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        <title>Scienze Sociali</title>
        <description>Tratta temi delle scienze sociali: sociologia, storia, scienza politica, economia, psicologia, sociolinguistica, scienze della comunicazione</description>
        <link>http://blog.libero.it/scienzesociali/</link>
        <lastBuildDate>Tue, 22 Feb 2011 14:13:12 +0100</lastBuildDate>
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        <category>Arte e Cultura</category>
        <category>Varie Arte e Cultura</category>
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            <title>Blog non più aggiornato</title>
            <link>http://blog.libero.it/scienzesociali/9914478.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Come avrete notato, sia tornando a visitarlo che passandoci casualmente e cercando post recenti, questo blog non viene pi&amp;ugrave; aggiornato.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Si &amp;egrave; certi di fare cosa utile e gradita conservandone i contenuti finch&amp;eacute; possibile su questa piattaforma, magari coadiuvando il tutto con i links alle pagine interne del sito legato a questo, Appunti di Scienze Sociali, indirizzo &lt;a title=&quot;Appunti di Scienze Sociali ed Altro&quot; href=&quot;http://www.appuntidiscienzesociali.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.appuntidiscienzesociali.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quest'ultimo sito sta andando molto bene e i costi, le energie per il mantenimento sono quelli che hanno le priorit&amp;agrave; sul comunque valido progetto di questo blog.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Si ringraziano tutti i lettori abituali per aver partecipato con le loro visite e, in diversi casi, con i loro messaggi.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Provate a visitare il sito citato, troverete materiale interessante sulle scienze sociali e continuerete idealmente il discorso iniziato con questo blog.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Grazie.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Roberto&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>appunti di scienze sociali</category>
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            <pubDate>Tue, 22 Feb 2011 14:11:20 +0100</pubDate>
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            <title>GRAZIE!!!</title>
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            <description>&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://i202.photobucket.com/albums/aa132/BarbieDoll4Ken/FriendsGrow.gif&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img style=&quot;DISPLAY: block; MARGIN: 2px auto; WIDTH: 320px; TEXT-ALIGN: center&quot; src=&quot;http://i202.photobucket.com/albums/aa132/BarbieDoll4Ken/FriendsGrow.gif&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;UN ABBRACCIO CON AFFETTO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;strong&gt;PAOLA E GIORGIO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 03 Dec 2009 14:21:58 +0100</pubDate>
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            <title>AppuntiDiScienzeSociali.It - Il mio nuovo dominio Web</title>
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            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/scienzesociali/getmedia.php?.or%60zo%26imJwemw_gh%60%7D%25%7E98854773%3F%27188ak%25laemk%25liaigkrspoodicyc%3B%2537%27z%05kgonmghom%05j%22&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Appunti sulle Scienze Sociali ed Altro&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; - E' il dominio associato a questo blog, indirizzo attuale &lt;a href=&quot;http://www.appuntidiscienzesociali.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.appuntidiscienzesociali.it&lt;/a&gt; - Come questo blog, tratta temi delle scienze sociali come la sociologia, riscopre autori, propone teorie e metodi scientifici. Presenta una trattazione panoramica su alcune delle principali scienze sociali, con approfondimenti, materiale di studio, riferimenti ed appunti originali.&lt;br /&gt;Il sito precedentemente era ospitato sui servers del servizio di hosting spaziofree.net, con dominio robertodimolfetta.spaziofree.net.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La chiusura improvvisa del dominio, senza spiegazione n&amp;eacute; avviso sui motivi, ha spinto l'autore a attivare questo dominio, www.appuntidiscienzesociali.it, pur avendo perso oltre 5000 collegamenti rilevati nei tre maggiori motori di ricerca e un punteggio PageRank di Google per la Home Page pari a 5. Spero, cari visitatori, che apprezziate lo sforzo di mantenere in vita questi numerosi appunti personali e non sulle scienze sociali.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 10 Jul 2009 21:24:26 +0100</pubDate>
