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In-festa-ti

Post n°224 pubblicato il 23 Aprile 2017 da sblog

Abituato come sono ad evitarmi la stragrande maggioranza delle feste a cui (udite, udite) ancora mi invitano, quando decido di esserci, come ieri sera, immagino che sia un diver-tente diver-sivo. E invece NO.

Convenevoli iniziali: "ma come sei dimagrita/ingrassato!", la classica esclamazione che accoglie ogni coppia sulla porta di ingresso e che la dice lunga sulla passione più femminile per il digiuno. Mi manca sempre un "come stai?", ma non si usa più. Donne tutte in gran tiro, alcune al limite della provocazione, uomini più sul classico "giacca e cravatta" per non sbagliare. Quindi anche io, che preferirei altro, ma che non ho più il fisico per osare abbinamenti particolari come facevo da giovane.

Discussioni prevalenti: inutili. Tra i maschi prevale il calcio che davvero non tollero, tra le femmine non saprei, ma sempre tutto molto poco interessante. Mi sposto da un gruppetto all'altro con la disinvoltura di chi accetterebbe qualunque discorso, qualunque domanda, qualunque sentenza senza scomporsi. E invece niente, o quasi. Unico mio intervento degno di nota, non so quanto gradito, in un gruppo di donne giovani (dai 35 ai 40) non ancora madri, pur se tutte regolarmente accoppiate da anni. Non posso esimermi dal ridicolizzare quel "non mi sento ancora pronta", a cui reagivo già quando avevo 20 anni.

Cibo e vino. Ci si aggira tutti nei dintorni di tavole addobbate di vassoi ricchi di piccoli assaggi che spaziano dalla mini-pizzetta all'ostrica cruda, dal piccolo babà alla fettina di pastiera. Si chiede un bicchiere di qualcosa, che a volte arriva prima in testa che nello stomaco, si ride imbarazzati quando ci si trova contro-mano al buffet, ma è quasi inevitabile. Alla fine resterà la fame e la sete, quasi inspiegabilmente, tanto è vero che a casa mi so' scolato una bottiglia di coca-cola e ho divorato il mezzo pollo che sarebbe stata comunque la mia cena se non ci fosse stata la festa.

E' stato comunque utile essere tornato ad accettare un invito, per una volta. Adesso sarò ancora più convinto quando rifiuterò i prossimi 10 da qui a settembre (un paio al mese la mia media da anni). Senza offesa per nessuno, eh.

 

 
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Pasquettisti

Post n°223 pubblicato il 17 Aprile 2017 da sblog

Sveglia all'alba, abbigliamento sportivo/comodo, scarpe da trekking, zaino con vari generi alimentari mescolati a oggetti utili per consumarli all'aperto, pellicole impermeabili accartocciate alla meno peggio in caso piova, crema solare in caso ci sia molto sole, un pallone sotto al braccio, un cappello con visiera, pochi soldi in tasca e il cellulare per documentare tutto ciò che accade in tempo reale, dalla coda in autostrada in poi.

Non per me. Passo.

 

 
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Ricomparse gradite

Post n°222 pubblicato il 16 Aprile 2017 da sblog

Tra le tante particolari opportunità che offre la rete, intesa come luogo di incontro, vi è quella delle improvvise quanto gradite ricomparse di persone a cui siamo (stati) legati per un motivo o per l'altro.

Mentre per rivedersi in un posto tipo bar o ristorante serve una preparazione, un vero e proprio lavoro preventivo, qui è molto più immediato. Un giorno ti siedi e cerchi una persona e la trovi. E poi non è che è possibile "prepararsi" per l'evento (sono note le sedute di "preparazione" ad un qualsivoglia incontro programmato per fare bella figura) e quindi la persona viene trovata mentre davvero non se lo aspetta ed è tutto più vero, quindi. E' come se io sapessi che oggi un mio caro amico con cui ci siamo persi di vista mangia in un certo posto a Posillipo e mi presento lì, a sua insaputa, mentre sta col boccone in bocca e per la sopresa quasi quasi si strozza per venirmi a salutare appena mi riconosce.

Senza contare che c'è anche la possibilità di mettermi a guardare mentre mangia con i suoi familiari per vedere come è cambiato, o come è cambiata la moglie, o come sono cresciuti i figli, tutto senza che lui possa accorgersene, se io decido così. Così è la rete.

