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introduzione caso sandro marcucci

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Premio Adolfo Parmaliana a Graziella Proto e al Capitano Mario Ciancarella: quando la verità rende liberi

 

La famiglia dell'Associazione Antimafie Rita Atria è vicina ad Alessio Di Florio per la perdita del caro papà

Post n°1862 pubblicato il 25 Agosto 2016 da laura561

Da admin Il 25/08/2016 10:17

Stamattina abbiamo appreso con dolore della perdita del caro papà del nostro Alessio Di Florio. 

Alessio, il nostro cuore si apre per accogliere la tua tristezza e darti la forza di vincerla.

Non esistono parole che possono consolare, ma esiste la consapevolezza che la la morte non ci toglie completamente la persona amata, rimane sempre la sua opera che ci aiuta a continuare.

La nostra, la tua, famiglia ti si stringe in un grande abbraccio.


 
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Muos, avviso di conclusioni indagini per 129 persone

Post n°1861 pubblicato il 25 Agosto 2016 da laura561

Presente! Ero nella macchina della digos ...il mio ruolo quello di intermediaria tra il movimento e la polizia... non sono servite le telecamere ero nella loro macchina mentre andavo a prendere due degli attivisti fieramente sulle antenne. Chiederò al mio avvocato Goffredo D'antona di andare fino in fondo. Voglio che lo Stato si assuma le responsabilità delle sue scelte. Mentre non sono MAI stati identificati e/o indagati quelli che hanno lavorato senza certificato antimafia all'interno della base... Sempre dritto... la Turchia è un ottimo modello di democrazia. 129...Avanti a mani nude e pugni chiusi senza avere paura di avere paura!

Mai tanti attivisti, tutti insieme, si erano ritrovati sotto l'attenzione della magistratura. La Procura di Gela ha messo insieme le contestazioni per due cortei: quello di tre…
meridionews.it

 
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Commissione parlamentare Omicidio Scieri Sopralluogo Gamerra Rassegna Stampa

 

commissione parlamentare omicidio scieri sedute giugno luglio agosto

 

strage Piazza della Loggia: motivazioni ultima sentenza (fonte casa memoria Brescia)

Post n°1858 pubblicato il 11 Agosto 2016 da laura561

MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA 22 LUGLIO 2015
(10 agosto 2016)

File pdf delle motivazioni della sentenza [pdf]


Dispositivo della Sentenza del 22 luglio 2015

File pdf del dispositivo della sentenza [pdf]

 
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Premio Parmaliana 2016

Post n°1857 pubblicato il 05 Agosto 2016 da laura561

Premio Parmaliana 2016

ago 5

Scritto da:
05/08/2016 14:30  RSS

Per Donazioni riservate al premio Parmaliana

cliccare su: Donazione Premio Parmaliana

 

Comunicato stampa “Premio Adolfo Parmaliana per la libertà di stampa e di espressione” di Associazione antimafie Rita Atria

ago 8

Scritto da:
08/08/2016 13:52  RSS

La stampa libera è spesso sotto attacco di querele e intimidazioni per intimorire con la minaccia del risarcimento danni chi cerca di raccontare la verità, anche se a volta scomoda.

Querele e citazioni per danni hanno purtroppo sostituito progressivamente la prassi della richiesta di rettifica. Il quadro è particolarmente grave ove si consideri che la stragrande maggioranza dei giornalisti italiani ha rapporti di lavoro precario, compensi estremamente esigui e paga in proprio le spese di difesa legale per i processi di diffamazione.

Le rilevazioni di Ossigeno per l’Informazione affermano che, nel periodo 2011-2014, le querele temerarie e le citazioni per danni infondate hanno rappresentato il 38 per cento degli episodi classificati dall’Osservatorio quali atti compiuti a scopo intimidatorio nei confronti degli operatori dei media. La stessa Commissione antimafia, nella sua relazione su Mafia, giornalisti e mondo dell’informazione ha riconosciuto come in Italia i giornalisti attivamente impegnati nel denunciare mafie e corruzione subiscono oltre alle “minacce tipiche” anche le cosiddette “persuasioni legali”, fenomeno peraltro in forte espansione.