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            <title>Plagio</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Vorrei segnalare che nella rete Internet, come era prevedibile, girano intere mie poesie gi&amp;agrave; pubblicate da me alla pagina&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://robertodimolfetta.spaziofree.net/soloperte.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://robertodimolfetta.spaziofree.net/soloperte.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;da anni e poi riprese senza la paternit&amp;agrave; dell'opera o, addirittura, plagiate come all'indirizzo&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://blog.libero.it/vaffanxxxx/commenti.php?msgid=5416558&amp;amp;id=195484#comments&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://blog.libero.it/vaffanxxxx/commenti.php?msgid=5416558&amp;amp;id=195484#comments&lt;/a&gt; (leggere i commenti del post a riguardo).&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quando poi ho fatto notare la cosa ad un blogger di Libero, questi mi ha persino dato dell'idiota.&lt;br /&gt;A parte la legge, che ovviamente esiste ancora e mi d&amp;agrave; ragione, sottolineo che non ho nulla in contrario a fornire materiale per il lavoro altrui. Ma che non mi si venga a dare dell'idiota se chiedo di pubblicare il nome dell'autore insieme a tutta l'opera, o peggio, non si faccia in modo di farla passare per propria una mia poesia: siete dei ladri se lo fate, altro che storie.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il termine con cui si definisce l'appropriarsi del materiale altrui facendolo proprio si chiama plagio. Per evitarlo basterebbe citare la fonte, cosa che con le poesie eviterebbe proprio il guaio di stare a ricordare al mondo di essere il vero autore, col rischio addirittura di non essere creduti come tale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perci&amp;ograve; attualmente non intendo denunciare nessun signor nessuno plagiatore, ma mi riserverei di farlo nel caso in cui qualcuno mettesse in dubbio la paternit&amp;agrave; delle mie opere, appropriandosene.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Pubblicare non vuol dire abbandonare.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;P.S. Il sito citato per l'opera originale non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; attivo per cause ignote e non dipendenti dal sottoscritto: me lo hanno semplicemente chiuso probabilmente perch&amp;eacute; essendo gratuito non meritavo nessuna considerazione, neanche un avviso di chiusura. Il fatto che il sito originale sia chiuso non cambia minimamente la situazione citata nel post: le mie poesie rimangono con il diritto d'autore integro, e le centinaia di persone che hanno testimoniato la pubblicazione delle mie opere in questi anni ne sono custodi. In ogni caso le stesse sono pubblicate adesso nel mio nuovo dominio &lt;a href=&quot;http://www.appuntidiscienzesociali.it/soloperte.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.appuntidiscienzesociali.it/soloperte.htm&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 10 Jun 2009 13:57:52 +0100</pubDate>
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            <title>Economia</title>
            <link>http://blog.libero.it/scienzesociali/7141611.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Considerazioni finali del Governatore della Banca d'Italia 2009&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tratto da Repubblica.It&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 5px;&quot; src=&quot;http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/economia/conti-pubblici-54/parla-draghi/stor_10536315_24060.jpg&quot; alt=&quot;Mario Draghi, Governatore Banca d'Italia&quot; width=&quot;280&quot; height=&quot;376&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Riforme strutturali, imprese pi&amp;ugrave; produttive e banche &quot;lungimiranti&quot; perch&amp;eacute; il Paese esca dalla crisi e, soprattutto, da vent'anni di &quot;produttivit&amp;agrave; stagnante, bassi investimenti, bassi salari, bassi consumi, tasse alte&quot;. E' la via indicata dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi nelle &quot;Considerazioni finali&quot;. Perch&amp;eacute; la crisi, certo, sta stritolando la crescita come non mai: secondo le previsioni pi&amp;ugrave; aggiornate di via Nazionale, la caduta del Pil sar&amp;agrave; &quot;di circa il 5 per cento quest'anno&quot;. Ma per l'Italia, ricorda Draghi rivolgendosi all'Assemblea Ordinaria dei Partecipanti, non si tratta solo di venir fuori dalla crisi, ma anche di uscire da una spirale negativa cominciata ben prima del crollo dell'economia mondiale. Perch&amp;eacute; questo possa avvenire, la Banca d'Italia indica direttive precise: &quot;Una risposta incisiva all'emergenza &amp;egrave; possibile solo se accompagnata da comportamenti e da riforme che rialzino la crescita dal basso sentiero degli ultimi decenni&quot;. