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Un blog creato da eliseba_lysdesaron il 25/08/2008

ELISEBA

SALMO23

 
 

IO ELISEBA VOGLIO ESSERE USATA DA DIO .....

 
 

 

 

 

 

 

 

AUTIAMO QUESTI BAMBINI FAI UN DONO

 



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TITANIC - un pezzo di storia mai raccontato

Post n°237 pubblicato il 16 Novembre 2009 da eliseba_lysdesaron
 

 TITANIC - un pezzo di storia
                      mai raccontato

"Mi trovavo sul Titanic quando affondò.
Andando
 alla deriva aggrappato ad un relitto fra le 
 acque gelide di quella notte tremenda,
un'onda spinse John Harper vicino a me.
Abbarbicato ad un rottame della nave,
gridò:
«Sei salvato?».
«No», risposi. Egli continuò: «Credi nel
Signore
Gesù Cristo e sarai salvato».
L'onda lo allontanò, ma stranamente un
 po' più
 tardi si ritrovò vicino a me. «Sei salvato ora?».
«No», risposi, «onestamente non posso
dire di
essere salvato». Ancora una volta
mi ripeté
il verso biblico:
«Credi nel Signore Gesù Cristo e sarai
salvato»
 (Atti 16:31). Poi perdette la presa del
 relitto
su cui si trovava e affondò.
In quel luogo, solo nella notte, e con tre
chilometri
di acqua sotto di me, credetti. Io sono
l'ultimo
 convertito di John Harper".
 
L'avevano chiamata "Titanic" ossia
"Il più forte degli dei". L'inaffondabile,
"Dio stesso non potrebbe affondarla"
si diceva,
 come dire: "Noi non moriremo mai".
 
L'autonomia e l'indipendenza umana era
affermata.
 Ma al quinto giorno del suo viaggio inagurale,
in meno
 di tre ore la tragedia si concluse.
John Philips,
 l'arrogante ufficiale della nave dopo
 il sesto
 avvertimento di pericolo di iceberg
rispose:
"Tacete!".    Di    fronte    alla morte
certa, esclamò: "Dio perdonami!
Dio perdonami!".
 
Il costruttore del Titanic Thomas
 Andrews
trascorse gli ultimi minuti della sua vita
fissando un dipinto intitolato: 
"Il nuovo mondo che verrà".
 
Tra i 143 passeggeri della prima classe,
non ci furono che 4 vittime, mentre
53 bambini
su 76 della seconda classe perirono.
 
Quando il Titanic partì vi erano 3 classi.
 Quando
 affondò, ci furono solo due tipi di persone:
"salvati" e "non salvati". Anche davanti a Dio
vi saranno solo due categorie di persone.
 
L'avvertimento è lanciato, l'arca di salvezza
varata da Gesù col suo sacrificio è pronta.
Là non v'è nessuna distinzione, tutti possono
 trovare salvezza.
 
Cosa farai tu, ti troverai fra i salvati
 o i perduti?
 

 
 
 

DIO HA STABILITO IL SUO CUORE SU DI TE!‏

Post n°236 pubblicato il 10 Novembre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
Tag: home

 

Cosa ha da dirci la nuvola di testimoni che

troviamo

citata

in Ebrei 12:1? Cosa ci dice la Scrittura, qual è

il loro messaggio ai vincitori del corpo di Cristo?

Semplicemente questo: “Gli occhi del Signore

 sono

sui giusti e i suoi orecchi sono attenti alla

loro

 preghiera”

(1 Pietro 3:12).

Non credo questa grande folla di testimoni

 celesti ci parlerebbe di teologie o dottrine

complicate.

Credo ci parlerebbero nella

semplicità della verità:

L’autore degli Ebrei ci testimonia che

dobbiamo

guardare a Gesù, l’autore e il compitore della

nostra fede. Dobbiamo continuare a predicare

la vittoria della croce, sopportare le accuse dei

peccatori e mettere da parte i peccati che ci

 attanagliano, correndo con pazienza la

corsa

che ci

è posta davanti (vedi Ebrei 12:1-2).

Il re Davide ci testimonia che possiamo

fidarci del

perdono del Signore, perché egli non

 rimuoverà il

 suo Santo Spirito da noi. Davide commise

un

omicidio,

 fu un adultero ed un bugiardo. Ma si pentì

e il Padre

 non lo lasciò andare perché aveva posto

 il suo cuore

su Davide.

Pietro ci testimonia di aver peccato contro

 la più

 grande luce che un uomo possa avere.

Questo

 discepolo aveva camminato alla

presenza di Gesù,

aveva toccato il Signore ed aveva

ricevuto la

 sua chiamata direttamente

da Cristo. Quest’uomo avrebbe potuto

 vivere

nella colpa e nella condanna, ma Dio aveva

 posto il suo

 cuore su di lui.

Paolo ci direbbe di non temere

nelle afflizioni.

 Gesù soffrì

 ogni giorno del suo ministero, ed era

morto nelle

 sofferenze. E quando Cristo chiamò

Paolo a

predicare l’evangelo, gli mostrò

quante grandi

 afflizioni lo

 attendevano.

In tutti gli anni del suo ministero, infatti,

Paolo fu afflitto. Eppure le

afflizioni dimostrano

 che Dio ha posto il suo

cuore su di te. “Affinché nessuno

fosse scosso

 in queste afflizioni, poiché voi

stessi sapete che a

questo noi siamo

stati designati” (1 Tessalonicesi 3:3).

Vediamo anche la testimonianza di Giobbe:

 “Che cosa è l'uomo perché tu lo

renda grande e

 presti a lui attenzione, e lo visiti

ogni mattina

 mettendolo

alla prova ad ogni istante?”

 (Giobbe 7:17-18,

corsivo mio).

 

Quando Dio ti presta attenzione, verrai

spesso messo

alla prova. Ma il fatto è che più sono

lunghe e difficili le afflizioni, più profondamente

 il Signore ha posto il suo

 cuore su di te, per mostrarti il suo amore

 e la sua cura. Questa è la testimonianza della

vita di Paolo e di quella

di Gesù. Il nemico può venire contro di te,

ma il nostro Signore ha alzato contro di

lui una bandiera.

Troviamo riposo assoluto in Gesù.



 
 
 

libertà di religione

Post n°234 pubblicato il 06 Novembre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
Tag: home

  

 
 
 

TENENDO ALTA LA PAROLA DELLA VITA‏

Post n°233 pubblicato il 03 Novembre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
Tag: home

Paolo scrive: “Tenendo alta la parola della vita, affinché nel giorno di Cristo abbia di che gloriarmi, per non aver corso invano né invano faticato” (Filippesi 2:16). Paolo stava immaginando il giorno in cui si sarebbe presentato alla presenza del Signore e gli sarebbero stati svelati tutti i segreti della redenzione.

 

La Scrittura dice che in quel giorno i nostri occhi si apriranno, e noi contempleremo la gloria del Signore senza paura. I nostri cuori si infiammeranno quando lui ci svelerà tutti i misteri dell’universo e ci mostrerò la sua potenza dietro ad essi. Improvvisamente, vedremo la realtà di tutto quello che ci era stato messo a disposizione in ogni prova terrena: la potenza e le risorse del cielo, gli angeli protettori, la presenza costante dello Spirito Santo.