Chiudo con un invito sincero. Se uno perde la password del proprio blog, del proprio nick, del proprio account, di tutto insomma, e se non la vuole/può ritrovare, basta ripartire da zero, ripresentarsi con un nuovo "vestito", farsi riconoscere (che basta poco a riconoscersi qui dentro) e amici come prima.

Buona Pasqua a tutti. :)

 

 
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Settimana tosta

Post n°221 pubblicato il 10 Aprile 2017 da sblog

Ma domenica è Pasqua! :)

 
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Asimmetrie comportamentali

Post n°220 pubblicato il 06 Aprile 2017 da sblog

Caso 1. Coppia di genitori di 4 figli, 2 maschi e 2 femmine, diciamo per semplicità nati da 2 parti gemellari (prima i 2 maschi e 2 anni dopo le femmine). Dinamiche classiche nell'educazione che si sviluppano, chiaramente anche per l'indole di ciascuno dei 4 bambini, ma prevalentemente per fatti di ruolo. L'ideale teorico è sicuramente la simmetria di tali dinamiche: maschi che si attaccano di più alla madre e femmine al padre, madre che si divide equamente tra i 4 e che concede uguali coccole ai 2 maschi che più ne vogliono. Padre che cerca di essere equo (1/4 a tutti su quello che serve per crescere), ma che alle figlie che sembrano davvero innamorate di lui non dà ovviamente mai l'idea di preferirne una in particolare. Ogni eventuale asimmetria comportamentale dei genitori verso i figli sarebbe da evitare. Giusto?

Caso 2. Ufficio con 8 funzionari, 4 maschi e 4 femmine, diciamo tutti tra i 30 ed i 40 anni. Dirigente 55enne (con segretaria 35enne) che deve saper ascoltare tutti, ma che poi alla fine deve decidere in modo equo. Dinamiche classiche che si sviluppano, chiaramente anche per l'indole di ciascuno dei funzionari, ma prevalentemente per fatti di ruolo. L'ideale teorico è sicuramente la simmetria di tali dinamiche: maschi che vanno in competizione tra loro (un po' meno con le colleghe, di cui apprezzano anche le gambe o altro), femmine che si tirano frecciate velenose che vanno dalla critica tecnica sul lavoro a quella più di pettegolezzo, diciamo così, che sanno come farsi notare dal Dirigente, che però, dà l'idea di non preferire nessun maschio tra i 4 e nessuna femmina delle 4, anche se... Ogni eventuale asimmetria comportamentale del Capo (e quindi della sua segretaria) verso i funzionari sarebbe da evitare. Giusto?

Sappiamo che le critiche che i 4 figli faranno ai genitori saranno prevalentemente di non essere stati equi. Quelle dei funzionari alla coppia di comando idem (si sa che le segretarie contano spesso più del Dirigente). Serve studiare "geometricamente" i comportamenti per capire dove si annidano le sacche di privilegi, anche involontari, che sarebbero poi anche eventualmente contestabili (in realtà solo a volte saranno contestati, ma saranno sempre fonte di risentimento reciproco e di divisione interna).

 
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Simmetria bi-assiale

Post n°219 pubblicato il 30 Marzo 2017 da sblog

Raggiunta. :)

 
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Tecniche retoriche

Post n°218 pubblicato il 26 Marzo 2017 da sblog

Nei dialoghi uno degli artifici più utilizzati dai rètori è quello del fingere di essere interessati ai contributi dell'altro/degli altri, mentre l'unico scopo dell'ascolto è la ricerca di nuovi "appigli" a cui agganciare la propria tesi, predeterminata e indiscutibile.

Come accorgersene? Basta osservare l'enfatizzazione che i rètori danno nelle loro risposte a ciò che è "utile" alla causa ed il tentativo di rendere poco visibile ciò che appare in antìtesi, e quindi "inutile" o addirittura dannoso per il fine da conseguire.

PS: per un gioco in corso, nel corrente mese potrò scrivere un altro post solo giovedì 30.

