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Creato da: laura561 il 04/02/2009
“Fino a quando il sangue dei figli degli altri varra’ meno del sangue dei nostri figli, fino a quando il dolore degli altri per la sorte dei propri figli, varra’ meno del nostro dolore per la sorte dei nostri figli, ci sara’ sempre qualcuno pronto ad organizzare stragi in piazze, stazioni, o nei cieli, avendo la speranza se non la certezza della impunita’. Dobbiamo divenire familiari di ogni vittima, come lo fossimo realmente e per sangue, per conservare intatta nel tempo la loro stessa capacita’ di memoria, la loro stessa determinazione nella ricerca di Verita’ e Giustizia, e per essere pronti a pagare i prezzi che potremmo essere chiamati ad onorare per questa familiarita’. E noi, che pretendiamo di essere creduti e stimati quando esprimiamo la retorica del sacrificio della vita sui campi di battaglia per la familiarita’ acquisita nel giuramento con ogni nostro concittadino, come potremo essere ancora credibili quando e se non siamo disponibili a pagare, nella ordinarieta’ della nostra vita e della nostra attivita’ professionale, non con la vita, ma neppure con una promozione negata, un trasferimento, una valutazione negativa, o qualche fastidio familiare o timore di ritorsione violenta la fedelta’ a quei valori per i quali abbiamo giurato e per i quali siamo divenuti Ufficiali?” Sandro Marcucci

Area personale

 

introduzione caso sandro marcucci

Tutta la vicenda sul caso Marcucci  è nel Manoscritto Impossibile Pentirsi di Mario Ciancarella al link: http://www.scribd.com/doc/39054852/Manoscritto-Ciancarella-Impossibile-Pentirsi-Anche-Su-Strage-Ustica.  Si trovano le testimonianze da cui si può capire che quella domenica 2 febbraio 1992 non c'era vento e la serie di foto da cui si può capire per esempio che l'albero accanto alla testa del Marcucci con il corpo completamente carbonizzato non è invece minimamente toccate dalle fiamme.

La normativa in lingua inglese con cui si può capire che il Marcucci poteva volare sotto i 500 piedi regole vfr per la specifica missione antincendio tenuto conto del più alto ostacolo presente a terra è al link: http://www.mediafire.com/?4l3zoyzgwym

Perchè strano l'incidente?

L'inchiesta concluse che fu un incidente aereo causato dal vento e dallo stesso Sandro Marcucci che avrebbe volato sotto quota 500 piedi di atitudine(regole vfr) senza poterlo fare.

Quanto al vento tutti i testimoni negano che ci fosse vento quella domenica, ma esso compare non si sa perchè nelle conclusioni dell'inchiesta.

Quanto al fatto che Marcucci non potesse volare in sicurezza sotto i 500 piedi per la specifica missione di avvistamento incendi basta leggersi la documentazione sul ssitema maffs in questo blog, oltre il cap. 7 di Ciancarella per capire che sono del tutto sbagliate le conclusioni a cui è arrivata la magistratura di Massa.

Sotto i 500 piedi(tenuto conto del più alto ostacolo a terra)Marcucci poteva volare e volò secondo la legge.

Sandro marcucci era anche carbonizzato. La commissione d'inchiesta concluse che l'incendio s'era sviluppato dopo l'impatto del piper al suolo.

Anche questo è sbagliato.

A pochi centimetri dalla testa del cadavere di Marcucci c'è come si può vedere dalle foto nel cap.7 un albero non intaccato dalle fiamme e dal fumo. Le strutture in alluminio del piper accanto al cadavere di Marcucci sono anch'esse perfettamente visibili e non toccate da alcun incendio. L'alluminio si doveva sciogliere a contatto con il fuoco e invece in quelle foto non si vede niente di tutto ciò.

Tra la testa di Marcucci e l'albero di cui scrivo sopra, sembra ci siano nelle foto anche tracce evidenti di neve. Che il fuoco non sciolga nemmeno la neve?

Un pezzo di cruscotto con due tubicini flessibili dell'anemometro non toccati dal fuoco esploso addosso a Marcucci si può vedere al link:

http://www.scribd.com/doc/40315234/Collocazione-Brano-Di-Cruscotto-Con-Due-Tubicini

Cosa dice chi fa un esame del corpo di marcucci?

Quest'uomo non è bruciato di benzina(avio ndr). L'inchiesta viene conclusa senza nemmeno ascoltarlo. Questo tecnico dell'obitorio aveva anche trovato due schegge nel torace di Marcucci e aveva esclamato alla presenza di Ciancarella "Perdio, gli è esploso addosso qualcosa".

