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15^ 2013-2014: Bologna - Juventus 0-2

Post n°1050 pubblicato il 07 Dicembre 2013 da resistenzabianconera
 

La reti di Vidal in apertura e di Chiellini nel finale permettono alla squadra di Conte di vincere al Dall'Ara e mettere pressione a Roma e Napoli, ora dietro 6 e 9 punti. Orgogliosa la prova dei felsinei, salvati spesso dal portiere Curci ma capaci anche di avvicinare il gol


BOLOGNA: Curci 7 - Antonsson 6,5, Natali 5, Mantovani 6 - Garics 5,5 (65' Cristaldo 6,5), Khrin 5,5, Perez 5 (46' Laxalt 6), Morleo 6 - Kone 5, Diamanti 6,5 - Bianchi 6 (89' Alibec sv.). All. Pioli
JUVENTUS: Buffon 6 - Barzagli 6,5, Ogbonna 7, Chiellini 6,5 - Isla 6,5, Marchisio 6, Pogba 6, Vidal 7, Peluso 6,5 (67' Asamoah 6) - Vucinic 6 (38' Llorente 5,5), Quagliarella 6,5 (71' Tevez 6). All. Conte 
ARBITRO: Mazzoleni 6,5 di Bergamo
RETI: 11' Vidal; 90' Chiellini
NOTE: serata fredda, cielo sereno. Ammoniti: Peluso, Marchisio, Isla, Chiellini e Mantovani. Recupero: 0' e 4'.

BOLOGNA - Il settimo sigillo, importante per allungare la striscia, per concentrarsi su Istanbul senza patemi psicologici, per continuare a non subire gol. Quello della Juventus, che entra in stazione a Bologna, è un treno ad altissima velocità. E' sull'intensità a ritmi elevatissimi che il convoglio bianconero brucia il generoso, ma meno potente, motore della locomotiva di Pioli. Il Bologna fa quello che può e con quello che può, tradito in avvio dal suo giocatore di maggiore prestigio internazionale: Perez. Non pervenuto. 

Aggrappato alla voglia matta di Diamanti, generoso capitano, a tutto campo, troppo solo. Insomma: il tutto è sintetizzabile in un semplicissimo concetto: non c'è stata partita. 
Pronti, via! La Juventus schiaccia decisamente sull'acceleratore, il Bologna è sorpreso. La velocità di esecuzione dei campioni d'Italia, gli inserimenti dei centrali difensivi a centrocampo, l'appoggio di Isla e Peluso sui lati, il sostegno continuo di Marchisio e di Vidal ai due attaccanti. Tutto, diciamo tutto, diventa insostenibile per il Bologna. La Juventus crea superiorità in ogni reparto, costringe Perez e Khrin ad appiattirsi per sostenere la forza d'urto, ci vogliono gli straordinari di Antonsson per reggere ai primi ispiratissimi duetti di Vucinic e Quagliarella. 

L'emergenza costringe insomma a perdere di vista l'attenzione e dopo 11' un'incursione di Marchisio, tenuto in gioco da Garics, crea la falla decisiva, l'austroungarico sulla linea mette una pezza alla sua disattenzione, ma sul lancio di Peluso è Perez a non salire in tempo e per Vidal, battere Curci che si getta disperatamente sui suoi piedi, è un gioco da ragazzi. Trovato il vantaggio, la Juventus sceglie una via più conservativa. Il Bologna fa ordine e, sostenuto dalla verve del suo capitano, si getta generosamente avanti. I soli pensieri creati a Buffon arrivano dalle bordate di Diamanti stesso, potentissime conclusioni da fuori con il difetto di essere centrali. E alte. 

In dirittura d'arrivo della prima tappa, nuova accelerazione torinese e ancora emorragie difensive (Curci esce a metà, Vidal non trova il tempo per appoggiare nella porta rimasta sguarnita), con Antonsson, il migliore dei felsinei, a chiudere su Llorente, subentrato a Vucinic dopo 38' (una botta di gioco, nulle di più). Insomma, dopo 45' il risultato non fa una grinza. 

Ripresa. Fuori il deludentissimo Perez, ma Pioli non ha un ispiratore in mezzo e questo costringe Diamanti ad abbassarsi. Così ovviamente la squadra riduce nettamente la sua pericolosità. Naturalmente però il pallino è in mano ai bianconeri che gestiscono come vogliono il match. Alla fine si conteranno ben 19 conclusioni bianconere verso un Curci molto attento, rincuorato, dopo prove non esattamente positive. Il portiere rossoblù dice di no a Llorente che gli si presenta davanti almeno due volte, compiendo altrettante prodezze. Una in uscita bassa, fuori area, l'altra con un gesto istintivo, trovandoselo davanti. Il Bologna non riesce mai a superare la Maginot ospite, se non con una improvvisa accelerazione di Cristaldo, impatto felice rientro, che difetta in mira in diagonale. E con Morleo che mostra i limiti del suo bagaglio tecnico, trovato sotto misura da un traversone perfetto di Diamanti. Colpo di testa fuori da due passi. La gestione del match è perfetta anche in panchina, Conte non vuole cali di tensione, nè incidenti di percorso. Così toglie Peluso, uno dei migliori, quando l'esterno già ammonito va a rischiare il secondo giallo su Diamanti. 

Proprio in dirittura, arriva il gol di Chiellini, perso da Natali in area (Natali che aveva pure perso Cassano a Parma...). Deviazione vincente sul primo palo, là dove si sarebbe schierato Bianchi, appena uscito. Due a zero: premio giusto per l'ospite, punizione eccessiva per l'ospitante. Ultima annotazione: impeccabile la direzione di Mazzoleni. 

 
 
 

14^ 2013-2014: Juventus - Udinese 1-0

Post n°1049 pubblicato il 07 Dicembre 2013 da resistenzabianconera
 

Llorente lancia i bianconeri a +3 sulla Roma

La squadra di Conte soffre contro l'Udinese, rischia più volte di andare in svantaggio ma tiene. Alla fine un guizzo dello spagnolo regala un successo che consente l'allungo sui giallorossi

JUVENTUS (3-5-2): Buffon 7; Barzagli 6, Bonucci , Chiellini 6.5 Padoin 6 (13′ st Lichtsteiner 6.5), Vidal 6.5, Pirlo sv (14′ pt Pogba 6), Marchisio 6.5, De Ceglie 6 (31′ st Quagliarella 6.5); Tevez 7, Llorente 7.5. In panchina: Storari, Rubinho, Motta, Caceres, Ogbonna, Peluso, Vucinic. Allenatore: Conte
UDINESE (4-3-2-1): Brkic 7; Heurtaux 6, Danilo 6, Domizzi 6, Gabriel Silva 5.5; Basta 6, Allan 6, Lazzari 6.5; Pereyra 5.5 (43′ st Maicosuel sv), Fernandes 6 (16′ st Badu 5.5); Di Natale 6.5. In panchina: Kelava, Bubnjic, Douglas, Naldo, Widmer, Jadson, Mlinar, Pinzi, Nico Lopez, Zielinski. Allenatore: Guidolin
ARBITRO: Calvarese di Teramo
RETE: 46′ st Llorente
NOTE: serata fredda, terreno in buone condizioni, spettatori 40.000, tra cui oltre 12.000 bambini nelle curve squalificate. Ammoniti: Heurtaux, Llorente, Quagliarella. Angoli: 12-4 per la JUVENTUS. Recupero: 3′; 3′.

La carica degli oltre 12mila bambini presenti nelle curve chiuse agli ultras e un gol di Llorente al 91′ lanciano la Juventus a +3 sulla Roma. I bianconeri battono 1-0 l'Udinese e allungano sui giallorossi costretti al quarto pareggio di fila dall'Atalanta. Una vittoria cercata sul piano dell'agonismo e che sembrava destinata a non arrivare, vista la serata di grazia di Brkic e il cuore della squadra friulana, brava a difendersi dagli attacchi degli uomini di Conte e spesso insidiosa in contropiede sui quali solo un ottimo Buffon ha saputo tenere in piedi i suoi. La festa sarebbe stata completa se proprio dalle curve stracolme di bambini non fosse arrivato puntuale, ad ogni rinvio da fondo campo del portiere friulano, il solito "coretto" poco sportivo tipico degli ultras.

JUVE TUTTA RABBIA E GRINTA - Una Juve tonica nonostante le fatiche di Champions e l'uscita preventiva (per infortunio) di Pirlo, Un successo che gli uomini di Conte hanno cercato e ottenuto, seppur al 91′, con tanta grinta e grande determinazione. Il ritorno in campo, dopo due mesi dall'ultima volta, di Lichtsteiner è sicuramente una freccia in più nell'arco di Conte in questa fase della stagione. Proprio dai piedi dello svizzero è nato l'assist (involontario) che ha portato al gol un Llorente in forma strepitosa. Ora i bianconeri avranno qualche giorno di tempo per recuperare le energie e prepararsi alla trasferta di Bologna di venerdì, ma soprattutto alla battaglia di Istanbul che vale gli ottavi di Champions.

DI NATALE DA SOLO NON BASTA - Inutile dire che a volte il cuore non basta per portare a casa un pareggio. L'Udinese ce l'ha messa davvero tutta. La squadra friulana non è più quella degli ultimi anni, mancano un filtro a centrocampo che faccia arrivare i palloni in avanti e un'altra punta di peso che dia una mano al Totò nazionale. Certo Di Natale riesce da solo a creare il panico in un intero reparto difensivo, ma certe volte anche il miglior Totò è costretto ad alzare bandiera bianca. Non è un caso che le palle gol create dall'Udinese siano il frutto di contropiedi scaturiti dai piedi del bomber friulano.