 

E mentre contempleremo la gloria di queste cose, il Signore ci dirà: “In tutto quel tempo, i miei guerrieri si sono accampati attorno a te, ti è stato assegnato un intero esercito di messaggeri potenti. Non hai mai corso pericolo con Satana. Non hai mai avuto ragione di temere per i tuoi domani”.

 

Allora Cristo ci mostrerà il Padre, e che momento strabiliante sarà! Mentre contempleremo la maestà del nostro Padre celeste, realizzeremo appieno il suo amore e la sua cura per noi, ed improvvisamente in noi sentiremo questa verità in tutta la sua forza: “Questo è stato, è e sarà per sempre il nostro Padre, veramente il grande IO SONO”.

 

Ecco perché qui Paolo “tiene alta” la sua parola sulla fedeltà di Dio. In quel giorno glorioso, non vorrà rimanere alla presenza del Signore pensando: “Come ho potuto essere così cieco? Perché non mi sono fidato appieno degli scopi del mio Signore? Tutte le mie preoccupazioni e le mie domande sono state vane”.

 

Paolo ci sta esortando: “Voglio gioire in quel giorno, quando i miei occhi si apriranno completamente. Voglio poter godere di ogni rivelazione sapendo di essermi fidato delle sue promesse, sapendo di non aver lavorato pieno di dubbi. Voglio sapere che ho tenuta alta la Parola della vita in ogni mia reazione alle sofferenze, di aver combattuto il buon combattimento, di aver dimostrato la fedeltà del mio Signore”. Paolo poi riassume tutta la questione con le parole: “Faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti” (Filippesi 3:13). In breve, pensava fosse impossibile mettere il suo futuro nelle mani del Signore senza prima avergli deposto il passato.

 

 
 
 

DIO HA TUTTO SOTTO CONTROLLOþ

Post n°232 pubblicato il 01 Novembre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
Tag: home

In questo momento tutto il mondo trema sotto l’esplosione di terrore e delle calamità che avvengono in tutta la terra. Tutti i giorni ci svegliamo e veniamo a conoscenza di un altro disastro. Alcuni osservatori dicono che siamo testimoni degli albori della terza Guerra Mondiale.

I non credenti sono giunti alla conclusione che non ci rimane altra soluzione, che tutto sta ruotando velocemente verso il caos perché “non c’è più un timone”. Ma il popolo di Dio la pensa diversamente. Sappiamo che non c’è motivo di aver paura, perché la Bibbia ci ricorda ancora una volta che il Signore ha tutto sotto controllo. Nulla avviene nel mondo senza la sua conoscenza e la sua guida.

 

Il salmista scrive: “All'Eterno appartiene il regno, ed egli signoreggia sulle nazioni” (Salmo 22:28). Allo stesso modo, il profeta Isaia dichiara al mondo: “Avvicinatevi, o nazioni, per ascoltare, o popoli, fate attenzione” (Isaia 34:1). Sta dicendo: “Ascoltate, nazioni, e prestatemi orecchio. Voglio dirvi qualcosa di importante sul Creatore del mondo”.

 

Isaia afferma che quando l’indignazione di Dio sorge contro le nazioni e i loro eserciti, è il Signore stesso che le consegna al massacro: “Ecco, le nazioni sono come una goccia in un secchio, sono considerate come il pulviscolo della bilancia… Tutte le nazioni sono come un nulla davanti a lui e sono da lui ritenute un nulla e vanità…. Egli è colui che sta assiso sul globo della terra, i cui abitanti sono come cavallette… A chi dunque mi vorreste assomigliare, perché gli sia pari?” (Isaia 40:15,17,22,25).

 

Isaia poi parla al popolo di Dio, che è sbattuto e preoccupato per gli eventi del mondo. Consiglia: “Guarda in alto verso il cielo, alla sede gloriosa. Contempla i milioni di stelle. Il tuo Dio le ha create e le ha nominate una ad una. Non sei più prezioso di ciascuna di esse? Perciò, non temere”.

 

Dobbiamo sapere che in cielo c’è una mappa, un piano che il nostro Padre ha stabilito per il corso della storia. E lui lo conosce dal principio alla fine. Man mano che questo piano entra in azione, credo che dovremmo porci questa domanda: “Dov’è puntato l’occhio del Signore in tutto questo?”. L’occhio di Dio non è puntato sui minuscoli dittatori di questo mondo o sulle loro minacce.

 

La Scrittura ci assicura che le bombe di quegli uomini, i loro eserciti e le loro potenze per il Signore sono come un nulla. Lui se ne ride e li considera briciole di polvere, e presto li spazzerà tutti (vedi Isaia 40:23-24).


 

 

 
 
 

DAMMI TUTTI I TUOI DOMANIþ

Post n°231 pubblicato il 28 Ottobre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
Tag: home

Il Signore un giorno apparve ad Abrahamo e gli diede un comando incredibile: “Vattene dal tuo paese, dal tuo parentado e dalla casa di tuo padre, nel paese che io ti mostrerò” (Genesi 12:1).

Che cosa incredibile! Da un momento all’altro, Dio sceglie un uomo e gli dice: “Voglio che ti alzi e ten e vada, lasciandoti tutto alle spalle: la tua famiglia, i tuoi parenti e persino il tuo paese. Voglio mandarti da qualche parte, e ti dirò come arrivarci mentre sarai per strada”.

 

Come reagì Abrahamo a questa incredibile parola del Signore? “Per fede Abrahamo, quando fu chiamato, ubbidì per andarsene verso il luogo che doveva ricevere in eredità; e partì non sapendo dove andava” (Ebrei 11:8).

 

Cosa voleva fare Dio? Perché aveva cercato fra le nazioni un uomo, e poi lo aveva chiamato a dimenticare tutto e a partire per un viaggio senza cartina stradale, senza direttive chiare, senza una méta conosciuta? Pensate a ciò che Dio stava chiedendo ad Abrahamo. Non gli aveva mai mostrato come avrebbe potuto nutrire o sostenere la sua famiglia. Non gli aveva detto quanto lontano sarebbe dovuto andare né quando sarebbe arrivato. Gli disse solo due cose, in effetti: “Va’” e “Io ti mostrerò il cammino”.

 

In effetti, Dio aveva detto ad Abrahamo: “Da questo giorno in poi, voglio che tu mi dia tutti i tuoi domani. Dovrai vivere il resto della tua vita mettendo il tuo futuro nelle mie mani, un giorno alla volta. Ti chiedo di arrendere la tua vita alla promessa che sto per farti, Abrahamo. E se lo farai, io ti benedirò, ti guiderò e ti porterò in un posto che non hai mai immaginato”.

 

Il posto in cui Dio voleva condurre Abrahamo è il posto in cui vuole portare ogni membro del corpo di Cristo. Abrahamo è quello che gli studiosi della Bibbia definiscono un “modello”, qualcuno che costituisce l’esempio di come camminare davanti al Signore. L’esempio di Abrahamo ci mostra cosa è necessario a chi vuole cercare di piacere a Dio.

 

Non fraintendetemi, Abrahamo non era un giovane quando Dio lo chiamò a fare questo passo. Probabilmente aveva già dei programmi in mente per assicurarsi il futuro della sua famiglia, perciò dovette valutare da ogni lato la chiamata di Dio. Ma Abrahamo “credette all'Eterno, che glielo mise in conto di giustizia” (Genesi 15:6).