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Anche Draghi, come la settimana scorsa il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, chiede quindi al governo riforme: &quot;Il completamento degli ammortizzatori sociali, la ripresa degli investimenti pubblici, le azioni di sostegno della domanda e del credito che sono state oggi delineate avranno gli effetti sperati se coniugati con riforme strutturali: non solo per dire ai mercati che il disavanzo &amp;egrave; sotto controllo, ma perch&amp;eacute; queste riforme costituiscono la piattaforma della crescita futura&quot;. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ma non dev'essere solo il governo a muoversi. Molto &amp;egrave; nelle mani di banche e imprese. Alle prime, Draghi chiede, considerato che &quot;non hanno eredit&amp;agrave; pesanti nei loro bilanci&quot;, di utilizzare &quot;questo vantaggio nei confronti dei concorrenti per affrontare un presente e un futuro non facili&quot;. E' vero che &quot;non si pu&amp;ograve; chiedere alle banche di allentare la prudenza nell'erogare il credito; non &amp;egrave; nell'interesse della nostra economia un sistema bancario che mett&amp;agrave; a rischio l'integrit&amp;agrave; dei bilanci e la fiducia di coloro che gli affidano i propri risparmi&quot;. Ma si pu&amp;ograve; invece chiedere loro di essere &quot;lungimiranti&quot;: &quot;Valutino il merito di credito dei loro clienti - suggerisce il governatore della Banca d'Italia - con lungimiranza. Prendano esempio dai banchieri che finanziarono la ricostruzione e la crescita degli anni Cinquanta e Sessanta&quot;. &lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mentre alle imprese, Draghi suggerisce di &quot;continuare l'opera di razionalizzazione iniziata da pochi anni&quot;, ma anche di proteggere &quot;le professionalit&amp;agrave; accumulate dai lavoratori, che torneranno preziose in un futuro speriamo non lontano&quot;. La crisi non durer&amp;agrave; infatti in eterno: &quot;segnali incoraggianti&quot; indicano che, per quanto &quot;non &amp;egrave; ancora possibile individuare con certezza una definitiva inversione ciclica&quot;, &quot;la crescita riprender&amp;agrave; nel 2010&quot;. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ma di che tipo di crescita si tratter&amp;agrave;? Questo &amp;egrave; il momento di porre le basi, sostiene Draghi, perch&amp;eacute; l'Italia intraprenda un nuovo percorso virtuoso, per rilanciare il sistema imprenditoriale, l'occupazione, i consumi. Trascurare la questione occupazionale, ricorda la Banca d'Italia, sarebbe un grave errore: &quot;I lavoratori in Cassa Integrazione e coloro che cercano una occupazione sono gi&amp;agrave; oggi intorno all'8,5 per cento della forza lavoro, una quota che potrebbe salire oltre il 10: proseguirebbe la decurtazione del reddito disponibile delle famiglie e dei loro consumi, nonostante la forte riduzione dell'inflazione&quot;. E questo porterebbe, in una spirale perversa, a una ulteriore riduzione della produzione, a nuove chiusure delle imprese. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &quot;Si stima che 1,6 milioni di lavoratori dipendenti e parasubordinati non abbiano diritto ad alcun sostegno in caso di licenziamento&quot;. Urge allora un &quot;buon sistema di ammortizzatori sociali per chi cerca un nuovo lavoro&quot;. Accanto a un meccanismo di sostegno delle imprese: &quot;Il passaggio dei prossimi mesi sar&amp;agrave; decisivo: una mortalit&amp;agrave; eccessiva che colpisca per affissia finanziaria anche aziende che avrebbero il potenziale per tornare a prosperare dopo la crisi &amp;egrave; un secondo, grave rischio per la nostra economia&quot;.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 29 May 2009 11:31:07 +0100</pubDate>
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            <title>Storia</title>
            <link>http://blog.libero.it/scienzesociali/7074890.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt;&lt;strong&gt;DER SPIEGEL, HITLER FU AIUTATO DA COMPLICI EUROPEI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tratto da Repubblica.It&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 5px;&quot; src=&quot;http://www.unartgroup.it/wp-content/uploads/2009/01/dachau1945.jpg&quot; alt=&quot;Dachau&quot; width=&quot;384&quot; height=&quot;266&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L'Olocausto e' stato voluto e iniziato dai nazisti, ma senza la collaborazione attiva di larghi strati della popolazione di molti paesi europei non avrebbe mai potuto assumere la dimensione spaventosa che ha avuto. A rompere questo tabu' e' il settimanale 'Der Spiegel', che appoggiandosi alle tesi sostenute da alcuni storici tedeschi, ma prendendo lo spunto dall'estradizione in Germania di John Demjanjuk, esce domani con il forte titolo di copertina &quot;I complici - Gli aiutanti europei di Hitler nello sterminio degli ebrei&quot;.