Community
 
scardanelli
Video
Sito
Foto
   
 

scardanelli

diario di poesia dalla città dove si applaude ai tramonti

 

AREA PERSONALE

 

TAG

 

FACEBOOK

 
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Febbraio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

I MIEI BLOG AMICI

Citazioni nei Blog Amici: 4
 

ULTIME VISITE AL BLOG

utaraptorlab79benegrzetusanti1955psicologiaforenseil_gioko2bbcocoairina1268ocsurtescardanellichiama2jane_romanceSky_Eaglela_moretta_2
 

CHI PUò SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

NEVE

Post n°96 pubblicato il 11 Febbraio 2012 da scardanelli
 

NEVE

Imperitura immagine della neve che cade,
esagono stilizzato di un fiocco di neve.
Silenzio ovattato che tutto copre e fa muto,
biancore assoluto che annulla i confini del reale,
nell’indifferenza di ambiente e di tempo.
Quasi un’alleata, tutta la neve che cade:
sospende ogni vicenda, parabola, dolore o speranza,
protegge luoghi, emozioni e storie.
Immagine del contrasto con lo strepitio della guerra,
quando il candore sarà travolto dal rosso del sangue,
spazzato via dal vortice di avvenimenti atroci e tiranni.
C’era Monica, rimasta sola in un paesino
vicino a Urbino.
Monica che sognava lo sfarfallio di petali bianchi.
La sua è storia atroce e meravigliosa,
fatta di esclusione, dolore, violenza,
ma pure di rapporti veri,
più forti del tempo e delle calamità.
Per la troppa vita che aveva nel sangue,
la neve rimaneva l’unico ristoro per quando sarà la sua ora.
La neve presenta l’illusione che,
lì sotto, ci sia ancora una possibilità di speranza.
Poi, però, arriva il tempo dello scioglimento.
E allora non basta più volgere lo sguardo altrove,
per non vedere la disperazione umana.
È la chiarezza visionaria, l’altra faccia della neve.


                             Pubblicato il 09.02.2012 su www.alidicarta.it
                                                             e su www.scrivendo.it

 
 
 

LA CANDELORA - L'ANTICO DI GIORNI DIVENTA BAMBINO

Post n°95 pubblicato il 03 Febbraio 2012 da scardanelli
 

 

LA CANDELORA
OGGI L'ANTICO DI GIORNI DIVENTA BAMBINO

E allora, abbracciando il Divin Bambino,
il vegliardo Simeone così pregò:

“Proteggimi e non consumarmi, tu che sei fuoco della natura divina
e unico vero amico degli uomini.
Tu sei l’immagine assolutamente perfetta
dell’incomprensibile Sostanza del Padre,
la luce inaccessibile, il sigillo immutabile della divinità,
tu che esisti dall’eternità e hai creato ogni cosa,
tu che un tempo accogliesti le offerte di Abele e degli altri giusti.
Lascia che le mie mani accolgano colui che Mosè vide nella caligine,
quando ricevette la Legge sul Sinai,
e che ora, divenuto bambino, si assoggetta alla Legge.
Tu sei colui che Davide annunciava;
colui che ha parlato nei profeti,
che si è incarnato per noi e parla nella Legge.
Grande e glorioso sei tu, generato dall’Altissimo in modo inesprimibile,
o santissimo figlio di Maria!
Io ti proclamo uno, visibile e invisibile, finito e infinito;
ti conosco e ti credo eterno Figlio di Dio secondo natura,
ma anche ti dichiaro figlio della Vergine al di là della natura”.

Rimase stupita la Vergine e a lei il vegliardo disse:
“Tutti i profeti hanno annunziato il figlio tuo, che hai generato senza seme.
Di te diceva il profeta, poiché la porta serrata sei tu, Madre di Dio!
Attraverso te è entrato e uscito il Signore.
Il tuo figlio è la vita, la redenzione e la risurrezione di tutti noi.
Egli è venuto perché desidera risollevare i caduti
riscattando dalla morte le sue creature”.

E stringendo il bimbo a sè:
“Mantieni la promessa del tuo verbo, o Verbo,
mandami presso Abramo e i patriarchi.
Volendo che Enoch e Elia non provassero la morte, o Signore,
ti sei compiaciuto di portarli via da questa terra in modo misterioso
affinché fossero in un luogo pieno di luce e senza pianto.
Così come ti ho visto e ho avuto il privilegio di tenerti in braccio,
possa io contemplare la tua gloria insieme al Padre tuo e allo Spirito Santo,
poiché sei rimasto lassù mentre scendevi tra noi”.