 

L’apostolo Paolo ci dice che tutti quelli che credono e confidano in Cristo sono figli di Abrahamo. E, come Abrahamo, anche noi siamo ritenuti giusti perché udiamo la stessa chiamata ad affidare tutti i nostri domani nelle mani del Signore.

 

 
 
 

“STABILIRE” LA NOSTRA FEDE‏

Post n°230 pubblicato il 21 Ottobre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
Tag: home

Sono convinta che la gente perde la speranza perché perde la fede. Hanno sentito molti sermoni, hanno letto molti libri, ma intorno a loro vedono esempi di fede naufragata. Cristiani che una volta mostravano la loro fede ora smettono di credere in Dio in mezzo alle difficoltà. Allora a chi rivolgersi per avere speranza? Lo Spirito mi ha parlato in maniera chiara: “Devi ancorare la tua fede. Scegli con tutto il cuore di fidarti di Dio in ogni cosa, in ogni momento”.

“Stabilire” la propria fede significa “stabilizzarla, renderla incrollabile, mettere radici, mettervi sotto delle colonne, porvi un fondamento”. La Scrittura dice che è in nostro potere farlo. Giacomo scrive: “Chi dubita è simile all'onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Non pensi infatti un tal uomo di ricevere qualcosa dal Signore” (Giacomo 1:6-7).

In questo brano, il Signore affida tutta la responsabilità al credente. Dio ci sta dicendo, in effetti: “Quando il mondo guarda al mio popolo in questi giorni di ansietà e tremore, deve poter vedere la fede. Mentre tutto trema, la fede deve rimanere solida e incrollabile. Perciò, credente, àncora la tua fede. Cristiano, prendi una posizione fissa. E non abbandonarla mai”. 

Sono convinta che il mondo non ha bisogno di altri sermoni sulla fede. Devono porter vedere un sermone illustrano: la vita di un uomo e/o di una donna che vive la propria fede davanti al mondo. Devono poter vedere servi di Dio che attraversano le loro stesse calamità e non ne vengono smossi. Soltanto allora i peccatori si troveranno di fronte alla potente testimonianza di una fede incrollabile.

Davide descrisse questa situazione quando parlò di “quelli che ti temono in presenza dei figli degli uomini” (vedi Salmo 31:19). Stava parlando di credenti la cui forte fiducia e le cui vite fedeli sono semi di speranza per quelli che vivono nelle tenebre.

Quando stabilisci la tua fede portando ogni peso e prova a Cristo, lasciando tutto ai suoi piedi e riposando nella fede, verrai messo duramente alla prova.

Una volta, mentre ero ancora nel processo di fondare la mia fede in maniera duratura, mentre avevo deposto ogni mio peso davanti al Signore, ricevetti una telefonata con una notizia che mi sconvolse. Per un momento, un’ondata di paura mi cadde addosso. Ma lo Spirito Santo mi sussurrò gentilmente: “Mantieni la tua posizione di fede. Non mollare. Io ho tutto sotto controllo. Rimani stabile”. Non dimenticherò mai la pace che mi invase in quel momento. Alla fine di quella giornata, il mio cuore era pieno di gioia mentre mi resi conto: “Mi sono fidato di te. Non ho vacillato. Grazie!”.

 

 
 
 

IL MIO PREFERITO IN ASSOLUTO

Post n°229 pubblicato il 19 Ottobre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
Tag: home

Di tutti i 150 Salmi, il Salmo 34 è in assoluto il mio preferito. Tutto il Salmo parla della fedeltà del Signore nel liberare i Suoi figli da grandi prove e crisi. Davide dichiara: “Io ho cercato l'Eterno, ed egli mi ha risposto e mi ha liberato da tutti i miei spaventi…L'Angelo dell'Eterno si accampa attorno a quelli che lo temono e li libera… I giusti gridano e l'Eterno li ascolta e li libera da tutte le loro sventure…Molte sono le afflizioni del giusto, ma l'Eterno lo libera da tutte” (Salmo 34:4, 7. 17, 19).

Nota l’affermazione di Davide in questo Salmo: “Io ho cercato l’Eterno…questo afflitto ha gridato…” (34:4, 6). Quando gridò Davide? Deve essere successo quando si finse pazzo a Gath, ma non avrà potuto pregare ad alta voce alla presenza dei filistei. Questo ci porta ad una grande verità riguardo la liberazione di Dio. A volte il grido più forte viene innalzato senza una voce udibile.

So cosa sia questo “grido interiore”. Molte delle più gridate preghiere della mia vita, quei gridi più profondi, che strappano il cuore, quelli più importanti, sono stati innalzati nel silenzio totale.

A volte sono stato talmente stordito dalla vita da non riuscire a parlare, sopraffatto da situazioni talmente più grandi di me da non riuscire a pensare lucidamente per pregare. Ci sono state occasioni in cui mi sono seduto da solo nel mio ufficio, talmente sconcertato da non essere in grado di dire nulla al Signore, ma allo stesso tempo, il mio cuore gridava: “Dio, aiutami! Non so come pregare in questo momento, allora ascolta il grido del mio cuore. Liberami da questa situazione”.

Ci sei mai passato? Hai mai pensato: “Non ho idea di cosa si tratti. Sono così sopraffatto dalle mie circostanze, così inondato dal dolore profondo, che non riesco a spiegarlo. Signore, non so nemmeno cosa dirti. Che sta succedendo?”

Credo che questo sia esattamente quello che passò Davide quando venne catturato dai filistei. Quando scrisse il Salmo 34, stava confessando: “Ero in una situazione talmente  schiacciante da dover recitare la parte del pazzo. Eppure, dentro mi sono chiesto: “Ma che mi sta succedendo? Com’è successo tutto questo? Signore, aiuto!”

Così sembra che Davide stesse dicendo: “Questo afflitto ha gridato da dentro di sé, senza sapere cosa o come pregare. E il Signore mi ha ascoltato e mi ha liberato”. Era un grido profondo dal cuore, e il Signore è fedele da udire ogni lamento, non importa quanto debole.

 
 
 

CRISTO REGNA!‏

Post n°228 pubblicato il 16 Ottobre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
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Spesso le gente ci scrive dicendo: “io non ho nessuno con cui parlare, nessuno con cui condividere il mio peso. Nessuno ha tempo per ascoltare il mio pianto. Io ho bisogno di qualcuno a cui poter aprire il mio cuore”.

Re Davide era circondato da tante persone: egli era sposato, aveva una famiglia estesa e aveva molti compagni al suo fianco. Eppure noi ascoltiamo lo stesso lamento anche da Davide: “a chi me ne andrò?”. È nella nostra natura desiderare un altro essere umano, con un viso, occhi e orecchie che ci ascoltino e che ci dia dei consigli.

Quando Giobbe divenne sopraffatto dalle sue prove, egli gridò con dolore: “Oh, avessi pure chi m'ascoltasse!” (Giobbe 31:35). Egli emise questo lamento mentre sedeva davanti ai suoi cosiddetti amici. Eppure quegli amici non avevano alcuna comprensione per i problemi di Giobbe. Al contrario, essi erano messaggeri di disperazione.

