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Milan - Juventus 1-2 Semifinale Andata Coppa Italia 2011-2012

Post n°864 pubblicato il 09 Febbraio 2012 da resistenzabianconera
 

Conte, lezione al Milan. La Juve ipoteca la finale
Con una squadra imbottita di riserve, il tecnico bianconero dà spettacolo al Meazza piegando per 2-1 i rossoneri. Decide una doppietta di Caceres. Nel mezzo, illusorio pari di El Shaarawy

Milan (4-3-1-2): Amelia 5, Bonera 5.5, Mexes 6, Thiago Silva 6, Antonini 6.5, Emanuelson 5 (16' st Robinho 5.5), Van Bommel 6 (41' st Maxi Lopez sv), Ambrosini 6, Seedorf 5, Ibrahimovic 5, El Shaarawy 6.5. (30 Roma, 15 Mesbah, 19 Zambrotta, 34 Cristante, 9 Inzaghi). All.: Allegri.
Juventus (3-5-2): Storari 6.5, Barzagli 6.5, Bonucci 6, Chiellini 6.5, Caceres 7.5, Padoin 6.5 (25' st Marrone 6.5), Pirlo 6.5, Giaccherini 6.5, Estigarribia 6.5, Borriello 6 (23' st Vucinic 6), Del Piero 6 (22' st Quagliarella 6). (13 Manninger, 26 Licthsteiner, 8 Marchisio, 17 Elia). All.: Conte.
Arbitro: Mazzoleni di Bergamo 6.
Reti: nel st 8' e 38' Caceres, 17' El Shaarawy.
Angoli: 5-4 per la Juventus
Recupero: 1' e 2'
Ammoniti: Ambrosini, Quagliarella e Mexes per gioco falloso.
Spettatori: 30 mila circa

MILANO - La Juve-2 dà una lezione al Milan e, oltre ad ipotecare la finale di Coppa Italia, manda un chiaro segnale ai rossoneri in chiave scudetto. Le gerarchie per ora sono cambiate. Se i rossoneri vorranno provare a confermarsi campioni dovranno davvero rimboccarsi le maniche. Al di là della mera valenza numerica (ora il Milan sarà costretto a vincere con 2 gol di scarto a Torino per staccare il biglietto per la finalissima di Roma), la vittoria dei bianconeri è stata netta e pesantissima. Tanto più se si pensa che Conte si è concesso il lusso di tenere fuori gente come Buffon, Lichtsteiner, Vidal, Marchisio, Matri e Vucinic, tanto per citare chi, in questa stagione, ha giocato più spesso.

CONTE CAMBIA, ALLEGRI NO -
Se da un lato, infatti, Allegri, rispetto alla gara col Napoli, ha modificato pochissimo, rimpiazzando solo l'appannato Robinho con la freschezza di El Shaarawy, sul fronte opposto Conte ha stravolto la Juve, cambiando ben 8/11esimi della squadra che ha affrontato il Siena. Ma, al contrario di chi pensava che in campo, di conseguenza, si assistesse a un dominio rossonero, sono stati gli ospiti, a lungo, a dettare i tempi.
 
CENTROCAMPO A 5, IDEA VINCENTE - Merito del modulo (3-5-2), che ha costretto il Milan a chiudere spesso in affanno per sopperire all'inferiorità numerica in mediana, ma anche di una maggiore pressione, che non si è tramutata in gol solo per l'evanescenza in avanti del duo Del Piero-Borriello e per l'imprecisione al tiro di Estigarribia cha ha sciupato, con una conclusione strozzata, la migliore occasione costruita dalla Juve nel primo tempo.
 
IBRA ASSENTE, EL SHAARAWY SPRECA  -  Abbandonato, almeno per un'ora, da un Ibrahimovic evanescente, forse ancora turbato dall'episodio di domenica scorsa che gli è costato tre turni di squalifica, il Milan si è affidato alla voglia e ai buoni tagli di El Shaarawy per mettere in crisi la difesa a 3 della Juve. Ma nell'unica occasione in cui è riuscito a sorprendere i più esperti rivali, l'ex fantasista del Padova non ha avuto la freddezza necessaria per battere, da posizione angolata, Storari.
 
CACERES SBLOCCA IL RISULTATO -
Allegri ha provato a svegliare i suoi nell'intervallo chiedendo di alzare il baricentro ma la Juve non si è impressionata e alla prima ripartenza è passata con un tap-in di Caceres, lesto a riprendere una respinta corta di Amelia su tiro di Borriello.
 
ALLEGRI, INTUITO ROBINHO -
Il Milan per reagire ha avuto bisogno dell'innesto di Robinho al posto dell'impalpabile Emanuelson. Il brasiliano si è subito piazzato in mezzo all'area creando confusione tra le maglie bianconere che, su una torre di Ambrosini si sono dimenticati di guardare El Shaarawy, bravo a battere sottomisura con freddezza Storari.
 
CONTE, MOSSE VINCENTI -
Il gol invece di caricare il Milan ha scatenato la reazione di Conte e della Juve. Il tecnico ha deciso di cambiare gli attaccanti (fuori Borriello e Del Piero, dentro Vucinic e Quagliarella) e la mossa lo ha premiato. Da un angolo per i rossoneri la squadra si è velocemente dispiegata in attacco grazie a un lancio di Vucinic per Giaccherini che ha subito rimesso in mezzo: Mexes ha liberato corto sui piedi di Caceres che con un magnifico destro a giro si è tolto la soddisfazione di mettere a segno un'inedita doppietta.
 
UN FEBBRAIO DA DIMENTICARE -
L'ultimo sussulto d'orgoglio il Milan lo ha affidato al solito El Shharawy che, però si è visto deviare sul fondo da Robinho un destro che forse avrebbe potuto impensierire Storari. L'immagine perfetta di un febbraio che, per ora, è tutto da dimenticare.

Il finale era ancora juventino e di Ibra: non pago della squalifica in campionato, Zlatan si appiccicava con Storari al fischio conclusivo per una banalità. Stavolta non partiva il ceffone ma le dita finivano ugualmente sulla faccia dello juventino. Una guapperia alla svedese. Roba che non vendono all’Ikea.

Milan, Ibrahimovic ci ricasca. Questa volta buffetto a Storari

«Cose che capitano», dirà alla fine Marco Storari. Al signor Zlatan Ibrahimovic pare un po’ troppo spesso, anche se, forse, mai le immagini televisive dimostreranno il nuovo buffetto. Spunta qualche testimonianza, però: «Il gesto c’è stato - ha raccontato Giorgio Chiellini - tale e quale a quello di domenica, solo che al posto di Aronica c’era Storari. Poi chiaro che non ha lasciato occhi neri e non ha ucciso nessuno». Dentro le telecamere Rai, almeno nelle immagini mostrate ieri sera, resta un’inquadratura larga, e sguardo sui particolari vagamente sfocato. Più che vedere, si può intuire o dedurre.

Anche stavolta, il dispensatore di buffetti tenta di farsi giustizia per i fatti suoi, a gioco fermo. La semifinale con la Juve è appena finita, e gli animi sono ancora in ebollizione, nonostante il gelo. L’ultima scintilla è stato un calcio d’angolo non concesso dopo presunta deviazione di Storari su tiro di Robinho. Ibra, che ha avuto partita dura e persa, di quelle che gonfiano i nervi per la rabbia, s’avvicina al portiere bianconero. Tra i due vola qualche parola, in mezzo a un capannello di giocatori, poi lo svedese appoggia le dita sulla guancia del collega, e il buffetto è dato. Mica un colpo da ko, chiaro, ma il gesto c’è, come pure l’indole del giustiziere. Che qualcosa è successo se n’è accorto pure il cronista Rai piazzato a bordo campo, tanto che pochi attimi dopo lo chiede a Conte. Frase: nel finale c’è stato un buffetto di Ibrahimovic a Storari. Risposta del tecnico: «Sì, ho visto che è successo qualcosa». Altro non esce, perché molti erano ormai all’orizzonte. Massimiliano Allegri: «Non ho visto niente, ero lontano». La situazione si calma a fatica, con Chiellini che si confronta a muso duro con Mauro Tassotti, viceallenatore rossonero: «Nulla di grave - ha aggiunto il difensore juventino - lui stava solo protestando a favore di Ibra, e in questi casi ognuno, compreso me, prende le difese del compagno».

Finito il duello rusticano, Ibra s’è allontanato dal prato con calma. La stessa con cui è uscito dagli spogliatoi, è passato davanti a telecamere e giornalisti salvo però concedersi sorridente a qualche foto con i tifosi. Poco prima era filato via Storari che, da vecchio frequentatore di campi, aveva già minimizzato: «Cose che capitano». Teoricamente Ibra può rischiare la prova tv, ma il sospetto è che le immagini potrebbe non chiarire l’episodio, al di là di ogni ragionevole dubbio, come richiesto dal codice. Resta un pessimo spot, in vista del ricorso del 17 febbraio contro la squalifica di tre giornate per il buffetto ad Aronica, nella partita di campionato contro il Napoli. Una squalifica che gli farebbe saltare la Juve, nel duello scudetto del 25 febbraio: tutta colpa di un buffetto.

Conte: "Caceres migliori in difesa!"

Antonio Conte resta con i piedi per terra: «Le nostre chance di raggiungere la finale sono sempre le stesse. Abbiamo il cinquanta per cento di possibilità di farcela. Il Milan è una squadra che può far bene anche fuori casa». La vittoria sui rossoneri è arrivata con una Juve formato sperimentale: «L’avrei pagata se non fosse arrivato il risultato. Mi avrebbero detto che avevo esagerato». Ha funzionato quasi tutto, ma soprattutto sono arrivati i due gol del neoacquisto Caceres: «Non è la serata giusta per dirlo, ma deve migliorare molto in fase difensiva». Poi il solito invito al sacrificio: «Siamo partiti sognando e c’è un solo verbo che aiuta a coronare i sogni, lavorare».