Importante per capire che il Lorenzini che morì anch'egli con il corpo in buona parte carbonizzato fu sbalzato dal piper potrebbe essere anche l'ansa del 3 febbraio 1992 che si trova al link: http://blog.libero.it/sandromarcucci/9568740.html

 

Ultimi commenti

Sempre con riferimento alla notizia su ramstein...
Inviato da: Paolo Caldarale
il 06/02/2012 alle 17:27
 
Continuo a seguire i vostri sforzi e spero nella riapertura...
Inviato da: Paolo Caldarale
il 06/02/2012 alle 17:12
 
... e fate bene, qui di teste "strane" a dir poco...
Inviato da: ninograg1
il 09/10/2011 alle 14:16
 
(1) Dallo studio che io ho fatto del verbale di Lorenzini...
Inviato da: laura561
il 05/05/2011 alle 20:42
 
La causa e' facilmente spiegabile. Il battesimo...
Inviato da: laura561
il 02/05/2011 alle 17:08
 
 

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20 anni da Mani Pulite: no alle autocelebrazioni e ai silenzi di stato sui casi scomodi!

Post n°584 pubblicato il 17 Febbraio 2012 da laura561

Oggi lo stato maggiore di Italia dei "valori"(?) è a celebrare 20 anni di Mani Pulite.
Peccato che siano tutti in silenzio di stato sul caso Marcucci e Lorenzini, peccato che sappiano benissimo che quello è un duplice omicidio e che Sandro Marcucci si scagliò contro la corruzione nelle forze armate e in politica 5 giorni prima di morire, avendoli lottati tutta la vita in silenzio e lontano dai riflettori. Signori e Signore come diciamo sempre " non esistono governi amici e tantomeno partiti", signori e signore ecco a voi l'italia dell'incoerenza tra quello che si dice e quello che poi si fa. Basta autocelebrazioni, se si vuole davvero combattere la corruzione e le mafie si riaprano i casi scomodi costi quello che costi!

A che si deve il silenzio di stato di Tutto il Parlamento? ci dicano, siamo tutt'orecchie..... Perchè nessun Parlamentare muove un solo dito? Avranno bisogno eventualmente di un ottico per vedere le prove di 20 anni vecchie ed evidenti che si tratta di un duplice omicidio? Oppure il caso Marcucci e Lorenzini è una ROGNA da tenere nella polvere degli armadi di stato della vergogna?

28 gennaio 1992: “ Non mi importa se hanno detto tante cose cattive nei miei confronti. Io sono tranquillo perché mi sono accorto di avere ottenuto la fiducia di tanta gente. Il mio obiettivo è la pace e la giustizia civile e soprattutto l’uomo che decide di indossare la divisa militare deve essere pulito e deve comportarsi lealmente. La vera funzione di difesa in un Paese civile è la difesa della Verità, e i nemici sono gli imbecilli ed i corrotti che rovinano le istituzioni. Inutile parlare di riforme e di cambiamenti sociali quando la società è in gran parte governata da ladri e corrotti”. Sandro marcucci
2 febbraio 1992: muore Alessandro Marcucci
5 marzo 1992 : muore Silvio Lorenzini
Marzo 1996: telefonata a chi l'ha visto di una donna che dice che due giorni prima di morire Sandro Marcucci le aveva detto che presto per Ustica sarebbe uscito tutto, due giorni dopo Marcucci muore. La stessa donna testimonia a verbale al giudice Priore di aver sentito qualcuno in chiesa ai funerali il 4 febbraio 1992 di Sandro Marcucci pronunciare le parole "Se era stato zitto..." Ha pagato Sandro una vita contro i mafiosi e i corrotti senza autocelebrazioni e senza guardare in faccia a nessuno non stando zitto, nemmeno noi staremo mai zitti, NESSUNO SMOBILITA!

Laura Picchi

 
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Processo Omicidio Mauro Rostagno: Udienze da novembre 2011 a 25 gennaio 2012 (radioradicale.it)

 

Bollettino parlamentare: lavori Camera Deputati 1 febbraio a 9 febbraio 2012

Post n°582 pubblicato il 14 Febbraio 2012 da laura561

 
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Bollettino parlamentare: lavori Camera Deputati 30 e 31 gennaio 2012

Post n°581 pubblicato il 14 Febbraio 2012 da laura561

 
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2 FEBBRAIO 1992 - 2 FEBBRAIO 2012: 20 anni dalla morte di Sandro Marcucci: chiediamo la riapertura delle indagini

Post n°580 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da laura561

2 febbraio 9.20.36

COMUNICATO STAMPA

 

2 FEBBRAIO 1992 - 2 FEBBRAIO 2012

Alessandro MarcucciCon la sua inesorabile scansione di ore, giorni, settimane, mesi ed anni, il tempo ci ricorda che oggi, 2 febbraio, ricorre il ventennale della morte di Alessandro Marcucci e Silvio Lorenzini.


