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Creato da caiodentato il 28/12/2008

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Quegli oggetti smarriti in bianco e nero

Post n°439 pubblicato il 11 Agosto 2017 da caiodentato
Foto di caiodentato

D'estate si sa la tv non offre gran che, e nell'ozio estivo  mi imbatto sempre piu'  spesso nei vecchi film in bianco e nero. Non è che  la storia  o il racconto mi interessi tanto o che i protagonisti siano belli o famosi. Ad attrarmi in quei film degli anni 50 e 60' è spesso quel mondo che non esiste piu'. Mi basta guardare una commedia italiana in bianco e nero per  essere catturato da "altro". Per esempio dalle strade quasi vuote senza auto con abbondanza di parcheggio come nel centro di Roma, i carretti trainati da cavalli, oppure  l'apparizione di una  banconota da diecimila lire, di quelle giganti come una pagina di giornale, che si dovevano  piegare in quattro per poterle mettere nel portafoglio. Altre volte è un modo di dire come " quella ragazza moderna",al giorno d'oggi ormai senza più significato, che 50 fa alludeva ad un'adolescenza scapestrata. E gli oggetti poi? I più simpatici che ricordo benissimo, sono i fiaschi impagliati gonfi come otri, l'abbigliamento così buffo che portavamo, quelle vecchie auto, ricordo bene quando salii per la prima volta su una 600 di uno zio, mi pareva di andare sulla luna, oppure quelle tavole apparecchiate dove troneggiano piatti ricolmi di maccheroni. Gli uni e gli altri mi parlano di tempi in cui l'abbondanza era il vero sogno proibito dei nostri padri  e nonni, cullato a lungo in magrissime giovinezze. La cosa che mi manca di piu' di quei tempi è lo spazio. Ne avevamo tanto, piazze ,strade, la campagna era infinita, i fiumiciattoli erano puliti e pieni di pesci. Per non parlare dei giochi di strada,  erano migliaia, spariti tutti. Quanta nostalgia, confesso che in questo mondo attuale non mi si sento  a mio agio. Forse sto invecchiano davvero.

 
 
 

L'orso Asdrubale

Post n°438 pubblicato il 07 Agosto 2017 da caiodentato
Foto di caiodentato

In questi accaldati giorni mi sono trovato a parlare di chat con alcuni amici, e parla che ti sparla alla fine ne è uscita una storia tutta di sapore fantozziano. E' una storia vera, ma ometterò sia il nome della chat e sia i nomi dei protagonisti che chiamerò con nomi di fantasia.