 
 
 

"MIRACOLO" DEL PIERO: BIMBA IN COMA (da Leggo.it)

Post n°863 pubblicato il 07 Febbraio 2012 da resistenzabianconera

Martedì 07 Febbraio 2012 - 15:06

CROTONE - Miracolo in Calabria, dove una bimba si è risvegliata dal coma dopo aver sentito il messaggio del suo campione preferito. Non si tratta di una favola, ma della storia della piccola Giada Scalisa, bimba di 12 anni e grande tifosa della Juventus e di Del Piero. Giada era in coma dallo scorso 22 gennaio. I genitori avevano chiesto alla bandiera della Juve di inviare un video messaggio da far ascoltare alla bambina. Del Piero, sempre vicino alle problematiche dei suoi fan, non si è tirato indietro ed ha prontamente soddisfatto la richiesta dei genitori di Giada. Adesso la piccola si è svegliata dal coma grazie al suo campione ed ha iniziato le terapie di recupero.

 
 
 

22^ 2011-2012 Juventus - Siena 0-0

Post n°862 pubblicato il 07 Febbraio 2012 da resistenzabianconera
 

Imbrigliati dagli avversari, gli uomini di Conte non schiodano il risultato di partenza. Pegolo decisivo nella ripresa, negato nel finale un rigore ai padroni di casa per un fallo di mano di Vergassola

Juventus (4-3-3): Buffon 6, Lichtsteiner 6,5, Barzagli 6,5, Chiellini 6, De Ceglie 7, Vidal 6, Pirlo 6, Marchisio 6, Pepe 5,5 (37' Giaccherini 6) Matri 5,5 (30' st Quagliarella sv), Vucinic 5,5 (15' st Borriello 5,5). (30 Storari, 19 Bonucci, 34 Marrone, 10 Del Piero). All.: Conte
Siena (4-4-2): Pegolo 7,5, Vitiello 6, Terzi 7, Rossettini 7, Del Grosso 6,5, Giorgi 6 (22' st Reginaldo sv), Gazzi 6,5, Vergassola 6,5, Brienza 6, Destro 6 (28' st Parravicini sv), Calaiò 6 (10' st Gonzales 6). (12 Farelli, 80 Contini, 21 Rossi, 10 D'Agostino). All.: Sannino
Arbitro: Peruzzo 5,5.
Angoli: 9-3 per la Juventus.
Recupero: 1' e 4' .
Ammoniti: Pegolo e Parravicini per comportamento non regolamentare, Barzagli e Borriello per proteste, Chiellini per gioco scorretto.
Spettatori 35392, incasso 1068110

La soluzione del quesito su chi vincerà lo scudetto è chiara: bisogna vedere se la Juve perderà con le «piccole» più punti di quanti il Milan ne perde con le «grandi». È una bella lotta. Lo 0-0 con il Siena è senza dubbio un’occasione gettata via per mettere fieno in cascina, come dice Buffon: tenere i milanisti a tre punti, allungando su Udinese, Lazio, Inter con una partita da recuperare avrebbe dato ai bianconeri una maggiore fiducia nel futuro, che sia lo scudetto o la qualificazione diretta in Champions League. Così invece si prolunga la serie dei pareggi che la Juve poteva evitare: Bologna, Genoa, Cagliari e adesso i toscani, per limitarsi alle opportunità sprecate in casa. È troppo. A memoria soltanto l’Inter di Bersellini vinse il campionato con 13 pareggi, che allora erano una mezza vittoria ma da quando sono stati introdotti i tre punti sono una quasi sconfitta e come tale va letto il risultato di ieri, arrivato in fondo a un match giocato male.

La Juve ha una grande recriminazione da opporre, cioè il tocco di Vergassola con il braccio su un cross di Chiellini in area a 5’ dalla fine. Per quanto ne dica il centrocampista senese non si parla di involontarietà quando il braccio è largo e si muove verso la palla. Quello era un rigore che Peruzzo non ha visto, o ha giudicato male, sporcando una direzione fino a quel punto sufficiente: più di chiedere arbitri espertissimi e internazionali, come se fossero una garanzia di regolarità con tutti i disastri cui abbiamo assistito, la Juve dovrebbe pretendere il certificato dell’oculista.

Il Siena, che già all’andata aveva concesso un paio di tiri incluso il gol di Matri, non ha rubato. Si è difeso con ordine e intelligenza, ha corso molto per tappare ogni buco a centrocampo e nel primo tempo se l’è cavata in palleggio meglio dei bianconeri, uscendo con la palla al piede dalle situazioni pericolose. Però si parla della quart’ultima in classifica e aver costretto Pegolo a un paio di parate difficili, più qualche altra più ordinaria, significa che la Juve ha capito poco del match. Nel primo tempo ha sbagliato le azioni già in partenza senza neppure arrivare all’errore sotto porta che fin qui era stato il suo difetto. Da Vucinic a Vidal era la sagra del tocco sbilenco, la manovra moriva in una sarabanda lenta e complicata di passaggi nebbiosi. Le sole iniziative buone le avevano Lichtsteiner e De Ceglie ma nessuno ne sfruttava i cross.

Nella ripresa i bianconeri hanno tenuto il piede più pigiato sull’acceleratore, però con il passare del tempo sono cresciuti l’affanno e la confusione, che per una squadra votata all’organizzazione di gioco è l’anticamera del fallimento: infatti dopo una punizione parata a Pirlo al 14’ e un colpo di testa di Matri rinviato da Pegolo al 16’ non si è più vista un’azione nitida, soltanto un’acciaccapesta di lanci e traversoni imbottigliati nell’area dove i senesi avevano vita più facile a respingere. Pirlo pareva una madre con i figlioletti aggrappati alla gonna: tutti lo cercavano perché se la sbrogliasse lui. E il Siena avrebbe potuto addirittura fermare l’imbattibilità juventina se Gonzalez non fosse stato egoista in un contropiede apertissimo e se Gazzi avesse sbattuto in porta la palla che un intervento difettoso di Buffon gli aveva lasciato a tre metri dalla linea.

Congelati e delusi i tifosi si chiedono come sia possibile sprecare occasioni del genere. In realtà c’è poco di strano in una squadra che sta imparando un football nuovo e alterna alti e bassi: gioca bene, e talvolta benissimo, contro chi l’affronta a viso aperto, fatica da bestia quando deve scardinare una resistenza più passiva. È una questione di meccanismi e anche di momenti. Ad esempio Marchisio, Pepe e soprattutto Vidal sono calati rispetto all’avvio di stagione mostruoso: mancano i loro gol, si avverte l’assenza del loro peso nell’azione. È un lusso che la Juve non si può concedere.

Il tecnico bianconero non si nasconde: "Dovevamo sfruttare meglio i risultati favorevoli provenienti dagli altri campi. Ma oggi il Siena non ci ha fatto giocare e a noi è mancato il guizzo vincente. Il rigore? Ingiusto ridurre tutto a un episodio". Marotta, invece, è nero: "Penalizzati da un arbitro inesperto". Il dg della Juve torna a parlare di arbitri dopo le polemiche post Siena: ''Le spiegazioni del designatore Braschi non mi hanno convinto, vogliamo direttori di gara esperti e un confronto continuo."

 
 
 

Parma-Juve rinviata per neve

Post n°861 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da resistenzabianconera

Conte: "Si poteva giocare alle 15"

Dopo un lungo conciliabolo tra i vertici di Parma e Juventus, l’arbitro Mazzoleni di Bergamo, il prefetto Luigi Viana, il Gos (Gestione ordine degli spettacoli), i vigili del fuoco, i capitani Morrone e Buffon, quando mancava meno di un’ora al calcio di inizio dell’anticipo della seconda giornata di ritorno della Serie A, il match è stato rinviato per la neve e il gelo che da qualche ora erano arrivati sull’Italia. Una decisione pressoché scontata, eppure meditata a lungo e rinviata all’ultimo minuto utile, quando ancora i cancelli erano chiusi e i tifosi premevano per entrare. E con una punta polemica da parte delle due società.

Quando la voce dello stop è cominciata a circolare, tra i supporter delle due squadre è serpeggiato un forte malumore e c’è stato qualche lancio di palle di neve verso lo stadio. E così si è ripetuto quello che accadde esattamente due anni fa, il 31 gennaio 2010, quando a saltare fu Parma-Inter, sempre per colpa della neve. Anche questa sera si è verificato il problema della sicurezza sugli spalti, innevati e ghiacciati, ma anche la prova del campo ha detto di no. In pochi minuti dopo la scopertura dai teloni l’erba si è imbiancata e ghiacciata, a causa del perdurare della nevicata e della temperatura sotto zero. Il Parma avrebbe voluto giocare, come di solito accade per una squadra sfavorita sul proprio campo in questi casi. La Juventus no. Del resto entrambe le squadre non hanno impegni di coppe europee e giocare questa gara in condizioni impossibili non aveva molto senso. Ma c’è una punta di risentimento nel commento di Pietro Leonardi, amministratore delegato gialloblù: «Alle 20 ho accettato la decisione - ha detto - anche se oggi siamo qui tutti a parlare. Nessuno ha avuto niente da dire in occasione di Parma-Palermo (il 4 dicembre scorso, ndr), nonostante ci fosse la nebbia». In quella circostanza «non c’erano certo le condizioni per giocare».