Da anni l'Associazione Antimafie “Rita Atria”, con l'impegno di ciascuno dei suoi componenti e l'eccezionale contributo di indagine di alcuni associati, è mobilitata costantemente per ottenere quantomeno la riapertura delle indagini su quelle morti che noi riteniamo possano essere frutto di uno scellerato disegno criminale.


Quest'anno ci sembra di poter registrare alcune buone notizie, quantomeno sul fronte dell'attenzione alla vicenda.


Abbiamo infatti inviato a tutte le presidenze dei gruppi politici presenti in Parlamento, un dettagliato resoconto delle evidenze omicidiarie di quello che ad oggi è ancora giudicato un tragico incidente, la cui responsabilità ricadrebbe esclusivamente sull'eccessiva confidenza al volo del pilota Alessandro Marcucci, che avrebbe dunque determinato la precipitazione del velivolo per imperizia ed approssimazione.


Vent'anni di delusioni ripetute dal fronte della politica ci impediscono tuttavia di essere fiduciosi.


Leggiamo dalla stampa che l’Avv. Alfredo Galasso, difensore dei familiari delle vittime di Ustica, chiede che siano riaperte anche le indagini sulla tragedia di Ramstein, dove persero la vita proprio i due piloti italiani che al loro riento in Italia erano attesi a testimoniare davanti al Giudice Santacroce, che al tempo gestiva l'indagine su Ustica.


Lo stesso Avv. Galasso che da Parlamentare de "Il Movimento per la Democrazia - La Rete" aveva rilasciato pesantissime dichiarazioni alla nostra prima conferenza stampa (1993  a Pisa) sulla vicenda Marcucci, cosicché un giornale locale poteva titolare: “L'omicidio Marcucci. Così lo ha definito l'on. Alfredo Galasso”.


Attendiamo fiduciosi ravvedimenti e concretezza di impegno, senza nessuna ambizione di rivendicare alcuna primogenitura, ma certamente e testardamente intenzionati a non lasciarci scoraggiare da alcun nuovo o rinnovato tradimento.

 

Associazione Antimafie “Rita Atria”

3472622746

 
Si allega lettera accompagnatoria ed esposto/denuncia  circa la Richiesta di riapertura delle indagini sulla morte di Alessandro Marcucci e Silvio Lorenzini. (Incidente aereo presso Campo Cecina, Carrara (MS) il 2 febbraio 1992)

Le immagini a cui si fa riferimento nell’esposto/denuncia sono scaricabili all’indirizzo: http://www.ritaatria.it/sandro/immaginiesposto.zip

Link dei documenti:
http://www.ritaatria.it/sandro/lettera accompagnatoria.pdf

http://www.ritaatria.it/sandro/EspostoAlessandroMarcucci.pdf

 


A supporto della documentazione di seguito i link della puntata della trasmissione “Chi l’ha Visto?” (anno 1996) sull’argomento.

 

Puntata della trasmissione “Chi l’ha Visto?”:

http://www.youtube.com/watch?v=NAazA26IRi4

http://www.youtube.com/watch?v=f75OxiUHvN4

http://www.youtube.com/watch?v=PlBcIcfaJzc

http://www.youtube.com/watch?v=ctqGr7-i4G4

 

Associazione Antimafie “Rita Atria”

3472622746

 

 
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Ustica. Esposto ai parlamentari: fate riaprire il caso Marcucci-Lorenzini (Fonte ARTICOLO21)

