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Laicità senza laicismo

Post n°13 pubblicato il 07 Novembre 2005 da albero78
Foto di albero78

C'è molta confusione sul termine "laico". Il giusto significato è 'non religioso', infatti un laico può benissimo essere un credente, un cattolico, per  esempio.

Ma quando si leggono i giornali gli schieramenti (specie in politica) sono sempre "laici" e "cattolici", il che crea un bel po' di confusione.
Forse si è creato questo nuovo significato perchè dire "ateo" o "non credente" o "razionalista" o "libero pensatore" in Italia non è politically correct.

Qualcuno molto più famoso di me una volta disse "è molto più probabile che un nero venga eletto alla casa bianca, rispetto ad un ateo". E come dargli torto...

D'altronde, anche guardando in Italia, quando si è in odore di elezioni (anche primarie), le conversioni sulla via di Damasco non si contano (Fassino, Bertinotti, etc...).

E' l'Italia.

E' sì, per fortuna non tutto il mondo è paese.

Pensate alla Francia. Nei giorni del bombardamento mediatico in occasione della morte del papa, sono riuscito a scovare un trafiletto che diceva che il Parlamento francese si era diviso sull'opportunità o meno di abbassare le bandiere a mezz'asta.
Da noi invece tutta la nazione si è fermata, compreso il calcio (e tutto lo sport!)!!

E poi, da pulpiti che meriterebbero il cecchinaggio arrivano gli anatemi...
Ricordate i commenti riguardo alla legge francese che impedisce i simboli religiosi nei luoghi pubblici? Le fesserie si sono sprecate.
In particolare l'onnipresente Giuliano Ferrara ci regalò perle di saggezza o l'immancabile Pera. Quest'ultimo filosofo condannava la laicità alla francese ed esprimeva il suo favore per una laicità senza laicismo, in quanto quest'ultima è una ideologia, che non tiene conto dei valori e della identità.

Spazzatura.

Chi ha letto due (dico due) libri su queste cose sa bene che la lacità senza laicismo, laicità non è.

Vogliamo fare la laicità senza laicismo? Bene, fate pure ma non chiamatela laicità, inventatevi un altro nome.

Il laicismo non è l'ateismo di Stato, come vogliono farci credere. E' semplicemente l'unica ispirazione che può darsi una democrazia per garantire a tutti (credenti in qualsiasi religione e non) gli stessi diritti e le stesse opportunità. E nessun privilegio. Se esistono dei privilegi non si può parlare di laicità, e nemmeno di democrazia.

Se la legislazione di uno Stato è ispirata al laicismo, mi piacerebbe ritrovarmi, nelle battaglie per difenderlo dai fondamentalismi, fianco fianco con i cattolici e gli adepti di altre religioni.

Sta di fatto che la storia insegna che qualcunque religione (anche se in misure diverse, a seconda del contesto storico e sociale nel quale si sono sviluppate) tendono a controllare e indirizzare il più possibile il potere pubblico.

Ecco perchè, fondamentalmente, ritengo la legge francese una buona legge, seppur perfettibile. Perchè pone tutti sullo stesso piano.

 
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