IL MATCH - Parte con l'appeal giusto la Juventus che vuole evitare sorprese e va vicino al vantaggio al 10′ con un bel destro di Tevez dal limite, sul quale Brkic vola a deviare. La risposta friulana arriva quasi per caso alla mezz'ora (errore in disimpegno di Bonucci) con Di Natale lesto nel rubar palla ai 20 metri e nell'involarsi verso la porta difesa da Buffon. L'estremo difensore, in uscita, è bravissimo nel restare in piedi e non farsi sorprendere dal pallonetto dell'attaccante napoletano. Nella ripresa la gara si infiamma ulteriormente. Così i protagonisti diventano Brkic da una parte (bravo soprattutto a inizio secondo tempo con un salvataggio sulla linea sugli sviluppi di un corner battuto da Tevez, superlativo nel finale su una conclusione dal limite di Quagliarella) e Buffon dall'altra (miracoloso su una conclusione ravvicinata di Di Natale, attento su un tiro da fuori di Lazzari prontamente deviato in angolo). E quando non ci arriva Brkic ci pensa Allan sulla linea a salvare i friulani dall'indemoniato Llorente. Lo spagnolo, però, ha il colpo in canna e lo spara in pieno recupero quando un tiro sbagliato di Lichtsteiner si trasforma magicamente in assist: colpo di testa a spiazzare l'incolpevole Brkic.

 
 
 

13^ 2013-2014: Livorno - Juventus 0-2

Post n°1047 pubblicato il 24 Novembre 2013 da resistenzabianconera
 

Llorente super, gol e assist. Raddoppio di Tevez: aspettando la Roma (lunedì), Conte è primo. Staccato il Napoli: adesso è a -6


Livorno (3-5-2): Bardi 6; Coda 6, Rinaudo 6, Ceccherini 6.5 (40′ st Gemiti sv); Schiattarella 6, Luci 6, Emerson 6, Greco 6.5, Mbaye 6.5 (36′ st Piccini sv); Siligardi 6, Emeghara 6 (28′ st Borja sv). In panchina: Anania, Aldegani, Valentini, Decarli, Lambrughi, Benassi, Mosquera, Biagianti, Belingheri. Allenatore: Nicola.
Juventus (3-5-2): Buffon 6; Caceres 6.5, Vidal 6, Chiellini 6.5; Padoin 6.5, Pogba 6.5, Pirlo 6.5, Marchisio 6, Asamoah 6.5 (42′ st Peluso sv); Tevez 6.5 (35′ st Quagliarella sv), Llorente 7.5 (35′ st Vucinic sv). In panchina: Storari, Rubinho, Motta, De Ceglie. Allentore: Conte.
Arbitro: Massa di Imperia 6.5.
Reti: 18′ st Llorente, 30′ st Tevez.
Note: giornata buona, terreno in discrete condizioni.
Ammoniti: Mbaye, Greco, Asamoah, Luci.
Angoli: 11-3 per la Juventus.
Recupero: 0′, 3′.
Spettatori: 19.000.



Con un bel gol, e un assist che spalanca il raddoppio, Fernando Llorente risolve il pomeriggio della Juve, che si stava facendo complicato a Livorno. Da sessanta minuti, i bianconeri assediavano, ma non passavano. Ci ha pensato lo spagnolo, hombre del partido: terzo gol nelle ultime tre partite, il quinto in nove gare da titolare. Piuttosto decisivo, insomma. Replay dell’azione decisiva: bel ricamo di Asamoah in mezzo al campo, passaggio per Pogba sulla destra e cross a mezz’altezza per il tagliante Llorente, che di piattone, in corsa, fulminava Bardi. E’ il minuti 18 della ripresa, e Antonio Conte può esplodere verso la sua panchina. Dodici minuti più tardi, Llorente abbassa la serranda sul match, difendendo un pallone al limite con tagliafuori da basket, e armando il piede di Tevez: all’argentino basta un colpo di biliardo per mettere la palla nella buca d’angolo (destro). Finita lì, anche se i bianconeri possono pure fare il 3-0 con un palo di Coda, disperato sull’entrata volante di Pogba (37’ st). 
 
Finisce invece 2-0, con la Juve che, aspettando la Roma, torna in testa solitaria, roba che non accadeva dal maggio scorso. Buone notizie anche per Buffon, e la difesa tutta, che non becca gol da cinque partite, dopo l’emmenthal di inizio campionato. 
 
Nel primo tempo si gioca a una porta sola, quella del Livorno, anche se alla fine i toscani tengono i rischi al minimo: i bianconeri tirano nello specchio solo da fuori, Pogba al 31’, centrale, e Asamoah al 37’, sul primo palo, ma Bardi ci mette sempre bene i pugni. Per il resto la Juve non è mai pericolosa, davanti a una metà amaranto più blindata dell’accademia della Marina, che sta dietro lo stadio. Nicola, tecnico del Livorno, bada pochissimo al bon ton del gioco, e tanto alla pratica del risultato: morale, un 3-5-2 con la chiusura istantanea in una difesa a cinque, con un difensore centrale in mezzo al centrocampo (Emerson) e dieci uomini costantemente dietro la linea della palla. Con un campo così intasato, Conte ha un bel da sgolarsi, ma nessuno può trovare il vicolo giusto e a poco serve invertire più di una volta i settori di Pogba e Marchisio. Tevez la vede pochissmo, Llorente un po’ di più, ma non può far altro che sponde e un paio di colpi di testa, fuori bersaglio. Il Livorno si limita a qualche contropiede, il più pericoloso dei quali finisce però cancellato dal fuorigioco. Vidal, da centrale difensivo, offre buone coperture, così come Caceres e Chiellini, ruvido e fischiato ex, che gli giocano accanto. 
 
Altra rumba nella ripresa, quando il Livorno un po’ si allunga, e la Juve cammin facendo avrà più spiragli nei quali infilarsi. Anche se poi il primo rischio era proprio per i bianconeri (al 12’ st), ma Emerson sprecava tutto mangiandosi il passaggio. Da lì in poi, solo Juve, che poteva andare in vantaggio già dopo 14 minuti, per una mano di Ceccherini in area, piuttosto clamorosa. L’arbitro Massa ne combinerà anche di peggio, pur senza incidere sul risultato, per sua fortuna. Quattro minuti dopo, infatti, arriva il gol di Llorente, che brucia la copertura di Rinaudo e Greco. Siamo al 18’ e la partita ha già un indirizzo. Residenza del risultato assegnata definitivamente al minuto numero 30, quando Llorente con una perfetta sponda, spalanca la visuale a Carlitos, che di precisione infila Bardi. Resta giusto il tempo per qualche calcione, come quello che Luci rifila a Pogba: palla lontana, fallo violento e pericoloso, da rosso diretto. Massa arriva al giallo, e con incompresibile lentezza. Che non contasse più, non è una gran attenuante. 


 
 
 

12^ 2013-2014 Juventus - Napoli 3-0

Post n°1046 pubblicato il 24 Novembre 2013 da resistenzabianconera
 

Con le reti di Llorente (in impercettibile fuorigioco), Pirlo e Pogba, i campioni in carica travolgono gli azzurri e si portano a un passo dalla capolista. Gara a lungo dominata dagli uomini di Conte. Reina ha compiuto almeno altri tre interventi decisivi. Espulso nel finale Ogbonna

Juventus (3-5-2): Buffon 7, Barzagli 7, Bonucci 6.5, Ogbonna 6.5, Isla 7, Vidal 6.5 (41' st Marchisio s. v.), Pirlo 7.5, Pogba 7.5, Asamoah 6.5, Tevez 7 (39' st Peluso s. v.), Llorente 6.5 (43' st Quagliarella s. v.). (30 Storari, 34 Rubinho, 11 De Ceglie, 16 Motta, 20 Padoin, 12 Giovinco). All. Conte. 
Napoli (4-2-3-1): Reina 7.5, Maggio 5.5, Fernandez 6, Albiol 5, Armero 6, Behrami 5.5, Inler 5.5 (34' st Zapata s. v.), Callejon 5.5 (26' st Mertens 6), Hamsik 5, Insigne 6.5, Higuain 5.5. (1 Rafael, 15 Colombo, 3 Uvini, 28 Cannavaro, 5 Britos, 22 Radosevic, 20 Dzemaili, 19 Pandev). All. Benitez 5.5. 
Arbitro: Rocchi 6.5. 
Reti: nel pt 2' Llorente; nel st 29' Pirlo, 35' Pogba. 
Angoli: 4-4. 
Recupero: 1' e 4' 
Espulso: Ogbonna al 38' st per doppia ammonizione. 
Ammoniti: Bonucci, Vidal per gioco scorretto, Hamsik per proteste. 
Spettatori: 41.068 per un incasso di 1.792.703 euro.



Dallo Juventus Stadium arriva un messaggio forte e chiaro al campionato: per lo scudetto Roma e Napoli dovranno fare fino in fondo i conti con i campioni in carica che non hanno alcuna intenzione di abitare. La Juve travolge, infatti, 3-0 nello scontro diretto i partenopei e risale a -1 dai giallorossi. Una partita entusiasmante quella degli uomini di Conte che hanno dominato per lunghi tratti gli avversari vincendo con pieno merito, al di là dell'indiscutibile vantaggio nato dal gol, dopo appena 2', di Llorente, in fuorigioco di 20 cm.

RIECCO LA VERA JUVE - La Juve ha vinto perché ha avuto un approccio migliore e perché ha saputo gestire con grande lucidità tattica ogni momento. Ha avuto da Isla e Asamoah un decisivo appoggio sulle fasce, da Pogba la forza per aprire lo schermo protettivo azzurro Behrami-Inler e da Llorente e Pirlo i guizzi giusti, al momento giusto, di chi non è campione per caso. 

NAPOLI, NON BASTA INSIGNE - Il Napoli, colpito a freddo, si è giocato tutte le sue carte tra la fine del primo tempo e l'avvio di ripresa. Ha cercato di affidare a Insigne, il più ispirato, le chiavi per la rimonta ma non ha avuto in Hamsik il necessario sostegno. Il risultato è stato che Callejon e Hamsik hanno avuto troppe poche palle pulite giocabili. E, così, Ogbonna e compagni hanno finito per fare un figurone in difesa. 

LLORENTE, GOL IN FUORIGIOCO - Con Chiellini infortunato e Caceres costretto a partire in anticipo per rispondere alla chiamata dell'Uruguay, Conte si è visto costretto a confermare Ogbonna in una difesa che, comunque, ha ritrovato Bonucci, dopo la squalifica. A destra, invece, il tecnico bianconero ha preferito Isla a Padoin. Una mossa che si è rivelata determinante visto che la spinta del cileno ha messo subito in crisi il Napoli: dal piede dell'ex esterno dell'Udinese è nato subito il cross che ha consentito a Pogba di costringere in angolo Reina. E sull'azione susseguente la Juve è passata con Llorente che, in posizione di fuorigioco non rilevata dal guardalinee, ha raccolto un assist di tacco di Tevez su un tiro di Vidal e ha insaccato.