 
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Scelte inevitabili

Post n°217 pubblicato il 24 Marzo 2017 da sblog

Apparentemente sembra più corretto chi cerca di stare sempre in mezzo, un po' qui e un po' lì, chi non si schiera, chi non sceglie. In effetti è una posizione di vantaggio perché, sempre apparentemente, rispetta il principio secondo il quale la virtù sta appunto in mezzo tra gli eccessi e quindi gli altri, quelli che hanno scelto, quelli che si espongono davvero, sembrano sempre degli estremisti rispetto a chi rimane "al centro".

Purtroppo non è così.

Quando si tratta di esporre il proprio pensiero è più corretto chi prova a dire la sua davvero, pure se sta nuotando in un mare di dubbi, chi usa la sua testa senza ricerche preventive di sostegno altrui, e non è un comportamento corretto quello del tentennatore professionista, del finto convinto da ambedue le tesi contrapposte ed alternative. In fondo il falso non potrà mai essere corretto in quanto le due relative definizioni confliggono inesorabilmente.

Le scelte diventano inevitabili, se davvero si punta alla correttezza.

 

 
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Ottimizzazioni

Post n°216 pubblicato il 23 Marzo 2017 da sblog

Una delle più frequenti illusioni in cui mi càpita di imbattermi parlando con le persone (attività che ancora pratico per lo più in 3D) è quella del tentare di collocarsi in un punto di massimo di una ipotetica curva che rappresenta da un lato un impegno e dall'altro un guadagno.

Caso tipico è stato in questi giorni quello di alcuni colleghi che hanno cominciato ad ipotizzare un teorico massimo numero di ore di straordinario mensile che sarebbero disponibili ad offrire al Capo a fronte dell'incremento stipendiale atteso. Una follia. Chi ci metteva dentro le ripercussioni in ambito familiare (con annessi costi di baby-sitting), chi ipotizzava di sfondare un tetto di reddito annuo lordo (con annessa maggiorazione dell'aliquota fiscale da applicare agli introiti), chi urlava di qua e di là cose insensate riprendendo motti della Sinistra bertinottiana. Insomma un classico esempio che un tentativo di ottimizzazione che punta alla speculazione non porta a grandi risultati.

Ce ne sarebbero altri possibili, di esempi dico, se si pensasse solo alla classica massaia che gira per il mercato cercando di ottimizzare la spesa, e mi sembra pure giusto, o al cliente che in banca punta al massimo profitto su operazioni finanziarie di dubbia credibilità. E lascio alla fantasia del lettore di immaginare i paradossi a cui si può giungere, al mercato del pesce come a quello delle azioni quotate in Borsa.

Ma quello che ho capito è sempre e solo che le ottimizzazioni punterebbero a massimizzare il rapporto tra benefici e costi, diciamo così, ma molte volte massimizzano solo il tempo perso nel tentativo di raggiungerle. Le persone che più ammiro sono quelle che lavorano e basta, e poi a fine mese vedono come è andata. Quelle che comprano quello che serve e basta, e poi se resta qualcosa lo sfizio se lo levano pure. Tutto qui.

 
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Giornata mondiale dell'acqua

Post n°215 pubblicato il 22 Marzo 2017 da sblog

Mi sembra logico che l'ONU abbia pensato in questo mese anche ad una giornata dedicata all'acqua, fondamentale per la vita sul nostro pianeta. Oggi è il giorno, e basterebbe forse sprecarne un po' meno del solito per dare un segno tangibile della consapevolezza crescente della sua importanza anche in zone del mondo dove, al momento, non scarseggia.

Discorso diverso per quel miliardo di persone che, anche oggi, faranno i conti con la mancanza di risorse idriche disponibili e che rischieranno, come ogni giorno, di contrarre malattie per aver utilizzato acqua in qualche modo infetta. Per quelle persone non è possibile guardare con indifferenza scorrere dal rubinetto litri e litri mentre si aspetta il punto preciso di temperatura che si è scelto come ideale per lavarsi o scaricare di nuovo la vaschetta posta sopra ai nostri lucidi water per far andar via un foglietto di carta igienica magari usato per asciugare una goccia finita sulla parte alta di un lavandino, per dire.

