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Percorsi discontinui

Area personale

 

 

Si salvi chi vuole

Post n°266 pubblicato il 20 Settembre 2017 da sblog

L'opportunità di scegliere ad ogni bivio dove andare è in generale la facoltà più importante dell'uomo, credo. Ragionando poi solo su me stesso e per me stesso (sottolineo anche per rendere stilisticamente simile questo post a quello che lo annunciava), mi rendo conto da un lato che ho sempre scelto liberamente quello che mi interessava sperimentare e dall'altro che le cose più importanti che mi sono capitate (nel bene e nel male) è un po' come se mi fossero piovute dall'alto. Quindi potrei sintetizzare dicendo che la facoltà di scelta, che mi è sempre garantita (anche in questo momento), si inquadra in un contesto più generale in cui sono portato a muovermi a causa di fatti che non dipendono dalle mie scelte attuali (passate e future dell'attuale contesto). Un bel dilemma.

Una spiegazione che ho provato a darmi, quindi a dare solo a me stesso, è che io mi stia muovendo in questo Spaziotempo per una scelta, sempre mia o, per meglio dire, di una parte di me, fatta a monte della mia nascita. Le cose così quadrano o diciamo che i conti mi tornano abbastanza e sono certo che se ho deciso di imbattermi in tutte le difficoltà che questo tratto di esistenza mi sta comportando un motivo ci sarà stato. Se nel bivio che devo aver avuto davanti (da qualche parte o in qualche tempo) mi è venuto in mente di provarci, nonostante tutte le incertezze che ad ogni bivio sempre compaiono, deve essere stato per salvarmi da qualcosa di peggio. Conoscendomi sono certo che è così.

Continuo perciò a scegliere ogni volta, nonostante tutti gli incidenti di percorso accaduti dopo certi incroci,  e sogno ancora di salvarmi, nonostante non so bene cosa mi accadrà domani a prescindere dalle mie scelte. Le cose che posso aggiungere, diciamo gli indizi più importanti che mi fanno pensare di essere sulla buona strada, è che rispetto a prima sono molto più sicuro che vendicarmi mi fa entrare in un vicolo cieco, perdonare mi fa uscire dalle strade buie e mi riporta alla luce, odiare è molto peggio che essere odiati e che amare è molto meglio che essere amati.

Un saluto a tutti.

 

 
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48

Post n°265 pubblicato il 17 Settembre 2017 da sblog

Oggi qui, in queste stesse stanze adesso vuote, sarà un 48, e va bene così perché fin quando ci saranno pranzi con un paio di decine di invitati la casa in cui vivo sarà una casa viva. Approfitto di questo temporaneo silenzio per appuntarmi quello che mi passa per la testa in questo inizio di una bella domenica di settembre e, per me, di festa. 

Passo quindi subito alla suddivisione del numero 48 in più parti. Si potrebbe dire che oggi sono due volte 24enne, così, per farmi coraggio rispetto alle prestazioni fisiche che non sono più quelle di un tempo. O che sono quattro volte 12enne per la voglia che, per fortuna, ancora mantengo dentro di me di rimanere un fanciullo pulito o addirittura mi piacerebbe dividermi per otto volte in un bambino che affronta in questi giorni l'inizio della sua prima elementare, per sentire ancora quell'emozione particolare che si prova quando la paura si mescola alla gioia di una nuova esperienza.

