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:)
Inviato da: sblog
il 24/11/2017 alle 18:53
 
Figurati di niente, mi fa piacere per te :-)
Inviato da: arw3n63
il 22/11/2017 alle 15:59
 
Ho la netta sensazione di essere piaciuto. Grazie per il...
Inviato da: sblog
il 20/11/2017 alle 18:51
 
Un grande cambiamento in atto allora, ti auguro in positivo.
Inviato da: arw3n63
il 20/11/2017 alle 17:04
 
A te! :)
Inviato da: sblog
il 19/11/2017 alle 16:06
 
 

 

Tra 10 mesi

Post n°283 pubblicato il 22 Novembre 2017 da sblog

Saremo già tutti tornati dal mare e la pelle non avrà ancora perso del tutto i segni delle lunghe esposizioni al sole, per la prima volta, temo, non sulla stessa spiaggia. E' da tanto che da un lato aspetto il momento della tua maggiore età e dall'altro lo temo, ricordando quello che fu lo strappo da neo-diciottenne di mia sorella con i tuoi nonni paterni, ed anche con me, allora appena ventenne. Non so cosa darei per vederti più spesso sorridente, ma poi so bene che ti porti dentro quella mia stessa difficoltà di essere leggibile dai tratti del viso e allora mi accontento di immaginarti felice dentro, senza voglia di darlo a vedere, senza che si sappia. Mi basterà saperti impegnata nei tuoi nuovi studi o coinvolta nella vita dei tuoi nuovi amici o semplicemente amata, anche solo un decimo di quanto ti amo io.

 
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Oggi

Post n°282 pubblicato il 18 Novembre 2017 da sblog

Pur essendo sabato, e pur abitando in un villaggio, oggi sono mentalmente già a lunedì prossimo. Il motivo? Oggi è l'antivigilia di una giornata che segnerà probabilmente il mio destino lavorativo dei prossimi anni. Tutto qui.

Che càpiti nel sedicesimo anniversario della morte di mio padre non so se vederlo come un segno positivo o negativo. Intanto studio, l'unico antidoto che mi ha sempre aiutato contro i veleni della vita.

 
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10 mesi dopo

Post n°281 pubblicato il 13 Novembre 2017 da sblog

Parte esteriore. Se si osserva da lontano un gruppo di persone, non so, tipo davanti ad un locale in attesa del loro turno o diciamo anche un gruppo di studenti prima di entrare a scuola, la prima impressione è che sembrano omogenei, come se fossero uguali tra loro, potrei dire addirittura "interscambiabili", nel senso che non sembrano esserci differenze apparenti tra uno che affianca una bella ragazza ed un altro che dista alcuni metri da loro, magari inserito in un altro gruppo di amicizie. Sappiamo bene che non è così. Se ci si avvicinasse anche solo un po' emergerebbero tanti "dettagli" che fanno essere profondamente diverse le persone tra loro, ed anche i due soggetti prima ritenuti "interscambiabili" nei reciproci ruoli svolti nel gruppo. Ci potrebbero poi essere anche necessità di individuazione in modo inequivocabile di ognuno dei mille studenti di una scuola e, lo si sa, basterebbero le impronte digitali, anche senza arrivare ad esami più complessi per la determinazione del DNA di ciascuno.

Parte interiore. Apparentemente ci si divide in gruppi che la pensano in modo simile. Ciò accade tipicamente alle elezioni, per esempio, o anche in attività più quotidiane. Ci si può dividere in gruppi omogenei di frequentatori di un posto in particolare, per via di una passione che accomuna o di un hobby o di una raccolta punti in un supermercato. Quel gruppo, da lontano, sembra compatto, ma si sa benissimo che non è affatto così. Basterebbe un minimo di frequentazione ed emergerebbero tanti "dettagli" che fanno essere profondamente diverse le persone tra loro e non esistono "interscambiabilità" di pensiero. Si potrebbe arrivare a vere e proprie impronte "cerebrali" e, ne sono certo, sarebbero ancora più capaci di individuare ogni singolo individuo rispetto a quelle digitali. Se fosse possibile certificare queste unicità di pensiero avremmo però la sorpresa che non tutto deriva dal DNA e c'è qualcosa di trasversale che investe l'umanità intera e può rendere diversissimi tra loro anche due fratelli gemelli.

