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Scienze Sociali

Tratta temi delle scienze sociali: sociologia, storia, scienza politica, economia, psicologia, sociolinguistica, scienze della comunicazione

 

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DEMOCRAZIA O RETORICA

 

SUL PENSIERO UNICO - 1

 

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TECNICA ED ESSENZA DELL'UOMO

 

LE SCIENZE SOCIALI TRATTATE

Scienze Sociali · Le scienze sociali (dette anche studi sociali) sono le scienze che studiano l'uomo nel complesso delle sue interazioni sociali. (definizione tratta da Wikipedia.it)

SOCIOLOGIA · Studia la genesi, lo sviluppo dei fenomeni sociali, la struttura di una società, la composizione e le caratteristiche dei vari gruppi che ne fanno parte. (definizione tratta da Sapere.it)

PSICOLOGIA · Studia i singoli fenomeni psichici considerandoli nel loro complesso. (definizione tratta da Sapere.it)

STORIA · Narrazione e l'interpretazione dei fatti umani; questa esposizione tende a legare tali fatti tra loro e, collocandoli in una visione unitaria, cerca di dare il senso del loro svolgimento. (definizione tratta da Sapere.it)

ECONOMIA · Secondo la definizione di P.A.Samuelson, l'economia è "lo studio del modo in cui gli individui e le società pervengono a scegliere, con o senza l'intervento della moneta, di impiegare risorse produttive scarse, suscettibili di usi alternativi, per produrre vari tipi di beni e distribuirli per il consumo, attuale e futuro, tra varie persone e gruppi sociali."

SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE · Discipline che hanno la comunicazione quale oggetto precipuo di interesse; tra loro anche alcune di quelle già citate, considerate negli aspetti legati alla comunicazione interpersonale e di massa. (adeguato da "Le scienze della comunicazione", M. Morcellini e G. Fatelli)

SCIENZA POLITICA · Secondo il prof. Antonio Agosta, che cita Norberto Bobbio, è lo studio sistematico dei fenomeni e delle strutture politiche, basato sulla metodologia delle scienze empiriche.
Sulla osservazione, cioé, la raccolta e l'esame di dati (qualitativi e quantitativi) tratti dalla realtà storica e sociale al fine di formulare generalizzazioni ed elaborare ipotesi teoriche interpretative.

SOCIOLINGUISTICA · Disciplina che nasce dall'idea che l’uso sociale del linguaggio riflette la struttura sociale di una data comunità.
 

INVITO AI LETTORI

Invito i lettori a collaborare a questo blog; potete se registrati inviare testi, che verranno moderati, sulle scienze sociali nel loro complesso oppure sulle seguenti discipline: epistemologia, comunicazione, sociologia, storia, scienza politica, economia, psicologia, sociolinguistica.

Saranno pubblicati anche links a siti personali di chi invia materiale tramite e-mail all'indirizzo robertodimo@hotmail.com. Sempre che i relativi siti rispettino morale, legge e gusto.

Il messaggio che invitava originariamente alla collaborazione è al seguente indirizzo: http://blog.libero.it/scienzesociali/3695937.html

 
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Un aiuto per le vittime del terremoto in Abruzzo

Post n°919 pubblicato il 07 Aprile 2009 da robertodimo

Catasfrofe in Abruzzo

Questo blog è vicino alle vittime del terremoto in Abruzzo.

Se volete aiutare le sventurate persone coinvolte da questa sciagura, potete farlo segnandovi questo numero di telefono

48580

quattrootto-cinque-ottozero

1) 48580 per il mobile

Aiuti alle vittime del terremoto - Ogni Sms inviato contribuirà con 1 euro, che sarà interamente devoluto al Dipartimento della Protezione civile per il soccorso e l’assistenza.

2) 48580 per il fisso

Aiuti alle vittime del terremoto - E' possibile donare 2 euro attraverso chiamata da rete fissa di Telecom Italia, utilizzando lo stesso numero: 48580.

---

Nota bene
il numero è lo stesso diffuso dai maggiori organi di informazione
.