«È assurdo che si giochi in impianti così obsoleti e fatiscenti - ha risposto piccato l’ad della Juve Giuseppe Marotta -, è ora che la politica si muova, per promuovere la nuova legge sugli stadi. Non è possibile che ci rimetta sempre lo spettacolo del calcio. E mi è dispiaciuto molto per i nostri tifosi venuti fino a qui». E il tecnico bianconero, Antonio Conte, ha rincarato la dose: «È impossibile che, con i mezzi che ci sono a disposizione oggi, si debba rinviare una partita del genere. Si poteva giocare alle 15. Noi adesso siamo obbligati a farci dieci ore di pullman per tornare a casa e ritornare a Parma chissà quando, per giocare questa partita». Dopo la neve, il gelo.

 
 
 

20^ 2011-2012: Juventus - Udinese 2-1

Post n°860 pubblicato il 29 Gennaio 2012 da resistenzabianconera
 

Matri show, la Juve non si ferma più
JUVENTLa Juventus batte l' Udinese 2-1 con due gol dell'attaccante, Floro Flores aveva pareggiato, e resta al comando della classifica. Oggi in campo Inter e Milan e il resto della serie A

JUVENTUS (3-5-2): Buffon 6,5 Bonucci 6, Barzagli 6,5, Chiellini 6,5, Lichtsteiner 6 (36' st De Ceglie sv), Vidal 5.5, Pirlo 6, Giaccherini 6, Estigarribia 6.5 (19' st Pepe sv), Matri 7, Quagliarella 6 (15' st Marchisio 6). (30 Storari, 34 Marrone, 10 Del Piero, 23 Borriello). All. Conte 6.5
UDINESE (3-5-1-1): Handanovic 6.5, Ferronetti 5.5, Danilo 6,5, Domizzi 6 (27' st Battocchio sv), Basta 6, Isla 6 (39' st Pereyra sv), Fernandes 6, Armero 6, Pasquale 6,5 Abdi 5,5 (1' st Floro Flores 6.5), Di Natale 6. (21 Padelli, 13 Neuton, 24 Ekstrand, 25 Torje). All. Guidolin 6
Arbitro: Valeri 6,5
Reti: 42' Matri; 10' st Floro Flores, 17' st Matri Angoli: 6-4 per l'Udinese
Recupero: 0 e 3'
Ammoniti: Fernandes, Giaccherini, Ferronetti, Armero per gioco scorretto; Isla e Di Natale per proteste.
Spettatori 39265, incasso 1.359.255

L’Udinese è esattamente il tipo di avversario che la Juventus può patire perché gioca con gli stessi principi. Averla battuta, soffrendo ma con merito, e dopo il 3-0 alla Roma in Coppa Italia, dà altra consistenza alle ambizioni, oltre a mandare a 6 punti una rivale temibile, forse la più rognosa insieme all’Inter, per un posto in Champions League.

È stata la festa di Matri, che si è ritrovato con due reti da centravanti vero in un periodo opaco. Eppure sembrava che la nuvoletta fantozziana l’avesse seguito anche ieri spruzzando neve sulle sue prime palle gol. Se le due monumentali occasioni che la Juve ha costruito in 23’ le avesse avute Di Natale, l’esito sarebbe stato subito diverso: invece con Estigarribia e, appunto, Matri si è rimasti sullo 0-0. È impressionante come sia diminuito, tanto da diventare una rarità, il numero di giocatori che quando si presentano soli davanti al portiere in uscita bassa lo sanno scavalcare con un tocco morbido sotto al pallone. Lo fanno Messi e pochi altri fuoriclasse. Il resto della bipedia calcistica, la cui pochezza tecnica è stata sacrificata fin da ragazzini alla muscolarità, cerca il tiro forte e radente così se il portiere è bravo a uscire dai pali lo centrano come un cinghiale alla carica. Handanovic è stato bravissimo. I due juventini gli sono arrivati davanti in solitudine, lanciati oltre la difesa friulana da Quagliarella e Giaccherini, e lui ha chiuso il varco tra gli smoccoli di Conte la cui religiosità è sempre messa a dura prova.

Le due palle gol erano venute in contropiede, a conferma che con l’Udinese è difficile arrivare in porta con il gioco manovrato. A Guidolin sono venuti a mancare i convocati per la Coppa d’Africa ma il suo impianto di gioco è immutato: si è inventato Isla e Armero interni, insiste sul ritmo elevato e sulla capacità di anticipare gli avversari a centrocampo per ripartire in velocità. In attacco c’è una sola punta, Di Natale, ma quando l’Udinese prende palla sembra l’armata dei tartari a cavallo ed è complicato prenderne le misure. La Juve l’ha fatto bene.

Il controllo di Bonucci e Barzagli su Di Natale è stato implacabile: addirittura Pirlo si è immolato in un tackle scivolato per bloccare Armero prima che andasse in progressione. Il pericolo era di farsi cogliere scoperti: con la massima attenzione gli juventini (come chiamarli bianconeri se insistono con queste magliette rosa confetto?) hanno smorzato l’arma migliore degli avversari. Buffon è stato straordinario nel deviare una botta forte e bassa di Armero al 16’ dal limite dell’area. Niente al confronto del lavoro svolto da Handanovic, oltre alle due uscite. Dopo l’errore di Estigarribia in avvio, la Juve ha un po’ subito l’assestamento dell’Udinese: l’intensità è tornata intorno alla mezz’ora, la pressione costante ha mandato in tilt i friulani che hanno cominciato a perdere palloni. Gli juventini hanno preso in mano il match fino al gol di Matri, che i «tap in» non li sbaglia: cross di Estigarribia, spizzicata di testa di Quagliarella e sulla smanacciata affannosa di Handanovic, il piede del centravanti ha anticipato Domizzi.

L’attenzione messa del primo tempo si è crepata all’inizio di ripresa. L’Udinese è feroce nel punire gli errori a centrocampo e ripartire in superiorità numerica: bisogna sbagliare poco, invece tra passaggi sbagliati e contrasti persi la Juve concedeva in 10’ molto più che in tutto il primo tempo. Di Natale, opaco (e c’era Prandelli in tribuna per osservarlo insieme a un bel gruppo di juventini), metteva fuori di pochissimo. Floro Flores invece non falliva l’occasione sul contropiede favorito da una tra le molte sciocchezze di Vidal in appoggio: squadra sbilanciata, felice l’assist di Isla in un varco largo quanto un’autostrada. Tutto da rifare con una Juve confusa. La sostituzione di Quagliarella con Marchisio suonava come un atto di resa al pareggio, invece la mossa dava i frutti. A pochi secondi dall’ingresso Marchisio dava in area a Matri, bravissimo a girarsi e a incrociare in diagonale nell’angolo basso. Gran gol. La Juve ora era più portata a gestire la palla tenendo basso il ritmo: faticava e forse si faceva sentire la stanchezza di Coppa Italia, perdeva ancora palloni ma non si esponeva più con la difesa al vento.

"E' stata la vittoria della sofferenza"

Antonio Conte dopo il successo sull'Udinese: "Era una partita che temevo molto, da vincere soffrendo e l'abbiamo fatto". Un neo alla prestazione: "Il nostro possesso palla era un po' sterile, ponevamo il fianco alle loro ripartenze e il loro gol è stato un nostro regalo.

TORINO - La partita da 'sei punti' è stata vinta, ed Antonio Conte si gode una vittoria fondamentale per restare in vetta e lanciare segnali al Milan: "Era una partita che temevo molto. Sappiamo che loro sono una squadra che fa questo tipo di calcio fatto di ripartenze e con giocatori di grande qualità, perché i vari Di Natale, Floro Flores, Armero, Isla, sono tutti calciatori da grande squadra. E questo, oltre al lavoro di Guidolin, spiega perché l'Udinese arriva davanti alla Juve da diversi anni. Oggi abbiamo disputato una buona partita, con sacrificio, anche se nel finale abbiamo pagato la stanchezza della gara di Coppa Italia contro la Roma. Le parate di Buffon? Le ho viste ma faccio i complimenti anche ad Handanovic, che di Buffon è l'erede". spiega ai microfoni Sky.

Il momento di maggiore sofferenza nella fase iniziale della ripresa, con il pari di Floro Flores: "Dobbiamo migliorare nella gestione del pallone. Siamo passati meritatamente in vantaggio ma nonostante vincessimo 1-0 l'Udiense ci aspettava nella sua metà campo e noi abbiamo perso delle palle che ci potevano costare care. Il gioco dell'Udinese è questo, aspettare, ripartire e fare male. Il nostro possesso palla era un po' sterile, ponevamo il fianco alle loro ripartenze e il loro gol è stato un nostro regalo. Bisognava stare più attenti ma anche questo fa parte del processo di crescita".

Poi il definitivo 2-1 di Matri: "Per fortuna siamo stati bravi a rimettere le cose a posto. Ho fatto i complimenti ai ragazzi, era una partita da vincere soffrendo e l'abbiamo fatto, bene così". Passando ai singoli, nota lieta si conferma Giaccherini, 'reinventato' mezzala e ancora all'altezza. "Ha intensità, ritmo, tecnica, salta l'uomo, ha i tempi d'inserimento giusti. Il suo esempio ci deve dare la forza di puntare su giocatori che provengono da squadre minori, se si guarda bene anche nelle serie minori si possono trovare delle situazioni belle. Del resto anche ai miei tempi era così, ricordo Di Livio, Torricelli, io stesso arrivavo dal Lecce.