In questo dolore, Giobbe si rivolse solo al Signore: “Già fin d'ora, ecco, il mio Testimone è nel cielo, il mio Garante è nei luoghi altissimi. Gli amici mi deridono; ma a Dio si volgono piangenti gli occhi miei” (Giobbe 16: 19,20). Nei Salmi Davide esortava il popolo di Dio a fare lo stesso: “Confida in lui in ogni tempo, o popolo;apri il tuo cuore in sua presenza; Dio è il nostro rifugio” (Salmo 62:8).

Anche nel Salmo 142 Davide scrisse:

Io grido con la mia voce al Signore; con la mia voce supplico il Signore. Sfogo il mio pianto davanti a lui, espongo davanti a lui la mia tribolazione. Quando lo spirito mio è abbattuto in me,tu conosci il mio sentiero. Sulla via per la quale io cammino, essi hanno teso un laccio per me.  Guarda alla mia destra e vedi; non c'è nessuno che mi riconosca. Ogni rifugio mi è venuto a mancare; nessuno si prende cura dell'anima mia. Io grido a te, o Signore. Io dico: Tu sei il mio rifugio, la mia parte nella terra dei viventi” (142:1-5). 

Io credo nel mio cuore che questo messaggio sia un invito per te da parte dello Spirito Santo a trovare un luogo privato in cui tu possa frequentemente spandere la tua anima al Signore. Davide “sfogava il suo pianto”, e allo stesso modo puoi farlo tu. Puoi parlare a Gesù di ogni cosa – dei tuoi problemi, delle tue prove attuali, delle tue finanze, della tua salute – e raccontargli quanto ti senti oppresso e anche quanto tu ti senta scoraggiato. Egli ti ascolterà con amore e comprensione, e non disprezzerà il tuo pianto.

Dio rispose a Davide. Egli rispose a Giobbe. E per secoli Egli ha risposto al grido del cuore di ognuno che ha creduto nelle Sue promesse. Altrettanto, Egli ha promesso di ascoltare e guidare te. Infatti Egli ti ha promesso sotto giuramento di essere la tua forza. Vai a Lui, e ne uscirai rinnovato.

     

 

 
 
 

Segnala questo messaggioAVERE UN CUORE PERFETTO

Post n°227 pubblicato il 14 Ottobre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
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Sai che è possibile camminare davanti a Dio con un cuore perfetto? Se sei affamato di Gesù, starai forse già cercando, con sincero desiderio, di obbedire a questo comandamento del Signore.

Voglio incoraggiarti: ciò è possibile, altrimenti Dio non avrebbe dato una tale chiamata. Avere un cuore perfetto è stato un principio che è appartenuto alla vita di fede sin da quando Dio parlò per la prima volta ad Abrahamo: “Io sono il Dio onnipotente; cammina alla mia presenza, e sii integro” (Genesi 17:1).

Nell’Antico Testamento, vediamo che c’è dell’altro. Davide, ad esempio, determinò nel suo cuore di obbedire al comando di Dio di essere perfetto. Egli disse: “Avrò cura di condurre una vita integra. Quando verrai a me? Camminerò con cuore integro dentro la mia casa” (Salmo 101:2).

Per afferrare l’idea di perfezione, dobbiamo prima comprendere che perfezione non significa vivere un’esistenza immacolata, impeccabile. No, la perfezione agli occhi del Signore significa qualcosa di completamente diverso. Significa completezza, maturità.

I significati ebraici e greci di “perfezione” includono “integrità, che non abbia macchia né ruga, totalmente obbediente”. Significa portare a termine quanto si è cominciato, svolgere un compito completo. John Wesley definì questo concetto di perfezione “obbedienza costante”. Ossia, un cuore perfetto è un cuore ricettivo, che risponde prontamente e totalmente ad ogni richiesta del Signore, ad ogni Suo sospiro o esortazione. Un tale cuore esclama in ogni momento: “Parla, Signore, poiché il tuo servo ascolta. Mostrami il sentiero, ed io camminerò in esso”.

Il cuore perfetto grida con Davide: “Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore; provami e conosci i miei pensieri; e vedi se vi è in me alcuna via iniqua” (Salmo 139:23-24).

Dio investiga veramente i nostri cuori; Egli disse lo stesso a Geremia: “Io l’Eterno, investigo il cuore” (Geremia 17:10). Il significato ebraico di questa espressione è: “Io penetro, esamino in profondità”.

Il cuore perfetto vuole che lo Spirito Santo venga ed investighi l’uomo interiore, per risplendere in ogni parte nascosta, per investigare, portare alla luce e sradicare tutto ciò che non somiglia a Cristo. Coloro che nascondono un peccato nascosto non vogliono essere convinti, investigati né provati.

Il cuore perfetto anela a qualcosa di più della sicurezza o di una copertura per il peccato. Esso cerca di stare sempre alla presenza di Dio, di dimorare nella comunione. Comunione significa parlare col Signore, condividere una dolce comunione con Lui, cercare la Sua faccia e conoscere la Sua presenza.

Le investigazioni di Dio nel nostro cuore non sono vendicative, ma redentive. Il suo scopo non è quello di coglierci in fallo o di condannarci, ma piuttosto di prepararci ad entrare alla Sua santa presenza come vasi puri, puliti. “Chi salirà al monte dell'Eterno? Chi starà nel suo santo luogo?  L'uomo innocente di mani e puro di cuore, che non eleva l'animo a vanità e non giura con frode. Egli riceverà benedizioni dall'Eterno e giustizia dal DIO della sua salvezza” (Salmo 24:3-5).     


 
 
 

PARLA CON DIO.........AMERAI IL TUO PROSSIMO

Post n°226 pubblicato il 11 Ottobre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
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Voglio ringraziare il Signore per tutto quello che sta facendo nella mia famiglia.

Og
nuno di noi, prima è cristiano nella sua casa per poter essere cristiano nella sua chiesa, perché in I Timoteo 3 è scritto che si deve tenere con cura la propria famiglia e solo dopo si può servire Dio.

Quindi è chiaro che prima dobbiamo saper curare casa nostra se vogliamo curare la casa di Dio.

La Bibbia dice che, Gesù è venuto sulla terra per dare, infatti è stato l’unico che non ha mai preso nulla.

Dio infatti ci ha amato tanto da aver dato il Suo figliuolo per noi.

Se Lo teniamo al 1° posto, Lui non prenderà nulla di noi, né beni, né ricchezze, né vita, anzi ci darà ogni cosa, mentre se mettiamo UN altro al SUO posto, sicuramente prenderà il nostro impegno, le passioni, il nostro pensiero e chi gestirà tutte queste cose? Dio o l’altro? Certamente l’altro e sicuramente si diventa schiavo.

Quindi, solo se abbiamo Gesù siamo veramente liberi.

“Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Il mio prossimo lo posso amare bene, solo quando amo bene me stesso, perché così come amo me stesso devo amare il mio prossimo e se non curo me stesso, figurati se posso curare gli altri !
Devi dunque amarti bene e per poterlo fare, il centro del tuo cuore deve essere libero, perché solo così comprendi che tu puoi amare.

Lo spirito del presente secolo ha messo nel cuore degli uomini un falso concetto religioso, dicendo che tu non devi amarti, ti devi annullare, ma devi amare il tuo prossimo !