 
 
 

Scienze della Comunicazione

Post n°920 pubblicato il 18 Aprile 2009 da robertodimo

Un semplice assioma per definire sempre politicamente significativa ogni azione umana - Roberto Di Molfetta

Quadro di Malvisi

Un assioma fondamentale della comunicazione è che non si può non comunicare. Ciò significa che qualunque atto o omissione, tramite fatti o parole, di un essere umano genera un flusso comunicativo quantomeno unidirezionale. Nel concreto dell'attività politica, questo significa che è inevitabile anche per il più dichiaratamente neutrale dei gesti o azioni comunicare una propria posizionabilità nel panorama ideale ed ideologico degli schieramenti politici. Perciò, ritengo che personalmente non abbia senso parlare di indifferenza alla destra o alla sinistra dei fatti politici ("sono i fatti che interessano alla gente che contano") in quanto, ripeto, ogni attività realizzata o mancata è carica di significati per un qualsivoglia "pubblico" di persone aventi un'opinione politica su un determinato assetto, istituzione, idea, ideologia, convinzione, opinione o sentimento politici.

 
 
 

Scienze della Comunicazione

Post n°921 pubblicato il 02 Maggio 2009 da robertodimo
Foto di robertodimo

Stampa, Freedom House declassa l'Italia
"Non è più un Paese pienamente libero"
Tratto da Repubblica.it

La libertà di stampa si sta riducendo in tutto il mondo, e l'Italia non è esente da questa forma di degrado. Nel rapporto 2009 di Freedom House (organizzazione autonoma con sede negli Stati Uniti, che si pone come obiettivo la promozione della libertà nel mondo), infatti il nostro Paese viene declassato per la prima volta da Paese 'libero' (free) a 'parzialmente libero' (partly free), unico caso nell'Europa Occidentale insieme alla Turchia.

Le ragioni della retrocessione dell'Italia sono molteplici, spiegano gli estensori del Rapporto, che esamina la libertà di stampa in 195 Paesi da quasi 30 anni (dal 1980): "Nonostante l'Europa Occidentale goda a tutt'oggi della più ampia libertà di stampa, l'Italia è stata retrocessa nella categoria dei Paesi parzialmente liberi, dal momento che la libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e dei gruppi di estrema destra, e a causa dell'eccessiva concentrazione della proprietà dei media".

Più in dettaglio, Freedom House riconosce che, in generale, in Italia "la libertà di parola e di stampa sono costituzionalmente garantite e generalmente rispettate, nonostante la concentrazione della proprietà dei media". Ma è proprio quest'ultimo il punto dolente. Certo, c'è la legge Gasparri, rispetto alla quale l'organizzazione avalla le critiche secondo le quali introduce norme che favoriscono l'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ci sono i tanti processi per diffamazione a carico di altrettanti giornalisti, Freedom House ne cita alcuni tra i più eclatanti, tra i quali quelli a carico di Alexander Stille e di Marco Travaglio.

Ma il punto veramente dolente, a giudizio dell'organizzazione, è costituito "dalla concentrazione insolitamente alta della proprietà dei media rispetto agli standard europei". Berlusconi, affermano senza reticenze gli autori del rapporto, controlla attraverso il governo la Rai, e possiede Mediaset. E la crisi di La7 non ha certo giovato in questo panorama.

Tra i Paesi europei, anche la Grecia ha subito un significativo arretramento: precede infatti l'Italia di una sola postazione, e tuttavia mantiene la valutazione 'free', a differenza del nostro Paese. La quartultima posizione nell'Europa Occidentale è occupata dalla Grecia, preceduta, a parità di giudizio, da Malta, Francia e Cipro. Nella classifica generale l'Italia è al settantunesimo posto, a pari merito con Benin e Israele (tutti e tre primi 'partly free' della tabella).
I Paesi più liberi dell'Europa Occidentale sotto il profilo della libertà di stampa, sono, a giudizio di Freedom House, l'Islanda (primo), la Finlandia e la Norvegia (secondi), la Danimarca e la Svezia (quarti). Gli stessi Paesi sono anche in cima alla classifica generale. I primi Paese non europei nella classifica mondiale della libertà di stampa redatta da Freedom House sono la Nuova Zelanda e la Repubblica di Palau, all'undicesimo posto a pari merito con il Liechtenstein. Gli Stati Uniti arrivano solo al ventiquattresimo posto, a pari merito con la Repubblica Ceca e con la Lituania (rientrano ampiamente comunque tra i Paesi che godono di una libera stampa).