REINA EVITA IL RADDOPPIO - Il Napoli, sceso in campo con Fernandez e Insigne preferiti a Britos e Mertens, ha vacillato e ha rischiato il tracollo: Bonucci, su torre di Pogba, lo ha graziato mandando addosso a Reina un colpo di testa da pochi passi, poi il portiere spagnolo si è ripetuto su un tiro da fuori di Tevez e un altro colpo di testa da distanza ravvicinata, stavolta di Llorente.

IL NAPOLI SI SVEGLIA - Solo dopo la metà del tempo gli azzurri hanno dato cenni di ripresa. E hanno fatto correre due brividi a Buffon con due conclusioni fuori bersaglio di poco di Higuain (destro in girata) e Insigne (tiro dal vertice dell'area alto). Benitez ha chiesto ai suoi di insistere sul possesso palla per mettere in crisi i bianconeri ma la squadra non è riuscita a rendersi ulteriormente pericolosa che con una punizione al limite di Insigne.

PIRLO E POGBA CHIUDONO I GIOCHI - La Juve ha chiuso tutti i varchi e, dopo essersi divorata il raddoppio con Vidal, messo solo davanti alla porta da Tevez, ha raddoppiato con una magistrale punizione sotto l'incrocio da 25 mt di Pirlo. Il Napoli si è visto negare il 2-1 da Buffon, bravo a respingere a mano a aperta un sinistro sul primo palo del solito Insigne, e all'80' ha alzato definitivamente bandiera bianca, punito da una delle solite traiettorie magiche di Pogba, non nuovo a gesti del genere contro gli azzurri. 

BUFFON EVITA IL GOL DELLA BANDIERA - La gara è finita qui anche se nel finale, con la Juve ridotta in 10 per l'espulsione di Ogbonna, si è esaltato anche Buffon che ha risposto a chi lo ritiene ormai in fase calante con tre ottimi interventi sul subentrato Mertens, Insigne e, infine, Fernandez. Il Napoli, così, torna a casa a capo chino, ancora rimandato. Benitez farà bene a chiedersi perché la sua squadra, nelle gare importanti, parte sempre così timorosa. E' da qui che passa la strada che conduce verso l'atteso salto di qualità.

 
 
 

C.L. 2013-2014 Juventus - Real Madrid 2-2

Post n°1045 pubblicato il 24 Novembre 2013 da resistenzabianconera
 

Juventus-Real Madrid 2-2, Llorente salva i bianconeri. L'attaccante spagnolo consente alla squadra di Conte di evitare la sconfitta e la tiene in corsa per la qualificazione. In precedenza Ronaldo e Bale avevano replicato all'iniziale gol di Vidal su rigore. Decisivi ora i prossimi due impegni con Copenhagen e Galatasaray

Juventus (4-3-3): Buffon 6, Caceres 5.5, Barzagli 6.5, Bonucci 6, Asamoah 6, Vidal 6.5, Pirlo 6.5, Pogba 7, Tevez 6 (37′ st Quagliarella sv), Llorente 6.5 (43′ st Giovinco sv), Marchisio 6.5. (30 Storari, 5 Ogbonna, 11 De Ceglie, 12 Giovinco, 20 Padoin, 33 Isla). All.: Conte.
Real Madrid (4-3-3): Casillas 7, Ramos 6.5, Varane 5, Pepe 6, Marcelo 6.5, Khedira 6.5, Xabi Alonso 6 (25′ st Illaramendi sv), Modric 6, Bale 7 (30′ st Di Maria sv), Benzema 6.5 (36′ st Rodriguez sv), Ronaldo 7. (25 Diego Lopez, 15 Carvajal, 17 Arbeloa, 23 Isco). All.: Ancelotti.
Arbitro: Webb (Ing) 7.
Reti: nel pt 42′ Vidal (rig.); nel st Ronaldo 7′, 15′ Bale, 22′ Llorente.
Angoli: 7 a 3 per la Juventus.
Recupero: 1′ e 3′.
Ammoniti: Modric, Varane, Pirlo e Bonucci, tutti per gioco scorretto.
Note: spettatori 40.696 (abbonati 3.511), incasso 2 milioni 585.166.



TORINO - Alla Juve non riesce l'impresa di restituire al Real il 2-1 incassato a Madrid. Ma il 2-2 finale va, comunque accolto come un risultato positivo. Specie dopo il sorprendente ko del Galatasaray a Copenhagen che, in pratica, rimescola le carte in chiave secondo posto. Le prossime sfide che aspettano i bianconeri (coi danesi a Torino il 27 novembre e coi turchi a Istanbul il 10 dicembre) saranno, in pratica due spareggi.

UNA JUVE DAI DUE VOLTI - E' stata una Juve dai due volti. Spigliata e intraprendente nel primo tempo, impaurita nella ripresa, specie dopo il micidiale uno-due dei 'blancos' targato Ronaldo e Bale. E visto come si erano messe a un certo punto le cose, è andata bene che, comunque, con orgoglio, sia riuscita a raddrizzare il risultato col talismano Llorente, uno che quando vede Real difficilmente tradisce (7° gol in carriera).

CONTE RIPROPONE IL 4-3-3 - Malgrado il ko al Bernabeu, Conte ha deciso di replicare la sfida con Ancelotti riproponendo un modulo a specchio: 4-3-3 contro 4-3-3 con Caceres a destra e Asamoah abbassato a sinistra in difesa più Marchisio avanzato nel tridente offensivo. Il tecnico emiliano ha risposto mettendo Varane al centro accanto a Pepe con l'obiettivo di contrastare sulle palle alte Llorente e spostando Ramos a destra per vincere l'eventuale duello in velocità con Tevez.

JUVE, OTTIMO PRESSING - Il Real è partito forte, controllando il centrocampo e creando un paio di pericoli in velocità sugli esterni coi micidiali Ronaldo e Bale, ma la Juve è stata brava a non intimorirsi mai. Ha tenuto alto il baricentro appena ha potuto, ha insistito col pressing e ha finito per mettere in affanno la difesa avversaria che, non a caso, si è ritrovata spesso in ritardo nelle chiusure, capitolando prima della fine del tempo.

VIDAL SBLOCCA IL RISULTATO - Prima Pepe ha rischiato l'autogol su un cross di Pogba nel tentativo di anticipare Llorente, poi i centrali difensivi si sono persi Marchisio che ha schiacciato di testa da pochi passi su Casillas su un bel taglio di Tevez. Infine Pogba ha rubato il tempo a Varane su un lancio di Pirlo e si è procurato, al 41', il rigore dell'1-0 che Vidal non ha fallito, infilando magistralmente il pallone sotto l'incrocio.

REAL, UNO-DUE MICIDIALE - La Juve non si è voluta chiudere a difesa del risultato e il Real, approfittando degli spazi l'ha immediatamente punita. Al 52' Ronaldo, sfruttando un errore in retropassaggio di Caceres, ha triangolato al limite con Benzema e ha freddato Buffon in uscita. Otto minuti più tardi, subito dopo essere stato salvato da un doppio prodigioso intervento di Casillas e Marcelo su due conclusioni ravvicinate di Marchisio e Tevez, il Real si è ripetuto con un sinistro al fulmicotone di Bale, lanciato al limite da Ronaldo.

LLORENTE SALVA LA JUVE - La Juve si è rimboccata le maniche e, dopo appena 5', ha pareggiato con un perfetto colpo di testa di Llorente su cross dalla destra di Caceres. A questo punto tra i bianconeri ha prevalso la paura di perdere un punto piuttosto che la voglia di vincere e la squadra si è schiacciata nella propria trequarti badando principalmente a non concedere occasioni agli avversari. Obiettivo che, se si eccettua un destro di Benzema di poco a lato, è ben riuscito.

QUAGLIARELLA IMPEGNA CASILLAS - Conte ha tentato di punire il Real nel finale con le sue stesse armi inserendo Quagliarella e Giovinco per sfruttare la loro velocità e freschezza di rimessa. E per poco il colpaccio non gli è riuscito: un paio di conclusioni da fuori dell'attaccante campano hanno scaldato i pugni a Casillas che, però, non si è fatto sorprendere. Così la Juve sfila all'ultimo posto nel girone. Contro il Copenhagen non potrà sbagliare.

 
 
 

11^ 2013-2014 Parma - Juventus 0-1

Post n°1044 pubblicato il 24 Novembre 2013 da resistenzabianconera
 

Pogba regala tre punti d'oro ai bianconeri: partita complicata per i campioni d'Italia al Tardini contro una squadra ordinata e chiusa, ben disposta in campo da Donadoni. Decisivi i cambi di Conte. Quagliarella s'inventa una magia da fuori area e prende la traversa. Il francese ribatte in rete

PARMA (3-5-2): Mirante 6,5, Cassani 5, Lucarelli 6,5, Mendes 6,5 (24′ st Felipe 5,5), Biabiany 6,5, Gargano 5,5 (37′ st Sansone sv), Marchionni 6,5, Parolo 5,5, Gobbi 5,5, Cassano 5,5, Amauri 5,5 (91 Bajza, 55 Rossetto, 19 Felipe, 28 Benalouane, 3 Mesbah, 87 Rosi, 24 Munari, 30 Acquah, 10 Valdes, 20 Obi, 17 Palladino). All. Donadoni 6.
JUVENTUS (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 7, Ogbonna 6, Chiellini 5,5, Padoin 6,5, Vidal 5,5, Pogba 7, Marchisio 5.5 (17′ st Pirlo 6), Asamoah 5,5, Tevez 6 (30′ st Quagliarella 7), Giovinco 5,5 (30′ st Llorente 5,5) (30 Storari, 34 Rubinho, 4 Caceres 11 De Ceglie, 13 Peluso, 16 Motta, 33 Isla). All. Conte 7.
Arbitro: Celi di Bari
Reti: 32′ st Pogba.
Angoli: 6-3 per il Parma.
Recupero: 1′ e 3′.
Ammoniti: Mendes, Marchisio, Padoin, Giovinco, Gobbi e Llorente per gioco scorretto.
Spettatori: spettatori 17.854, di cui abbonati 9.235, per un incasso di 290.786 euro.