 
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20 mesi dopo

Post n°280 pubblicato il 11 Novembre 2017 da sblog

Il classico primo della classe in realtà, innanzitutto, non lo è, ma crede di esserlo e fa di tutto per sembrarlo.

Un'interrogazione ad un compagno? Lui sta lì col dito alzato per evidenziare che potrebbe intervenire immediatamente nei vuoti di memoria, nelle esitazioni o anche nelle (secondo lui) imperfezioni delle risposte dell'interrogato.

Un compito scritto in classe? Svolge tutto in poco tempo, anche perché ciò che non sapeva lo ha chiesto a quello bravo davvero che (non si è mai saputo il perché) continua ad aiutare tutti, compreso il "primo della classe". Dopo aver consegnato il più presto possibile, anche per non correre il rischio che qualcuno sbirci sul suo foglio una sillaba, si mette a guardare le difficoltà degli altri e ne gode.

Potrei fare altri esempi, ma evito. Dico solo che oggi ne parlo perché i primi della classe, o presunti tali, restano presenti anche nelle dinamiche lavorative e mi fanno girare le palle in un modo che è davvero indescrivibile.  

 

 
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30 mesi dopo

Post n°279 pubblicato il 09 Novembre 2017 da sblog

AVVOLTE nei loro mantelli di vanità RITORNANO, dopo lunghe pause di riflessione (in appositi specchi che incrementano la loro autostima, che avevate capito?). E tutti in effetti le osserviamo un po' ammirati (mai invidiosi, ci mancherebbe) ed anche un po' stupiti di come ci si possa beare della propria insolita ma pur sempre inesorabile routine.

Vorrei anch'io imparare ad amare la mia routine, ma forse ciò implicherebbe di dovermi vantare di ciò che mi viene chiesto di fare perché a nessuno va di farlo. Ci devo pensare. :)

 
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40 mesi dopo

Post n°278 pubblicato il 07 Novembre 2017 da sblog

I ponti di Einstein-Rosen consentono collegamenti non convenzionali tra punti distanti dello stesso nostro universo (a me piace generalizzarli e quindi pensarli anche capaci di unire due universi paralleli tra loro, ma questo è un altro discorso). La soluzione matematica che li rappresenta, come spesso accade in certi territori della Fisica contemporanea, impone l'individuazione di binomi massa/energia di segno opposto a quello abituale, solo per comodità detto negativo. E ci ri-siamo con la necessità teorica di individuare ciò che riempie il misterioso vuoto che domina nelle nostre parziali osservazioni dello spazio-tempo che ci circonda.

Chissà se posso definire cunicoli, o ponti, quei luoghi mentali dove mi rifugio quando il presente diventa quasi insopportabile. Lì il passato mi pare finalmente limpido, depurato da ciò che di brutto pure ho vissuto, come se tutto il torbido si fosse depositato sul fondo di un alveo in movimento perenne. Dal lato opposto da quei posti intravedo poi il futuro avvicinarsi e, cosa strana, l'evoluzione di situazioni che oggi definirei per me irrisolvibili mi sembra lì sempre volgere al positivo, in un modo concretamente possibile, seppur solo immaginato.

 
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50 mesi dopo

Post n°277 pubblicato il 05 Novembre 2017 da sblog

Prendiamo un fiume, uno qualunque.

Alla sorgente, punto più alto del suo intero percorso, l'acqua comincia a scorrere totalmente inconsapevole di dove finirà. In tutto il primo tratto, quello a più forte pendenza, l'acqua scorre "comandata da monte", come si dice in gergo. Ciò significa che ogni minima variazione di pendenza o di sezione disponibile dell'alveo, ogni ponticello, ogni curva incide profondamente sul tratto a valle e non è minimamente "sentita" dalla corrente a monte.


Procediamo di molti chilometri, arriviamo alla foce. Lì succede l'esatto contrario. Il fiume "sente" solo quello che ha a valle, in primo luogo il livello del mare in cui sta per mescolare le proprie acque. Se c'è una mareggiata il fiume lo sa molti e molti chilometri prima. Sembra strano, ma è proprio così. In quel tratto il livello del fiume e la velocità del suo flusso dipendono solo da quello che c'è a valle. "Comanda valle", si dice. Ed ogni curva, ogni restrigimento, ogni ponte (vicino al mare ci sono ponti e non ponticelli) non dà i suoi effetti verso valle, ma verso monte.