Acqua potabile usata per innaffiare le piante, per lavare la macchina, per raffreddare o riscaldare (a seconda delle situazioni), spesso senza neanche pagarla. Perché, parliamoci chiaro, le cosiddette "perdite" degli acquedotti sono molto spesso furti tollerati, con il doppio danno di aver consentito sprechi senza neanche poterne trarre un beneficio economico da redistribuire su chi non spreca.

 
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Primavera

Post n°214 pubblicato il 20 Marzo 2017 da sblog

Quest'anno la primavera astronomica arriva un po' in anticipo. In particolare tra meno di 5 ore, alle 11 e 28 ora italiana, la durata del giorno e della notte sarà di 12 ore su tutto il pianeta e quindi sarà a pieno titolo "Equinozio di primavera" pur essendo ancora 20 marzo.

Che dire. Senza voler arrivare a celebrazioni dedicate a questo evento, penso che poche persone non sentono la diversità di un giorno, o almeno diciamo del periodo a cavallo tra marzo e aprile, nel quale inizia la rinascita ciclica  della vita di ogni anno solare, a partire da quella che avviene nei campi, impossibile da non notare per chi ha la fortuna come me di attraversarli spesso, anche per lavoro, più volte alla settimana.

A proposito, a metà di questa settimana comincerà il martellamento sull'ora legale che arriva, pure lei con la primavera. E quindi il solito pippone su quanto risparmieremo quest'anno, su come difendersi dai disturbi connessi per la mitica "ora in meno" di sonno nella notte tra sabato e domenica, e così via. Sarà perché accompagna questo periodo o sarà solo per il suo nome, LEGALE, ma a me quell'ora mi è diventata ultimamente molto simpatica.

Felice settimana a tutti!

 
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Geometrie non euclidee

Post n°213 pubblicato il 17 Marzo 2017 da sblog

C'è chi ha provato a non accettare i postulati di Euclide. Geometrie con le quali lo spazio viene studiato senza prendere a riferimento il sistema x, y, z. Risultati? Più che altro divertenti da leggere inserendo il titolo di questo post in Google, sempre e solo per chi ha piacere a confrontarsi con i tentativi di schematizzare la realtà fisica attraverso la Matematica. Come me, per esempio.

Continuo a leggere.

 
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Geometri e Geometria

Post n°212 pubblicato il 16 Marzo 2017 da sblog

Se un geometra, in un modesto cantiere di realizzazione di una rotonda stradale, volesse fare un computo metrico come si deve andrebbe al manicomio già per il calcolo del banale rapporto esistente tra le aree del quadrato di terreno di partenza (sempre di lato L=2R) e del cerchio (sempre di raggio R) che deve realizzare perché meglio si autoregoli il traffico di veicoli tra le 2 strade che si incrociano a raso. Se per semplicità si suddivide il quadrato nei quattro quadratini di lato R che lo costituiscono, in ognuno di essi vi sarà infatti, verso l'esterno, un'area compresa tra la circonferenza di progetto ed il perimetro del quadratino di IMPOSSIBILE calcolo in ambito razionale. Alla faccia del razionale su cui fondare interpretazioni del reale!

Se si immagina adesso il tutto come l'ombra di un'opera d'arte di forma sferica da realizzare a mezza altezza sulla rotonda, perfettamente inscritta in un cubo, si capisce che sul piano si replicano le stesse difficoltà di potenziale calcolo di volumi e di superfici nello spazio 3D.

Il piano è l'ombra 2D dello spazio e lo spazio l'ombra 3D di altro. Semplice.

 
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Elementi di Geometria

Post n°211 pubblicato il 15 Marzo 2017 da sblog

Parto (piano) dalla geometria piana. Rapporti tra un cerchio di raggio R ed un quadrato di lato L=2R. Ci siamo inventati (Euclide si è inventato) un metodo per calcolarne l'area e la/il circonferenza/perimetro che "penalizza" il cerchio, per il quale è necessario introdurre un numero irrazionale per arrivare a dei risultati geometrici banali, tutto sommato di comune bisogno. Ma come? Proprio la figura più naturale (di sicuro più naturale del quadrato), quella circolare, ha bisogno di un numero irrazionale per essere definita? Ma vuoi vedere che è tutta la parte "razionale" ad essere tutt'altro che tale?

