea, vera.

Tanto altro vorrei scrivere, come un canto che sgorga spontaneo, ogni mia impressione, anche quella trash a mescolanza e a narrare tutto ciò che sono... tutto ciò che sto ritrovando nel cuore fantastico di questo inverno meraviglioso, - che sembra un autunno a tratti, una primavera profumata, in cui l'inverno mi riporta a me,  . sul serio e completamente stavolta. il canto degli uccellini, ancora potente dolce e accorato, mi invita a non avere paura. Quella paura antica, -- che forse altro non è che paura del cambiamento, ed anche di me stessa, del mio scollarmi... perchè cuore e anima, hanno dovuto sopportare prove indicibili per la mia carcassa.. come a scollegarsi, ma ero solo io che non volevo/sapevo, - cercavo una guida, perchè quella che avevo dentro non mi sapeva bastare, e le mie miserie, interiori, non le volevo sopportare, - o me ne volevo far guidare in maniera perversa.

Libero i pensieri del mio cuore, perchè altro non so' scrivere per ora.

Anche se, dentro me, c'è il desiderio, grande di tornare a farlo; ma stavolta la mia tela sarà indistruttibile ad ogni forma di strappo. anzi, non si strapperà più. Ed è questa la speranza mia più grande.

Passo e chiudo per ora, e ringrazio tanto le vostre parole, la vostra presenza, la vostra riconoscenza. 

anche il web, volendo, guidandoci, sa essere palestra. di vita.

https://youtu.be/Qu3SX1gVX7M

 

lascio questo brano di De Andrè, perchè chi è oltre sa far andare oltre tutto, e, sa far far pace con tutto, unire davvero. e andare anche oltre ciò che capiamo, i nostri tempi, la storia, tutto.

Mentre la tv, e il mio amore di figlio, - mi danno motivo di Vita e di comprensione e di aiuto, a volercela fare e potercela fare, alla pacificazione, e alla guarigione. Di ogni mio tempo, di tutto quel che sono stata, di tutto quel che ho vissuto, - nel caos esterno, c'è un ordine, che sappiamo ritrovare, il nostro genio della semplicità e accettazione, delle cose, --- di noi.

 

grazie ai vostri occhi collegati al cuore, vostro e delle cose.

A presto !

 

 

 
 
 

h. 14,18

Post n°1204 pubblicato il 07 Febbraio 2018 da Roberta_dgl8

Non ho paura del cammino
Bisognerà vedere, bisogna assaporare
La parte più profonda e oscura di noi stessi
E tutto andrà bene là,
Il vento ci guiderà

Il tuo messaggio all'orsa maggiore
E la traiettoria del viaggio
Un'istantanea di velluto va
Anche se non serve a niente
Il vento la porterà con sè
Tutto sparirà ma
Il vento ci guiderà
La carezza e la mitragliata
E questa piaga che ci perseguita
Il palazzo degli altri giorni
Di ieri e di domani
Il vento li porterà con sè
Genetica a bandoliera
Dei cromosomi nell'atmosfera
Dei taxi per le galassie
E il mio tappeto volante, allora?
Il vento lo porterà con sè
Tutto sparirà
il vento ci guiderà
Questo profumo dei nostri anni morti
Ciò che può bussare alla tua porta
Infinità di destini
Se ne perde uno e poi cosa ne rimane?
Il vento lo porterà con sè
Mentre la marea sale
e ognuno rifa i propri conti
Io mi sposto nel cuore della mia ombra
Polveri di te
Il vento le porterà con sè
tutto sparirà
il vento ci guiderà

 

https://youtu.be/NrgcRvBJYBE

 

pacificar(si)

ritrovar(si)

guarir(si)

si può...    ed e' normale, aver sbagliato cura, perchè si voleva disperatamente "guarire",

ed aver invece rischiato, di ammalarsi ancora di più.

Dedico questo post-it a me stessa e alle persone,

che si riconosceranno nei propri umani errori.

"la verità è ovunque, anche nell'errore" (cit. dal web).

ps. nella foto io, 10 kg  fa' e in più :-)

buon pranzo e ... dalla filo-sofa, de' noantri, per ora, è tutto.

 

ps2, spero tanto di riuscire a fare la cronaca della gita museale!

anche perchè consiglio a TUTTI

di andare a visitare il museo nazionale romano di palazzo massimo

(alle terme di diocleziano (Roma).

 


 


 
 
 

h.10,26

Post n°1203 pubblicato il 04 Febbraio 2018 da Roberta_dgl8

Splende il sole sulla città Eterna. Un sole splendido. La pioggia estrema di stanotte ha portato via le nuvole.. si sono "scaricate", e già, complice la luna che faceva capolino, facevano presagire che il tempo sarebbe stato discreto, ma certo non con questo cielo da bere, azzurro - un regalo dell'indaco del cuore di questa notte, che mi ha visto andare a letto tardissimo, versare poche lacrime per un film a metà tra la leggerezza e la comprensione, delle cose.

Fare luce dentro me, come questo cielo da bere , come questo sole a splendere.

E' bella la pace e la serenità... oggi musei gratuiti, e ti amo Roma, ti amo.

E sono fortunata... sei eterna, oltre che favola storica, ed emblema superlativo, indescrivibile delle mie poche parole.

 

Passo e chiudo.

Primo post del 2018 (festeggiate con un buon caffè) !

 

 
 
 

31.12.2017

Post n°1202 pubblicato il 31 Dicembre 2017 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Speriamo, di riuscire, a pubblicare.

In piedi, in cucina, sorseggio the ai frutti di bosco, con  miele. Nella tazza lunga natalizia.

Sono alla seconda tazza, non ho aggiunto miele, ma solo limone.

 e mentre scrivo, scappa il pensiero, che invece voglio fissare, qui.

La verità, fa male. Ma è una scelta. Che tanto poi, prima o poi, arriva comunque anche quando ci illudiamo di non vederla, volerla vedere, o dirci che la verità non è mai assoluta ma ha il suo rovescio e le sue sfaccettature.

la verità, pura e semplice, fa male.  Un male talmente forte, che quando arriva, vorremmo, che so? tornare indietro per illuderci ancora, ma pure quando ci illudevamo lo sapevamo che appunto era un'illusione.  Perchè la verità nel male, ma anche nel bene, poi, libera. E quando la incontriamo, nonostante i segreti che è giusto restino nel nostro cuore che li custodisce (si , Cate, c'è qualcosa di nostro che deve restare solo là nel nostro cuore, proprio perchè è solo nostro NON si può condividerlo). - appunto, quando la troviamo la verità, si manifesta semplicemente, cadono sogni illusioni, veli, proiezioni, equivoci. E anche se non abbiamo il coraggio, ma poi lo sappiamo trovare, ESSA, è pronta a trasformare tutto in liberazione.

Libera- azione.

Affido a questo mio foglio bianco i miei pensieri. E i miei propositi. Non li disattenderò.

VOGLIO continuare a farcela in questa vita. Mia. Accompagnare questo ragazzo che ormai ha 17 anni (auguri tesoro mio... il compleanno quest'anno è stato un po' una "ciofeca", - la verità non finisce mai di manifestarsi e non guarda in faccia  a ricorrenze... so' che avrei potuto evitare, certe "scene", o certe manifestazioni, ma appunto, sempre lei la verità, che non è mia, ma è rivelata, appare, perchè sempre da lei si può ripartire! accompagnarti mano nella mano nella tua vita. Come l'altro giorno, quando belli profumati e coperti e ben vestiti, ci ha fatto da cornice la città più bella del mondo. Severa, austera, - ridotta a latrina, sudicia , ma che come una regina come una imperatrice, senza tempo, in una magia assoluta cancellava tutto, rimandandoci a nuovi vicoli, a consapevolezze, a cose che possiamo fare insieme io e te, amore mio. Ci sono dei gradini, che forse la mamma, non riesce a salire, ancora. E mi sà che non vuole.

Ce ne saranno altri da percorrere, insieme, col ricordo di te bambino, che porto nel mio cuore, di tutto ciò ch eè stato.

Lo so' che i miei pensieri, non hanno capo e coda ma non sono animali, io vorrei fossero uccellini liberi.

devo andare a comprare poche cose. Voglio chiedere al padre eterno stasera, di vegliare sulle persone a cui voglio bene. Di far pace veramente, finalmente, con tutto quel che ho compreso, e comprendo, me per prima. UN DESIDERIO PIU' GRANDE DI TUTTI... di imparare la diplomazia, che non ho... veemente al massimo.. Non posso dare la colpa alla venere in leone.. che soffre perchè non si esplicita (sorrido), e, la sua veemenza ed orgoglio, troppo forti e violenti, soffocano, le basi di origine del mio segno di appartenenza.   Questo mix deve aiutarmi, non annientarmi. Farmi capire, e l'orgoglio della mia venere, adoperarlo, per non cadere, nelle scelte importanti che mi sono data e prefissata. Certo che lo sto già facendo... chiedo alla mia stellina, che ho ritrovato ieri, lassù nel cielo, mi aiuti in questo.

In questa confusione di fiamme, a guidarmi, ad accarezzarmi. Ne ho altri di buoni propositi, ... correre, sempre. Tanto, ogni mattina! non essere in ansia per le pulizie, non chiedermi troppo se le cose, per il mio Matteo non funzionano, non avere paura della burocrazia, nel del suo 18esimo anno... vorrei chiudere gli occhi e trovare quella stella/guida, che mi guidi piano e senza paura, come lei appunto, non ha paura a stare sospesa nel cielo, come non ho avuto paura, io, a rincorrere i miei sogni, che purtroppo si sono rotti perchè erano solo miei.. la condivisione, di chi posa occhi e sbattiti di palpebre, e ondulazioni della mente, e piccole carezze al cuore, dei miei tasti, di una linotipia senza successo e senza retribuzione, possa essere invece il lavoro ed il prezzo per la guarigione della mia anima e di tutte le sue ferite.

Per ora passo, e chiudo.