Post n°579 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da laura561


Ustica. Esposto ai parlamentari: fate riaprire il caso Marcucci-Lorenzini


di Bruna Iacopino

Ustica. Esposto ai parlamentari: fate riaprire il caso Marcucci-Lorenzini

Alessandro Marcucci e Silvio Lorenzini non sono morti a causa di un errore umano, quell'indagine va riaperta. A presentare la richiesta ai diversi gruppi Parlamentari, sia alla Camera che al Senato è l'associazione Rita Atria, parte integrante del Comitato pisano per Sandro Marcucci. La battaglia perché si arrivi a stabilire la verità su quello che per molti continua ad essere un incidente con troppe anomalie dura ormai da vent'anni, da quel 2 febbraio 1992 quando durante una missione di volo su un piper acrobatico per avvistamento incendi i due piloti perdono la  vita presso Campo Cecina (Carrara). Marcucci muore sul colpo, carbonizzato, si dirà in seguito all'incendio sprigionatosi dal velivolo precipitato al suolo, Lorenzini morirà dopo 30 giorni di agonia a causa delle ustioni riportate. Le conclusioni della Magistratura, ma anche della commissione di inchiesta, tuttavia continuano a non convincere ( non solo parenti e amici), come non convince la gestione delle indagini. In una lunga relazione allegata alla lettera rivolta ai parlamentari l'associazione mette nero su bianco le incongruenze rilevate, gli indizi ignorati.
Come ad esempio la decisione di non acquisire la lunga sequenza fotografica ( allegata in documentazione) utile alla ricostruzione della dinamica dell'incidente e del suo epilogo. A cui si aggiunge poi la scelta di non disporre l'autopsia né sul corpo di Marcucci, né su quello di Lorenzini, morto successivamente.
Ed è proprio a partire da quella sequenza fotografica ignorata che parte la lunga disamina delle motivazioni per le quali l'inchiesta andrebbe riaperta, anche a distanza di vent'anni.

Non potendo riassumere facilmente una vicenda di per se molto complessa proveremo ad enucleare alcuni punti, come evidenziati nell'esposto inviato dall'associazione Rita Atria e rinviando al sito per approfondimenti sul caso.

Le stranezze analizzate nella relazione:
A proposito del corpo di Marcucci... strana era risultata già allora la posizione del corpo di Marcucci ritrovato ancora seduto come impietrito, strana la presenza di schegge conficcate profondamente nel corpo della vittima, strana quella macchia bianca con tutta probabilità materiale metallico che risulta visibile sul petto e sul volto del pilota dal materiale fotografico, strana l'asportazione di una mano e degli arti inferiori

A proposito della dinamica dell'incidente:
strana l'ipotesi che l'incidente fosse stato provocato dalla presenza di vento quando tutti i testimoni dell'epoca invece avrebbero detto l'esatto contrario ovvero che quel giorno vento non ce n'era affatto, così come la valutazioni in merito alla manovra sbagliata e troppo a bassa quota con un velivolo acrobatico assolutamente in grado di compiere manovre simili....

Strano quell'incidente probatorio con il Lorenzini svolto non in presenza del legale della famiglia Marcucci avvisato troppo tardi e quindi assente quel giorno...
Strana inoltre la stessa morte del Lorenzini, sostiene la relazione, avvenuta in seguito ad una trasfusione sanguigna.


Stranezza ancora maggiore se si pensa infine alle relazioni che questa morte ha con le indagini connesse alla strage di Ustica... Marcucci ex colonnello dell'AMI insieme a Mario Ciancarella, altro ex capitano dell'AMI, aveva svolto un lavoro di indagine sulla strage di Ustica avvenuta il 27 giugno 1980, e sembra avesse trovato, all'epoca, due testimoni, entrambi militari, dei quali si riservava di fare i nomi a tempo debito e che avrebbero potuto testimoniare davanti al giudice che il Mig libico caduto sulla Sila era partito da Pratica di mare.
Negli scritti relativi alla strage la sua morte compare insieme alle tante altre morti sospette che hanno circondato le indagini relative alla caduta del Dc9 Itavia, come quella di Ivo Nutarelli avvenuta durante il noto incidente di Ramnstein a causa del quale persero la vita 67 persone e di cui oggi si apre a Palermo il processo d'appello.

Ora, chi chiede la riapertura delle indagini lo fa con uno scopo preciso: dimostrare che non fu un incidente ma l'aereo venne sabotato, usando con tutta probabilità, sostengono ancora nella relazione, un esplosivo al fosforo che brucia attaccandosi a delle superfici e causando l'incendio che dunque avrebbe investito i due piloti ancora in volo e non a terra come invece sostenuto dalla commissione d'inchiesta e dalle indagini condotte dalla magistratura.