Quando PRONUNCIAMO la Parola, essa viene scritta nel nostro cuore !

La preghiera, difatti, è sempre pronunciata, non ci sono preghiere della mente, infatti ha detto nostro Signore Gesù che quando preghiamo dobbiamo “DIRE”, perché quando parliamo scriviamo nello spirito.

Gesù sempre scrive nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo con la Parola e le persone che hanno creduto e gli hanno permesso di scriverla hanno trovato la Parola della vita eterna.
Molti sono muti spirituali, non leggono la Bibbia, non parlano della parola di Dio, e non pregano a voce alta, cioè sono muti alle cose di Dio.

Ve ne sono poi, alcuni che sono così santi che pregano il Signore nella mente.

Gesù dice: “Andate e guarite i muti, date la vista ai ciechi, quelli che non vedono le cose di Dio”

Se tu credi, la parola che pronunci diventa così potente che arriva a distruggere il male !

Quindi, il credere col cuore ci fa ottenere giustizia e la confessione della bocca ci fa ottenere salvezza. Ovunque sei lodalo, non ti vergognare, anche quando sei in comunità, sentiti libero di amare il Signore gridandoGLI le lodi al SUO nome, difatti la Scrittura dice che chiunque crede in Lui non sarà svergognato !

PARLA a DIO, invocalo, confessaGLI tutto di te, inizia tu a farlo.

“Ogni cosa che respiri lodi l’Eterno”. Fermiamoci un attimo a considerare questa frase.

Si respira bene la vita, quando si loda il Signore.
Ho vita perché credo, perché ho fede, perché non faccio male al prossimo,
non mi prendo ciò che appartiene agli altri.

Quand’è che una persona respira dello Spirito di Dio ?

La Bibbia dice,che lo Spirito di Dio si respira, infatti Isaia 11 dice :
“Egli respirerà il timore di Dio come un profumo”.

Sapete, la nostra anima o respira lo Spirito Santo, OPPURE respira i veleni mortali della bestemmia e di tutto ciò che appartiene allo Spirito del mondo.

Vuoi stare bene?

Vai in montagna e respiri aria ossigenata ; vai in Chiesa e Glorifica Gesù Cristo.

Tu respiri solo perché vivi ?

Chi vive respirando "nutrendosi" dalla Parola di DIO "CON GESU' nel cuore" è il giusto, e vive per la fede, e il frutto della fede è la lode al suo nome.

Dunque lo Spirito Santo è dentro di te, ti riempie di fede, e momento dopo momento ti aiuta ad essere sempre più giusto agli occhi di DIO.

RICORDIAMOCI di Gerico!
Mura che non si potevano assolutamente superare, e il Signore disse ad Israele, a "Giosuè" : “circonda la città, vai intorno per sette giorni, gira intorno e l’ultimo giorno grida a Dio”. Loro così fecero, nel momento in cui gridarono, le mura della città si sbriciolarono, crollarono, caddero, solo un pezzo di muro rimase fermo, era il muro di una meretrice che aveva aiutato due osservatori inviati da Giosuè per vedere cosa avveniva nella città, lei credette in Dio e preservò la vita di questi due e di tutta la sua famiglia.

Ecco come il Signore distrusse Gerico, con la lode, e tu come vincerai ?

Con la lode a Gesù Cristo !

Quelli del mondo, del resto, bestemmiano così male, e noi possiamo lodare bene.

Cambiamo le coordinate, loro bestemmiano gridando, noi lodiamo gridando !

E per non essere allora schiavo, ROMPI le mura di Gerico,
rompi tutte le barriere spirituali dicendo Gloria a Gesù Cristo.

Funziona, ha sempre funzionato e continuerà a funzionare anche con te.

PARLA CON DIO e continua a respirare vivendo in LUI, per LUI e con LUI.
                   
                            Luigi Capuozzo
                              
OTTIMA RIFFLESSIONE FRATELLO KE DIO BENEDICA SEMPRE TE E LA TUA FAMIGLIA

 
 
 

l'esempio verso i figli adolescenti

Post n°225 pubblicato il 09 Ottobre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
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"I figli del giusto,

che cammina nella sua integrità,

saranno beati dopo di lui."

Proverbi 20:7

 

L'eredità da lasciare ai propri figli

Preoccuparci riguardo alla nostra famiglia può essere naturale, ma faremmo meglio a prendercicura del nostro carattere.

Se camminiamo sulle orme del Signore nell'integrità, faremo molto di più per i

nostri figli che se accumuliamo per loro

una fortuna in beni terreni. La santità

della vita di un padre è la migliore eredità

 per i suoi figli.

 

 Il "giusto" lascia ai suoi figli il suo esempio, che sarà la più ricca sorgente di un benessere vero. Quanti figli attribuiscono il successo della loro vita all'esempio ricevuto dai loro genitori!

 Il "giusto" lascia anche la sua reputazione. Gli uomini hanno di noi un'opinione decisamente migliore se siamo figli di un uomo su cui si poteva contare, o se siamo i successori di un uomo dall'eccellente reputazione. Oh, se tutti i ragazzi fossero preoccupati di conservare intatto il nome della loro famiglia! E sopra ogni cosa, il "giusto" lascia le sue preghiere e la benedizione di Dio che le esaudisce. Questo farà sì che la sua posterità sarà favorita tra i figli degli uomini. Dio salverà i nostri figli anche dopo la nostra morte. Oh, come vorrei che lo fossero fin da ora!

 

La nostra integrità può essere il mezzo per salvare i nostri figli e le nostre figlie.

Se vedono nelle nostre vite la realtà della nostra fede, saranno condotti a credere in Gesù per loro stessi.

 

"Signore, compi la Tua promessa per la mia casa!"

 
 
 

IMPARARE A PERDONNARE NOI STESSI

Post n°224 pubblicato il 06 Ottobre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
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Per me questa è la parte più difficile del perdono. Come cristiani, siamo pronti ad offrire al mondo la grazia del nostro Signore, ma spesso la spargiamo scarsamente su noi stessi.

Considera il Re Davide, il quale commise adulterio e poi uccise il marito della donna per coprire le sue colpe. Quando il suo peccato venne alla luce, Davide si pentì, e il Signore inviò il profeta Nathan a dirgli, “Il tuo peccato è stato perdonato”. Eppure, sebbene Davide sapesse di essere stato perdonato, aveva perso la sua gioia. Egli pregò, “Fammi sentire gioia e allegrezza, fa' che le ossa che hai spezzato festeggino…Rendimi la gioia della tua salvezza, e sostienimi con uno spirito volenteroso” (Salmo 51:8, 12).

Perché Davide era così disturbato? Quest’uomo era stato giustificato davanti al Signore, ed aveva pace mediante la promessa di perdono di Dio. Tuttavia, è possibile che i nostri peccati siano cancellati dal Libro di Dio ma non dalle nostre coscienze. Davide scrisse questo Salmo perché voleva che la sua coscienza la smettesse di condannarlo per i suoi peccati. Davide non riusciva a perdonarsi. Ora, Egli stava convivendo con il castigo dell’aggrapparsi alla mancanza di perdono – una mancanza di perdono verso sé stesso – e questa era la perdita della gioia. La gioia del Signore ci giunge come il frutto dell’accettazione del Suo perdono.