Tronco il post, è un post no?

non rileggerò. che lo scrivo ma poi non lo faccio, altresì, :-) invece trovo un'immagine, caruccia, e poi, mi consolerò con la storia della musica. La amo, tutta, e vorrei mi aiutasse pure lei a fare pace con ogni mia feroce contraddizione, anche e soprattutto familiare (è un pensiero mio, che affido a questo foglio bianco ed anche una pena della mia anima, che trasformo in volo di rondine, appunto). Tornerà la primavera, ma per ora, l'inverno ci parla ci dice e ci narra di silenzi fantastici, di torpori, di severità di cui abbiamo bisogno, di colori nobili e veri ed onesti. In inverno è nato mio figlio, in inverno è nato mio padre.

Dall'inverno e dal suo letargo, e dalla sua vita nascosta anche possiamo imparare, e anche a fare il conto, con ogni rivelazione.

buona fine e buon principio, Amiche/i di libero internauti state bene e che il 2018 vi porti tutto quel che desiderate. Stesso augurio rivolgo a me stessa.. la vera me stessa, che è qua, seduta e dietro questa finestra.   Ciao 2017 sei volato via come un soffio... come a seminare distanze... come uno che si gira un attimo, o si addormenta di stanchezza, e poi, non ci sei più... ma non posso dimenticarti, perchè troppe cose sono accadute, di talmente importanti, - che il tuo numero anche particolare, - saprà farmi ricordare, - data di un anno, trascorso troppo in fretta, perchè certamente era necessario così. dolente, e violento, pieno di consapevolezze e di tutte le lacrime più bollenti che io abbia mai potuto sopportare.

Hai ancora poco tempo, brinderò al nuovo anno... dieci anni che sono qui a scrivere, me li porto benino:-)  e 2018 ... a fra poco !

https://youtu.be/qWG2dsXV5HI

 

 
 
 

Post N° 1201

Post n°1201 pubblicato il 13 Dicembre 2017 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Ho bisogno di tornare a scrivere e non ci riesco. Così, magari se butto giù queste lettere ad una ad una si assembleranno e uscirà fuori qualcosa.

La scrittura è medicina, e come scrivevo a febbraio, nel volo veramente estremo di questo anno, - mi piace fare ordine.

Ma devo fare i conti, con il presente, con qui ed ora.

- lavatrice da ritirare;

- lavatrice da stendere;

- un letto da rifare;

- poi a far la spesa.

 

Tra una cronaca della mia quotidianità, pensieri, sensazioni, - per le foto devo ancora decidere. E' diventato tutto oltremodo complicato. A me, piaceva un solo sistema operativo, muovermi nel ginepraio della tecnologia per me (lo ripeto), è complesso, perchè di base, sono più pendente verso l'integralismo dell'abbandono, sebbene questo termine poco mi piace.

Stavo per cancellare il blog. Ma l'ho già fatto una volta. E, le decisioni, del tutto viene da se' devono avvenire naturalmente, senza farci violenza.

Con la naturalezza anche di come siamo - senza stravolgimenti nè farci travolgere, che già ci pensa la vita.

Tante volte, nell'autunno arrivato era tornata la voglia di scrivere. Ogni volta un nuovo cinguettio, sembrava richiamarmi al ticchettio solitario di questo libro magico, di questo foglio bianco, dove occhi lontani mi leggeranno, come si legge un libro, ed io mi sentirò importante. importante nella condivisione ed anche per me stessa, nella testimonianza di qualcosa che costruisco. Il mio presente.   Le parole a legare a legarlo ad unirlo.

Ma non ho tempo.  E qui nel CENTRO dell'Italia... le correnti fredde si mescolano con le calde.. in un'alternanza che questi nuovi tempi hanno fatto diventare estrema.

 

Il peso delle mie scelte a volte è troppo faticoso. Ma le rivendico. Non potevo fare altrimenti.

Prendo altresì, atto, che - rileggendomi a luglio, - rileggendomi a febbraio, ebbene, in luglio ---- ero sì, davvero felice... speranzosa.  L'estate era una carezza piena di novità per me stessa, la mia anima rinnovata... e lasciare questo luogo, era naturale... anche se poi, ho dovuto fare i conti, con una sospensione troppo drastica, che m'ha portato poi, ad una sorta di caos interiore.    La scrittura, può e sà essere salvifica. ... Questo scrivevo a febbraio. Scorso.   Ma, non è più febbraio. non è più luglio.   E' qui ed ora. E le parole sembrano essersi nascoste... In fondo, appena lo scrivo so ' che è no. Semplicemente ho scritto pensieri dentro me, dal cervello e dal cuore all'anima, che mi scorrono nel sangue, mi ondulano i capelli, camminano con me.   A volte vorticano talmente forti che mi viene "fame", ... perchè faccio il conto, sempre con le scelte. tutte. e le esperienze che ho vissuto. 

 

Le parole non si sono nascoste, o meglio, sono andate a prendere la parte di me' che si è nascosta.  Quella che si è fermata - annichilita. In più di un'occasione. Quella che è rimasta "traumatizzata", dai comportamenti umani... come a significarle ogni volta : sei grande e vaccinata, - non ti devi scioccare o sorprendere.  In effetti non mi sciocco o sorprendo, ma resto senza quella parte che va via... fugge, scappa, non gliela fà.

Paradosso estremo, quando in flesh infantili avevo capito tutto, non fuggivo.  Poi entrava e subentrava in me, la parte che - doveva raddrizzare, ed invece, distorceva.   Ma faccio pace anche con lei, una non esclude l'altra, - una leggera schizofrenia latente (non lo dico io, è letteratura psichiatrica "ergo", l'ho studiato a scuola ho fatto l'istituto magistrale), fa parte dell'essere umano. Io lo scrivo male, ma so' che chi legge, lo comprende cosa io voglio dire.

Incollo tutte le parti mie in un'unico intero.. sono una donna tutta d'un pezzo:-)

sorrido alla giornata, al momento voglio tornare a scrivere. Sento che mi fa bene. E' passato un anno talmente in fretta, e srotolare parole - mi aiuterà e sarà compagnia di questo futuro a venire.

Le parole mie saranno compagne e occhi lontani si poseranno su di loro, in una sorta di rimando animico che non voglio sia fossilizzato "QUI", motivo anche questo della scelta di non essermi ancora convertita ad un cellulare di ultima generazione.

Resto "legata", in senso buono, ma libera, da una sorta di isolamento alienazione che è l'effetto collaterale del mezzo tecnologico.   Ed anche da una sorta di privacy interiore, dove voglio e posso entrare solo io, o chi amo e chi mi ricambia.

Non lo so' scrivere bene come al solito.

So' che in una sorta di equilibrio, che purtroppo non ho retto per molto... perdendo il mio adorato lavoro (in senso lato, amavo la mia professione il mio ruolo professionale, per chi se lo fosse dimenticato sono una ex segretaria, si, ok e certo (mi suda l'anima! cit. MM) sarei stata pure un discreto avvocato delle cause vinte e patteggiate, forse una prof. di storia, forse una storica o una brigatista (desiderio folle), o una romantica signora sposata al suo uomo e queste fiamme che ora mi avvolgono di nuova età - senza pruriti - si sarebbero rimesse a posto con lui in una sorta di trampolino, verso la nuova età che mi attende...      vorrei avere ora 4 mani, per scrivere di tutto e di più... ogni pensiero, ricamarlo in una sorta di arazzo mio, da esporre ai miei occhi, quano dico che non ce la faccio...

 

buttare fuori pensieri, aiuta, deve continuare e tornare ad aiutarmi.

Dalla bellissima cassapanca relegata in corridoio, dell'800, da cui spero di aver debellato tutti i tarli, i 600 cd giacevano addormentati. Ne ho prelevato qualcuno, che  mi accompagnerà in questa giornata,   mentre stendo i panni, come un lento blues...

sono calma, serena, mi ritingo i capelli da sola, sono tornata a correre, tante e tante altre cose.

A volte sul terrazzo ho cercato luna e stelle, ho cercato di sollevarmi dal peso delle scelte, ho accolto disfatte e sconfitte e cerco di far pace con ciò chesi è verififato nella mia vita di più antico e di recentissimo, - sentendomi profondamente diversa, anche se sempre io.

Non bisogna guardare indietro nemmeno per prendere la ricorsa è vero... al dilà della citazione, che serve, per dirmi che già siamo tutto il nostro passato, non serve guardarlo.. è con noi, ci compone.

Io voglio staccarmi... forse ho capito che non posso volare troppo alto, emigrare tanto lontano, ma forse come ai miei adorati uccellini, mi è dato di sperare sempre nel corso di queste stagioni, farmi così piccola per poi essere grande.    Fare veramente pace con ciò che lo ripeto ho dovuto sopportare.... volevo lasciare questo luogo per sempre con  il mio post BELLISSIMO, di luglio, così.... rinata in estate come sempre...   Ma invece continuo.   Come gli uccellini appunto, che quando fa quel freddo tremendo cinguettano comunque. e ce la fanno.

Lo so. Non sono un uccellino. Certo sono una donna.

Con le unghie e coi denti, e anche con tutto il dolore del mondo, mi accolgo e accolgo il nuovo giorno.

Il mio presente.

Non c'è più tempo, ora.

metterò un bellissimo brano indecisa fra un clair de lune di debussy e un blues meraviglioso, rileggo e forse trovo un tres d'union o un qualcosa ch epossa portare con se, tutto quello che sono adesso.

 

Grazie a chi si fermerà a leggere, come sempre le mie pagine.

 

Roberta

 

credo di averla anche sul profilo :-)

spero di riuscire a sistemare tutto qui sul blog.  auguro a me stessa quell'ordine buono di cui ho bisogno.

a prestissimo (forse) 

https://youtu.be/livmRPBMAUM

 
 
 

h. 11,22

Post n°1200 pubblicato il 10 Dicembre 2017 da Roberta_dgl8

Ciao Lando. (core de roma mia)

mi piace pensare che ora stai al bar paradiso a pigliare un caffè con papà mio.

 

... nel mare di tutte le mie sfortune, l'ossimoro della mia fortuna :-)

 

https://youtu.be/j1CujWb_-CM

https://youtu.be/8ptFvmEQqVE

https://youtu.be/Dpi9CKnN778

 

fotina mia, trastevere (rm)

 
 
 

Post N° 1199

Post n°1199 pubblicato il 09 Dicembre 2017 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Dal rosso cielo dell’est
Al tramonto ad ovest
Siamo scampati alla morte
E la morte ha fregato noi

Ma quello era solo un sogno
Ed ecco cosa significa
Stiamo dormendo
E sogneremo per sempre

E ci rimangono solo i frammenti dei nostri ricordi
E le ombre che abbiamo fatto con le nostre mani
Il grigio arriva per intristire
tutti i colori dell’alba
Sarà questo il suo ultimo giorno del viaggiatore?