Scarica il materiale fotografico

Guarda il video attraverso il quale si chiede la riapertura del caso

Vai al sito dell'associazione Rita Atria

 
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Il Video integrale della conferenza stampa sul Parco Commerciale di Barcellona del 20 gennaio 2012

 

Bollettino parlamentare: lavori Camera Deputati questa settimana

Post n°577 pubblicato il 28 Gennaio 2012 da laura561

 

 
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Parco Commerciale di Barcellona Pozzo di Gotto: Comunicato Stampa Ass Antimafie Rita Atria x rispondere al Sen. Nania

 

" Sono di Hiroshima e lŕ sono morta tanti anni fa..." di Nazim Hikmet‏

Post n°574 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da laura561

“Apritemi sono io…
busso alla porta di tutte le scale
ma nessuno mi vede
perché i bambini morti nessuno riesce a vederli.

Sono di Hiroshima e là sono morta
tanti anni fa. Tanti anni passeranno.

Ne avevo sette, allora:

anche adesso ne ho sette perché i bambini morti non
diventano grandi.

Avevo dei lucidi capelli, il fuoco li ha strinati,
avevo dei begli occhi limpidi, il fuoco li ha fatti di vetro.

Un pugno di cenere, quella sono io
poi il vento ha disperso anche la cenere.

Apritemi; vi prego non per me
perché a me non occorre né il pane né il riso:
non chiedo neanche lo zucchero, io:
a un bambino bruciato come una foglia secca non serve.

Per piacere mettete una firma,
per favore, uomini di tutta la terra
firmate, vi prego, perché il fuoco non bruci i bambini
e possano sempre mangiare lo zucchero.” (Nazim Hikmet)


 
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Lettera di Giacomo Ulivi Partigiano ucciso dai fascisti a Modena nel 1944

Post n°573 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da laura561

Lettera di Giacomo Ulivi Partigiano ucciso dai fascisti a Modena nel 1944

 

Testo:
[Pagina 1]

Cari amici,
vi vorrei confessare innanzi tutto, che tre volte ho strappato e scritto questa
lettera. L’avevo iniziata con uno sguardo in giro, con un sincero rimpianto per le rovine
che ci circondano, ma, nel passare da questo argomento di cui desidero parlarvi, temevo
di apparire "falso", di inzuccherare con un patetico preambolo una pillola propagandistica.
E questa parola temo come un’offesa immeritata: non si tratta di propaganda ma di un esame
che vorrei fare con voi.
Invece dobbiamo guardare ed esaminare insieme: che cosa? Noi stessi. Per abituarci a
vedere in noi la parte di responsabilità che abbiamo dei nostri mali. Per riconoscere quan-
to da parte nostra si è fatto, per giungere ove siamo giunti. Non voglio sembrarvi un Savo-
narola che richiami il flagello. Vorrei che con me conveniste quanto ci sentiamo imprepara-
ti, e gravati di recenti errori, e pensassimo al fatto che tutto noi dobbiamo rifare. Tutto
dalle case alle ferrovie, dai porti alle centrali elettriche, dall’industria ai campi di grano.
Ma soprattutto, vedete, dobbiamo fare noi stessi: è la premessa per tutto il
resto. Mi chiederete: perché rifare noi stessi, in che senso? Ecco per esempio, quanti di
noi sperano nella fine di questi casi tremendi, per iniziare una laboriosa e quieta vita,
dedicata alla famiglia e al lavoro? Benissimo: è un sentimento generale, diffuso e soddi-
sfacente. Ma, credo, lavorare non basterà; e nel desiderio invincibile di "quiete", an-
che se laboriosa è il segno dell’errore. Perché in questo bisogno di quiete è il tentativo di allontanarsi il più possibile da ogni manifestazione politica. È il tremendo, il più
terribile, credetemi, risultato di un’opera di diseducazione ventennale, di diseducazione
o di educazione negativa, che martellando per vent’anni da ogni lato è riuscita ad inchio-
dare in molti di noi dei pregiudizi. Fondamentale quello della "sporcizia" della politica, che mi sembra sia stato ispirato per due vie. Tutti i giorni ci hanno detto che la politica è un lavoro di "specialisti".
Duro lavoro, che ha le sue esigenze: e queste esigenze, come ogni giorno si vedeva, era-
no stranamente consimili a quelle che stanno alla base dell’opera di qualunque ladro e gras-
satore. Teoria e pratica concorsero a distoglierci e ad allontanarci da ogni
attività politica. Comodo, eh? Lasciate fare a chi può e deve; voi lavorate e credete, que-
sto dicevano: e quello che facevano lo vediamo ora, che nella vita politica – se vita poli-
tica vuol dire soprattutto diretta partecipazione ai casi nostri - ci siamo stati scaraventati dagli eventi. Qui sta la nostra colpa, io credo: come mai, noi italiani, con tanti seco-
li di esperienza, usciti da un meraviglioso processo di liberazione, in cui non altri che i
nostri nonni dettero prova di qualità uniche in Europa, di un attaccamento alla cosa pubbli-
ca, il che vuol dire a sé stessi, senza esempio forse, abbiamo abdicato, lasciato ogni dirit-
to, di fronte a qualche vacua, rimbombante parola? Che cosa abbiamo creduto? Creduto gra-
zie al cielo niente ma in ogni modo ci siamo lasciati strappare di mano tutto, da una minoran-
za inadeguata, moralmente e intellettualmente.
Questa ci ha depredato, buttato in un’avventura senza fine; e questo è il lato più
"roseo", io credo: Il brutto è che le parole e gli atti di quella minoranza hanno