Passiamo alle vite umane. La vita all'inizio è come il fiume alla sorgente. Nei primi anni "comanda monte". Prima i genitori con i parenti più prossimi e subito dopo le persone via via incontrate determinano le nostre scelte. Le pendenze sono notevoli e basta poco per deviare di molto il torrentello. Dopo no. A un certo punto si comprende che deve "comandare valle", e cioè che le nostre scelte devono essere in linea con un progetto (o più progetti ) di lungo termine.


L'incontro con una persona "nuova" può determinare delle modifiche sostanziali al corso della propria esistenza solo se finalizzato a un obiettivo comune di lungo termine. Altrimenti no.

 
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Essere democratici 4

Post n°276 pubblicato il 30 Ottobre 2017 da sblog

Riunisco tutti a Napoli nei giorni successivi a quelli dello strappo istituzionale con il Senato, quello stesso Senato che, se mi gira, ho dimostrato di saper rendere inutile dopo che avevo deciso di chiuderlo un anno fa col referendum e non è andata come pensavo. Faccio un bel discorso con i miei soliti giochi di parole tipo "più voti e meno veti", "tutti perdono se io perdòno", cose così che ancora mi rendono molto attraente agli occhi, davvero incantati, della più bella del reame, specie se non c'è mia moglie e posso finalmente rispondere con gli sguardi agli ammiccamenti continui che mi arrivano dalla prima fila. Prometto che i successi elettorali ripartiranno dalle elezioni in Sicilia di domenica prossima, dopo i quali non si potrà non riconoscere che la mia leadership fa bene al partito, alla coalizione (quale?), al Paese. Prendo le distanze dalla seconda carica dello Stato che ha detto parole che non condivido, parlando di atto di violenza per il mio ultimo scherzetto fatto al Parlamento (ebbene sì, sàppilo, la violenza può dirsi a volte prodotta anche solo da parole sparate a cazzo).

In Italia è così che si è democratici. Bello, no?

 
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Art. 612 del Codice Penale

Post n°275 pubblicato il 29 Ottobre 2017 da sblog

Chiunque minaccia (1) ad altri un ingiusto danno (2)è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 1.032 euro (3).
Se la minaccia è grave (4), o è fatta in uno dei modi indicati nell'articolo 339, la pena è della reclusione fino a un anno e si procede d'ufficio.

Note
(1) Non rilevano le modalità utilizzate per porre in essere la minaccia, che quindi rileva sia se esplicita sia se implicita, a patto che si tratti di un atteggiamento intimidatorio riguardante la sfera morale della vittima di cui risulta compromessa la capacità di autodeterminarsi.
(2) Un esempio di danno ingiusto è rappresentato dal datore di lavoro che prospetta ai propri dipendenti la minaccia del licenziamento.
(3) Tale importo è stato modificato dall’art. 1, comma 2-ter, del D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito dalla l. 15 ottobre 2013, n. 119.
(4) Affinchè possa dirsi integrata tale aggravante deve essere valutata la gravità della minaccia tenendo conto della lesione minacciata, nonchè dell'insieme di circostanze che accompagnano la condota sia oggettive (come ad esempio il tempo, il luogo, il modo) sia soggettive (si pensi all'età, al sesso).

 
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Così è, se vi pare

Post n°274 pubblicato il 28 Ottobre 2017 da sblog

Vecchia storia quella del titolo di questo post, rubato da me alla Letteratura italiana (consiglio sempre a tutti di leggere Pirandello per capire meglio sé stessi). In questi giorni, ogni tanto, pensavo a come sia vero che purtroppo tutti tendiamo a vedere quello che abbiamo in testa più che quello che abbiamo di fronte. I pensieri, i pregiudizi, le più banali idee che ci frullano nella zucca trasformano inevitabilmente ciò che, oggettivamente, andrebbe valutato di volta in volta senza condizionamenti legati a fatti trascorsi.

Quando penso a queste cose mi pare spiegabile ciò che accade in questo periodo nella mia vita lavorativa, una normalissima vita di un normalissimo gruppo di persone in un normalissimo contesto di stampo tecnico-specialistico. Chi arriva dall'esterno, e si trova di fronte le dinamiche, oggettivamente complesse, da modificare sulla base di un nuovo incarico che lo prevede, che idea si farà nelle prime fasi di esame (quelle in cui si decidono le cose nuove più importanti)?