 
 
 

DEL PIERO INVIA MESSAGGIO PER SVEGLIARE BIMBA IN COMA

Post n°859 pubblicato il 26 Gennaio 2012 da resistenzabianconera

Il capitano della Juventus, Alessandro Del Piero, ha immediatamente risposto all'appello fatto dai genitori di una bambina di 12 anni di Cerenzia per aiutarla a risvegliarsi dallo stato di coma in cui si trova. Del Piero ha registrato ed inviato un videomessaggio a Giada, tifosissima della Juventus, ricoverata nell'ospedale dell'Annunziata di Cosenza.
L'appello era stato rivolto al campione bianconero dai genitori attraverso la fondazione Paolo di Tarso. Giada, che soffriva già di gravi patologie, si è sentita male domenica mattina quando stava vedendo i gol della sua squadra del cuore in tv. La bambina, dopo una Tac nell'ospedale di San Giovanni in Fiore che ha subito evidenziato il problema, è stata trasferita con l'elisoccorso a Cosenza dove è stata sottoposta ad un intervento chirurgico alla testa che secondo i medici è andato bene. La bimba, però, si trova ancora in coma e per questo i genitori avevano lanciato un appello affinchè Del Piero, del quale la ragazzina è una fan sfegatata, potesse inviarle un videomessaggio per sollecitare il risveglio dallo stato di coma in cui la piccola si trova. Il numero 10 ha risposto prontamente inviando un messaggio audio e video alla famiglia di Giada

 
 
 

Coppa Italia - IV finale: Juventus - Roma 3-0

Post n°858 pubblicato il 25 Gennaio 2012 da resistenzabianconera
 

La Juve è travolgente. Umiliata la Roma
Roma sconfitta per 3-0. Bianconeri in semifinale

Juventus (3-4-3): Storari 6,5, Barzagli 6,5, Bonucci 6,5, Chiellini 7, Lichtsteiner 7, Pirlo 6,5, Marrone 6,5, Giaccherini 7 (42' st Krasic sv), Estigarribia 7, Borriello 6 (17' st Matri 6,5), Del Piero 7 (31' st Quagliarella 7). (13 Manninger, 11 De Ceglie, 5 Pazienza, 22 Vidal). All. Conte.
Roma (4-3-3): Stekelenburg 6, Taddei 5, Kjaer 5, Heinze 5, Angel 5, Simplicio 5,5 (20' st Greco 6), Gago 6, Pjanic 5,5, Lamela 5, Bojan 5 (12' st Borini 6), Totti 5 (26' st Perrotta sv). (1 Lobont, 4 Juan, 87 Rosi, 92 Viviani). All. Luis Henrique.
Arbitro: Banti 6.
Reti: 6' Giaccherini, 29' Del Piero, 45' st Kjaer (aut).
Angoli: 4-3 per la Roma.
Recupero: 1' e 4'.
Espulsi: Lamela al 22 st per fallo su Chiellini.
Ammoniti: Estigarribia per comportamento non regolamentare; Barzagli per proteste; Pjanic, Simplicio, Totti, Krasic per gioco scorretto.
Spettatori: 38.498, incasso 544.270

È la Juventus la prima semifinalista di Tim Cup. Con i gol di Giaccherini, Del Piero (gran gol quello del capitano) e l’autorete di Kjaer nel finale la capolista ha avuto la meglio su una brutta Roma, ampiamente ridimensionata dopo lo spettacolo offerto contro il Cesena. Dopo soli sei minuti i bianconeri passano: un passaggio apparentemente innocuo di Bonucci «buca» la difesa giallorossa, si infila alla perfezione Giaccherini che di sinistro realizza il suo secondo gol consecutivo in bianconero. Dalle parti di Storari si vede Pjanic, quindi Kjaer di testa. La risposta juventina porta la firma di Del Piero: sinistro fuori di poco. Un paio di proteste della Juve (mani di Heinze, tocco di Pjanic su Borriello) ma Banti non dà rigore.

Luis Enrique prova a svegliare i suoi: Totti però non riesce mai a innescare Lamela e Bojan. A differenza di Del Piero: gol meraviglioso alla mezz’ora del capitano, un tiro dei suoi che si infila all’incrocio dei pali e lascia immobile Stekelenburg. Tocca alla Roma adesso protestare per un fuorigioco di Borriello all’inizio dell’azione, ma la Juve è avanti 2-0. Con i tiri da fuori di Gago e Pjanic la Roma cerca di raddrizzare la rotta, anche se è la Juve ad andare vicina al tris: Estigarribia, tutto solo sull’assist di Marrone, spreca malamente col mancino.

Dagli spogliatoi esce un’altra Roma: Bonucci sfiora l’autogol, Lamela il gol di testa, mentre Storari para su Taddei e Gago non inquadra l’obiettivo dopo una bella giocata. Estigarribia continua il suo show sulla sinistra: Stekelenburg c’è. Borini e Greco per Bojan e Simplicio, ma al 23’ la Roma rimane in 10: Lamela dà un calcione a Chiellini a palla lontana e Banti lo caccia. Per la Roma la montagna da scalare diventa ancora più ripida, così Luis Enrique toglie Totti (impalpabile) e inserisce Perrotta. Kjaer recrimina per una spinta di Barzagli. Va fuori Del Piero - standing ovation per lui - dentro Quagliarella che colpisce una traversa clamorosa su assist di Matri. Estigarribia e Matri sfiorano il tris, il 3-0 arriva su autorete di Kjaer al 90’. La Roma cade pesantemente, la Juve prosegue il suo cammino: in semifinale affronterà la vincente di Milan-Lazio.

La soddisfazione di Conte ''Del Piero mai un problema''

Il tecnico bianconero dopo la vittoria sulla Roma in coppa Italia: "A questo giro la semifinale la facciamo noi... Grandissima partita di tutti, ci siamo presi una bella rivincita''. Sul capitano: ''Sono contento che si sia sbloccato, lui per me sarà sempre una soluzione''

 
 
 

19^ 2011-2012: Atalanta - Juventus 0-2

Post n°857 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da resistenzabianconera
 

CAMPIONI D'INVERNO!!! Due gol (strepitoso il secondo!), un palo, una traversa...
I bianconeri si impongono 2-0 a Bergamo con l'Atalanta e conquistano il platonico titolo di metà campionato: il Milan infatti, impegnato domenica a Novara, è staccato di quattro punti. La squadra di Conte nel primo tempo gioca meglio ma viene fermata da due pali, poi nella ripresa passa con Lichtsteiner e Giaccherini

Atalanta (4-4-1-1): Consigli 6, Raimondi 5.5, Ferri 5, Manfredini 6, Peluso 6.5, Schelotto 5.5 (31' st Ferreira Pinto sv), Cigarini 5.5, Padoin 5.5, Bonaventura 5 (16' st Marilungo 5.5); Moralez 6 (37' st Gabbiadini sv), Denis 6. (78 Frezzolini, 2 Stendardo, 88 Minotti, 90 Tiribocchi). All. Colantuono 6.
Juventus (4-3-3): Buffon 6, Lichtsteiner 6.5, Barzagli 6.5, Chiellini 7, De Ceglie 6.5, Vidal 6.5, Pirlo 7, Marchisio 6
(1' st Giaccherini 6.5), Pepe 6.5 (23' st Marrone 6.5), Matri 6, Vucinic 6 (40' st Bonucci sv). (30 Storari, 10 Del Piero, 23 Borriello, 27 Krasic). All. Conte 7.
Arbitro: Celi di Bari 6.
Reti: nel st al 10' Lichtsteiner, al 37' Giaccherini.
Recupero: 1' e 4'
Angoli: 8-3 per la Juve
Ammoniti: Raimondi, Lichtsteiner per gioco scorretto.
Spettatori: 12.677 paganti, 9.658 abbonati. Incasso 283.947.

BERGAMO - Primo vero bilancio della stagione: la Juve è campione d'inverno. Successo platonico quanto indicativo, se è vero che solitamente fa da viatico al trionfo finale. Un titolo che non fa una piega: il 2-0, esatto in forma e sostanza, ottenuto a Bergamo conferma una squadra tosta, imbattuta dopo 19 partite non certo per caso. Da sottolineare inoltre una tonicità atletica che, assente nelle gare contro Lecce e Cagliari, aveva destato qualche preoccupazione. Non è piaciuta l'Atalanta: grande attenzione tattica, ma totale mancanza di guizzi importanti in fase offensiva. La zona rovente è ancora abbastanza dietro, ma indubbiamente la squadra di Colantuono - 3 ko in fila - sta vivendo una certo involuzione.

LA SCELTA DI DE CEGLIE - Non ci sono particolari significati da leggere nelle scelte dei tecnici: Colantuono se la gioca con umiltà, proponendo Denis unica punta, Moralez tra le linee, ed una mediana propositiva soprattutto a destra con Schelotto. Proprio quest'ultimo orienta probabilmente le scelte di Conte, anch'egli senza novità sostanziali: l'unica degna di nota è il rientrante Chiellini al centro, con De Ceglie messo proprio sulla corsia di attacco dell'italoargentino.

LA JUVE FA LA PARTITA... -
Non è un primo tempo indimenticabile, ma la marca è chiaramente Juventina. Manovra fondamentalmente compassata per la squadra di Conte, nella quale si incastonano però notevoli guizzi. Ne escono due pali: uno lo coglie Barzagli dopo schema da punizione e deviazione provvidenziale di Consigli, l'altro lo prende Vidal con una legnata dalla distanza. Non solo pali però, anche perché Marchisio è abile nel rubare palloni in mediana ed originare break interessanti. Tipiche situazioni nelle quali va a nozze Pepe, che oltre a confezionare un bell'assist fallito da Matri, è vittima della reattività di Consigli e, a volte, anche della propria imprecisione. L'Atalanta non sta comunque a guardare: non guarda chi si danna l'anima con tutti gli effettivo per restringere gli spazi. Certo, le occasioni latitano: per trovarne una, presunta, bisogna risalire ad un cross morbido di Moralez sul quale Denis prova - fallendolo - il destro al volo a sensazione.

