Conte, lezione al Milan. La Juve ipoteca la finale
Con una squadra imbottita di riserve, il tecnico bianconero dà spettacolo al Meazza piegando per 2-1 i rossoneri. Decide una doppietta di Caceres. Nel mezzo, illusorio pari di El Shaarawy

Milan (4-3-1-2): Amelia 5, Bonera 5.5, Mexes 6, Thiago Silva 6, Antonini 6.5, Emanuelson 5 (16' st Robinho 5.5), Van Bommel 6 (41' st Maxi Lopez sv), Ambrosini 6, Seedorf 5, Ibrahimovic 5, El Shaarawy 6.5. (30 Roma, 15 Mesbah, 19 Zambrotta, 34 Cristante, 9 Inzaghi). All.: Allegri.
Juventus (3-5-2): Storari 6.5, Barzagli 6.5, Bonucci 6, Chiellini 6.5, Caceres 7.5, Padoin 6.5 (25' st Marrone 6.5), Pirlo 6.5, Giaccherini 6.5, Estigarribia 6.5, Borriello 6 (23' st Vucinic 6), Del Piero 6 (22' st Quagliarella 6). (13 Manninger, 26 Licthsteiner, 8 Marchisio, 17 Elia). All.: Conte.
Arbitro: Mazzoleni di Bergamo 6.
Reti: nel st 8' e 38' Caceres, 17' El Shaarawy.
Angoli: 5-4 per la Juventus
Recupero: 1' e 2'
Ammoniti: Ambrosini, Quagliarella e Mexes per gioco falloso.
Spettatori: 30 mila circa

MILANO - La Juve-2 dà una lezione al Milan e, oltre ad ipotecare la finale di Coppa Italia, manda un chiaro segnale ai rossoneri in chiave scudetto. Le gerarchie per ora sono cambiate. Se i rossoneri vorranno provare a confermarsi campioni dovranno davvero rimboccarsi le maniche. Al di là della mera valenza numerica (ora il Milan sarà costretto a vincere con 2 gol di scarto a Torino per staccare il biglietto per la finalissima di Roma), la vittoria dei bianconeri è stata netta e pesantissima. Tanto più se si pensa che Conte si è concesso il lusso di tenere fuori gente come Buffon, Lichtsteiner, Vidal, Marchisio, Matri e Vucinic, tanto per citare chi, in questa stagione, ha giocato più spesso.
CONTE CAMBIA, ALLEGRI NO - Se da un lato, infatti, Allegri, rispetto alla gara col Napoli, ha modificato pochissimo, rimpiazzando solo l'appannato Robinho con la freschezza di El Shaarawy, sul fronte opposto Conte ha stravolto la Juve, cambiando ben 8/11esimi della squadra che ha affrontato il Siena. Ma, al contrario di chi pensava che in campo, di conseguenza, si assistesse a un dominio rossonero, sono stati gli ospiti, a lungo, a dettare i tempi.
CENTROCAMPO A 5, IDEA VINCENTE - Merito del modulo (3-5-2), che ha costretto il Milan a chiudere spesso in affanno per sopperire all'inferiorità numerica in mediana, ma anche di una maggiore pressione, che non si è tramutata in gol solo per l'evanescenza in avanti del duo Del Piero-Borriello e per l'imprecisione al tiro di Estigarribia cha ha sciupato, con una conclusione strozzata, la migliore occasione costruita dalla Juve nel primo tempo.
IBRA ASSENTE, EL SHAARAWY SPRECA - Abbandonato, almeno per un'ora, da un Ibrahimovic evanescente, forse ancora turbato dall'episodio di domenica scorsa che gli è costato tre turni di squalifica, il Milan si è affidato alla voglia e ai buoni tagli di El Shaarawy per mettere in crisi la difesa a 3 della Juve. Ma nell'unica occasione in cui è riuscito a sorprendere i più esperti rivali, l'ex fantasista del Padova non ha avuto la freddezza necessaria per battere, da posizione angolata, Storari.
CACERES SBLOCCA IL RISULTATO - Allegri ha provato a svegliare i suoi nell'intervallo chiedendo di alzare il baricentro ma la Juve non si è impressionata e alla prima ripartenza è passata con un tap-in di Caceres, lesto a riprendere una respinta corta di Amelia su tiro di Borriello.
ALLEGRI, INTUITO ROBINHO - Il Milan per reagire ha avuto bisogno dell'innesto di Robinho al posto dell'impalpabile Emanuelson. Il brasiliano si è subito piazzato in mezzo all'area creando confusione tra le maglie bianconere che, su una torre di Ambrosini si sono dimenticati di guardare El Shaarawy, bravo a battere sottomisura con freddezza Storari.
CONTE, MOSSE VINCENTI - Il gol invece di caricare il Milan ha scatenato la reazione di Conte e della Juve. Il tecnico ha deciso di cambiare gli attaccanti (fuori Borriello e Del Piero, dentro Vucinic e Quagliarella) e la mossa lo ha premiato. Da un angolo per i rossoneri la squadra si è velocemente dispiegata in attacco grazie a un lancio di Vucinic per Giaccherini che ha subito rimesso in mezzo: Mexes ha liberato corto sui piedi di Caceres che con un magnifico destro a giro si è tolto la soddisfazione di mettere a segno un'inedita doppietta.
UN FEBBRAIO DA DIMENTICARE - L'ultimo sussulto d'orgoglio il Milan lo ha affidato al solito El Shharawy che, però si è visto deviare sul fondo da Robinho un destro che forse avrebbe potuto impensierire Storari. L'immagine perfetta di un febbraio che, per ora, è tutto da dimenticare.