[Pagina 2]

intaccato la posizione morale; la mentalità di molti di noi. Credetemi, la "cosa pubblica"
è noi stessi: ciò che ci lega ad essa non è un luogo comune, una parola grossa e vuota,
come "patriottismo" o amore per la madre in lacrime e in catene vi chiama, visioni baroc-
che, anche se lievito meraviglioso di altre generazioni. Noi siamo falsi con noi stessi, ma
non dimentichiamo noi stessi, in una leggerezza tremenda. Al di là di ogni retorica, consta-
tiamo come la cosa pubblica sia noi stessi, la nostra famiglia, il nostro lavoro, il nostro
mondo, insomma, che ogni sua sciagura è sciagura nostra, come ora soffriamo per l’estrema
miseria in cui il nostro paese è caduto: se lo avessimo sempre tenuto presente, come sarebbe
successo questo? L’egoismo – ci dispiace sentire questa parola- è come una doccia fredda,
vero?
Sempre tutte le pillole ci sono state propinate col dolce intorno; tutto è stato am-
mantato di rettorica; Facciamoci forza, impariamo a sentire l’amaro; non dobbiamo celarlo
con un paravento ideale, perché nell’ombra si dilati indisturbato.
E’ meglio metterlo alla luce del sole, confessarlo, nudo scoperto, esposto agli sguar-
di: vedrete che sarà meno prepotente. L’egoismo, dicevamo, l’interesse, ha tanta parte in
quello che facciamo: tante volte si confonde con l’ideale. Ma diventa dannoso, condannabile,
maledetto, proprio quando è cieco, inintelligente. Soprattutto quando è celato. E, se ragioniamo,
il nostro interesse e quello della "cosa pubblica", insomma, finiscono per coincidere.
Appunto per questo dobbiamo curarla direttamente, personalmente, come il nostro lavoro più
delicato e importante. Perché da questo dipendono tutti gli altri, le condizioni di tutti gli
altri. Se non ci appassionassimo a questo, se noi non lo trattiamo a fondo, specialmente
oggi, quella ripresa che speriamo, a cui tenacemente ci attacchiamo, sarà impossibile. Per
questo dobbiamo prepararci. Può anche bastare, sapete, che con calma, cominciamo a guardare in
noi, e ad esprimere desideri. Come vorremmo vivere, domani? No, non dite di essere scoraggiati,
di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto
sapere!
Ricordate, siete uomini, avete il dovere se il vostro istinto non vi spinge ad eserci-
tare il diritto, di badare ai vostri interessi, di badare a quelli dei vostri figli, dei
vostri cari. Avete mai pensato che nei prossimi mesi si deciderà il destino del nostro Paese,
di noi stessi: quale peso decisivo avrà la nostra volontà se sapremo farla valere; che nostra
sarà la responsabilità, se andremo incontro ad un pericolo negativo? Bisognerà fare molto.
Provate a chiedevi in giorno, quale stato, per l’idea che avete voi stessi della vera
vita, vi pare ben ordinato: per questo informatevi a giudizi obbiettivi. Se credete nella
libertà democratica, in cui nei limiti della costituzione, voi stessi potreste indirizzare
la cosa pubblica, oppure aspettare una nuova concezione, più egualitaria della vita e della
proprietà. E se accettate la prima soluzione, desiderate che la facoltà di
eleggere, per esempio sia di tutti, in modo che il corpo eletto sia espressione diretta e
genuina del nostro Paese, o restringerla ai più preparati oggi, per giungere ad un progres-
sivo allargamento? Questo ed altro dovete chiedervi. Dovete convincervi, e prepararvi a
convincere, non a sopraffare gli altri, ma neppure a rinunciare.
Oggi bisogna combattere contro l’oppressore. Questo è il primo dovere per noi tutti: ma è bene prepararsi a risolvere quei problemi in modo duraturo, e che eviti il risorgere di essi ed il ripetersi di tutto quanto si è abbattuto su di noi.
Termino questa lunga lettera un po’ confusa, lo so, ma spontanea, scusandomi ed augurandoci buon lavoro.