Ma in realtà oggi sento più forte che mai che per 1/3 della mia vita sono stato senza mio padre. E' come se si chiudesse un ciclo. Mentre nei miei primi 16 anni non mi è sembrato così presente nella mia vita per via del suo lavoro, avendo delegato quasi interamente a mia madre le vicende casalinghe, dal mio diciassettesimo anno (quando andò in pensione) e fino ai miei 32 anni l'ho sentito davvero sempre accanto (in un modo davvero non descrivibile nel suo ultimo pomeriggio, un passaggio che non dimenticherò mai). Sempre lì nelle foto dei miei successi sportivi (mia madre era sempre a casa) e comunque a suo modo vicino alle mie vicende di studio e poi di lavoro (mia madre faceva più volentieri la nonna materna del suo primo nipote). Poi se ne andò, poco dopo aver conosciuto la mia prima figlia, e da allora sono stato di certo più solo. Forse, a pensarci bene, se nel 2003/2004 sono entrato (e poi uscito, circa 10 anni dopo) da certi labirinti è stato proprio per riempire un enorme buco che 16 anni fa si era creato in me.

Quindi oggi 48 fa tre volte 16, sperando che nei prossimi 16 anni possa davvero essere un buon padre per i miei figli. Visto come gira, una delle poche cose che realmente potrebbe rendermi un uomo molto migliore di come mi sento di essere in questo importante compleanno.

 

 
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Del mio sogno di salvezza

Post n°264 pubblicato il 15 Settembre 2017 da sblog

Essendo quella del "sogno di salvezza" questione prettamente individuale (condivido), parlerò qui ed ora solo del mio.

Innanzitutto quindi che cos'è per me un mio sogno, sottolineo il per me ed il mio. Mi succede di sognare in tanti modi e, come credo di aver sentito dire dai vari esperti, certe differenze tra i vari sogni le attribuisco al momento del sonno in cui si sogna. In ciascuna fase più o meno profonda del sonno, questo lo si intuisce facilmente, le modalità in cui si svolge un sogno sono diverse, e quindi anche tutte le chiacchiere sul ricordare più o meno bene cosa si è sognato le salterei. Esistono però, secondo me ed almeno in me, alcuni sogni diciamo "speciali", nei quali percepisco distintamente che cos'è l'eternità. Un istante in cui passato, presente e futuro si mescolano in modo indissolubile. Mio padre (morto da quasi 16 anni) che parla con mio figlio già adulto (gli mancano ancora parecchi anni per diventarlo) o mia nonna materna che mi compare in ufficio mentre discuto con qualche collega. Questi sogni "speciali" mi lasciano poi sempre qualcosa da fare, che io regolarmente faccio, ed una sensazione sempre ugualmente piacevole a prescindere dal merito del sogno.

Sentirsi parte di una "costellazione familiare", come a volte ho sentito definire certi gruppi di persone che condividono (o hanno condiviso) pezzi di DNA in ambito chimico/materiale/corporeo, è molto gratificante. Il percepire poi che nella mia costellazione la luce di ciascuno brilli in un cielo particolare, sia in contemporanea che a distanza di tempo, è una sensazione ancora più forte, in senso positivo. In fondo è un po' come accade con le stelle che guardiamo con un telescopio. Ci sono contemporaneamente in quell'istante in cui le osserviamo, ma, per il gioco delle distanze e del tempo che impiega la luce ad attraversare l'universo, alcune potrebbero pure essere già esplose o essere finite da un pezzo in un black hole.

Ho detto del sogno. Dirò della salvezza.

 
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Falsa superbia

Post n°263 pubblicato il 13 Settembre 2017 da sblog

Tra le varie persone che frequento per lavoro mi capita di osservare atteggiamenti di falsa superbia. Credo che per lo più siano a copertura di timidezze irrisolte, ma che a volte servano a nascondere importanti favori ricevuti di fronte a chi potrebbe fare domande inopportune, e quindi va tenuto a distanza.

Peccato che con me non funziona. Alla falsa superbia so infatti rispondere con la falsa ingenuità. E le domande le faccio lo stesso.

 
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Il/la multi-nick

Post n°262 pubblicato il 11 Settembre 2017 da sblog

Da un'analisi comparata, attenta e divertente allo stesso tempo, si può notare come il/la multi-nick commenti i post, su vari blog, una volta indossata la "maschera" di cui si è dotato/a per indagare su uno o più altri nick. Per paura di sbagliare, perché in passato gli/le sarà di certo capitato, decide tipicamente di abbandonare per alcune ore il suo blog ed il suo nick principale, ed è come se andasse a seminare in giro le sue pillole, oggettivamente un po' tossiche.

