introduzione caso sandro marcucci
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Ultimi Commenti
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Un'altra vergogna per il sud,un'altra umiliazione al regno delle due Sicilie.
Difendiamo la nostra terra!!!
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Sempre con riferimento alla notizia su ramstein segnalo:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/ustica-denuncia-choc-lincidente-alle-frecce-tricolori-ramstein-sabotaggio/188298/
Paolo
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Continuo a seguire i vostri sforzi e spero nella riapertura del caso.
Spulciando su un forum ho trovato questa notizia, non l'ho potuta verificare, ma credo potrebbe essere di rilievo.
http://www.clubfreccetricolori.eu/wp-site/?p=583
http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2012/02/02/news/la-tragedia-delle-frecce-tricolori-i-tedeschi-a-ramstein-fu-sabotaggio-1.3136203
Spero con tutto me stesso che prima possibile si arrivi ad una verità, che venga fatta giustizia.
Paolo
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... e fate bene, qui di teste "strane" a dir poco ce ne sono a iosa...
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(1) Dallo studio che io ho fatto del verbale di Lorenzini egli all'inizio dice "il pilota ha detto "il vento ci porta giù", poi quasi alla fine del verbale dice Lorenzini "Preciso che il pilota ha solo detto: ah ah".
Ho scritto incomprensibile tra parentesi perchè questo mio studio dovrebbe essere confermato dallo scrivente quel verbale, l'unico che può sapere con certezza quello che ha scritto. laura picchi
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La causa e' facilmente spiegabile. Il battesimo dell'aria dei cadetti era prevista proprio sul C119 con a capo il cap. Murrer, e la carta d'imbarco era stata predisposta gia' al mattino.
Nel frattempo accade, in quella stessa mattina, che il Cap. Murri non supera l'esame di riabilitazione al pilotaggio sul C130 - per aver confuso i punti al suolo mi avrebbe tranquillamente confessato durante il pranzo -. Cos' accade che il comando ritiene di "non sprecare" il volo pomeridiano del C130 sul quale il Murri avrebbe ripetuto l'esame (tornando tragicamente a cionfondere i punti al suolo) e quindi dispone il trasferimento su quel volo dei cadetti.
Come sempre accade in queste condizioni di approssimazione non ci si curo' di cambiare la carta d'imbarco dei passeggeri (anche perche' ad un esame postumo sarebbe risultato incompatibile che un pilota non ancora ri-abilitato volasse con 40 passeggeri a bordo!!). Purtroppo i Magistrati lasciarono che cadesse nel vuoto il perche' di quella documentazione fondamentale per l'accertamento di responsabilita' dolose e il Magistrato romano che mi escusse nel procedimento civile nel 1995 ritenne di concludere "pilatescamente" che non avevo dato alcuna prova certa che il Murri avesse realmente le mani sui comandi. (In realta' avevo offerto, io credo, una dinamica ben diversa: con una tardiva presa di consapevolezza del Pilota della trappola in cui era stato condotto dal Murri, riacquisendo con una bestemmia la diretta esecuzione delle manovre; ed avevo anche detto che il secondo pilota - Murri -, se fosse stato lucido ed addestrato, ben avrebbe potuto azionare anche all'ultimo momento i flaps, che avrebbero indotto una improvvisa escursione verso l'alto del velivolo certamente sufficiente a superare l'ostacolo fatale contro il quale invece l'aereo si sarebbe sfracellato di li' a poco. Lo schianto avvenne dunque anche per l'errore concomitante del pilota - non esente da condizioni di tensione personale che ne avrebbero sconsigliato forse l'impiego - di applicare tutta la potenza possibile al velivolo nel tentativo di superare l'ostacolo, ma cosi' determinando si' una grande velocita' ascensionale ma al tempo stesso una eccessiva velocita' di traslazione orizzontale, che avrebbe portato infatti il velivolo a schiantarsi di coda sul limite estremo del costone costone).
Per la 45^ bara la spiegazione e' ancora piu' orrida: i corpi delle vittime erano totalmente straziati, e dopo ore di impegno a riscostruire i singoli corpi alla fine i resti furono distribuiti tra le varie bare senza guardare troppo per il sottile. Risulto' cosi' essere stata composta una bara in eccesso, e qualcunoi ritenne di "liberarsene" andandola ad inumare in un anonimo loculo del cimitero, finche' uno dei genitori delle vittime non ne ebbe consapevolezza e ottenne che essa fosse inumata a nome di tutte le vittime nel sacrario costruito sul Monte Serra.