... E INFATTI NELLA RIPRESA - Al rientro in campo, con Marchisio acciaccato, Conte conferma tutta la duttilità di Giaccherini schierandolo in mediana: l'ex Cesena avanzerà solamente al momento dell'infortunio di Pepe. E' lui, insieme a Lichtsteiner, a portare in alto nella ripresa la classe operaia. Partiamo dallo svizzero, inesorabile nel colpo di testa vincente ravvicinato su uno straordinario assist in profondità di Pirlo: percentuali sul gol, diamo il 55% al regista. Matri si procura da solo (Ferri incerto) l'occasione del raddoppio, ma la fallisce con un pallonetto peraltro ben eseguito. Quindi altri segnali della completezza dell'organico della Juve. Marrone ci mette poco ad ambientarsi, e con un gran tocco in verticale permette a Giaccherini di esibirsi in un destro al volo dagli 11 metri che chiude la gara. Tra le due reti, quasi una mezz'oretta, nella quale l'Atalanta crea solo chance teoriche. Del resto, i cross che arrivano a iosa sono tutti di competenza di Chiellini. Il difensore della Nazionale commette solo una leggerezza, rischiando il rigore con una trattenuta su Denis.

BERGAMO 23:24 - CALCIO, JUVENTUS; CONTE: SARA' DIFFICILE RIPETERSI NEL RITORNO
Fresco del platonico titolo d'Inverno, conquistato grazie al successo della sua Juventus contro l'Atalanta, Antonio Conte guarda già alla seconda metà del campionato: "Sarà molto difficile ripetersi nel girone di ritorno-  ammette il tecnico bianconero - essere campioni d'inverno è una grande soddisfazione. Per quello che abbiamo fatto vedere meritiamo questo titolo. Per tornare alla Juve di Capello ci vorrà un pò di tempo, ma sono contento perchè ho ragazzi straordinari che stanno cercando di superare i propri limiti. Abbiamo fatto un girone di andata straordinario. Ci siamo espressi a livelli altissimi. Devo fare i complimenti ai ragazzi. La domanda che adesso mi pongo è che bisogna essere bravi e dare il 120%. Ci siamo messi alle spalle squadre che all'inizio erano favorite".


BERGAMO - La Juve batte l'Atalanta ed è campione d'inverno, suggello ad un girone d'andata immune da sconfitte. "Abbiamo fatto un girone d'andata straordinario, ci siamo espressi a livelli altissimi e la partita di Bergamo ne è stata il coronamento. I ragazzi hanno fatto cose straordinarie e ovvio che la domanda che mi pongo adesso è che bisogna continuare a dare il 120%, perchè ognuno di noi sta dando più del massimo e ci siamo messi dietro squadre che partivano da favorite. Per quello che abbiamo fatto vedere meritiamo il titolo di campione d'inverno, anche se non serve a niente", è l'analisi del tecnico bianconero Antonio Conte ai microfoni Sky. 
E' finita 2-0, ma ci sono state tante occasioni gettate al vento: "Meglio avere problemi di sbagliarli i gol, piuttosto che non crearli . I ragazzi sono stati bravi come intensità, voglia, determinazione, abbiamo fatto la partita dall'inizio alla fine contro un Atalanta ben organizzata. La Juve del passato? Per tornare a quella di Capello ci vorrà un po' di tempo, ma son contento perchè ho ragazzi straordinari che stanno faceno cose belle, cercando di superare i propri limiti e si spiega così perchè siamo in testa con 41 punti e siamo imbattuti".
 
Unica nota negativa, gli infortuni di Marchisio e Pepe: "Marchisio ha avuto un problemino al ginocchio, Pepe una distorsione da trauma, valuteremo le loro condizioni, speriamo che non sia niente di grave". Capitolo mercato: "Con la società parlo quotidianamente, sappiamo benissismo, perchè ci confrontiamo, quello che bisognerebbe fare. Capisco il momento che vive il nostro calcio a livello econocmico, non ci sono tanti soldi in giro, vediamo come si evolve la situazione. Deve arrivare qualcuno che ci alzi la qualità, altrimenti grande spazio a questi ragazzi come Marrone e Giaccherini che stanno dimostrando che abbiamo delle alternative che si fanno trovare pronte. La mia soddisfazione è che ho un gruppo disponibile, cercheremo di dare il massimo, se gli altri saranno più bravi di noi faremo loro i complimenti".

 
 
 

18^ 2011-2012: Juventus - Cagliari 1-1

Post n°856 pubblicato il 16 Gennaio 2012 da resistenzabianconera
 

Il Cagliari stoppa la Juve ma il ko del Milan vale il primato

In vantaggio dopo appena 7' con Vucinic i bianconeri non affondano il colpo e consentono ai sardi di riprenderli in avvio di ripresa con Cossu. Inutili gli innesti di Del Piero, Krasic e Borriello

Juventus (4-3-3): Buffon 6, Lichtsteiner 7, Barzagli 6,5, Bonucci 6, De Ceglie 6,5, Vidal 5,5, Pirlo 6, Marchisio 6,5, Pepe 6,5 (20' st Del Piero 5,5), Matri 6 (25' st Krasic 5), Vucinic 6,5 (36' st Borriello sv). (30 Storari, 33 Sorensen, 28 Estigarribia, 34 Marrone). All. Conte.
Cagliari (4-3-1-2): Agazzi 6,5, Pisano 6,5, Astori 6,5, Canini 6,5, Agostini 6,5, Dessena 6, Ekdal 6,5, Nainggolan 6, Cossu 7 (27' st El Kabir sv), Ibarbo 6,5, Larrivey 6,5 (25' st Ariaudo 6,5). (25 Avramov, 2 Gozzi, 5 Conti, 19 Thiago Ribeiro, 32 Ceppelini). All. Ballardini.
Arbitro: Guida 6,5.
Reti: 6' Vucinic, 2' st Cossu.
Angoli: 6-4. Recupero: 0 e 5.
Ammoniti: Cossu, Barzagli, Dessena per gioco scorretto, Matri per simulazione

La Juve resta in testa e, grazie al ko rossonero nel derby, si trova inaspettatamente a più uno. Allo Juventus Stadium bianconeri bloccati sull’1-1 dal Cagliari con Cossu che a inizio ripresa replica al vantaggio firmato da Vucinic al 7’ del primo tempo. Conte mantiene fede a quanto detto ieri in conferenza stampa e sostituisce sulla sinistra lo squalificato Cellini con De Ceglie mentre in panchina si vede il neo-acquisto Borriello. Ballardini non rischia Conti dall’inizio e conferma la stessa formazione che ha battuto il Genoa, con Cossu alle spalle di Ibarbo e Larrivey, preferito a El Kabir. Solita partenza a mille dei bianconeri e dopo sette minuti arriva il vantaggio con un’azione da manuale. Parte tutto da Lichtsteiner sulla destra, tacco di Pepe a servire Marchisio che pesca lo stesso svizzero in area, appoggio per Vucinic che non deve far altro che mettere in rete.

La Juve sfiora il raddoppio qualche minuto dopo con un destro violento di Matri da fuori, al 25’ Vidal manca l’impatto sul cross di De Ceglie mentre al 38’ il colpo di testa di Pepe sul traversone di Vucinic è debole. Poco Cagliari ma i sardi possono recriminare per un mani in area di Pirlo nel finale di tempo. Al 2’ della ripresa il pari dei rossoblu con Cossu, che sull’anticipo di Bonucci su Ibarbo lascia partire un gran tiro da fuori che trafigge Buffon. La reazione della Juve è fiacca e Conte mette dentro Del Piero per Pepe e poi Krasic per Matri, mentre Ballardini si copre con Ariaudo al posto di Larrivey. Vucinic al 31’ spara alto da posizione angolata, poco dopo un colpo di testa di Del Piero costringe Agazzi alla parata in due tempi. Nel finale il Cagliari si arrocca nella propria metà campo, la Juve non ha nè l’energia nè la lucidità per trovare il 2-1 (clamorosa occasione sprecata da Krasic) e deve accontentarsi del pari.

Il rimpianto di Conte: "Non siamo stati cinici"

Il tecnico bianconero sul pari casalingo con il Cagliari: "C'è mancato il colpo del ko sull'1-0. E poi non siamo riusciti a esprimerci con la stessa intensità di altre volte. Dobbiamo ricordarci che per fare risultato dobbiamo sempre faticare tanto"

TORINO -
"Dobbiamo imparare ad essere più cinici". Antonio Conte è amareggiato per il mezzo passo falso interno con il Cagliari. Ma non se la sente di gettare la croce addosso ai proprio giocatori. "C'è mancato il colpo del ko ma credo che ai ragazzi non posso rimproverare molto. Stanno facendo bene da mesi, hanno centrato il 18° risultato utile, ci può stare un pari in casa con il Cagliari".

DOBBIAMO RITROVARE LA GIUSTA INTENSITA' - Conte sa cosa non ha funzionato: "Dopo il vantaggio non abbiamo concretizzato un paio di buone occasioni per raddoppiare. Poi, dopo l'1-1, abbiamo faticato a riprenderci e non siamo riusciti a sviluppare bene alcune situazioni. Si vede che dobbiamo lavorare ancora tanto. Soprattutto dobbiamo ritrovare quell'intensità fondamentale quando si affrontano squadre che si vengono a chiudere all'Olimpico. Non dobbiamo mai dimenticare che per far risultato dobbiamo faticare tanto. Lo abbiamo visto anche domenica scorsa a Lecce".
 