Ma questo - per noi dell’Associazione Antimafie Rita Atria - inqualificabile fenomeno non colpisce soltanto giornalisti “iscritti all’ordine”, nel mare magnum dell’informazione indipendente sono tanti coloro che rischiano sulla propria pelle la “passione civile” di raccontare la realtà e contrastare con l’informazione mafie e corruzione senza che sia necessario tenere in tasca il “tesserino rosso”.

Il professor Adolfo Parmaliana era uno di loro, un uomo dalla schiena dritta che con i suoi esposti sul Piano regolatore, sull’abusivismo edilizio, su certe transazioni fatte dai politici del suo paese, contribuì allo scioglimento per infiltrazione mafiosa del consiglio comunale di Terme Vigliatore.

Un uomo che non è sceso mai a compromessi.

Il suo testamento morale, lasciatoci con la sua ultima lettera scritta prima del suo atto estremo di resistenza: «La Magistratura barcellonese/messinese vorrebbe mettermi alla gogna, vorrebbe umiliarmi, delegittimarmi, mi sta dando la caccia perché ho osato fare il mio dovere di cittadino denunciando il malaffare, la mafia, le connivenze, le coperture e le complicità di rappresentanti dello Stato corrotti e deviati. Non posso consentire a questi soggetti di offendere la mia dignità di uomo, di padre, di marito, di servitore dello Stato e docente universitario.», ci “obbliga” a proseguire la sua opera, e l'istituzione del Premio alla libertà di stampa e di espressione, oltre a costituire il doveroso omaggio alla sua persona, rappresenterà un presidio che vigilerà contro chiunque, orchestrando richieste di risarcimento in sede civile ancora più delle querele per diffamazione di carattere penale, intende produrre un effetto deterrente e dissuasivo nei confronti della libera informazione.

Il prossimo 25 agosto, a Milazzo all’interno dell’Atrio del Carmine, con inizio alle ore 19,30 si terrà un convegno dal titolo “La libertà di stampa e di espressione… le inchieste delle donne”. L’impronta al femminile vuole porre l’accento sulle discriminazioni di genere ancora oggi fortemente presenti nella professione giornalistica. Le donne incontrano maggiori difficoltà nell’accedere a posizioni apicali rispetto ai colleghi uomini.

Nonostante spesso siano più qualificate a livello di formazione e titoli di studio, solo un’esigua minoranza raggiunge i massimi livelli della carriera giornalistica (direttrice, caporedattrice o dirigente nel pubblico impiego), rispetto ai colleghi uomini.

Di tutto questo, con il coordinamento di Nadia Furnari, cofondatrice, attuale vicepresidente e anima dell'Associazione Antimafie Rita Atria, punto di riferimento dell'intera Associazione e di molte altre persone impegnate nell'antimafia sociale e nelle battaglie per l’affermazione dei diritti LGBTQI, ne parleremo con:

Graziella Proto, giornalista, ha una storia che la lega al giornalismo siciliano antimafia: un destino che non teme etichette, la rende una dei riferimenti di molti cronisti, non solo nell’isola. Dopo aver raccolto l’eredità de I Siciliani, fu eletta presidente della cooperativa subito dopo la morte di Fava, pagando in tutti i sensi l’onere della sopravvivenza e quelli del fallimento, nel 2006 ha fondato una società editoriale Le Siciliane e ne dirige il bimestrale Casablanca, dal 2009 solo online. Un impegno che non si ferma nonostante le difficoltà, soprattutto economiche, lascino poco spazio alla speranza e più alla consapevolezza che c’è bisogno di continuare.

Palmira Mancuso, giornalista, dopo la laurea con una tesi sull'attività giornalistica di Leonardo Sciascia, per la quale ha ricevuto il premio Mario Francese, ha frequentato l'IFG di Milano, dove ha avuto come maestri, tra gli altri, Enzo Biagi. Dalla Lombardia si è trasferita a Roma dove, dopo diversi periodi di stage nella redazione di Sktg24 ha seguito le cronache parlamentari e gli esteri per Agenzia Radicale e Quaderni Radicali. Co-Autrice del romanzo "Orme sulle Orme" (Armando Siciliano Editore) sul tema della donazione degli organi (i cui proventi sono stati destinati all'Aido) nel 2011 ha fondato il quotidiano online Messinaora.it di cui è direttora responsabile.