Ma la situazione europea, a parte il significativo deterioramento del clima in Italia, è decisamente positiva rispetto a quella di altre aree del mondo. "La professione giornalista è attualmente alle corde - denuncia Jennifer Windsor, direttore esecutivo di Freedom House - e sta lottando per rimanere in vita, stremata dalle pressioni dei governi e di altri potenti soggetti e dalla crisi economica globale. La stampa è la prima difesa della democrazia e la sua vulnerabilità ha enormi implicazioni per la sua tenuta, se i giornalisti non sono in grado di tener fermo il loro tradizionale ruolo di controllori dei poteri".

Poco più di un terzo dei 195 Paesi esaminati garantiscono attualmente la libertà di stampa: sono classificati 'free' solo 70 Stati, il 36% del campione. Sessantuno (il 31%) sono 'parzialmente liberi' e 64 (il 33%) sono 'non liberi'. Secondo l'indagine, solo il 17% della popolazione mondiale vive in Paesi che godono di una stampa libera.

La situazione è particolarmente peggiorata, oltre che in Italia, nell'Est asiatico, mentre per alcuni Paesi dell'ex Unione Sovietica, del Medio Oriente e del Nord Africa Freedom House parla di vere e proprie intimidazioni nei confronti della stampa libera. Un significativo passo in avanti è stato registrato dalle Maldive, passate dalla categoria 'not free' a quella 'free' grazie all'adozione di una nuova costituzione che protegge la libertà di manifestazione del pensiero, e al rilascio di un importante giornalista, detenuto in carcere.

Decisi peggioramenti si sono registrati in Cambogia ('not free'), Paese nel quale sono aumentate le forme di intimidazione e di violenza nei confronti dei giornalisti; Hong Kong ('partly free'), a causa delle eccessive forme di pressione esercitate dalla Cina, la stessa Cina e Taiwan; Bulgaria, Croazia, Bosnia e Russia; Israele, dove le pressioni sui giornalisti sono fortemente aumentate nel corso dell'ultimo conflitto a Gaza; Senegal e Madagascar; Messico, Bolivia, Ecuador, Guatemala e Nicaragua.

 
 
 

Storia - Considerazioni sul Cristianesimo

Post n°922 pubblicato il 03 Maggio 2009 da robertodimo

Tratto da http://www.diodenaro.org

C'è un dato di fatto a cui nessuna religione può sottrarsi, è cioè che non esiste un credo che può vantare di un certo riscontro storico-scientifico. Non importa se il nome sia Geova, Allah, Maometto, Budda, Gesù ecc., di sicuro solo la fede può giustificare ciò che per la scienza è pura e semplice assurdità.

Anche per il cristianesimo vale la stessa regola poiché abbiamo più informazioni tangibili sui dinosauri che sull' esistenza e la vita di Gesù, infatti esistono  solo pochissimi riferimenti storici non evangelici  che parlano di Cristo e perlopiù sono attribuiti personaggi come Flavio Giuseppe, Tacito, Svetonio Pilino. Per questo motivo nessuno al mondo può realmente affermare la veridicità di un vangelo o la sua attendibilità rispetto ad un' altro, quindi rimane un mistero come abbiano fatto i vescovi del codice niceno a scegliere gli scritti oggi canonici, a meno ché  non si siano affidati al fato ed abbiano scelto i vangeli che non sono rotolati a terra dal tavolo come sarcasticamente ha affermato Voltaire.

Credere ad antiche leggende gnostiche come l'esistenza di un Dio superiore al nostro e credere che il nostro mondo sia stato creato da due angeli caduti dal regno celeste "lo stolto" ed il "ribelle", è tanto irrealistico quanto credere che Eva sia stata creata da una costola di Adamo, in pratica le due ipotesi avrebbero lo stesso peso su di una bilancia immaginaria. Analizzare, filtrare e manipolare informazioni già di per se inquinate soggettivamente e per giunta riportate per sentito dire non può fare altro che partorire un credo estremamente confuso ed in contrasto con se stesso, infatti Marco, Matteo, Luca e Giovanni spesso sono in contrasto tra loro ed in alcuni casi si contraddicono clamorosamente, basti pensare che nemmeno sulla nascita di Gesù si trovano d'accordo e mentre Marco afferma che egli nacque durante il regno di re Erode, Luca afferma invece che Gesù nacque durante l'investitura di Quirino come governatore della Persia. Ci piacerebbe sapere anche come fa il discepolo Giovanni a ricordarsi solo lui della resurrezione di Lazzaro e soprattutto come fa a saperlo circa mezzo secolo dopo le più antiche memorie di Marco a cui questo episodio, forse il più grandioso di Gesù, è assolutamente sconosciuto. Oltre a queste ed altre numerose contraddizioni il credo cristiano si basa anche su dubbie traduzioni degli antichi testi aramaici, copti, grechi, ebraici ecc.., persino la verginità di Maria deriva dalla traduzione del termine ebraico “parthenos” il quale più che "vergine" stava a significare "giovane donna". Anche ammettendo il concepimento verginale di Gesù non si capisce come abbia fatto Maria a rimanere vergine anche dopo il parto visto che si è recata al tempio per la purificazione, usanza abituale tra gli ebrei che intendeva purificare le donne che dopo la lacerazione del parto subivano perdite di sangue.