PARMA - Una vittoria fondamentale, di quelle che possono cambiarti la stagione. La Juventus, impacciata contro il Parma nel primo tempo e con pochi spazi per colpire in attacco per tutta la partita, espugna il Tardini per 1-0 nella ripresa grazie a una rete di Pogba, che sfrutta al meglio con una magia di Quagliarella. E' un gol pesante quello del francese, che arriva alla vigilia del decisivo impegno di Champions contro il Real Madrid e che porta i bianconeri a quota 28 in classifica, momentaneamente a - 2 dalla capolista Roma.

ANCORA TURNOVER PER CONTE - Antonio Conte prosegue nella polita del turnover e, in vista degli impegni con il Real Madrid in Champions e con il Napoli in campionato, lascia a riposo Bonucci e in panchina Pirlo. In difesa così gioca Ogbonna, mentre in mezzo al campo operano Pogba, Vidal e Marchisio con Padoin esterno destro. Attacco affidato a Giovinco e Tevez. Donadoni schiera un modulo speculare a quello bianconero. Un 3-5-2 senza sorprese, con Cassano e Amauri in avanti e Biabiany esterno destro. L'unica vera novità è Mendes in difesa.

PERICOLOSI GOBBI E TEVEZ - La partita ha una connotazione ben visibile fin dai primi minuti: la Juventus fa possesso-palla in cerca di spazi e il Parma difende compatto e bene, non lasciando idee e varchi ai centrocampisti bianconeri, orfani della geometria di Andrea Pirlo. La prima vera occasione da rete è per i padroni di casa: Parolo assiste Gobbi in area e, da ottima posizione defilata a sinistra, l'esterno calcia troppo largo mandando la palla sul fondo. Al 16' risponde Tevez che scambia con Giovinco e può calciare dal limite dell'area piccola ma con poca coordinazione: Mirante para.

GARA BLOCCATA - Al di là di questa due occasioni da rete, la partita non regala altre emozioni. I centrocampisti della Juventus pensano troppo e sono lenti, permettendo al Parma di coprire ogni spazio. Tevez prova a farsi vedere ma quando riceve palla al limite dell'area è sempre spalle alla porta e pressato da un difensore. Allora i bianconeri si affidano ai tiri dalla distanza, con poca fortuna. Solo Vidal ne effettua uno pericoloso, al minuto 34, e il pallone termina di poco a lato. Il pressing e l'aggressività del Parma inchiodano il risultato sullo 0-0.

PIRLO PER RITROVARSI - Il secondo tempo si apre coi botti. La Juventus attacca subito e Asamoah ha la palla giusta in area, dopo un batti e ribatti. Ma Biabiany è bravissimo a chiudere l'ex Udinese. Al 7' ci prova Tevez che raccoglie un cross dal fondo di Giovinco: Mirante è attento. Sul fronte opposto disattenzione di Chiellini che lascia recuperare palla a Biabiany; assist in area dove Amauri devia di tacco, purtroppo per lui con traiettoria larga. Al 17' Conte decide di cambiare: serve il faro Pirlo e gli lascia il posto Marchisio, oggi anonimo. Il gioco bianconero non può che migliorare con la regia del numero 21 e al 25' arriva una grossa occasione: cross preciso di Padoin dalla destra e deviazione di Tevez. Mirante respinge d'istinto col piede.

RIVOLUZIONE CONTE - Conte capisce che è il momento di rivoluzionare l'attacco: dentro Llorente e Quagliarella e fuori Giovinco e Tevez. Passa un minuto dalla doppia sostituzione e la Juventus passa in vantaggio, al 32′. Il merito va a Quagliarella che dai 25 metri circa si inventa una conclusione delle sue con palla che si stampa sulla traversa. Cassani si ferma sul tiro mentre Pogba ci crede e arriva prima di tutti sulla respinta del legno non fallendo il matchpoint. Il Parma, dopo aver ben difeso lo 0-0, si ritrova sotto e ha ben poche energie per reagire. Nemmeno i nuovi entrati, Sansone e Obi, incidono sulla gara. Quando la palla di Cassano sembra invitante per Amauri, al minuto 43', ci pensa Buffon in uscita a bloccare l'italobrasiliano. Vince la Juventus in modo cinico mentre il Parma non ha nulla da rimproverarsi per impegno e generosità.

 
 
 

10^ 2013-2014: Juventus - Catania 4-0

Post n°1043 pubblicato il 24 Novembre 2013 da resistenzabianconera
 

I campioni d'Italia confermano i progressi già emersi contro il Genoa rifilando un poker ai siciliani: a segno Vidal, Pirlo su punizione, Tevez e Bonucci. Nel finale espulso Guarente

Juventus (3-5-2): Buffon 6, Caceres 6.5, Bonucci 6.5, Chiellini 7, Isla 6, Vidal 7 (16′ st Pogba 6.5), Pirlo 7, Marchisio 6.5, De Ceglie 7.5, Tevez 7.5 (22′ st Giovinco 7), Llorente 6 (29′ st Motta sv). (30 Storari, 34 Rubinho, 5 Ogbonna, 13 Peluso, 15 Barzagli, 20 Padoin, 22 Asamoah). All.: Conte.
Catania (3-5-1-1): Andujar 6.5, Gyomber 5.5, Legrottaglie 6, Rolin 5.5 (22′ st Capuano), Alvarez 5, Almiron 5, Keko 6, Guarente 4.5, Biraghi 6 (1′ st Castro 5.5), Petkovic 5.5 (19′ st Maxi Lopez 5), Bergessio 5.5. (1 Frison, 35 Ficara, 7 Tachtsidis, 11 Leto, 13 Izco, 20 Freire). All.: De Canio. Arbitro: Guida 6,5.
Reti: nel pt 26′ Vidal, 34′ Pirlo; nel st 21′ Tevez, 28′ Bonucci.
Angoli: 7 a 5 per la Juventus.
Recupero: 0' e 2'.
Espulsi: Guarente 39′ per doppia ammonizione (gioco scorretto).
Ammoniti: Pirlo per comportamento non regolamentare, Chiellini per gioco scorretto.
Note: spettatori 37.604 (abbonati 27.573), incasso 1 milione 195.458.



TORINO - Dopo la convincente vittoria contro il Genoa, la Juve concede il bis contro il Catania mettendo il fiato sul collo alla Roma: un poker che manda definitivamente in archivio la settimana storta con le sconfitte di Firenze e Madrid e restituisce forza e vigore ai bianconeri. Il Catania è durato 25'. Il tempo di prendere il primo gol da Vidal. Poi si è spento, arrendendosi definitivamente dopo aver incassato anche il 3-0 da Tevez a metà ripresa.

DE CEGLIE LA NOTA PIU' LIETA - Una vittoria larga che ha confermato, ancora una volta, l'importanza di Vidal, uomo dai gol quasi sempre decisivi, la forza di Tevez, capace di creare costanti pericoli in attacco, e la classe di Pirlo, uno che quando è in palla dà sempre una marcia in più alla squadra in fase costruttiva. Ma la nota più lieta della serata è arrivata da De Ceglie. Non giocava titolare da 5 mesi, ha sfoderato una prova superlativa non facendo affatto rimpiangere Asamoah. Forse Conte farebbe bene a tenerlo in maggiore considerazione.

VIDAL ANCORA DECISIVO - Il terzino sinistro è stato il motore principale della Juve nel primo tempo aiutando la squadra, con le sue buone discese sulla sinistra, ad allargare la difesa rossoblu. Il Catania ha retto con ordine ed orgoglio lasciando ai rivali solo il tiro da fuori ma proprio in una di queste circostanze è stata beffata: un destro da 25 mt di Vidal, smarcato da Tevez, è stato deviato da Guarente di quel tanto da tagliar fuori dall'intervento in tuffo Andujar.

PIRLO, PENNELLATA D'AUTORE - Il Catania, che fino a quel momento era anche riuscito a imbastire anche qualche buona ripartenza sull'asse Biraghi-Keko, si è disunito e ha smarrito il filo del discorso. La Juve lo ha capito e, alla prima occasione, lo ha ancora punito. Tevez, tra i più attivi, si è guadagnato una punizione dal limite che Pirlo, con una pennellata delle sue, ha trasformato in rete.

IL CATANIA MANCA L'1-2 - De Canio ha provato a scuotere i suoi con un cambio aggressivo (Castro per Biraghi) e la mossa ha avuto parzialmente effetto. Il Catania ha tentato il tutto per tutto in avvio di ripresa spaventando Buffon prima con Petkovic e poi con Almiron ma non è riuscito nell'intento di riaprire la partita.

TEVEZ E BONUCCI CHIUDONO I CONTI - La Juve ha ringraziato e al 71' ha chiuso definitivamente i conti: Tevez ha approfittato di un rimpallo favorevole in area, ha saltato Andujar in uscita e ha depositato in rete. Il Catania si è arreso e, 5' dopo, ha incassato anche il 4-0 da Bonucci, servito in area dal subentrato Giovinco, sugli sviluppi di un angolo.

IL GIOVINCO RITROVATO - Nel finale, col Catania ridotto anche in 10 per l'espulsione di Guarente, la partita si è trasformata in un duello tra lo stesso Giovinco e l'estremo difensore ospite che in almeno tre occasioni gli ha negato la gioia del gol. Poco importa. L'attaccante torinese ha confermato di essere in crescendo di condizione. Tornerà sicuramente utile nelle prossime gare. A partite, magari, già da sabato, proprio dalla sfida con il suo ex Parma.

 
 
 

9^ 2013-2014: Juventus - Genoa 2-0

Post n°1042 pubblicato il 29 Ottobre 2013 da resistenzabianconera
 

I bianconeri reagiscono alle sconfitte contro Fiorentina e Real, dominando l'undici di Gasperini senza mai apparire in difficoltà.



