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Creato da: laura561 il 04/02/2009
“Fino a quando il sangue dei figli degli altri varra’ meno del sangue dei nostri figli, fino a quando il dolore degli altri per la sorte dei propri figli, varra’ meno del nostro dolore per la sorte dei nostri figli, ci sara’ sempre qualcuno pronto ad organizzare stragi in piazze, stazioni, o nei cieli, avendo la speranza se non la certezza della impunita’. Dobbiamo divenire familiari di ogni vittima, come lo fossimo realmente e per sangue, per conservare intatta nel tempo la loro stessa capacita’ di memoria, la loro stessa determinazione nella ricerca di Verita’ e Giustizia, e per essere pronti a pagare i prezzi che potremmo essere chiamati ad onorare per questa familiarita’. E noi, che pretendiamo di essere creduti e stimati quando esprimiamo la retorica del sacrificio della vita sui campi di battaglia per la familiarita’ acquisita nel giuramento con ogni nostro concittadino, come potremo essere ancora credibili quando e se non siamo disponibili a pagare, nella ordinarieta’ della nostra vita e della nostra attivita’ professionale, non con la vita, ma neppure con una promozione negata, un trasferimento, una valutazione negativa, o qualche fastidio familiare o timore di ritorsione violenta la fedelta’ a quei valori per i quali abbiamo giurato e per i quali siamo divenuti Ufficiali?” Sandro Marcucci

Area personale

 

introduzione caso sandro marcucci

Tutta la vicenda sul caso Marcucci  è nel Manoscritto Impossibile Pentirsi di Mario Ciancarella al link: http://www.scribd.com/doc/39054852/Manoscritto-Ciancarella-Impossibile-Pentirsi-Anche-Su-Strage-Ustica.  Si trovano le testimonianze da cui si può capire che quella domenica 2 febbraio 1992 non c'era vento e la serie di foto da cui si può capire per esempio che l'albero accanto alla testa del Marcucci con il corpo completamente carbonizzato non è invece minimamente toccate dalle fiamme.

La normativa in lingua inglese con cui si può capire che il Marcucci poteva volare sotto i 500 piedi regole vfr per la specifica missione antincendio tenuto conto del più alto ostacolo presente a terra è al link: http://www.mediafire.com/?4l3zoyzgwym

Perchè strano l'incidente?

L'inchiesta concluse che fu un incidente aereo causato dal vento e dallo stesso Sandro Marcucci che avrebbe volato sotto quota 500 piedi di atitudine(regole vfr) senza poterlo fare.

Quanto al vento tutti i testimoni negano che ci fosse vento quella domenica, ma esso compare non si sa perchè nelle conclusioni dell'inchiesta.

Quanto al fatto che Marcucci non potesse volare in sicurezza sotto i 500 piedi per la specifica missione di avvistamento incendi basta leggersi la documentazione sul ssitema maffs in questo blog, oltre il cap. 7 di Ciancarella per capire che sono del tutto sbagliate le conclusioni a cui è arrivata la magistratura di Massa.

Sotto i 500 piedi(tenuto conto del più alto ostacolo a terra)Marcucci poteva volare e volò secondo la legge.

Sandro marcucci era anche carbonizzato. La commissione d'inchiesta concluse che l'incendio s'era sviluppato dopo l'impatto del piper al suolo.

Anche questo è sbagliato.

A pochi centimetri dalla testa del cadavere di Marcucci c'è come si può vedere dalle foto nel cap.7 un albero non intaccato dalle fiamme e dal fumo. Le strutture in alluminio del piper accanto al cadavere di Marcucci sono anch'esse perfettamente visibili e non toccate da alcun incendio. L'alluminio si doveva sciogliere a contatto con il fuoco e invece in quelle foto non si vede niente di tutto ciò.

Tra la testa di Marcucci e l'albero di cui scrivo sopra, sembra ci siano nelle foto anche tracce evidenti di neve. Che il fuoco non sciolga nemmeno la neve?

Un pezzo di cruscotto con due tubicini flessibili dell'anemometro non toccati dal fuoco esploso addosso a Marcucci si può vedere al link:

http://www.scribd.com/doc/40315234/Collocazione-Brano-Di-Cruscotto-Con-Due-Tubicini

Cosa dice chi fa un esame del corpo di marcucci?