E il Re celeste rispose:
“Dal mondo caduco ti manderò alla dimora eterna, o mio diletto.
Io ti mando a Mosè e agli altri profeti:
ad essi annuncia che io, colui del quale essi avevano parlato,
ecco sono arrivato e sono stato partorito dalla Vergine.
Presto verrò a riscattare tutti,
io che sono l’unico vero amico degli uomini:
l’Antico di giorni divenuto Bambino.

                                  pubblicato su www.alidicarta.it il 02.02.2012

 
 
 

IL TUO VOLTO IO CERCO

Post n°94 pubblicato il 28 Gennaio 2012 da scardanelli
 

IL TUO VOLTO IO CERCO

Non permettere che mi allontani.
Il tuo volto io cerco.
Quel volto che narra una storia antica,
il sapore dell’esistenza nella sua totalità.
Quel volto che porta i segni del fango e dello scherno,
della demoniaca violenza dell’uomo
e le cicatrici della stupidità blasfema.
Ma quel volto risplende di una vittoria inaudita:
quella dell’amore e del perdono.
Ha lineamenti di modestia e d’ascolto benevolo.
Pronuncia parole che orientano verso
il Vero e il Bello.
Quel volto si solleva dal tempo,
è protagonista di una storia che ha coinvolto tutti,
trovandoci ora accusati, ora accusatori,
prima vittime, poi carnefici.
Un volto in cui anche il grido di Munch
si perde nell’immenso respiro della creazione.
E il bagliore della speranza e la ferma certezza
di essere nell’Amore del Padre.
Solo l’Infinito può portare l’onere del disperso finito.
Ricordati mio cuore di quello sguardo
in cui attende tutta l’eternità.
Quel volto ha visto il Padre
e oggi guarda a noi con quegli stessi occhi.
Quel volto è un Volto Santo.
Il Suo, prima di tutti gli altri.
Il Suo, perché lo siano tutti gli altri.
Il tuo volto, Signore, io cerco.

                      pubblicato su
www.alidicarta.it il 26/01/2012

 
 
 

SOFIA

Post n°93 pubblicato il 11 Gennaio 2012 da scardanelli
 

 

SOFIA

Mi diceva di vivere di abbandoni,
di capricci per un’ inesauribile segreto.
Amavo le sue ore di allucinazione
e di raminga, d’immaginaria perseguitata
in esodo verso una terra promessa.
Lei disperdeva poesia e briciole di teologia
e levigava il dire nell’archeologia di elementi,
ciottoli di fiume e di vulcano, anima da fionda
e da paura tesa dal divino arciere.
Felice colpa che attendeva riscatto

Strano se tutto non fosse naufragio,
se tutto non fosse travolto, soffocato,
consumato dal tempo.
Ma nessuna parola pronunciata un giorno,
sarà un giorno non pronunciata,
nessun dolore non sofferto,
nessuna gioia non vissuta.
Attimo che corre che soltanto Amore
può strappare alla corruzione della memoria.
Amore più forte che non possa essere la morte.

                                pubblicato su www.alidicarta.it il 09.01.2012
                                       e su
www.scrivendo.it il 09.01.2012

 
 
 

BENTORNATO GILAD!

Post n°92 pubblicato il 22 Ottobre 2011 da scardanelli
 

BENTORNATO GILAD!

O-dio, una parola che incorpora Dio, come a volerlo soffocare…
Ma Dio non muore:
l’odiatore insiste, ma non ce la fa; allora insiste…
Dio però resiste.
Gli ebrei sono odiati perché, a Sua immagine e somiglianza,
nei secoli resistono.
Deicidio!
Ridicola, blasfema sopravvalutazione,
come se l’uomo potesse uccidere Dio!
Le streghe furono uccise per la loro bellezza,
gli ebrei per la loro ricchezza.
Una ricchezza spirituale che traspare dai loro occhi mai domi,
dalla loro violenta e delicata resistenza al sopruso.
I nazisti li chiamavano ratti, ma li ammazzarono perché li sentivano dei.
Troppo intelligenti, ingegnosi, colti,
tanto affascinanti le loro donne
che i tedeschi neppure osarono toccarle:
si sentivano ratti loro e si affrettarono a gasarle.