JUVENTUS (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 6, Bonucci 6, Chiellini 6.5, Isla 6, Vidal 6.5 (42′ st Padoin sv), Pirlo 6.5, Pogba 6, Asamoah 6.5 (27′ st De Ceglie 6), Tevez 7.5, Llorente 7 (29′ st Giovinco sv). (30 Storari 34 Rubinho 4 Caceres 5 Ogbonna 8 Marchisio 13 Peluso 16 Motta). All.: Conte
GENOA (4-5-1): Perin 7, Antonini 5.5, Portanova 6, Manfredini 5, Marchese 5.5, Vrsaljko 5.5, Kucka 5, Biondini 5, Bertolacci 5.5 (34′ st Centurion sv), Antonelli 5 (1′ st Fetfatzidis 5.5), Gilardino 5.5 (1′ st Konate 6). (33 Donnarumma 53 Bizzarri 2 Samprisi 4 De Maio 5 Gamberini 9 Stoian 10 Lodi 14 Cofie 66 Sturaro). All.: Gasperini
ARBITRO: Doveri
RETI: nel pt 23′ Vidal (rig.), 36′ Tevez
ANGOLI: 7 a 2 per la Juventus
RECUPERO: 1′ e 3′
AMMONITI: Tevez e Fetfatzidis per comportamento non regolamentare
SPETTATORI: 39.992 (27.658 abbonati), incasso 1 milione 397.356 euro.

La Juventus si scrolla via i malumori di una settimana pesante, dopo il blackout di Firenze e le difficoltà del Bernabeu, battendo il Genoa con una prova autoritaria e convincente, ben al di là di quanto possa dire il risultato. A facilitare il compito agli uomini di Conte ci pensa un Grifone rinunciatario nell'assetto tattico e nello spirito, mai capace di impensierire la Signora. Decidono il match le reti di Vidal (che trasforma un rigore tutt'altro che solare) e Tevez nel primo tempo, sufficienti a chiudere un match che non è mai sembrato in discussione e rimanere a -5 dalla Roma capolista.

STRAPOTERE BIANCONERO - Nonostante quanto di buono visto a Madrid, Antonio Conte torna al 3-5-2 senza ricorrere all'atteso turnover; Gasperini risponde con un 4-5-1 che prevede Gilardino quale terminale offensivo, schieramento che non favorisce il Genoa. La Juventus, infatti, ha voglia di reagire al momento difficile ed imporre il proprio gioco fin dall'inizio, schiacciando il Grifone nella propria metà campo ed attaccando senza soluzione di continuità. È giornata di superlavoro per Perin, che compie un grandissimo lavoro fin dai primi minuti, quando chiude la porta a Pogba e Llorente; dove non arriva il portiere rossoblù, c'è la traversa a salvare il Genoa, quando Vidal colpisce il settimo legno del campionato bianconero con una bordata dal limite.

RIGORE DUBBIO, LA CERTEZZA È TEVEZ - Il gol è presto nell'aria e arriva a metà frazione, nel modo più controverso: Doveri assegna un calcio di rigore per un fallo di Biondini su Asamoah, commesso però qualche centimetro prima della linea che delimita l'area genoana; dal dischetto va Vidal, che spiazza Perin e scaccia i fantasmi. Il Genoa non reagisce ad Antonio Conte, dalla panchina della Juve, spinge i suoi verso il raddoppio. Perin strappa ancora applausi su Pirlo ma non può nulla di fronte a Carlitos Tevez, che firma il 2-0 con un pregevole spunto personale e manda i suoi al riposo col risultato ormai in tasca.

POCHE EMOZIONI DOPO IL RIPOSO - Nella ripresa, Gasperini prova a mescolare le carte inserendo Fetfatzidis e Konaté al posto di Antonelli e Gilardino ma questo secondo tempo regala poche emozioni: la Juventus addormenta il match per preservare le energie ma, ciò nonostante, va in più occasioni vicina al terzo gol. Fa ancora bella figura Perin, in particolare al 52' su Tevez prima e Llorente poi, ma è l'unico a salvarsi in un Genoa mai in partita. Sorride la Juve al triplice fischio, per la prestazione di cui aveva bisogno, per ribadire che i bianconeri ci sono ancora.


 
 
 

C.L. 2013/2014 Real Madrid - Juventus 2-1

Post n°1041 pubblicato il 24 Ottobre 2013 da resistenzabianconera
 

La squadra di Conte non demerita ma la sconfitta complica il cammino verso gli ottavi. Cristiano Ronaldo sblocca subito il risultato, Llorente trova il meritato pari ma subito dopo è ancora il portoghese (su rigore) a firmare la rete del nuovo vantaggio della squadra di Ancelotti. Nella ripresa l'arbitro espelle (ingiustamente) Chiellini, inutili gli assalti finali



Real Madrid: Casillas - Arbeloa, Pepe, Ramos, Marcelo - Khedira Illaramendi (72' Isco) - Di Maria (79' Morata), Modric, Ronaldo - Benzema (66' Bale). All. Ancelotti
Juventus: Buffon - Caceres, Barzagli, Chiellini, Ogbonna (68' Giovinco) - Vidal, Pirlo (59' Asamoah), Pogba - Marchisio - Tevez, Llorente (50' Bonucci). All. Conte
Arbitro: Grafe (Ger)
Reti: 4' Ronaldo, 22' Llorente, 28' Ronaldo (rigore).
Note: Recupero 2' e 3'. Ammoniti: Chiellini, Caceres e Illaramendi, Modric e Ramos.  Angoli 5 a 4 per la Juventus.

 Infestante e dannoso come la gramigna, Chiellini marca con un fallo da rigore e con un'espulsione la prima sconfitta in Champions della Juventus di Conte. Dubbi o meno che siano i due episodi che costringono alla resa la squadra, e che consentono al Galatasaray di sorpassare in classifica, la terna individua entrambi le violazioni, tutt'e due facilmente evitabili. Così si arrende una Juventus che, ad armi pari, se la gioca, sapendo reagire subito allo svantaggio immediato. Non solo: con un Real che interpreta la partita con una sufficienza irritante (mai visto Ancelotti così arrabbiato nella sua carriera di allenatore), ad armi pari - forse - persino il colpaccio sarebbe stato possibile.

Il veleno nell'avvio - Il Real parte bene. Sornione, palleggia sotto ritmo, ma d'improvviso accelera. Trova filtro a destra dove lo scambio Di Maria-Arbeloa, consente all'argentino una proiezione orizzontale al centro chiusa con un secco taglio di sinistro per premiare lo scatto di Ronaldo tenuto in gioco da Barzagli. Cr7 evita l'uscita bassa di Buffon e infila la porta vuota. La Juventus però è ben organizzata, Pirlo fatica a trovare la cabina di regia e lo fa sempre di più per il sacrificio sulle sue tracce di Benzema. Ma Pogba almeno per mezz'ora è riferimento continuo. Chi fatica è Marchisio a interpretare il nuovo ruolo di ala destra. Con Marcelo ne nasce un'intesa fondata sulle amnesie. Come a dire: tu non chiudi su di me e io non lo faccio su di te. Così si spiega il tiraccio del nostro dopo pochi secondi che Casillas vola a mettere in angolo, così si spiega come la Juventus trovi facilmente il pareggio su proiezione di Caceres e cross che Pogba prova a trasformare in moneta pesante. Casillas d'istinto ribatte il colpo di testa del francesino, ma c'è Llorente a ribadire da due passi, anticipando Pepe. Il pari dopo 22 minuti sembra un risultato equo e solidale, il Real galleggia in modo stucchevole in mezzo e trova ben poca profondità, ma è merito di una Juventus molto raccolta e concentrata. Chi perde la tramontana, uscendo dal tema, è Chiellini, su punizione che Modric scodella in mezzo. Il pallone è alto, come una luna imprendibile, ma il livornese trattiene Ramos e lo porta a terra. Grafe chiude un occhio ma li tiene aperti il giudice di porta. Rigore: minuto 28, Ronaldo concede il bis.

La Juve prova a reagire ma sta bene attenta a non concedere campo alle ripartenze. Cala però Pogba e proprio da una palla persa dal giovanissimo talento il Real ha la sola occasione in contropiede per allungare. Benzema serve Ronaldo ma il tiro dal limite è largo.

Dura assai poco il secondo tempo. Tre minuti. Quando Ronaldo accelera e Chiellini allarga il braccio colpendolo al volto (il portoghese cade come fulminato come se colpito dal miglior Mohammed Alì), Grafe - un paio di anni fa premiato come miglior fischietto di Bundesliga - caccia il livornese e pone fine alle speranze. Fuori Llorente, dentro Bonucci, il 4-4-1 cancella la fase offensiva della squadra ospite. Ne esce una seconda parte bruttissima, mostra i problemi caratteriali della squadra più ricca d'Europa: giocatori in difetto di forma, si limitano a girar palla, non affondano mai, aspettano e fanno trascorrere il tempo. Benzema si divora la sola occasionissima, a porta vuota, su cross dal fondo di Di Maria (il migliore assieme a Cr7). Da segnalare pure dopo un'ora la rinuncia di Conte a Pirlo. Entra Asamoah, il regista esce contrariato e neanche troppo rincuorato dagli applausi convinti di tutto il Bernabeu (un segno di gradimento, probabilmente). Casillas si oppone a un diagonale timido di Giovinco, ultima carta giocata da Conte, ma pure il tecnico bianconero ha qualcosa da dover spiegare. Ogbonna schierato fuori ruolo, terzino sinistro, è un nonsense, persino umiliante per l'ottimo centrale ex torinista. Ma sì è persa una battaglia, non la guerra. La qualificazione si complica, probabilmente passerà da un successo sul Bosforo.

 
 
 

Conte e gli allarmi inascoltati. Squadra vittima della presunzione

Post n°1040 pubblicato il 23 Ottobre 2013 da resistenzabianconera

La pesante sconfitta con la Fiorentina, ma soprattutto il modo in cui è maturata, preoccupa il tecnico che fin dall'estate aveva lanciato messaggi a ripetizione chiedendo al club una revisione dell'organico. C'è meno fame e alcuni big (Pirlo e Buffon) non stanno rendendo secondo le aspettative. ''Ma è un cazzotto - ha detto l'allenatore - che può svegliarci''. A Madrid la prima risposta



 La Juventus, adesso, bascula tra due paure, tra l'avere capito tutto di ciò che è successo a Firenze e l'averci capito invece nulla, come ha confessato Barzagli dopo i quattro schiaffoni del Franchi. Cosa succede, ai campioni d'Italia? Se i sospetti di Conte sono giusti, e se quindi esiste consapevolezza del problema, i bianconeri sono vittima dell'imborghesimento, dell'appagamento, della presunzione. Avendo vinto molto, si sono lasciati sedurre dall'idea che vincere ancora non sarebbe stato poi così difficile. E così si è sbriciolata la marmorea concentrazione degli ultimi due anni, si è incrinata la granitica compattezza del gruppo, s'è placata l'insaziabile bulimia di successi che portava a divorare partite e avversari. I giocatori si allenano con un briciolo in meno di perfezionismo (e da qui hanno origine certi infortuni muscolari), non sono più impeccabili nei comportamenti (è il caso di Vidal), si concedono distrazioni e leggerezze (in otto partite sono stati subiti dieci gol, e tutti con dolo), si lasciano sedurre dalla presunzione.