Facile che incidano le esperienze precedenti in quello che si è chiamati a giudicare nel presente. Probabile che il solo fatto di "somigliare" ad un tipo che ha dato problemi in passato (in altri contesti) diventi una condanna a prescindere, che si trasforma presto in pena da scontare. Sicuro che i pettegoli (uso il maschile in quanto equamente distribuiti tra maschi e femmine) stanno facendo il loro sporco lavoro di sempre e i risultati si vedono in chi ha la colpa di ascoltarli, senza capire che chi tace non è detto che acconsenta, anzi, è spesso costretto a tecere per mantenere, nel suo piccolo, un modestissimo e quieto vivere.

Così è, se vi pare.

 
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Essere democratici 3

Post n°273 pubblicato il 25 Ottobre 2017 da sblog

Chiamo i capigruppo alla Camera ed al Senato, spiego loro che mi sono accordato con altri partiti compiacenti su un testo di legge elettorale che dovrebbe bloccare l'avanzata di chi sembra avere la maggioranza relativa nel Paese. Faccio chiedere al Governo la "fiducia" in Parlamento su quanto concordato all'esterno di quelle Aule nate (dopo il ventennio e la seconda guerra mondiale) per il confronto delle idee, presumibilmente diverse, dei delegati del popolo ad occuparsi di politica. Aspetto soddisfatto l'approvazione della legge, non curandomi neanche del fatto che la "fiducia" al Governo (sul solo voto finale, magari) non l'hanno data quelli che lo sostenevano sul programma politico iniziale, ma alcuni signori dell'opposizione a cui non sembra vero come sia diventato facile vincere alle prossime elezioni per questa mia ennesima genialata.

In Italia è così che si è democratici. Bello, no?

 

 

PS: rischio forte di crisi di Governo verso le ore 16 di domani.

 
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Passaggi di consegne

Post n°272 pubblicato il 21 Ottobre 2017 da sblog

Tra le cose che più mi hanno colpito della vita lavorativa che conduco oramai da una ventina d'anni è il disagio da me osservato nelle persone che sono costrette, è proprio il caso di dire costrette, a cedere in tutto o in parte le attività che hanno seguito per molto tempo. Mi riferisco ovviamente in primo luogo a chi va in pensione per raggiunti limiti di età e che invece, stranamente, avrebbe voluto continuare a rimanere un altro paio d'anni volentieri, ma anche a chi vede modificato il suo campo di applicazione per una normalissima decisione tecnica (magari non condivisa).

C'è quasi sempre come una forma di gelosia verso le cose che hanno a che fare con ciò di cui non bisognerà più occuparsi, e non solo verso quelle più personali, ma perfino verso la tipologia che somiglia oggettivamente più a problemi da abbandonare che a vantaggi di cui non poter più usufruire. Nei passaggi di consegne vi è quindi generalmente poca serenità e chi subentra accetta passivamente trasferimenti di pratiche rognose senza lo straccio di un commento pur di evitare di sorbirsi sfoghi pesantissimi generati dalla frustrazione dell'essere stato ingiustamente accantonato.

Bene. Veniamo a me. Da circa un paio d'anni, per fortuna, mi hanno tolto tantissime cose da fare essendo finalmente giunti i tanto agognati rinforzi che mi erano sempre stati promessi negli anni scorsi. Da quando ho meno cose da fare direi che seguo molto meglio quelle che mi sono rimaste e, questo è un piccolo segreto, mi diverte moltissimo osservare cosa è accaduto a quelle affidate ad altre persone. Non mi pare di essere stato sleale nei passaggi di consegne che mi hanno riguardato, ma mentre all'inizio era doveroso per me rimanere disponibile a fornire chiarimenti quasi continui, oggi mi posso permettere di dire che non mi ricordo più cosa c'era stato dietro certi atti. Ed è la verità, ovviamente.

Consiglio vivamente a tutti quelli che devono cedere parti di attività di farlo con grande tranquillità. Dopo un paio d'anni davvero ci si diverte a vedere altri cosa combinano al nostro posto e, talvolta, la propria autostima cresce tantissimo.