Passo (piano piano) alla geometria solida. Rapporto tra superficie di un cubo di spigolo L (come sopra) e quella del quadrato che è la sua pianta su un suo piano di appoggio: 6 volte precise, facile. Cosa succede al rapporto tra la superficie di una sfera di raggio R (come sopra) e quella del cerchio che è la sua pianta su un piano di appoggio? Sarà un casino di rapporti tra numeri irrazionali, figurati. E invece no, è pari a 4 volte precise, molto facile e naturale, direi. Chiaramente ricompare il numero irrazionale se si confronta la superficie del cubo con quella della sfera, ma credo che per oggi basti così.

Felice giornata a tutti!

 
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Amici d'infanzia

Post n°210 pubblicato il 12 Marzo 2017 da sblog

A conferma di quanto piccolo sia il mondo, come si dice in certi casi, vi è il classico incontro con un amico che non vedevi da 35/40 anni e che, non si sa come, ti riconosce in metro a Roma, dopo che hai parcheggiato come al solito a EUR Palasport e ti accingi ad arrivare al centro per lavoro.

Dopo una normalissima esitazione mi accorgo che, effettivamente, si tratta di una persona, oramai di mezza età, con cui da piccolo mi capitava di giocare a pallone, andare in bici ed a qualche festa. Riemergono, mentre lui parla di noi ad alta voce (la cosa mi imbarazza sempre in metro), dei ricordi che ci legano, delle vicende che avevo lasciato in quel limbo della mia memoria normalmente raggiungibile solo in ipnosi, ma non provo piacere.

Mi viene in aiuto la scena di un film di tanti anni fa in cui Lello Arena vive una situazione analoga, un incontro inatteso con un suo ex-compagno di scuola e cerca di fuggire dal vortice di ricordi in cui rischia di essere risucchiato. In quel film riesce a scappare infilandosi in una metro dopo che le sue porte si stanno già chiudendo, in modo che il suo amico resti inesorabilmente fuori. Penso quindi di fare il contrario, mi avvicino ad una delle porte che nella linea B di Roma richiedono che un pulsante sia premuto per essere aperte alla fermata, penso che a Piramide, all'ultimo istante, mi catapulterò fuori lasciando il mio amico dentro la metro, e aspetterò la successiva. Ma poi non ce la faccio, sono troppo "buono". Al Colosseo la gradita sorpresa: mi saluta in 3 secondi (già pensavo al caffè da dover prendere a Termini) e se ne va.

A volte riesco a non fare la cattiva azione che avrei voluto e passo per buono. :)

 
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La scelta dei parametri

Post n°209 pubblicato il 10 Marzo 2017 da sblog

In un qualunque modello numerico che voglia rappresentare una realtà fisica per progettarla o per verificarla resta fondamentale la scelta dei parametri, che sono dei numeri importantissimi da inserire nelle formule del calcolo, ma sui quali spesso la discrezione del singolo può incidere troppo, a mio avviso.

Per la verità esistono sempre delle tabelle, diciamo "analogiche" e basate su esperienze precedenti, che consentono di orientarsi sulla scelta del singolo parametro a seconda del fenomeno esaminato, ma poi, in concreto, quando si tratta di inserire il proprio caso in uno di quelli descritti qualitativamente in tabella, ecco che riemerge sempre il fattore discrezionale.

Ora io non so come sia andata la vicenda ASSURDA del ponte crollato sulla A14, ma non mi meraviglierebbe che la scelta, discrezionale, di alcuni parametri nei calcoli di progetto e verifica della struttura provvisoria che doveva reggere durante i lavori in corso, e che non ha retto, si sia rivelata errata. Può essere che io mi sbagli e che il tutto sia invece da addebitare all'esecuzione dei lavori e non ai calcoli a monte, ma, anche lì, spesso le valutazioni discrezionali che si fanno in cantiere (escluderei in questo caso il dolo finalizzato all'incremento del profitto) si basano su parametrizzazioni semplificative in cui la scelta non sempre viene fatta a vantaggio di sicurezza, senza neanche accorgersene.

C'è da dire che esistono strutture tecniche dello Stato che dovrebbero approvare con serietà i progetti e le verifiche se di mezzo ci sono lavori così importanti, così come credo sia prevista la vigilanza in corso di esecuzione degli stessi. Staremo a vedere di chi è la "colpa", ma sarà presumibilmente distribuita su più soggetti e fasi, sulla base di altri parametri usati discrezionalmente da tecnici incaricati dal giudice.