Ad ogni modo passiamo adesso ad analizzare il vecchio testamento con occhio clinico e scientifico senza i falsi e canonici "compromessi pseudo-scientifici" tra il Vaticano e la scienza.

Iniziamo dall' inizio e quindi dalla genesi secondo la quale Dio creò il mondo in sei giorni per poi riposarsi il settimo, già in queste poche parole si nascondono delle assurdità scientifiche ed una contraddizione della chiesa cattolica che da un lato dichiara l' onnipotenza di Dio e dall' altra afferma che il Signore è soggetto alla stanchezza e per questo si è dovuto riposare il settimo giorno. Per quanto riguarda la creazione del mondo è imbarazzante sovrapporre una solida e comprovata tesi scientifica che data a miliardi di anni la creazione della terra con la tesi religiosa che invece data la creazione del nostro pianeta in soli 6 giorni. Nel museo di Reggio Calabria sono custoditi i resti mortali di Lucy, una donna di circa xxxxxx anni con tratti somatici lontanissimi dalla bellissima e contemporanea Cucinotta o della Marini. Grazie ai reperti archeologici ed alle analisi effettuate su fossili sappiamo che i primi ominidi avevano un aspetto scimmiesco, non a caso lo scimpanzè è il nostro più vicino antenato. Considerando il detto biblico secondo cui Dio fece l' uomo a sua immagine e presumibile quindi che egli non somigliasse affatto all' uomo così come compare oggi.

Saltiamo la vicenda della cacciata dall' eden di Adamo ed Eva grazie all' inganno del serpente identificato dalla chiesa in lucifero e veniamo alla spinosa questione del peccato originale. In pratica tutto il genere umano è condannato già dalla nascita a portare il peso di un peccato che non ha commesso, alla faccia della misericordia e della carità divina, ad ogni modo resta irrisolta la questione della nostra discendenza visto che Adamo ed Eva ebbero due figli maschi e quindi non si spiega se non con un incesto la nostra discendenza, già questo sarebbe un peccato originale più credibile. In tempi più recenti la chiesa ha poi elaborato nuove teorie scientifiche sempre su ispirazione divina puntualmente smentite da luminari come Galileo che ha dimostrato che la terra gira intorno al sole e non viceversa oppure l’invenzione del purgatorio solo per giustificare le messe in suffragio (e relative offerte) visto che le sacre scritture non ne parlano affatto. Se pensiamo che questi episodi appartengono ormai al passato ci sbagliamo di grosso, tutt’ oggi la chiesta continua ad elaborare teorie scientifiche  talmente assurde da far rivoltare Darwin nella tomba come ad esempio la teoria della transustazione. In base a tale teoria dopo la consacrazione del sacerdote l’ostia mantiene la sua forma originale ma nella sostanza non si tratta più di amido ma si tramuta in carne umana così come il vino diventa sangue, in particolare diventano il corpo ed il sangue di Cristo.

Tutto questo per dare un senso logico al rituale ripetuto in memoria dell’ ultima cena di Gesù quando egli disse : Prendete e mangiatene, questo è il mio corpo…..prendetene e bevetene, questo è il mio sangue, fate questo in memoria di me. Qualche maligno potrebbe pensare che ci sia qualcosa di cannibale in tutto questo. Anche le teorie morali ecclesiastiche sono piuttosto discutibili, in particolar modo l’evidente discriminazione sessuale riservata alle donne le quali non hanno il diritto di celebrare la messa poiché non sono degne di tale dono divino riservato esclusivamente all’ uomo da cui la donna deriva ed a cui essa deve assoggettarsi. Come potete facilmente dedurre è normale che la stragrande degli scienziati mondiali è atea, ma la fede spiega tutto, soprattutto quello che non si può spiegare in altri modi. Dire che la religione e la scienza non si contraddicono e una colossale falsità. Forse dovremmo smetterla di interpretare le sacre scritture letteralmente a secondo delle nostre comodità ed accettare semplicemente che il mistero di Dio rimane tale è che non esiste alcuna testimonianza scritta o orale che ne possa svelare una verità incontestabile, questa vale per il cristianesimo così come per tutte le altre religioni.