 
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Essere democratici 2

Post n°271 pubblicato il 18 Ottobre 2017 da sblog

Chiedo ai miei fedelissimi chi è un Capo di Bankitalia che sembra più "idoneo" di quello attuale a svolgere il delicato ruolo in una fase particolare di cui siamo alla vigilia. Propongo in Parlamento una mozione che renda difficile per il Governo la conferma del Capo attuale, che ha l'incarico in scadenza. Mi meraviglio molto che intervenga il Capo dello Stato a precisare che l'autonomia di Bankitalia va comunque e sempre garantita.

In Italia è così che si è democratici. Bello, no?

 
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Essere democratici

Post n°270 pubblicato il 14 Ottobre 2017 da sblog

Chiedo ai molti che la pensano (più o meno) come me di fare una coalizione con me, e ci può stare. Poi preciso che non c'è bisogno di chiedere al popolo che dovrebbe sostenerci chi vuole come leader del gruppo.

Non lo sapete che il leader per antonomàsia sono già io? E ringraziatemi pure, che vi ho consentito di portarmi voti per comandare anche su chi non la pensa come me.

In Italia è così che si è democratici. Bello, no?

 
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Delle adulazioni

Post n°269 pubblicato il 11 Ottobre 2017 da sblog

I miei primi ricordi di adulazione (vista effettuare) risalgono alla scuola, quando si capiva bene che gli effetti sognati erano i voti più alti che qualcuno sperava di ottenere dal docente adulato di turno. All'epoca, ricordo benissimo, chi sognava di diventare così il primo della classe mi faceva pena, mentre chi cedeva (magari solo in parte) alla richiesta implicita o esplicita di un voto più alto mi faceva un po' rabbia, dico la verità. All'epoca immaginavo infatti che tutti i docenti fossero serissimi, molto di più della umana serietà possibile.

In facoltà, andando avanti negli studi, l'adulazione non avveniva più davanti a tutti, ma nelle stanze in cui venivano ricevuti studenti e studentesse vogliosi di una spiegazione in più, più che altro per poter ringraziare ed elogiare in privato il docente di turno. La speranza per molti era di uscire il più presto possibile da quel mondo, mentre per quelli un po' più bravi di rimanerci per sempre. Mi fecevano sempre pena quelli che chiedevano (ma un po' meno pena), ed anche un po' rabbia, e sempre rabbia quelli che concedevano (ma un po' meno rabbia), ed anche un po' pena.

Salto direttamente ad oggi, che non ho molto tempo. Gli adulatori ci sono sempre, e chiedono i soliti favori (adesso tramutatisi più prosaicamente in soldi o altre utilità). Gli adulati ci sono sempre, e li concedono. Mi fanno schifo entrambe le categorie, che alla fine ho scoperto essere (o ambire ad essere) della stessa famiglia. Se le cose non vanno bene in molti campi è a causa loro, prevalentemente. Ci vorrebbe una Legge che mettesse a posto le cose. Ho detto.

 
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Della umana paura

Post n°268 pubblicato il 07 Ottobre 2017 da sblog

Forse bisognerebbe distinguere la paura umana in almeno due tipi di paura.

La prima è quella che definirei "dell'ignoto", e qui ci sta dentro quella del bambino che chiede alla mamma di non spegnergli la luce in cameretta o quella dell'adulto che non conosce mai cosa lo aspetta dietro un angolo della vita (spaziale o temporale che sia).

Il secondo tipo di paura, viceversa, è quella "del noto" e dipende molto da quello che è stato il proprio comportamento nel passato. Le vicende umane producono spesso attriti, conflitti, fazioni, e quindi si è costretti, giorno dopo giorno, a scegliere con chi stare, a dire la propria, a prendere posizione. Ciò produce un'alternanza di stati d'animo, dai più piacevoli fino a quelli peggiori, distribuiti peraltro non certo in modo simmetrico (rispetto al tempo e allo spazio) tra le persone che si frequentano. Succede quindi che si tema di "doverla pagare" prima o poi e, attenzione, non per effetto di una ipotetica vendetta di qualcuno a cui stiamo antipatici, ma proprio per una sorta di legge di distribuzione dei successi e degli insuccessi che discende anche dalle scelte effettuate.