&lt;br /&gt;Lo storico Michael Wildt sostiene che &quot;i tedeschi da soli non sarebbero stati in grado di mettere in atto lo sterminio di milioni di ebrei&quot;, mentre il suo collega Dieter Pohl stima in 200mila gli aiutanti non tedeschi, un numero uguale a quello degli aguzzini tedeschi e austriaci, che hanno &quot;preparato, appoggiato ed eseguito le azioni di sterminio&quot;. Lo 'Spiegel' scrive che &quot;gendarmi ucraini e poliziotti lettoni, soldati romeni e ferrovieri ungheresi, contadini polacchi e impiegati del catasto olandesi, sindaci francesi, ministri norvegesi, soldati italiani (i repubblichini di Salo', ndr), tutti hanno collaborato all'Olocausto&quot;. Sui &quot;killing fields&quot; dell'Europa dell'est, sottolinea il settimanale, &quot;ogni poliziotto tedesco era affiancato da dieci aiutanti locali&quot;.&lt;br /&gt;Lo storico americano Raul Hilberg ha scoperto che in percentuale della popolazione, il numero piu' alto di aguzzini e' stato riscontrato in Lettonia, quello piu' basso in Danimarca. Proprio l'esempio danese dimostra che se le altre popolazioni avessero adottato il loro comportamento di sostegno agli ebrei, l'Olocausto non si sarebbe verificato. Dei 7500 ebrei che vivevano in Danimarca, il 98 per cento e' riuscito a sopravvivere, mentre la stessa cosa e' riuscita solo al 9 per cento degli ebrei olandesi. Di fronte a questi dati lo storico tedesco G&amp;ouml;tz Aly avanza la tesi che la Shoah e' stata presumibilmente &quot;un progetto europeo, che non si puo' spiegare soltanto con le speciali premesse della storia tedesca&quot; ed aggiunge che l'Olocausto non ha rappresentato solo il punto piu' basso della storia tedesca, &quot;ma anche di quella europea&quot;.&lt;br /&gt;Nel suo lungo articolo lo 'Spiegel' fa un'encomiabile eccezione per il nostro paese, sottolineando che &quot;tra gli italiani l'antisemitismo non era molto radicato ed era di fatto ordinato dall'alto, per riguardo ai tedeschi. Per questo non fu un caso isolato quello del comandante militare italiano di Mostar, in Bosnia, che si rifiuto' di prelevare gli ebrei dalle loro case, giudicando queste azioni 'non compatibili con l'onore dell'esercito italiano'&quot;. Rimane il fatto, conclude il settimanale, che &quot;a partire dal 1943 il regime marionetta di Benito Mussolini (la Repubblica di Salo', ndr) partecipo' attivamente alla persecuzione degli ebrei italiani, 9000 dei quali vennero spediti a morire&quot;.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 17 May 2009 19:17:02 +0100</pubDate>
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            <title>Per un amico scomparso</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;object width=&quot;286&quot; height=&quot;238&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://video.libero.it/static/swf/eltvplayer.swf?id=422a9635eee8e94de110ab4fe9e406ab&quot; /&gt;&lt;embed src=&quot;http://video.libero.it/static/swf/eltvplayer.swf?id=422a9635eee8e94de110ab4fe9e406ab&quot; width=&quot;286&quot; height=&quot;238&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dedicato a Vittorino, il mio amico batterista, con il quale ho condiviso risate e dolori negli ultimi anni, che &amp;egrave; scomparso in questi mesi. Sarai sempre nel mio cuore amico.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ho fondato un gruppo in Facebook dove chi ha avuto il lutto di vedere una persona cara togliersi la vita pu&amp;ograve; iscriversi. L'indirizzo &amp;egrave; il seguente:&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #0000ff;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.facebook.com/group.php?gid=77681014558&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=77681014558&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #0000ff;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;La caratteristica principale di questo mio amico, Vittorino, era quella di essere estremamente sensibile, troppo, al punto che ogni fatto quotidiano con un minimo di tensione, cosa normale per tutti, lui lo trasformava in un dramma, ingigantendolo.&lt;br /&gt;Una educazione familiare severa, al limite della rigidit&amp;agrave; monotematica, gli aveva impedito di sentirsi amato psicologicamente libero per ci&amp;ograve; che era.&lt;br /&gt;La sua sensibilit&amp;agrave; era per fortuna stata compensata, da adolescente, dalla sua enorme bravura come musicista, motivo per cui lo avevo conosciuto ed avevo condiviso i primi anni come amico con lui.&lt;br /&gt;Purtroppo per&amp;ograve;, l'influenza nefasta della societ&amp;agrave; per ci&amp;ograve; che riguarda i traguardi della vita lo avevano fatto sentire inutile con le sue bacchette e la sua cultura musicale.&lt;br /&gt;Perci&amp;ograve; aveva abbandonato tamburi e piatti ed era passato ad una mancanza totale di interessi, complice una delusione amorosa che era stata causa prima della depressione che aveva accompagnato la sua esistenza sino alla fine.