So ciò che voglio
E dico ciò che voglio
E nessuno può portarmi via tutto ciò
So ciò che voglio
E dico ciò che voglio
E nessuno può portarmi via tutto ciò

Ma il ricordo continua a rimanere
Tutti gli anni passati non sono poi così strani
E i nostri momenti invernali
Sono come un velo silenzioso
E il battito del cuore del giorno
Si porta via la nebbia
E l’inverno non è l’unico sogno qua attorno

Nella tua vita potresti scegliere la desolazione
E le ombre che ti sei costruito con le tue mani
Ma se ti giri verso la luce
che sta splendendo nella notte
Allora il tuo giorno del viaggiatore sarà iniziato

So ciò che voglio
E dico ciò che voglio
E nessuno può portarmi via tutto ciò
So ciò che voglio
E dico ciò che voglio
E nessuno può portarmi via tutto ciò

https://youtu.be/cYqCfibXhZg

 
 
 

Post N° 1198

Post n°1198 pubblicato il 09 Luglio 2017 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

L'aria profuma di peperoni arrosto. La canicola incombe, prendendo poco a poco il posto, della fresca aria mattutina. C'è in corso una gara (finora a pari merito) tra uccellini e cicale. Io faccio il tifo per i primi. Che finora, sembrano, a fasi alterne avere la meglio.

Fino a poco fa Lucio Dalla cantava l'anno che verrà e Futura.  Nessuno ha voluto che io fossi bella come una stella, ma la consapevolezza non si fa nemmeno cicatrice, nella mia anima, ma con l'aiuto di cuore e mente mi fa sorridere piano della realtà.

E' da ieri che cerco di scrivere,  ma non riesco a pubblicare, questo è un ennesimo tentativo.

Spero (e lo scoprirò a breve), che sia solo un problema di aver caricato male le foto.. troppo pesanti,e quindi il post, non veniva... lo spero !

Francamente, mi dispiace di non poter più usufruire della funzione caricamento foto. Non che fosse il massimo o velocissima, per metterle sul blog, ma per me, che non  è che sia molto tecnologica, era abbastanza comprensibile, facile. E soprattutto un modo utile per illustrare le mie pagine scritte. Per completarle.

Ora dovrei mettermi in rete e cercare nuovi sistemi per poterle portare qua, o, aprire solo un blog fotografico. Vedremo... Rispetto le scelte editoriali , insomma, fino ad un certo punto ! capisco, che il fatto di non mettere più le foto su un profilo, ha avuto ed ha i suoi buoni (credo dal mio punto di vista), motivi, ma la scelta per un blog come il mio è fallimentare, ed io, non ho nè la voglia, al momento, nè la forza ORA, di creare un nuovo spazio. Anche perchè non so' se poi riuscirei ad abbandonare questo. Sebbene, avessi deciso di non scrivere..

ma le parole stamattina sono arrivate. E anche se ci sarà una pausa poi altrettanto lunga, mi fa piacere, sapere che ci sta un luogo, mio, in cui poter tornare. Un rifugio. Una sorta di casa virtuale, una sorta di spazio che è stato testimone insieme a me, una sorta di binario parallelo che si è unito, (poichè io questo ho fatto, nel bene e nel male), - in questi tempi tecnologici, in cui le contraddizioni sono feroci, ed ognuno a suo modo cerca il suo equilibrio.

 

Il cielo azzurro mi chiama, le novità della mia vita, anche.

E non ho voglia di far male ai miei occhi qui dietro..

La mia tastiera ticchetta piano in un nuovo suono, e le cicale ,non si sentono più.

Ho compiuto gli anni, da poco, sono una giovanissima donna di mezza età :-) e volevo pubblicare una  mia fotina di bimba, che avevo trovato, o , è sempre stata là, ma la vedo con occhi diversi.

Riprendere ogni pensiero non è possibile ora, questo mio scrivere mi sembra un patchwork di cotone visto il periodo.. sorrido come se questo fosse uno specchio senza che io lo vedo e mi dico che è là che forse son più bella.

 

Ho ricevuto la vicinanza e l'affetto di molte persone. Non ultima ieri Sonia.. che m'ha donato un regalo molto gradito, e che m'ha dimostrato per l'ennesima volta, tutta la sua amicizia, vicinanza, onestà, ascolto, comprensione.  Ed è stato come l'ennesima riprova dell'affetto tangibile di persone che continuano a supportarmi, con la loro presenza benefica anche quando non sono con me, nella mia difficile vita, e che con la loro onestà e comprensione, appunto, mi danno una forza incredibile, quando la ferita antica e i colpi successivi, mi fanno sentire un dolore insopportabile, in cui non riesco nemmeno più a piangere...

E allora ecco Cate, che arriva al  momento giusto, per spezzare questo nodo, anzi no, scioglierlo assolutamente per fare in modo che quelle lacrime non siano di disperazione ma di puro sfogo salato.. come il mare che m'ha vista ieri fare un bagno lento in un acqua pulita tutta per me... e come una piuma animica una rinascita di acqua.. dove la mia sorellina biologica, spettinata peggio di mè, mi permetteva uno sfogo, diverso ma uguale a quello in cui tutte le persone mi accoglievano in questi giorni.

La rinnovata amicizia di Patrizia, la sua vicinanza, il suo affetto prezioso per me. La sua fiducia e augurio, i suoi pensieri piccoli lei dice, ma carichi di sincerità e bontà nei miei confronti. Le parole di Monica sagge, vere, oneste, meritevoli di possibilità vitale per me, e il mio ragazzo.

La vicinanza di un amico, virtuale, con cui condividiamo il dolore più grande, ma anche una speranza vera, di possibilità e coraggio, perchè l'autismo, ma non solo lui, è una prova continua, ogni istante ed ogni nanosecondo.

La mia salita continua, il mio equilibrio rinnovato, per poter continuare a salire..

Mi accorgo di avere ancora i miei sogni, qualcuno.. che incollo alla realtà di una serenità in cui anche se sono fragile ancora, convalescente ancora, se cadrò ancora, saranno solo prove per un volo ... quando avrò stretto le trame, cucite tra loro non legate malamente, quando sarà andato via tutto il male che i miei occhi hanno dovuto vedere e patire che la mia anima ha dovuto sopportare il mio corpo star male... quando avrò accettato tutto, e mi dico, già accetto tutto, lo scrivere me ne è prova, allora, il volo sarà la mia rinnovata ed ancora coraggiosa prova di vita, per renderle prova al meglio per quella che sono, e per come sono, e per come è la mia storia.

 

per ora passo e chiudo (sempre che uscirà il post!). Forse torneremo tutti a qualche breve pensiero, messo nero su bianco, a piccoli trafiletti, anche io lo facevo. Forse sta là l'equilibrio.

Che' poi alla fine, ognuno ritrova il suo. In questo viaggio chiamato vita.

 

Buona Estate a tutti! A presto o a stasera, o a fra sei mesi.  

 

 

R.V.

https://youtu.be/-Q6nKP10j4s

 

C:UsersrobertaDesktopRegalo di Sonia.JPG    (copiaincolla in alto al posto dell'http e vedrai la foto).

 

 
 
 

Sistemazioni 18

Post n°1197 pubblicato il 02 Febbraio 2017 da Roberta_dgl8

 

fotina mia, 100_7885

 

(mo' me lo scrivo....)...

ECCO....

 

         100_7906Piazza Grande, Arezzo. (sogno di tornarci, e lo farò!).

E ... non sarà la stessa cosa, ma forse, più bello. ancora.

Chissà?

segue ....

 

 
 
 

sistemazioni 17

Post n°1196 pubblicato il 02 Febbraio 2017 da Roberta_dgl8

... continua dalle mie fotine. Voglio appaiano sul blog, che non le avevo mai messe.

(queste di Siena e Arezzo, intendo).

§§§§

E' un ordine anche questo. Mi fa bene, e mi piace. E' un modo per ordinare questo

"mio libro", scritto ed anche illustrato con i luoghi in cui sono stata...


fotina mia, estate 2014

porta del Paradiso. Siena.

 

 

100_7592

conto di tornarci , e, di salirci lassù. Perchè non ho potuto farlo... 

era il giorno di ferragosto (anche se la data è inesatta, e non so

cosa avessi premuto per far uscire la data (sbagliata) sulla macchinetta! :)

segue.. (a dopo!).

 
 
 

Post N° 1195

Post n°1195 pubblicato il 02 Febbraio 2017 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

La scrittura spinge e salva.

Ed è ordine, quello di cui io ho bisogno nel caos e derive di questi tempi. In cui il coniugio malefico, io cerco di sistemare con la mia scrittura, personale. il posto  è mio, e me lo gestisco io :-)

L'aberrazione è sotto i miei occhi e le mie orecchie. Ma se la rotta dentro è salda, sento e so' che posso procedere. Anche col bagaglio pesante che m'è toccato, anche con la sensibilità che libero, invece di renderla pesante, la libero appunto. Mi faccio guidare dalle parole, nuove, sempre le stesse, ma nuove.

Sto facendo un lavoro grande. Il mio passato più antico, così come è antica la mia ferita che mi porto dentro e forse anche di più, da quel distacco di quel cordone che mi ha dato il natale, - tutto si deve sistemare per forza. C'è chi ci arriva prima,nella naturalezza del suo percorso, chi, per composizione genetica e ipersensibilità ed eventi concatenanti, - da là catene, appunto, che si fanno prigioni, non ne esce. Forse ed è tutto un susseguirsi, .---- che non dipende tanto dalla volontà, ma dall'incomprensione anche di noi stessi. Come se davvero non ci si capisse.. E' proprio così! semplicemente. Allora far chiarezza con la semplicità, si può.

Come faccio ora, che la scrittura spinge, che l'ho attaccata al sogno, che la cucio al mio passato remotissimo, a quello più recente, come se davvero la tastiera le parole mi liberassero permettendomi di cucirmi un vestito più leggero. Certo che sono una gladiatrice, - ma c'è un tempo, anche per -  il riposo, per ripartire, da altre basi, per sistemare, - per dirsi - che tutto ha una sua fase, una sua dimensione.