 
 
 

Per un amico scomparso

Post n°923 pubblicato il 08 Maggio 2009 da robertodimo

Dedicato a Vittorino, il mio amico batterista, con il quale ho condiviso risate e dolori negli ultimi anni, che è scomparso in questi mesi. Sarai sempre nel mio cuore amico.

Ho fondato un gruppo in Facebook dove chi ha avuto il lutto di vedere una persona cara togliersi la vita può iscriversi. L'indirizzo è il seguente:

http://www.facebook.com/group.php?gid=77681014558

La caratteristica principale di questo mio amico, Vittorino, era quella di essere estremamente sensibile, troppo, al punto che ogni fatto quotidiano con un minimo di tensione, cosa normale per tutti, lui lo trasformava in un dramma, ingigantendolo.
Una educazione familiare severa, al limite della rigidità monotematica, gli aveva impedito di sentirsi amato psicologicamente libero per ciò che era.
La sua sensibilità era per fortuna stata compensata, da adolescente, dalla sua enorme bravura come musicista, motivo per cui lo avevo conosciuto ed avevo condiviso i primi anni come amico con lui.
Purtroppo però, l'influenza nefasta della società per ciò che riguarda i traguardi della vita lo avevano fatto sentire inutile con le sue bacchette e la sua cultura musicale.
Perciò aveva abbandonato tamburi e piatti ed era passato ad una mancanza totale di interessi, complice una delusione amorosa che era stata causa prima della depressione che aveva accompagnato la sua esistenza sino alla fine.
Io cercavo, dal '99 fino al trasloco in un'altra città, nel 2004, di comprenderlo, condividendo emozioni e delusioni, paure e tristezze, ma tutto condito con un amore per lo scherzo e la battuta che anche le persone più malinconiche possono avere quando sono intelligenti e sensibili. La sua profondità purtroppo lo portava anche a delle paranoie inutili che non facevano che aggravare la sua situazione, cosa che lo portava spesso a scusarsi per torti che mi faceva e che io perdonavo sempre.
Poi in questi anni il silenzio, dovuto alla lontananza e all'ultimo dei suoi torti nei miei confronti, una cosa di poco conto che io avevo vissuto come pericolosa perché ormai dovuta ad una mancanza di attinenza con la realtà dei suoi pensieri.
Tutto poi è finito, nella Pace, quel 4 dicembre 2008, quando, scavalcato il balcone di casa, con una splendida vista sul Colosseo, ha pensato di farla finita con la vita, la solitudine e i mille traguardi non raggiunti a 32 anni.
Non mi scorderò mai di lui e della sua simpatia e sensibilità, ed anche della sua intelligenza, che purtroppo non l'ha distolto dai brutti pensieri che anche ai molti passano per la testa anche per pochi secondi.

Riposa in pace amico mio. Riposa in pace Vittorino.


 
 
 