Alessia Candito, giornalista, dopo una lunga gavetta tra Spagna, Venezuela e Libano, ha deciso di tornare in Calabria. Ha scritto per diverse testate tra cui le agenzie di stampa Ansa (Madrid e Beirut) e Agi, il quotidiano venezuelano Última Noticias e il settimanale Carta. Ha collaborato con Rainews24 e la televisione panamericana Telesur. Esperta di cronaca giudiziaria e criminalità organizzata, ha realizzato inchieste su mafie e sistemi criminali. Attualmente scrive per il Corriere della Calabria e collabora con la Repubblica e l’Espresso. Per le sue inchieste è spesso finita nel mirino dei clan

Grazia Bucca, fotoreporter, usa la sua macchina fotografica come strumento di denuncia sociale. Da sempre attivista impegnata su vari fronti è anche una dirigente dell'Arci. La sua mostra fotografica Bakur - Immagini di un popolo resistente (allestita all’interno dell’Atrio), provando a squarciare, almeno in parte, quel silenzio imposto sulle condizioni di un popolo perseguitato e “cancellato” dalle agende dei potenti del mondo, ha documentato una guerra nascosta ma non per questo meno sanguinosa. Una guerra anomala, combattuta da uno Stato dentro lo stesso Stato, dal governo turco contro la minoranza curda. Vive e lavora presso Studio Camera a Palermo.

Goffredo D'Antona, avvocato penalista del Foro di Catania riversa magistralmente nell'esercizio del suo lavoro, tutta la sua passione per l'impegno nel sociale prestando gratuitamente la sua attività e la sua esperienza a movimenti, attivisti e cittadini comuni che lottano per il rispetto di diritti inalienabili di varia natura. Collabora da anni con l'Associazione Antimafie Rita Atria, con la quale condivide battaglie durissime come quella contro il Muos di Niscemi.

Fra le tante sue iniziative ricordiamo la fondazione del "Legal Team", un gruppo di avvocati, riconoscibili per le famose pettorine verdi, che dal 2009 vigila sul corretto svolgimento di molte manifestazioni e cortei.

Al convegno seguirà, con inizio alle 21,30 lo spettacolo dell’attrice palermitana Stefania Mulè “Il Sangue Limpido del Mare”, dedicato ad Adolfo Parmaliana e alla nostra compagna Simona Scibilia.

Il format, firmato dall’Associazione Culturale ImmaginARTE, unisce più linguaggi artistici in un unico respiro: letterario, cinematografico, teatrale e musicale nel quale viene affrontato l’attuale tema dell’immigrazione ma anche delle discriminazioni e degli stereotipi di genere.

Un viaggio nella speranza e nel dolore, nella discriminazione e nell’amore, intrapreso da una ragazza che lascia l’Africa scappando dalla guerra in un barcone della disperazione ma una volta giunta, finisce stuprata e costretta alla prostituzione. In questo abisso nasce un amore con una “compagna di sventura” la quale, una notte, favorisce la sua fuga lasciandola andare verso il sognato viaggio di ritorno nella sua Africa. La sua migrazione diviene il simbolo di un nuovo viaggio verso la sua vera anima conquistata al durissimo prezzo della triplice discriminazione come profuga, come omosessuale e come prostituta, giurando a se stessa di non permettere mai più che intrusi violino la sua vita.

La performance, il cortometraggio, il libro appaiono come una fiaba delicata e passionale allo stesso tempo, dove musica, parole, immagini, divengono onde marine che portano ora al dolore ora all’amore ora alla scoperta ora ad un viaggio senza confini e alla battaglia di una donna alla conquista di sé e dei diritti negati.

Diretto e interpretato da Stefania Mulè

Alla chitarra: Paolo Scatragli

Costumi: Salvina Cordaro.

Coordinamento tecnico multimediale ed effetti: Elastro Società Cooperativa

 
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MUOS DISSEQUESTRATO. E' ANCORA POSSIBILE IL RICORSO IN CASSAZIONE (ANSA)

Post n°1856 pubblicato il 05 Agosto 2016 da laura561

#‎NoMuos‬ ‪#‎Muos‬
(ANSA) - ROMA, 5 AGO - La quinta sezione del Tribunale del riesame di Catania ha disposto il dissequestro del Muos, stazione di trasmissione militare Usa realizzato nel sughereto di Niscemi (Caltanissetta). I giudici hanno accolto la tesi dell'avvocatura dello Stato, in rappresentanza del ministero della Difesa, che aveva presentato ricorso la decisione del 6 giugno scorso del Tribunale di Caltagirone di mantenere i sigilli alla struttura. Contro questa decisione è possibile per la Procura di Caltagirone ricorrere in Cassazione. (ANSA).