Ed io voglio continuare a scrivere, della mia vita, delle cose semplici. Che' tante ne capisco, e tante altre, che se avessi capito allora,forse adesso... MA è di questo adesso che devo portarmi, nel descrivere la mia vita.

Quella che è non quella che sarebbe potuta essere, nemmeno col senso di colpa verso me stessa e mio figlio.   Perchè è proprio questo che devo gettare via, per sempre. Come questo velo caduto, finalmente. Ma, mi dico, onestamente, che da mo' che era caduto... Ero solo io a rimetterlo addosso. Forse non era arrivato il tempo allora, che dovesse cadere, leva e metti, leva e metti :-)   deve combaciare il tutto, affinchè quel tutto sia veramente compiuto.  

Sì.  Una parte di mè si dice pur senza contraddizioni, che dovrei scrivere, più semplice.

Ma ho bisogno di liberare la complessità e me.   E dirmi che ce la sto facendo piano piano.

Che certo la tastiera non è un "piano", nè per me, lo è stato mai, se non un piano di liberazione - libera. azione a procedere, appunto libera. Con azioni che liberano senza ingarbugliare.

Come se tutto dovesse esser messo in uno scrigno, più scrigni ordinati, insieme alla memoria di cio' che siamo e che fummo, e nel raccontarci l'oggi, anzi nel descriverci, farci far pace, con noi stessi, non in un immobilismo, ma nell'onestà di far pace con tutto e tutti, perdonarci e perdonare.

Magari ricomincio dal diario puro. Dal racconto semplice, da qualche pensiero passato,dai miei dolori tutti, che poi alla fine, questo ho fatto.

Il sogno ha reso tutto più poetico, senza mai dimenticare la realtà, anche le delusioni, perchè alla fine, proprio quelle certamente ci liberano, perchè andiamo a cucire proprio il tutto. Nel gioco della vita, se così si può chiamare, nei suoi ingredienti, dobbiamo fare con quel che abbiamo con quel che abbiamo saputo costruire, anche se non capivamo niente di cucina, se non sapevamo , dosare gli ingredienti, usare i fornelli, volevamo far altro! aspettare qualcuno che ci invitasse solo a mangiare.

Sto post mentre lo scrivo non mi piace, ma se, serve a liberare la scrittura a riagganciarla al presente mio caotico, che forse il caos è solo quello mio interiore, - che poi, mi dico, se scrivo è come se purifico il tutto, come se "setaccio", - l'oro della realtà, togliendo tutte le impurità.   Come quando ascolto le aberazzioni del mondo e mi dico, che , devo esser brava di scremarle, perchè la verità è dentro me, in quel che sento e scelgo di far passare, le pietrine d'oro metaforico.

Conservare i sogni. Non buttarli mai via.

Mai.

Allora raccontare le mie giornate, provarci. Con l'autismo come sempre. Con il lavoro che sto facendo con me stessa, per la prima volta nella mia vita, ricominciando davvero da me!    Bello sarebbe stato farlo mano nella mano con qualcuno in un intento comune, ma i miracoli avvengono come e quando devono avvenire, senza condizioni e soprattutto condizionali! Avvengono. E basta.

Ieri ho fatto le scaloppine, per la prima volta, anzi, come le chiamano qui, "sgaloppine" :-)   BUONISSIME, forse un pochino asciutte ma buone; il mio Matteo ha gradito !  E poi è stata una giornata bellissima, perchè al maneggio ha lavorato bene, e il giorno prima a scuola, per la prima volta, seppur nella sua disarmonia ha comunicato con una compagna :-)  la prof, ha filmato il tutto con lo spartphone, ma io troppo stanca per andare a vedere, la scuola è lontanissima, forse oggi, dopo lo scritto e il medico.. Sono stanca di queste pasticche. Vorrei toglierle. A volte, piccoli segnali impercettibili, nel corpo. Che ne sarà quando "saranno" anni?   Sò che non devo pensarci. Molti penseranno agli sport dei figli a problemi che per un momento vorrei far loro provare, ma a che servirebbe? la vita è la mia. non quella degli altri.

Procedo e continuo. Con il pezzo mancante e fondamentale. La riabilitazione. E quando vado, - nei siti di genitori come me. Anche là, ognuno con l'esperienza sua. Un genitore è sfibrato, perchè l'autismo sfibra, e non ce la fa, molte volte a  tenere su una vela strappata. Anche perchè non è detto, che un genitore a sua volta, non sia naufrago di se stesso, e come si fa a tenere una vela, piena di strappi, se ci si è appena salvati e si continua ad annaspare, da un maremoto?

la mia scrittura non vuole essere un immobilismo. Nè coniugare un fato ... il fato.

Sento come mamma, che dentro  come un pilota automatico, lo stesso che mi aveva fatto capire, che c'era qualcosa che non andava, come una sorta di pilota perverso allora...come se c'era qualcosa che sentivo, senza saperlo, senza capire, - che mi spaventava.  Che io rifiutavo, razionalmente e mi faceva una paura, la freddezza con cui dentro sapevo senza capire. come se mi ritornassero a bomba tutte le comprensioni senza sapere senza saperle della mia vita.

Ma è passato. Vorrei pulire dentro questo vetro come questo in cui scrivere, mi fa anche pulire l'anima, disinfettarla.   Ho sempre sbagliato cura, nel disinfettare questa ferita,che poi, ogni volta si riapriva. Continuavo sempre a lottare anche ferita. chiedendo anche aiuto al vino, per non sentire il dolore, ma stavolta il presupposto alla guarigione, c'è. La paura fottutissima di un futuro di beffa e sfortuna ci sta tutta. Fa parte del gioco della vita. Ma la fiducia la deve sconfiggere. La scrittura può aiutare questo. Molte diramazioni, a dire che ciò che devo cucire non deve essere troppo. altrimenti rischio che poi si strappa - e non lo so' se pubblico il post! .... ma questa non è una scuola, questo non è un tema, non si prendono voti, se non alla fine, io stareI meglio in questa sorta di terapia, dove il tempo che occhi e anime, e cuori spendaranno per leggermi anche senza lasciare parole, saranno il suggello di far pace con me, farmi operare da sola, e guarire.

L'altro giorno ho guidato Matteo nella sua disgrafia.   Ma dove ero? a leccarmi sempre la ferita, dagli ennesimi colpi inferti nella e dalla vita. A fare conto con i fallimenti come bastonate violente. E a fidarmi ancora una volta troppo delle istituzioni - in completa solitudine, perversi meccanismi, in cui c'è chi guadagna, in un problema che a volte diventa afflizione perchè si porta via anche ciò che da cui si può guarire, Matteo non era disgrafico... ma anche questa è acqua passata.

La disgrafia è solo un aggravante, del suo problema importante.  Ma lui c'è. Ci sta anche nelle ossessioni.  In ciò che ora io vedo. E so' che devo essere di acciaio dentro, anche se sono fallibile di carne e ossa, e scrivo al vento e all'etere le mie parole.

Lui c'è. E ci sono io, questo conta.

Ricucio proprio tutto insieme a lui.  Quello che ho ottenuto, quello che posso fare, mettendo ancora una volta insieme i pezzi che posso.  Facendo pace con me, e con i miei enormi limiti.    Vedendo e comprendendo ancora una volta, che non c'è un autismo uguale all'altro. MAI. così nessuno è mai uguale perfettamente ad un altro.

Ci si può riconoscere in una sorta di similitudine, ma si è diversi, tanto tantissimo.

Posso raccontare, quella che è la mia di esperienza, il mio caos interiore. Per sistemarlo.

Raccontare la mia vita,con le sue difficoltà, e ciò che desidero di più, oggi è accompagnare nella quotidianeità il mio Matteo. So' che i limiti e i  pezzi mancanti con cui convivo, - sono estremi, e difficili da sopportare, nella mia situazione socioeconomica, e so' anche che scriverlo mi da una sorta di assoluzione personale, perchè quando poi arrivo a capire, capisco che molto c'è che non va anche in noi normodotati, a volte siamo proprio prigionieri di noi stessi, e tanto dobbiamo fare per rompere queste sbarre.

No, non credo e non so' se andrò a vedere il nuovo film, sull'autismo, come invitata domenica scorsa, e come anche sui blog che frequento.  E' la storia americana di un ragazzo CHE attraverso i cartoni animati è riuscito a comunicare... Ma per Matteo non è così! - Matteo non li vuole vedere più i cartoni. Non gli interessano.   Lui vuole uscire stare nel mondo in mezzo alla gente, anche se sta nel suo mondo... in una - dimensione solo sua... in cui poi si trova in mezzo agli altri, senza capire... un poco come accade quando non riconosciamo il mondo.

Le sue ossessioni oggi le tengo a bada. quando mi cambia le parole quando cerca di entrare nelle mie fragilità per riuscire a sopportare le sue frustrazioni mettermi alla prova e giustificare l'ansia colpendomi. Non accade più; sono centrata e concentrata su questo , e lo evito, lo svio, anche a braccio. Perchè non ho nessuno che mi dica cosa fare. Perchè manca il pezzo fondamentale, la riabilitazione. Perchè la scuola è scollata ed impreparata, perchè si fa con quello che si può. Eppure in questo "che si può", io vado avanti. Vedo quello che è lavoro per lui, come posso. Con una paura fottuta, certamente di quello che potrà essere il suo futuro senza di me.Ed io sto qui a scrivere al vento. Eppure in questo vento, la mia testimonianza, il mio disperdere i semi,non è un disperderli al vento. E' una possibilità per me, e per lui , di esserci.   Tutti i miei sacrifici, tutto quello che sto costruendo per lui, ha un senso. Anche se sono così stanca e sfibrata e mi pare che tutti i sogni se ne vadano via... lasciandomi sola, a scrivere malissimo... ma io costuirò per lui, senza sensi di colpa, anche una piccola quotidianeità, un modo, una possibilità. In cui guarire per poterlo accompagnare, nella vita. Per un minimo di possibilità ed autonomia.

questo macigno che porto voglio diventi un piccolo fiore. un frutto, liberarlo, sgretolarlo, - dissolverlo.   Col presente e nel presente posso farlo : è la mia vita.