Chi non è un/una multi-nick troverà viceversa molto più comodo commentare in giro e rispondere ai commenti nel suo blog a distanza di pochi minuti. Infatti non teme di sbagliare "maschera" se, per scelta un po' più onesta, ha deciso di non averne tante. Facile sgamare l'imbroglione/a no?

Felice settimana a tutti, compreso ai multi-nick, ovvio!

 
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Winston Blu

Post n°261 pubblicato il 10 Settembre 2017 da sblog

Ci sono le tue scarpe ancora qua
Ma tu te ne sei già andata
C'è ancora la tua parte di soldi in banca
Ma tu non ci sei più
C'è ancora la tua patente rosa tutta stropicciata
E nel tuo cassetto un libro letto e una Winston Blu
L'ho fumata

...

Cesare Cremonini

 
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Churchill, Winston

Post n°260 pubblicato il 09 Settembre 2017 da sblog

"Niente è più emozionante nella vita che vedere chi ti sta sparando addosso e non essere colpito". A me è capitato in senso metaforico (ma certe azioni sono davvero come proiettili di grosso calibro) e potrei aggiungere alla frase di Winston Churchill che niente fa più pena della faccia dell'omino/killer quando si rende conto che ha mancato il bersaglio o, come nel mio caso, che ha prodotto solo ferite guaribili con qualche mesetto di degenza.

Felici sabato e domenica a tutti!

 
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CHurCH

Post n°259 pubblicato il 08 Settembre 2017 da sblog

Che si indichi l'immobile o la confessione cambia poco. Rilevo sempre la stessa Church-fobia. Che tristezza!

 
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CHCH on line

Post n°258 pubblicato il 07 Settembre 2017 da sblog

Bello vedere cosa succede ad Hamilton (da intendersi come luogo, non come persona) in tempo reale, per esempio.

 
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Da CH a CH e ritorno

Post n°257 pubblicato il 06 Settembre 2017 da sblog

Un viaggio dal bellissimo mare della provincia di Chieti alle fantastiche montagne della Svizzera.

Diciamo da S. Salvo a St. Moritz, per essere precisi.

E vai di Google maps!

 
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La bomba C-H

Post n°256 pubblicato il 05 Settembre 2017 da sblog

Bomba in dotazione a moltissimi eserciti di civili sparsi per il mondo, e che in Italia trova anche ampio utilizzo quotidiano su tutti i giornali, dai più diffusi ai meno conosciuti.

Attenzione massima da prestare ai numerosi schizzi di M (nome più volgare con cui si indicano le quasi inevitabili schegge della C-H) che possono colpire anche a notevole distanza dall'esplosione iniziale.

 
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La bomba H

Post n°255 pubblicato il 03 Settembre 2017 da sblog

A questo punto sembra proprio che ce l'abbia e che sia stata miniaturizzata a sufficienza da entrare in quella strana clessidra bianca delle immagini della sua più recente ispezione ai laboratori sotterranei, alla vigilia dell'ultima esplosione che ha provocato il sisma di magnitudo 6.3 di stamattina in Corea.

Che la forma a clessidra significhi qualcosa in senso simbolico? Che sia un messaggio che può cogliere solo chi sa qual è la contropartita richiesta per finirla qui? Chissà. A giudicare da quello che si legge e si ascolta in giro nel mondo occidentale, nessun opinionista, più o meno "tecnico" che sia, mi pare che ci abbia capito qualcosa. Di sicuro la clessidra sarebbe montabile su di un missile simile a quello che ha solcato qualche giorno fa il cielo del Giappone, e questo è un fatto. E poi dall'altra parte dell'Oceano Pacifico non vedo un leader degli USA all'altezza del ruolo, ma questa è solo la mia opinione.