 


Avvocati liberi GDA

COMMENTO AVVOCATO GOFFREDO D'ANTONA FORO CATANIA ASSOCIAZIONE ANTIMAFIE RITA ATRIA

Ancora non abbiamo le motivazioni con le quali é stato dissequestrato Il muos di niscemi .
Siamo comunque riusciti a bloccarlo per un anno e mezzo. non consola ma almeno abbiamo ritardato la realizzazione di uno strumento di guerra .
quando avremo le motivazioni potremmo fare le opportune valutazioni giuridiche.

Dal punto di vista giuridico la parola fine ancora non é stata scritta.

Avvocati liberi GDA

SULL' ORDINANZA DI REVOCA DEL SEQUESTRO DEL MUOS DI NISCEMI
Reputo assolutamente sbagliato che degli avvocati possano giudicare e valutare un provvedimento giudiziario ancora prima di averlo letto, basandosi, senza preoccuparsi di reperirlo, solo sulle notizie divulgate dalle agenzie di stampa.
I commenti toccano alla politica nelle sue varie estrinsecazioni, ai giornalisti e alle persone, mentre gli avvocati dovrebbero leggere, studiare e fare, solo dopo attente e puntuali valutazioni.
Il Muos ha una sua valenza giuridica ma è essenzialmente un problema di natura politica. Confondere i due piani non è soltanto inutile ma anche dannoso.
Per conto dell’Associazione Antimafie Rita Atria, sulla vicenda Muos, ho presentato alla Procura di Caltagirone, a quella di Palermo, a quella del Tribunale dei Ministri denunzie e note che, premesse le fondamentali intuizioni e il senso del Dovere della Procura di Caltagirone, hanno portato ad un processo e prima al sequestro della base.
Per l'impegno profuso, sempre e comunque condiviso con la vicepresidente Nadia Furnari e la presidente Santina Latella e ripagato dalle migliaia di facce dei militanti dei cortei, quando ho appreso della decisione del Tribunale del Riesame, ho provato profonda amarezza ma ricordandomi che sono innanzitutto un avvocato ho cercato il provvedimento e non ho perso tempo a fare commenti sui giornali o su Fb ( commenti che ci stanno tutti – anzi sono doverosi - da parte dei militanti, dei giornalisti e della politica, ma che non competono agli avvocati) ed ho cominciato a studiare l’ordinanza. Le valutazioni finali le farò nelle forme che mi sono consuete sulla mia carta intestata negli atti processuali che mi sono consentiti.
In tal senso non possono trovare la mia condivisione alcuni pareri espressi in un comunicato stampa da alcuni colleghi che sembra abbiano valutato il provvedimento giudiziario ancora prima di averlo letto.
Questa precisazione solo per evitare confusioni in quanto si è parlato di avvocati del movimento NO MUOS e in qualità di legale dell'Associazione Antimafie Rita Atria (quindi storicamente nel movimento NO MUOS) non desidero unirmi a valutazioni che deontologicamente non mi appartengono, non condividendone, tra l'altro, né le forme utilizzate né i contenuti.
Con l'occasione, ricordo che c'e' un processo in corso a Caltagirone che vede imputati i realizzatori del muos e dove sono impegnati tanti avvocati come parti civili (che non penso siano stati informati della pubblicazione del suddetto comunicato).
La lotta giudiziaria che porto, nel mio piccolo, avanti in nome di “ Rita Atria “ per me non è fine a stessa ma è un impegno e un dovere morale.
Goffredo D’Antona avvocato dell’Associazione antimafie RITA ATRIA

 

Da admin Il 07/08/2016 16:09

L'Associazione Antimafie Rita Atria si riserva di commentare la sentenza del tribunale del riesame di Catania che ha dissequestrato il cantiere del MUOS dopo aver letto e analizzato le motivazioni. Osserveremo cosa accadrà nei prossimi giorni e seguiremo tutti i venti di guerra non perdendo di vista però la differenza tra le valutazioni giuridiche e legali (che affidiamo al nostro legale Avv. Gooffredo D'Antona) da quelle politiche. Pubblichiamo il comunicato stampa del nostro legale condividendo tutto l'impianto. [...]