Lui  Asdrubale di professione agricoltore non è sposato vive tra i monti beato tra le sue bestie, per colmare la sua solitudine  la sera si diletta con la chat dove conosce Immacolata, donna pia, divorziata e senza prole,  di professione impiegata, e come tanti anche lei si fa la ciattatina nelle ore libere. Fatto sta che il destino li fa incontrare in chat. Naturalmente c'è l'invio di foto dopo qualche mese, poi entrano in simpatia, ecco che il desiderio di sentirsi si fa forte,  l'empatia c'è, non se lo negano, non sono neanche tanto distanti, solo 100 km. E dopo varie insistenze specie da parte dell'uomo decidono di vedersi. Si danno appuntamento in un Santuario della zona, visto che lui deve andare li per affari. L'Immacolata arriva prima, si sente nervosa, ma anche emozionata. Passa qualche minuto ed ecco che un furgoncino tutto scassato parcheggia dalle sue parti, ne esce un tipo grosso tutto sudaticcio, pochi capelli in testa e anche spettinato, canottiera da scaricatore di porto, con la peluria che gli usciva ovunque, sotto le braccia ne aveva tanta che sembrava avesse due nidi d'aquila. La donna lo guardò bene, poi si girò per osservare altrove. In quell'attimo gli squillò il cellulare, era  Asdrubale che la informò che era arrivato che era dietro di lei, la donna si girò e vide l'uomo del furgoncino  agitargli  la sua  grossa manona. La poveretta per poco non svenne! Si fece coraggio e gli andò incontro, da vicino l'uomo era molto piu' peloso,  si dettero il buongiorno, bacio di circostanze sulle guance,  che a lei sembrò di ricevere due schiaffi, visto che l'uomo  sudava forte anche perchè faceva molto caldo, i nidi d'aquila mandavano un puzza che non  ti dico, la mano dell'uomo strinse la sua così forte e callosa com'era che gli sembrò ci passasse sopra un tir. Facendo  buon viso e cattivo gioco la donna disse ad Asdrubale che in foto era diverso, lui le rispose che era l'unica disponibile in quel momento, ed era di qualche anno addietro. Decisero di andare a prendere un caffè, lui la invitò sul suo furgoncino e...apriti cielo! L'interno era peggio del proprietario, sporcizia e polvere ovunque, fogli di giornali sul pavimento e una gran puzza di formaggio. Immacolata non era una snob, ma entrare lì dentro le fece un pò senso, fortuna che il bar non era lontano, si sedettero parlarono del piu'  e del meno,la poveretta non vedeva l'ora di scappare, parlava e rideva a denti stretti  alle battute dell'uomo per salvare le apparenze ma dentro di sè si malediceva alla grande,  e sperava di uscirne viva. Finalmente il supplizio finì si salutarono come vecchi amici con la promessa di rivedersi presto. Quando il furgoncino ripartì la povera donna tirò un sospiro di sollievo, e girandosi verso il retro del Santuario che dava su una splendida vallata emise un urlo di liberazione come quello  che emise Fantozzi  quando colpì  con la mazza la sua mano nel  piazzare la tenda. 
 
 
 

Il Signor Mario

Post n°437 pubblicato il 31 Luglio 2017 da caiodentato
Foto di caiodentato

Il Signor Mario è un mio vicino di casa, diciamo un'ora di macchina. Il Signor Mario è un orso marsicano di quattro anni, ma per la sua mole ne dimostra molto di piu'. E' un bonaccione  così appassionato di pollai, che le guardie forestali gli hanno messo un collare per seguire le sue scorribande.L'altra notte forse per il caldo, o per fame, o per insonnia è penetrato in un'abitazione. Il padrone di casa svegliato dai rumori ha pensato che fosse  qualche ladro.Ma alla vista inattesa di Mario non ha creduto ai suoi occhi, Mario aveva fatto razzia in cantina di ogni ben di Dio, lamentandosi anche che la birra non era abbastanza fresca. Inutile dire che il proprietario  si è barricato in un posto sicuro con moglie figlioletti, e chiamato i soccorsi. Nel frattempo Mario è andato anche in bagno, lamentandosi perchè non c'era la carta igienica, e ormai sazio si è sdraiato in salotto a digerire. Nel frattempo sono arrivate le guardie forestali, che hanno sedotto  Mario dopo una rocambolesca fuga da una finestra.Sono sicuro che neanche il piu' convinto animalista vorrebbe vivere un'avventura così.L'episodio può anche far sorridere chi abita lontano, ma rende sempre piu' difficile la convivenza  con questi animali con gli abitanti del Parco Nazionale degli Abruzzi.Ogni volta che avvengono queste incursioni, si assiste a una radicale polarizzazione delle opinioni come se fosse facile schierarsi con gli orsi o con gli uomini.Qualcuno propone l'abbattimento, altri vogliono che siano liberi di girare.E' certo che in questa terra di orsi, camosci, e tutta la fauna che c'è, loro sono i piu' antichi abitatori, l'uomo con i suoi insediamenti e le sue attività è intervenuto nei secoli sempre piu' invadente. Non si tratta di rimpiangere uno stato di natura primitivo,si tratta di ripensare all'interno di queste zone dedicate alla protezione della flora e della fauna,dell'acqua e dell'aria, un confine sostenibile tra spazio animale  e spazio umano, se parliamo di specie  potenzialmente pericolose.Non basta monitorare gli spostamenti degli orsi con i collari, occorre invece un metodo di dissuasione che tengano lontano Mario  e i suoi simili dall'abitato, nel massimo rispetto della sua incolumità e del suo benessere, e di noi tutti. 