A questo punto, hanno un senso gli allarmi lanciati a ripetizione da Conte ("Dobbiamo metterci in testa che quest'anno vincere sarà molto ma molto più difficile") e da Buffon ("Ho paura che non vinceremo più") fin dall'estate. Ma acquistano significato anche le amichevoli di luglio e agosto, tutte perse o pareggiate, e soprattutto le inquietudini primaverili dell'allenatore: Conte mise in dubbio la sua permanenza perché sentiva puzza di bruciato, avrebbe voluto una revisione profonda dell'organico perché considerava molti giocatori logori o sazi ma la società non aveva i mezzi per realizzarla. Quindi, quel che succede oggi ha avuto molte avvisaglie, ma è una situazione che può avere un rimedio: "Questo cazzotto", ha annotato il tecnico, "può servire a svegliarci e a farci capire quello che ancora non abbiamo capito. Per fortuna il tempo per riprenderci non manca: non siamo ko".

Ma benché il problema fosse noto, né Conte né altri hanno saputo trovare una soluzione. E se allora la Juve avesse una malattia ancora non diagnosticata? Se i disagi non fossero principalmente mentali, ma tecnici o tattici? Nessuno, infatti, si sa spiegare la ragione di certi black out: "Capirei se staccassimo la spina prima di entrare in campo, ma dopo settanta minuti di dominio è incomprensibile". Conte non ha voluto rinfrescare modulo e schemi, forse ormai troppo prevedibili per un campionato che ha imparato a conoscerli, e a contrastarli. Forse la difesa va in barca perché peggio protetta: la Juve gioca a ritmi più bassi e la manovra collettiva delega molto alle iniziative del singolo, in particolare Tevez. Forse un giocatore come Llorente meriterebbe qualche correzione agli schemi d'attacco: per quanto si applichi, non sarà mai in grado di dialogare nello stretto.

Ci sono dunque tanti dubbi, molte domande, troppe analisi di fare. E pochissimo tempo da spendere, visto che mercoledì è già ora di Real Madrid. La Juventus parte per la Spagna già questa sera con le sue stelle offuscate: il rendimento di Pirlo è assolutamente ordinario, quello di Buffon addirittura preoccupante. Quest'anno ha già collezionato tre errori, ed è stranissimo per uno che in genere rasenta la perfezione. Quello di Firenze sarebbe il quarto, però in realtà non si è trattato di una papera ma di un clamoroso e preoccupante atto di debolezza: sul tiro di Rossi si è buttato come se fosse senza forze, afflosciandosi a terra invece di slanciarsi in tuffo. E anche questo, non è un problema senza soluzione?

 
 
 

8^ 2013-2014 Fiorentina - Juventus 4-2

Post n°1039 pubblicato il 23 Ottobre 2013 da resistenzabianconera
 

Incredibile al Franchi: avanti 0-2 grazie a Tevez, a segno su rigore, e Pogba, i campioni d'Italia falliscono a più riprese il 3° gol e si fanno superare in 15' dai viola, trascinati dall'ex attaccante del Villarreal. A segno anche Joaquin

Fiorentina (3-5-1-1): Neto 7; Roncaglia 7, Rodriguez 5,5, Savic 7; Cuadrado 6,5, Ambrosini sv (23′ pt Fernandez 6,5), Pizarro 6,5, Borja Valero 7, Pasqual 6; Aquilani 5,5 (11′ st Joaquin 7); Rossi 8 (40′ st Matos sv). A disp. Munua Vera, Compper, Tomovic, Vecino, Marcos Alonso, Bakic, Joaquin, Wolski, Vargas, Matos, Iakovenko. All: Montella.
Juventus (3-5-2): Buffon 5; Barzagli 5.5, Bonucci 5, Chiellini 5; Padoin 5.5 (38′ st Motta sv), Pogba 6.5, Pirlo 6, Marchisio 6 (32′ st Vidal sv), Asamoah 5.5 (34′ st Giovinco sv); Tevez 6.5, Llorente 5. A disp. Storari, Rubinho, Caceres, Ogbonna, Peluso, De Ceglie, Motta, Isla, Vidal, Giovinco, Bouy. All: Conte.
Arbitro: Rizzoli di Bologna 6.
Reti: 37′ pt Tevez rig. (J), 40′ pt Pogba, 21′ st Rossi rig, 31′ st, 33′ st Joaquin, 36′ st Rossi.
Angoli: 5-4 per la Juventus.
Ammoniti: Tevez per offese all'arbitro, Aquilani, Barzagli, Savic, Asamoah, Pirlo, Motta, Bonucci per gioco falloso, Cuadrado per proteste.
Recupero: 3′, 3′.
Spettatori: 38.290, incasso 1.045.911 euro (paganti 14.458, incasso 674.899 euro; abbonati 23.832, quota 371.012′).



Incredibile al Franchi. La Fiorentina ribalta in 15' una partita che sembrava persa contro la Juve e regala a Firenze un giorno di festa atteso da 15 anni. Una vittoria clamorosa soprattutto per come è arrivata. Per oltre un'ora la squadra di Conte è stata padrona del campo, in pieno controllo di un match che meritatamente conduceva per 0-2 sfiorando anche il tris in avvio di ripresa. E, invece, in un attimo si è smarrita. Colpa di Asamoah, che commesso un ingenuo fallo da rigore in area ai danni di Mati Fernandez, consentendo ai viola di ritrovare animo, ma merito anche di Rossi che ha tirato fuori dal cilindro due magnifiche conclusioni dal limite con cui ha sorpreso Buffon finendo per realizzare una storica tripletta che ha deciso la partita.

JUVE, CALO DI CONCENTRAZIONE PAGATO CARO - La Juve deve recitare decisamente il mea culpa. Contro una squadra che faticava ad arrivare negli ultimi 20 mt è riuscita a prendere 4 gol in 15' sbandando paurosamente dopo il 2-2: segno che la concentrazione è improvvisamente calata e che la lucidità è completamente saltata. Conte farà bene a restituire forza e fiducia immediatamente ai suoi. Mercoledì a Madrid contro il Real, infatti, sarà vietato commettere gli stessi errori.

UNA VITTORIA TARGATA ROSSI E MONTELLA - La Fiorentina sorride e ringrazia soprattutto Rossi che ha avuto una metamorfosi incredibile nel corso dei 90'. Partito con problemi alla schiena e annullato dai difensori bianconeri nel primo tempo, si è improvvisamente risvegliato dopo aver trasformato l'1-2, rovesciando come un guanto la sfida grazie alla sua classe cristallina. Ma il merito va dato anche a Montella che ha indovinato i cambi giusti (Mati Fernandez per l'infortunato Ambrosini e Joaquain per un nervoso Aquilani) che hanno permesso ai viola di fare la differenza.

VIDAL TENUTO IN PANCHINA - Conte ha punito Vidal, tornato tardi dal Cile, dando una maglia da titolare a Pogba e ha preferito Llorente a Giovinco quale partner di Tevez. Sul fronte opposto Montella ha optato per il 3-5-1-1 rilanciando Roncaglia al posto di Tomovic sull'out di destra e alzando Aquilani a sostegno di Rossi.

UNA FIORENTINA MENOMATA - La Fiorentina ha provato a reggere il confronto sul piano del palleggio ma ha iniziato subito a fare i conti con alcuni problemi fisici. Rossi ha accusato problemi alla schiena che, in parte, lo hanno limitato, Ambrosini ha presto dovuto chiedere il cambio per un infortunio alla coscia destra.

TEVEZ ROMPE L'EQUILIBRIO - La Juve, che inizialmente aveva faticato a trovare la profondità visto che Llorente era stato puntualmente anticipato da Savic e Gonzalo, ha preso fiducia e, al 37', ha trovato l'episodio giusto per passare: Tevez ha difeso bene un pallone in area inducendo ad un ingenuo fallo, spalle alla porta, Ponzalo e si è procurato un rigore che ha freddamente trasformato.

LA JUVE RADDOPPIA MA NON CHIUDE I CONTI - La Fiorentina ha accusato il colpo e 3' dopo, complice un altro pasticcio difensivo, stavolta commesso da Cuadrado, ha raddoppiato a porta vuota con Pogba. La gara è parsa chiusa. Con i viola incapaci di replicare in attacco la Juve ha gestito palla a centrocampo ma ha commesso l'errore di mancare il 3-0 con Marchisio, lanciato solo verso la porta, e poi con Chiellini, Pirlo e Asamoah.

IL RISVEGLIO DI ROSSI - La Fiorentina ha ringraziato e, complice una sciocchezza di Asamoah, che ha atterrato in area sulla destra Mati Ferandez è rientrata in partita al 66' con un rigore trasformato da Rossi. "Pepito" si è risvegliato e al 76' si è inventato il 2-2 con un gran sinistro in diagonale dal limite che ha sorpreso un incerto Buffon.

LA JUVE SBANDA, JOAQUIN E ROSSI LA PUNISCONO - La Juve è andata in bambola, si è scoperta e, nel giro di appena 3' ha subito altre due reti. Prima da Joaquin, dimenticato dai difensori bianconeri su un lancio in area di Borja Valero e poi da Rossi, smarcato a limite da Cuadrado al termine di una fantastica cavalcata in contropiede di 60 mt. E così il ricordo dell'ultimo successo viola, targato Batistuta, può finalmente finire in archivio.