Quest'uomo non è bruciato di benzina(avio ndr). L'inchiesta viene conclusa senza nemmeno ascoltarlo. Questo tecnico dell'obitorio aveva anche trovato due schegge nel torace di Marcucci e aveva esclamato alla presenza di Ciancarella "Perdio, gli è esploso addosso qualcosa".

Importante per capire che il Lorenzini che morì anch'egli con il corpo in buona parte carbonizzato fu sbalzato dal piper potrebbe essere anche l'ansa del 3 febbraio 1992 che si trova al link: http://blog.libero.it/sandromarcucci/9568740.html

 

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memoria per un amico di mario ciancarella

Post n°79 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da laura561

MEMORIA PER UN AMICO




Io credo che la civilta' di un Paese si misuri sulla sua capacita' e volonta' di fare luce sui crimini commessi sul territorio, e di fare Verita' per rendere Giustizia alle vittime, anche a costo di colpire quei responsabili che si fossero annidati e mimetizzati in ruoli e divise istituzionali e amministrativi.


La vicenda della morte di Sandro Marcucci e Silvio Lorenzini nega la possibilita' di riconoscere questo semplice principio al nostro disgraziato Paese. Ma questo per quanto possa indignarci non deve stupirci o sorprenderci.


Ci sono schiaccianti evidenze puntualmente documentate che neela vicenda di andro e Silvio si sia trattato di un delitto realizzato con un attentato al velivolo (e lo stiamo gridando in tanti e da tanto tempo) che una qualsiasi istituzione di garanzia avrebbe gia' dovuto intervenire da tempo per chiarire, accertare le eventuali responsabilita', individuarne e perseguirne gli attori esecutivi e dispositivi.


Niente di tutto questo sta accadendo, e quando si avesse la ventura di trovarsi di fronte ad una Commissione Stragi (come a me e' accaduto nel 1995) si potrebbe anche trovare un Presidente pilotato che corre a rintracciare nella tua relazione la "deposizione" di Lorenzini per affernare: "Lo diceva anche il passeggero che fosse lo stesso Marcucci a dire che il vento li stava tirando giu'". Della documentazione poderosa dei CC, della Commissione stessa e dei testimoni da cui risultava che "vento non ce n'era, tranne leggeri bave da Sud Ovest" a quel presidente importerebbe nulla, come allora nulla importo'. D'altra parte potrebbe trattarsi dello stesso Presidente che di fronte alla foto del cadavere di Puglisi, appeso a un ramo ma con i piedi ben piantati al suolo e le ginocchia piegate sotto il corpo riteneva di poter affermare con sfrontata supponenza: "Che si sia trattato di un suicidio e' certo, perche' oltre agli accertamenti del Magistrato era nota la sua condizione di forte depressione". Cose rivoltanti. Ma la documentazione predisposta per la Commissione e' li', agli atti Parlamentari di questo Paese, a testimoniare ancor prima che la nostra determinazione la assoluta sciatteria umana edx istituzionali di tanti, troppi parlamentari.


Torna allora l'annosa domanda: perche' di tale e tanta ostinazione negazionista e ostentazione di cialtroneria di fronte a scellerati delitti? La risposta e' che non bisogna disturbare il manovratore ed i suoi gabellieri. Ed i servi di oggi non sono meno ignobili di quelli di ieri, anche se certamente oggi ci appaiono piu' raffazzonati e piu' volgari, politicamente parlando, di quanto non apparissero ieri. Beh la classe andreottiana non era certamente acqua.


Allora cari amici e compagni di ventura non resta che continuare in questa vera battaglia di civilta' per Sandro, Silvio ed ogni altra vittima senza Verita' e senza Giustizia, per spalancare un giorno, quale esso sia e quando sara' possibile, i coperchi di quelle pentole ove ribolle lo scempio della svendita di sovranita' e di dignita' di questo disgraziato Paese.


Oggi gli improbabili neo-statisti che ci governano, in nome e nella memoria di Craxi e della sua pratica del potere, potrebbero anche chiamarsi fuori dalla antica consociazione al silenzio. Ma non lo fanno non possono e non vogliono farlo perche' in nome della stessa sudditanza servile di un tempo sono impegnatissimi a costruire nuove condizioni e nuovi scenari di guerra, e non sanno ne' saprebbero coniugare nuovi percorsi di pace o con strumenti pacifici, che solo nella Verita' e nella Giustizia si rendono evidenti e praticabili.