Nel frattempo, certo continuo a lavorare anche per me, a rimettere a posto (santo il cielo!), tutti questi lustri. Sistemare il cavallo dell'ironia e autoironia, l'unico che riesco davvero magicamente a cavalcare.    Faccio pace piano piano col presente sistemando il passato...

con l'aiuto di me stessa, della musica, di ciò che ho.

Sperando di riuscire a fare, sempre meglio.

https://youtu.be/LCnebZnysmI

 

questo post, serve lo spero per me, a "liberare", la mia scrittura, fare pace col presente consapevole, e tornare a scrivere, a riprendere anche le redini di ciò che di bello ho costruito con la scrittura... legandola al sogno cucendola con fili d'oro e d'argento, perchè le parole, questo possono ..

sono miracolose , sanno farsi guida, sistemazione, trampolino di lancio al sogno, ancora.

 

 
 
 

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Post n°1194 pubblicato il 23 Gennaio 2017 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

ho pregato e aspettato fiduciosa, 
come una bambina.
Mi sono rivolta a qualcosa di così alto, 
eppure così evidente e sentito, per me.

Chè al mio ritorno, c'eri e tornavi,
a ricongiungerti, con me, a ricongiungermi.

Con me.

Ma io, già capivo e sapevo, la prova di Dio.
Che ho voluto sfidare, non per sfidare Lui, ma perchè 
volevo che nel Suo Gioco Superiore,  Lui decidesse per noi.

Il mio regalo.
Il nostro regalo.

Così non è stato. Prova d'arbitrio la Sua, così decideva, la Sua Superiorità.
Per far capire, la retta via dentro. Chè se così fosse stato quel Genio d'Amore,
l'arbitrio l'avrebbe superato in un attimo di congiunzione, con lui, nel Suo Genio
figlio di lui, come il Cristo, come la Passione, il Sangue e l'Amore più grandi ed innalzati al cielo.



Intrisi nella terra, formati da essa, ed innalzati al cielo d'amore, troppe diramazioni le tue. Come sinapsi infinite
i tuoi rami. Io volevo esser fiore esplodere in frutto poi, in ogni ramo, - e invece - il vento sparpagliava via, tutti i piccoli petali,
come piccole lacrime infinite, di piccole nuvole, dei petali e mè.

Volevo esser fiore, di ogni piccolo ramo. Di ogni sinapsi la congiunzione di ritorno al cuore, come ossigeno, sulla pianta che nutre se stessa, si eleva al cielo, cresce.. 

volati i miei piccoli petali, fino al mare intrisi di acqua a raggiungere abissi marini e riposare in pace, in una nuova estate salata, in cui resterà un ricordo tra la retina e tutto sarà di nuovo in circolo, tra piccoli riflessi di sabbia brillante e quei fiorellini dissolti dal sale, a tornare in lacrime dolci e salate, che la bambina coraggiosa e traballante, asciugherà alla nuova donna alle sue sconfitte e al suo sogno rinnovato e speciale.
Toglierà la lancia nel cuore.... Quel ramo, infilatosi, intrecciatosi, nell'anima e nel corpo.



 
 
 

Post N° 1193

Post n°1193 pubblicato il 20 Gennaio 2017 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Il terremoto mio interiore, si è sposato nei giorni precedenti con il terremoto esterno e le tragedie di questi ultimi giorni.

Il mio sogno, è che l'ottimismo, si possa sposare, con la speranza. Quella vera, quella che ti fa sperare nei miracoli.

Leggo che ci sono delle persone salve. Delle vite tratte in salvo da altre vite, nonostante lo sciacallaggio mediatico, il disfattismo, il giornalismo ributtante (da portarsi proprio a spegnere la tv, per evitare i conati di vomito).   Da usare la tv, per filtrare il vero dal falso con la soggettività del cuore e della mente, arrivare ad un equilibrio,e continuare a sperare.

Usare la tv, fare le cose con calma, soffrire in silenzio, per ritrovare la bimba fiduciosa e ottimista che credeva in un mondo migliore e buono, chè la cattiveria era al minimo, nascosta e non manifesta attecchire ad ogni latitudine umana e contraddittoria, con la ferocia che nemmeno la più crudele delle belve, potrebbe mai riprodurre, nemmeno in cattività (appunto).

non posso dipanare i miei pensieri.

Posso fare sgorgare solo la sorgente di una via Maestra. Del vedere le stelle del cielo offuscarsi, e chieder loro un miracolo. Il più grande di tutti, finalmente nel mio letto. (Dopo), ma nell'immediato a quelle stelle, di tornare e splendere copiose, e chè il disfattismo di queste ore, sia assorbito dalla volontà di chi lavora veramente non chiacchiera, ma agisce. E di dirsi che una possibilità di serenità ci sta anche nelle intemperie... con la calma serena dentro di capire le cose, e non perdere mai la speranza, nemmeno nelle tragedie immani.

Forse è facile a scriverlo, e lo so...

ma sono con le finestre aperte, ora, l'inverno sembra dolce, cantano gli uccellini...

da qualche parte, spero tanto tanto e tanto, c'è qualche movimento della scienza e della fisica, che sposa alla perfezione - un meccanismo inspiegabile - che io chiamo Dio.

Non pretendo che qualcuno lo pensa come me, o lo pensa proprio esistente.

E' un meccanismo di precisione, nell'imprecisione, di caduta del velo di ogni contraddizione, - di vari livelli, di espressione - della tenacia, della forza, a più livelli dimostrabile, quella della volontà (non di potenza, MA DI AMORE), che diventa fatto e salva la vita, in qualsiasi  modo, e si da modo di poterlo, fare.  

Tanto pressapochismo, ed inutile bagarre politica, - che alimenta le peggiori derive di chi ha fatto del qualunquismo un cavallo invisibile (che sul suo personale mica ci fa salire nessuno! onorevoli (?).

Il mio pensiero, che è tardi, (ho su il sugo sul fuoco, e devo uscire), va alle persone che ne stanno aiutanto altre.

Non giudico, cerco di non farlo mai, solo con la mente con il metro di cui sopra scritto, giudico - traduco CIOE', con cuore, corpo, mente.    Anche io, fui tratta in salvo da un bagnino solerte, da una signora attenta...  dopo che I MIEI non avevano affatto compreso, che stavo morendo. e non si erano affatto prodigati per mettermi in salvo.

Questo mi sento di scrivere. questo, scrivo.

La mia vita col mio Matteo procede, nonostante le scosse telluriche della mia anima, che sposano come una tenaglia perversa ciò che accade fuori, - che appunto di tenaglia si tratta, quando tutti gli elementi sembrano mettersi d'accordo maleficamente tra loro, ma di malefico c'è solo l'apoteosi delle nostre contraddizioni umane/disumane.

https://youtu.be/x6ifY1UV3CM

 

 

 
 
 

h. 9,40

Post n°1192 pubblicato il 18 Gennaio 2017 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Scrivo. Mentre la casa è ancora calda. Ho spento tutti gli elementi. Il cielo  è grigio, sembra pomeriggio inoltrato. Magie d'inverno. Nel cortiletto, prima, pensavo.... sole in ferie, altrove. A scaldare qualcun'altro su spiagge calde. - E poi, altro pensiero. Matteo che si tira giù il cappuccio, sul pulmino. Tremava come una fogliolina, prima. Nonostante i due cappucci. Eppure se gli chiedo, "che preferisci, l'estate, o l'inverno?"-  "tutti e due" - risponde.

e la sa, l'alternanza delle stagioni, MA,non la comprende.

lo ripenso e rivedo, mentre penso all'estate ORA - che poi quando viene, (tremo)... lo ripenso su quel pulmino. Già so' la scena. Verrà accompagnato in quell'aula, in attesa della sua insegnante di sostegno, CHE, alle scuole superiori, il sostegno è DIMEZZATO, come peraltro, già alle scuole medie. Alle medie, Matteo ha avuto peggioramenti dal punto di vista, "didattico", come se non bastasse è diventato anche disgrafico.   - Verrà - dicevo, accompagnato in quell'aula. So' già che si metterà a guardare dalla finestra. Come mi raccontano, del resto. Poi quando arriverà la sua insegnante andranno in classe. Salterà l'ora utile di informatica (lui che al pc, era bravino), - perchè lui entra a scuola alle 9, e non si capisce perchè dopo non può usufruire dell'aula di informatica.   MA, sembrerà strano, a leggermi, - non mi posso lamentare. No. Perchè forse aveva ragione il primario .... "nella sua situazione socioeconomica, lei, sta facendo e ha fatto tutto il possibile per suo figlio".

la sanno lunghetta, i primari. già.

Va, volentieri a scuola, sta volentieri in classe. Non basta certo. La socializzazione è ai minimi termini. Ma procede, e a rilento, ---- costruiremo qualcosa per lui.  ho fiducia, non certo nella manna dal cielo, ma nel mio lavoro, che anche se scrivo qui, procedo, e poi mi rileggerò. Perchè continuo, sì, a salire, in questo mio libro scritto che poi traduco nella mia vita.  Riflettovo anche sui "nuovi LEA".   Quante chiacchiere !!!! si trasformerà l'aria fritta - in fatti concreti, tra 50 anni?? ora sono pessimista... Matteo tra 50 anni ne avrà 66... e io? sarò pluricentenaria..

Mi perdo. Ritorno. I nuovi LEA. stanziati non so' quanti miliardi. MA se abbiamo un debito pubblico di non so quanto, - non è possibile - per quanto uno non capisca la matematica, sti soldi da dove dovrebbero arrivare? sono virtuali? Adesso ridivento pessimista. Nei nuovi lea, più o meno, come ho sentito ieri in televisione, ho anche sentito la presidentessa di angsa lazio, (Matteo l'ha riconosciuta!), - parlare al tg3 nazionale. Ma tra il dire e il fare. Io non voglio essere pessimista!, ci mancherebbe, - nei nuovi lea, parrebbe che si sono stanziati fondi per le regioni, sugli interventi anche riabilitativi per le persone con autismo, non solo bambini, ma anche adolescenti, e adulti. ORA. io adesso in questo preciso momento, insomma, noi siamo senza riabilitazione ! Cosa dovrei fare? denunciare la ASL? più che rinnovare la lista di attesa nel centro di appartenenza dove di fatto siamo in lista appunto dal 2013, DEVO sperare, che Matteo almeno raggiunta la maggiore età vi sia inserito? e se, visto che il tempo e noi corriamo, anche se sembra di no, - non diamo possibilità di inserimento lavorativo, ? dove sta un progetto, il progetto, per lui, e anche quelli come lui?.