E' chiaro che sul primo tipo di paura c'è poco da fare. Se si teme (ogni volta) che l'aereo su cui si sta per salire non arriverà a destinazione, cosa si può fare? Niente, si prende il treno, e basta. Ma se si teme che alla prossima riunione in ufficio qualcuno la pagherà per quanto è successo in passato per effetto di specifiche scelte a vantaggio solo di qualche raccomandato, cosa si verifica? Che i più timorosi arrivano con i rinforzi, teoricamente per intimidire chi chiedesse conto del passato, ma in pratica auto-condannandosi ad una difesa dell'indifendibile. E' stato bello per me ieri lo spettacolo, e alla fine "vincere" di astuzia più che di forza.

Felici sabato e domenica a tutti!

 
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Delle presenze e delle assenze

Post n°267 pubblicato il 04 Ottobre 2017 da sblog

No, non scriverò di registri di classe o di elenchi di visite fiscali da inviare. Stamattina mi è venuta voglia di scrivere di quelle presenze che si rendono obbligatorie per compensare delle mancanze, e di quelle assenze (solo fisiche) che si può permettere solo chi è normalmente e realmente solidale.

Esempio. Classica suddivisione in fazioni esistente in ufficio, con sgarbi quotidiani (me la ricordo ancora quella striscia quotidiana del Sig. Sgarbi) e scorrettezze varie. Succede una cosa grave a uno di una delle fazioni. Chi saranno i più "vicini" (fisicamente) nel momento difficile? Tipicamente i più distanti nella quotidianità. Strano, ma è così. Chi si potrà "permettere" lontananza fisica in quel giorno? Proprio l'amico vero, quello più vicino sempre, che lo sarà in spirito, come tutti percepiscono distintamente. Perché lo spirito, o chiamatelo come vi pare, esiste ed è un bugiardo chi nega di non sentirne tutto il peso in certi momenti. Capito?

 
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Si salvi chi vuole

Post n°266 pubblicato il 20 Settembre 2017 da sblog

L'opportunità di scegliere ad ogni bivio dove andare è in generale la facoltà più importante dell'uomo, credo. Ragionando poi solo su me stesso e per me stesso (sottolineo anche per rendere stilisticamente simile questo post a quello che lo annunciava), mi rendo conto da un lato che ho sempre scelto liberamente quello che mi interessava sperimentare e dall'altro che le cose più importanti che mi sono capitate (nel bene e nel male) è un po' come se mi fossero piovute dall'alto. Quindi potrei sintetizzare dicendo che la facoltà di scelta, che mi è sempre garantita (anche in questo momento), si inquadra in un contesto più generale in cui sono portato a muovermi a causa di fatti che non dipendono dalle mie scelte attuali (passate e future dell'attuale contesto). Un bel dilemma.

Una spiegazione che ho provato a darmi, quindi a dare solo a me stesso, è che io mi stia muovendo in questo Spaziotempo per una scelta, sempre mia o, per meglio dire, di una parte di me, fatta a monte della mia nascita. Le cose così quadrano o diciamo che i conti mi tornano abbastanza e sono certo che se ho deciso di imbattermi in tutte le difficoltà che questo tratto di esistenza mi sta comportando un motivo ci sarà stato. Se nel bivio che devo aver avuto davanti (da qualche parte o in qualche tempo) mi è venuto in mente di provarci, nonostante tutte le incertezze che ad ogni bivio sempre compaiono, deve essere stato per salvarmi da qualcosa di peggio. Conoscendomi sono certo che è così.

Continuo perciò a scegliere ogni volta, nonostante tutti gli incidenti di percorso accaduti dopo certi incroci,  e sogno ancora di salvarmi, nonostante non sappia mai bene cosa accadrà all'indomani di ogni mio giorno, a prescindere dalle mie scelte quotidiane. Le cose che posso aggiungere, diciamo gli indizi più importanti che mi fanno pensare di essere comunque sulla buona strada, sono l'essere sicuro che vendicarmi mi fa entrare in un vicolo cieco, l'aver  potuto spesso percepire l'intensa luce interiore che mi produce il perdono, il sapere ormai molto bene che odiare è molto peggio che essere odiati e che amare è molto meglio che essere amati.

Un saluto a tutti.

 

 
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48

Post n°265 pubblicato il 17 Settembre 2017 da sblog

Oggi qui, in queste stesse stanze adesso vuote, sarà un 48, e va bene così perché fin quando ci saranno pranzi con un paio di decine di invitati la casa in cui vivo sarà una casa viva. Approfitto di questo temporaneo silenzio per appuntarmi quello che mi passa per la testa in questo inizio di una bella domenica di settembre e, per me, di festa. 