Il finale era ancora juventino e di Ibra: non pago della squalifica in campionato, Zlatan si appiccicava con Storari al fischio conclusivo per una banalità. Stavolta non partiva il ceffone ma le dita finivano ugualmente sulla faccia dello juventino. Una guapperia alla svedese. Roba che non vendono all’Ikea.

Milan, Ibrahimovic ci ricasca. Questa volta buffetto a Storari
«Cose che capitano», dirà alla fine Marco Storari. Al signor Zlatan Ibrahimovic pare un po’ troppo spesso, anche se, forse, mai le immagini televisive dimostreranno il nuovo buffetto. Spunta qualche testimonianza, però: «Il gesto c’è stato - ha raccontato Giorgio Chiellini - tale e quale a quello di domenica, solo che al posto di Aronica c’era Storari. Poi chiaro che non ha lasciato occhi neri e non ha ucciso nessuno». Dentro le telecamere Rai, almeno nelle immagini mostrate ieri sera, resta un’inquadratura larga, e sguardo sui particolari vagamente sfocato. Più che vedere, si può intuire o dedurre.
Anche stavolta, il dispensatore di buffetti tenta di farsi giustizia per i fatti suoi, a gioco fermo. La semifinale con la Juve è appena finita, e gli animi sono ancora in ebollizione, nonostante il gelo. L’ultima scintilla è stato un calcio d’angolo non concesso dopo presunta deviazione di Storari su tiro di Robinho. Ibra, che ha avuto partita dura e persa, di quelle che gonfiano i nervi per la rabbia, s’avvicina al portiere bianconero. Tra i due vola qualche parola, in mezzo a un capannello di giocatori, poi lo svedese appoggia le dita sulla guancia del collega, e il buffetto è dato. Mica un colpo da ko, chiaro, ma il gesto c’è, come pure l’indole del giustiziere. Che qualcosa è successo se n’è accorto pure il cronista Rai piazzato a bordo campo, tanto che pochi attimi dopo lo chiede a Conte. Frase: nel finale c’è stato un buffetto di Ibrahimovic a Storari. Risposta del tecnico: «Sì, ho visto che è successo qualcosa». Altro non esce, perché molti erano ormai all’orizzonte. Massimiliano Allegri: «Non ho visto niente, ero lontano». La situazione si calma a fatica, con Chiellini che si confronta a muso duro con Mauro Tassotti, viceallenatore rossonero: «Nulla di grave - ha aggiunto il difensore juventino - lui stava solo protestando a favore di Ibra, e in questi casi ognuno, compreso me, prende le difese del compagno».
Finito il duello rusticano, Ibra s’è allontanato dal prato con calma. La stessa con cui è uscito dagli spogliatoi, è passato davanti a telecamere e giornalisti salvo però concedersi sorridente a qualche foto con i tifosi. Poco prima era filato via Storari che, da vecchio frequentatore di campi, aveva già minimizzato: «Cose che capitano». Teoricamente Ibra può rischiare la prova tv, ma il sospetto è che le immagini potrebbe non chiarire l’episodio, al di là di ogni ragionevole dubbio, come richiesto dal codice. Resta un pessimo spot, in vista del ricorso del 17 febbraio contro la squalifica di tre giornate per il buffetto ad Aronica, nella partita di campionato contro il Napoli. Una squalifica che gli farebbe saltare la Juve, nel duello scudetto del 25 febbraio: tutta colpa di un buffetto.
Conte: "Caceres migliori in difesa!"
Antonio Conte resta con i piedi per terra: «Le nostre chance di raggiungere la finale sono sempre le stesse. Abbiamo il cinquanta per cento di possibilità di farcela. Il Milan è una squadra che può far bene anche fuori casa». La vittoria sui rossoneri è arrivata con una Juve formato sperimentale: «L’avrei pagata se non fosse arrivato il risultato. Mi avrebbero detto che avevo esagerato». Ha funzionato quasi tutto, ma soprattutto sono arrivati i due gol del neoacquisto Caceres: «Non è la serata giusta per dirlo, ma deve migliorare molto in fase difensiva». Poi il solito invito al sacrificio: «Siamo partiti sognando e c’è un solo verbo che aiuta a coronare i sogni, lavorare».

Inviato da: ely
il 24/05/2012 alle 14:06
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il 21/05/2012 alle 21:50
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il 21/05/2012 alle 08:54
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