 
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Associazione antimafie Rita Atria Nino Di Matteo: un'altra bocciatura ...sotto l'ombrellone

Post n°1855 pubblicato il 29 Luglio 2016 da laura561

Nino Di Matteo: un'altra bocciatura ...sotto l'ombrellone

lug 28

Scritto da:
28/07/2016 13:45  RSS

Nino Di MatteoUn’altra bocciatura per Nino Di Matteo, l’ennesima, dopo quella dell’8 aprile 2015, data in cui il CSM nominò tre Sostituti Procuratori alla Direzione Nazionale Antimafia (Di Matteo arrivò undicesimo in graduatoria senza oggettivi elementi che ne giustificassero una tale valutazione) e dopo il respingimento del TAR del Lazio al ricorso presentato dal PM proprio sulla stessa delibera del CSM (sentenza dell’ 8 Luglio 2016).

Martedì 26 Luglio il CSM nomina due nuovi Procuratori Aggiunti alla Procura Nazionale Antimafia (dal 2015 la PNA ha anche compiti di coordinamento in materia di antiterrorismo), e Nino Di Matteo, che aveva presentato domanda, ne resta fuori per non aver rispettato le formalità richieste affinché la sua domanda potesse essere presa in considerazione dal CSM. La Commissione Direttivi del CSM ha spiegato che la domanda del magistrato è da ritenersi “inammissibile” in quanto:  “Non ha allegato alla domanda l'attestazione dell'avvenuta richiesta del parere attitudinale ed ha presentato l'autorelazione senza avvalersi del modulo prescritto nel Testo unico sulla dirigenza”

Il PM invero aveva già ottenuto un parere attitudinale positivo del Consiglio Giudiziario, che a Palermo fa capo alla Presidenza della Corte d'Appello, per la precedente partecipazione al bando da Sostituto Procuratore alla PNA, e che il PM aveva allegato alla nuova domanda da Procuratore Aggiunto sempre alla PNA. Ma il bando in questione nel frattempo era stato modificato in alcune sue specifiche, rendendo pertanto necessario un nuovo parere attitudinale specifico.
Il Consiglio Giudiziario, diretto da Gioacchino Natoli, Presidente della Corte d’Appello, in assenza di una nuova richiesta di parere attitudinale da parte del PM, ha inoltrato il tutto al CSM, il quale vista la mancanza delle documentazioni richieste ha ritenuto la domanda inammissibile.

Emergono però casi analoghi, in altri concorsi interni per magistrati, in cui il Consiglio Giudiziario aveva provveduto ad inoltrare al CSM le domande prive di parere attitudinale, e in quei casi era stato lo stesso CSM a rimandarle indietro chiedendo ai Consigli Giudiziari di esplicitare il suddetto parere. 

Una prassi che per Nino Di Matteo evidentemente non può valere. Un cavillo burocratico quindi, ma che ne ha pregiudicato la richiesta. E prima ancora la bocciatura come Sostituto Procuratore alla PNA. Difatti Nino Di Matteo sembra proprio che di mafia non debba occuparsi. 
Della sua dettagliata conoscenza del fenomeno mafioso e dei rapporti tra mafia e potere questo Stato sembra non volersene servire, o peggio sembra temerla. (Di Matteo attualmente riceve fascicoli di indagine per abusi edilizi)

Nel ribadire il nostro sostegno a Nino Di Matteo, l’Associazione antimafie “Rita Atria” invita l’opinione pubblica a mantenere altissima l’attenzione sull'iter giudiziario del processo “Trattativa Stato-mafia” e sulle vicende professionali dei giudici Vittorio Teresi, Antonino Di Matteo, Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene, annullando così l'opera di contrasto, isolamento e silenzio con cui sistematicamente si cerca di vanificare il lavoro di anni tra indagini e processi.  