Insomma, io prendo atto, di nuovo che tra il dire e il fare. Quanto siamo bravi a scrivere e promulgare... ma poi, a fare? .... Popolo di santi, navigatori eccetera.    che scrive di cose inapplicabili... ok, torno pessimista. Non voglio esserlo. Voglio sperare, invece che qualcosa si stia muovendo. CIOE' qualcosa si è mosso. Anche se sembra tutto fermo, e il mio Matteo ora starà alla finestra.     Devo guardare, ai piccoli grandi risultati e a quello che ho ottenuto. Diceva bene Monica al telefono. Le cose mal funzionano. E se è vero, che un soggetto che ha un handicap di qualsiasi ordine e grado,  e andrebbe appunto fatto tutto il possibile più per lui che per gli altri, è pur vero che anche per quegli altri i cosiddetti normodotati, si fa meno di niente ed anzi, anche per loro, si inabilita. E' ovvio che ognuno di noi, - ha avuto delle preclusioni in ambito scolastico. Poi però un soggetto normodotato, per quanto inespresso diciamo così, troverà sempre, e cioè ha molto e molte più possibilità di una vita cosiddetta normale.  Questione, che è totalmente preclusa ad un soggetto con autismo.. se non lo si abilita almeno nelle sue piccole (o grandi) potenzialità.

Mi accorgo, di scrivere male, e di essere limitata anche io. Eppure so provvedere a me stessa, ho potuto "aiutarlo", mio figlio, per quel che potevo. Forte di questo, sento, da dentro (anche se ho una paura e non solo genitoriale), - che posso e devo farcela, assolutamente.

Cercare un varco dentro me, che non sia di sofferenza, ma di ottimismo. Nonostante, io debba sopportare/vedere le derive sempre più estreme di un mondo che diventa sempre più crudele.. non si tratta di adeguarsi, ma di sapere sentire riconoscere, che parallelamente una sorta di intento comune c'è.     Sono (siamo) testimoni di questi tempi, così come furono i nostri predecessori, che magari hanno avuto le stesse identiche paure. Quella cattiveria, estrema, quelle contraddizioni, l'egoismo, la brutalità, il narcisismo, l'egotismo e una sorta di edonismo, che è diventato esclusivamente il credo, su cui, - chi ha in mano tutto il potere economico della terra - spinge costringe e comanda sulle pulsioni più basse dell'anima.   Io questo lo vedo.   e mentre mi sento un'aliena, so' che non lo sono, so' che devo fare parte e faccio parte, di questo mondo, anche se sono costretta ad una sorta di eremitaggio cittadino, quello in cui appunto ci vogliono costringere... ognuno si difende come può... nel suo orticello, l'importante è l'apertura, e non smettere di lottare, farsi un varco...  non so bene, ancora come, nel mio piccolo.. sembro una contraddizione di due gambe! ma mentre lo scrivo, mi do pace, e mi assolvo, perdono, - anche - le contraddizioni possono essere "buone", e non perchè sono le mie e ho bisogno di autogiustificarmi.

LE mie analisi mentali ed animiche, mi occorrono, NON, per ammazzare il tempo... MA per fare, tutte le cose, che gravano sulla mia persona, che troppe volte e per troppo tempo, mi hanno costretta ad un'autoeliminazione alla quale mi sono ribellata... che mi vuole anche costringere, ad un ruolo che non mi appartiene/compete. Certamente sono diventata "autistica" anche io, e non nel senso di abuso del termine... un parente strettissimo di un soggetto che porta questa diagnosi, - si autochiude lui stesso.. non ha più la forza, perchè l'ha impiegata tutta quanta, nell'affermare il suo diritto con le unghie e coi denti, - un qualcosa, appunto CHE SULLA CARTA, è ineludibile, ma nel riscontro oggettivo della realtà, così, non è !!!       non tutti abbiamo la stessa forza destino vicissitudini - e nemmeno preparazione sufficiente, e l'onestà e la dignità molto spesso non sono sufficienti.. servono bagagli culturali, bagagli intellettuali, conoscenze mediche, antropologiche, sociologiche, dialettica, - che non tutti hanno.

No. non tutti hanno una storia così forte dietro alle spalle. Per fare fronte, - e farsi "rispettare", - MA, proprio per quello, esiste chi, questa forza ce l'ha e la utilizza anche per dar voce, a chi questa voce non ce l'ha... a quelle famiglie che non sono state abbastanza "forti".  E per un futuro che dia dignità in un mondo, che la vuole e la vede schiacciata a tutti i livelli (questo non serve di aver studiato o essere "acculturati", o colti, lo si sente e lo si vede - in  ogni momento). - a chè si torni a possibilità di amore e possibilità di un minimo di futuro accettabile. Nonostante la cattiveria e la deriva dilaganti.

http://www.pernoiautistici.com/2017/01/approvati-nuovi-lea-lautismo-ce/

 

 
 
 

h.14.02

Post n°1191 pubblicato il 17 Gennaio 2017 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Caro Diario. Fa freddo, tanto

Scrivo, mentre c'è chi stira per me. Ho parlato con lei, e le ho detto di portare a 15 giorni, le prestazioni per gli aiuti in casa.  Fa freddo, tramontana gelida.

 

MA gli angeli e la mia anima che grida forte, arriva a chi deve, e il telefono manda un segnale... CARA CARA CATE...

 

Freddo. tramontana gelida.

la stessa di ieri, in quel dei parioli, a teatro. Col mio Matteo. Insieme ai ricordi, nuovamente. Ma sono stata felice. Perchè il freddo pungente, e la tramontaa estrema, non mi hanno fatto rabbrividire coi discorsi dei ragazzi, fuori al teatro.  A volte mi guardano. MI fissano, mi riguardano, mi fissano di nuovo. Stupore e un misto di sopresa, a volte. Come se, la mamma di un ragazzo in difficoltà.. dovesse essere dimessa, sciammanata, (che' a volte lo sono, ma comunque simpatica), - e non in tiro come me, coi tacchi, classica, truccata, sempre sorridente. Che la disperazione composta del mio cuore e tutte le ferite, e le cicatrici - sono gestite al meglio, con una dignità (quella che tutti m'hanno riconosciuto). Con quella dignità, che anche quando mi sembrava d'averla persa, tradendo me stessa- per bisogno - e al contempo per disperazione di voler essere solo felice,cavalcavo delle onde, fregandomene di non aver l'attrezzatura adatta..

E il mio Matteo, il più bello, di tutti. Vestito meglio, di tutti. Come è possibile? questo è lo stupore, che sento addosso.

mentre vedo un padre con un figlio, magro magro, e in difficoltà, girare su se stesso nel vuoto affettivo - e dire - dobbiamo stare in mezzo ai compagni, - soli, - e lui - essere compagno di suo figlio e dire ad alta voce i suoi desideri, che il vento gelido si portava via, - distruggendoli - insime al sogno di una realtà di bestemmie e fumo di sigarette elettroniche.

SONO UN GLADIATORE che resiste al freddo e ho la corazza . di ferro.

 

Così come stamattina pensavo all'arrampicata sportiva (il surf, no, non mi sono mai sognata di farlo!, ma l'arrampicata l'ho fatta), e ci pensavo stamattina, appunto, - che a volte mi pare di ritornare indietro. ... (mi riferisco ai post precedenti), - e, mi sono ricordata, che l'istruttore particolarmente stronzo e severo, se una parete, anche solo un pezzetto, non lo facevo come diceva lui (allora) mi faceva riscendere e risalire, fino a quando non me la cavavo coi maledetti nodi, (che io salivo anche senza quelli).

Ma devo imparare a lasciarmi alle spalle tutto. l'infanzia di Matteo che non c'è più, i miei fallimenti. dargli un posto, dove cullarmeli, accarezzarli, guardarli col pensiero e gli occhi ed esserne felice.

Riuscire ad arrivare dalla mattina alla sera, riesco. Ciò che vorrei è lavorare per lui. Nelle mille difficoltà. L'ho preso l'appuntamento con la cooperativa; ora si tratta di riuscire a parlare, perchè ci sono degli equilibri, da non dover alterare, per chi come me, si muove costantemente su un filo di lana, per continuare a salire...

arriverà un giorno, la cima? un giorno, potrò scendere? e NON come faccio oggi, per ripercorrere, ciò che fu anche doloroso, per evitare appunto di avvilupparmici?.

Forse mi dico, che tutto serve, anche l'analisi forzata e improvvisa, della mente, perchè bisogna fare poi il conto con tutto... sennò se fosse tutto "libero"; - se fosse tutto risolto, non ci si tornerebbe su. si tornerebbe a sentire il canto degli uccellini, a cercare ancora nuovi sogni, a far pace con quelli alle spalle, a lenire le mancanze, i fallimenti, le paure, il dolore, il vuoto.

Forse non è questo il luogo adatto, forse non lo è più. Ma a volte penso a questa finestra come alla casa al mare che non ho, alla casa, in un'isola che non ho ma c'è, alle mie contraddizioni, alla mia vita, alle mie esperienze a tutto ciò che è stato allo scrigno dei miei ricordi e della mia memoria.

Ultimamente e generalmente da molto tempo ormai, sapevo ciò che volevo scrivere..le stelle, la natura, il canto dolce degli uccellini, lasciarmi anche trasportare ancora dai sogni, non veder più nulla che quelli.... ora sono nuova, - pur restando sempre me.. e tornando a me.

Cucio pensieri, e vivo, come posso, al meglio che posso.

Ieri - pensandoci... adesso, insomma. Matty era con la sua prof. Già.  Pensavo, oggi, sarebbe stato bellissimo, (condizionale, di una condizione che non c'era). Che qualche compagno, fosse venuto a prelevarlo.. dall'automobile. Cioè, non ho pretesa che lui comunichi, ..... non può. O che faccia i discorsi o che sia inserito. .... Ma almeno chiamarlo, portarlo con loro.. questo sarebbe stato possibile.