 
 
 

7^ 2013-2014: Juventus - Milan 3-2

Post n°1038 pubblicato il 10 Ottobre 2013 da resistenzabianconera
 

Muntari illude Allegri, ma i bianconeri non rallentano la corsa

I campioni d'Italia, sotto dopo appena 20'', reagiscono con Pirlo e, nella ripresa, con Giovinco e Chiellini. Allo scadere accorcia il ghanese. Rossoneri in 10 per l'espulsione di Mexes che rischia anche la prova tv per un pugno ai danni del difensore bianconero e della nazionale

JUVENTUS (3-5-2): Buffon 6.5; Barzagli 6.5, Bonucci 6, Chiellini 7; Padoin 5.5 (10′ st Pogba 6), Vidal 6.5, Pirlo 7, Marchisio 6.5, Asamoah 6.5; Tevez 6.5 (40′ st Llorente sv), Quagliarella 6 (22′ st Giovinco 7.5). In panchina: Storari, Rubinho, Ogbonna, Peluso, Motta, De Ceglie, Isla. Allenatore: Conte
MILAN (4-3-1-2): Abbiati 6; Abate 5.5, Zapata 5.5, Mexes 4, Constant ; Nocerino 5.5 (26′ st Niang 5), De Jong 6 (41′ st Poli sv), Muntari 6.5; Montolivo 5; Matri 5, Robinho 5.5 (31′ st Zaccardo sv). In panchina: Amelia, Gabriel, Emanuelson, Mastalli. Allenatore: Allegri
ARBITRO: Rocchi di Firenze
RETI: 1′ pt Muntari, 15′ pt Pirlo, 24′ st Giovinco, 30′ st Chiellini, 45′ st Muntari.
NOTE: Serata piovosa, terreno in buone condizioni. Spettatori: 40.000 circa. Al 29′ st Mexes per doppia ammonizione. Ammoniti: De Jong, Constant, Bonucci, Mexes, Muntari. Angoli: 9-5. Recupero: 2′; 4′.

La Juventus nel posticipo della settima giornata di serie A, si rialza dopo il pari in Champions col Galatasaray e lo fa battendo il Milan per 3-2 al termine di un match dalle mille emozioni. Un successo che permette ai bianconeri di conquistare la sesta vittoria in sette giornate, la quarta consecutiva, e che vale il secondo posto al fianco del Napoli ad appena due punti di distanza dalla Roma capolista. Per il Milan, invece, rimasto in 10 nella ripresa per l’espulsione di Mexes, è notte fonda: si tratta del terzo ko in campionato. La classifica vede i rossoneri a 13 punti dalla vetta e a cinque dalla zona Europa.
 
CARATTERE JUVE - Per chi avesse avuto qualche dubbio sulla fame di vittorie della Juventus, questa sera si è dovuto ricredere. Di fatto i due pareggi in Champions in altrettante giornate hanno in parte appannato l’inizio di stagione della corazzata di Conte che in campionato ha rallentato solo davanti all’Inter (1-1). Anche questa sera contro un Milan dimezzato da infortuni e squalificati, i campioni d’Italia hanno dato una vera e propria prova di forza, reagendo immediatamente al gol a freddo di Muntari. La sensazione, infatti, è che alla Juventus bastava premere un pochino sull’acceleratore per mandare in tilt la difesa ospite. Sensazione trasformata in realtà nella ripresa con l’ingresso di Giovinco, vero uomo partita nonostante la magistrale regia del solito Pirlo.
 
MILAN A PEZZI - Se Conte ritrova il carattere della sua Juve, Allegri torna a casa con la consapevolezza di non poter fare di più. Il tecnico toscano ha gli uomini contati. Dopo la sosta rientrerà Balotelli, ma non ci sarà Mexes che, oltre al turno di stop per l’espulsione, rischia altre giornate con la prova tv per il gravissimo episodio avvenuto a inizio ripresa nell’area milanista (pugno ai danni di Chiellini). Nonostante tutte le difficoltà legate alla formazione, al tecnico non resta che guardare ai primi 45′ di gioco, sperando che la sosta rigeneri non solo il fisico, ma anche l’umore. Siamo ad ottobre e gli obiettivi rossoneri si sono già ampiamente ridotti: la Roma è a 13 lunghezze.
 
IL MATCH - Sotto la pioggia di Torino un lampo acceca lo Juventus Stadium ed è quello di Sulley Muntari dopo neanche 20” di gioco. Il ghanese, infatti, tutto solo in area, raccoglie un tiro sbagliato di Nocerino dal limite e lo trasforma nel più facile (si fa per dire!) dei gol con un destro di prima intenzione che si infila tra il palo e Buffon. Il gol a freddo non gela i padroni di casa che sfiorano più volte il pareggio sbattendo di fronte a un intramontabile Abbiati. L’estremo rossonero salva due volte su altrettante conclusioni dal limite, prima su Asamoah, poi su Chiellini. Al quarto d’ora, però, deve arrendersi a una punizione dal limite del suo ex compagno, Andrea Pirlo. 10′ più tardi Buffon è bravo nel chiudere in angolo un diagonale da fuori di Zapata reso insidioso dal terreno bagnato. Nel finale di tempo contatto dubbio tra Constant e Tevez, Rocchi lascia correre. La ripresa ha ritmi più blandi rispetto al primo tempo, ma molte più emozioni a partire da un brutto gesto di Mexes su Chiellini (pugno in faccia al bianconero non visto da Rocchi. Ci sarà la prova tv). Violenza gratuita a parte, Abbiati e Buffon si mettono subito in mostra rispettivamente su Asamoah e Robinho. Poi entra Giovinco e il folletto bianconero cambia totalmente gli equilibri della gara segnando il gol del 2-1 e procurandosi la punizione dal limite (con espulsione di Mexes) che dà il là al tris di Chiellini lesto nel spingere in rete un pallone ribattuto dalla traversa sulla conclusione di Pirlo. Allo scadere Muntari accorcia con un sinistro dal limite. In pieno recupero Constant di testa fallisce il clamoroso 3-3.

 
 
 

II Champions League: Juventus - Galatasaray 2-2

Post n°1037 pubblicato il 10 Ottobre 2013 da resistenzabianconera
 

Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 5.5, Bonucci 4 (23′ st Llorente 6.5), Chiellini 6, Lichtsteiner 6 (1′ st Isla 5.5), Vidal 6, Pirlo 6, Pogba 5.5, Asamoah 6, Vucinic 6 (25′ pt Quagliarella 7), Tevez 6.5 (30 Storari 5 Ogbonna 8 Marchisio 13 Peluso). All.: Conte.
Galatasaray (4-2-3-1): Muslera 6.5, Eboué 7, Chedjou 7, Semik Kaya 6 (25′ pt Gokhan Zan 6.5), Hakan Balta 6, Felipe Melo 6.5, Selcuk Inan 6.5, Riera 6.5 (15′ st Amrabat 5), Sneijder 5.5 (28′ st Umut Bulut 6.5), Bruma 6.5, Drogba 7.5 (86 Ceylan 17 Burak Yilmaz, 50 Baytar 55 Sanoglu). All.: Mancini.
Arbitro: Kassai (Ungheria) 5.5.
Reti: nel pt 36′ Drogba; nel st 33′ Vidal (rig.), 42′ Quagliarella, 43′ Bulut
Recupero: 2′ e 4′ Angoli: 11 a 0 per la Juventus.
Ammoniti: Muslera per comportamento non regolamentare, Gokhan Zan per proteste
Note: spettatori 36.330, incasso 1 milione 744.18.

La maledizione dei pareggi torna ad abbattersi sulla Juve che contro il Galatasaray centra l'11/a "X" nelle ultime 18 partite in Europa e vede complicarsi il proprio cammino verso la qualificazione agli ottavi di Champions. Uno stop inatteso e soprattutto amaro visto che i bianconeri erano riusciti a ribaltare un situazione che si era fatta subito complicata grazie ad un gol, a 3' dalla fine, del solito Quagliarella, uno che nelle notti europee sembra trovarsi a meraviglia. Invece è bastato un attimo di disattenzione per gettare tutto al vento e dover rinviare l'appuntamento con il primo successo nel girone.

UNA JUVE ARRUFFONA - Diciamolo subito: il nuovo Galatasaray di Mancini non ha rubato nulla. Ha disputato una partita tatticamente perfetta, arginando sul nascere le iniziative dei bianconeri. Ma è vero anche che la Juve ha messo molto del suo. Ha giocato senza intensità nel primo tempo, in maniera confusa nel secondo e solo con la forza dei nervi è riuscita a passare dallo 0-1 all'2-1. Ha pensato di avercela fatta ed è stata immediatamente punita da Umut Bulut, gettato con intuito nella mischia nel finale dall'ex tecnico del Manchester City.

MANCINI, IL 4-2-3-1 PER LA PRIMA - Recuperato Tevez, Conte ha riproposto lo schieramento tipo con Pirlo e Vucinic di nuovo titolari e Pogba preferito a Marchisio nel ruolo di intermedio. Mancini ha replicato proponendo a, sorpresa il il 4-2-3-1 con Drogba unica punta e i più difensivi Balta e Bruma a presidiare le fasce. Il risultato è stato che il Galatasaray ha chiuso tutti gli spazi, ha addormentato il gioco tenendo i ritmi bassi e ha fatto venire la sonnolenza anche alla Juve che, irriconoscibilmente, non ha mai messo in moto in maniera pericolosa né gli esterni né le punte.

VUCINIC KO DOPO 25'  -  E nell'unica volta in cui le è riuscita una verticalizzazione (25') è stata pure sfortunata: Vucinic, nel tentativo di andar via a Kaya, si è stirato al flessore e ha obbligato Conte a rimpiazzarlo Quagliarella. L'ex attaccante del Napoli, spinto in area da Zan, si è subito procurato un rigore che l'arbitro Kassai, però, non si è sentito di accordare.

REGALO DI BONUCCI, DROGBA RINGRAZIA - Il Galatasaray ha tirato un sospiro di sollievo e al primo errore dei bianconeri è passato: Bonucci al 36' ha effettuato uno corto retropassaggio a pallonetto a Buffon sul quale si è avventato come un falco Drogba che ha anticipato il portiere azzurro e ha insaccato a porta vuota. Solo a questo punto la Juve ha ritrovato la cattiveria giusta ma non è riuscita, con Tevez e Quagliarella a trovare il varco giusto per rimettere le cose a posto prima della fine del tempo.