&lt;br /&gt;Io cercavo, dal '99 fino al trasloco in un'altra citt&amp;agrave;, nel 2004, di comprenderlo, condividendo emozioni e delusioni, paure e tristezze, ma tutto condito con un amore per lo scherzo e la battuta che anche le persone pi&amp;ugrave; malinconiche possono avere quando sono intelligenti e sensibili. La sua profondit&amp;agrave; purtroppo lo portava anche a delle paranoie inutili che non facevano che aggravare la sua situazione, cosa che lo portava spesso a scusarsi per torti che mi faceva e che io perdonavo sempre.&lt;br /&gt;Poi in questi anni il silenzio, dovuto alla lontananza e all'ultimo dei suoi torti nei miei confronti, una cosa di poco conto che io avevo vissuto come pericolosa perch&amp;eacute; ormai dovuta ad una mancanza di attinenza con la realt&amp;agrave; dei suoi pensieri.&lt;br /&gt;Tutto poi &amp;egrave; finito, nella Pace, quel 4 dicembre 2008, quando, scavalcato il balcone di casa, con una splendida vista sul Colosseo, ha pensato di farla finita con la vita, la solitudine e i mille traguardi non raggiunti a 32 anni.&lt;br /&gt;Non mi scorder&amp;ograve; mai di lui e della sua simpatia e sensibilit&amp;agrave;, ed anche della sua intelligenza, che purtroppo non l'ha distolto dai brutti pensieri che anche ai molti passano per la testa anche per pochi secondi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #0000ff;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Riposa in pace amico mio. Riposa in pace Vittorino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #0000ff;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;object width=&quot;300&quot; height=&quot;249&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://video.libero.it/static/swf/eltvplayer.swf?id=af6efda963875db02a0fd87f8add4ee5&quot; /&gt;&lt;embed src=&quot;http://video.libero.it/static/swf/eltvplayer.swf?id=af6efda963875db02a0fd87f8add4ee5&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;249&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 08 May 2009 11:55:29 +0100</pubDate>
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            <title>Storia - Considerazioni sul Cristianesimo</title>
            <link>http://blog.libero.it/scienzesociali/6997485.html</link>
            <description>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-left: 2cm; margin-right: 2cm; text-align: center;&quot;&gt;Tratto da &lt;a href=&quot;http://www.diodenaro.org&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.diodenaro.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormalmargin-left: 2cm; margin-right: 2cm; text-align: center;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 5px;&quot; src=&quot;http://www.diodenaro.org/image/ultima-cena.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;204&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt;C'&amp;egrave; un dato  di fatto a cui nessuna religione pu&amp;ograve; sottrarsi, &amp;egrave; cio&amp;egrave; che non esiste un  credo che pu&amp;ograve; vantare di un certo riscontro storico-scientifico. Non  importa se il nome sia Geova, Allah, Maometto, Budda, Ges&amp;ugrave; ecc., di  sicuro solo la fede pu&amp;ograve; giustificare ci&amp;ograve; che per la scienza &amp;egrave; pura e  semplice assurdit&amp;agrave;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt; Anche per il  cristianesimo vale la stessa regola poich&amp;eacute; abbiamo pi&amp;ugrave; informazioni  tangibili sui dinosauri che sull' esistenza e la vita di Ges&amp;ugrave;, infatti  esistono&amp;nbsp; solo pochissimi riferimenti storici non evangelici&amp;nbsp; che  parlano di Cristo e perlopi&amp;ugrave; sono attribuiti personaggi come Flavio  Giuseppe, Tacito, Svetonio Pilino. Per questo motivo nessuno al mondo  pu&amp;ograve; realmente affermare la veridicit&amp;agrave; di un vangelo o la sua  attendibilit&amp;agrave; rispetto ad un' altro, quindi rimane un mistero come  abbiano fatto i vescovi del codice niceno a scegliere gli scritti oggi  canonici, a meno ch&amp;eacute; &amp;nbsp;non si siano affidati al fato ed abbiano scelto i  vangeli che non sono rotolati a terra dal tavolo come sarcasticamente ha  affermato Voltaire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt; Credere ad  antiche leggende gnostiche come l'esistenza di un Dio superiore al  nostro e credere che il nostro mondo sia stato creato da due angeli  caduti dal regno celeste &quot;lo stolto&quot; ed il &quot;ribelle&quot;, &amp;egrave; tanto  irrealistico quanto credere che Eva sia stata creata da una costola di  Adamo, in pratica le due ipotesi avrebbero lo stesso peso su di una  bilancia immaginaria. Analizzare, filtrare e manipolare informazioni gi&amp;agrave;  di per se inquinate soggettivamente e per giunta riportate per sentito  dire non pu&amp;ograve; fare altro che partorire un credo estremamente confuso ed  in contrasto con se stesso, infatti Marco, Matteo, Luca e Giovanni  spesso sono in contrasto tra loro ed in alcuni casi si contraddicono  clamorosamente, basti pensare che nemmeno sulla nascita di Ges&amp;ugrave; si  trovano d'accordo e mentre Marco afferma che egli nacque durante il  regno di re Erode, Luca afferma invece