NESSUN PECCATO DI PRESUNZIONE -
Conte non crede che la squadra abbia peccato di presunzione: "No, la nostra principale qualità è proprio lo spirito di sacrificio. Altrimenti non staremmo così in alto. Ripeto, c'è mancato solo un pizzico di cinismo in più".

 
 
 

Juve con Borriello: "Quello striscione non doveva entrare allo stadio"

Post n°855 pubblicato il 10 Gennaio 2012 da resistenzabianconera

La rabbia del club dopo la contestazione a Lecce. Lui era già preparato: «Conquisterò i tifosi con i gol»

Visto il mestiere, mai come questa volta la miglior difesa sarà l’attacco. Cioè i gol, quelli che Marco Borriello ha promesso, ancor prima di firmare per la Juve: «I tifosi mi fischieranno? Cercherò di convincerli segnando, come ho sempre fatto». Di rinunciare al bianconero per incompatibilità ambientale non ci ha mai pensato, fin da quando cominciarono a volare insulti su internet, ai primi spifferi di trattativa. Lo disse subito all’ad bianconero, Beppe Marotta, con il quale s’è sentito anche ieri, preparando la conferenza stampa di oggi a Vinovo, per l’investitura ufficiale. Ripeterà la sua verità: nell’estate del 2010 non fu gran rifiuto. Semmai disse no alla formula dell’affitto (prestito senza obbligo di riscatto) e non alla bandiera dell’accampamento. La Roma mise nero su bianco l’impegno a comprarselo, e quella fu la nuova casa.

L’opposta versione della curva è stata brutalmente riassunta a Lecce, su uno striscione: «Borriello mercenario senza onore e dignità». La Juve non l’ha presa bene: primo, per la forma, perché mai una scritta così avrebbe dovuto sbucare dentro uno stadio. O almeno così prescrivono le norme: gli striscioni con nomi di tesserati non possono entrare negli impianti. Secondo, per la sostanza del messaggio. La difesa era già stata ben armata da Conte, finita la partita, e ieri è toccato a Marotta: «Quello striscione mi ha sorpreso e mi unisco a quanto già dichiarato dal nostro allenatore. E cioè il fatto che mai la Juventus avrebbe potuto tesserare un giocatore che avesse manifestato in un passato recente, mi riferisco all’anno scorso, un suo rifiuto categorico a indossare questa gloriosa maglia». Segue ricostruzione: «Non si è trattato assolutamente di un rifiuto, se non per il fatto che il Milan intendeva cederlo definitivamente, cosa che noi, per le nostre logiche, non potevamo accettare. E quindi quando si è ripresentata la possibilità di tesserarlo, l’abbiamo fatto».

La maggioranza del popolo ultrà pare poco convinta della spiegazione e per domenica è orientata a fischiare il centravanti, rimpiazzando lo striscione con cori poco carini. La maggioranza silenziosa, quella che alla curva preferisce internet, è invece in piena conversione. Sondando la rete, sembrano aver avuto un bell’effetto elettorale le parole di Conte, che resta il vero capobranco bianconero: Borriello non rifiutò la Juve e ora è uno di noi. Per dare l’idea, nel sondaggio su vecchiasignora.com, uno dei forum bianconeri più frequentati, a ieri sera l’83% dei votanti era contro lo striscione, mentre su Juworld.net il 18% non era d’accordo con la scritta, e oltre il 69% vuol lasciare tempo all’attaccante, per conquistarsi la fiducia sul campo. Dove, in effetti, potrebbe esserci bisogno di lui, dopo il ricovero ai box di Fabio Quagliarella. Per questo, i bianconeri s’augurano che Borriello replichi la partenza fatta con la Roma, perché il suo girone d’andata fu pazzesco: 9 gol in 17 presenze, 15 da titolare. Si sgonfiò nel ritorno, soli due centri nel medesimo numero di apparizioni. Indizio, sibilano da tempo i maligni, che la punta ha il fisico e l’istinto del bomber, ma non troppa predisposizione a calarsi nel gruppo. Alla Juve avrà un’altra occasione per dimostrare il contrario. Senza scomodare onore e dignità, ma guadagnandosi lo stipendio. Più che da mercenario, da giocatore, come ricordava qualcuno sul forum de “La Stampa”: «C’è qualcuno che gioca gratis?»

 
 
 

17^ 2011-2012: Lecce - Juventus 0-1

Post n°854 pubblicato il 08 Gennaio 2012 da resistenzabianconera
 

Juve, basta un gol per restare in vetta.

I bianconeri non giocano bene ma passano 1-0 a Lecce e conservano primato, insieme al Milan, e imbattibilità.  Decisivo Matri, subentrato all'infortunato Quagliarella (frattura allo zigomo). I salentini sempre in partita ma pagano care le proprie disattenzioni: ora sono a -9 dalla quartultima.
Nella curva juventina uno striscione contro Borriello

LECCE (3-5-2): Benassi 5, Oddo 5.5, Esposito 6, Tomovic 5, Cuadrado 6, Giacomazzi 6, Obodo 5 (36' st Corvia sv), Strasser sv (5' pt Olivera 5), Mesbah 6, Muriel 5.5, Di Michele 5. (27' st Pasquato 5). (27 Julio Sergio, 13 Ferrario, 28 Brivio, 91 Bertolacci). All. Cosmi
JUVENTUS (4-3-3): Buffon 6, Lichtsteiner 6, Barzagli 6, Bonucci 6, Chiellini 5.5, Vidal 7, Pirlo 6 (42' st Marrone sv), Marchisio 6.5, Pepe 6 (40' st De Ceglie sv), Quagliarella sv (23' Matri 6.5), Vucinic 6.5. (30 Storari, 10 Del Piero, 27 Krasic, 24 Giaccherini). All. Conte
ARBITRO: Bergonzi di Genova
RETE: nel pt 27' Matri
ANGOLI: 7-5 per la Juventus
RECUPERO: 3' e 2'
AMMONITI: Oddo, Chiellini e Cuadrado per gioco falloso, Olivera e Vidal per reciproche scorrettezze
SPETTATORI: 23.300

Un gol, tre punti e il duello con il Milan continua. La Juventus non brilla, ma vince 1-0 a Lecce e continua la marcia in vetta alla classifica a braccetto con i campioni d’Italia. La formazione di Conte conquista il bottino pieno con la rete di Matri, al settimo centro stagionale, al termine di un pomeriggio che non passerà alla storia per lo show offerto al pubblico del Via del Mare. Alla Vecchia Signora, però, interessava soprattutto la "sostanza": vittoria e primato in condominio, a quota 37. Il Lecce, ancora a secco di successi in casa, rimane solitario fanalino di coda a quota 9 dopo il k.o. contro la capolista.

Lo spettacolo, si fa per dire, comincia al 4’: Pepe collauda i riflessi di Benassi con una conclusione da fuori. Al 7’, tocca a Buffon rimediare sul tocco ravvicinato di Olivera. I padroni di casa giocano senza patemi, agevolati dal ritmo soporifero tenuto dagli avversari. La Juve, che perde subito Quagliarella per un colpo allo zigomo (frattura, si dovrà operare), trotterella senza costruire nulla fino al 25’. Improvvisamente si accende Vucinic che offre una palla d’oro a Matri che spreca appoggiando tra le braccia di Benassi. Le due punte bianconere tornano in azione subito dopo e stavolta i risultati sono diversi. Benassi rimedia sulla botta di Vucinic, Matri può depositare in rete con un comodo tap-in di testa: 1-0 al 27’.

I giallorossi subiscono il colpo e si scompongono, concedendo spazi alla Juve che però non ne approfitta. Prima del riposo, quindi, è Buffon a dover intervenire per respingere un’insidiosa conclusione di Di Michele. L’intervallo non contribuisce a raffreddare gli animi e il nervosismo domina, complice la direzione poco brillante dell’arbitro Bergonzi. Il Lecce si affida alla vivacità di Muriel, che al 57’ semina il panico nell’area avversaria: la difesa dei torinesi rimedia in extremis. Buffon rischia anche al 62’, quando Oddo sfiora la traversa su punizione.

Dall’altra parte, Benassi si deve impegnare per negare il gol a Vucinic, il più ispirato dei suoi. Il montenegrino ci prova all’81’, l’estremo difensore giallorosso arriva sul pallone indirizzato all’angolo basso. Trema la Vecchia Signora all’83’: il baby Pasquato, di proprietà della società bianconera, va vicinissimo all’1-1 con un diagonale ravvicinato. È l’ultimo brivido per Conte, che comincia l’anno con il piede giusto.


Conte: "Troppa sofferenza"
«Siamo soddisfatti dei tre punti anche se potevamo chiudere la partita prima. Si può fare sicuramente meglio. Oggi temevo il Lecce invece la difesa ha retto ottimamente. Abbiamo anche saputo soffrire contro una squadra che ci ha messo in difficoltà», le prime parole di Conte dopo la vittoria al "Via del Mare". Il tecnico bianconero ha poi commentato lo striscione anti-Borriello: «È un calciatore della Juve a tutti gli effetti. Il suo non è stato un rifiuto, fu la Roma a bruciare la Juventus. Ora è qui e ci darà una mano». Per quanto riguarda il mercato Conte non si sbilancia: «Parlare di mercato in tv non è mai produttivo - dice- si rischia di far lievitare prezzo di giocatori dei quali nemmeno i giornali parlano. Pizarro? E' un ottimo giocatore. Non abbiamo grandi margini di spesa, i tempi sono cambiati soldi a disposizione non ce ne stanno bisogna fare di necessità virtù».