Associazione Antimafie Rita Atria

 
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Ricordo Rita Atria a Roma Associazione antimafie Rita Atria

 

Processo Capaci bis la sentenza

 

ricordo Rita Atria alla Camera dei Deputati

Post n°1852 pubblicato il 29 Luglio 2016 da laura561

Nadia Furnari Rita Atria alla Camera... Memoria Attiva significa anche calendarizzare la discussione sulla nuova proposta di legge sui Testimoni di Giustizia. Grazie Consuelo Cagnati e grazie all'onorevole Maria Edera Spadoni.

https://www.facebook.com/MariaEderaSpadoni/videos/857220331074551/

Ieri ho ricordato in Aula la prematura scomparsa, ventiquattro anni fa, di una giovanissima testimone di giustizia. Rita Atria decise di togliersi la vita dopo che la mafia, con la strage di via D’Amelio, uccise il giudice Paolo Borsellino a cui era legata come ad un padre. Borsellino fu il primo a raccogliere la testimonianza della piccola Rita, figlia del boss di Partanna. La lotta alla mafia deve essere una lotta trasversale. Per questo siamo a chiedere che la proposta di legge di riforma del sistema tutorio per i testimoni di giustizia inizi quanto prima il proprio iter legislativo. I testimoni di giustizia devono essere tutelati e protetti dallo Stato. MoVimento 5 Stelle,Beppe Grillo, Francesco D'Uva, M5S Commissione Giustizia

 

 
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Ricordo Rita Atria a Bari Associazione antimafie Rita Atria

 

processo capaci bis ultime udienze

Post n°1850 pubblicato il 29 Luglio 2016 da laura561

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processo trattativa ultime udienze

 

processo borsellino quater ultime udienze

Post n°1848 pubblicato il 29 Luglio 2016 da laura561

  1. Caltanissetta - 10:23

    Durata: 1:36:06

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    Caltanissetta - 10:28

    Durata: 1:03:14

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Vicenda Tony Drago: aggiornamento

 

Ricordo condiviso: un FIORE PER RITA ATRIA !

 

MUOS AGGIORNAMENTO

Post n°1845 pubblicato il 22 Luglio 2016 da laura561

Sulla questione del sequestro del Muos abusivo per la Cassazione definitivamente,
ieri il Tribunale del riesame è andato in decisione. Si attende la sentenza.

Laura Picchi Presidio Permanente Marcucci e Lorenzini

ARTICOLO DI OGGI DI REPUBBLICA

 

Immagine storia relativa a associazione rita atria tratta da La Repubblica

 

Muos: avvocatura dello Stato ricorre contro il sequestro

 
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associazione antimafie Rita Atria Lettera al presidente Formica sull'audizione delle associazioni del terzo settore

Post n°1844 pubblicato il 21 Luglio 2016 da laura561

Lettera al presidente Formica sull'audizione delle associazioni del terzo settore in merito alle criticità ambientali insistenti nel comprensorio della Valle del Mela del 22 luglio 2016

lug 21

Scritto da:
21/07/2016 05:54  RSS

Al Presidente della Commissione parlamentare speciale di indagine

 

sull'emergenza ambientale nel comprensorio della Valle del Mela

 

dell'Assemblea regionale siciliana

 

ai membri della Commissione

 

agli Organi di stampa

Egregio Presidente,

in data odierna siamo venuti a conoscenza che il prossimo 22 luglio la Commissione parlamentare speciale di indagine sull'emergenza ambientale nel comprensorio della Valle del Mela dell'Assemblea regionale siciliana terrà, presso l'Aula consiliare del Comune di San Filippo del Mela (ME), un'audizione delle associazioni del terzo settore in merito alle criticità ambientali insistenti nel comprensorio della Valle del Mela.

Con profondo rammarico siamo costretti ad evidenziare come tra le associazioni invitate non si siano presenti né l’Associazione Antimafie Rita Atria, né l'Associazione I Cittadini di Villafranca Tirrena.

