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La nascita
Post n°90 pubblicato il 25 Gennaio 2009 da trentaadaprile_M
Pur essendo la mia attività quasi esclusivamente legata all’aspetto ginecologico, non mi sembra giusto ignorare anche l’aspetto ostetrico della professione. E ostetricia altro non è che l’osservazione dei fenomeni che portano dal concepimento alla nascita. Quando nasce un bambino, fondamentalmente è la nascita di un (s)oggetto d’amore. E’ la nascita stessa di un amore. Accade che la mamma, ma anche il padre, durante la gestazione iniziano a fantasticare sul bambino. Addirittura viene fatta una progettualità così estesa che neanche si è certi della notizia della gravidanza che già la coppia inizia a mettere da parte i soldi per l’università del figlio. La gravidanza per fortuna, dura nove mesi, 40 settimane per noi ostetrici, e dico per fortuna perché si ha il tempo di ritornare ad una dimensione più immediata. Così la coppia che all’inizio investe i soldi per l’università, si rende conto di dover spendere gli stessi soldi in pannolini. La prima cosa che accade al genitore quando nasce un bambino, è la relazione stessa con il bambino. Questa relazione consiste fondamentalmente in uno sguardo ed un sorriso che il genitore innamorato rivolge al proprio figlio. Chi è genitore ben saprà di quanto tempo ha dedicato a guardare il proprio figlio e come abbia iniziato a sorridere nel momento stesso in cui quello sguardo è ricambiato. Ecco che la nascita può essere sintetizzata in questi tre fenomeni principali: fantasticare, sguardo e sorriso. Molto spesso ci chiediamo come si fa a far nascere l’amore. La natura ci offre un esempio così evidente che non possiamo evitare di confrontarci con esso. A tutti noi ci è capitato di fantasticare sul nostro rapporto di coppia, anche se la coppia ancora non è nata. Quante cose potremmo fare insieme all’altro che invece da soli non riusciamo a fare. Come sarà l’altro? Che dirà? E come lo dirà? Che farà e come lo farà? Se pensiamo a come sono nate alcune delle nostre storie d’amore, non possiamo fare a meno di notare che esse sono nate con uno sguardo. Questo sguardo che ci accoglie nel momento della nostra nascita è lo stesso sguardo che ritroviamo nella persona di cui ci innamoriamo. Di nuovo costretti a subire quel primitivo sguardo con cui è iniziata la nostra vita. Ed è forse proprio così che nasce l’amore. Quello sguardo che ci riporta alla prima relazione della nostra stessa vita. Io mi ricordo bene appena nato, quello sguardo di mia madre. Io piangevo e lei mi guardava. Rileggo i suoi pensieri in quel momento. Mi guardava semplicemente come se fossi la cosa più ignota del mondo….semplicemente un bambino!!!
Nessuno potrà mai innamorarsi se è chiuso a questa primitiva relazione. Se non si usa la fantasia, non si usa lo sguardo e non si usa il sorriso difficilmente nascerà niente. La nascita di un bambino è un fenomeno reale. Anche l’amore è reale. Ma implica il farsi guardare e il guardare, il sorridere e accettare un sorriso. Molti si limitano al fantasticare…un eterna gravidanza da cui non nascerà mai niente.
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MSN INDICATOR
Quando ci sono?
Boh?
dovrebbe funzionare l'indicatore!!!!! ![]()
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NESSUN POSTO
nessun posto è come un ospedale...
esso è denso in ogni frammento....
un corridoio non è un semplice corridoio
quante volte li ho visti attraversare da occhi umidi
a cui era stata tolta la speranza
e le sedie
ti siedi su di esse e il legno ti trasmette
l'emozione di centinaia di persone che
sedute lì
aspettavano un responso
o appoggiato ad un muro
distrattamente leggi: dai marco ce la puoi fare
e se tocchi quella scritta ne senti tutta la forza.
nessun posto e come l'ospedale
anche prendendo un semplice caffè
al bar
solo alzando lo sguardo
vedi quanti pensieri vengono girati dentri un caffè
e le notti passate a scrivere una tesi, o un articolo
oppure a preparare una relazione
le discussioni solo mimate per non svegliare i pazienti
vengono ascoltate da attente luci
e le notti, quando sei di guardia
passando davanti ad una finestra
l'emozione della storia della sofferenza di una mamma
ti fanno alzare gli occhi al cielo
per una preghiera
e per questo che gli ospedali hanno tante finestre
attraverso esse
tutta una vita da guardare
nessun posto è come l'ospedale
chi lo conosce meglio di un medico....
chi lo conosce meglio di un paziente???
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