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Creato da caiodentato il 28/12/2008

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Un popolo di santi e navigatori connection

Post n°443 pubblicato il 10 Ottobre 2017 da caiodentato
Foto di caiodentato

Noi italiani come è noto siamo un popolo di santi e navigatori. La conferma l'ho avuta la settimana scorsa dopo il ritorno da una breve vacanza in Piemonte. Mi sono trovato sbalzato sul comodo Freccia Rossa, e pochi istanti prima della partenza un signore   che viaggiava con me, ha tirato fuori dalla tasca un mazzo di santini come se fossero le figurine della Panini, ne ha sfogliato qualcuno e quando ha trovato quello giusto l'ha messo davanti a tutti e dopo se li è rimessi in tasca. Facendo l'indifferente sono riuscito a vedere qualche santino ed ho scoperto di sbieco che quello davanti era San Cristoforo patrono dei viaggiatori. La cosa mi ha fatto sorridere un pò, forse il signore in questione aveva paura  di andare a 300 orari sui binari, e si raccomandava al Santo. Mi sono domandato se quando mangia si raccomanda a San Biagio, o se  gli prende fuoco casa si raccomanda a Santa Barbara. Dopotutto sono convinto che ognuno di noi ha sempre un santino  tra i  documenti  o nell'ultimo posto del portamonete che si porta dietro per farsi proteggere, o una calamita attaccata sul cruscotto dell'auto con una Madonnina. L'altra cosa che mi ha sorpreso durante il viaggio, che mentre tiravo fuori il mio libro tascabile (ne porto sempre uno)  con mia grande sorpresa, ho notato che tutto lo scompartimento era connesso. Chi col cellulare, chi col PC, altri avevano il Tablet, e naturalmente tutti con le cuffie. Confesso che mi sono sentito un pesce fuor d'acqua, non c'era uno che avesse un libro o un giornale.  Una ragazza universitaria davanti  mi è venuta in soccorso tirando fuori un libro di Svevo, ma dopo 10 minuti ha cominciato a pestare le dita sul cellulare con una una velocità incredibile, un'altro  vicino a me si faceva un poker on line.  Ho continuato a leggere, ma confesso che ogni tanto un Wapp me  lo facevo anch'io. Tempi moderni.

 
 
 

Vip de che?

Post n°442 pubblicato il 15 Settembre 2017 da caiodentato
Foto di caiodentato

L'estate è ai titoli di coda ormai, e per chi non se ne fosse ancora accorto è tornato il Grande Fratello. Il solito gruppo di persone rinchiuse in una casa dove vivrà rinchiuso per mesi sotto lo sguardo indiscreto di  un esercito di telecamere. Da quello che ci hanno detto gli internati non sono comuni sconosciuti ma VIP, persone famose insomma, almeno è quello che ci vogliono far credere gli autori del programma. E si perchè in realtà salvo poche eccezioni, la fama dei reclusi non oltrepassa i confini dei loro parenti. Il motivo che li spinge a farsi rinchiudere a Cinecittà, oltre alla somma in denaro del premio finale, è la voglia di diventare famosi. Che benchè non famosi, gli ospiti della casa si conoscono tutti tra di loro, giacchè appartengono tutti a quel mondo che riempiono le pagine dei giornali delle riviste gossip, dove tutti si chiamano per nome e intrecciano relazioni sentimentali lunghe quando una notte d'estate. Inutile dire che nella casa continueranno gli stessi minuetti di amori e litigi, non avendo però questa volta il bisogno di fare appostare un paparazzo per essere fotografati, ci sono le telecamere a immortalarli.

 
 
 

Quella nostalgica campanella

Post n°441 pubblicato il 05 Settembre 2017 da caiodentato
Foto di caiodentato

Sono stato di una generazione fortunata, se ci penso bene. Quella generazione che al giorno d'oggi ha piu'  o meno 50 o 60 anni che si è goduta i Beatles quando ancora erano tutti vivi, che ha visto l'uomo calpestare la Luna, che quando mangiava la Nutella, non pensava all'olio di palma quando se la spalmava sul pane, si leccava le dita  dopo aver mangiato il formaggino Invernizzi, che poi coi punti acquistavamo la mucca Carolina, o la Susanna tutta panna. La fortuna riguarda anche la scuola, se ci ripenso i maestri e i professori sembravano presi da un vecchio film di Fellini. Ricordo i primi giorni di scuola. Per prima cosa si iniziava il 1° ottobre, e vuoi mettere che quei primi giorni  l'orario era di sole tre ore al massimo? E spesso i maestri e i professori erano tutti supplenti. Di libri da portare in classe  i primi giorni neanche a pensarci: un diario un paio di quaderni, una penna, legati con una cinta di gomma. Che si faceva in quei primi giorni? Diciamo che si continuavano le vacanze, piu' o meno era così. Mi ricordo che i primi giorni controllavo la compagna di classe di cui ero innamorato prima dell'estate, se era ancora carina. E guardavo fuori dalla finestra gran parte del tempo di quelle striminzite ore in classe, e fantasticavo su quello che c'era  lì fuori, e che di lì a poco, avrei perso per altri nove mesi. La vita, insomma.