Sono rimasto grandemente toccato dalla biografia di Hudson Taylor. Taylor fu uno dei missionari più efficaci della storia, un uomo pio di preghiera che fondò chiese in tutta la zona interna della Cina. Eppure Egli ministrò per anni senza gioia. Era abbattuto a causa delle sue lotte, angosciandosi per desideri segreti e pensieri di incredulità.

Nel 1869, Taylor sperimentò un cambiamento rivoluzionario. Vide che Cristo aveva tutto ciò di cui aveva bisogno, ma nessuna delle sue lacrime, nessun ravvedimento potevano rilasciare in lui quelle benedizioni. Taylor riconobbe che c’era solo una via alla pienezza di Cristo: mediante la fede. Ogni promessa che Dio aveva fatto all’uomo richiedeva fede. Così, Taylor decise di stimolare la sua fede, ma anche quello sforzo risultò vano. Infine, nell’ora più scura, lo Spirito Santo gli diede una rivelazione: la fede non viene dallo sforzarsi, ma dal riposare sulle promesse di Dio. Questo è il segreto per accedere a tutte le benedizioni di Cristo.

Taylor perdonò sé stesso per i peccati che Cristo aveva detto essere già stati gettati nel mare. E poiché riposò sulle promesse di Dio, riuscì a divenire un servo gioioso, gettando del continuo ogni sua sollecitudine sul Signore.

 
 
 

IL BACIO DEL PADRE

Post n°223 pubblicato il 05 Ottobre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
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Una grande benedizione diviene nostra quando veniamo fatti sedere nei luoghi celesti. In cosa consiste questa benedizione? È il privilegio dell’essere accettati: “Egli ci ha resi graditi a Sè, in colui che è l'amato [Cristo]” (Efesini 1:6). La parola greca per “graditi” significa altamente favoriti. Si differenzia dalla traduzione italiana, che potrebbe essere interpretata come “ricevuto in quanto adeguato” poichè indica qualcosa che può essere sopportato, suggerendo un’attitudine del tipo, “posso conviverci”.  Ma non è il caso dell’uso che ne fa l’apostolo Paolo. Il suo uso dell’aggettivo “graditi” si traduce con “Dio ci ha altamente favoriti. Siamo molto speciali per Lui perché siamo al nostro posto in Cristo”.

Poiché Dio accettò il sacrificio di Cristo, ora Egli vede un solo uomo: Cristo, e coloro che sono a Lui legati per la fede. La nostra carne è morta agli occhi di Dio. In che modo? Gesù ha tolto di mezzo la nostra vecchia natura alla croce. Quindi ora, quando Dio ci guarda, Egli vede solo Cristo. In cambio, noi dobbiamo imparare a vedere noi stessi come Dio ci vede. Ciò significa non concentrarci unicamente sui nostri peccati e le nostre debolezze, ma sulla vittoria che Cristo ha ottenuto per noi alla croce.

La parabola del figliol prodigo fornisce un’illustrazione potente dell’essere accettati, il che avviene quando ci viene offerta una posizione celeste in Cristo. Conosci la storia: un giovane prese la propria eredità dal padre e la sperperò in una vita peccaminosa. Poi, una volta giunto alla bancarotta totale, moralmente, emotivamente e fisicamente, il figlio pensò a suo padre. Era sicuro di aver perso ogni favore presso di lui, e temeva che suo padre fosse pieno d’ira e di odio nei suoi confronti.

La Scrittura ci dice che questo giovane spezzato era pieno di dolore per il proprio peccato e gridò: “Non sono degno. Ho peccato contro il cielo”. Questa frase rappresenta coloro che giungono a ravvedimento mediante una santa contrizione.

Il prodigo si disse: “Mi leverò e andrò da mio padre” (Luca 15:18). Stava esercitando la propria benedizione di accesso. Ti è chiaro il concetto? Il prodigo si era convertito dai suoi peccati, si era lasciato il mondo alle spalle ed era entrato per quella porta aperta che suo padre gli aveva promesso. Stava camminando nel pentimento e si stava appropriando dell’accesso.

Dunque, cosa accadde al figliol prodigo? “Mentre era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò” (Luca 15:20). Che scena meravigliosa. Il figlio peccatore fu perdonato, abbracciato ed amato da suo padre, senza alcuna ira o condanna o cose simili. Quando ricevette il bacio del padre, seppe di essere accettato.

 
 
 

SCELTO PER PORTARE FRUTTO‏

Post n°222 pubblicato il 01 Ottobre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
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“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e

portiate frutto” (Giovanni 15:6).

 

Molti cristiani sinceri pensano che portare frutto significhi semplicemente portare

anime a Cristo. Ma portare frutto significa molto più che vincere delle anime.

 

Il frutto di cui Gesù sta parlando è una somiglianza a Cristo. Per dirla in breve,

 portare frutto significa riflettere la somiglianza con Gesù. E la frase “molto frutto”

significa “una somiglianza sempre maggiore a Cristo”.

 

Crescere sempre più simili a Gesù dovrebbe essere lo scopo primario della

 nostra vita. Dovrebbe essere la parte centrale di tutte le nostre attività, del nostro

stile di vita, dei nostri rapporti. Infatti tutti i nostri doni e la nostra chiamata –

la nostra opera, il nostro ministero e la nostra testimonianza – dovrebbero nascere da quest’unico scopo.

 

Se non sono come Cristo – se non divento sempre più simile a lui – ho mancato

 lo scopo di Dio nella mia vita.

 

Vedete, lo scopo di Dio per me non può essere soddisfatto da quanto faccio per Cristo.

Non si può misurare con i miei successi, anche se dovessi guarire i malati e scacciare i demoni. No, lo scopo di Dio si realizza in me soltanto quando divento come lui. La somiglianza a Cristo non dipende da quello che faccio per il Signore, ma come vengo trasformato a sua immagine.

Entrate in una libreria cristiana e leggete i titoli sugli scaffali. Per la maggior parte

 si tratta di manuali su come vincere la solitudine, su come sopravvivere alla depressione,

su come trovare successo. Perché tutto questo? Perché abbiamo sbagliato tutto.

Non siamo stati chiamati ad avere successo, ad essere privi di ogni problema,

ad essere speciali, a “farcela”. No, stiamo perdendo la vera chiamata, il vero obiettivo,

 la cosa fondamentale per le nostre vite, cioè diventare fruttiferi a somiglianza di Cristo.

 

Gesù era totalmente arreso al Padre e questo era tutto per lui. Lui poteva affermare:

“Io non faccio e non dico niente se non quello che il Padre mi dice di fare e dire”.

 

Allora, vuoi portare “molto frutto” diventando sempre più simile a Cristo? Iniziamo ad adempiere lo scopo della nostra vita soltanto quando iniziamo ad amare gli altri come

Cristo ha amato noi. E noi cresciamo a somiglianza di Cristo man mano che cresce

 il nostro amore per gli altri.

 

“Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi; dimorate nel mio amore”

(Giovanni 15:9). Il suo comandamento è chiaro e semplice: “Va’ e ama gli altri.

Dai agli altri l’amore incondizionato che ti ho mostrato”. Diventiamo sempre più simili

a Cristo man mano che il nostro amore per gli altri cresce. Per dirla in parole povere,

portare frutto dipende da come trattiamo gli altri.