 
 
 

Pensionati al centro commerciale

Post n°436 pubblicato il 12 Giugno 2017 da caiodentato
Foto di caiodentato

L'altro giorno ero in un grande centro commerciale per acquistare qualche buona bottiglia di vino perchè avevo ospiti a casa. Lì ho assistito ad un simpatico siparietto tra un coppia di anziani molto là negli anni. Questi dovendo acquistare anche loro qualche  bottiglia erano incerti  sul tipo di vino da prendere. Ho avuto anche l'impressione che tiravano un pò sul prezzo, quando all'improvviso la consorte ha lanciato un urlo di gioia dicendo al marito :Guarda caro quì c'è un'offerta, del buon vino a solo un'euro! L'uomo presa la bottiglia e dopo aver letto il prodotto sull'etichetta gli ha risposto : Scusami Maria ma dimmi un pò, pensa quando ci vuole per far arrivare l'uva, poi lavorarla, imbottigliarla, mettici la bottiglia, il sughero, l'etichetta, la capsula, il trasporto fino a quì, dove tutti ci devono guadagnare, e tu pensi che con tutti questi giri dentro la bottiglia ci vuoi pure il vino?..ma daiiiii!!! A sentire questa risposta sono scoppiato a ridere come un matto guardando la signora Maria che non era tanto convinta, e si è girata verso di me dicendomi: Scusi giovanotto mi può consigliare una bottiglia dove ci hanno messo del vino? La signora Maria mi ha colto di sorpresa, non sapendo cosa consigliargli così all'improvviso gli  ho mollato la mia bottiglia di Chianti! "Lo beva alla mia salute signora".Il marito mi ha fatto l'occhietto ringraziandomi e sono andati via. Poi mi sono girato per prenderne un'altra e" Maremma  maiala era l'ultima sugli scaffali quelle mollata a quei simpatici vecchietti"!

 
 
 

Mattanza continua

Post n°435 pubblicato il 02 Maggio 2017 da caiodentato
Foto di caiodentato

Ormai non passa giorno senza che ci sia un uomo che ammazzi  una donna, una mattanza a cui non si riesce  a porre fine. Una delle ultime notizie viene da Torino dove un marito vuole ammazzare la sua ex  figli compresi, era appena uscito di galera,   è stato fermato appena in tempo.  " Quello appena ritorna libero mi ammazza" Questo  ha detto la poveretta   a chi ha  arrestato  il suo ex marito. Ho pensato se alla signora si potesse assegnare una scorta, magari togliendola a qualche potente che se ne serve piu' per mantenere uno status che per necessità. Anche se so perfettamente che è impossibile sia  logisticamente che economicamente  mettere sotto scorta tutte le donne minacciate dai loro abominevoli compagni, vale almeno porsi una domanda :Chi rischia di più la vita, la povera signora di Torino o il politico tra i cui benefit è prevista la scorta? Odio la demagogia, e penso che gli uomini dello Stato vadano tutelati nella giusta misura, così come i giornalisti minacciati dalla mafia. Ma la parola "protezione" specie nei casi di vita o di morte, fa immediatamente pensare a quella donna sola ed  esposta all'odio malato del suo ex. Ecco un caso in cui dallo stato è giusto pretendere molto di piu' di quando fa, o non fa. Per la cronaca, il marito della signora ora è in carcere, il giudice ha rigettato la richiesta  degli arresti domiciliari. Ma  dopo quando esce?

 
 
 
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