 

Respiro.   Mi ha fatto piacere ripercorrere quel quartiere di belle toilette dei suoi abitanti, di una roberta giovanissima e vestita all'inglese.  Di ricordi di risate e di impegni lavorativi, quando mi sembrava di essere "arrivata".    Mi dico, sorridente, e facendo dell'autoironia il mio cavallo di battaglia e purosangue, che.... che.... impara l'arte e mettila da parte... sono e rimango, appunto per l'esperienza lavorativa, la regina del parcheggio "costruito ed inventato".  :-) anche questa è esperienza... anche se a volte, accade, che do' botte,  o butto giù motorini... succede di rado.. oppure mentre faccio manovra sembro la nipote di ben turpin :-)

il sole sembrava protagonista e splendente poco fa. Stella fulgida - in un'estate lontana ad un'altra latitudine, a illuminare quest'altro emisfero, come un film da quest'altra finestra, questa di casa mia... da un parte una doppia finestra, .... come se la vita fosse davvero sogno, come se, anche la realtà si intersecasse, poi alla fine, davvero per mettere a posto anche la scrittura, e voler scrivere sì, delle brutture e derive del mondo, in cui mi pare ormai di essere diventata un'aliena, ma di voler comunque virare oltre, e dipingere come un quadro con le parole, un'altra possibilità anche per me. Che al posto delle mie molteplici lacrime di sistemazione, arrivasse attraverso la scrittura imprecisa, e con troppe ramificazioni, - un senso nuovo, una sintesi e scrivere di ciò che mi fa star bene, come adesso.

Sono stata con Matteo domenica al gianicolo. Roma col gelo, ha un fascino strano. Sembra nascondersi. Sembra dirti....sì, sto qui... ci sono ma, mi nascondo anche io. Il vento, qui sa essere penetrante pungente, - ma al contempo senti un abbraccio di una familiarità, che non è solo qualcosa legato alla mia natalità.  Non lo so dire.

Cercavo, dopo aver visto il film su leopardi i luoghi che di roma ha amato. (QUALCUNO lo ha amato!).    La chiesa di s. onofrio. Non riuscivo a trovarla. Eppure conosco la mia città benissimo, ogni luogo, ogni piccolo posto, figuriamoci poi il gianicolo... mi possono sfuggire le cose minori, certo (scoprirò un faro che avevo dimenticato).

...

Non riuscivo a trovare la chiesa, mi sono ritrovata dopo il monumento a garibaldi e il panorama mozzafiato e i busti dei patrioti, alla famosa fontana dell'acqua paola (quella dell'intro della grande bellezza per capirci), - e l'ho trovata nella parte inferiore "incerottata". Ma sempre bellissima, niente... della chiesa, andando oltre, altre chiese che conosco, ma quella di leopardi no.

Chiedo ad un taxi, che mi dice, che devo ridiscendere,... che è verso il bambino gesù, dopo il monumento di garibaldi..

???? ma io vengo, da là! ? che chiesa?

Insomma ridiscendiamo a piedi... vedo il faro... un faro? ma c'era? :-)

poi sempre più giù a scendere.. verso san pietro.. verso l'ospedale. Il per me, famoso ospedale. Dove sono stata miliardi di volte, con un bimbo paffuto, con un angelo bellissimo, - e poi là davanti c'è una vista molto bella, di Roma, dall'altro.. di una parte di roma, dall'alto dove - molte volte , all'uscita dell'ospedale affidavo i miei pensieri a roma e lei sembrava abbracciarmi, quando non c'era l'abbraccio di nessuno, e io sembravo non esistere più volata via, chissà dove.

E.. quindi arrivati all'entrata dell'ospedale, su una mezza specie di collinetta a sinistra, ecco la chiesa.   La chiesa? ma quante volte io ci sono passata davanti? l'ho vista?? come e' possibile !! il mio amore per la mia città, e l' amore per ogni sua bellezza artistica.. non lo so dire.. Scale davanti a me, alte.   Un messaggio quelle scale, il film, l'imbrunire invernale, - dopo un sogno d'estate piena, con un gianicolo nuovo, - e - villa pamphili, e cercare disperatamente la mia felicità. ... Ma ora vedere la chiesa, salire quelle scale con uno stupore, come se io e Matteo fossimo gli unici cittadini di un mondo in quel momento trasformato. non c'era più l'infanzia la sofferenza dell'ospedale tutti i ricordi. Ma in quel preciso momento, solo noi, la chiesa, che non lo dico bene, sembrava apparire, come un miraggio... Ed io a ricercare INDIETRO, nel mio tempo che fu, di ricordare.. vagamente questo edificio, che mi sembrava morto così come probabilmente morii io in quella stanza di ospedale, con quelle lacrime bollenti, e quell'ascensore, che mi portava non so' dove, nell'abisso più estremo, dal quale ancora sto cercando di risalire.

E allora eccolo questo luogo, a farmi far pace. Un silenzio assoluto, la vista di Roma, da là, un cortiletto mai visto, una fontana con uno zampillo piccolo, e poco più in là, dei dipinti su un piccolo chiostro, le targhe di goethe e chateaubrian, e poi entrare. Chiesa piccola deserta, solo come sottofondo, dei cori, ma bassissimi. Nessuno dentro. Non lo so dire.. quante persone quante mamme e papà si saranno affidati, a questa piccola /grande chiesa, per i loro bimbi? per le loro anime?   io dove ero? perchè mi era sfuggita, roma in quel momento, e per me, non c'era più niente? non vedevo più niente? forse - là mi sono davvero riabbracciata con me. Facendo pace con tutto, TRAENDO forza per i giorni a venire, per il seguente giorno a venire, dove i miei occhi e il mio cuore hanno sentito l'ennesimo dolore, e la consapevolezza assoluta. assolute.

Fare pace con tutto, vedere le delusioni, riuscire a sopportarle. Riuscire a trovare la forza, ancora e ancora e ancora.

Non riesco no', a scriverlo bene.

Sono riuscita a fare le foto, MA haimè (e mi viene da sorridere:-))) ho poca dimestichezza con la macchinetta nuova!, ne sono venute la metà. non riesco ad azzeccare la messa a fuoco.. non sono riuscita a farle a dovere. chè la macchinina piccina sia la mia deputata? credo di no. devo solo imparare e prenderci la mano. Ma è un vero peccato.

Dopo cercherò di inserirle. Sperando di riuscire! (nell'intento)

per ora, passo e chiudo.CON Un brano dei metallica, ascoltati ieri alla radio, che sono perfetti, in questi giorni di inverno così intensi.

 

https://youtu.be/ftV_XepIwpo

 

 

 
 
 

*

Post n°1190 pubblicato il 14 Gennaio 2017 da Roberta_dgl8

Sono di nuovo qui. :-) il germe buono della scrittura - mi ha liberata.. e, procedo. Ancora.*

*(quarto post, per oggi, e forse non ho ancora finito:-).

In questa giornata fredda!. Termosifoni spenti. Finestre aperte, non credevo facesse così freddo.. E' un freddo becco. E "dice" CHE, signora mia, - domani farà ancora più freddo. Non so' cosa mangerò. Devo ancora pulire i denti col filo, fare la doccia, farla o non farla qeusto è il dilemma.. bagno bollente, l'unica stanza perennemente riscaldata.

Dicevo, - mi sento meglio, ora che ho scritto... altre fotine, devo inserire.. ho fotografato l'inverno, un'altra foto insolita, a congedarmi dalla vecchia macchinetta piccina e leggera, - con quella nuova, finalmente, dove ho fotografato una luna spettacolare... NUOVA, che mi ha fatto ricordare, quella fotografata ad agosto... ma non lo ricordavo, altri ricordi, a spaccarmi il cuore... ma la consapevolezza, rende carezze sul cuore infranto... perchè la giustizia divina la verità e il vero, sanno farsi cura.

Ho fatto la barba al mio amore, suo padre è venuto a prenderlo : pranzo fuori di "straforo", il ramo "ricco" della famiglia.  In un ristorante un po' pariolo e vip, Matteo stupendo.. perfetto.

Io ancora in pigiama, che cullo la mia solitudine con un blues curativo ed eccellente di un chitarrista, che qualcuno mi ha fatto conoscere a cui sarò eternamente grata.  Il giorno chiama, non so' cosa farò per pranzo, la cena  è già programmata. i tempi ristretti, Matteo tornerà presto e dovrò esser pronta per le nostre peregrinazioni turistiche - una gita al mare, è troppo - troppo azzardata, le giornate si sono allungate un poco ma è ancora troppo poco. Ostiantica, anche... ma ci tornero' con lui.

Il germe della scrittura, ma vuole fare riprendere i frammenti dei pensieri, affinchè non vadano dispersi... - ho mangiato troppa e troppa cioccolata, come a lenire il dolore al cuore, CHE a tratti - veniva, - che sembrava volersi far cura, la cioccolata, e invece, troppa, intoppa il sangue... mangio troppa cioccolata forse ero... nipote di un cioccolataio? di una cioccolataia? .---- sono solo troppo golosa da sempre:-)

vino rosso abruzzese onesto e medio, - ottimo matrimonio con la cioccolata al latte e nocciole..  un panino al prosciutto (non bukoskiano), ma di Parma :-) e , una carbonara alla sera - bastardissima, con parmigiano al posto del pecorino (da sempre a casa mia così), senza pepe, l'avevo dimenticato !! e, .... bastoncini di spek!! bastardissima, ma buonissima, e con spaghetti de cecco invece che spaghettini barilla.. nuova! e di-vi.na. Vino rosso ancora, e radicchio.

... E poi il film.. porto recanati, .. la scuola, pezzi di me'.. alla casa del giovane favoloso ci sono stata nel 2007 , mi sono affacciata dalla sua finestra, ho visto la sua biblioteca, mentre un'altra parte di mè, era promiscua e perduta, dispersa e ingrassata e tinta troppo di nero fai de te la chioma,(dopo il ritorno dalle dolomiti meravigliose) eccessivo, troppo abbronzata, a farmi ricordare il santuario di loreto, le due crocette di legno,quella che ha accompagnato Matteo nella sua infanzia, quella che io ho perso - in altre peregrinazioni, a spasso con il peggiore dei diavoli, MA, il frate, che ricordo ORA, se ne è altamente fregato della mia minigonna inguinale fuori età(ok che avevo dieci anni di meno, ma non avevo venti anni), e mi viene in mente ora, e forse chissà l'ho già scritto... ma se lo riscrivo e non lo ricordavo più, eppure torna, prepotente, ora... mi diede la benedizione senza nemmeno guardare le mie gambe ancora giovani, in una fetta di stoffa, troppo e troppo piccola con una canottiera troppo corta, in cui mi muovevo insieme a quelle zeppe troppo alte. Eppure, la mia testa china e il frate umile che torna in mente adesso... il mistero di qualcosa che si muove al di là di noi.