Passo quindi subito alla suddivisione del numero 48 in più parti. Si potrebbe dire che oggi sono due volte 24enne, così, per farmi coraggio rispetto alle prestazioni fisiche che non sono più quelle di un tempo. O che sono quattro volte 12enne per la voglia che, per fortuna, ancora mantengo dentro di me di rimanere un fanciullo pulito o addirittura mi piacerebbe dividermi per otto volte in un bambino che affronta in questi giorni l'inizio della sua prima elementare, per sentire ancora quell'emozione particolare che si prova quando la paura si mescola alla gioia di una nuova esperienza.

Ma in realtà oggi sento più forte che mai che per 1/3 della mia vita sono stato senza mio padre. E' come se si chiudesse un ciclo. Mentre nei miei primi 16 anni non mi è sembrato così presente nella mia vita per via del suo lavoro, avendo delegato quasi interamente a mia madre le vicende casalinghe, dal mio diciassettesimo anno (quando andò in pensione) e fino ai miei 32 anni l'ho sentito davvero sempre accanto (in un modo davvero non descrivibile nel suo ultimo pomeriggio, un passaggio che non dimenticherò mai). Sempre lì nelle foto dei miei successi sportivi (mia madre era sempre a casa) e comunque a suo modo vicino alle mie vicende di studio e poi di lavoro (mia madre faceva più volentieri la nonna materna del suo primo nipote). Poi se ne andò, poco dopo aver conosciuto la mia prima figlia, e da allora sono stato di certo più solo. Forse, a pensarci bene, se nel 2003/2004 sono entrato (e poi uscito, circa 10 anni dopo) da certi labirinti è stato proprio per riempire un enorme buco che 16 anni fa si era creato in me.

Quindi oggi 48 fa tre volte 16, sperando che nei prossimi 16 anni possa davvero essere un buon padre per i miei figli. Visto come gira, una delle poche cose che realmente potrebbe rendermi un uomo molto migliore di come mi sento di essere in questo importante compleanno.

 

 
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Del mio sogno di salvezza

Post n°264 pubblicato il 15 Settembre 2017 da sblog

Essendo quella del "sogno di salvezza" questione prettamente individuale (condivido), parlerò qui ed ora solo del mio.

Innanzitutto quindi che cos'è per me un mio sogno, sottolineo il per me ed il mio. Mi succede di sognare in tanti modi e, come credo di aver sentito dire dai vari esperti, certe differenze tra i vari sogni le attribuisco al momento del sonno in cui si sogna. In ciascuna fase più o meno profonda del sonno, questo lo si intuisce facilmente, le modalità in cui si svolge un sogno sono diverse, e quindi anche tutte le chiacchiere sul ricordare più o meno bene cosa si è sognato le salterei. Esistono però, secondo me ed almeno in me, alcuni sogni diciamo "speciali", nei quali percepisco distintamente che cos'è l'eternità. Un istante in cui passato, presente e futuro si mescolano in modo indissolubile. Mio padre (morto da quasi 16 anni) che parla con mio figlio già adulto (gli mancano ancora parecchi anni per diventarlo) o mia nonna materna che mi compare in ufficio mentre discuto con qualche collega. Questi sogni "speciali" mi lasciano poi sempre qualcosa da fare, che io regolarmente faccio, ed una sensazione sempre ugualmente piacevole a prescindere dal merito del sogno.

Sentirsi parte di una "costellazione familiare", come a volte ho sentito definire certi gruppi di persone che condividono (o hanno condiviso) pezzi di DNA in ambito chimico/materiale/corporeo, è molto gratificante. Il percepire poi che nella mia costellazione la luce di ciascuno brilli in un cielo particolare, sia in contemporanea che a distanza di tempo, è una sensazione ancora più forte, in senso positivo. In fondo è un po' come accade con le stelle che guardiamo con un telescopio. Ci sono contemporaneamente in quell'istante in cui le osserviamo, ma, per il gioco delle distanze e del tempo che impiega la luce ad attraversare l'universo, alcune potrebbero pure essere già esplose o essere finite da un pezzo in un black hole.

Ho detto del sogno. Dirò della salvezza.

 
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