Eppure le nostre Associazioni, presenti ed attive sul territorio siciliano, oltre che nazionale, da oltre vent'anni, sono sempre state in prima linea sulle questioni ambientali, in particolare quelle relative alla Valle del Mela, facendosi promotrici dei seguenti principi:

·        Impossibilità del raggiungimento dell’ecocompatibilità dell’attuale industria petrolchimica, sia attraverso ammodernamento degli impianti sia mediante il rispetto dei limiti di legge (legislazione incerta e approssimativa in materia ambientale);

·        Applicazione del principio di massima precauzione e prevenzione primaria con istituzione di mappe epidemiologiche, poiché la tutela della salute non viene garantita tramite il semplice controllo degli inquinanti;

·        Risarcimento dei danni arrecati alla salute della popolazione e dei danni materiali;

·        Superamento dell’attuale scenario industriale con programmazione di alternative economiche diversificate che tengano conto delle reali vocazioni del territorio (agricoltura e turismo di qualità);

·        Chiusura dei distretti inquinanti dell’area industriale e riconversione con bonifica delle aree contaminate;

·        Posizione critica e di interlocuzione nei confronti della classe politica e degli enti preposti alla tutela della salute pubblica;

·        Posizione decisamente contraria a discariche e inceneritori perché favorevoli invece ad una gestione virtuosa dei rifiuti e di una produzione energetica pulita che utilizzi le fonti rinnovabili in maniera razionale. Rigettiamo, dunque, con forza la produzione di energia mediante impiego del CSS e la sempre più crescente ideologia pro-termovalorizzatori. Un’ideologia che non racconta tutta la verità rispetto ai danni provocati alla salute e che non tiene conto delle leggi della natura.

Vorremmo ricordare inoltre all'onorevole Presidente e agli onorevoli membri della Commissione solo alcune delle nostre più recenti, nel tempo, attività in merito alla delicata problematica oggetto della onorevole Commissione da lei presieduta:

·        Il 13 novembre 2014, all'indomani dello spaventoso incendio del serbatoi 513 della Raffineria Mediterranea, è stato organizzato il convegno “Milazzo-Valle del Mela, un’insostenibile idea di sviluppo. Scenari di riconversione”.

·        il 5 marzo 2015, l'Associazione Antimafie Rita Atria è stata convocata davanti alla IV Commissione Ambiente e territorio dell'Assemblea regionale siciliana. Il punto all'ordine del giorno era costituito delle problematiche ambientali della provincia di Messina, con particolare riguardo alla valle del Mela e alla discarica di Mazzarrà Sant'Andrea. In quella sede abbiamo esposto le nostre osservazioni e analisi sui gravi guasti ambientali del territorio, su come tali guasti si verifichino – troppo spesso – perché qualcuno viola le leggi o, peggio, qualcuno non le applica e abbiamo depositato una corposa documentazione.

·        il 18 novembre 2015, l’Associazione Antimafie Rita Atria e l'Associazione I Cittadini di Villafranca Tirrena hanno presentato al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare propri documenti di osservazioni e opposizione al progetto di riconversione della centrale termoelettrica di San Filippo del Mela di proprietà della società Edipower/A2A. Alcune delle nostre osservazioni sono state recepite dal Gruppo istruttore del Ministero dell'ambiente incaricato dell'istruttoria tecnica relativa al progetto di Edipower/A2A che ha recentemente richiesto la necessità di acquisire approfondimenti relativi alla documentazione già prodotta.

Il fatto che non siano state invitate a partecipare a tale incontro le nostre Associazioni – la cui azione è stata sempre quella di concretarsi in atti formali, previste dalla legge, anche come presupposto per ulteriori iniziative –, rappresenta, secondo il nostro parere, una grave omissione.

Chiediamo pertanto di conoscere quali sono stati i criteri in base ai quali sono state invitate, per discutere di una problematica che investe il diritto inalienabile dei cittadini a vivere in un ambiente salubre, altre associazioni e non le nostre.

Vorremmo sapere, infine, se la S.V., sia stata informata o meno delle attività sopra sinteticamente esposte per cercare di comprendere se il mancato invito di partecipazione alle nostre Associazioni sia dovuto ad una omissione da parte della S.V., o se tale omissione sia da imputare a mera distrazione.

Qualora il mancato invito sia dipeso da un mero errore materiale nell’elencazione delle associazioni invitate, chiediamo di essere convocati ufficialmente. In attesa di sollecito riscontro, considerato che l’audizione in oggetto è fissata per giorno 22 luglio prossimo venturo, si porgono distinti saluti.

Milazzo, 20 luglio 2016

Dott.ssa Santa Latella

Presidente Associazione Antimafie Rita Atria

Avv. Nino La Rosa

Presidente Associazione I Cittadini

di Villafranca Tirrena

 
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