Storia

Post n°924 pubblicato il 17 Maggio 2009 da robertodimo

DER SPIEGEL, HITLER FU AIUTATO DA COMPLICI EUROPEI
Tratto da Repubblica.It

Dachau

L'Olocausto e' stato voluto e iniziato dai nazisti, ma senza la collaborazione attiva di larghi strati della popolazione di molti paesi europei non avrebbe mai potuto assumere la dimensione spaventosa che ha avuto. A rompere questo tabu' e' il settimanale 'Der Spiegel', che appoggiandosi alle tesi sostenute da alcuni storici tedeschi, ma prendendo lo spunto dall'estradizione in Germania di John Demjanjuk, esce domani con il forte titolo di copertina "I complici - Gli aiutanti europei di Hitler nello sterminio degli ebrei".
Lo storico Michael Wildt sostiene che "i tedeschi da soli non sarebbero stati in grado di mettere in atto lo sterminio di milioni di ebrei", mentre il suo collega Dieter Pohl stima in 200mila gli aiutanti non tedeschi, un numero uguale a quello degli aguzzini tedeschi e austriaci, che hanno "preparato, appoggiato ed eseguito le azioni di sterminio". Lo 'Spiegel' scrive che "gendarmi ucraini e poliziotti lettoni, soldati romeni e ferrovieri ungheresi, contadini polacchi e impiegati del catasto olandesi, sindaci francesi, ministri norvegesi, soldati italiani (i repubblichini di Salo', ndr), tutti hanno collaborato all'Olocausto". Sui "killing fields" dell'Europa dell'est, sottolinea il settimanale, "ogni poliziotto tedesco era affiancato da dieci aiutanti locali".
Lo storico americano Raul Hilberg ha scoperto che in percentuale della popolazione, il numero piu' alto di aguzzini e' stato riscontrato in Lettonia, quello piu' basso in Danimarca. Proprio l'esempio danese dimostra che se le altre popolazioni avessero adottato il loro comportamento di sostegno agli ebrei, l'Olocausto non si sarebbe verificato. Dei 7500 ebrei che vivevano in Danimarca, il 98 per cento e' riuscito a sopravvivere, mentre la stessa cosa e' riuscita solo al 9 per cento degli ebrei olandesi. Di fronte a questi dati lo storico tedesco Götz Aly avanza la tesi che la Shoah e' stata presumibilmente "un progetto europeo, che non si puo' spiegare soltanto con le speciali premesse della storia tedesca" ed aggiunge che l'Olocausto non ha rappresentato solo il punto piu' basso della storia tedesca, "ma anche di quella europea".
Nel suo lungo articolo lo 'Spiegel' fa un'encomiabile eccezione per il nostro paese, sottolineando che "tra gli italiani l'antisemitismo non era molto radicato ed era di fatto ordinato dall'alto, per riguardo ai tedeschi. Per questo non fu un caso isolato quello del comandante militare italiano di Mostar, in Bosnia, che si rifiuto' di prelevare gli ebrei dalle loro case, giudicando queste azioni 'non compatibili con l'onore dell'esercito italiano'". Rimane il fatto, conclude il settimanale, che "a partire dal 1943 il regime marionetta di Benito Mussolini (la Repubblica di Salo', ndr) partecipo' attivamente alla persecuzione degli ebrei italiani, 9000 dei quali vennero spediti a morire".

 
 
 

Economia

Post n°925 pubblicato il 29 Maggio 2009 da robertodimo

Considerazioni finali del Governatore della Banca d'Italia 2009
Tratto da Repubblica.It

Mario Draghi, Governatore Banca d'Italia

Riforme strutturali, imprese più produttive e banche "lungimiranti" perché il Paese esca dalla crisi e, soprattutto, da vent'anni di "produttività stagnante, bassi investimenti, bassi salari, bassi consumi, tasse alte". E' la via indicata dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi nelle "Considerazioni finali". Perché la crisi, certo, sta stritolando la crescita come non mai: secondo le previsioni più aggiornate di via Nazionale, la caduta del Pil sarà "di circa il 5 per cento quest'anno". Ma per l'Italia, ricorda Draghi rivolgendosi all'Assemblea Ordinaria dei Partecipanti, non si tratta solo di venir fuori dalla crisi, ma anche di uscire da una spirale negativa cominciata ben prima del crollo dell'economia mondiale. Perché questo possa avvenire, la Banca d'Italia indica direttive precise: "Una risposta incisiva all'emergenza è possibile solo se accompagnata da comportamenti e da riforme che rialzino la crescita dal basso sentiero degli ultimi decenni".

Anche Draghi, come la settimana scorsa il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, chiede quindi al governo riforme: "Il completamento degli ammortizzatori sociali, la ripresa degli investimenti pubblici, le azioni di sostegno della domanda e del credito che sono state oggi delineate avranno gli effetti sperati se coniugati con riforme strutturali: non solo per dire ai mercati che il disavanzo è sotto controllo, ma perché queste riforme costituiscono la piattaforma della crescita futura".

