Creato da laura561 il 04/02/2009
“Fino a quando il sangue dei figli degli altri varra’ meno del sangue dei nostri figli, fino a quando il dolore degli altri per la sorte dei propri figli, varra’ meno del nostro dolore per la sorte dei nostri figli, ci sara’ sempre qualcuno pronto ad organizzare stragi in piazze, stazioni, o nei cieli, avendo la speranza se non la certezza della impunita’. Dobbiamo divenire familiari di ogni vittima, come lo fossimo realmente e per sangue, per conservare intatta nel tempo la loro stessa capacita’ di memoria, la loro stessa determinazione nella ricerca di Verita’ e Giustizia, e per essere pronti a pagare i prezzi che potremmo essere chiamati ad onorare per questa familiarita’. E noi, che pretendiamo di essere creduti e stimati quando esprimiamo la retorica del sacrificio della vita sui campi di battaglia per la familiarita’ acquisita nel giuramento con ogni nostro concittadino, come potremo essere ancora credibili quando e se non siamo disponibili a pagare, nella ordinarieta’ della nostra vita e della nostra attivita’ professionale, non con la vita, ma neppure con una promozione negata, un trasferimento, una valutazione negativa, o qualche fastidio familiare o timore di ritorsione violenta la fedelta’ a quei valori per i quali abbiamo giurato e per i quali siamo divenuti Ufficiali?” Sandro Marcucci
 
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introduzione caso sandro marcucci

Tutto quanto qui pubblicato è scritto da Laura Picchi che ne ha l'esclusiva responsabilità.

 


Tutta la vicenda sul caso Marcucci  è nel Manoscritto Impossibile Pentirsi di Mario Ciancarella

al link:

http://www.scribd.com/doc/39054852/Manoscritto-Ciancarella-Impossibile-Pentirsi-Anche-Su-Strage-Ustica.

 

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1994 Repubblica: USTICA, TORNA LA PISTA ITALIANA

Post n°780 pubblicato il 31 Maggio 2012 da laura561




USTICA, TORNA LA PISTA ITALIANA
ROMA - Si apre un altro filone di indagini per il giudice istruttore Rosario Priore, titolare dell' inchiesta sulla strage di Ustica. "E' stato un missile italiano, a testata inerte, a squarciare la carlinga del Dc 9 Itavia". Questa affermazione è stata fatta dal senatore Erminio Boso che ha inoltre fornito altri particolari. Questa la verità del parlamentare della Lega: il Dc 9 è stato abbattuto da due caccia italiani F 1O4 che hanno lanciato un missile "ibrido", cioè dotato di una piccola carica sull' ogiva e di una seconda carica di sfere di piombo. Il sen. Boso ha precisato che quelle misteriose scie sulla carlinga del Dc 9, ripescato in mare, come fossero graffi di un grosso animale, sono state procurate dalle sfere di piombo. L' aereo perforato dal missile "ibrido" sarebbe esploso in volo per lo sbalzo di pressione. La descrizione del senatore leghista é corredata da alcuni particolari interessanti che lui stesso ha tenuto a rendere pubblici. "Ho chiesto al ministro della Difesa, Previti, di farmi avere copia di tutte le sedute del Cesis dal 1980 al 1994. Ma Previti me le ha negate" ha detto il sen. Boso, convinto che la verità sulla strage di Ustica è contenuta tra i documenti del comitato che vigila sull' attività dei servizi segreti italiani. Le sue informazioni, comunque, provengono, come lui stesso ha dichiarato, da un maresciallo dell' Aeronautica di cui non ha voluto fornire le generalità. Il giudice istruttore Rosario Priore, dopo aver appreso dalla stampa le dichiarazioni del sen. Boso ha deciso di convocare per i prossimi giorni il parlamentare nel suo ufficio per sentirlo come testimone. L' ipotesi che sia stato un missile "ibrido" a colpire il Dc9 Itavia, lanciato da caccia F 104, non è nuova per il magistrato. Tra le carte processuali ci sono infatti due vicende sulle quali Priore ha svolto approfondite indagini. La prima vicenda riguarda il maresciallo dell' Aeronautica, Mario Alberto Dettori, in servizio presso il radar di Grosseto, la sera della strage. Secondo alcune ricostruzioni, il sottufficiale avrebbe confidato ad un capitano della base di Pisa che il Dc 9 sarebbe stato abbattuto dai nostri caccia. Sembra che Dettori nei giorni successivi abbia detto al capitano di Pisa: "Non posso fornire documentazioni di nulla, qui è un casino, mi fanno fuori. Ma lei ricontrolli i missili a guida radar a testata inerte e gli orari di atterraggio". Dettori fu poi trovato impiccato e sulla sua morte, indicata come suicidio, sono rimasti molti interrogativi. La seconda vicenda si riferisce ai due capitani dell' aviazione militare, Ivo Nutarelli e Mario Naldini, che perirono durante un' esibizione delle Frecce tricolori a Ramstein, in Germania. I due ufficiali, la sera della strage di Ustica si levarono in volo, dall' aeroporto di Grosseto, a bordo di due F 104. Le autorità militari hanno sostenuto che il volo dei due piloti faceva parte di un programma di esercitazioni e che i due piloti, atterrarono in aeroporto, circa un' ora prima che il Dc 9 Itavia precipitasse nel mar Tirreno. In conclusione, Nutarelli e Naldini, per le autorità militari non c' entravano affatto con la strage di Ustica. Il giudice Priore ha cercato inutilmente di acquisire i piani di volo dei due F 104 ma i documenti sono risultati introvabili. Il magistrato ha, inoltre, sentito più volte le vedove dei due ufficiali, alcuni familiari e amici, ma nulla di importante, ai fini dell' inchiesta, è emerso dalle indagini. E' rimasto però il dubbio su queste morti misteriose, collegate all' inchiesta su Ustica. Dettori viene trovato impiccato ad un albero e i suoi familiari non credono al suicidio, anche perché il sottufficiale non aveva dato alcun segno di volersi ammazzare. Nutarelli e Nardini, perirono in modo assai strano nel rogo di Ramstein, dopo che avevano ricevuto una convocazione dal giudice Bucarelli per testimoniare sul caso Ustica. - di FRANCO SCOTTONI

 
 
 
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