Grazie per le sue parole di apprezzamento e di solidarieta', ma a ciascuno di noi e' chiesto in momenti diversi e circostanze diverse di essere fedele alla propria umanita'. E' quello che ho ritenuto doveroso fare, senza che questo mi conferisca altro titolo che quello di aver fatto la cosa giusta, molto semplicemente.
Mario Ciancarella
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La ringrazio sig. Ciancarella e mi scuso se ho postato un messaggio troppo stringato e superficiale; sincerante, però, non pensavo che mi avrebbe risposto lei in persona… Mi scuso inoltre se il mio intervento non ha mostrato la dovuta sensibilità nei confronti delle giovani vittime del Monte Serra...A mia difesa, posso dire solo che partecipo emotivamente alla tragedia anche se essa è distante molti anni dai nostri giorni… A quei tempi (1977) ero appena nato e, quindi, non ricordo l’evento ma lei, Ciancarella, è riuscito a trasmettermi il suo sdegno verso la iattanza del potere e verso l’assoluta indifferenza di quest’ultimo per il dolore e le sofferenze umane…Sto leggendo il suo e-book “Impossibile pentirsi” e mi sto accorgendo non solo della sua perfetta conoscenza degli avvenimenti ma anche della sua profonda umanità! Tutto ciò le fa onore….ma sicuramente le fa ancora più onore il fatto che lei abbia sacrificato i suoi affetti e la sua carriera per la ricerca della verità e per rendere giustizia a quei poveri ragazzi martoriati negli anni più belli della loro gioventù…La sua risposta è stata per me preziosa poichè mi ha chiarito alcuni particolari che mi erano sfuggiti in una prima lettura del suo libro….Ha ragione lei quando dice che il Cap. Murri non doveva essere nella cabina di pilotaggio del C130…Ha perfettamente ragione…
Non me vorrà, però, se aggiungo qualche domanda per soddisfare la mia volontà di ricerca…
1)lei dice che l’alterazione del risultato del test di riabilitazione al pilotaggio “non spiegava come mai i cadetti risultasse dovessero imbarcarsi su un velivolo diverso (C119 e non C130) e come mai la carta d'imbarco per la assicurazione risultasse infatti compilata per il solo velivolo C119, e con un Comandante Pilota diverso (il Capitano Murrer)”….In effetti, nemmeno io ho capito perché i Cadetti sono saliti sul C130 al posto del C119…!!! Saprebbe darmi una spiegazione?
2)si possono fare delle ipotesi sull’identità della 45a salma non identificata? e che nesso potrebbe esserci tra quest’ultima e la strage?
La ringrazio anticipatamente per la disponibilità che vorrà di nuovo accordarmi….Tengo molto, però, a dirle che, per quel poco che può contare la mia voce ed anche se non la conosco di persona, le sono moralmente vicino…
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Una strage e' colposa solo quando non ci sia connessione diretta tra la causa diretta dell'incidente e la volonta' di quella causa abbia contribuito a determinare.
Esistono protocolli precisi ed ineludibili che avrebbero dovuto assolutamente impedire al Cap. Murri di essere ai comandi di volo quel pomeriggio. La mattina non aveva superato il test di riabilitazione al pilotaggio e questo non permetteva che potesse volare portando a bordo passeggeri che non fossero i soli membri dell'equipaggio. Quindi non e' corretto dire che quel pilota "non avrebbe potuto essere". Egli non avrebbe dovuto esserci.
Tant'e' che la prima attivita' di alterazione dello scenario si concentro' nella alterazione del risultato del volo del mattino. Una alterazione piuttosto maldestra (se solo il Magistrato avesse voluto approfondire) perche' non spiegava come mai i cadetti risultasse dovessero imbarcarsi su un velivolo diverso (C119 e non C130) e come mai la carta d'imbarco per la assicurazione risultasse infatti compilata per il solo velivolo C119, e con un Comandante Pilota diverso (il Capitano Murrer).
La scarsa perizia si collegava alle precondizioni con cui il Murri si era a lungo sottratto dall'essere presente e dal praticare il pilotaggio, inventando situazioni sanitarie inesistenti della moglie a cui tutti avevano finto di credere, mentre molti dei vertici non potevano non sapere che si trattava di alibi precostituiti per nascondere una attivita' alternativa di "venditore d'armi" a Paesi sottoposti ad embargo.
Non so se questo "qualcos'altro" e' sufficiente a suscitare lo sdegno necessario per la morte di tanti giovani e dei colleghi di equipaggio. Per me lo fu e mi determino' a chiedere conto delle responsabilita' finche' avessi avuto vita e fiato.
Mario Ciancarella
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