che Ges&amp;ugrave; nacque durante  l'investitura di Quirino come governatore della Persia. Ci piacerebbe  sapere anche come fa il discepolo Giovanni a ricordarsi solo lui della  resurrezione di Lazzaro e soprattutto come fa a saperlo circa mezzo  secolo dopo le pi&amp;ugrave; antiche memorie di Marco a cui questo episodio, forse  il pi&amp;ugrave; grandioso di Ges&amp;ugrave;, &amp;egrave; assolutamente sconosciuto. Oltre a queste ed  altre numerose contraddizioni il credo cristiano si basa anche su dubbie  traduzioni degli antichi testi aramaici, copti, grechi, ebraici ecc..,  persino la verginit&amp;agrave; di Maria deriva dalla traduzione del termine  ebraico &amp;ldquo;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt;parthenos&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt;&amp;rdquo; il quale pi&amp;ugrave; che &quot;vergine&quot; stava a significare &quot;giovane  donna&quot;. Anche ammettendo il concepimento verginale di Ges&amp;ugrave; non si  capisce come abbia fatto Maria a rimanere vergine anche dopo il parto  visto che si &amp;egrave; recata al tempio per la purificazione, usanza abituale  tra gli ebrei che intendeva purificare le donne che dopo la lacerazione  del parto subivano perdite di sangue. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt; Ad ogni modo  passiamo adesso ad analizzare il vecchio testamento con occhio clinico e  scientifico senza i falsi e canonici &quot;compromessi pseudo-scientifici&quot;  tra il Vaticano e la scienza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt; Iniziamo dall'  inizio e quindi dalla genesi secondo la quale Dio cre&amp;ograve; il mondo in sei  giorni per poi riposarsi il settimo, gi&amp;agrave; in queste poche parole si  nascondono delle assurdit&amp;agrave; scientifiche ed una contraddizione della  chiesa cattolica che da un lato dichiara l' onnipotenza di Dio e dall'  altra afferma che il Signore &amp;egrave; soggetto alla stanchezza e per questo si  &amp;egrave; dovuto riposare il settimo giorno. Per quanto riguarda la creazione  del mondo &amp;egrave; imbarazzante sovrapporre una solida e comprovata tesi  scientifica che data a miliardi di anni la creazione della terra con la  tesi religiosa che invece data la creazione del nostro pianeta in soli 6  giorni. Nel museo di Reggio Calabria sono custoditi i resti mortali di  Lucy, una donna di circa xxxxxx anni con tratti somatici lontanissimi  dalla bellissima e contemporanea Cucinotta o della Marini. Grazie ai  reperti archeologici ed alle analisi effettuate su fossili sappiamo che  i primi ominidi avevano un aspetto scimmiesco, non a caso lo scimpanz&amp;egrave; &amp;egrave;  il nostro pi&amp;ugrave; vicino antenato. Considerando il detto biblico secondo cui  Dio fece l' uomo a sua immagine e presumibile quindi che egli non  somigliasse affatto all' uomo cos&amp;igrave; come compare oggi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt; Saltiamo la  vicenda della cacciata dall' eden di Adamo ed Eva grazie all' inganno  del serpente identificato dalla chiesa in lucifero e veniamo alla  spinosa questione del peccato originale. In pratica tutto il genere  umano &amp;egrave; condannato gi&amp;agrave; dalla nascita a portare il peso di un peccato che  non ha commesso, alla faccia della misericordia e della carit&amp;agrave; divina,  ad ogni modo resta irrisolta la questione della nostra discendenza visto  che Adamo ed Eva ebbero due figli maschi e quindi non si spiega se non  con un incesto la nostra discendenza, gi&amp;agrave; questo sarebbe un peccato  originale pi&amp;ugrave; credibile. In tempi pi&amp;ugrave; recenti la chiesa ha poi elaborato  nuove teorie scientifiche sempre su ispirazione divina puntualmente  smentite da luminari come Galileo che ha dimostrato che la terra gira  intorno al sole e non viceversa oppure l&amp;rsquo;invenzione del purgatorio solo  per giustificare le messe in suffragio (e relative offerte) visto che le  sacre scritture non ne parlano affatto. Se pensiamo che questi episodi  appartengono ormai al passato ci sbagliamo di grosso, tutt&amp;rsquo; oggi la  chiesta continua ad elaborare teorie scientifiche &amp;nbsp;talmente assurde da  far rivoltare Darwin nella tomba come ad esempio la teoria della  transustazione. In base a tale teoria dopo la consacrazione del  sacerdote l&amp;rsquo;ostia mantiene la sua forma originale ma nella sostanza non  si tratta pi&amp;ugrave; di amido ma si tramuta in carne umana cos&amp;igrave; come il vino  diventa sangue, in particolare diventano il corpo ed il sangue di  Cristo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt;Tutto questo per dare un senso logico al rituale ripetuto in  memoria dell&amp;rsquo; ultima cena di Ges&amp;ugrave; quando egli disse :&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Prendete e  mangiatene, questo &amp;egrave; il mio corpo&amp;hellip;..prendetene e bevetene, questo &amp;egrave; il  mio sangue, fate questo in memoria di me. Qualche