 
 
 

Dopo le ferie si rimangia male

Post n°440 pubblicato il 28 Agosto 2017 da caiodentato
Foto di caiodentato

Ormai siamo agli sgoccioli, le ferie sono finite quasi per tutti e si torna a mangiare...male! E si, si torna a mangiare quei cibi che nei ristoranti dove siamo stati non si sognano certo di portarcele a tavola. E si, quelle piccole schifezze che ci fanno gola piu' di un'alzata di crudi di mare: il pollo freddo da due giorni buttato in frigo,la pasta fredda avanzata ieri, la bella parmigiana conservata in frigo che ha preso l'aspetto di un timballo, gli affettati acquistati chissà quando, e scatolette varie. Per non parlare poi dei piatti su cui adagiare queste prelibatezze, cioè quelli della credenza, rotondi come li hanno creati i nostri nonni, e non oblunghi, quadrati o rettangolari come impone ormai l'alta cucina, per non parlare dei bicchieri, non se ne somiglia uno!  E poi  che dire degli snack, si quelli che escono dalle macchinette  nei minuti  di pausa   dove lavoriamo di cui andiamo matti. Riprenderemo la nostra bella poltrona o divano, ci acciambelliamo alla meglio  davanti alla tv col nostro cane o gatto, con una bella bustona di patatine, pop corn, o quei buonissimi  biscotti  al cioccolato, e poi perchè no anche quella bottiglia di Coca Cola dimenticata nel frigo. E nelle lunghe sere d'inverno torneremo con la memoria  a una di quelle cene estive con vino nel cestello di  ghiaccio, o a una bella grigliata in giardino tra amici. Ma niente paura, basta affondare la mano nel sacchetto delle patatine e si dimentica tutto, e se poi nella foga di infilarle in bocca  ci si frantumano addosso, non dobbiamo preoccuparci di  pulirci ci penserà  il  nostro amico accucciato ai nostri piedi a raccogliere tutto. L'incubo della buona cucina non avrà la meglio su di noi.

 
 
 

Quegli oggetti smarriti in bianco e nero

Post n°439 pubblicato il 11 Agosto 2017 da caiodentato
Foto di caiodentato

D'estate si sa la tv non offre gran che, e nell'ozio estivo  mi imbatto sempre piu'  spesso nei vecchi film in bianco e nero. Non è che  la storia  o il racconto mi interessi tanto o che i protagonisti siano belli o famosi. Ad attrarmi in quei film degli anni 50 e 60' è spesso quel mondo che non esiste piu'. Mi basta guardare una commedia italiana in bianco e nero per  essere catturato da "altro". Per esempio dalle strade quasi vuote senza auto con abbondanza di parcheggio come nel centro di Roma, i carretti trainati da cavalli, oppure  l'apparizione di una  banconota da diecimila lire, di quelle giganti come una pagina di giornale, che si dovevano  piegare in quattro per poterle mettere nel portafoglio. Altre volte è un modo di dire come " quella ragazza moderna",al giorno d'oggi ormai senza più significato, che 50 fa alludeva ad un'adolescenza scapestrata. E gli oggetti poi? I più simpatici che ricordo benissimo, sono i fiaschi impagliati gonfi come otri, l'abbigliamento così buffo che portavamo, quelle vecchie auto, ricordo bene quando salii per la prima volta su una 600 di uno zio, mi pareva di andare sulla luna, oppure quelle tavole apparecchiate dove troneggiano piatti ricolmi di maccheroni. Gli uni e gli altri mi parlano di tempi in cui l'abbondanza era il vero sogno proibito dei nostri padri  e nonni, cullato a lungo in magrissime giovinezze. La cosa che mi manca di piu' di quei tempi è lo spazio. Ne avevamo tanto, piazze ,strade, la campagna era infinita, i fiumiciattoli erano puliti e pieni di pesci. Per non parlare dei giochi di strada,  erano migliaia, spariti tutti. Quanta nostalgia, confesso che in questo mondo attuale non mi si sento  a mio agio. Forse sto invecchiano davvero.

 
 
 
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