 
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Associazione Antimafie Rita Atria - messinaora.it Il metodo Nania: Accusare dal Senato chi denuncia

Post n°572 pubblicato il 26 Gennaio 2012 da laura561

http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/95/messinaora-it-Il-metodo-Nania-Accusare-dal-Senato-chi-denuncia-per-evitare-i-controlli-sui-possibili-condizionamenti-mafiosi-nellaffaire-Parco-Commerciale-di-Barcellona-P-G.aspx

Ma quanto accanimento Senatore Nania... perché non risponde sul contenuto dell'esposto dell'Associazione Antimafie "Rita Atria" e sui contenuti riportati dal giornalista Antonio Mazzeo? Questa Italia è perseguitata dalle associazioni e dai cittadini che non "calano" la testa.

 
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Casablanca n. 22: Rivista Antimafia, Storie dalle cittŕ di frontiera

Post n°571 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da laura561

Casablanca n. 22: Rivista Antimafia, Storie dalle città di frontiera

gen 19

Scritto da:
19/01/2012 19:38  RSS

Buona Lettura: scarica Casablanca n. 22

 

 

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Bollettino parlamentare: lavori Camera Deputati questa settimana

Post n°570 pubblicato il 21 Gennaio 2012 da laura561

 

 
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IL PARCO COMMERCIALE DI BARCELLONA P. G., IERI CONFERENZA STAMPA

Post n°569 pubblicato il 21 Gennaio 2012 da laura561

IL PARCO COMMERCIALE DI BARCELLONA P. G., IERI CONFERENZA STAMPA: L’associazione antimafia “Rita Atria” di Milazzo e il movimento civico “Città aperta” di Barcellona respingono le accuse al mittente

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L’associazione antimafia “Rita Atria” di Milazzo e il movimento civico “Città aperta” di Barcellona, hanno respinto ieri, nel corso di una conferenza stampa tenutasi all’Oratorio salesiano, l’attribuzione “gratuita” dell’acronimo “Lam, Lumia Atria e Mazzeo” che era stata fatta nell’aula del consiglio comunale di Palazzo Longano dal senatore Domenico Nania, nella conferenza del 9 gennaio scorso sul Parco commerciale approvato in favore della “DiBeCa”, l’immobiliare riconducibile all’avv. Rosario Pio Cattafi e su cui sta lavorando la Commissione di accesso prefettizia. Conferenza alla quale avevano preso parte anche il sindaco Candeloro Nania e il presidente del Consiglio Francesco Crinò. A spiegare cosa è stato fatto sul Parco commerciale, è stato Santo Laganà dell’associazione Rita Atria che si è detto sorpreso dall’intervento del vicepresidente del Senato. «Noi stessi nell’esposto presentato alla magistratura e prefettura, a cui è poi seguito il sequestro della Dda, avevamo indicato responsabilità dirette solo ed esclusivamente del Consiglio comunale a cui spettava la competenza sul Piano particolareggiato di contrada Siena, il quale certamente non era - così come è stato fatto credere - un atto dovuto, anzi tutt’altro. Non comprendiamo quindi la discesa in campo del senatore Nania che utilizzando una sede istituzionale, senza averne un ruolo, sente l’esigenza di difendere l’Amministrazione comunale. Anzi - aggiunge Laganà - l’intervento del senatore Nania ha dato nuovi spunti e reso pubblici aspetti che non conoscevamo e ciò ci permetterà di presentare nuovi documenti alla Commissione di accesso alla quale chiederemo di essere ascoltati. Noi combattiamo tutte le mafie e con i parlamentari di tutti i partiti abbiamo solo rapporti istituzionali e per questo la nostra iniziativa, anche se ripresa liberamente, a seguito di un articolo di Mazzeo, da una interrogazione parlamentare del senatore Giuseppe Lumia, non dimostra assolutamente nessuna delle bizzarrie che sono state dette dal senatore Nania contro di noi». Laganà ha detto che «l’associazione Rita Atria sta esercitando in questo momento, con meno difficoltà, il diritto di accesso agli atti per il Centro commerciale che il gruppo Franza vuole realizzare a Milazzo e allo stesso tempo per la piattaforma logistica che intende costruire il Gruppo Bonina. Ci apprestiamo anche ad esercitare il diritto di accesso agli atti per il nuovo Centro commerciale che dovrebbe nascere a San Filippo del Mela. Non è stato fatto per il Parco Corolla e per il Centro commerciale Milazzo, perché l’associazione all’epoca non era strutturata». Santa Mondello dell’associazione “Rita Atria”, nel ribadire che «non si è mai avuta alcuna ragione di difendere la precedente amministrazione», ha rilevato «i tanti vizi e gli aspetti più inquietanti di un “progetto”» per il quale ha già annunciato «la produzione di nuovi atti che saranno consegnati alla commissione di accesso». Anche “Città aperta”, ritiene - così come ha spiegato Maria Teresa Collica - «insolita, oltre che palesemente inopportuna la scelta dell’amministrazione comunale di chiamare in difesa dell’operato del consiglio comunale un Senatore della Repubblica, salvo a voler segnalare la propria incapacità». La Collica ha poi detto: «la nostra battaglia contro la realizzazione di un mega parco commerciale trova alla base molteplici motivazioni, a cominciare dal sostegno ai centri commerciali naturali che abbiamo promosso e di cui abbiamo seguito l’iter». Città aperta ieri era rappresentatata anche da Antonio Mamì e Tindaro Bellinvia.(l.o.)