E poi mille altri pensieri a fare pace. con tutto. I pensieri che si muovono anticipando la scrittura che voleva scrivere altro...

a far pace con le ingiustizie e con il mio non sapere tenere fronte, perchè - manca - la colla in quei momenti, manca una spalla, manca, qualcuno, - e invece- accorgersi - che non sempre si può far fronte a quello che è diventato questo mondo disonesto, a maggior ragione - chi crede - di essere onesto ! (i peggiori). chi si aggiusta la vita a discapito degli altri... e desiderare e mandare via quel desiderio di "eliminare e poi eliminarsi", e sfogarsi con una mamma, che ha lo stesso problema similare... che è normale (dice).

MENTRE fuori fa troppo freddo e i banchetti di lusso, dinanzi a ponte milvio, - non c'è più quella segretaria... solo la voglia di tornare a casa... C. mi spiace.. la creme della creme è divenuta per me intollerabile, - oppure - sono diventata un'altra persona...

mi faccio trasportare dalle note, e dalla scrittura.

e mentre lo faccio... sì, mi dico, SENTO , che ho ancora i miei sogni ....

si.    Sono solo più nascosti e rannicchiati..

non mi hanno tradito... e nemmeno le persone...

le cose vanno

come devono andare. La filosofia più difficile da applicare.

Tutto il resto,si fa fatto. CONCRETO, vero.

Come ora io a scrivere.

Come io ora nella mia vita.

Come io fra poco, come io ora a caricare le foto

a scrivere, qui. nel mio tempo e nel mio presente.

coi ricordi tutti, che sembrano - un caos, ma non lo sono affatto

anzi si rimettono a posto! e le mani non tremano, --

... la pace, la calma, la serenità, la voglia di giustizia, - di procedere,

e di fare, quello che credo giusto, - che i pensieri distruttivi andranno via

che le uniche "armi", siano, - musica ed equilibrio,  - intelligenza e pacificazione

sorriso appeso, (ma non fesso)nonostante tutto... e se non ce la faccio ad applicare - la giustizia - affidarmi a Dio, agli dei, ad allah, ad odino,manitù, buddha e tutti gli altri.

 

 

play list

DE'ANDRE' (Genova: 18.01.1940 - Milano 11.01.1999) GRAZIE IN ETERNO.

da batticuore, lacrime....   e vino    https://youtu.be/HAro5MwOQxw

monumentale                               https://youtu.be/dk5wDAovvxM

(nell'anniversario della sua morte - SI. il più grande di tutti : ).


§§§§§§§§

 

https://youtu.be/MSKqEmeONuU       (blues Magnifico e Suntuoso)

https://youtu.be/pr9do8Mbo_4          (VERSIONE stratosfericA con violinoDIVINO)

https://youtu.be/FFqb1I-hiHE            (grazie Jo:-)

appena donata, mi è venuta in mente quest'altra. L'adoravo.. -----i miei ricordi,

e i ballerini.. (!), - ho pianto per un film bellissimo perso, che ho avuto la fortuna di poter vedere una storia di due cawboy che si amano.

https://youtu.be/CVqO_4q57T4

https://youtu.be/5YQnydHxqwQ (video disturbante e che fu censurato a suo tempo, MA,

per "assonanza e attinenza" con quanto accadutomi, per un episodio increscioso, me lo ha fatto ritirare fuori, - se urta la vs sensibilità, passate oltre.)

https://youtu.be/LwOeNv_4kL8 adorati, sempreverdi e guaritori,curatoriMusicaliPIU'chetalentuosi

https://youtu.be/XMW8wHGW52U    (idem)

https://youtu.be/aqLB4WEka4w      (per la gioia di J. ------> il brano successivo, di piacerà!!)

https://youtu.be/acCzIUE8qwc   (piccola perla). ho ancora i miei sogni, uno, ancora il mio sogno francese,- ritrovato, avuto, e mai perduto.


 

 
 
 

gennaio 2017

Post n°1189 pubblicato il 14 Gennaio 2017 da Roberta_dgl8

Roma, 5/1/2017

 

3 Caravaggio... (fotine mie), ...  S. Luigi dei francesi (roma)  

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Luigi_dei_Francesi

 

... anzi, 4 ! 

 

100_2704

 

 

....

100_2703

 

la mia piccola macchinetta, non rende... (mi tremano le mani!), ...ora ad inserirle

Caravaggio, mi fa questo effetto, e la mia piccola macchinetta si è congedata così...

con Lui...

 

orde di turisti... in un posto dove doveva regnare solo il silenzio

Quello di cui è stato capace il mio Matteo.

100_2701

 

 

poi fuggire, dalla troppa folla,

e scoprire, un'altra chiesa .. imponente e magnifica

S. Agostino a campo marzio, (dove sono conservata anche le reliquie di S.Monica

madre di s. Agostino)

e un altro Caravaggio!!

https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Sant'Agostino_in_Campo_Marzio

100_2718

 

 
 
 
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VITA MIA

http://digiphotostatic.libero.it/Roberta_dgl8/med/1b62d1ce68_8748280_med.jpg

"voglio sentire gli Oasis"   https://youtu.be/ZuVTH3YKw0

"e anche frank zappa"        https://youtu.be/2uEijJoiZbU

 

02.04.2015

Mamma, qui posso toccare tutti, vero?

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“Essere autistici non significa non essere umani, ma essere diversi. Quello che è normale per altre persone non è normale per me e quello che ritengo normale non lo è per gli altri. In un certo senso sono mal “equipaggiato” per sopravvivere in questo mondo, come un extraterrestre che si sia perso senza un manuale per sapere come orientarsi. Ma la mia personalità è rimasta intatta. La mia individualità non è danneggiata. Ritrovo un grande valore e significato nella vita e non ho desiderio di essere guarito da me stesso. Concedetemi la dignità di ritrovare me stesso nei modi che desidero; riconoscete che siamo diversi l’uno dall’altro, che il mio modo di essere non è soltanto una versione guasta del vostro. Interrogatevi sulle vostre convinzioni, definite le vostre posizioni. Lavorate con me per costruire ponti tra noi.” ( Jim Sinclair, 1998, autistico ad alto funzionamento)

 

Tornerai a sorridere cosi?         

 

LA GRANDE BELLEZZA

   Bocca della Verità (RM) foto mia

https://youtu.be/6vymjZBIl7Y

https://youtu.be/xrGblDMuYK4

https://youtu.be/VZg1ENJMHcA

 

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COLOSSEO, foto mia

Risultato immagine per roberta_dgl8

https://youtu.be/NKHYXng1KqA

 

"LE" (ORME ROMANE)

"la pittura è una poesia muta". Leonardo Da Vinci

 

Leonardo Da Vinci

 

Leonardo da Vinci or Boltraffio (attrib) Salvator Mundi circa 1500.jpg

 

Domenico Zipoli

 

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https://youtu.be/gkkPSBBTAe0

https://youtu.be/-0KvBnIvTFs

https://youtu.be/Yo9-M22-C2E

non smetterò mai di sognare, rimandendo, cmq coi piedi bel saldi a terra :-)

https://youtu.be/dix7kyojepw

                     *

https://youtu.be/-SuXGe7iKMI

"Beninteso, il vero amore è eccezionale, due o tre volte in un secolo all'incirca. Per il resto, vanità o noia".

Albert Camus  (La Caduta)

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Immagine correlata

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Risultato immagine per roberta_dgl8

gli alberi sono poesie che la terra scrive nel cielo. (K. Gibran)


 

grazie papà. Non avrò più paura di capire le cose.

https://youtu.be/wmpqS8A8zkY

io e papà

                 Risultato immagine per girasole helianthus annuus   

https://youtu.be/tCXeYq6KYZc

https://vimeo.com/223699972

https://youtu.be/PhzvL5B7DQo

 

:-)

 
 

SI

Perciò, Roberta, bisogna stare attenti a non deprimersi per la sconfitta, ma valutarla come un'opportunità comunque tentata nella buona fede della sua riuscita. Non avere rimpianti, è ciò che conta, come credere ancora ai miracoli, se desiderati.

(Gabriella, bloggher.)

                                                           §

 

La solitudine è un drago che brucia tutto. Ma dovremmo considerare la legge della fisica: nulla si crea e nulla si distrugge. Così anche nell’animo umano ciò che (ci) brucia sarà un diverso av-venire.

Am Archetypon (bloggher)

 

GRAZIE ...

 Io e Cate, Firenze Ottobre 2016

9-ottobre-2016-con-roby-in-piazza-della-signoria

io e Viola

9-ottobre-2016-roberta-e-viola-santa-maria-novella

_____ *________*______     Grazie Sig. "Libero" :-)


Monica Cara e Io , Bologna Ottobre 2016

 

Risultati immagini per amicizia

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...Ricordo che un giorno passando per il Mandrione in macchina con due miei amici bolognesi, angosciati a quella vista, c’erano, davanti ai loro tuguri, a ruzzare sul fango lurido, dei ragazzini, dai due ai quattro o cinque anni. Erano vestiti con degli stracci: uno addirittura con una pelliccetta trovata chissà dove come un piccolo selvaggio. Correvano qua e là, senza le regole di un giuoco qualsiasi: si muovevano, si agitavano come se fossero ciechi, in quei pochi metri quadrati dov’erano nati e dove erano sempre rimasti, senza conoscere altro del mondo se non la casettina dove dormivano e i due palmi di melma dove giocavano. Vedendoci passare con la macchina, uno, un maschietto, ormai ben piantato malgrado i suoi due o tre anni di età, si mise la manina sporca contro la bocca, e, di sua iniziativa tutto allegro e affettuoso ci mandò un bacetto. La pura vitalità che è alla base di queste anime, vuol dire mescolanza di male allo stato puro e di bene allo stato puro: violenza e bontà, malvagità e innocenza, malgrado tutto.
(Pier Paolo Pasolini, “Vie Nuove”, maggio 1958)

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