 
 
 

JUVE: 7-1 ALL'AL HILAL, DOPPIETTA DI DEL PIERO

Post n°853 pubblicato il 05 Gennaio 2012 da resistenzabianconera

Riad, 19:43

Pioggia di gol della Juve nell' amichevole vinta per 7-1 contro i sauditi dell'Al Hilal a Riad. Hanno segnato Del Piero - che non assaporava da mesi il gusto della rete - autore di una doppietta; poi Elia, Vidal, Chiellini, Pepe e Quagliarella

 
 
 

Recupero 1^ 2011-2012: Udinese - Juventus 0-0

Post n°852 pubblicato il 21 Dicembre 2011 da resistenzabianconera
 

Pari al Friuli, la Juve aggancia il Milan

Finisce senza reti l'attesa sfida di Udine, un punto che consente ai friulani di restare in alto e ai bianconeri di Conte di tornare al primo posto (imbattuti!), seppur in condominio con i rossoneri

UDINESE (3-5-1-1): Handanovic 6.5, Ferronetti 6, Danilo 6, Domizzi 6, Basta 6, Isla 6, Pinzi 6, Asamoah 6, Armero 6, Abdì 6 (40'st Floro Flores sv), Di Natale 6. (21 Padelli, 13 Neuton, 30 Doubai, 37 Pereyra, 26 Pasquale, 31 Fabbrini). All: Guidolin 6.5
JUVENTUS (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 6, Bonucci 6, Chiellini 6, Lichsteiner 6, Vidal 6, Pirlo 6, Marchisio 6, Estigarribia 6 (44' st De Ceglie sv), Pepe 6 (34' st Del Piero sv), Matri 6 (26'st Quagliarella 6.5). (30 Storari, 5 Pazienza, 17 Elia, 24 Giaccherini). All: Conte 6.5
Arbitro: Tagliavento di Terni 6
Recupero: 0' e 3'
Angoli: 3-6
Ammoniti: Basta, Pinzi, Vidal per gioco scorretto, Isla per proteste.
Spettatori: 30 mila.

UDINE - Hanno lavorato tanto alla lavagna Udinese e Juventus, forse più che in campo. Al Friuli esce uno 0-0 che delizia i palati affamati di tattica ma gratifica poco coloro che esigono emozioni. Chi di sicuro è gratificato dall'esito è il Milan, che dopo una rincorsa abbastanza lunga raggiunge in vetta proprio la Juve, l'ultima ad averlo sconfitto. Anche se a conti fatti la Juventus fa di più, il risultato è giusto e conferma anche la bontà dell'impianto di gioco dell'Udinese: limitare quasi totalmente la squadra di Conte, capace sempre di profondere notevole intensità, non è impresa da poco. Guidolin sbandiera ai quattro venti che i suoi non possono ambire allo scudetto: magari avrà ragione lui ma, anche se sembra un paradosso, la squadra pur non entusiasmando gioca con un piglio da grande. Un pari fedele alla statistica: vero che l'Udinese aveva sempre vinto in casa, ma la Juve arrivava come l'unica imbattuta; inoltre si affrontavano le difese meno battute del campionato.

QUANTO RISPETTO - Guidolin e Conte si rispettano, si capisce chiaramente dal modo di impostare la partita. Il tecnico dei friulani non altera il modulo, ma ne dà l'interpretazione più difensiva possibile: tra le linee infatti c'è Abdi, più che un sostegno all'unica punta Di Natale un guardiano delle idee di Pirlo. Conte dal canto suo sceglie di specchiarsi nel suo avversario, con la difesa a tre e Pepe, sempre più duttile tatticamente, quale partner offensivo di Matri.

I TENTATIVI DI MARCHISIO -
Premesse che giustificano un primo tempo assolutamente tattico, in cui emergono singoli duelli molto interessanti. A parte quello cui facevamo cenno, da sottolineare quelli sugli esterni, Estigarribia-Basta e Lichtsteiner-Armero. Non a caso abbiamo citato per primi gli juventini: primo tempo migliore della squadra di Conte, che guida costantemente il gioco. La difesa dell'Udinese dà a volte una sensazione di affanno, ma a conti fatti non rischia più di tanto. Di Marchisio, con due conclusioni dal limite (palla fuori di poco) e Pepe con una botta domata da Handanovic i principali sussulti. Udinese timida, comunque in grado di tenere con attenzione le posizioni: solo Isla riesce a far sudare Buffon, pronto in una uscita al limite dell'area.

DOMINA LA TATTICA - Nella ripresa la gara si fa ancora più equilibrata. Non significa nulla non trovare occasioni choc per l'Udinese: in realtà i friulani piazzano dei contropiede in superiorità numerica che non vengono finalizzati un po' per egoismo (in una circostanza pecca Di Natale), un po' per l'imprecisione dell'ultimo passaggio, un po' per la feroce determinazione della Juve nel rientrare collettivamente. A Guidolin del resto sta bene così, non viene cambiato nulla fino all'ultimo, con l'ingresso di Floro Flores a giochi chiusi. Conte smuove maggiormente le acque. Dopo un colpo di testa di Chiellini nei primi minuti, neutralizzato con bravura da Handanovic, il tecnico cerca di rompere l'equilibrio cambiando le punte. Entra bene in gara Quagliarella, che chiama l'estremo friulano ad una bella parata, e tutto sommato fa qualcosina Del Piero, anche con meno tempo a disposizione: suo un assist vanificato da Lichtsteiner.


"Solidi e forti, siamo sempre più squadra"

Antonio Conte è soddisfatto dello 0-0 di Udine: "l'Udinese non è una rivelazione, se faccio i complimenti ai ragazzi per quello che hanno fatto stasera penso di non fare torto a nessuno, ringrazio il gruppo". Buffon: "Gara bella e tattica"

UDINE - Ad Antonio Conte sta bene così. La vetta resta, anche se in coabitazione con il Milan, inoltre dopo il pari di Udine la squadra resta imbattuta:  "Forse è mancato qualcosa in avanti ma bisogna tenere conto che si affrontavano le due miglior difese del campionato. L'Udinese qui aveva sempre vinto e subito solo due reti. Oggi la squadra ha dimostrato di essere squadra: solidità e forza. Non è da tutti venire a Udine e creare situazioni importanti", spiega a Sky.

Conte riconosce i doverosi meriti agli avversari: "Non dimentichiamo che l'Udinese non è una rivelazione. L'anno scorso è arrivata quarta e nei preliminari di Champions League. Noi settimi. Se faccio i complimenti ai ragazzi per quello che hanno fatto stasera penso di non fare torto a nessuno, ringrazio il gruppo, sono stati straordinari. In soli 5 mesi sono stati capaci di costruire una squadra con la 's' maiuscola e oggi c'è stata una grande dimostrazione di forza". Nell'analisi della prestazione dei singoli calciatori, Conte spiega: "Pepe ha fatto la punta, un giocatore che ha gamba, è dinamico. Davanti ha fatto un'ottima partita, sono molto soddisfatto della prova di Matri che si è mosso bene ma è mancato nell'ultimo passaggio".

Il tecnico bianconero spiega anche la scelta di cambiare modulo: "L'Udinese nelle ripartenze fa male, attaccano anche con gli esterni, con Armero e Basta. Oltre che Di Natale e un centrocampista. Anche noi quando giochiamo con il modulo 4-3-3 abbiamo i tre centrali che rimangono tali. Passiamo al 3-5-2 con giocatori che ti permettono di farlo. la Juventus è tornata ad essere rispettata dagli avversari". Conte scherza sulle voci di mercato. "Borriello? E' un bel ragazzo...abbiamo già Matri e poi rovina la piazza... Ho chiesto un attaccante? Nei confronti di questi ragazzi ho grande stima, parlare adesso di mercato sarebbe irrispettoso per quello che hanno fatto e mi auguro per quello che faranno".

BUFFON SODDISFATTO - "Può andare bene lo 0-0, è stata una gara molto bella e tattica. I conoscitori di tatticismi credo l'abbiano apprezzata molto. C'è stata qualche occasione per entrambe ma alla fine il pareggio è il risultato più giusto", spiega Buffon.  "Sono contento che abbiamo mantenuto l'imbattibilità, un dato importante che ci inorgoglisce. Dopo i due settimi posti nessuno avrebbe pensato di raggiungere questa posizione in classifica a fine dicembre. Scudetto nel 2012? Andare in Champions League è la priorità di tutti noi".

 
 
 

16^ 2011-2012: Juventus - Novara 2-0

Post n°851 pubblicato il 19 Dicembre 2011 da resistenzabianconera
 

La Juve ritrova la vetta. Quagliarella torna al gol

I bianconeri replicano al Milan vincendo il derby con il Novara ben più nettamente di quanto non dica il 2-0 finale. Decidono Pepe, che colpisce anche un palo, e l'attaccante napoletano, a segno dopo un anno

Juventus (4-3-3): Buffon 6.5, Lichtsteiner 6.5, Barzagli 6.5, Chiellini 6,5, De Ceglie 7, Giaccherini 6.5, Pirlo 6,5 (35' st Pazienza sv), Marchisio 6,5, Pepe 7,5, Quagliarella 7 (30' st Matri 6), Del Piero 6.5 (17' st Estigarribia 5,5). (30 Storari, 33 Sorensen, 17 Elia, 20 Toni). All. Conte.
Novara (5-3-2): Ujkani 6, Morganella 6.5, Ludi 6, Della Fiore sv (19' Paci 6), Centurioni 6, Gemiti 5, Marianini 5 (9' st Porcari 6), Rigoni 6, Radovanovic 6, Meggiorini 5, Rubino 6 (30' st Mazzarani sv). (31 Fontana, 22 Pesce, 6 Pinardi, 20 Granoche). All. Tesser.
Arbitro: Gervasoni 6.
Reti: 3' pt Pepe; 29' st Quagliarella.
Angoli:  12-2 per la Juventus
Ammoniti: Mariannini, Centurioni, Giaccherini per gioco scorretto.
Recupero: 1' e 3'.
Spettatori: 39836, incasso 1273135

TORINO - La Juve replica per le rime al Milan, vittorioso nell'anticipo, e grazie al netto 2-0 a spese del Novara torna in vetta alla classifica. Un successo nettissimo, ben più di quanto non dica il risultato finale. Il Novara, andato sotto dopo appena 4', non è stato mai in grado di reggere il confronto alla pari. E anche quando, nella ripresa, ha sfiorato il pari lo ha fatto in maniera episodica, evitando a più riprese un passivo che sarebbe potuto essere decisamente più pesante.