maligno potrebbe  pensare che ci sia qualcosa di cannibale in tutto questo. Anche le  teorie morali ecclesiastiche sono piuttosto discutibili, in particolar  modo l&amp;rsquo;evidente discriminazione sessuale riservata alle donne le quali  non hanno il diritto di celebrare la messa poich&amp;eacute; non sono degne di tale  dono divino riservato esclusivamente all&amp;rsquo; uomo da cui la donna deriva ed  a cui essa deve assoggettarsi. Come potete  facilmente dedurre &amp;egrave; normale che la stragrande degli scienziati mondiali  &amp;egrave; atea, ma la fede spiega tutto, soprattutto quello che non si pu&amp;ograve;  spiegare in altri modi. Dire che la religione e la scienza non si  contraddicono e una colossale falsit&amp;agrave;. Forse dovremmo smetterla di  interpretare le sacre scritture letteralmente a secondo delle nostre  comodit&amp;agrave; ed accettare semplicemente che il mistero di Dio rimane tale &amp;egrave;  che non esiste alcuna testimonianza scritta o orale che ne possa svelare  una verit&amp;agrave; incontestabile, questa vale per il cristianesimo cos&amp;igrave; come  per tutte le altre religioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 03 May 2009 14:10:50 +0100</pubDate>
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            <title>Scienze della Comunicazione</title>
            <link>http://blog.libero.it/scienzesociali/6991824.html</link>
            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/scienzesociali/getmedia.php?-or%60zo%26imJwemw_gh%60%7D%25%7E068%3D19%3C3%3F%25188ak%25laemk%25liaigkrspoodicyc%3B%2537%27z%05kgonmghom%05j%5D&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;strong&gt;Stampa, Freedom House declassa l'Italia&lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&quot;Non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; un Paese pienamente libero&quot;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Tratto da Repubblica.it&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt;La libert&amp;agrave; di stampa si sta riducendo in tutto il mondo, e l'Italia non &amp;egrave; esente da questa forma di degrado. Nel rapporto 2009 di Freedom House (organizzazione autonoma con sede negli Stati Uniti, che si pone come obiettivo la promozione della libert&amp;agrave; nel mondo), infatti il nostro Paese viene declassato per la prima volta da Paese 'libero' (free) a 'parzialmente libero' (partly free), unico caso nell'Europa Occidentale insieme alla Turchia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Le ragioni della retrocessione dell'Italia sono molteplici, spiegano gli estensori del Rapporto, che esamina la libert&amp;agrave; di stampa in 195 Paesi da quasi 30 anni (dal 1980): &quot;Nonostante l'Europa Occidentale goda a tutt'oggi della pi&amp;ugrave; ampia libert&amp;agrave; di stampa, l'Italia &amp;egrave; stata retrocessa nella categoria dei Paesi parzialmente liberi, dal momento che la libert&amp;agrave; di parola &amp;egrave; stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalit&amp;agrave; organizzata e dei gruppi di estrema destra, e a causa dell'eccessiva concentrazione della propriet&amp;agrave; dei media&quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Pi&amp;ugrave; in dettaglio, Freedom House riconosce che, in generale, in Italia &quot;la libert&amp;agrave; di parola e di stampa sono costituzionalmente garantite e generalmente rispettate, nonostante la concentrazione della propriet&amp;agrave; dei media&quot;. Ma &amp;egrave; proprio quest'ultimo il punto dolente. Certo, c'&amp;egrave; la legge Gasparri, rispetto alla quale l'organizzazione avalla le critiche secondo le quali introduce norme che favoriscono l'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ci sono i tanti processi per diffamazione a carico di altrettanti giornalisti, Freedom House ne cita alcuni tra i pi&amp;ugrave; eclatanti, tra i quali quelli a carico di Alexander Stille e di Marco Travaglio.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt;&lt;br /&gt; Ma il punto veramente dolente, a giudizio dell'organizzazione, &amp;egrave; costituito &quot;dalla concentrazione insolitamente alta della propriet&amp;agrave; dei media rispetto agli standard europei&quot;. Berlusconi, affermano senza reticenze gli autori del rapporto, controlla attraverso il governo la Rai, e possiede Mediaset. E la crisi di La7 non ha certo giovato in questo panorama. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Tra i Paesi europei, anche la Grecia ha subito un significativo arretramento: precede infatti l'Italia di una sola postazione, e tuttavia mantiene la valutazione 'free', a differenza del nostro Paese. La quartultima posizione nell'Europa Occidentale &amp;egrave; occupata dalla Grecia, preceduta, a parit&amp;agrave; di giudizio, da Malta, Francia e Cipro. Nella classifica generale l'Italia &amp;egrave; al settantunesimo posto, a pari merito con Benin e Israele (tutti e tre primi 'partly free' della tabella).