No, non avrei votato e non voterei neanche per lui... :)

 

 
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Quell'aria che fa tanto snob e che mi sa tanto di incompetente

Post n°254 pubblicato il 29 Agosto 2017 da sblog

Mi è capitato più di una volta di osservare il comportamento, anche solo in tv, di persone a cui è affidato un compito importante, tipo Ministro di un Governo o Amministratore di una Società (tanto cambia poco tra pubblico e privato) che negli atteggiamenti, nella gestualità, nelle movenze (ho in mente soprattutto quelle femminili, ma forse solo perché guardo le donne con più attenzione) sembrano molto snob, ma poi ho capito che indossavano solo come una specie di armatura per nascondere una debolezza sui fatti tecnici di cui avrebbero dovuto occuparsi.

Faccio un esempio per spiegare. Gruppo di giornalisti che aspettano l'auto da cui scenderà la persona in questione, già con le telecamere accese ed i microfoni pronti per non perdere neanche una battuta. Il macchinone arriva e per poco non ne butta due sotto nella ressa. Occhiali da sole per nascondere lo sguardo (forse in realtà solo impaurito), due guardie del corpo che aprono la strada al passo allo stesso tempo cammellato e svelto della persona attesa. Microfoni allontanati con una mano un po' svogliata, ma decisa a segnalare un "no comment" implicito. Troppo importanti gli argomenti da trattare per dire due cose. Quindi niente. Se ne parla alla fine della riunione, ma poi sarà scelta l'uscita di servizio dal Palazzo e tanti saluti.

Passo alla realtà da me più vissuta da vicino. Scalo quindi di vari livelli di importanza, da Ministro a neo-funzionario (meglio se donna) di un oscuro Ufficio di provincia. Non ci saranno mai giornalisti ad aspettare che arrivi o che vada via la sera, ma solo cittadini che aspettano l'esito di una banale istruttoria per cominciare un'attività o cercare di non pagare una multa, cambia poco. L'atteggiamento snob sarà però molto simile a quello descritto sopra. Troppe cose importanti da fare per poter rispondere ad una domanda qualunque. Il vero motivo? L'ignoranza.

 
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Latin hater

Post n°253 pubblicato il 28 Agosto 2017 da sblog

Un mito, almeno quanto il suo duale.

 
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Ultima domenica di Agosto

Post n°252 pubblicato il 27 Agosto 2017 da sblog

Poco fa ascoltavo le notizie dalle autostrade italiane, oggi sicuramente messe a dura prova da tantissimi transiti di veicoli provenienti dalla più disparate località di vacanza e diretti nelle aree che gravitano attorno alle grandi città.

Penso a quelle aree di sosta dove è praticamente impossibile parcheggiare regolarmente, a qualunque ora, a causa del numero sempre elevatissimo di persone che si stanno riposando dopo i chilometri già persorsi, dopo magari l'ultima notte di ferie trascorsa quasi del tutto svegli e dopo aver rimpinzato l'auto con tutto quello che c'era da riportare a casa.

Penso a quei rientri in casa, con quel particolare odore prodotto dalle cose chiuse dentro, al buio, per settimane, da un lato familiare e quindi gradito, dall'altro evidente campanello d'allarme per la necessità di nuove urgenti pulizie generali, almeno per togliere al più presto quel velo di polvere che inevitabilmente si deposita su tutto, quando non c'è il classico viavai dei giorni ordinari.

Penso quindi alla ripresa in generale, domani anche negli uffici, nei negozi, con tante persone nuovamente intente ad operare. Penso che il positivo sia il sentirsi rassicurati dal poter rientrare nei ranghi del proprio ruolo, quale che sia, che si contrappone all'incertezza di ogni partenza estiva, quando il tanto atteso maggior numero di gradi di libertà di cui ciascuno gode può finire col rendere labili anche i più solidi legami familiari.

Buon anno a tutti.