 
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Bollettino parlamentare: lavori Camera Deputati questa settimana

Post n°568 pubblicato il 15 Gennaio 2012 da laura561

 
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Bollettino parlamentare: lavori Camera Deputati dicembre 2011

Post n°567 pubblicato il 15 Gennaio 2012 da laura561

 

 
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Stragi e Digitale Terrestre... i "misteri" italiani

Post n°566 pubblicato il 11 Gennaio 2012 da laura561

Telejato: la società civile si mobilita... un appello alle grandi firme del giornalismo italiano

gen 10

Scritto da:
10/01/2012 23:00  RSS

Sig. Michele Santoro
Sig. Fabio Fazio
Sig. Gad Lerner
Sig. Marco Travaglio
Sig. Peter Gomez
Sig. Corrado Formigli
Sig. Giovanni Floris
Sig.ra Lilli Gruber
Sig. Roberto Saviano

 

 

Apprendiamo da una intervista mandata in onda su TeleJato il 10 gennaio 2012 come i maggiori e più seguiti giornalisti televisivi non abbiano ancora preso posizione sulla specifica vicenda della televisione di Partinico e delle TV comunitarie in genere.

Potrebbe darsi che, nel mare magnum delle vicende nazionali e della Legge sulle concessioni delle frequenze, possa essere sfuggito ai destinatari di questa lettera il destino riservato alle televisioni comunitarie ed in particolare ad una televisione di frontiera come TeleJato.

 

Riteniamo allora che sarebbe importante che i destinatari del presente appello trovassero modo e tempo per acquisire una informazione più dettagliata ed esprimessero la loro posizione sulla vicenda specifica – non necessariamente favorevole alla sopravvivenza di TeleJato, se ritenuta indifferente.

Per il Comitato “Siamo tutti TeleJato”

 

Associazione Rita Atria
Associazione Peppino Impastato
Libera Palermo




http://www.youtube.com/watch?v=tU-GyGQcGxI

 
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un doveroso GRAZIE A CHI CONTINUA A FIRMARE X RIAPRIRE IL CASO MARCUCCI E LORENZINI!

Post n°565 pubblicato il 06 Gennaio 2012 da laura561

Grazie, davvero grazie a chi continua a firmare la causa su fb per far riaprire il caso Marcucci e Lorenzini. Siamo arrivati a 3331 adesioni e diversi gradimenti alla nostra battaglia. Grazie per tenere viva la speranza che si accendano le luci della verità per il natale della giustizia!

Laura Picchi

 
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caso Marcucci e Lorenzini: l'Associazione Rita Atria incontra l'Onorevole Leoluca Orlando

Post n°564 pubblicato il 06 Gennaio 2012 da laura561

Lunedì 9 gennaio 2012 alle ore 19 nella sede di Idv Palermo l'Onorevole Leoluca Orlando ha fissato l'incontro con l'Associazione antimafie Rita Atria per confrontarci su come andare avanti nella battaglia per far riaprire il caso Marcucci e Lorenzini.

 

Laura Picchi associazione antimafie Rita Atria

 
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