&lt;br /&gt; I Paesi pi&amp;ugrave; liberi dell'Europa Occidentale sotto il profilo della libert&amp;agrave; di stampa, sono, a giudizio di Freedom House, l'Islanda (primo), la Finlandia e la Norvegia (secondi), la Danimarca e la Svezia (quarti). Gli stessi Paesi sono anche in cima alla classifica generale. I primi Paese non europei nella classifica mondiale della libert&amp;agrave; di stampa redatta da Freedom House sono la Nuova Zelanda e la Repubblica di Palau, all'undicesimo posto a pari merito con il Liechtenstein. Gli Stati Uniti arrivano solo al ventiquattresimo posto, a pari merito con la Repubblica Ceca e con la Lituania (rientrano ampiamente comunque tra i Paesi che godono di una libera stampa). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ma la situazione europea, a parte il significativo deterioramento del clima in Italia, &amp;egrave; decisamente positiva rispetto a quella di altre aree del mondo. &quot;La professione giornalista &amp;egrave; attualmente alle corde - denuncia Jennifer Windsor, direttore esecutivo di Freedom House - e sta lottando per rimanere in vita, stremata dalle pressioni dei governi e di altri potenti soggetti e dalla crisi economica globale. La stampa &amp;egrave; la prima difesa della democrazia e la sua vulnerabilit&amp;agrave; ha enormi implicazioni per la sua tenuta, se i giornalisti non sono in grado di tener fermo il loro tradizionale ruolo di controllori dei poteri&quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Poco pi&amp;ugrave; di un terzo dei 195 Paesi esaminati garantiscono attualmente la libert&amp;agrave; di stampa: sono classificati 'free' solo 70 Stati, il 36% del campione. Sessantuno (il 31%) sono 'parzialmente liberi' e 64 (il 33%) sono 'non liberi'. Secondo l'indagine, solo il 17% della popolazione mondiale vive in Paesi che godono di una stampa libera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La situazione &amp;egrave; particolarmente peggiorata, oltre che in Italia, nell'Est asiatico, mentre per alcuni Paesi dell'ex Unione Sovietica, del Medio Oriente e del Nord Africa Freedom House parla di vere e proprie intimidazioni nei confronti della stampa libera. Un significativo passo in avanti &amp;egrave; stato registrato dalle Maldive, passate dalla categoria 'not free' a quella 'free' grazie all'adozione di una nuova costituzione che protegge la libert&amp;agrave; di manifestazione del pensiero, e al rilascio di un importante giornalista, detenuto in carcere.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt; Decisi peggioramenti si sono registrati in Cambogia ('not free'), Paese nel quale sono aumentate le forme di intimidazione e di violenza nei confronti dei giornalisti; Hong Kong ('partly free'), a causa delle eccessive forme di pressione esercitate dalla Cina, la stessa Cina e Taiwan; Bulgaria, Croazia, Bosnia e Russia; Israele, dove le pressioni sui giornalisti sono fortemente aumentate nel corso dell'ultimo conflitto a Gaza; Senegal e Madagascar; Messico, Bolivia, Ecuador, Guatemala e Nicaragua.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 02 May 2009 10:00:42 +0100</pubDate>
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            <title>Scienze della Comunicazione</title>
            <link>http://blog.libero.it/scienzesociali/6911028.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un semplice assioma per definire sempre politicamente significativa ogni azione umana&lt;/strong&gt; - &lt;em&gt;Roberto Di Molfetta&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 5px;&quot; title=&quot;Sopra l'Assioma&quot; src=&quot;http://www.malvisi.net/primo%20periodo/Malvisi%20-%20Sopra%20l%27Assioma%20-%2014%20b.jpg&quot; alt=&quot;Quadro di Malvisi&quot; width=&quot;389&quot; height=&quot;281&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un assioma fondamentale della comunicazione &amp;egrave; che non si pu&amp;ograve; non comunicare. Ci&amp;ograve; significa che qualunque atto o omissione, tramite fatti o parole, di un essere umano genera un flusso comunicativo quantomeno unidirezionale. Nel concreto dell'attivit&amp;agrave; politica, questo significa che &amp;egrave; inevitabile anche per il pi&amp;ugrave; dichiaratamente neutrale dei gesti o azioni comunicare una propria posizionabilit&amp;agrave; nel panorama ideale ed ideologico degli schieramenti politici. Perci&amp;ograve;, ritengo che personalmente non abbia senso parlare di indifferenza alla destra o alla sinistra dei fatti politici (&quot;sono i fatti che interessano alla gente che contano&quot;) in quanto, ripeto, ogni attivit&amp;agrave; realizzata o mancata &amp;egrave; carica di significati per un qualsivoglia &quot;pubblico&quot; di persone aventi un'opinione politica su un determinato assetto, istituzione, idea, ideologia, convinzione, opinione o sentimento politici.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 18 Apr 2009 03:06:54 +0100</pubDate>
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