 
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Partenze all'alba

Post n°251 pubblicato il 20 Agosto 2017 da sblog

Sempre difficili, e per questo ancora più affascinanti. :)

 
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Viaggi di metą/fine agosto

Post n°250 pubblicato il 18 Agosto 2017 da sblog

Mi-lanerò anche quest'anno, affidandomi ancora una volta a San Babila.

Felice settimana prossima a tutti!

 
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La borsetta

Post n°249 pubblicato il 16 Agosto 2017 da sblog

Hanno cominciato i soliti fantastici calciatori delle più grandi squadre di Serie A, ma anche di altri campionati europei. Nelle classiche immagini di arrivo allo stadio prima della partita da giocare (tipo quelle che stasera non vedrò perché sto per andare di persona al San Paolo) ecco che comparve quella strana borsetta con una fascia per mantenerla col polso quando la mano la "accarezza" passeggiando. All'inizio mi ha ricordato quella che anch'io sfoggiavo da militare, quando la mattina e la sera mi recavo nell'area dei servizi igienici della camerata e mi era comodo portarmi i vari "accessori" e pensavo che, in fondo, negli spogliatoi dei fantastici calciatori di oggi possono effettivamente servire altri "accessori", ma sempre da stanza da bagno, diciamo così.

Poi la sorpresa, l'esplosione della diffusione dell'oggetto. Insospettabili soggetti (tutti i tipi di uomo che possono venire in mente per età, fisico, stile) in giro per centri commerciali come per piazze e vie di ogni città che ho visitato quest'anno, tutti a passeggio con quella strana borsetta, evidentemente divenuta popolare molto velocemente e, credo, forse considerata utile per metterci dentro cellulare, chiavi e un pacchetto di fazzolettini o cose simili.

Ma tanto che è bella la borsetta?

 
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Felicemente al lavoro

Post n°248 pubblicato il 16 Agosto 2017 da sblog

Una strana sensazione stamattina, dopo la sveglia prima dell'alba per andare al lavoro. Sentirmi fortunato nel dover "coprire" l'ufficio da oggi a dopodomani, mentre gli amici/colleghi stanno chi in Grecia, chi in Portogallo o chissà dove, e devono proseguire per altri 4/5 giorni col "divertirsi" a tutti i costi, è proprio il caso di dirlo.

E poi stasera posso anche andare comodamente al San Paolo!

 
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Piani esistenziali

Post n°247 pubblicato il 13 Agosto 2017 da sblog

Anche in una pigra domenica come questa, dove il massimo di attività che mi concedo è quella del ciondolare da una stanza all'altra della mia casa cercando di creare, con strategiche aperture di infissi, piacevoli e persistenti correnti d'aria senza che le porte sbattano, mi accorgo di quanti siano i diversi piani su cui si svolge l'esistenza umana.

Piani che si intercettano per forza, fosse anche solo alla fine, lungo una retta che ha una sua direzione (al limite anche impropria), ma che a loro volta consentono azioni dalle mille e più direzioni, non sempre definite a priori.

Mi accorgo peraltro che assecondando il noto principio universale dello spendere il meno possibile delle energie disponibili, quello che crea le anse di un fiume nel suo tratto pianeggiante o che oggi mi spinge a cercare di non sudare, il piano mi spinge verso il basso e mai verso l'alto. Come se il verso più comodo, e direi anche il più naturale, di una ipotetica direzione di attività contenuta nel piano, che pure mi potrebbe consentire di guadagnare quota, è sempre quello a perdere quota rispetto ad un riferimento che si percepisce sempre come esistente.

La situazione è decisamente complessa ed analizzare dove si va a finire assecondando ciò che mi viene più facile fare/pensare non risulta possibile. Resta solo la consapevolezza che c'è sempre un lavoro (nel senso fisico di forza per spostamento) da svolgere se si vuole essere almeno minimamente artefici del proprio destino.

 
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