 

 
 
 

CARI FRATELLI

Post n°221 pubblicato il 28 Settembre 2009 da eliseba_lysdesaron
 

 

ALL'attenzione a tutti i miei fratelli e sorelle, l'amico di (s), collaboratori,

sostenitori ... 
Ciao a tutti, prediletto del Signore 
Questa lettera vuole poco a che già un buono

anno scolastico per tutti i tuoi figli,

 Nipoti e da questo messaggio, si comunica un sacco di sole, in Camerun,
e una parte del mio cuore a pensare che

ognuno di voi. 
Auguro a tutti in buona salute fisica, morale
 e spirituale e la preghiera
è che il nostro Signore di tenere tutti nelle
sue mani preziose. 
Ringrazio i lettori fedeli che ogni giorno

leggere il messaggio che esprimo attraverso

il mio sito: Il Signore è il mio pastore.  
Un nuovo sito web "Lysdesaron Orphanage" è pronta ad aprire al più presto il mio amico
e rappresentante della Fondazione Lysdesaron, Rosia, autore del sito: 
Per tutto ciò che si è Gesù http://rosia.over-blog.com/  
L'aura è stata completata, perché essa è responsabile per svolgere un lavoro delicato
  e design prezioso.

 La buona notizia è che la nostra sorella

 Isabelle, missionario francese e
in Camerun ha ceduto alla Fondazione Internazionale Lysdesaron,
la sua casa per offrire al Signore, al fine di aprire
Il Lysdesaron Orphanage a Akonolinga.
 
Sotto una foto di The Orphanage, e l'interno

è da ristrutturare.

 

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Lysdesaron La Fondazione ha già istituito un responsabile di manutenzione, a tempo pieno
che ha la custodia ed è anche coinvolto nel ripristino dei locali.
Una volta che i locali sono pronti, accogliamo i nostri cherubini, 0 a 6 anni 
in collaborazione con il Commissario per gli

affari sociali della città.
Noi crediamo in un primo passo 10 o 12 bambini,
e la mia gioia è grande di diventare madre a quei cuoricini 
 che non hanno né padre né madre.
Una madre è già pronto a venire a prendersi cura di lei angioletti nella vita quotidiana
  ma voglio un'altra madre che sarebbe

d'accordo a passare la notte con i bambini di guardare e da quando c'è bisogno. 

 Rivolgo pertanto un appello a tutti i missionari

in Francia o altrove 
di impegnarsi in questa opera umanitaria. Qualcuno che è disposto a venire in Africa per aiutare noi, ma soprattutto dintorni 
Questi cuoricini che aspettano solo di essere amato.
Se lo avete sul mio cuore, pregare e rispondere alla chiamata di
Dio!
Per ulteriori informazioni, si prega di scrivere all'indirizzo della Fondazione: 
fondationlysdesaron@yahoo.fr

 

 
 
 

CHI SIAMO IN CRISTO?

Post n°220 pubblicato il 23 Settembre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
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Combatti il buon combattimento della fede.
Le armi della nostra battaglia non sono carnali, ma potenti nel cospetto di Dio a distruggere le fortezze;
poiche' distruggiamo i ragionamenti e ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio e facciamo prigione ogni pensiero traendolo all'ubbidienza di Cristo.
Fratelli, noi siam debitori non alla carne per vivere secondo la carne, perche' se vivrete secondo la carne, voi morrete,ma se mediante lo Spirito mortificate gli atti del corpo , voi vivrete.
La carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra loro.
Noi siamo piu' che vincitori in virtu' di colui che ci ha amato.
Se Dio e' per noi chi sara' contro di noi?

  • Io sono il sale della terra (Matteo 5:13)
  • Io sono la luce del mondo (Matteo 5:14)
  • Io sono un figlio di Dio, un membro della Sua famiglia (Giovanni 1:12)
  • Io sono un tralcio della vera vite, un canale della vita di Cristo (Giovanni 15:15)
  • Io sono un amico di Cristo (Giovanni 15:16)
  • Io sono unito a Cristo (Romani 5:5)
  • Io sono un servo di Dio (Romani 6:22)
  • Io sono un erede di Dio e un coerede di Cristo (Romani 8:17)
  • Io sono il tempio di Dio; lo Spirito Santo dimora in me (1 Corinzi 3:16; 6:19)
  • Io sono una nuova persona in Cristo (2 Corinzi 5:17)
  • Io sono un santo (Efesini 1:1)
  • Io sono giusto in Cristo (Efesini 4:24)
  • Io sono nascosto con Cristo in Dio (Colossesi 3:3)
  • Io sono un cittadino dei cieli e seduto ora nei cieli con Cristo (Filippesi 3:20; Efesini 2:6)
  • Io sono scelto da Dio, santo ed amato (Colossesi 3:12; 1 Tessalonicesi 1:4)
  • Io sono un figlio della luce e non delle tenebre (1 Tessalonicesi 5:5)
  • Io sono straniero e pellegrino in questo mondo temporaneo in cui vivo (1 Pietro 2:11)
  • Io sono un nemico del diavolo (1 Pietro 5:8)
  • Io sono un figlio di Dio e sarò simile a Gesù quando Egli ritornerà (1 Giovanni 3:1, 2)
  • Io sono nato da Dio e il maligno (il diavolo) non mi può toccare (1 Giovanni 5:18)

     

 

 
 
 

Risultati e trasformazioni di persone che hanno Incontrato Gesù.

Post n°219 pubblicato il 16 Settembre 2009 da eliseba_lysdesaron
 

Mi chiamo Pino e sono nato a Catanzaro 43 anni fa in una semplice famiglia di operai. Mio padre cercava di darmi il meglio sin da quando ero piccolo. Crescevo con un carattere sensibile, soffrivo se qualcuno m'ingiuriava e tendevo a chiudermi in me stesso e a volte arrivavo a litigare.

Quando avevo 18 anni un missionario olandese venne a predicare il Vangelo nel mio paese. Una sera mi domandò se volevo

 accettare Gesù come mio personale salvatore. Io pensavo: sono ancora giovane e mi devo divertire, quando avrò 22 o 23 anni allora lo accetterò. Lui vide la mia indecisione e mi disse che mi voleva aiutare. Voleva pregare per me, e lo fece. Ma io continuai per la mia strada. In quel tempo andavo alla scuola professionale ad all' età di 20 anni incominciai a lavorare all'Enel. Guadagnavo un pò di soldi così comprai una macchina e con quella andavo in giro alla ricerca di prostitute. Poi partii per fare il servizio militare ed ero orgoglioso di far parte del battaglione San Marco. Proprio in quel periodo mi fidanzai con una ragazza, ma dentro di me c’era sempre insoddisfazione. Ritornato dal militare ho ripreso a fare la stessa vita di prima: lavoro e vizio.

Arrivai alI'età di 23 anni e mi sentivo sempre più abbattuto, ma Dio bussò alla porta del mio cuore e mi disse se volevo o no dare a Lui la mia vita. Quella sera realizzai che mi stavo distruggendo. Se la mia esistenza non giungeva a nulla ed era senza concretezza, non era certo colpa di Dio! Così giunsi ad una conclusione: a che giova se ho tanti piaceri, divertimenti, se poi un giorno perderò la mia anima? Tornai da quel Pastore olandese con la fiducia che lui mi avrebbe aiutato. E così è stato. Ho iniziato ad incamminarmi nelle vie di Dio. Quasi subito ricevetti lo Spirito Santo e quindi mi battezzai in acqua. Allora incominciai a testimoniare di Gesù ai miei colleghi di lavoro e quando loro m'ingiuriavano io chiedevo la forza al Signore per amarli di più, così uno di loro disse un giorno: "Non se la prende più, è diventato di ferro".