La difficoltà di rendere "digitale" qualunque ricostruzione della realtà fisica, immaginata o accaduta che sia.

 
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Strani impulsi

Post n°208 pubblicato il 09 Marzo 2017 da sblog

Provare a capire, anche quando i depistaggi messi in atto sono davvero tanti.

La soddisfazione finale è maggiore, ma che fatica!

 
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8 marzo

Post n°207 pubblicato il 08 Marzo 2017 da sblog

Auguri a tutte! Detto ciò, un paio di precisazioni.

La prima è che più è passato il tempo e più mi sono reso conto che la riconoscenza verso chi mi ha tenuto in seno, e poi in braccio, e poi sempre vicino (anche quando ho fatto di tutto per allontanarmi da lei) sarà sempre troppo poca. Più in generale, accettare, dopo averla più o meno cercata, una gravidanza e portare la nuova vita fino alla luce significa sempre compiere un gesto di una generosità pazzesca. Ora mi si potrà obiettare che è discriminatorio verso chi madre non può/vuole diventare, ma non me ne frega niente. E' infatti anche di certo discriminatorio verso i maschi (non sempre uomini), ma, confermo, non me ne frega niente.

La seconda precisazione mi permetto di farla dopo averla espressa ieri ad una donna avvocato (peraltro moglie del mio più caro amico e madre di due belle bambine) che commentava con me nel suo studio alcune mail ricevute per lavoro. Un tipo equilibrato, in genere, che ieri sera stava per sbroccare dopo la ripetuta lettura di certe frasi. Saltando tutti i passaggi intermedi dei nostri ragionamenti, diciamo che mi sono convinto ancora di più che il peggio delle donne lo ricevono quasi sempre altre donne, mentre a noi maschietti viene tendenzialmente risparmiato (il peggio degli uomini è viceversa a mio avviso distribuito più simmetricamente).

Di nuovo, quindi, auguri a tutte, ma non fatevi reciprocamente troppo male, almeno oggi.

 
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Elezioni più lontane

Post n°206 pubblicato il 06 Marzo 2017 da sblog

A me sembrava abbastanza chiaro già subito dopo l'esito del mitico referendum su Renzi (volete ancora Renzi e i suoi al Governo? No, grazie), ma adesso ammette che si voterà nel 2018 addirittura lo stesso Gentiloni (all'inizio non aveva potuto farlo, ma già lo pensava). Contenti anche quelli che si porteranno a casa la pensione dopo una legislatura al "lavoro" come parlamentari, ma cosa cambia? Servirebbero poche precise leggi, magari su proposta del Governo e da far approvare agli stessi fortunati deputati e senatori entro l'anno, con le quali definire di quanto tagliare i vitalizi a tutti quelli che ne godono senza che vi sia stata nella loro vita lavorativa una adeguata copertura contributiva e il gioco è fatto. Credo che Gentiloni riceverebbe anche i complimenti dalla Germania. Alla faccia di chi l'ha preceduto...

 
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Viaggi

Post n°205 pubblicato il 02 Marzo 2017 da sblog

Penso che tornare da un lungo viaggio è una delle sensazioni più belle che si possa augurare ad un amico. Spesso si torna con nuove consapevolezze, maturate proprio e soltanto per la distanza che si crea per un po' di tempo dalle frequentazioni abituali, in senso di luoghi e di persone.

Analogamente, ma al contrario, penso che rimanere chiusi nei propri ambiti, diciamo pure nei propri labirinti che sono l'evoluzione inevitabile dei luoghi chiusi frequentati troppo a lungo e sempre dalle stesse persone, è una delle pene che sembrano eccessive perfino per i propri nemici.

Amici e nemici. Da lontano capisci meglio se ci sono davvero intorno a te tra tutti quei soggetti che ti gravitano attorno, spesso solo per motivi di interesse. Fare un favore ad un amico è naturale, ma essere amico solo per ricevere favori è da nemico. Da vicino questa sottile differenza non si coglie sempre con facilità. Da lontano, invece, diventa clamorosamente evidente.

 
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