Ma non dev'essere solo il governo a muoversi. Molto è nelle mani di banche e imprese. Alle prime, Draghi chiede, considerato che "non hanno eredità pesanti nei loro bilanci", di utilizzare "questo vantaggio nei confronti dei concorrenti per affrontare un presente e un futuro non facili". E' vero che "non si può chiedere alle banche di allentare la prudenza nell'erogare il credito; non è nell'interesse della nostra economia un sistema bancario che mettà a rischio l'integrità dei bilanci e la fiducia di coloro che gli affidano i propri risparmi". Ma si può invece chiedere loro di essere "lungimiranti": "Valutino il merito di credito dei loro clienti - suggerisce il governatore della Banca d'Italia - con lungimiranza. Prendano esempio dai banchieri che finanziarono la ricostruzione e la crescita degli anni Cinquanta e Sessanta".

Mentre alle imprese, Draghi suggerisce di "continuare l'opera di razionalizzazione iniziata da pochi anni", ma anche di proteggere "le professionalità accumulate dai lavoratori, che torneranno preziose in un futuro speriamo non lontano". La crisi non durerà infatti in eterno: "segnali incoraggianti" indicano che, per quanto "non è ancora possibile individuare con certezza una definitiva inversione ciclica", "la crescita riprenderà nel 2010".

Ma di che tipo di crescita si tratterà? Questo è il momento di porre le basi, sostiene Draghi, perché l'Italia intraprenda un nuovo percorso virtuoso, per rilanciare il sistema imprenditoriale, l'occupazione, i consumi. Trascurare la questione occupazionale, ricorda la Banca d'Italia, sarebbe un grave errore: "I lavoratori in Cassa Integrazione e coloro che cercano una occupazione sono già oggi intorno all'8,5 per cento della forza lavoro, una quota che potrebbe salire oltre il 10: proseguirebbe la decurtazione del reddito disponibile delle famiglie e dei loro consumi, nonostante la forte riduzione dell'inflazione". E questo porterebbe, in una spirale perversa, a una ulteriore riduzione della produzione, a nuove chiusure delle imprese.

"Si stima che 1,6 milioni di lavoratori dipendenti e parasubordinati non abbiano diritto ad alcun sostegno in caso di licenziamento". Urge allora un "buon sistema di ammortizzatori sociali per chi cerca un nuovo lavoro". Accanto a un meccanismo di sostegno delle imprese: "Il passaggio dei prossimi mesi sarà decisivo: una mortalità eccessiva che colpisca per affissia finanziaria anche aziende che avrebbero il potenziale per tornare a prosperare dopo la crisi è un secondo, grave rischio per la nostra economia".

 
 
 

Plagio

Post n°927 pubblicato il 10 Giugno 2009 da robertodimo

Vorrei segnalare che nella rete Internet, come era prevedibile, girano intere mie poesie già pubblicate da me alla pagina
http://robertodimolfetta.spaziofree.net/soloperte.htm
da anni e poi riprese senza la paternità dell'opera o, addirittura, plagiate come all'indirizzo
http://blog.libero.it/vaffanxxxx/commenti.php?msgid=5416558&id=195484#comments (leggere i commenti del post a riguardo).

Quando poi ho fatto notare la cosa ad un blogger di Libero, questi mi ha persino dato dell'idiota.
A parte la legge, che ovviamente esiste ancora e mi dà ragione, sottolineo che non ho nulla in contrario a fornire materiale per il lavoro altrui. Ma che non mi si venga a dare dell'idiota se chiedo di pubblicare il nome dell'autore insieme a tutta l'opera, o peggio, non si faccia in modo di farla passare per propria una mia poesia: siete dei ladri se lo fate, altro che storie.

Il termine con cui si definisce l'appropriarsi del materiale altrui facendolo proprio si chiama plagio. Per evitarlo basterebbe citare la fonte, cosa che con le poesie eviterebbe proprio il guaio di stare a ricordare al mondo di essere il vero autore, col rischio addirittura di non essere creduti come tale.

Perciò attualmente non intendo denunciare nessun signor nessuno plagiatore, ma mi riserverei di farlo nel caso in cui qualcuno mettesse in dubbio la paternità delle mie opere, appropriandosene.

Pubblicare non vuol dire abbandonare.