S'INFORTUNA ANCHE LICHTSTEINER - Per i bianconeri ha iniziato a piovere sul bagnato: Conte ha perso anche Lichtsteiner per un problema muscolare e ha giocoforza inserito Isla. Il cileno si è dato da fare ma ha peccato spesso di precisione faticando a dare ariosità alle azioni d'attacco. E così alla Juve non è rimasta che la soluzione da fuori per impensierire Muslera. Ma Vidal per due volte e poi Pirlo non hanno centrato il bersaglio.

LLORENTE CAMBIA LA PARTITA - Tutto è cambiato quando il tecnico bianconero ha tentato il tutto per tutto gettando nella mischia Llorente al posto di Bonucci. La Juve ha finalmente guadagnato peso e centimetri in attacco e ha finito per giovarne soprattutto Quagliarella, bravo a procurarsi un rigore solare, stavolta inevitabilmente concesso dall'arbitro, inducendo Amrabat ad un ingenuo fallo. Sul dischetto è andato Vidal che, ancora una volta, non ha fallito il bersaglio.

QUAGLIARELLA ILLUDE, BULUT FA 2-2 - Sulle ali dell'entusiasmo la Juve ha insistito e, all'87', ha trovato il 2-1 con Quagliarella che di testa ha sfruttato nel migliore dei modi un cross dalla trequarti di Pirlo. La squadra si è attardata a festeggiare, si è fatta trovare impreparata su un lancio dalle retrovie prolungato in area di testa da Drogba e ha consentito a Umut Bulut di fare a Mancini il più bel regalo per la sua prima in giallorosso. E alla Juve, così, non resta che recitare il mea culpa.

 
 
 

6^ 2013-2014: Torino - Juventus 0-1

Post n°1036 pubblicato il 10 Ottobre 2013 da resistenzabianconera
 

Torino (3-5-2): Padelli 6.5; Glik 6, Rodriguez 6 (1′ st Masiello 5.5), Moretti 6; Darmian 6, Brighi 5.5, Vives 6 (41′ st Farnerud sv), El Kaddouri 6 (23′ st Meggiorini 5.5), D’Ambrosio 6.5; Cerci 6, Immobile 5. (Berni, Gomis, Bovo, Maksimovic, Pasquale, Basha, Bellomo). All.: Ventura
Juventus (3-5-2): Buffon 6; Barzagli 6.5, Bonucci 6, Chiellini 6.5; Lichtsteiner 6, Vidal 5.5, Pogba 6.5, Marchisio 6, Asamoah 6 (29′ st Padoin 6); Tevez 6.5 (47′ st Quagliarella sv), Giovinco 5.5 (33′ st Vucinic 6). (Storari, Citti, De Ceglie, Ogbonna, Motta, Peluso, Isla, Pirlo, Llorente). All.: Conte
Arbitro: Mazzoleni di Bergamo
Rete: 9′ st Pogba
Ammoniti: Moretti, Vives, Immobile, Asamoah, Marchisio e Pogba per gioco falloso
Recupero: 2′ e 3′

Da Paloschi a Pogba, l’iniziale è sempre la 'p', esattamente come in polemica. Dal fuorigioco inesistente fischiato all’attaccante clivense a quello non rilevato di Tevez, che permette al francese venuto da Manchester di risolvere il Derby della Mole, lanciando la Juventus a quota 16 punti, in testa come il Napoli, Roma permettendo. Stracittadina non bella, nervosa ed equilibrata, con almeno un errore arbitrale per parte – Immobile avrebbe meritato il rosso diretto nel primo tempo – e che conferma sia il periodo non esaltante a livello di gioco dei bianconeri che la maledizione da derby che affligge il Torino, incapace di imporsi dal 1995 (Rizzitelli mattatore) e addirittura di segnare dal 2002 (gol di Benoit Cauet per il momentaneo 2-1, prima del pari di Enzo Maresca).
 
NESSUN TIRO IN PORTA – Il primo tempo è una battaglia tattica: due squadre schierate con lo stesso modulo, il 3-5-2 ormai imperante in Serie A, e con la stessa maniacale attenzione ai dettagli. Le scelte degli uomini passano quasi in secondo piano, con Conte che rinuncia a Pirlo e Vucinic per affidarsi a Pogba in regia e a Giovinco come partner di Tevez e Ventura che sceglie Immobile per uno sfiancante lavoro in pressing sul centrocampista francese. L’obiettivo di Torino e Juventus, nei 45 minuti d’apertura, è negare ogni traccia offensiva: aggressione immediata sui primi portatori di palla, anticipi feroci sulle punte, palle inattive come unica speranza di minaccia. Ne esce una frazione soporifera, sporca, con una sola mezza occasione da gol – Rodriguez sbaglia il disimpegno, Tevez attacca la profondità e il suo cross per Giovinco viene allontanato da Vives – e uno spiraglio polemico abbastanza ampio per i bianconeri: Immobile entra in netto ritardo proprio su Tevez, i tacchetti sono ben piantati nel polpaccio del 'Machado', Mazzoleni estrae un giallo che avrebbe dovuto assumere tinte ben diverse.
 
IL GOL VITTORIA – Ventura perde Rodriguez e inserisce Masiello, con conseguente spostamento di D’Ambrosio sulla destra e di Darmian nella linea a 3. Al 6′ si materializza la prima grande chance del match: Marchisio per Tevez che innesca Giovinco, il 12 bianconero è solo ma il suo mancino termina addosso a Padelli. La Juventus sblocca al 9′. Corner da destra, Bonucci incorna alla perfezione, Tevez è solo sulla linea di porta e corregge sulla traversa, Pogba è il più veloce nel ribadire in rete. Il replay è impietoso: l’ex City è davanti a tutti, fuorigioco evidentissimo e gol da annullare. L’inserimento di Meggiorini non aggiunge nulla alla manovra granata, Tevez al 28′ nobilita come può l’ultimo pallone giocato da Asamoah ma il suo piatto destro di prima intenzione viene deviato di poco a lato. Il Toro sbuffa ma non punge, Vucinic subentra a Giovinco e va vicino al raddoppio con una conclusione al volo ben respinta da Padelli: non succede più nulla, vince la Juventus, per l’ottava volta nelle ultime nove stracittadine, tante sono quelle giocate dai bianconeri senza subire gol. Le polemiche, invece, non mancheranno.

 
 
 

5^ 2013-2014 Chievo - Juventus 1-2

Post n°1035 pubblicato il 26 Settembre 2013 da resistenzabianconera
 

Chievo-Juventus 1-2: nuova rimonta bianconera, ma pesa il gol annullato a Paloschi

CHIEVO (5-3-2): Puggioni 7, Sardo 6.5, Bernardini 5.5, Claiton 6, Cesar 6, Drame’ 6,5, Bentivoglio 6,5, Rigoni 6,5, Estigarribia 5,5 (19′ st Radovanovic sv), Thereau 7 (41′ st Pellissier sv), Paloschi 6,5 (23′ st Ardemagni 5,5). (18 Squizzi, 28 Silvestri, 10 Sestu, 14 Calello, 15 Pamic, 16 Improta, 21 Frey, 22 Acosty, 33 Papp). All.: Sannino 6,5.
JUVENTUS (3-5-2): Buffon 5, Barzagli 6, Ogbonna 5,5, Chiellini 6, Isla 5,5 (18′ st Lichsteiner 5.5),
Pogba 7, Pirlo 6.5, Marchisio 6, Peluso 6, Quagliarella 7 (29′ st Tevez 6.5), Llorente 5 (41′ st Vidal sv). (30 Storari, 36 Vannucchi, 9 Vucinic, 11 DeCeglie, 12 Giovinco, 16 Motta, 19 Bonucci, 20 Padoin, 22 Asamoah). All.: Conte
ARBITRO: Demarco di Chiavari
RETI: 27′ pt Thereau, 1′ st Quagliarella, 19′ st Bernardini (autogol)
ANGOLI: 5 a 4 per la Juventus
RECUPERO: 1′ e 3′
AMMONITI: Drame’ e Bentivoglio per gioco falloso. Sardo per proteste
SPETTATORI: circa 22 mila

Come tre giorni prima contro il Verona, la Juventus si impone per 2-1 anche contro i cugini del Chievo, andando in svantaggio e soffrendo per ribaltare il risultato. Grazie a questo successo, i bianconeri approfittano del pareggio del Napoli contro il Sassuolo e agganciano i partenopei al secondo posto in classifica, a due lunghezze dalla Roma capolista. Pesano sull’esito della gara il gol annullato ingiustamente a Paloschi sull’1-1 e l’autorete di Bernardini, cui si è dovuto inchinare un superlativo Puggioni.
 
THEREAU SBLOCCA IL MATCH – Schierato con la difesa a cinque da Sannino, il Chievo imposta una gara d’attesa, intasando la corsia centrale e costringendo la Juventus a concentrare le proprie sortite sulle corsie esterne. La pressione dei bianconeri è continua, soprattutto nel primo tempo, ma l’undici di Conte non riesce a trovare i colpi giusti per impensierire Puggioni. Ben più efficace il Chievo che, alla prima vera occasione creata, passa: non è perfetto il rinvio di Buffon, Sardo lo intercetta e serve subito Thereau che, di prima intenzione, calcia a rete col destro dal limite, battendo il portiere bianconero. La reazione della Juve è rabbiosa e confusa; un pallone buono arriva sulla testa di Llorente ma lo spagnolo, sottomisura, gira debolmente facendo fare bella figura a Puggioni.
 
DECIDE UN AUTOGOL – L’intervallo arriva come una benedizione per i bianconeri, consentendo a Conte di ricaricare i suoi: i risultati si vedono dopo meno di due minuti quando la caparbietà di Quagliarella vanifica due grandi interventi ravvicinati di Puggioni; sulla seconda respinta, l’attaccante stabiese riesce a spingere il pallone nella porta sguarnita. Il Chievo non molla e si riporta avanti, dopo soli tre giri di lancette, ma il guardalinee trasforma l’esultanza di Paloschi in proteste, giustificate, per un fuorigioco che non c’è. Il clamoroso harakiri arriva al 20’, quando Bernardini anticipa Llorente in spaccata e spedisce nella propria porta il cross teso di Pogba. L’1-2 taglia definitivamente le gambe al Chievo, stremato per il gran lavoro fatto nei primi tre quarti di gara: i gialloblù provano ad impensierire ancora la difesa juventina ma non hanno più birra in corpo, consentendo alla Juve di controllare in scioltezza fino al triplice fischio.

 
 
 
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