CONTE, CAMBI AZZECCATI - Un po' per le squalifiche, un po' per gli infortuni, Conte ha deciso di rivedere la Juve, non nel modulo stavolta (4-3-3) ma negli uomini e nelle posizioni: Chiellini, vista l'assenza di Bonucci, è tornato in mezzo lasciando spazio a sinistra a De Ceglie, Giaccherini ha trovato posto a centrocampo, Del Piero e Quagliarella una maglia da titolari in attacco. Scelte offensive che hanno subito premiato il tecnico bianconero. La squadra, infatti, ha impiegato appena 4' a scardinare l'abbottonatissimo 5-3-2 proposto da Tesser: De Ceglie, con un cross radente, ha pescato sul secondo palo Pepe che, in spaccata, ha anticipato Gemiti siglando l'1-0.
 
NOVARA IN BALIA DEI BIANCONERI - Chi si aspettava una replica del Novara è rimasto deluso. Gli azzurri, colpiti a freddo, hanno faticato a risistemarsi in campo e sono rimasti in balia degli avversari. Alla Juve è mancato solo il colpo del ko per chiudere un primo tempo perfetto: Giaccherini, Pepe, De Ceglie e Del Piero hanno avuto sui piedi la palla del 2-0 che solo per un pizzico di sfortuna o imprecisione non è entrata.
 
LA VARIANTE DI TESSER - E così il Novara si è fatto coraggio e, complice il nuovo assetto varato da Tesser (4-3-1-2 con Gemiti alzato a centrocampo e Rigoni trequartista), almeno è riuscito ad affacciarsi per la prima volta dalle parti di Buffon con un colpo di testa di Rigoni su un cross di un volitivo Morganella.
 
JUVE SCIUPONA - Nella ripresa la musica non è cambiata, sebbene l'atteggiamento degli ospiti, gioco forza, si è fatto più aggressivo. La Juve ha continuato a sciupare l'incredibile con Del Piero, Giaccherini, Pepe e Marchisio e per poco non è stata beffata da Rubino che, nell'unica palla giocabile di tutto l'incontro ha chiamato agli straordinari Buffon con un colpo di testa.
 
QUAGLIARELLA IN GOL DOPO UN ANNO - E' stato l'unico vero brivido per i tifosi bianconeri che, al 75', hanno finito di temere grazie a Quagliarella che ad un anno esatto dall'ultimo gol (al Chievo il 19/12/2010) ha brindato nel migliore dei modi al rientro dal 1' svettando di testa su un angolo dalla destra dell'inesauribile Pepe, di gran lunga il migliore dei suoi alla fine.
 
PREOCCUPA PIRLO - La Juve dunque archivia nel migliore dei modi un derby che tornava dopo 55 anni e già si proietta alla sfida di mercoledì con l'Udinese con una sola preoccupazione. Lo stato di salute di Pirlo, costretto a uscire 10' prima del termine per un piccolo risentimento muscolare. Se ne saprà sicuramente di più nei prossimi giorni.

Conte non è contento: "Voglio più concretezza"
Il tecnico bianconero rimprovera i suoi per non aver chiuso prima la gara con il Novara: "Non sempre ci andrà bene. Così si mettono a repentaglio le coronarie mie e dei tifosi. Noi favoriti per lo scudetto? Lo dicono gli altri per metterci pressione"

 
 
 

CALCIOPOLI NON VA IN ARCHIVIO

Post n°850 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da resistenzabianconera

Il vertice non porta nemmeno a una tregua. Rottura sul documento: morbido per Della Valle, vuoto per Agnelli, inutile per Moratti

Come ad una partita senza pallone. Così si sono presentati gli invitati al tavolo della pace e, nello stesso modo, sono usciti dopo quattro ore e 36 minuti. Il presidente della Juve Andrea Agnelli, quello dell’Inter Massimo Moratti e, poi, l’azionista di riferimento della Fiorentina, Diego Della Valle, e l’amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, senza contare Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli: ognuno per conto proprio, ognuno con le proprie convinzioni che non sono quelle dell’altro.

La regia del gran capo del Coni, Gianni Petrucci, è dunque naufragata intorno a un tavolo dove si è parlato di chiudere con il passato, senza trovare il pur minimo punto di convergenza. La prima riflessione che la giornata di ieri al Foro Italico offre è chiedersi se lo stesso Petrucci, una volta in archivio le consultazioni dei giorni precedenti, non avesse fatto meglio ad aggiornare il vertice a miglior data, se non ad annullarlo del tutto. Perché andare a scoprire le carte a chi le ha mai nascoste, sbandierando a ogni occasione come le ferite di Calciopoli siano ancora troppo vive per non condizionare i riflessi? Petrucci ci ha voluto provare fino a sbattere la testa e a dover ammettere che «il risultato non c’è stato come i tanto attesi passi in avanti» verso la pacificazione del nostro calcio.

Naufraga il tavolo e lo fa in un clima di diffidenza e gelo. Nessun insulto, ci mancherebbe, ma momenti di rottura sì. Agnelli e Moratti sono seduti uno di fronte all’altro, al centro c’è Petrucci e il segretario generale del Coni Raffaele Pagnozzi, alla sinistra del gran capo dello sport italiano il presidente della Figc, Giancarlo Abete, e il suo direttore generale, Antonello Valentini. «Ma cosa ci sto a fare io...», si sarebbe lasciato sfuggire De Laurentiis dopo che, con il passare delle ore, il futuro del pallone italiano appariva sempre più annacquato. Calciopoli e solo Calciopoli, il menù. Un programma che, come prevedibile, si sarebbe potuto rivelare la trappola in cui cadere e così è stato. Dopo le rispettose strette di mano («Non è una questione di forma, ma di sostanza...», il punto di vista generale degli invitati), ecco il documento del giallo. «Della Valle lo voleva meno generico e più duro ed è saltato tutto...», è il j’accuse quando cala il sipario alle 13 e 36 minuti.

Immediata la ricostruzione dal quartier generale della Fiorentina: quel documento di Coni e Figc, o meglio bozza, avrebbe contenuto un primo, e fondamentale, riconoscimento di come il processo nell’estate del 2006 si fosse svolto anche sull’onda dell’emotività e della frettolosità. Concetti sottoscrivibili da Della Valle, purché ripuliti del lessico politichese. Di sicuro c’è che il patron viola è stato il più fermo ed intransigente nel voler chiarire l’ultimo quinquennio del nostro calcio («Spiegatemi perché siamo finiti dentro allo scandalo», avrebbe detto rivolto a Petrucci) e che, in ogni caso, sia Juve sia Inter la firma sotto un foglio giudicato dai bianconeri inconsistente e dai nerazzurri inaccettabile non l’avrebbero mai messa. Agnelli non l’avrebbe sottoscritto perché per rinunciare al ricorso al Tar (444 i milioni di euro chiesti dal club bianconero alla Figc come risarcimento danni), l’Inter dovrebbe scucirsi di dosso lo scudetto del 2006. E Moratti si sarebbe guardato bene dall’avallare una ricostruzione «sibillina» dello scandalo del quale si sente vittima.

Quattro ore e 36 minuti per non fare nemmeno un passo avanti. «Visto come sono andate le cose, ci penserò bene prima di fare altri incontri. Ci ho messo cuore ed entusiasmo, non mi va di considerarlo un fallimento...», così Petrucci. Galliani ammette come «i punti di vista siano molto diversi: la vicenda di Calciopoli verrà scritta e riscritta nel tempo». Il presidente federale Abete racconta di «aver parlato a lungo con Agnelli», puntualizzando che «i rapporti personali sono di grande trasparenza. Il ricorso al Tar dei bianconeri? Lo contrasteremo in modo civile: non ci sono fondi stanziati in Figc per far fronte alla situazione perché significherebbe fermare la federazione per due o tre anni considerando che i nostri introiti ammontano a circa 180 milioni di euro a stagione».

Il tavolo è saltato non senza un pizzico di veleno. «Lo scudetto 2006? Non restituiamo nulla - avrebbe detto Moratti - perché ci hanno truffato per anni...». «Non dirlo a me - ha ribattuto Galliani - a quei tempi eravamo impegnati a vincere le Champions League». Tutto come prima, senza pace.

 
 
 
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FARSOPOLI: COMMENTO DI AFFARI ITALIANI

 
 
 
 
 
 
 

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c'è solo un capitano! ;D
Inviato da: resistenzabianconera
il 27/01/2012 alle 20:35
 
;) sempre grande Alex!!!
Inviato da: ely
il 26/01/2012 alle 20:45
 
:DDDD
Inviato da: elyrav
il 22/11/2011 alle 13:54
 
Speriamo che sia l'anno del riscatto ... ovviamente la...
Inviato da: ely
il 30/07/2011 alle 17:36
 
... beh dai ... però poi chi ci resta???
Inviato da: ely
il 29/07/2011 alle 21:36
 
 
 
 
 
 
 
 

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