P.S. Il sito citato per l'opera originale non è più attivo per cause ignote e non dipendenti dal sottoscritto: me lo hanno semplicemente chiuso probabilmente perché essendo gratuito non meritavo nessuna considerazione, neanche un avviso di chiusura. Il fatto che il sito originale sia chiuso non cambia minimamente la situazione citata nel post: le mie poesie rimangono con il diritto d'autore integro, e le centinaia di persone che hanno testimoniato la pubblicazione delle mie opere in questi anni ne sono custodi. In ogni caso le stesse sono pubblicate adesso nel mio nuovo dominio http://www.appuntidiscienzesociali.it/soloperte.htm

 
 
 

AppuntiDiScienzeSociali.It - Il mio nuovo dominio Web

Post n°928 pubblicato il 10 Luglio 2009 da robertodimo
Foto di robertodimo

Appunti sulle Scienze Sociali ed Altro - E' il dominio associato a questo blog, indirizzo attuale http://www.appuntidiscienzesociali.it - Come questo blog, tratta temi delle scienze sociali come la sociologia, riscopre autori, propone teorie e metodi scientifici. Presenta una trattazione panoramica su alcune delle principali scienze sociali, con approfondimenti, materiale di studio, riferimenti ed appunti originali.
Il sito precedentemente era ospitato sui servers del servizio di hosting spaziofree.net, con dominio robertodimolfetta.spaziofree.net.

La chiusura improvvisa del dominio, senza spiegazione né avviso sui motivi, ha spinto l'autore a attivare questo dominio, www.appuntidiscienzesociali.it, pur avendo perso oltre 5000 collegamenti rilevati nei tre maggiori motori di ricerca e un punteggio PageRank di Google per la Home Page pari a 5. Spero, cari visitatori, che apprezziate lo sforzo di mantenere in vita questi numerosi appunti personali e non sulle scienze sociali.

 
 
 

GRAZIE!!!

Post n°929 pubblicato il 03 Dicembre 2009 da mammadivale56

UN ABBRACCIO CON AFFETTO

PAOLA E GIORGIO

 
 
 
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Un blog di: robertodimo
Data di creazione: 09/02/2005
 
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AIUTIAMO IL PICCOLO RICCARDO

Rccardo Bellani

AIUTIAMO IL
PICCOLO LEONCINO

Il “PICCOLO LEONCINO” HA INIZIATO IN FLORIDA LE TERAPIE DELLA SPERANZA!
Riccardo: medici americani al lavoro! Adesso si fa proprio sul serio, l'avventura americana del piccolo Riccardo Bellani – che con l'aiuto degli specialisti d'oltreoceano cercherà di riappropriarsi di una vita il più possibile normale – è iniziata. Si tratta di un programma intenso (Camera Iperbarica, Logopedia, Fisioterapia, Acquaterapia, Massaggio Craniosacrale) che metterà a dura prova la forza e la resistenza del “piccolo leoncino” di Busto Arsizio, Riccardo Bellani.
Riccardo soffre di SINDROME DI WEST SECONDARIA A GRAVE ENCEFALOPATIA FETOCONNATALE, il 10 agosto scorso ha compiuto 4 anni, ma
non parla, non sente, non può camminare,non riesce a tener dritta la testa e non è neppure in grado di camminare .... Riccardo dal 13 agosto si trova negli Stati Uniti per affrontare queste terapie con la speranza di avere una vita migliore, quella vita che il fato, che il ... “destino cinico e baro” vorrebbe negargli.
La mamma, Milva, accompagna il “piccolo leoncino” mentre papà Roberto Bellani è rimasto qui in Italia con i fratelli di Riccardo: David e Giacomo Bellani continuano a vivere e studiare qui in Italia .... senza il loro fratellino ...lontani dalla loro mamma ... ma lo fanno volentieri, accettano con entusiasmo questa situazione perché credono che Riccardo possa stare meglio, credono che al ritorno dagli Stati Uniti Riccardo possa finalmente giocare insieme a loro! Loro ci credono!

 

AIUTIAMO IL PICCOLO RICCARDO - L'AIUTO

Se anche tu ci credi, aiuta Riccardo a continuare le terapie, invia un contributo alla Mamma:

Milva Mihaylova Bellani
Intesa San Paolo di Busto Arsizio c/c nr. 615314379541
IBAN: IT 88 L 03069 22807 615314379541
causale: AIUTIAMO RICCARDO
Oppure all'Associazione che sostiene Riccardo Bellani:
Associazione F.R.A.T.E.S. Piccolo Leoncino ONLUS
Banca Cariparma & Piacenza – Agenzia MI 13  c/c 568506/94
IBAN: IT 28 Y 0623 01602 56850694
causale: AIUTIAMO RICCARDO

 

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