Cosi' e' (e non vi sembri un diversivo dal tema di questa memoria per Sandro e per Silvio) l'ultima vicenda e dichiarazione in cui il nostro leader di Governo auspica l'entrata in Europa dello Stato di Israele, senza dire una sola parola sugli affari di sempre maggiore rilevanza che nel frattempo il nostro Paese intrattiene con l'Iran che ne minaccia l'esistenza.


Questo vuol solo dire che l'entrata di Israele in Europa e' ritenuto l'unico strumento di legittimazione per una doverosa e dovuta azione armata contro l'Iran successivamente al suo primo atto di ostilita' contro Israele quando fosse divenuto membro effettivo dell'Europa. Solo l'impiego della forza e la falsita' ideologica sparsa a piene mani, in nome del libero e selvaggio mercato, potrebbero dunque motivare interventi che la civilta' umana imporrebbe invece gia' ora, ma su un piano pacifico ed internazionale condiviso, come gia' lòa condizione nota delle persecuzioni ebraiche ad opera del nazismo avrebbero esigito ben altra capacita' di denuncia ed intervento delle cancellerie internazionali e vaticane. Un libero e selvaggio mercato dove invece si interviene solo violentemente per tutelare rendite di posizione ed interessi e per lucrare profitti. E questo accade di nuovo proprio nel tempo in cui si dichiara la sconfitta e la morte delle ideologie!


Avrete notato che nella ultima pubblicita' dell'ENI e' riemersa, storpiata, una antica parola "blasfema" del socialismo: "Internazionalismo", storpiato in "internazionalita'" e finalizzato non alla liberazione di popoli oppressi ma al nostro fabbisogno: "per portarvi energia" afferma infatti quella pubblicita', inutilmente accostata ad altre parole come rispetto (che rimangono vuote,allo stesso modo con cui si usa il termine di "legalita'", se non definite: rispetto di chi, di che cosa, e di quale idea di democrazia e di civile umanita'). E' solo riuscendo a rimanere vigili su tutti i possibili passaggi della devianza autoritaria del nostro sistema politico e delle regole della nostra civilta' costituzionale, che avra' senso fare memoria di questi servitori della Giustizia, come Sandro, caduti per mani assassine. Diversamente ci rinchiuderemmo in uno sterile ricordo che non si fa memoria ed attualizzazione.


Ebbene la lotta per Sandro e tutte le vittime o riusciamo a coniugarla con una visione critica e ad ampio raggio del nostro sistema di potere e di poteri, o non la vinceremo mai. E' infatti solo quando Sandro ha imparato ad amare questa nostra Costituzione offesa e violata che si e' liberato di antichi vincoli di ingiustificata soggezione gerarchica e ha saputo ricollocare il senso della disciplina e dell'obbedienza nella nuova ottica democratica che il Movimento dei Militari andava sviluppando nella costante rivisitazione del dettato e dello spirito della Costituzione nata dalla Resistenza e dalla Lotta di Liberazione dal Nazifascismo. E ' solo guardando oltre la sua morte che sapremo, come Sandro, alzare la voce per affermare a schiena dritta di fronte ai potenti "Non ti e' lecito", anche correndo il rischio di mettere in gioco la nostra vita e la nostra pelle.


Per questo sono infatti fiero di appartenere alla Associazione Antimafie ed Antifascista Rita Atria, condividendo con le meravigliose persone che vi militano una attenzione alle persone ed alle vicende che ci e' dato di vivere che non si fa esclusiva autoreferenzialita', rincorsa di potere e ricerca di sicurezze effimere quanto potenzialmente complici della criminalita' che si intenderebbe denunciare.


Certo questo rendera' piu' difficile riuscire ad avere udienza nelle ovattate stanze del potere insofferenti ad ogni critica, ma sara' anche la nostra forza. Sandro non e' morto per imperizia o per condizioni avverse, ma per una lucida scelta di vivere la civilta' democratica e costituzionale che gli era stata proposta. Non possiamo essere da meno.


Un abbraccio a tutti.


Mario Ciancarella

 
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