Gli ebrei non sono Dio, ma Suoi umili figli,
scintille divine che con Dio ridono
e litigano, come fece Giacobbe.
Solo per gli stupidi restano dèmoni;
parlarci è rischioso, potrebbero sedurre con la loro parola,
potrebbero fare innamorare.
Non resta che spegnere le loro vite.
I fari dei lager sono sempre puntati;
se un giorno dovessero lasciare Israele
e ritirarsi nella solitudine artica,
sempre si troverebbe il modo di inseguirli..
L’inquisizione non da scampo:
sei colpevole se fai quella cosa, ma anche se non la fai;
sei colpevole di esistere
perché l’esistenza è il crimine più sporco,
e tu, ebreo, non perdi occasione di ostentarla e goderne!

Risorgi da Auschwitz e ti permetti di creare un luogo di civiltà nel deserto?
Vergognati!
Ancora le macerie dell’immane conflitto non erano state rimosse
e gli ebrei furono subito nuovamente perseguitati,
Come si permettono di liberarsi dalle catene?
Come si permettono ora, in terra d’Israele,
provocati fino allo sfinimento da popoli senza Legge ,
di resistere strenuamente alla tentazione di diventare diavoli?

[Gli ebrei sono da Dio incessantemente creati
per testare la nostra umanità;
così come gli antisemiti testano quella ebraica,
se dovessero cedere alle lusinghe di Satana e diventare terroristi
per la spartizione delle terre.
Insultare gli ebrei, ucciderli, è sempre stato
il modo per spurgarci delle nostre immondizie
e nobilitarle e dare loro uno scopo.]


In un sacrificio rituale da secoli si versa il sangue ebreo
per purificare i propri peccati,
una blasfema imitatio della Crocefissione di Cristo.
La Shoah fu un immenso Calvario,
mai come allora Cristo fu frustato e maledetto,
mai come allora incontrò
la Gloria.

Occorre amare Dio, occorre amare l’ebreo;
un nome che non viene dal sangue, dalla terra e nemmeno dalla religione,
ma un titolo onorifico che si conquista giorno per giorno,
così come titolo onorifico sono il nome donna e il nome bambino!
Amare gli ebrei, amare le donne e i bambini, distingue un uomo da satana.

Bentornato Gilad!

                                      Pubblicato su www.alidicarta.it il 19.10.11
                                                      
 
                                                        
e su
www.scrivendo.it il 20.10.11

 

 

 
 
 

Sono Caino

Post n°91 pubblicato il 04 Ottobre 2011 da scardanelli
 

Sono Caino.
Discendente di imperfezione e colpa.
L’uomo non si è fatto bene: addosso ha qualcosa di storto,
una specie di zoppia.
La mia storia è semplice e incredibile.
Non avevo scelta.
Anche Dio si è arreso
alla necessità di quell’uccisione:
"nessuno tocchi Caino” – ha detto.
Mio fratello è un pastore, un uomo libero,
solitario, bello, lindo. C’è candore in lui.
Io sono un contadino,
con la faccia sempre a terra.
Mi ammazzo di lavoro,
Non ho tempo di riflettere,
perché il riposo mi è indispensabile.
La storia ha inizio con me:
gli uomini si fermano, prendono dimora,
fondano città.
E nelle città non c’è posto per Abele.
Sono il fondatore della modernità
che deve uccidere Abele,
pastore ancestrale del passato,
zingaro che non può più essere.
Abele non deve avere discendenza.
La storia vince.
E Dio lo accetta quando segna me 
con il marchio della vergogna.
E’ la stessa vergogna che sento
quando rimango solo:
perchè sono storto e zoppico.
Ogni tanto Abele mi torna in mente
e allora vorrei che fosse andata altrimenti.
Ma è impossibile, perché so di essere
l’anello fragile dell’universo,
il fratello che per invidia ha tradito,
l’asimmetria del creato.
Così arranco in attesa di redenzione.
Conosco la materia di cui sono fatto.
Perché è questo che desideriamo:
rinascere, ritrovare la bellezza, essere redenti.
Vorrei tornare quello che ero prima di alzare la mano su Abele.
Anche Abele ha una forza, che è nostalgia e struggimento.
Abele sopravvive nel nostro sguardo e nella possibilità
di decidere in quale direzione spostare lo sguardo.