In seguito cominciarono a rispettarmi anche se a volte con un pò di sarcasmo. Comunque ogni volta che dovevamo mangiare aspettavano che io pregassi. Gloria a Dio! Lui cambia le cose. Comunque volevo essere ubbidiente e sensibile alla guida dello Spirito Santo, vivendo nel timore e nell'ubbidienza di Dio e per non cadere più nei vecchi peccati, nel tempo libero, andavo ad evangelizzare negli ospedali, alle fermate dei pulman e fuori dai supermercati.

Un giorno decisi di andare a visitare la tenda missionaria di "Cristo è la Risposta" (da diversi anni passavo le ferie con loro ed ogni volta che lasciavo i fratelli un pezzettino del mio cuore rimaneva lì, con loro), era il settimo anno dopo la mia conversione, il giorno dopo il mio 30° compleanno. In quel giorno ho preso la decisione di unirmi alla missione "Cristo è la Risposta". Ricordo che mio padre e la mia famiglia erano contrari alla mia decisione, ma quando videro la mia fermezza non si opposero oltre.

Sono passati ormai 13 anni e Dio si è preso sempre cura di me, provvedendo ad ogni mio bisogno; niente di ciò che mi era necessario mi è mai mancato. In questi anni invece di portare la luce elettrica (ero elettricista), ho portato la luce della vita. Non mi sono pentito della mia scelta, perché alla fine ciò che rimane ed ha valore è quello che ho fatto con umiltà e fede, per l'avanzamento del regno di Dio.

 
 
 

AMARE GLI ALTRI‏

Post n°218 pubblicato il 12 Settembre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
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Essere simili a Cristo significa riconoscere Gesù negli altri. Nei miei viaggi ho incontrato molti uomini e molte donne preziosi che so essere arresi totalmente al Signore. Nel momento in cui li ho incontrati, il mio cuore ha fatto un balzo. Anche se non ci eravamo mai incontrati prima, lo Spirito Santo ha testimoniato in me che erano pieni di Cristo.

 

Posso ancora vedere alcuni dei loro volti: pastori, vescovi, evangelisti che predicano nelle strade più povere. E nel momento in cui li ho incontrati, mi sono reso conto – pur senza dire una parola: “Quest’uomo è stato con Gesù. Questa donna è soddisfatta in Cristo”. Salutandoli, dico sempre l’unica cosa che vorrei che gli altri dicessero di me: “Fratello, sorella, vedo Gesù in te”.

 

La somiglianza a Cristo ha a che fare con il modo in cui tratto quelli al di fuori della mia famiglia, amando gli altri come lui ama noi. Significa anche amare i nostri nemici – quelli che ci odiano, che parlano male di noi, che non sono in grado di amarci. E dobbiamo farlo senza aspettarci niente in cambio. Amare in questo modo è impossibile, in termini umani. Non ci sono manuali, principi o intelligenza umana che possano mostrarci come amare i nostri nemici come Cristo ha amato noi. Ma ci è stato comandato di farlo. E dobbiamo farlo con uno scopo sempre maggiore.

 

Come lo facciamo? Come riesco ad amare il musulmano che mi ha sputato in faccia vicino alla nostra chiesa? Come faccio ad amare quelli che dai siti internet mi chiamano un falso profeta? Come amo gli omosessuali che sfilano lungo la Quinta Strada portando manifesti che dichiarano: “Gesù era gay”? Come faccio ad amarli veramente in Cristo? Non so neanche amare gli altri cristiani con le mie capacità.

Deve essere l’opera dello Spirito Santo. Gesù pregò il Padre: “Che l'amore, del quale tu mi hai amato, sia in loro e io in loro” (Giovanni 17:26). Cristo chiese al Padre di mettere il suo amore in noi. E promette che lo Spirito Santo ci mostrerà come vivere quell’amore.

 

Lo Spirito Santo ci mostrerà con fedeltà tutti i modi con cui Cristo ha amato gli altri e ce li mostrerà (Giovanni 16:15). Infatti, lo Spirito si compiace nel mostrarci sempre più di Gesù. È il motivo per cui dimora nei nostri templi di carne: insegnarci Cristo. “Ma voi lo conoscete, perché dimora con voi e sarà in voi” (Giovanni 14:17).

 


 
 
 

EFFONDILO‏

Post n°217 pubblicato il 08 Settembre 2009 da eliseba_lysdesaron
 
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Questo breve messaggio è per quelli che hanno bisogno di una risposta alle loro preghiere, per quelli che hanno bisogno di aiuto in un momento di pericolo, che sono pronti e disposti a muovere il cuore di Dio secondo la sua Parola.

 

Prima di tutto, afferra questa promessa contenuta nel Salmo 46:1: "Dio è il nostro rifugio e una forza, un aiuto sempre presente nelle difficoltà". La frase sempre presente significa "sempre disponibile, immediato". La fede deve riposare nella certezza che lo Spirito di Dio abita in te in ogni ora del giorno e della notte, continuamente. E perché abita in te, ascolta ogni tuo grido e pensiero che gli rivolgi in preghiera. Sappiamo che se ci ascolta, risponde anche alle nostre richieste. Lo Spirito Santo smuoverà terra e cielo per ogni figlio di Dio che prende tempo per aprire il suo cuore trascorrendo del tempo nella quiete e nel riposo della presenza del Padre.

 

Secondo, leggi e credi nel Salmo 62:5-7. Questa è la preghiera di Davide che toccò il cuore di Dio. Davide disse: "Attendi soltanto Dio. Non aspettarti l'aiuto da qualche altra fonte. Soltanto lui può essere la tua fonte, la tua unica speranza e difesa. Soltanto lui può darti la forza di continuare ad andare avanti finché non arriverà la tua risposta".

 

Quando diventerai completamente dipendente soltanto dal Signore - quando smetterai di cercare l'aiuto umano e ti fiderai di Dio per il soprannaturale - niente potrà più scuoterti. Niente potrà più farti cadere

nella fossa della disperazione. Davide dichiarava: "Io non sarò smosso" (Salmo 62:6).

 

Ma c'è un altro segreto, il segreto di una preghiera di successo che ogni santo ha imparato nella storia - EFFONDERE IL PROPRIO CUORE DAVANTI AL SIGNORE. "Confida in lui continuamente, o popolo, effondi il tuo cuore davanti a lui: DIO è il nostro rifugio" (Salmo 62:8). Dio ascolterà e ti risponderò quando vedrà che sei disposto a mettere tutti da parte, gridando dal profondo del tuo cuore, effondendo il tuo cuore davanti a lui e confidando nella sua risposta.

 

 
 
 
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Ti amo non con il cuore, ma con l'anima,

 perchè un giorno il cuore smetterà

 di battere,

 invece l'anima vivrà in eterno.

dedicato al mio padre celeste

Eliseba.

 

 

0050.jpg image by recado