Mio nonno era un contadino,
stirpe di Caino destinata a strusciare la faccia
sui campi tutto il giorno, ferendosi e sporcandosi.
Ogni mattina, però, apriva la porta della cucina
e guardava verso la campagna,
fissando lo sguardo sul filare della vigna.
Il suo orizzonte era quello ed era un orizzonte
di dignità e bellezza.
Ecco, per me questo è Abele: bellezza e dignità..
Dio non ha creato la morte: sono stati gli amici della morte
a lasciarla entrare nelle nostre case.
Lo hanno fatto allontanando da sé l’Assoluto per cui erano nati.
Come Caino ha eliminato Abele
ed è diventato così costruttore di morte
.
                
                                  Pubblicato su www.alidicarta.it il 04/10/2011

 
 
 

PRINCIPESSA

Post n°90 pubblicato il 24 Luglio 2011 da scardanelli
 

PRINCIPESSA   

                                                          In ozio la bellezza non sa stare 
                                                          Edna St. Vincent Millay

In ozio la bellezza non sa stare;
tutto accade in suo nome,
aureola di splendore
del vero e del bene.
Ma la rosa ricorda la polvere
da cui fu generata
e quel numinoso offuscamento.

Gelosi sono gli amanti
e pensosi di Dio oggi
che è terra anche la rosa fulgente.

La guardo e, nell’appassire, la parola
dice soltanto del poco rimasto.
Certa e ingannevole, vano che ti cerchi.

Ti supplico e piango, cerca di esistere!
Vivere senza testimoni, quale inferno!
La bellezza sempre compiuta sempre rinasce.

Posso vivere senza scienza e senza pane,
ma senza di te – principessa –
non avrei più nulla da fare e dire.

Questo temo, questo desidero.

  

 

                                                                                         
                                                   Pubblicato il 18/07/2011 su
www.alidicarta.it

 
 
 

GEOMETRIA DEI COMMIATI

Post n°89 pubblicato il 20 Maggio 2011 da scardanelli
 

 

Io so la geometria dei commiati.
Solo mi è amara pena
questo universo tuo, strano e malato.
Tutto fu in altri tempi.
Forse sarà tutto di nuovo
pezzi di specchio d'un viso qualunque.


Era notte allora, notte sporca
di addii e la banalità del nero
gemeva preludi di pietà.
Ora che detesto il passato,
la noncuranza del non-ti-scordar-
-di-me non m'è di conforto.


E scendo dove i sentieri si biforcano,
rami curvi e sagome indolenti
e un tintinnio di cembalo nella mente.
Il colore del mare appassito
come la vita che più non m'ama
sbiadisce triste se qualcuno mente.

 


Pubblicato su www.poetilandia.com il 29/04/2008
                     - con il titolo "IL COLORE DEL MARE APPASSITO"

               e su www.alidicarta.it il 16-20/05/2011 

Il mare colore del vino - album di lorca56

 
 
 

Piccolo pensiero di Pasqua

Post n°88 pubblicato il 23 Aprile 2011 da scardanelli
 

PICCOLO PENSIERO DI PASQUA

Dio, con la sua santa voce chiamò l’uomo:
Dove sei, Adamo? Voglio vederti!
Anche se nudo sei, anche se sei povero,
non avere vergogna,
perché io mi sono fatto simile a te.
Tu che volevi diventare Dio non ci sei riuscito:
io invece mi sono fatto carne.
E nudo ho donato la mia vita.
E povero mi sono lasciato umiliare.
Nessuno potrebbe riparare
la ferita all’Amore,
se non io, che sono Amore.
E tu non sei più solo.
Io sono la Verità, amico degli uomini.
Ti imploro, uomo,
lasciati riconciliare
dalla mia Croce.
E l’Eden che era stato chiuso, si è aperto.

                          Pubblicato il 22.04.2011 su www.alidicata.it
                                                           e su www.scrivendo.it

 

 
 
 

DI DIO E DEL BAMBINO

Post n°87 pubblicato il 12 Marzo 2011 da scardanelli
 

Di Dio e del bambino 

                                                          A Shahbaz Bhatti

Se non tornerete come bambini

non entrerete  mai.

Tanti correvano a Lui.

Zoppicando anche un bambino nero

Gli si avvicinò piangendo.

Il padre è un criminale –

disse il buon Pietro –

Barabba si chiama, a giorni sarà

Crocifisso.

Non avverrà questo – rispose Gesù.

E lo attirò a Se e lo baciò.

Le lacrime di Dio e del bambino

si inseguirono e caddero insieme.
                                               

                                      Pubblicato il 07.03.2011 su www.scrivendo.it

                                                               e su www.alidicarta.it

 

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: scardanelli
Data di creazione: 26/05/2006
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: scardanelli
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 38
Prov: PS